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Pellegrini attende Mou e la Roma per il rinnovo

Lorenzo Pellegrini ha disputato sin qui un’ottima stagione, nonostante la Roma non sia riuscita a centrare i propri obiettivi, soprattutto in campionato. Il capitano giallorosso ha raggiunto domenica contro il Crotone la doppia cifra in termini di gol stagionali (11), superando ampiamente il suo record personale (7) in campionato. Nelle ultime settimane il suo apporto tecnico alla squadra è cresciuto, anche in Europa viste le ottime prestazioni contro Shakhtar, Ajax e Manchester United.

Ora c’è da sistemare la questione rinnovo: il contratto di Pellegrini scade nel giugno 2022 e la Roma deve accelerare per trovare l’intesa con il suo entourage prima che l’occhio di alcuni club importanti possa cadere sul centrocampista giallorosso. Come riferisce il Corriere dello Sport, il manager Pocetta incontrerà Tiago Pinto entro la fine del mese. È molto probabile che l’accordo si trovi, con l’abbattimento o l’innalzamento della clausola rescissoria da 30 milioni, ma servirà un po’ di pazienza per arrivare alla quadra. In attesa dell’arrivo di Mou, con il quale Pellegrini potrebbe fare il definitivo salto di qualità.

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Roma, oggi la rifinitura pre-Inter: ok Villar ed El Sha, Mancini rientra dalla squalifica. Smalling non rischierà

Situazione infortuni in divenire in casa giallorossa. Ieri due buone notizie nell’allenamento mattutino: Fonseca ha recuperato già per la sfida contro l’Inter sia Villar sia El Shaarawy. Nessun problema particolare per Darboe e Ibanez che saranno convocati.

Arrivano segnali positivi anche da Carles Perez, che sarà valutato nuovamente prima della seduta di oggi: anche le condizioni dell’ex Barcellona sono in constante miglioramento ma per non forzare i tempi di recupero Fonseca potrebbe anche decidere di far slittare il suo rientro al derby di sabato.

Capitolo Smalling: il centrale inglese non ha riportato lesioni, ma salvo sorprese non sarà rischiato per domani. Più probabile un suo reintegro per la stracittadina contro la Lazio. Veretout e Spinazzola rischiano invece di aver terminato già la stagione, mentre Diawara combatte ancora con i postumi di un sovraccarico pubico che gli impedirà di seguire la squadra a Milano.

Si attendono notizie da Calafiori; il giovane terzino si è rifermato contro l’Atalanta quindici giorni fa, ma ha qualche chance in più di rientrare rispetto a Spinazzola e Veretout. Fonseca riavrà a disposizione infine Gianluca Mancini, che rientrerà dalla squalifica.

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Roma, le ultime da Trigoria. Domani la rifinitura alla vigilia del match contro l’Inter

Dopo la roboante vittoria per 5-0 contro il Crotone, la Roma questa mattina è tornata subito in campo per preparare il match di mercoledì contro l’Inter. Paulo Fonseca oggi ha ritrovato due pedine per la trasferta a San Siro: Gonzalo Villar e Stephan El Shaarawy si sono infatti allenati con il gruppo e potrebbero essere a disposizione a partire dalla panchina. Ancora individuale invece per Chris Smalling, così come Diawara, Spianazzola, Veretout e Calafiori. 

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Quando arriva Mourinho a Roma? Ecco tutte le ipotesi

 I tifosi dovranno aspettare ancora un po’ prima di vedere Mourinho nella Capitale. Come riporta il Corriere dello Sport, il portoghese ancora non ha mai visitato Trigoria, tutta la trattativa è stata portata avanti lontano da Roma. Il tecnico non sbarcherà in città prima della fine della stagione, per rispetto di Paulo Fonseca, suo connazionale, che ammira molto. Ci sono alcune ipotesi legate al suo sbarco nella Capitale: la prima è di vederlo a Trigoria intorno al 23 maggio, il giorno dopo l’ultima partita della Roma. Dopo l’addio di Fonseca il portoghese potrebbe insediarsi nel suo ufficio al Fulvio Bernardini per continuare a programmare, questa volta dal vivo, la prossima stagione. 

La seconda ipotesi è invece di poterlo vedere a Roma agli inizi di giugno, magari concedendosi anche qualche partita degli Europei all’Olimpico e per ambientarsi nella capitale cercando un appartamento (o villa) e studiando il territorio. L’ultima ipotesi è quella di vederlo nella capitale il 30 giugno, quando poi mancheranno pochi giorni dalla data del ritiro estivo della Roma (fatta eccezione per i nazionali impegnati agli europei) che dovrebbe essere fissata per il 4 luglio. La Roma difficilmente sceeglierà di andare in ritiro in montagna, anche per i problemi Covid, e potrebbe per il terzo anno consecutivo lavorare a Trigoria anche per far ambientare il nuovo tecnico portoghese. 

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Le Voci di Rete Sport – 10 Maggio 2021

Gli interventi di speakers e opinionisti raccolti nella giornata odierna a Rete Sport:

GIANLUCA PIACENTINI: “Borja Mayoral si è rivelato un grande acquisto per essere il vice Dzeko. È stata un’operazione perfetta, è andato in difficoltà quando l’allenatore per motivi personali lo ha trasformato il vero centravanti titolare”.

STEFANO PICCHERI: “Sono convinto che Mou sarà bravissimo a gestire la Roma e viceversa. E’ un uomo di un’intelligenza straordinaria, saprà tornare al passato: rispetto agli ultimi club guidati, lavorerà molto sui singoli e riuscirà anche a lanciare talenti”

ANGELO MANGIANTE: “Il primo anno Mourinho avrà come obiettivo il quarto posto: dovrà trasferire la mentalità vincente alla squadra. Lui ha chiesto un portiere, un difensore e un centravanti da venti gol: saranno operazioni sostenibili. Nel secondo e terzo anno di Mourinho invece la Roma punterà ai titoli: e lì ci saranno i grandi investimenti sul mercato. Primo anno sostenibilità, secondo anno invece mercato di altri livello”.

JACOPO ALIPRANDI:Non penso che la Roma si priverà di Veretout nel prossimo mercato estivo. Mourinho vuole un portiere, un difensore e un centravanti: il sacrificio si farà in uno di questi tre ruoli, non a centrocampo dove serve solamente un tassello in più per completarlo”.

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Roma, Mkhitaryan è tornato. Rinnovo in standby, vuole parlare con Mourinho

Dopo quattro mesi difficili tra infortuni e basso rendimento finalmente “è tornato l’armeno che va come un treno”.Henrikh Mkhitaryan scrive il Corriere dello Sport, seppur contro il già retrocesso Crotone si è preso la scena all’Olimpico con un gol e ben due assist vincenti. Il trequartista dopo mesi complicati ha ritrovato una buona forma fisica e ha messo in campo tutto il suo repertorio per aiutare una Roma che dovrà cercare di chiudere al meglio contro Inter, Lazio e Spezia per terminare la stagione settima e guadagnarsi almeno un posto nel playoff della neonata Conference League. 

Ieri Mkhitaryan ha aiutato la Roma a riprendersi la posizione in classifica occupata per mezzagiornata dal Sassuolo che nel lunch match aveva battuto il Genoa, adesso dovrà dare un contributo maggiore per espugnare prima San Siro poi l’Olimpico nella stracittadina. Il gol gli mancava dal 31 gennaio, dal match contro il Verona, adesso è arrivato a dodici reti stagionali e tredici assist. Un super bottino per un giocatore arrivato a parametro zero e che è stato tra i migliori dei top campionati europei. Insieme a Bruno Fernandes e Marco Llorente è uno dei tre centrocampisti in Europa ad aver messo a segno almeno dieci gol e dieci assist nei cinque campionati top.

L’armeno è in scadenza di contratto, la Roma già da gennaio ha attivato l’opzione per il rinnovo ma per ora non è arrivata una risposta ufficiale. La clausola del rinnovo infatti dipende proprio dal giocatore: una volta proposta dal club, è il trequartista a decidere se accettare o meno. Un’opzione che mette Mkhitaryan in una situazione di controllo della situazione, una “clausola” inserita nel contratto di una stagione fa che ha lasciato qualche perplessità tra i nuovi dirigenti della Roma. 

Mkhitaryan ha lasciato il contratto in standby. Le offerte in Europa non mancano, ma lui come ha detto di recente è “innamorato di Roma” e vuole prima capire come evolverà la situazione a Trigoria. L’arrivo di Josè Mourinho lo ha completamente spiazzato, anche lui non si aspettata l’arrivo dello Special One con cui ha avuto più di un contrasto durante la loro esperienza al Manchester United. 

A raccontare le scintille tra i due ci ha pensato Mkhitaryan in un’intervista rilasciata al blogger russo Yevgeny Savin nel marzo 2020: “Se Mourinho è l’allenatore più difficile della mia carriera? Sì, potrei dire di sì. Una volta a colazione Mourinho mi vide e mi disse: ‘Per colpa tua la stampa mi critica’. E io risposi: ‘Davvero? Non lo faccio certo di proposito’. E’ stato l’allenatore più duro che ho avuto in carriera, è un vincente di natura e vuole che tu faccia quello che ti chiede. Ci sono state divergenze e conflitti, che per fortuna non hanno messo a repentaglio i trofei vinti – ha dichiarato l’armeno sulla prima stagione, quando lo United vinse Community Shield, Coppa di Lega ed Europa League -. Se è vero che mi ha attaccato dopo la partita e mi ha spinto dicendo che dovevo allenarmi di più? Si è vero. Tutto è iniziato da lì. Ho pensato: “Non ho altro da aggiungere al Manchester. Lavoro, presso, aiuto la squadra, segno e qualcuno è anche insoddisfatto. Non volevo perdere tempo, ma solo giocare a calcio”. La vera rottura però arrivò la stagione seguente, tra novembre e dicembre 2017, quando Mourinho spedì l’armeno in tribuna per sei partite consecutive senza avere infortuni. La goccia che ha fatto traboccare il vaso, il segnale che per Mkhitaryan era il momento di cambiare aria.

Prima di firmare un altro rinnovo di contratto, l’ultimo importante della sua stagione, Mkhitaryan avrà bisogno prima di parlare con Mourinho e capire quali sono i suoi piani per il futuro. Anche per il suo futuro. A trentadue anni Mkhitaryan non ha tempo per rivivere altre due stagioni come quelle allo United: al termine della stagione Henrikh chiederà alla Roma un colloquio privato con Mourinho per confrontarsi e decidere il futuro insieme. Se lo Special One lo considererà un elemento importante del suo nuovo corso allora l’armeno resterà, altrimenti (come giusto sia) le strade del ragazzo e della Roma dovranno inevitabilmente separarsi.

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Mourinho, applausi alla Roma

Basta la presenza in tv: Mourinho ha già cambiato la Roma, scrive  Il Messaggero. Dopo l’annuncio ecco due vittorie di fila. Una di prestigio, anche se inutile, contro il Manchester, e l’altra che riporta i giallorossi al settimo posto. Vittoria ritrovata in campionato dopo che era arrivato soltanto un punto nelle ultime 4 partite. Fonseca è tornato a giocare col 4-2-3-1, marchio di fabbrica con cui si presentò a Roma due anni fa. Ieri, inoltre, c’è stata una squadra giovanecon in campo FuzatoKumbulla, IbanezReynolds,Darboe e Mayoral. Nel primo tempo alla Roma non basta il grande possesso palla per essere in vantaggio, complici anche due legni. Nella ripresa c’è veramente un tiro al bersaglio in cui fanno il loro esordio in Serie A anche Bove e Zalewski.

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Roma-Crotone, le pagelle dei quotidiani

LEGGO
Roma (4-2-3-1) Fuzato 6,5; Karsdorp 6,5, Kumbulla 6, Ibanez 6 (1’ st Jesus 6), Reynolds 5 (14’ st Santon 6); Cristante 6 (34’ st Zalewski sv), Darboe 6,5 (34’ st Bove sv); Pedro 6 (22’ st Pastore 6), Pellegrini 7,5, Mkhitaryan 7,5; Mayoral 7. All. Fonseca 7

IL MESSAGGERO
 Roma (4-2-3-1) Fuzato 6; Karsdorp 7, Kumbulla 6, Ibanez 6 (1’ st Jesus 6), Reynolds 5 (14’ st Santon 6,5); Cristante 6,5 (34’ st Zalewski sv), Darboe 6,5 (34’ st Bove sv); Pedro 6 (22’ st Pastore 6,5), Pellegrini 8, Mkhitaryan 7; Mayoral 7,5. All. Fonseca 7

LA GAZZETTA DELLO SPORT
 Roma (4-2-3-1) Fuzato 6; Karsdorp 6,5, Kumbulla 6, Ibanez 6 (1’ st Jesus 5,5), Reynolds 5 (14’ st Santon 6,5); Cristante 6,5 (34’ st Zalewski sv), Darboe 6,5 (34’ st Bove sv); Pedro 6,5 (22’ st Pastore 6), Pellegrini 7,5, Mkhitaryan 7; Mayoral 7. All. Fonseca 7

IL CORRIERE DELLO SPORT
 Roma (4-2-3-1) Fuzato 6,5; Karsdorp 6,5, Kumbulla 6,5, Ibanez 6 (1’ st Jesus 6,5), Reynolds 5,5 (14’ st Santon 6); Cristante 6,5 (34’ st Zalewski sv), Darboe 6,5 (34’ st Bove sv); Pedro 6,5 (22’ st Pastore 6,5), Pellegrini 7,5, Mkhitaryan 7; Mayoral 7,5. All. Fonseca 7

TUTTOSPORT
Roma (4-2-3-1) Fuzato 6; Karsdorp 6,5, Kumbulla 6, Ibanez 6 (1’ st Jesus 6), Reynolds 6 (14’ st Santon 6); Cristante 6 (34’ st Zalewski sv), Darboe 6,5 (34’ st Bove sv); Pedro 6 (22’ st Pastore 6), Pellegrini 7,5, Mkhitaryan 7; Mayoral 7. All. Fonseca 7

IL CORRIERE DELLA SERA
 Roma (4-2-3-1) Fuzato 6; Karsdorp 6,5, Kumbulla 6, Ibanez 6 (1’ st Jesus 6), Reynolds 5 (14’ st Santon 6,5); Cristante 6,5 (34’ st Zalewski sv), Darboe 6,5 (34’ st Bove sv); Pedro 6 (22’ st Pastore 6,5), Pellegrini 7,5, Mkhitaryan 7; Mayoral 7. All. Fonseca 7

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Casa da Special One: Mourinho sceglie il cuore della Capitale

Magari, anche solo per scaramanzia, José Mourinhoprenderà casa in centro. Per adesso la sua è solo una suggestione perché soltanto quando si trasferirà a Roma deciderà dove abitare ma l’intenzione sulla carta sarebbe quella di andare a vivere nel cuore della città, scrive la Gazzetta dello Sport. Come Liedholm e Capello, gli ultimi due allenatori capaci di portare lo scudetto in giallorosso. Mou, in teoria, vorrebbe emularli, per vivere a pieno la città, ma è anche una persona estremamente riservata, per cui alla fine potrebbe decidere di abitare in zone meno centrali. Deciderà, insieme alla moglie, quando sarà a Roma in pianta stabile, così come ha fatto il suo predecessore e connazionale Paulo Fonseca. Alcuni allenatori, nonostante la distanza da Trigoria, hanno scelto la parte Nord della città: Zeman, dal periodo laziale in poi, non si è mai mosso dal Fleming, Luis Enrique aveva addirittura scelto l’Olgiata (su consiglio dell’amico De La Pena) nonostante fosse completamente dall’altro lato della città. Nota a parte merita la casa di Rudi Garcia. L’allenatore francese viveva a Casal Palocco nella villa in cui nel maggio del 2013 era stata prelevata prima, e poi rimpatriata, Alma Shalabayeva, moglie del dissidente kazako Mukhtar Ablyazov. Una vicenda che, all’epoca, creò più di qualche imbarazzo istituzionale ma non fece cambiare idea a Garcia che della villa si era innamorato al primo sguardo e fece anche rimettere a posto a sue spese. Chissà se anche per Mourinho sarà così o se, invece, vorrà vedere più abitazioni prima di prendere la decisione giusta. In ogni caso per lui saranno fondamentale privacy e sicurezza, come è sempre stato nel corso della sua carriera.

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Mayoral, il bomber che non t’aspetti: 17 reti e 10 in A su 20 tiri

FOCUS RS Borja Mayoral ha ritrovato ieri il gol, realizzando contro il Crotone un’altra doppietta – come all’andata proprio contro i calabresi – ed ha così aumentato il suo score nel primo anno in Italia. Sono ora 17 le reti complessive, di cui 10 in campionato in 2558 minuti. Un gol ogni 132 minuti. Ma c’è un altro dato che conferma quanto di buono fatto dal calciatore spagnolo in questa prima stagione. 

Mayoral ha contribuito infatti attivamente a realizzare 24 dei 97 gol segnati in totale dalla Roma in stagione, quasi il 25%. Una media molto importante per l’attaccante spagnolo (miglior marcatore della banda Fonseca in questa stagione), formalmente ancora in prestito per un’altra stagione fino al giugno 2022. La società come noto sta valutando se esercitare già a giugno l’opzione di riscatto a 15 milioni.

In Serie A c’è un dato particolare riferito questa mattina dal Corriere dello Sport: lo spagnolo ha siglato 10 reti su 20 conclusioni totali verso la porta avversaria. Insomma un centravanti minimal ed essenziale.