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Friedkin, un anno per ricostruire la Roma: tutte le tappe della rivoluzione texana

FOCUS RS – Un anno doveva essere e un anno è stato. Guido Fienga ha concluso ieri il suo mandato nel ruolo di amministratore delegato della Roma. Una notizia che era nell’aria da diversi giorni, complice l’indicazione temporale che i Friedkin avevano manifestato al diretto interessato sin dal loro insediamento. Fienga doveva essere un traghettatore e tale è stato fino a ieri. L’ultimo dirigente – in ruoli apicali – legato alla vecchia gestione è stato sostituito da un manager di grande respiro internazionale, Pietro Berardi, che almeno nelle intenzioni dei Friedkin, amplificherà il percorso di crescita del brand Roma a livello mondiale. La scelta nasce dalla necessità di dotarsi di una figura che rappresenti appieno la filosofia della nuova proprietà. Fienga ha avuto l’indubbio merito di accompagnare il club nella fase più delicata della sua storia recente, tenendo uniti i fili quasi spezzati della trattativa tra Pallotta e i texani, quando tutto o quasi sembrava definitivamente sfumato. In mezzo una pandemia che acuito le difficoltà economiche del club. Ma facciamo un passo indietro.

Nella foto: Guido Fienga (Foto Gino Mancini)

I texani sono sbarcati nella capitale ufficialmente nell’agosto 2020 e hanno scelto un approccio silenzioso e riflessivo. Hanno trascorso diverse settimane ad analizzare la Roma, comprenderne meglio i meccanismi interni, probabilmente scrutarne le reali criticità, non solo finanziarie. Mesi per rivoluzionare la Roma, alimentando il vento del cambiamento. The wind of change‘, cantavano gli Scorpions, colonna sonora perfetta per descrivere i passi lenti ma ponderati di Dan e Ryan Friedkin nell’emisfero romanista. La navicella dei nuovi proprietari ha assestato dunque i primi colpi, delle vere e proprie picconate alla facciata di Trigoria, dopo anni di evidente deterioramento. 

L’arrivo di Stefano Scalera è stato il primo in ordine di tempo: uomo della pubblica amministrazione e stimato professionista anche in ambienti politici, gli è stato affidato il compito principale di resettare e riavviare il fascicolo relativo allo stadio. Addio al progetto di Tor di Valle e un nuovo tortuoso viaggio da affrontare, questa volta con l’obbligo categorico di edificare un impianto sportivo in pochi anni. Contestualmente è arrivata la creazione del ‘Roma Department’ diretto da Francesco Pastorella, per incentivare la lodevole attività solidale che il club già da diversi anni svolge sul territorio, con l’obiettivo però anche di riavvicinare la Roma ai suoi tifosi con innumerevoli iniziative che rispecchiano la volontà della proprietà di legarsi sempre di più al tessuto sociale della città.

Successivamente è stato il turno del comparto sportivo e la scelta a sorpresa è ricaduta su Tiago Pinto. I Friedkin non hanno preferito percorrere la strada più agevole, del calcio nostrano, strettamente connessa alla logica del direttore sportivo che accentri su di sé tutti i poteri. Troppi denari sperperati negli scorsi anni, troppi personalismi. Hanno ricercato sul mercato internazionale il profilo di un professionista giovane, ma che avesse già maturato importanti esperienze in club di caratura internazionale e in grado di poter supervisionare il lavoro di tutti i collaboratori tecnici, a 360 gradi. 

Da qui a cascata è subentrata anche la necessità di inserire figure credibili e di assoluto valore in alcuni ruoli apicali del settore sportivo: inutile citare l’importanza dell’ingaggio di Josè Mourinho in panchina, un manager di caratura mondiale, che ha riacceso in città la fiammella della passione sportiva, in parte sopita nell’ultimo triennio di insuccessi e delusioni.

Il settore giovanile ha accolto poi Vincenzo Vergine, come nuovo responsabile del settore giovanile, dopo oltre 20 anni di apprendistato e proficuo lavoro al fianco di Pantaleo Corvino e non solo. Parallelamente la conferma di quei soggetti che in questi anni hanno certamente contribuito a sviluppare il serbatoio giallorosso, ridisegnando però le logiche dello scouting: evitare investimenti monstre su giovani stranieri e valorizzare appieno il bacino d’utenza locale e nazionale con una mission principale: costruirsi dentro casa i campioni del futuro. Parallelamente Pinto e la proprietà si sono dedicati ad un annoso problema, che da anni attanaglia la Roma sul campo. Gli infortuni. Ad inizio anno la sinergia con la clinica svizzera Klinik Gut di St. Moritz, diretta dal Dott. Georg Ahlbäumer. Poi è stato rivoluzionato l’intero settore medico-fisioterapico e Pinto ha ricreato anche un settore scouting di livello, smantellato nelle precedenti stagioni dall’arrivo di Monchi in poi.

Non poteva mancare uno sguardo al settore della comunicazione: negli scorsi mesi la società ha annunciato di aver ingaggiato Maurizio Costanzo come advisor esterno della comunicazione. Giornalista, conduttore e autore radio-televisivo, pioniere dell’emittenza commerciale, ma soprattutto personaggio che dovrà indirizzare la Roma verso un nuovo modo di comunicare se stessa all’esterno, nell’emisfero locale ma anche in quello nazionale.

Le altre nuove figure: Lombardo (segretario generale), Van Den Doel (direttore marketing), Murgo (capo del personal) Krauss (capo della sicurezza), Vitali (responsabile ufficio legale). Infine ieri si è chiuso definitivamente il cerchio con lo sbarco – ancora virtuale sarà operativo tra qualche settimana – del nuovo CEO e direttore generale Pietro Berardi: una formazione scolastica e professionale tra Italia e Stati Uniti, poi operante nel board di multinazionali del calibro di Sheel, Nissan, Pirelli (Nord America) e Fiat Chrysler. Pacifico che la conoscenza con i Friedkin sia sorta nell’ambito del settore dell’automotive, ma le referenze di Berardi sono di assoluto livello. Non un uomo proveniente dal calcio, ma una figura che sappia abbinare managerialità e sviluppo dei progetti aziendali in linea con la filosofia dei Friedkin: rendere la Roma, in maniera stabile e duratura, un club di caratura mondiale.

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TIAGO PINTO: “Svolto un lavoro enorme, ma Xhaka è un rimpianto. Esuberi? Hanno rifiutato tante offerte. Mou valore aggiunto, Smalling col Sassuolo in gruppo”

CONFERENZA STAMPA – Il Gm della Roma Tiago Pinto ha spiegato in sala stampa le logiche della campagna acquisti giallorossa. Queste le dichiarazioni del dirigente portoghese:

“È importante per me oggi spiegare la strategia e quello che è successo durante il mercato. Ma prima di tutto volevo ringraziare la proprietà per il lavoro fatto durante questi mesi. Per gli investimenti fatti, per la loro presenza qui, per il loro sostegno costante. Si è realizzato ciò che si diceva all’inizio dal mio arrivo: un lavoro di squadra, un lavoro svolto ogni giorno per migliorare la Roma. Ho invitato qui con me delle persone che mi hanno aiutato nel realizzare le trattative, l’ufficio legale, De Sanctis, Maurizio e altre persone. Oggi il calcio così complesso necessita di figure e professionalità, non basta una sola persona e serve un team di grande competenza. Sono molto esigente con me stesso, sono il primo a rimanere arrabbiato quando le cose non vanno bene, penso sia stato però il più difficile mercato della storia del calcio e penso che siamo riusciti a fare un buon mercato. Non sono quello che vi chiama per dirvi che sono un bravo direttore, ma alla fine in questo contesto siamo riusciti a prendere il miglior allenatore al mondo, abbiamo rinforzato la rosa, abbiamo sistemato più di 30 giocatori. Sicuramente voi parlerete di ciò che non è riuscito, ma credo che alla fine abbiamo fatto un buon lavoro”

Ha migliorato la panchina, la difesa, l’attacco. A centrocampo cosa è successo? Date un’occhiata al mondo degli svincolati?
“Quando sono arrivato mi hanno detto tutti che Roma era una piazza difficile, in questi 8 mesi ho imparato a vivere in questa città, in questo club e questa piazza. Oggi mi diverto perchè il mercato è chiuso ieri, ma tutte le domande sono arrivate sul centrocampista, anche lo chef della Roma me lo ha chiesto (ride ndr). Non è stato un tema di budget, perchè quello che abbiamo investito sul mercato è stato superiore a ciò che Dan e Ryan avevano ipotizzato, ma il mercato è dinamico, è emersa la voglia di accelerare il processo di ricostruzione della Roma. Avevamo un grande interesse su Xhaka, ma ad un certo punto non siamo riusciti a chiudere e abbiamo abbandonato la pista. Poi sono sorte delle urgenze e dovevamo rispondere a queste esigenze. Non voglio mai trovare giustificazioni per il mio lavoro, ma non dimentichiamo mai l’eredità che avevamo: all’inizio di questa stagione avevamo più di 60 calciatori sotto contratto. E’ chiaro che i tifosi e voi guardiate ciò che manca, ma serve equilibrio”

Pellegrini rinnoverà?
“Non penso sarà una trattativa complicata, Lorenzo vuole rinnovare con noi e vogliamo tenerlo, non è un problema”

Il bravo ds è quello che vende e non compra, è soddisfatto del lavoro fatto sul piano delle cessioni? Gli esuberi Nzonzi, Fazio, Riccardi e Santon saranno reintegrati?
“Penso sia vero, ma fammi una lista di quanti direttori sportivi hanno ceduto giocatori in questa estate complicata. Trovare soluzioni per più di 30 calciatori, anche se tutti non sono stati venduti a titolo definitivo penso sia un buon lavoro, così come trovare soluzioni per chi ha ingaggi elevati. Sicuramente ci sono direttori più bravi di me, ma mi sembra che questa domanda – giusta – ma in altri mercati. Sarebbe stato meglio cedere tutti quelli che pensavamo di cedere, non siamo riusciti a chiudere per chi ha deciso di non accettare diverse soluzioni. Ci sono ancora finestre di mercato aperte, lavoriamo per trovare delle soluzioni. Noi abbiamo fatto il nostro lavoro, portando offerte buone per tutti i calciatori, offerte per cui nessun calciatore perdeva un euro. Dopo non posso entrare nella testa delle persone. Cercheremo di trovare una soluzione con questi ragazzi. Quando sarà finito il mercato vediamo”

La Roma può lottare per lo Scudetto? Se la Roma non arrivasse in Champions League sarebbe un fallimento alla luce di tutti gli investimenti fatti?
“La mia visione non è lo Scudetto, ma lavorare ogni giorno per ridurre la distanza tra la Roma e il successo. Abbiamo parlato spesso di tempo, ma non è una scusa per non vincere a cominciare da Roma-Sassuolo. Abbiamo l’allenatore migliore al mondo, una squadra più forte dello scorso anno, abbiamo fatto tanti cambiamenti nella struttura vicina alla squadra, penso che tutto questo avvicinerà la Roma al successo. Ma oggi non posso pensare a maggio, dobbiamo costruire una mentalità per provare a vincere ogni singola partita. La Champions è il principale obiettivo, non mi nascondo”

Qual è il rimpianto a fine mercato al di là degli esuberi?
“Il mercato come detto è molto dinamico, in quel momento in cui non siamo riusciti a prendere Xhaka, lui voleva venire ma l’Arsenal non lo ha voluto cedere. Quello è stato un rimpianto, dopo quando abbiamo avuto altre esigenze la situazione è cambiata. Sicuramente il mio rimpianto è stata la situazione degli esuberi, perchè io, Morgan e altre persone abbiamo lavorato tantissimo per portare offerte degne per questi calciatori, offerte che rispettavano i calciatori e quello che è successo non mi è piaciuto”

Il rapporto con Mourinho? 
Un orgoglio per me aver ingaggiato Mourinho, per me che sono portoghese e ho 36 anni, da ragazzo per me lui rappresenta un totem, ha una dimensione stratosferica per noi portoghesi. Oggi sono professionista, molte volte possiamo non essere d’accordo, ma approfitto ogni giorno per imparare da lui, ha vinto tutto, ha 25 titoli nella sua bacheca, ha lavorato per i migliori club al mondo, ma non sento la pressione che tu mi dici. Ogni giorno lavoriamo insieme, abbiamo analizzato la squadra, sappiamo quello che possiamo fare e quello che non possiamo fare. Se guardo la panchina della Roma, con Darboe, Bove, Calafiori, è chiaro che manchi un po’ d’esperienza, non lo vede solo Mourinho, ma vogliamo che si sviluppi in questo progetto anche il profilo di diversi giovani”

A livello strategico come si è passati dalla priorità Xhaka a prendere zero centrocampisti? Avete già deciso di tornare sul mercato a gennaio?
“Su Xhaka ho risposto, sono successe delle cose che ci hanno spinto in un’altra direzione, alla fine c’era un legame tra uscite e entrate. Abbiamo 6 centrocampisti e dopo l’andamento del mercato ci ha spinto a non prendere nessuno. Il centrocampo della Roma ha un campione d’Europa come Cristante, un centrocampista tra i migliori realizzatori in Europa come Veretout, Villar è un titolare dell’Under 21 spagnola, poi Diawara, Darboe e Bove, non possiamo parlare come se non avessimo centrocampisti, è importante rispettarli. Capisco le vostre domande sui centrocampisti e su Xhaka, ma adesso dobbiamo bilanciare le cose. Voi pensate che tutto il successo sportivo o grande parte di questo sia il mercato, per questo oggi parliamo di ieri per arrivare già a pensare a gennaio. Io penso che il lavoro vero sia quotidiano, poi c’è anche il mercato. A gennaio valuteremo, se c’è stato sviluppo, come sarà la classifica, se ci saranno infortuni, ma non posso pensare oggi a gennaio. Noi siamo qui per aiutare l’allenatore e la squadra. Se fosse solo mercato il Lille non avrebbe vinto il titolo francese lo scorso anno”

Senza alcune situazioni avreste speso di più?
“Non lo so il mercato è dinamico, quando è successo l’infortunio di Spinazzola abbiamo pensato subito a Vina e abbiamo risolto un problema e ora ci ritroviamo con tre terzini forti, quando Leo recupererà. Quando c’è stato l’addio di Dzeko, per tutti era un problema, per me è un’opportunità per accelerare il percorso sportivo e abbiamo preso Abraham. Abbiamo fatto un mercato di reazione, ma vale per tutti”

E’ difficile lavorare con il campionato appena iniziato a mercato aperto?
“A me non piace, sono arrivato dal Portogallo dove dentro al club avevamo sempre l’idea che erano due stagioni diverse. Quando il mercato è aperto e quando è chiuso. E’ impossibile che non ci sia un condizionamento per tutti, giocatori, procuratori, allenatori e direttori. Non mi piace questa sensazione. Noi abbiamo vinto 4 partite su 4 fortunatamente, ma non è facile gestire una squadra col mercato aperto e tutto l’ambiente interno. Sono le regole, andiamo avanti”

Mantenere il punto fermo nei confronti degli esuberi è una nuova filosofia societaria?
“Prima di essere il direttore sportivo, sono un tifoso del calcio. Io andavo allo stadio per andare a vedere giocatori e allenatori, non Tiago Pinto. Il mio lavoro è anche rispettare le decisioni altrui. Ma devo essere onesto: non è facile per me trovare 4-5-6 offerte che considero importanti, che non danneggiano i contratti e l’onorabilità dei calciatori e ricevere dei rifiuti. Prima di Salernitana-Roma, ho detto che è stata una scelta difficile iniziare la stagione con 60 calciatori tesserati, sapere che per Mou era difficile gestire tutti questi calciatori, ne ha parlato anche Koeman. Per questo abbiamo creato due liste, per dare la possibilità a Mou di lavorare bene e creare un ambiente sano, combattivo e concentrato. Questo ambiente, questo spogliatoio è inattaccabile. Dopo me la vedrò io, con gli avvocati, sono qui per prendermi le mie responsabilità, ringrazio i calciatori e i procuratori che hanno trovato una soluzione con noi. Non faccio nomi, ma due-tre hanno fatto uno sforzo importante. Alla fine siamo tutti esseri umani liberi e poi valuteremo le conseguenze”

Villar?
“E’ un ottimo calciatore, è giovane, l’anno scorso ha fatto grandi partite, deve approfittare dell’opportunità di lavorare con Mourinho per migliorarsi e diventare più forte”

Si è avvertito il peso di Mourinho su questo mercato? Il suo fascino?
“Completamente. E’ evidente che sia una carta in più, quando vai a Londra 4-5 giorni, avere Mourinho ovviamente ti aiuta rispetto ad avere un altro allenatore. Siamo stati bravi a sfruttare questo valore che lui ha portato qui”

Quando pensate che Smalling tornerà? Spinazzola?
“Spina non posso dirlo perchè è difficile ipotizzarlo oggi. Lui ha una voglia incredibile di tornare a giocare ma dobbiamo frenarlo. Smalling col Sassuolo credo sarà disponibile, ha fatto un precampionato buono, poi si è fermato, ma nulla di grave”

Pensa ci sia un margine di rischio nell’aver dato Dzeko, Pedro e Florenzi quasi gratis a delle competitor della Roma?
“In questa vita qualsiasi decisione è un rischio. Laporta quando lascia andare via Messi si prende un rischio incredibile. Hai citato tre situazioni diverse, ma quando un calciatore non vuole giocare nella Roma e vuole andare via, per me questo è importante. Noi stiamo costruendo un progetto nuovo e diverso: i giocatori devono morire per la Roma. Abbiamo trovato un accordo con chi voleva andare via, penso che guardando il mercato, ciò che è accaduto con Ronaldo, Messi o Griezmann, vediamo che alla fine la Roma non ha fatto niente di diverso rispetto alle altre. Forse ha comunicato peggio, sbaglio io perchè voglio sempre comunicare la verità, ma tutti sanno che si parla di ingaggi importanti e per fare questo progetto sostenibile dovevamo prendere delle scelte”

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APPROFONDIMENTI

Roma, l’opera ‘titanica’ di Tiago Pinto: i conti respirano con un risparmio di circa 40 milioni dal 1 luglio ad oggi

FOCUS RS – Un mercato di reazione ma anche di qualità. A Mourinho è mancato il rinforzo a centrocampo, ma non si può di certo affermare che i Friedkin, nella loro prima estate romanista, non abbiano investito. Roma ‘regina’ in Italia per investimenti (97,5 milioni di euro), settima in Europa dietro big club del calibro di United, City e Chelsea.

E’ mancata la ciliegina sulla torta, quel centrocampista prima individuato in Xhaka, poi sfumato, poi rincorso sul mercato ma gli esuberi, le contingenze economiche e le spese non preventivate (Vina su tutti causa infortunio di Spinazzola) hanno ridotto le possibilità di spesa del club.

COSTI E BENEFICI – Ma diamo uno sguardo ai conti. La Roma lo scorso anno tra ammortamenti (91 milioni circa) e ingaggi lordi (104 milioni, extra staff e altri dipendenti, solo calciatori della prima squadra) costava quasi 200 milioni di euro. L’operazione di taglio richiesta da Dan Friedkin a Tiago Pinto si è scontrata inevitabilmente con l’impossibilità di molti club di effettuare operazioni in entrata e anche con le scelte o i rifiuti di alcuni calciatori.

Il Gm giallorosso è riuscito a piazzare o svincolare 14 calciatori di prima squadra (più una trentina di giovani tra Primavera ed ex settore giovanile di rientro dai prestiti), per un risparmio complessivo di oltre 60 milioni di euro per quanto concerne gli ingaggi lordi ma una quota molto bassa di ammortamenti (16 milioni). Questo secondo dato riflette la necessità di cedere diversi calciatori solo in prestito, senza la certezza che vengano riscattati (Es. Kluivert al Nizza, Olsen allo Sheffield, piuttosto che Coric e Bianda). Per questi giocatori la Roma continuerà a pagare le rispettive cifre di ammortamento finché – sperano a Trigoria – non saranno riscattati dai club che li hanno ingaggiati.

Ci sono poi dei casi specifici da analizzare: con l’addio di Dzeko – su cui la Roma vanta un bonus a rendimento che l’Inter verserà nei prossimi mesi – la società ha ottenuto un risparmio record pari a 16,3 milioni di euro. Soldi che di fatto sono stati dirottati sul primo anno di Abraham che costerà – tra ammortamento e ingaggio lordo – circa 14,5 milioni a stagione. Altra situazione particolare è quella di Pastore: la Roma ha concesso all’argentino una buonuscita di circa 4 milioni lordi, risparmiando così quasi due annualità complete di ingaggi lordi (pari a 12 milioni circa) oltre a più di 10 milioni di ammortamento, ma è stata generata anche una minusvalenza importante che compenserà questo dato. Ottima invece la partenza di Pedro che ha generato quasi 9 milioni di risparmio complessivi, essendo arrivato a costo zero oltre a un bonus che, come nel caso di Dzeko, sarà quantificabile solo al termine di questa stagione.

Olsen, Florenzi, Kluivert e Pau Lopez sono stati ceduti in prestito con opzione di riscatto al verificarsi di determinate condizioni sportive. Se la Roma li cederà tutti a titolo definitivo, gioverà di un risparmio netto pari a 26 milioni di euro (oltre all’incasso dei singoli cartellini).

EMERGENZA AL 1 LUGLIO 2021 – Un piccolo passo indietro. All’inizio della campagna acquisti, Tiago Pinto ha ottenuto da subito un risparmio dagli addii a costo zero di Bruno Peres, Juan Jesus e Mirante: 15 milioni circa di taglio, ma la situazione era realmente gravosa: 213 milioni di costo complessivo della rosa – escludendo sempre i giovani e i calciatori della Primavera rientrati dai prestiti – tra ammortamenti e ingaggi lordi. Questo è un dato che deve far riflettere per capire alla fine in due mesi ciò che Tiago Pinto è riuscito ad ottenere.

GLI ACQUISTI Abraham, Shomurodov, Rui Patricio e Vina sono stati acquistati con modalità di pagamento vantaggiose e le rate scatteranno quasi tutte dalla prossima stagione. Ma non bisogna mai confondere i flussi di cassa (cioè i soldi che vengono effettivamente pagati e le relative annualità) con i costi a bilancio. La Roma contabilizzerà subito i suddetti acquisti, che complessivamente peseranno sui conti societari per 32 milioni di euro, cifra attutita dai benifici del Decreto Crescita sugli ingaggi.

IL NUOVO ANNO – Non è facile quantificare il risparmio effettivo che la società ha prodotto dopo la marea di operazioni realizzate. Da Trigoria filtra una cifra intorno ai 40 milioni, ma dai calcoli – non del tutto certi perchè bisognerà attendere il bilancio che sarà depositato e pubblicato nelle prossime settimane – le cifre sembrano leggermente inferiori almeno per quanto concerne il numero di calciatori (principali) presi ad esame. Gli ammortamenti sono più o meno in linea con un anno fa (91 vs 95 milioni) ma da questa cifra la società spera di ottenere entro quest’anno un ulteriore diminuzione per via dei possibili riscatti dei calciatori girati in prestito con opzione. Gli ingaggi si sono sensibilmente ridotti: 104 milioni nel 2020-21, 128 milioni al 1 luglio 2021, ora il dato si attesta intorno agli 86 milioni. All’interno di quest’ultima cifra vanno ricompresi – purtroppo – anche i 12 milioni lordi che la Roma sarà costretta a versare nelle tasche di Fazio, Nzonzi e Santon, rimasti a Trigoria dopo gli innumerevoli rifiuti alle proposte di addio prospettate dalla dirigenza. Non è ancora noto quanto la Roma pagherà a Florenzi e Olsen, visto che negli accordi di cessione in prestito, è prevista una partecipazione parziale ai relativi ingaggi.

SUNTO:

Stagione 20-21
AMMORTAMENTI 91 milioni
Ingaggi LORDI 104 milioni
Costo a bilancio 195 milioni

CESSIONI – Risparmio
Ammortamenti 16 milioni
Ingaggi 56 miloni
Costo a Bilancio 72 milioni*
*Non calcolati giovani Primavera ed ex Primavera.

1 luglio 2021
AMMORTAMENTI 84,9 milioni
INGAG LORDI 128,3 milioni
COSTO A BILANCIO 213,3 milioni

Stagione 21-22 DEF
AMMORTAMENTI 95,8 milioni
Stip Lordi 86,3 Milioni
Costo Bilancio 182,1 milioni

** Dati da verificare con pubblicazione prossimo bilancio As Roma

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Tiago Pinto: “Shomurodov ha grande fame e grandi margini di miglioramento”

“Eldor è un attaccante con grandi margini di crescita e ha fame di affermarsi con la maglia della Roma in un calcio che già conosce: le sue motivazioni si uniscono a caratteristiche che si sposano con il gioco del nostro allenatore, per questo siamo felici di poter salutare il suo arrivo nel Club”. Così il GM giallorosso Tiago Pinto in merito ad Eldor Shomurodov, nuovo acquisto del club giallorosso.

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Rassegna stampa

Roma, Zakaria o Koopmeiners per il centrocampo

Xhaka è davvero sfumato o no? Forse se lo chiede anche Tiago Pinto, per cercare di capire se le dichiarazioni di due giorni fa di Arteta siano strumentali o meno, volte a mettere pressione alla Roma per far alzare l’offerta (15 milioni più bonus, contro i 25 chiesti dall’Arsenal). Sta di fatto che il g.m. sta cercando soluzioni alternative per quel centrocampista che serve come il pane nello scacchiere di Mourinho. Oltre a Koopmeiners e Delaney, ieri ha preso quota anche il nome di Denis Zakaria, gigante svizzero del Borussia Moenchengladbach, che di fatto è proprio la riserva di Xhaka in nazionale. Zakaria ha una valutazione alta, circa 30 milioni, ma anche il contratto in scadenza tra meno di un anno.

Come scrive la Gazzetta dello Sport (A.Pugliese), desta viva, nel frattempo, la pista che porta a Koopmeiners, anche se Pinto non si fa sentire da un po’ con il suo agente. In Algarve, dove la Roma è in ritiro, stanno cercando di capire che valutazione finale dà l’Az Alkmaar al suo capitano. A conti fatti, con 18 milioni l’operazione si può chiudere e la Roma prenderebbe un giocatore importante, oltre che un buon tiratore sui calci da fermo. Nel frattempo lo stesso Koopmeiners si è espresso così: “Pensavo che sarebbe andato tutto più liscio, nella mia testa ci sono molte cose. Questa situazione dà stress, ci penso ogni giorno. Se non cambierò squadra prima dell’inizio della stagione dovrò solo pensare a giocare bene. La gente pensa che io abbia già detto addio al club, ma un addio arriva solo con le firme. E poi l’Az non è un club che voglio lasciare a tutti i costi“.

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Rassegna stampa

Bonus, premi e telefonate. Granit Xhaka pressa per la Roma

Granit Xhaka sta facendo di tutto per celebrare il suo matrimonio con la Roma, nonostante l’Arsenal abbia posto un muro di 20 milioni di euro a cui il club giallorosso per il momento non intende arrivare. La questione si sta sbloccando, perché il g.m. Tiago Pinto è arrivato a 15 milioni più bonus, ma un forte contributo lo sta dando proprio lo stesso Xhaka. Il centrocampista ha trovato un accordo con la Roma per un quadriennale da circa 2.5 milioni più premi e ha comunicato al’Arsenal la sua volontà di andare via e trasferirsi in giallorosso.

Come riferisce la Gazzetta dello Sport, per agevolare lo sblocco di uno stallo che dura da oltre un mese, il calciatore si è reso disponibile a rinunciare ad alcuni dei bonus che aveva maturato nella scorsa stagione e nello stesso tempo, sempre sul fronte premi, anche con la Roma ha manifestato la sua apertura nel rivedere, a suo svantaggio, alcune cifre già concordate. Insomma, pur di approdare alla corte di Mourinho, che lo sta volendo fortissimamente, lo svizzero si sta mettendo in ballo davvero.

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Roma, ecco la nuova area scouting creata da Tiago Pinto

Come preannunciato negli scorsi mesi da Tiago Pinto, la nuova Roma ha decio di puntare formtemente sull’area scoutinhg e per questo il gm giallorosso ha deciso di rifondarla. Un comparto del club che risponderà direttamente a Pinto. La struttura – che si avvarrà anche dell’aiuto dei database, scandaglierà ad esempio i mercati in ascesa come Belgio, Danimarca e Austria.

Sarà composta da José Fontes (ex Leicester), Enrico Paresce (ex Milan), Mauro Leo (ex Juve e Inter), Javier Weimar (ex Racing Avellaneda e Bayer Leverkusen) e Alessio Scarchilli, ex calciatore del club e già collaboratore dell’area scouting negli ultimi anni.

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Calciomercato

Tiago Pinto a Milano per chiudere l’affare Xhaka e non solo

Nuova missione di mercato per Tiago Pinto, che anche questa mattina si trova a Milano per definire alcune operazioni in entrata e in uscita. In primis l’operazione Xhaka. È previsto un vertice di mercato con gli emissari dell’Arsenal al fine di definire una nuova offerta che convinca i Gunners a lasciare andare il capitano della Svizzera, che si è promesso da tempo ai giallorossi.

In chiusura anche il doppio affare col Marsiglia per Pau Lopez e Under: gli agenti dei due calciatori stanno limando gli ultimi dettagli con il club transalpino.

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Calciomercato

Roma, una porta per due: Gollini sfida Rui Patricio

Tiago Pinto vuole regalare a Mourinho un nuovo portiere e al momento in casa giallorossa si ragiona su due nomi: Rui Patricio, con il quale è stato già trovato l’accordo e Pierluigi Gollini.

Il portiere portoghese per esperienza è il preferito Mourinho, spinto anche da Mendes agente di entrambi, ma la Roma non vuole spendere più di 6-7 milioni, mentre il Wolverhampton ne chiede circa 11.

Ecco perchè potrebbe prevalere alla fine il portiere atalantino e questa mattina emerge un ulteriore particolare che concerne Alessandro Florenzi. Il PSG ha deciso di non riscattarlo e tornerà a Roma per non restarci a lungo, salvo eventuali veti di Mourinho. Per Alessandro Florenzi potrebbero aprirsi le porte dell’Atalanta. Secondo le ultime indiscrezioni il club giallorosso sarebbe disposto a inserire il suo ex capitano nella trattativa per arrivare a Pierluigi Gollini, prima alternativa a Rui Patricio per la porta.

Come riferisce il Romanista, a giocare a favore di questa ipotesi c’è il fatto che l’Atalanta sta cercando rinforzi per la fascia destra e la prospettiva di giocare la Champions potrebbe orientare Florenzi verso il sì. L’ostacolo però è rappresentato dal conguaglio economico chiesto da Percassi: oltre al cartellino di Florenzi l’Atalanta chiede infatti una cifra tra i 6 e gli 8 milioni.

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Mou-Roma, l’amore è scoccato in 10 giorni: ecco tutti i retroscena

‘Carpe diem’. Non c’è miglior proverbio latino per rappresentare la scelta della Roma di puntare, a sorpresa, su Mourinho. Un’operazione di mercato di cui erano a conoscenza solo Dan, Ryan Friedkin e Tiago Pinto. Parallelamente alla trattativa per Maurizio Sarri (si racconta che anche l’entourage del toscano sia rimasto spiazzato dall’annuncio a sorpresa di ieri), una decina di giorni fa sono iniziati i primi contatti tra il GM giallorosso e l’entourage portoghese di Mou. Una prima chiamata esplorativa per non lasciare nulla d’intentato e una prima apertura che ha spalancato le porte all’inizio delle trattative.

Mourinho già il 20 aprile, un giorno dopo l’esonero dal Tottenham, ha iniziato a pensare alla possibilità di tornare in Italia e trasferirsi nella Capitale, aspettando però una chiamata da Trigoria senza offrirsi in alcuna maniera e raccogliendo informazioni sulla piazza.

Poi Ryan Friedkin ha sfruttato un’amicizia in particolare: quella con Matthew O’Donohoe, presidente della CAA, società che gestisce i diritti d’immagine e pubblicitari di grandi personaggi dello sport, tra cui Mou. La Roma si è mossa e ha lavorato d’equipe, ma il giorno decisivo per accogliere il sì del portoghese è il 27 Aprile, quando proprietà e dirigenza è volata Londra, ospite a casa di Mou. Si è parlato di progetti, di budget e di prospettive, lasciandosi cordialmente con l’idea di un’intesa più o meno raggiunta.

Lo scorso weekend, dall’appartamento ai Parioli dei Friedkin, nella notte gli ultimi frenetici contatti con l’entourage del portoghese e l’invio dei contratti: un triennale da 7,5 milioni di euro più bonus, l’ingaggio più elevato per un tecnico nella storia della Roma. Mou porterà i suoi 4 fedelissimi: il vice Joao Sacramento, Nuno Santos, Carlos Lalin e il match analyst Giovanni Cerra, romano e tifoso della Roma. La suggestione è di un possibile ingresso nello staff di uno tra De Rossi e Samuel.