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Serie A, Roma-Spezia si giocherà domenica 4 giugno alle 21

La Roma giocherà l’ultima gara di campionato contro lo Spezia domenica 4 giugno alle ore 21. La società giallorossa, infatti, ha comunicato tale notizia sui propri social. All’Olimpico, non ci sarà Josè Mourinho poiché squalificato dopo il cartellino giallo (era diffidato) ricevuto nell’ultima partita di Serie A contro la Fiorentina.

???? Roma-Spezia si giocherà domenica 4 giugno alle ore 21:00 ????️

#ASRoma pic.twitter.com/f7EXjVT9Ow— AS Roma (@OfficialASRoma) May 29, 2023

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Interviste

Totti: “Mi sarebbe piaciuto avere Mourinho come allenatore”

Francesco Totti ha parlato ai microfoni dell’UEFA. Ecco le parole dell’ex capitano romanista:

Due finali europee in due anni per la Roma.
“È stata una bellissima emozione vedere la Roma in finale, da tifoso romanista è una delle cose più belle. Raggiungere due finali consecutive è una sensazione indescrivibile, è la prima volta che accade in tanti anni. Speriamo vada tutto per il verso giusto, sarà una partita dura e può succedere di tutto”

Mourinho?
“Il Siviglia ha più esperienza in queste finali, ne hanno giocate 6 e le hanno vinte tutte. Prima o poi, magari con un po’ di sfortuna, perderanno. Con Mourinho abbiamo questa fantastica opportunità, è un allenatore con molta esperienza in questo tipo di partite, quindi l’affronterà nel miglior modo possibile. Con questo tipo di allenatore è più facile vincere, ha una forte personalità ed è abituato a vincere. Ha trasmesso mentalità vincente alla squadra. Ci ho parlato spesso e l’ho affrontato in passato, mi sarebbe piaciuto averlo come tecnico. Sfortunatamente, ha avuto altre opportunità lavorative”

Un giudizio su Bove?
“È un bravo ragazzo con una brava famiglia. Cerca sempre di fare il meglio per la squadra e si comporta correttamente. Sta dimostrando le sue capacità e sa che la squadra ha bisogno anche di lui. Mourinho sa cosa può dare e lo ha messo in campo in gare difficile come quella contro il Bayer Leverkusen, dove tra l’altro ha segnato il gol decisivo per la qualificazione”

Cosa rende diverso te, De Rossi e Pellegrini dagli altri?
“Un giocatore nato a Roma che diventa capitano della Roma è una cosa importante anche per i fan. È fondamentale che la Roma sia guidata da una figura del genere anche in Europa”

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Interviste

Bove: “Mourinho speciale perchè tratta tutti nello stesso modo”

Edoardo Bove è stato il protagonista della semifinale contro il Bayer Leverkusen col gol dell’andata che poi è stato difeso nello 0-0 del ritorno. Questo il racconto del centrocampista cresciuto nella Roma a poco più di 48 ore dalla finale di Budapest: “Fin da quando ero molto giovane, mi sono appassionato allo sport in generale, in particolare ai giochi con la palla. Da ragazzo giocavo a tennis abbastanza regolarmente e per circa cinque o sei anni ho giocato sia a tennis che a calcio. Ad un certo punto ho dovuto fare una scelta, anche se ero piuttosto bravo in entrambe le cose. Vedendo quanta strada ho fatto, immagino di aver fatto la scelta giusta alla fine”.

Continua Bove: “Come mi sono sentito quando sono arrivato a giocare per la prima volta nelle giovanili della Roma? È sempre difficile spiegare quelle sensazioni: è come cercare di spiegare la sensazione di segnare un gol all’Olimpico, o di ricevere la prima chiamata dal club. Sono emozioni molto forti. Nel complesso, la maggior parte delle persone di solito risponde a questa domanda dicendo che si tratta di un'”emozione indescrivibile”. Ma è davvero così. All’inizio, la cosa più importante per me era divertirmi. Poi, man mano che cresci e ti sviluppi, inizi a capire l’importanza di giocare per la Roma e cominci davvero a sentirti parte di questo club”.

Sul ruolo che è riuscito a ritagliarsi nella Roma: “Questo è un punto di partenza. Ho appena iniziato ed è per questo che voglio continuare così e continuare a giocare bene. Devo essere grato per la fiducia che hanno in me in questo momento, e questa è la cosa più importante. Ne sono molto felice.”

“Mourinho è una persona speciale per me perché è una persona vera. Tratta il resto della squadra proprio come tratta me, e questa è la cosa più importante. Se ha qualcosa da dirti, te lo dirà dritto in faccia, e io preferisco le persone così. Quindi mi sono trovata bene con lui fin dall’inizio. Ovviamente mi ha anche aiutato a crescere. Tutta la sua guida mi ha aiutato così tanto e sono felice per la fiducia che ha in me”.

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Rassegna stampa

Da Pogba a Dybala, quando Mourinho trasforma l’assenza in pretattica

Quando li vedi in campo a poche ora dalla partita, è la volta buona che te li trovi in tribuna o in panchina; quando scompaiono dai radar fino all’ultimo secondo, magari li ritrovi in campo. È la magia di José Mourinho, che toglie e mette, ti fa credere un qualcosa che non esiste, alimentando un mistero, che vuol dire attesa, pessimismo, speranza, che spesso significa pretattica. Dybala magari non giocherà a Budapest, come va dicendo lo Special da qualche settimana, vissuta con poche speranze. Ma se andiamo a vedere lo storico di Mou, è successo pure che il calciatore infortunato di turno, avvolto nel dubbio, abbia poi giocato. (…)

Come scrive il Messaggero, la finale di Europa League del 2017 tra lo United, allenato da Mou, e l’Ajax, è stata accompagnata dal tormentone Paul Pogba . Quelle cose per cui “di sicuro non ce la fa” e invece “ce la fa”. Il francese, non solo è regolarmente al suo posto, ma risulterà pure decisivo, segnando una delle due reti del successo (l’altra porta la firma di Mkhitaryan). (…) E anche questo per Mou contava: pretattica, appunto. Lo stratega portoghese tenne col fiato sospeso anche gli interisti prima della finale di Coppa Italia contro la Roma, anno 2010. Il caso era Wesley Sneijder . Non doveva esserci e poi c’è stato. (…)

C’è anche l’esempio di calciatore mostrato alle telecamere durante l’allenamento di una viglia importante, poi assente in partita. Siamo in semifinale di Champions League , anno 2014, il Chelsea di Mourinho deve affrontare l’Atletico Madrid a Londra dopo aver pareggiato 0-0 nell’andata. Al Calderon si fa male Peter Cech, che ovviamente rischia di saltare il ritorno. Settimana di dubbi, Peter sì, Peter no. Vigilia, ecco Cech in campo durante la rifinitura. Il portiere della Repubblica Ceca compare in quasi tutte le formazioni titolari proposte dai media e invece, ecco la sorpresa: fischio d’inizio, Cech non è nemmeno in panchina. Gioca Mark Schwarzer.

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NEWS

Stagione 23/24 e qualificazione alle Coppe: ecco tutte le possibili combinazioni

Un turno di campionato che poco dirà sui verdetti europei in Serie A, il focus si sposta inevitabilmente sulle finali che coinvolgeranno tre italiane e sul caso Juve, che potrebbe essere esclusa dall’UEFA da tutte le competizioni europee.

Ad oggi, considerando ancora dentro i bianconeri, sono queste le possibili combinazioni rispetto alla qualificazione alle prossime edizioni di Champions, Europa League e Conference, tenendo conto del fatto che l’eventuale successo o meno dell’Inter in Champions non cambierebbe nulla in termini di qualificazione delle altre.

– Se Roma e Fiorentina vincono le finali: 5 in Champions (Napoli, Lazio, Inter, Milan e Roma), 2 in Europa League (Atalanta e Fiorentina), 1 in Conference (Juve).

– Se solo la Roma vince la finale:5 in Champions (le stesse di prima), 1 in Europa League (Atalanta), 1 in Conference (Juve).

– Se solo la Fiorentina vince la finale: 4 in Champions (Napoli, Lazio, Inter e Milan) e 3 in Europa League (Roma, Atalanta, Fiorentina), con la Juventus in Conference

*Il posto della Juventus potrebbe esser preso dall’ottava in classifica se i bianconeri fossero esclusi dall’UEFA.

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Calciomercato

Roma, accordo ad un passo con Ndicka: i dettagli

La Roma dopo Aouar accelera e preme per chiudere l’accordo anche con Evan Ndicka. Come riporta Nicolò Schira sui social, la società giallorossa è vicinissima all’intesa con il centrale francese dell’Eintracht Francoforte sulla base di un contratto quadriennale fino al 2027 da 2,5 milioni più opzione per un’altra stagione.

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Rassegna stampa

José ha deciso: tutti a Budapest. Ecco il programma giallorosso

Iniziano oggi i tre giorni più importanti della storia recente della Roma. Perché l’Europa League – un tempo Coppa Uefa – è la seconda competizione europea e in pochi, dopo il trionfo in Conference dello scorso anno, pensavano che la Roma potesse di nuovo arrivare fino in fondo.

Forse neppure José Mourinho, il principale artefice di tutto questo. Il programma di avvicinamento alla finale di Budapest lo ha deciso lui e ricalca in larga parte quello dello scorso anno a Tirana. Routine solita, pochi stravolgimenti, squadra che sarà in Ungheria il minimo indispensabile. Perché è vero che la partita è importantissima e prestigiosa, ma è vero anche che Mou non vuole caricare i giocatori di eccessiva pressione.

Se, infatti, il Siviglia si allenerà a Budapest, la Roma farà tutto tra le mura di casa. Oggi e domani allenamento alle 11, poi pranzo tutti insieme. Domani la partenza è prevista nel primo pomeriggio, come sempre in occasione delle trasferte europee. Mourinho, come un anno fa, non ha voluto in alcun modo rivoluzionare il programma e la routine dei giocatori. Che sia il debutto in casa del Ludogorets o la finale di Budapest, la Roma e il suo allenatore non cambiano.

Come scrive il Corriere dello Sport (C.Zucchelli), la squadra arriverà a Budapest intorno alle 16.30. Dalle 17.15 alle 17.45 sono previsti walk around alla Puskas Arena e interviste, poi fino alle 18.30 conferenza di Mou e di due giocatori (uno con ogni probabilità sarà il capitano Lorenzo Pellegrini). La Roma è la squadra che giocherà in trasferta, indosserà maglia, pantaloncini e calzettoni rossi e avrà sulla manica il logo della Conference vinta. Il Siviglia, invece, ricorderà le sei Europa League portate a casa.

Allo stadio la Roma avrà uno spogliatoio tutto giallorosso, il Siviglia ha scelto la scritta: “Nunca te rindas” cioè “mai arrendersi”, ma non mancheranno sorprese. Alla Roma è stato assegnato il lato Sud dello stadio e alla Puskas Arena ci sarà una delegazione composta da circa 70 persone: non mancherà nessuno, dai Friedkin a Solbakken, fuori lista per motivi di FairPlay, agli infortunati Karsdorp e Kumbulla.

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Rassegna stampa

I dubbi di Mou. Dybala recupera: la tentazione è usare una Roma “Formula Joya”

Il tempo è una variabile di difficile valutazione. Per questo il conto alla rovescia verso la finale di Budapest contro il Siviglia è al tempo stesso lentissimo ed estremamente rapido. Tutto questo soprattutto per lui, José Mourinho, che ai dubbi di formazione deve aggiungere anche quelli relativi al proprio futuro che resta in bilico, nonostante un contratto (che non ricorda più nessuno) lo leghi alla Roma fino al 2024.

Come scrive il Corriere dello Sport, riteniamo, però, che l’allenatore portoghese sia estremamente sincero quando dice di essere concentrato solo sulla partita che potrebbe fare la storia del club, lasciando ai suoi agenti il compito di lavorare sotto traccia con Psg (soprattutto) e magari anche col Real Madrid. E se i Friedkin al momento sembrano essere coinvolti dall’attesa sportiva, ma distaccati dalle certezze che vorrebbe il tecnico, il popolo giallorosso – grazie al suo affetto – sta cercando di placare le tentazioni di addio dello Special One. Il Siviglia, però, adesso ruba la scena, con tutte le incertezze legate alle scelte.

Anche a centrocampo i giochi parrebbero fatti. Spazio ai totem Cristante e Matic, che avranno il compito di fare filtro e impostare. Quale potrebbe essere la variante? L’utilizzo di un sistema di gioco assai abbottonato, il 3-5-1-1, con capitan Pellegrini in appoggio ad Abraham unica punta. In questo caso potrebbe trovare spazio in mediana Wijnaldum, capace di galleggiare fra le due linee, supportando il gioco offensivo della squadra. In corsa, se servirà, ci sarà posto ovviamente anche per Bove. (…)

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RETESPORT

Road to Budapest – Retesport e Mirauto insieme per la finalissima di Europa League

ROAD TO BUDAPEST – Un viaggio lunghissimo, iniziato dalla Roma a settembre, che mercoledì si concluderà a Budapest per la finalissima di Europa League.

Retesport seguirà, come sempre, la squadra giallorossa in quest’ultimo atto della competizione internazionale, con un viaggio assolutamente speciale. Gianluca Piacentini e Marco Juric raggiungeranno infatti l’Ungheria a bordo di un’autovettura eccezionale, in collaborazione con Mirauto, concessionaria Nissan.

Scopri tutti i dettagli della nuova X-Trail, una macchina elettrica e rivoluzionaria. Domani alle 13.00 la partenza dalla capitale, collegamenti ogni ora nel palinsesto di Retesport e tutto il reportage via social del viaggio di andata, poi della finale di Budapest e del ritorno.

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Interviste

Ultimo e la passione per la Roma: “E’ il mio primo ricordo. L’aldilà lo immagino giallorosso…”

Ultimo, uno dei cantanti italiani più in voga in questo momento, ha rilasciato una lunga intervista a Il Corriere della Sera nella quale ha parlato anche del suo tifo sfrenato per i colori giallorossi: “Il mio primo ricordo è la Roma. Abbiamo vinto lo scudetto. Ho solo cinque anni, papà non può portarmi con lui allo stadio; però mi porta a casa una zolla del prato dell’Olimpico, avvolta in una sciarpa giallorossa”.

Queste le prime parole di Ultimo che poi conclude con una battuta sull’aldilà: “Me lo immagino giallorosso”.