Il futuro di Paulo Dybala rimane un tema caldo in casa Roma. La clausola rescissoria presente nel contratto dell’argentino è una porta sempre aperta a club interessati. Come riporta Calciomercato.it, al momento, gli unici sondaggi ricevuti dagli agenti del calciatore provengono dalla Premier League e dall’Arabia Saudita. Contatti preliminari che non possono ancora essere definiti trattative. L’argentino è in attesa di novità dalla Roma con il quale ancora non ha parlato.
Una delle possibilità sul tavolo potrebbe essere una proposta di rinnovo triennale con la quale spalmare l’attuale ingaggio cancellando la clausola e allungando l’accordo attualmente in scadenza nel 2025. Nelle prossime settimane servirà un confronto tra Dybala e la Roma. Il feeling con De Rossi c’è, ora serve anche quello con il club.
La Roma è alla ricerca di rinforzi a centrocampo. Come riporta Skysportnews Uk, i giallorossi stanno valutando Matt O’Riley, danese del Celtic. Il classe 2000, in stagione, ha segnato 19 gol e ha servito 18 assist. Calciatore strutturato fisicamente, 189 cm, con esperienza anche in Champions League: 12 gare corredate da 3 passaggi vincenti. Matt O’Riley interesserebbe anche a due club di Premier League, uno di Bundesliga e all’Atletico Madrid. Valutazione intorno ai 20 milioni: operazione difficile, al netto di cessioni imminenti.
14.5.2022 Roma vs Venezia (Serie A) Sport; Calcio;
Nella foto: Abraham deluso
(Foto Gino Mancini)
Il futuro di Tammy Abraham è ancora incerto. Secondo il portale inglese Tbrfootball.com, oltre a Newcastle, West Ham e Tottenham anche l’Everton (club che potrebbe essere acquisito dai Friedkin) sarebbe interessato a Tammy Abraham. La società guidata da Manoukian, infatti, avrebbe messo nel mirino l’ex centravanti del Chelsea come possibile sostitutodi Calvert-Lewin, in scadenza di contratto nel 2025. Il classe 97′, quindi, potrebbe tornare in Premier League.
La Roma muove i primi passi sul calciomercato. Come riporta Daniele Longo di calciomercato.com, confermato l’incontro tra i giallorossi e l’agente Fali Ramadani. Gli obiettivi di Ghisolfi sarebbero 3 calciatori della sua scuderia: Chiesa, Boga e Fresneda.
👉 Roma, nel summit con Ramadani ( previsto questa settimana) si sonderanno tre piste: Chiesa, Boga e Fresneda— Daniele Longo (@86_longo) June 11, 2024
SPECIALE EURO 2024 – Nel gruppo B dei prossimi campionati Europei, la competizione è altissima. È il gruppo dei campioni in carica, l’Italia di Luciano Spalletti, ma anche della Spagna, della Croazia e dell’Albania.
Italia
Partiamo proprio dagli Azzurri, pronti a difendere il titolo ottenuto sotto la gestione Mancini nel 2021. Il primo grande cambiamento della Nazionale è ovviamente la panchina. Luciano Spalletti è subentrato la scorsa estate e una parte dello zoccolo duro ha chiuso il suo ciclo. La difesa è quasi completamente rinnovata: finita l’era di Bonucci e Chiellini, continua quella Gigio Donnarumma fra i pali. Difficile parlare di vera e propria rivoluzione nel resto dei reparti. Anche in attacco, è bagarre fra Scamacca e Retegui, a centrocampo Barella e Cristante sembrano essere i cardine come Chiesa a sinistra. La vera differenza la traccia il modulo. Spesso Spalletti ha modificato l’assetto della sua Nazionale, che abbiamo visto – anche recentemente – giocare 3 dietro. Un 3-4-2-1 con una mezzala, spesso Frattesi, nel ruolo di assaltatore e tattico in fase di ripiego. Insomma, 10 partite (6 Vittorie, 3 pareggi e una sconfitta) non sono sufficienti per presentarsi all’Europeo con certezze scritte nella pietra. Certo è che manca il grande campione, quel ‘numero 10’ capace di inventare la giocata dal nulla. La squadra di Spalletti debutterà contro l’Albania il 15 giugno a Dortmund. Il 20 giugno, invece, sarà la volta del faccia a faccia contro la Spagna, testa di serie del girone, a Gelsenkirchen. Il girone di qualificazione dell’Italia si chiuderà, infine, il 24 giugno, quando gli azzurri affronteranno la Croazia a Lipsia.
Spagna
Luis De la Fuente ha raccolto l’eredità di Luis Enrique dopo il buno nell’acqua dell’ultimo Mondiale. Come Spalletti, anche l’ex Athletic Bilbao ha poche partite: 10. Il CT spagnolo però, ha già alzato un trofeo: la Nations League e si è qualificato per la competizione da primo nel girone. Il modulo di base è il 4-3-3, importante la perdita di Gavi a centrocampo, ma sostituito da Fermin Lopez, sempre del Barcellona. Rodri il metronomo, Morata il centravanti. L’attaccante dell’Atletico Madrid ha un grande feeling con la competizione: ha segnato 6 gol nelle ultime due edizioni, solo Griezmann e Cristiano Ronaldo hanno fatto meglio di lui. La Spagna si presenta fra le favorite: ha dalla sua un sistema collaudato e tanti giovani che si sono già affacciati su palcoscenici importanti. Su tutti, quel Lamine Yamal che viene indicato come erede di Messi al Barcellona. Dal futuro alla storia: le Furie Rosse hanno vinto 3 Europei, tanti quanti ne ha vinti la Germania.
Croazia
Croazia: qui il talento non manca, non è mai mancato. La selezione croata si presenta agli Europei di Germania con l’eterno Modric (13 presenze e tre gol nelle fasi finali) come capitano, a guidare una rosa che sta cercando di rinnovarsi. Ad allenarla c’è sempre il CT Zlatko Dalic, che ha portato la Nazionale in finale ai Mondiali del 2018 in Russia, persa poi con la Francia. Nessuno ha ottenuto risultati migliori dei suoi sulla panchina croata. La Croazia non ha mai vinto il Campionato Europeo. Il suo miglior risultato è stato raggiungere i quarti di finale. Nella sua prima partecipazione come nazione indipendente, la Croazia si è qualificata per Euro 1996 e, da allora, ha mancato solo un’edizione del torneo. Sulla carta, la squadra di Dalic e quella di Spalletti dovrebbero giocarsi il secondo posto dietro la Spagna. Il confronto fra le due Nazionali dice che – escludendo i calci di rigore – l’Italia ha vinto solo una delle nove sfide disputate contro la Croazia in tutte le competizioni, un 4-0 in amichevole, addirittura nel 1942, a fronte di 5 pareggi e 3 sconfitte. Fra i convocati di Dalic, anche 4 conoscenze del calcio italiano: : Erlic del Sassuolo, Pongracic del Lecce, Pasalic dell’Atalanta e Vlasic del Torino. Occhio al talento Martin Baturina, classe 2003, trequartista della Dinamo Zagabria.
Albania
L’Albania si affaccia ad Euro 2024 come una sorta di Cenerentola. Attenzione però a sottovalutare la nazionale di Sylvinho. L’ex terzino del Barcellona, ha portato l’Albania alla qualificazione grazie ad un girone strepitoso: 15 punti e primato condiviso con la Repubblica Ceca. “Siamo sudamericani, ma anche molto europei”. Così il CT ha presentato i suoi, che si arrivano per la seconda volta nella loro storia nella fase finale della competizione continentale. Nella prima e unica volta, ad Euro 2016, l’avventura si concluse alla fase a gironi. C’è tanta Italia nella lista di Sylvinho: Etrit Berisha e Ismajli dell’Empoli, Kastrati del Cittadella, Djimsiti dell’Atalanta, Hysaj della Lazio, Asllani dell’Inter, Kumbulla e Bajrami del Sassuolo e Medon Berisha e Ramadani del Lecce.
Andrea Belotti potrebbe partire nuovamente. Dopo l’esperienza non fortunata a Firenze, come riferisce Sky Sport, sulle tracce dell’ex centravanti granata ci sarebbe il neo promosso Como, che avrebbe puntato per il centrocampo anche a Sasa Lukic del Fulham (ex compagno del Gallo al Torino).
Tammy Abraham potrebbe realmente tornare in Premier League. Nelle ultime ore il portale britannico tbrfootball.com, ha rilanciato l’indiscrezione del concreto interessamento dell’Everton avrebbe messo nel mirino Abraham come possibile sostituto di Calvert-Lewin, in scadenza di contratto nel 2025.
I problemi finanziari dell’Everton, però, obbligano il club inglese a un mercato di parsimonia, oltre a doversi guardare dalla concorrenza di Newcastle, West Ham e Tottenham che hanno segnato Abraham sulla lista dei possibili obiettivi per l’estate.
Ciccio Graziani, ex centravanti della Roma, è intervenuto ai microfoni di Retesport, per parlare del momento giallorosso ma anche di Europei e di nazionale.
Sul fronte giallorosso, Graziani ha fatto emergere i suoi personali timori sulla costruzione della nuova Roma: “Daniele De Rossi è dal mio punto di vista una garanzia, conosce la piazza e ha dimostrato di avere delle idee. Quello che sinceramente inizia a preoccuparmi è la società. Mi rivolgo in particolar modo ai Friedkin: che senso ha ora questo possibile investimento sull’Everton? Perchè distogliere risorse dalla Roma per investire sul club inglese? Qui c’è da ricostruire una squadra ambiziosa, alcuni top come Lukaku non rimarranno, servono investimenti prioritari sulla Roma e non su altre realtà”.
SPECIALE EURO 2024 – Il girone A del prossimo Europeo vedrà affrontarsi i padroni di casa della Germania, la Scozia, l’Ungheria e la Svizzera. I tedeschi sono indubbiamente i favoriti del torneo, non solo per il fattore campo. Le altre tre formazioni del girone sono tutte nazionali che negli ultimi anni si sono dimostrate in evidente crescita. Dovrebbero quindi contendersi il secondo e l’eventuale terzo posto, utili per la qualificazione agli ottavi di finale.
Germania
La Germania cerca di ripartire dopo una serie di grandi appuntamenti sbagliati. Fuori nella fase a girone negli ultimi due mondiali, i tedeschi hanno in rosa alcuni giovanissimi (selezionabili ancora per la U21) che però hanno grande esperienza e classe da vedere: Wirtz e Musiala sono due vere e proprie stelle. Basti pensare che il tecnico Nagelsmann ha lasciato a casa giocatori del calibro di Brandt, Reus, Gnabry, Hummels e Goretzka. In attacco ci sarà il giovane e interessante Beier, ma il titolare sarà Fullkug, che in questa stagione ha guidato il Borussia Dortmund fino alla finale di Champions League. La sorpresa fra i convocati è rappresentata da Alexander Nübel, che per la prima volta fa parte della prima squadra tedesca. Bernd Leno, che in realtà avrebbe dovuto essere il terzo o il quarto portiere, ha dovuto abdicare a causa di problemi alla spalla, lascando spazio a Nübel. Una sorpresa è stata anche la convocazione del difensore del Dortmund Nico Schlotterbeck. I convocati: Portieri:Manuel Neuer (FC Bayern), Marc-André ter Stegen (FC Barcelona), Oliver Baumann (TSG 1899 Hoffenheim), Alexander Nübel (VfB Stuttgart)
DIFENSORI: Jonathan Tah (Bayer Leverkusen), Antonio Rüdiger (Real Madrid), Nico Schlotterbeck (Borussia Dortmund), Robin Koch (Eintracht Francoforte), Maximilian Mittelstädt (VfB Stoccarda), Joshua Kimmich (FC Bayern), Waldemar Anton (VfB Stoccarda), Benjamin Henrichs (RB Lipsia), David Raum (RB Lipsia). CENTROCAMPISTI: Aleksandar Pavlovic (FC Bayern), Chris Führich (VfB Stoccarda), Leroy Sané (FC Bayern), Robert Andrich (Bayer Leverkusen), Pascal Groß (Brighton & Hove Albion), Ilkay Gündogan (FC Barcelona), Jamal Musiala (FC Bayern) , Toni Kroos (Real Madrid), Florian Wirtz (Bayer Leverkusen)
ATTACCANTI: Niclas Füllkrug (Borussia Dortmund), Kai Havertz (FC Arsenal), Thomas Müller (FC Bayern), Maximilian Beier (TSG 1899 Hoffenheim), Deniz Undav (VfB Stoccarda).
Scozia
Gli scozzesi arrivano alla competizione grazie all’ottimo lavoro svolto dal tecnico Steve Clarke. L’uomo copertina della rosa è il capitano Andrew Robertson. Il 30enne gioca attualmente per il Liverpool e ha già vinto la Champions League e la Premier League sotto la guida di Jürgen Klopp. Recentemente si è detto determinato a portare la sua Nazionale il più vanti possibile in questa competizione. La Scozia ha fatto un percorso impressionante per qualificarsi aglii Europei, facendo registrare una serie impressionante di vittorie. La prima è un 3-0 rifilato a Cipro, poi il sorprendente 2-0 contro la Spagna, prima di fare fuori la Norvegia (2-1), la Georgia con un netto 2-0 e di imporsi nuovamente 3-0 contro Cipro. Questa serie di vittorie comprende cinque trionfi consecutivi con un’impressionante differenza reti di dodici a uno. La stella della squadra è Scott McTominay, centrocampista 26enne di proprietà del Manchester United. La squadra ha finito il girone di qualificazione al secondo posto dietro la Spagna.
Portieri: Zander Clark (Hearts) Craig Gordon (Hearts) Angus Gunn (Norwich City) Liam Kelly (Motherwell) Difensori: Liam Cooper (Leeds) Grant Hanley (Norwich City) Jack Hendry (Al-Ettifaq) Ross McCrorie (Bristol City) Scott McKenna (Copenhagen) Ryan Porteous (Watford) Anthony Ralston (Celtic) Andy Robertson (Liverpool) John Souttar (Rangers) Greg Taylor (Celtic) Kieran Tierney (Real Sociedad) Centrocampisti: Stuart Armstrong (Southampton) Ryan Christie (Bournemouth) Billy Gilmour (Brighton) John McGinn (Aston Villa) Kenny McLean (Norwich City) Scott McTominay (Manchester United) Ryan Jack (Rangers) Callum McGregor (Celtic). Attaccanti: Che Adams (Southampton) Lyndon Dykes (Queens Park Rangers) Lawrence Shankland (Hearts) Ben Doak (Liverpool) James Forrest (Celtic).
Svizzera
“Non è cambiato nulla: il prolungamento del contratto con il tecnico Murat Yakin è prioritario”, ha detto il direttore della Nazionale Pierluigi Tami dal ritiro a San Gallo. Avrebbe voluto chiarire in anticipo il futuro del suo allenatore, ma lo stesso Yakin non ha voluto ancora prendere una decisione. C’è un po’ di incertezza quindi sul futuro della squadra. La Svizzera negli ultimi anni ha sempre fatto discretamente a Mondiali ed Europei, ma non è mai realmente riuscita a diventare la grande sorpresa delle varie competizioni. Ma gli svizzeri colpiscono per la loro costanza: a parte gli Europei del 2012, hanno preso parte a tutti i principali tornei dal 2004 in poi e sono sopravvissuti alla fase a gironi dei Campionati mondiali ed europei per cinque volte di seguito. Non sono però mai riusciti ad andare oltre i quarti. La qualificazione a questa competizione è stata faticosa, benché il girone, con Romania, Israele, Bielorussia, Kosovo e Andorra, non fosse di certo di prima fascia. Tuttavia, sono arrivate solo quattro vittorie in dieci partite. Non ci saranno gli infortunati Breel Embolo e Denis Zakaria. Le stelle sono quindi Kobel, Akanji e Xhaka. I convocati: Portieri: Yann Sommer (Inter), Yvon Mvogo (Lorient), Gregor Kobel (Borussia Dortmund), Marvin Keller (Winterthur), Pascal Loretz (Lucerna); Difensori: Ricardo Rodriguez (Torino), Fabian Schär (Newcastle), Manuel Akanji (Manchester City), Nico Elvedi (Borussia Mönchengladbach), Silvan Widmer (Mainz), Kevin Mbabu (Augsburg), Ulisses Garcia (Olympique Marsiglia), Becir Omeragic (Montpellier), Cédric Zesiger (Wolfsburg), Leonidas Stergiou (Stoccarda), Aurèle Amenda (Young Boys), Albian Hajdari (Lugano), Bryan Okoh (Red Bull Salisburgo) Centrocampisti: Granit Xhaka (Bayer Leverkusen), Xherdan Shaqiri (Chicago Fire), Remo Freuler (Bologna), Michel Aebischer (Bologna), Fabian Rieder (Rennes), Uran Bislimi (Lugano), Ardon Jashari (Lucerna), Filip Ugrinic (Young Boys), Vicent Sierro (Toulouse); Attaccanti: Steven Zuber (AEK Atene), Ruben Vargas (Augsburg), Renato Steffen (Lugano), Noah Okafor (Milan), Zeki Amdouni (Burnley), Andi Zeqiri (Genk), Dan Ndoye (Bologna), Kwadwo Duah (Ludogorets), Joël Monteiro (Young Boys).
Ungheria
Non più una sorpresa. Il periodo magico dell’Ungheria dura ormai da un po’. Spesso la Germania ha spesso faticato contro gli ungheresi negli scontri diretti. La squadra di Dominik Szoboszlai potrebbe diventare la seconda forza del girone. La finale dei Mondiali del 1954, diventata leggenda, risale a 70 anni fa ed è ormai un ricordo dell’ultimo momento in cui l’Ungheria era più forte di adesso. Recentemente la squadra ha preso parte a tre Campionati Europei consecutivi. Il tecnico è l’italiano Marco Rossi, il giocatore più rappresentativo è Szoboszlai. I convocati: Portieri: Denes Dibusz (Ferencváros), Peter Gulácsi (RB Lipsia), Peter Szappanos (Paks); Difensori: Botond Balogh (Parma), Endre Botka (Ferencváros), Marton Dárdai (Hertha BSC), Attila Fiola (Fehérvár FC), Adam Lang (Omonia Nicosia), Willi Orbán (RB Lipsia), Attila Szalai (Friburgo); Centrocampisti: Bendeguz Bolla (Servette), Mihaly Kata (MTK), Milos Kerkez (Bournemouth), Laszlo Kleinheisler (Hajduk Split), Adam Nagy (Spezia), Zsolt Nagy (Puskás Academy), Loic Nego (Le Havre), Andras Schäfer (Union Berlin), Callum Styles (Sunderland); Attaccanti: Martin Adam (Ulszan Hyundai), Kevin Csoboth (Újpest), Daniel Gazdag (Philadelphia Union), Krisztofer Horváth (Kecskemét), Roland Sallai (Friburgo), Dominik Szoboszlai (Liverpool), Barnabas Varga (Ferencváros).
Quello tra Beppe Marotta e Paulo Dybala è un rapporto che va oltre a quanto accade sul campo da calcio. E, in tempo in cui l’Inter va alla ricerca di un attaccante dalle caratteristiche diverse rispetto a quelli che ha attualmente in rosa Simone Inzaghi, risulta difficile non accostare il nome della Joya al club di cui, nel frattempo, Marotta è diventato presidente. Al momento non c’è nulla, non fosse altro perché in attacco l’Inter è al completo.
Ma torniamo a Dybala: come Arnautovic ha ancora un solo anno di contratto con la Roma che, nella prossima stagione, dovrà garantirgli 8 milioni tra parte fissa e bonus. Come scrive Tuttosport, vero che sul cartellino (per l’Italia) c’è una clausola da 20 milioni, ma è altrettanto vero che l’addio di Dybala darebbe un bello scossone al monte-ingaggi giallorosso. Dybala inoltre vorrebbe tornare a giocare la Champions anche in chiave Nazionale.