Zaniolo al lavoro anche in vacanza per farsi trovare pronto per la prossima stagione. Se dovesse rimanere, in quale ruolo lo faresti giocare per farlo rendere al meglio?
Zaniolo al lavoro anche in vacanza per farsi trovare pronto per la prossima stagione. Se dovesse rimanere, in quale ruolo lo faresti giocare per farlo rendere al meglio?
Lorenzo Pellegrini aveva cominciato la stagione con una serie di incognite importanti, ma l’ha conclusa come meglio non si poteva. Riavvolgiamo il nastro. Alla Roma planava uno degli allenatori più carismatici del mondo, José Mourinho, che per prima cosa doveva decidere chi sarebbe stato il capitano di una annata che, per le attese in lievitazione, si prospettava bollente.
Il numero 7 arrivava con la fascia al braccio, ma la decisione era stata presa per le frizioni invernali di Fonseca con Dzeko, non per scelta “autonoma”. Dopo aver valutato gli uomini, il primo segnale dello Special One, però, era stato chiaro: il capitano sarà Pellegrini. Quanto basta per far decollare il rapporto fra i due così tanto da far dire al tecnico portoghese: “Vorrei averne tre come lui, e li farei giocare tutti e tre”.
Una investitura in piena regola, scrive La Gazzetta dello Sport, a cui ha fatto seguito il lavoro fatto dagli agenti del giocatore – Pocetta e Ferro – per scongiurare qualsiasi tipo di problema contrattuale, visto che il centrocampista aveva il contratto in scadenza. È arrivato quel rinnovo di contratto fino al 2026 che di fatto ha blindato a vita il capitano della Roma.
Poi però anche il campo doveva dare delle risposte tecniche, e così Lorenzo si è premurato di dimostrare che la sua classe e la sua duttilità sapevano portarlo lontano. Risultato? Una stagione da 14 reti in maglia giallorossa, santificata anche da alcune punizioni gioiello che hanno dimostrato pure ai tifosi più scettici (e ce ne sono sempre) come Lorenzo fosse lievitato persino in quel fondamentale.
Insomma, se Tammy Abraham è stato lo straordinario cannoniere della Roma, nessuno più di Pellegrini ha saputo fargli da spalla, numeri alla mano. Ciò che occorreva per condurre la squadra a quel trofeo che mancava da 14 anni e, se consideriamo solo l’Europa, addirittura da 61 anni,
A meno di terremoti che da qui ad alcuni anni non sono ipotizzabili, resterà lui il capitano e il leader della Roma. Di quella Roma che proverà a scalare le gerarchie. Così è comprensibile che ieri abbia scritto sui propri social: “È stata una stagione fantastica e indescrivibile, per questo non serve aggiungere parole. Avanti a testa alta pensando a crescere per continuare a toglierci soddisfazioni e alzare trofei”. Parole chiare. Da giocatore che ha appena cominciato ad assaporare il gusto della vittoria e che adesso non vuole fermarsi più. Proprio come un Pellegrini diventato papa, un Lorenzo diventato (finalmente) magnifico.
La Juventus, entro la fine di questa settimana, punta ad affondare per un esterno offensivo. Il preferito resta Angel Di Maria, da settimane al centro delle trattative, ma dall’Argentina ieri sera filtravano segnali contrastanti. Il tempo del “dentro o fuori” è arrivato.
In attesa del verdetto dell’ex Psg, il ds Federico Cherubini scrive TuttoSport continua a portare avanti le trattative per le alternative. Il vero sostituto di Dybala – ed eventualmente di Di Maria – potrebbe essere Nicolò Zaniolo, mai sparito del tutto dai radar bianconeri.
Ieri l’entourage del 22enne tuttocampista giallorosso è stato avvistato insieme ai dirigenti della Roma. La situazione non è cambiata: il rinnovo è molto più che complicato. La Juventus è alla finestra, in prima fila assieme al Milan.
Passi in avanti tra Roma e Lille per Celik, scrive Gianluca Lengua su Il Messaggero. Il terzino destro è al centro delle trattative, ma c’è ancora una differenza di 2,5 milioni tra domanda e offerta: i francesi ne chiedono 8,5, a Trigoria rispondono con 6. Le parti si dovrebbero incontrare a metà strada (7,5), magari inserendo qualche bonus: intesa in dirittura d’arrivo. Possibile che il via libera possa arrivare nei prossimi giorni o dopo il 30 giugno, per questioni legate al bilancio.
A centrocampo il profilo ideale rimane Frattesi, ma il Sassuolo lo valuta 35 milioni: cifra ritenuta eccessiva, nonostante il club giallorosso detenga il 30% sulla futura rivendita. Prezzo destinato inevitabilmente a scendere. Solo in quel caso a Trigoria affonderanno il colpo. La volontà dei Friedkin è quella di non andare oltre i 15-18 milioni più l’inserimento di un giovane. Non Bove come richiesto, ma uno tra Felix e Volpato.
L’alternativa al nazionale azzurro è Aouar, centrocampista offensivo del Lione. I transalpini lo valutano oltre 20 milioni. In mediana gli arrivi non finirebbero qui. Si lavora infatti anche per mettere a segno un acquisto importante in cabina di regia (Ruben Neves e Douglas Luiz i nomi sul taccuino). A proposito di centrocampisti: nei prossimi giorni ci sarà l’incontro per il rinnovo di Cristante (per Mancini è tutto fatto, manca solo l’annuncio).
Gianluca Mancini e Bryan Cristante, due leader, due punti della Roma che nella scorsa stagione è tornata finalmente a vincere dopo 14 anni, due giocatori alla ricerca di un ingaggio all’altezza del loro status in maglia giallorossa e anche in quella della Nazionale, visto che il commissario tecnico Roberto Mancini non ha nessuna intenzione di fare a meno di loro nel nuovo ciclo che è appena cominciato.
Proprio per questo, scrive La Gazzetta dello Sport, il percorso del loro rinnovo – che vive modalità e tempistiche differenti – prende la ribalta, tenendo conto della volontà ferrea di José Mourinho di tenerlo. A tutti i costi (nel senso letterale del termine).
Cominciamo da Mancini, la cui strada per restare alla Roma fino al 2026 sembra già tracciata. Il difensore ha già virtualmente l’accordo col club giallorosso, che farà lievitare il suo ingaggio fino a 3,5 milioni più bonus. Un rinnovo importante, ma per un calciatore che in stagione ha giocato oltre quattromila minuti.
Se vogliamo, il discorso potrebbe essere anabolizzato ulteriormente quando parliamo di Cristante. Il centrocampista della Roma e della Nazionale – un giocatore (non dimentichiamolo) in grado di muoversi da difensore centrale come da trequartista – è stimato da Mourinho. Ora tocca alla dirigenza accontentare Cristante. Il giocatore ha tutta l’intenzione di restare in giallorosso, ma sono tanti i club – dal Milan alla Juventus — che hanno sondato il suo entourage per capire se ci sono margini per impostare una eventuale trattativa. Per Bryan, però, la Roma resta un punto fermo, sperando che i vertici della società intendano riconoscergli economicamente lo stesso ruolo che ha in campo. Per intenderci, nessuno pretende cifre alla Pellegrini o alla Abraham, ma la forbice finale della trattativa non dovrebbe essere troppo netta.
Ci risiamo. Come un anno fa, Mourinho prepara la lista degli “esclusi” insieme a Tiago Pinto, come riporta Il Tempo. Giocatori che fanno parte della rosa ma non rientrano nei programmi e, in qualche caso, rifiutano le offerte bloccando il mercato della Roma. Se l’estate scorsa è toccato ai vari Pedro, Pastore, Nzonzi, Santon, Fazio e, per qualche giorno, anche all’ex capitano Florenzi allenarsi a Trigoria in un gruppo separato rispetto al resto della squadra, stavolta sarà certamente il turno di Amadou Diawara finire ai margini, se entro il 4 luglio (data del raduno da confermare) non avrà trovato un’altra sistemazione, continuando a impuntarsi.
La Roma considera chiuso il rapporto con il guineano. Nelle ultime due sessioni di mercato il ragazzo ha rifiutato svariate offerte, tra cui quelle del Valencia e del Venezia, che lo scorso gennaio ha spinto invano per averlo. Adesso la società vuole venderlo a titolo definitivo e non prenderà in considerazione offerte in prestito, sperando che il nuovo agente procuratore, il tedesco Daniel Delonga, convinca Diawara che è arrivato il momento di separarsi dai giallorossi.
Non è stato ancora deciso chi saranno gli altri giocatori costretti ad allenarsi a parte a Trigoria agli ordini di un preparatore messo a disposizione dal club, ma sono in diversi a rischiare di far compagnia a Diawara. Ad esempio Kluivert, di ritorno dal Nizza. La sua buona stagione in Ligue 1 gli fa avere ancora richieste in Francia, dove lo seguono Monaco e Marsiglia. Non rientra nei programmi neppure Reynolds, che potrebbe andare in prestito in un altro club belga dopo l’esperienza al Kortrijk.
Per Villar vale il discorso di Diawara: si cerca una cessione a titolo definitivo, puntando anche a monetizzare. Lo stesso obiettivo Tiago Pinto ce l’ha per Carles Perez, che aspetta una squadra pronta a dargli spazio.
Francesco Totti ha parlato a margine dell’inaugurazione del Conti Sport City. Ecco le parole dell’ex capitano giallorosso:
Sulla Nazionale
“Dobbiamo crescere tanto per ottenere risultati importanti ci vuole grande esperienza, giocatori, gruppo. Penso che col tempo torneremo ad avere una grande Nazionale”.
Che effetto ti ha fatto vedere Pellegrini col 10 azzurro?
“Sono sempre qui a dire le stesse cose. Per me potrebbe essere il nuovo 10 della Roma”
Ma la prenderebbe?
“Non lo so questo. Non penso che la prenderebbe, conoscendolo. Però è un giocatore fondamentale, duttile, uno che vorrebbe ogni squadra”.
Per te non ci sarebbe nessuna preclusione per la maglia?
“No, ma anche perché io non c’entro più niente da quel punto di vista. Perciò sta alla società e al giocatore decidere se dare la numero 10 o meno”.
I tempi per un tuo ritorno a Roma non sono ancora maturi?
“No, no, non maturi mi sembra una parola forte. Ognuno fa le sue scelte e ha il suo rispettabilissimo modo di lavorare. Loro stanno facendo delle scelte che penso stiano dando dei frutti”.
Cosa consiglieresti a Zaniolo per il suo futuro?
“Io già tempo fa ci ho parlato. Gli ho dato qualche consiglio ma non so se l’ha recepito o no. L’ultimo pensiero spetta sempre a lui. Se dovesse rimanere a Roma, deve restare e capire l’importanza di questa maglia, soprattutto per onorare i tifosi. Quello che hanno fatto loro quest’anno per questa squadra è qualcosa di diverso da quello che abbiamo sempre visto. Io metterei per primo il rispetto nei confronti dei tifosi. La scelta spetterà a lui e sarà certamente quella migliore”.
Ci dici cosa gli hai consigliato?
“Gli ho consigliato la mia scelta, che magari può essere anche sbagliata. Parlando anche con gli addetti ai lavori abbiamo un po’ sondato il terreno sotto tutti i punti di vista. Non Roma eh, parlo in generale. Spetterà a lui decidere se ha voglia di rimanere, dipende da lui e dalla società se vuole venderlo o meno. Io saprei cosa fare con Zaniolo”.
Non sei riuscito a convincere Dybala…
“Non tocco questo argomento, meglio…”
Se dovesse crearsi la coppia Dybala-Lukaku?
“Penso che sarebbe una coppia formidabile, l’estro di Dybala e la forza fisica di Lukaku rappresenterebbe un binomio top”
Perché non vuoi toccare l’argomento Dybala?
“Perché so come è andata e tutt’ora lo sento. Penso sia finita, ma non dipende solo da Dybala. Se dipendesse solo da lui ci sarebbero buone speranze”.
Lorenzo Pellegrini ha chiuso in bellezza la sua stagione sportiva. Dopo la vittoria in Conference League, il capitano giallorosso ha preso possesso anche della maglia numero 10 con due reti in altrettante sfide disputate in Nations League.
Il 7 ha affidato al suo profilo Instagram un commento prima dell’inizio delle meritate vacanze: “È stata una stagione fantastica e indescrivibile, per questo non serve aggiungere parole. Avanti a testa alta pensando a crescere per continuare a toglierci soddisfazioni e alzare trofei.”
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(di Francesco Oddo Casano) – Rincorso due anni fa, prima dell’arrivo di Reynolds, vicino all’approdo in giallorosso oggi. Meglio tardi che mai direbbe qualcuno. Zeki Celik è pronto a sbarcare alla corte di Josè Mourinho. 180 cm, fisicità, fluidità di passo e visione di gioco di primissimo livello. Sono queste le principali caratteristiche del terzino turco (sarebbe il terzo nella storia della Roma dopo Ucan e Under), che hanno stregato da tempo gli osservatori e i dirigenti di Trigoria.
La scadenza contrattuale a giugno 2023 ha reso ulteriormente ghiotta l’occasione, per centrare un obiettivo che possa finalmente equilibrare i valori sulla fascia destra, rispetto all’overbooking che si registra attualmente sul fronte sinistro. Celik è un calciatore duttile, capace di giostrare da terzino classico in una difesa a 4 ma anche come esterno di centrocampo nel 3-5-2. Abbina a questa ottima capacità d’adattamento, come detto, un’ottima visione di gioco: rispetto a Karsdorp che ama affondare sull’out di destra fino alla linea di fondo e offre il meglio di sé quando viene servito in corsa, il terzino del Lille ama spesso sterzare verso il centro del campo, cercando combinazioni utili con i compagni.

Piede destro educato, ha mostrato in Francia – complice anche un discreto numero di gare europee tra Champions ed Europa League – di avere anche una discreta freddezza quando deve generare un assist vincente. In Ligue1 ha segnato 8 reti in tre anni, anche questo dato è migliore rispetto allo score dell’olandese (1 rete nelle ultime due stagioni). La Roma è pronta a sferrare l’affondo decisivo per una cifra intorno a 7 milioni (ne volevano 15 l’anno scorso) con Pinto ormai al rush finale per chiudere la seconda operazione in entrata di questa lunga estate.
Una vera e propria beffa per la Roma che avrebbe voluto giocare molto volentieri una supercoppa europea per la vittoria della Conference League.
Come anticipato dal quotidiano francese L’Equipe, dal 2024 la Supercoppa Europea non sarà più disputata tra i vincitori della Champions e quelli dell’Europa League.
Il trofeo si giocherà invece tra la vincitrice di quest’ultima competizione e quella della Conference League.
Alla base della decisione c’è l’idea di introdurre un Torneo di Apertura da disputare in estate e negli Stati Uniti, con la partecipazione della vincitrice della Champions League e altri tre top club.
Nata nel 1973, la Supercoppa Europea ha visto la partecipazione della vincente della Coppa delle Coppe fino al 1999, anno in cui la competizione fu ufficialmente abolita dalla UEFA.
Le squadre che hanno conquistato per più volte il trofeo sono il Milan e il Barcellona con 5 successi a testa.