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Rassegna stampa

La Gazzetta dello Sport: “Juve, incontro con l’agente di Zaniolo. Nessun problema per il sì del giocatore”

Juve-Inter ha abbassato la saracinesca sul sogno scudetto 2022 e subito spalancato il portone sul 2023, portato di peso al centro del palcoscenico, scrive La Gazzetta dello Sport. Allegri alla fine del derby d’Italia ha detto che la Juve deve puntare al prossimo scudetto e la dichiarazione, per quanto scontata, rivela una chiara indicazione societaria. Le riflessioni a casa Juve sono in corso da tempo ma aprile sarà il mese dell’accelerazione. Allegri, Cherubini e Arrivabene dovranno decidere assieme ad Agnelli e Nedved come costruire la nuova Juve.  E, prima di affrontare possibili arrivi e partenze, è meglio ribadire le certezze di aprile. La prima: la principale esigenza è trovare il sostituto di Dybala.  La Juve del futuro sarà costruita intorno a Dusan Vlahovic, perno non discutibile. Vicino a lui, Federico Chiesa, in cui la Juventus crede come prima dell’infortunio. Qual è il giocatore da affiancare a un centravanti fisico e tecnico come DV e a un ragazzo di strappi come Fede? Meglio un altro attaccante rapido per un tridente iper-atletico? Oppure un esterno più tecnico, più simile a Dybala? Per la prima opzione, il candidato è chiaro: Nicolò Zaniolo. La Juve ha già incontrato il suo agente, non avrà problemi a incassare il sì di Nicolò ma dovrebbe convincere la Roma. E un’offerta per un prestito con obbligo di riscatto, alla Locatelli, sembra la strada più logica. Per la seconda opzione, attenzione ad Angel Di Maria, in scadenza di contratto con il Psg. Tra i parametri zero per l’attacco è uno dei più seguiti dalla Juve. Come lui, Ousmane Dembélé, che ha nove anni in meno ma decisamente meno affidabilità dal punto di vista caratteriale (oltre a richieste per lo stipendio che, negli ultimi anni, hanno fatto impallidire dirigenti in Italia e in mezza Europa).

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Rassegna stampa

La Repubblica: La parabola di Zaniolo, condannato a restare pischello per sempre

Ci sarebbe da scrivere un romanzo sulle gesta, non sempre eroiche, spesso complicate da un guaio fisico, a volte debordanti oltre i confini del calcio e dello sport, di Nicolò Zaniolo, scrive La Repubblica. Ma che romanzo sarebbe? Appendice, avventura, psicologico, anti-romanzo? È un grande, Nicolò Zaniolo. Ma è soprattutto un grande pischello. È come se fosse cresciuto a metà. Eternamente acerbo. Una parabola perennemente interrotta. Iniziata sì, ma interrotta. Interrotta tutte le volte che al suo posto ha parlato un parente o la disgraziata combinazione di fato e prato, di muscoli e controllo, di dirompente energia e di massima insicurezza. Zaniolo ha da poco festeggiato le sue 100 partite con la Roma. Ha impiegato tre anni mezzo per completare questo primo ciclo di esperienze: tanto è passato dal 19 settembre 2018 e da quel Real Madrid-Roma. Ma non è diventato altro da sé. Il che fa un po’ tristezza, perché ogni volta che lo vedi ruggire sul pallone più del necessario, ti domandi come sia possibile, nella nostra epoca di vissuto frenetico, che un ragazzo sia rimasto fermo al tempo che fu. Zaniolo non è stato nemmeno fortunato, va detto. Quando si poteva sognare, è arrivato il danno. Quando lo si poteva dare per svezzato, con davanti la porta aperta delle manifestazioni più importanti, è arrivato un altro danno.  Se i suoi rapporti con la Roma sono al limite della decenza, se nessuno fa più carte false per tenerlo, se lui stesso, a contrasto, dichiara eterno amore per i colori giallorossi, vuol dire che il meccanismo non funziona più e ha bisogno di benzina propagandistica. Forse Nicolò ha davvero bisogno di cambiare aria, persone, colori. Lo dimostrano i ricordi.

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NEWS

Il Comune spinge: stadio a Pietralata

Parla del nuovo stadio Fernando Bonessio, presidente della commissione sport del Comune. “L’opzione Pietralata è sicuramente migliore – dice a “Gli Inascoltabili” –, ma ce ne sono anche altre. Ci sta lavorando l’assessore Onorato con la giunta e col sindaco. A breve ci sarà una proposta“.

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Rassegna stampa

Entusiasmo, difesa e nuovo sistema: così la Roma prepara il sorpasso alla Juve

Nel catechismo di José Mourinho il perimetro in cui trovare la Roma è già definito. “Penso che ci sarà una lotta per i primi quattro posti e un’altra per quelli fra il quinto e l’ottavo. E c’è una differenza drammatica tra finire quinto oppure ottavo…“. Come dire, le 5 lunghezze che separano la squadra giallorossa dalla Juventus, scrive La Gazzetta dello Sport,  paiono una sorta di buco nero che risucchia ogni possibilità di sognare la zona Champions League. Ma è proprio così? Da qui alla fine del campionato i punti a disposizione sono 21 e quindi i “miracoli” possono essere agevolati anche dalla aritmetica. Un dato su tutti: il 9 gennaio, quando doveva cominciare la serie dei dieci risultati utili, il 4° posto era dell’Atalanta, che distava 9 punti e aveva una partita in meno da giocare. La Roma invece, oltre a essere sesta in classifica a pari punti con Lazio e Fiorentina, sapeva che i viola dovevano recuperare anche un incontro, mentre con i biancocelesti erano in svantaggio per via della sconfitta nel derby d’andata. Morale: visto che la domenica si era conclusa con la rovinosa sconfitta interna contro la Juve, la zona Champions era impossibile da nominare, pena sberleffi e malinconie. Poi è cominciata la cavalcata (in corso) da dieci e lode. E i dati sono tutti dalla parte degli uomini di Mou, che in meno di tre mesi hanno conquistato più punti di tutti fatta eccezione per il Napoli (23 contro 22). Quanto basta per agganciare un 5° posto in solitario, aspettando il recupero dell’Atalanta, che comunque è in svantaggio coi i giallorossi negli scontri diretti, persi entrambi dai nerazzurri. Basta per pensare in grande? I motivi non mancano. La Roma, soprattutto dopo la schiacciante vittoria nel derby, surfa sull’onda dell’euforia. Non basta. L’allenatore portoghese sembra avere trovato finalmente il filo tattico per legare al meglio la squadra. Il sistema del gioco prescelto nelle ultime partite – il 3-4-2-1 con una sola punta di ruolo e tanti trequartisti pronti a inserirsi – consentono ai giallorossi di avere sia pericolosità che palleggio a centrocampo, riuscendo nel contempo a proteggere al meglio la difesa. Basta pensare alle partite giocate senza gol al passivo. Una enormità: 17 stagionali finora, divise fra le 13 in campionato e le 4 in Conference League. L’entusiasmo, poi, lo garantisce Mourinho, visto che i tifosi sono tutti dalla sua parte, scoprendo che la squadra probabilmente non è poi così modesta come si voleva far credere fino a qualche mese fa. Che comunque arrivare in zona Champions resti un’impresa, è chiaro a tutti. Oltre ai punti di vantaggio e a una rosa superiore, infatti, la Juventus ha il vantaggio anche degli scontri diretti. vinti entrambi. La Roma ha anche la (piacevole) zavorra del doppio impegno.

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Allenamenti

Trigoria, lavoro di scarico per chi ha giocato a Marassi: presenti anche Mou e Spinazzola (VIDEO)

La Roma ha ripreso a lavorare in vista del match di Bodo in programma giovedì prossimo. Out Veretout e Zaniolo, chi ha giocato contro la Samp ha svolto una seduta di scarico in palestra, alla quale ha partecipato anche Mourinho, mentre Spinazzola proseguiva il suo lavoro personalizzato proprio al fianco del tecnico giallorosso.

In campo invece chi non è sceso in campo a Marassi con Mourinho che ha raggiunto questi ragazzi per la seconda parte dell’allenamento. 

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RUBRICHE

Petruzzi a Retesport: “Una grande Roma a Marassi, ecco perchè…”

“Gioco a terra, intensità, controllo del match e pochissime opportunità concesse, questo è il marchio di Mourinho”. Così Fabio Petruzzi ai microfoni di Retesport, dopo la vittoria dei giallorossi contro la Sampdoria.

“Ieri è stata data continuità alla vittoria nel derby, vedo una Roma più consapevole e più matura rispetto a qualche settimana fa. Era questo il livello di prestazioni che auspicavo da mesi, era questo il modello di Roma che immaginavo Mourinho avrebbe preteso, come base su cui costruire e non credo sia un caso che, senza Zaniolo, la Roma giochi meglio a calcio”

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Infermeria

Roma, Zaniolo ancora a parte

Nicolò Zaniolo non è ancora al meglio della condizione. L’attaccante giallorosso, fermo da giovedì scorso a causa di un risentimento ai flessori della coscia, anche oggi ha svolto un allenamento personalizzato a parte. Mourinho spera di recuperarlo in vista della sfida di giovedì contro il Bodo/Glimt.

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Calciomercato

Florenzi, la Roma dice ‘no’ alla richiesta rossonera di sconto sul riscatto

26 presenze e 1 gol per Alessandro Florenzi in maglia rossonera. Il terzino azzurro ha fatto capire che vorrebbe restare ancora al Milan e Pioli ha chiesto il suo riscatto. La scorsa estate a corredo del prestito dalla Roma, è stata fissata una cifra intorno ai 4,5 milioni per il suo riscatto che il Milan però non vorrebbe pagare integralmente.

Come riferisce calciomercato.com, Maldini e Massara nei giorni scorsi hanno provato a sondare il terreno con la Roma tramite l’agente del classe ’91 per abbassare a 3 milioni la cifra per il riscatto. Al momento c’è il ‘no’ dei giallorossi.

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APPROFONDIMENTI

La Roma celebra la ‘rete di squadra’ a Marassi: 18 passaggi consecutivi prima del sigillo di Micki (VIDEO)

Costruzione dal basso, ripartenza in verticale, 4-5 passaggi decisivi di prima da Mancini a Karsdorp, da Cristante a Abraham che ha aperto il campo per attaccare l’ampiezza. “Se l’avesse fatto una squadra con altri allenatori si sarebbe parlato di calcio spettacolo, ma di Mourinho non si può dire”, ha detto lo Special One provocatoriamente ieri dopo la vittoria contro la Samp.

La rete di Mkhitaryan – quarta stagionale in A per l’armeno – è frutto di un lungo possesso durato circa 1 minuto, con quasi tutti i calciatori coinvolti (tranne Oliveira) e 18 passaggi prima del sigillo di Miki. La Roma l’ha celebrato così sui social.

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APPROFONDIMENTI

Mou ha blindato la difesa: crolla il dato degli expected goals concessi e Rui è primatista per clean sheet

Un’altra gara senza subire gol. La Roma ieri a Genova ha tenuto nuovamente la propria porta inviolata. Merito della fase difensiva giallorossa che nelle ultime settimane ha palesemente migliorato il suo standard concedendo sempre meno occasioni da gol agli avversari. Mourinho sembra esser riuscito, finalmente, a dare stabilità alla sua squadra, dopo una prima parte di stagione in cui la Roma dava la sensazione di essere spesso squilibrata.

6.1.2022 Milan vs Roma (Serie A) Sport; Calcio; Nella foto: Smalling Ibanez e Rui Patricio delusi (Foto Gino Mancini)

Intensità, singoli e atteggiamento del gruppo le chiavi

Non c’è solo una spiegazione dei miglioramenti difensivi della Roma. Indiscutibilmente però il punto di rottura è stato Roma-Juventus: quei sette minuti in cui i giallorossi hanno dilapidato una grande vittoria che oggi pesa come un macigno sulle sue reali ambizioni Champions. Al termine di quella sfida Mou picconò letteralmente i suoi: “I calciatori devono comprendere che non sono io che devo scendere al loro livello, ma loro devono salire al mio. Sono stati abituati a vivere in questa comfort zone mediocre da 6-7° posto”.

Parole dure che portarono ad un cambio definitivo di modulo, rifinito nelle ultime sfide con Mkhitaryan e Pellegrini alle spalle di Abraham, oltre alla conferma della difesa a tre. E i risultati sono cambiati: la Roma nelle ultime 10 gare di Serie A, coincise con 6 vittorie e 4 pareggi, ha incassato solo 7 gol. Il dato interessante è che in questo frammento di campionato la retroguardia giallorossa ha sempre concesso meno di 1 xGA a partita, con picchi di 0.3 contro lo Spezia o 0.4 proprio ieri a Marassi. La media è di 0.6, di fatto mezza gol a gara.

Per Rui Patricio sono 13 i clean sheet stagionali in campionato, nessuno ha fatto meglio in Serie A fino a questo momento. Handanovic per l’Inter e Szczesny nella Juve sono fermi a 12.