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Roma-Napoli, i convocati: out Zalewski

La Roma ha diramato la lista dei convocati in vista della sfida di domani sera contro il Napoli.

Assente Nicola Zalewski, in procinto di trasferirsi all’Inter. Presente Leandro Paredes.

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APPROFONDIMENTI

Roma-Napoli, le probabili formazioni e come seguire il match su Retesport

Dopo la vittoria contro l’Eintracht Francoforte, la Roma prova a far valere la legge dell’Olimpico anche contro il Napoli. Giallorossi reduci, con Ranieri in panchina, da sette vittorie consecutive in casa, la capolista però non vuole fermarsi.

Il tecnico Testaccino, in attesa di novità in entrata dal mercato, alla vigilia della sfida contro gli azzurri non parlerà. Totale concentrazione a Trigoria per preparare al meglio questa sfida con uno sguardo anche sulla gara di Milano contro il Milan, decisiva per il possibile approdo in semifinale di Coppa Italia (mercoledì alle 21:00).

Giovedì scorso Ranieri ha scelto la formazione titolarissima contro i tedeschi e questa volta potrebbe operare alcune variazioni.

Dybala dall’inizio, Hummels riposa? Rensch può far rifiatare Saelemaekers

Svilar difenderà i pali giallorossi, con una possibile variazione nel trio difensivo. Mancini sicuramente giocherà – al pari di Ndicka – visto che poi mercoledì sarà assente per squalifica. Da qui la possibilità che Hummels (in campo 90 minuti contro i tedeschi) possa rifiatare. Al suo posto spazio per Celik che in continuità con quanto avvenuto nell’ultimo periodo giostrerebbe da braccetto di destra, con compiti di allargarsi da terzino in impostazione.

A centrocampo Konè sicuro di un posto, occhio alla situazione di Paredes. Se l’argentino ha messo alle spalle l’ipotesi di un trasferimento in Argentina, giocherà dall’inizio visto che è stato sostituito giovedì scorso al 70′. In alternativa Cristante spera in un ritorno dall’inizio. Saelemaekers, apparso un po’ giù di corda contro l’Eintracht potrebbe rifiatare. Al suo posto scalpita Rensch, mentre a sinistra confermato l’insostituibile Angelino.

Davanti Dybala-Dovbyk sicuri di un posto, con Pisilli in vantaggio su Pellegrini.

Qui Napoli: Conte conferma Neres-Politano alle spalle di Lukaku

La squadra azzurra all’Olimpico verrà con una defezione importante: quella di Oliveira out per infortunio. Spinazzola giocherà largo a sinistra contro i suoi ex compagni, con il duo Rhamani-Jesus in mezzo, Di Lorenzo a completare il quartetto difensivo. In mezzo al campo Lobotka, Anguissa e McTominay con Neres-Politano a supporto di Lukaku.

Come seguire il match su Retesport

Il prepartita sui 104.2 FM inizierà alle 19:00. La sfida tra Roma e Napoli sarà ascoltabile anche in streaming audio su retesport.it, APP, Alexa, Google Home, DAB e sul nostro canale Twitch (retesport1042).

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Interviste

Conte: “Roma avversario insidioso soprattutto in casa”

Antonio Conte ha parlato in conferenza stampa alla vigilia di Roma-Napoli:

Lei disse spero non si facciano danni sul mercato. Non ne sono stati fatti, è contento di questo? In 3 punti l’evoluzione del suo Napoli?
“Dissi il mercato mi restituisca lo stesso livello. E’ inevitabile che abbiamo perso un giocatore importante, oggi comunque non è stato sostituito. Va bene tutto, ma non dobbiamo buttare fumo negli occhi. A detta di tutti è un giocatore importante, venduto a 70-75mln di euro, le altre uscite sono state rimpiazzate, quella di Kvara ad oggi no. Nessuno può dire ci siamo rinforzati con l’uscita di Kvara o indeboliti, ma oggettivamente è uscito un campione dalla rosa che ha fatto comunque la prima parte di campionato. E’ già da 4-5 gare che non c’è più, ma è giusto tenerlo presente, così come è giusto tenere presente che questi ragazzi sono cresciuti in maniera importante altrimenti non si spiegherebbero i 53 punti, gli stessi dell’anno scorso. Merito ai ragazzi, mi riempie di gioia vedere come lavorano, la voglia di crescere, al di là di tutto, se siamo pochi a livello numerico, infortuni, loro mi danno disponibilità ed in questi momenti devo guardare cosa ho in casa e non cosa non ho, e fare la differenza con quello che ho in casa”.

Roma ritrovata, in grande crescita.
“E’ una rosa che ha valori assoluti, ha Dybala, Paredes, Hummels, Ndicka, Dovbyk, Pellegrini, Mancini, il portiere Svilar, è una squadra ed una rosa completa negli 11 e nei ricambi. E’ cresciuta tanto, l’abbiamo affrontata due mesi fa ed era la prima parte di Ranieri, ascoltavo che in casa tra campionato ed Europa League vengono da 7 vittorie consecutive, 23 gol fatti e solo 3 subiti. E’ una testimonianza della forza della squadra, di cosa esprime allo stadio Olimpico, davanti ad un tifo che trascina, come il nostro, bisognerà fare grande attenzione, lo sappiamo. L’abbiamo preparata nella giusta maniera, sapendo che anche loro l’anno scorso sono arrivati prima di noi”.

Non ho capito il concetto del risolvere il problema e non rinviarlo.
“E’ in generale, quando c’è un problema in un club viene visto come un fastidio e si rinvia e non lo si risolve, spesso avviene in tanti club. Risolverlo significa che domani questo problema non torna”.

Il Napoli ha fatto solo 8 contropiedi, lo usate meno di tutti in Italia. La Roma molto di più, questo modifica il vostro piano?
“Devi fare attenzione quando attacchi la Roma, con alcuni giocatori devi essere pessimista e devi pensare che arriverà la palla persa per prepararti anche al contropiede. Noi vogliamo fare una bella partita, portando avanti i discorsi da inizio campionato, portare una buona intensità sapendo che se lasci giocare la Roma ti porterà piano piano al limite dell’area ed hanno i colpi dei campioni con Dybala e Pellegrini, i cross di Angelino e di Saelemaekers, anche centralmente, nei fraseggi, utilizzano Dovbyk come riferimento, hanno qualità importanti e la giusta esperienza con gente come Pellegrini, Angelino, Mancini, Paredes, Hummels, hanno vinto pure tanto”.

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Calciomercato

La Roma pronta al riscatto di Saelemaekers. E Abraham…

La Roma ha trovato l’intesa totale con gli agenti di Alexis Saelemaekers per la sua permanenza a Roma. Un contratto pluriennale da circa 2 milioni di euro a stagione.

Da qui è partita la strategia giallorossa per definire gli accordi col Milan per il riscatto del belga. E con i rossoneri resta viva anche l’opzione Abraham.

L’inglese si trova molto bene a Milano e sarebbe disposto a spalmare il suo ingaggio pur di essere confermato dai rossoneri, che nel frattempo hanno ceduto Morata e preso Gimenez come titolare. Possibile un nuovo incontro già nelle prossime ore tra i dirigenti dei due club per definire almeno verbalmente un’intesa in vista di giugno, quando presumibilmente, si potrà vidimare la doppia operazione.

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Interviste

Konè: “A Roma mi trovo bene. Vi spiego l’esultanza con la bandiera…”

Manu Konè ha parlato ai microfoni ufficiali della Roma. Le sue parole:

Già sei un idolo per i tifosi della Roma. Che effetto fa?”
“È una sensazione bellissima. Vorrei ringraziare i tifosi per come mi hanno accolto. Qui mi trovo molto bene e il loro sostegno durante le partite mi motiva. Sono tifosi passionali, innamorati. Mi auguro che continuino a incoraggiarci perché dobbiamo proseguire la risalita in campionato”

Perché festeggi sventolando la bandierina del calcio d’angolo?
“Questo gesto mi ricorda quello di un guerriero in un’arena, che sventola un vessillo. Era qualcosa che già facevo in Germania ed è un modo per esternare la partecipazione, la passione”.

Cosa ne pensi della città di Roma
“È evidente che si tratta di una città bellissima. Ho già girato con la mia famiglia per Roma. Ho fatto qualche giro tra i negozi facendo un po’ di shopping. Devo ancora visitare il Colosseo e il Vaticano. Spero di avere presto questa occasione, ma giocando ogni tre giorni al momento è complicato”.

Qual è il tuo luogo preferito della città?
“In realtà non ho una zona preferita. Dopo gli allenamenti, cerco di trascorrere quanto più tempo possibile tra le mura domestiche. Cerco di dormire. Ho anche un preparatore fisico a casa, che mi segue, al quale dedico del tempo per allenarmi. Roma è una città speciale. Da quando siamo bambini studiamo la sua storia a scuola. È la capitale d’Italia, una città mitica”.

Hai intenzione di comprare casa a Roma e costruire qui la casa dei tuoi sogni?
“L’alloggio che ho trovato, al momento, mi soddisfa pienamente. Ci vivo praticamente da solo, però ho una grande famiglia che, quando mi viene a trovare, mi piace ospitare per trascorrere del tempo insieme. A dire il vero, non ho ancora pensato se acquistare o meno. Voglio concentrarmi solo sul calcio”.

Cosa ti piace fare nel tempo libero?
“Mi piace ascoltare musica, ballare, vedere i video delle mie partite, riposarmi e, come dicevo, anche lavorare con il mio preparatore”.

Se dovessi scegliere un compagno di squadra con cui vivere?
“Penso che mi troverei bene con uno tra Saud, Soulé e Ndicka. Sono quelli con cui ho legato più facilmente da quando sono qui”.

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Calciomercato

Zalewski, rinnovo con la Roma e prestito all’Inter: affare definito

La Roma ha definito in queste ore il rinnovo di contratto ‘ponte’ di Zalewski.

Il polacco si trasferisce all’Inter con la formula del prestito con diritto di riscatto da 6 milioni di euro.

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Calciomercato

Calciomercato Roma: se Paredes va al Boca, idea Jorginho

Gli ultimi giorni di mercato per la Roma saranno bollenti anche per il caso Paredes. Leandro vuole tornare al Boca Juniors e vorrebbe farlo subito. Come scrive Il Messaggero, il club giallorosso non ha ancora ricevuto nessuna offerta. Riquelme ha messo sul piatto un 1 milione all’anno. Una cifra considerata ancora troppo bassa e ha chiesto uno sforzo economico per arrivare a farlo guadagnare almeno quanto Cavani (2). Un addio complicherebbe i piani della Roma che ha tre giorni per trovare il sostituto. Difficile arrivare a Casemiro, in lizza c’è sempre Reitz. Effettuato un sondaggio per Jorginho che piace anche al Flamengo.

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Calciomercato Roma: il Milan potrebbe confermare Abraham a titolo definitivo

Da Roma a Milano, a caccia di gol. Abraham, data la cessione di Morata al Galatasaray, disputerà il derby contro l’Inter da titolare. Come scrive la Gazzetta dello Sport, il centravanti inglese, arrivato in prestito questa estate nello scambio con il club giallorosso che ha portato Saelemaekers nella Capitale, potrebbe rimanere in rossonero. Il Milan e la Roma, infatti, vogliono trasformare i due prestiti in operazioni a titolo definitivo.

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Dovbyk: ”Ho giocato infortunato. Mi piacerebbe che Ranieri restasse in panchina. Derby in coppa? Sarebbe bello”

Artem Dovbyk ha rilasciato un’intervista al Il Messaggero in cui ha parlato della squadra giallorossa, della situazione famigliare in Ucraina e tanto altro. Di seguito le parole del centravanti della Roma.

Ormai sono sei mesi che è in Italia, superate le difficoltà iniziali?
“Non è stato facile in questi mesi, con un nuovo campionato da affrontare, tre allenatori cambiati, tattiche nuove da imparare e qualche problema fisico. Ora sto capendo meglio il calcio italiano rispetto a prima e spero che le cose possano andare meglio”.

A tal proposito, abbiamo saputo che a dicembre ha effettuato anche i fattori di crescita per problematiche alle ginocchia. Come sta? Ha risolto?
“È il primo anno che gioco così tanto, su tre fronti. Il nostro staff medico ha fatto di tutti per aiutarmi e ora dopo le cure mi sento molto meglio. Ho giocato infortunato, non al cento per cento, e sono sceso in campo comunque, è stato un mio errore, avrei dovuto riposare ma sentivo il bisogno di stare con la squadra nei momenti difficili. Ora, però mi sento bene”.

Ha avuto più problemi con la lingua o in campo?
“La lingua del calcio è universale. Sono arrivato in Italia dopo l’esperienza in Spagna, dove si gioca un tipo di calcio completamente diverso. Adesso sto cominciando a capire la Serie A, si gioca più uomo contro uomo, con difese aggressive e compatte, è difficile destreggiarsi. Non è semplice giocare contro tre difensori avversari in area. Fa parte di un percorso di adattamento”.

Ma è possibile che da De Rossi a Ranieri, passando per Juric, dicano tutti che la “squadra deve imparare a servire meglio Artem”? È veramente così difficile?
“Bella domanda. In allenamento ci lavoriamo e funziona tutto bene. In partita è diverso. A me, per esempio, piacerebbe fare tanti assist come quello per Dybala a Milano, ma c’è sempre poco spazio intorno a me. Qui in Italia per un attaccante è diverso, col Girona mi abbassavo molto e partivo quasi sulla linea del centrocampo. Ora mi vengono chieste cose diverse, come andare in pressing sul centrale avversario, liberare gli spazi per i compagni, far salire la squadra spalle alla porta. Io cerco di fare quello che l’allenatore mi dice”.

Il gol più bello segnato in Italia e l’occasione più clamorosa fallita?
“L’errore è quello con l’Eintracht di poche ore fa (ride). Volevo segnare sulla palla di Angelino ma è successo tutto velocemente, non era facile. Dovevo piazzarmi in modo diverso, ero avanti col corpo anche se secondo me lui voleva tirare, non era un assist. Il gol più bello? Forse quello con il Monza oppure quello con l’Udinese”.

Anche quello contro l’Athletic Bilbao non è stato male.
“Sì, bravi, anche quello. Bel passaggio…ecco, qualche cross in più, specie di quel tipo, non mi dispiacerebbe riceverlo”.

C’è una statistica che la vede in 15 gare su 29 aver effettuato al massimo un tiro in porta. Non è troppo poco?
“In effetti…Dipende però anche dai rifornimenti che arrivano. Sono situazioni in cui devi essere al momento giusto al posto giusto. Magari a volte facciamo bei cross ma non sono in area, a volte sono in area e facciamo brutti cross. Capita”.

C’è chi l’accosta a Dzeko. Le piace o la infastidisce?
“So che esiste questo paragone. Ho parlato con Edin prima di venire qui e mi ha spiegato come sia difficile fare l’attaccante a Roma. È una città che vive il calcio 24 ore al giorno e i tifosi vogliono che tu segni in ogni partita. Lo capisco, me lo aspettavo, anche Dzeko ha avuto qualche problema nella prima stagione. Ho imparato tanto in questi mesi e sono fiducioso”.

Visto che legge poco i giornali e ascolta anche meno le radio, allora glielo diciamo noi le critiche che vengono mosse. Sono soprattutto due: in primis il fatto di utilizzare soltanto il piede sinistro e poi di non sorridere mai, nemmeno quando segna.
“Ma non è vero che non rido mai. Da oggi potete confermarlo anche voi che sorrido, sono un tipo al quale piace ridere. O no? Il problema è che quando gioco mostro un’altra parte di me, sono un altro Artem. Sono una persona onesta, non mi piace celebrare troppo per partite non importanti. Col Parma ho segnato il quinto gol, non era il caso di festeggiare. Faccio quello che sento in quel momento, in modo spontaneo. A Udine invece ho esultato per il rigore perché era importante. Utilizzo soltanto il sinistro? Lo so, è vero. In allenamento tutti gli allenatori che ho avuto, e Ranieri è tra questi, mi hanno detto di tirare anche col destro. Forse non ci crederete, ma calcio probabilmente meglio col destro rispetto al sinistro. Lo so, ne sono consapevole, ma poi arriva la gara e faccio tutto con il sinistro. Tra l’altro sbagliando perché i difensori ormai lo sanno. Confido in una scommessa”.

Ossia?
“Con il vice di Ranieri: entro la fine della stagione segnerò due gol con il piede destro”.

Domenica affronta un altro mancino doc, Lukaku. In molti pensavano di rivedere in lei un nuovo Romelu, invece a chi sente di poter somigliare?
“Forse sono un mix tra lui e Dzeko. Ho guardato Lukaku nel suo primo anno all’Inter, quando segnava tanti gol e faceva tanti assist. Il suo stile mi piace, abbiamo caratteristiche in comune. Personalmente, se serve, mi adatto al modo di giocare della squadra, a quello che mi chiedono. Se posso aiutare proteggendo palla e smistando mi va bene. Certo, lo ripeto, se arrivano tanti palloni con i cross ho più possibilità di segnare, dopo tutto sono un attaccante”.

La Roma la considera un punto d’arrivo nella sua carriera?
“Ho firmato un contratto lungo e voglio vincere trofei per i tifosi e per il club che è grandissimo e importante in Italia. Ho giocato in Spagna ma non è come qui a Roma, c’è un’atmosfera incredibile, con lo stadio pieno tutte le partite, non a caso all’Olimpico facciamo meglio. Poi nel calcio non mai sai dove sarai in futuro”.

Si sente amato a Roma?
“Quando passeggio per la città, sento forte l’affetto della gente, anche qui davanti a Trigoria. I romanisti mi vogliono bene”.

Sappiamo che le piace poco parlare della guerra in Ucraina. Le chiediamo un’eccezione. Com’è la situazione? L’elezione di Trump a livello politico può cambiare qualcosa nel conflitto?
“La situazione ovviamente non è buona, la mia famiglia è lì, per mio, mia madre e mia nonna quella è casa. Ho provato a portarli via con me, prima in Spagna, ora in Italia ma non c’è nulla da fare. Sono oltre 50 anni che abitano lì e vogliono restarci. Purtroppo vivo una vita diversa rispetto agli altri: ogni mattina mi sveglio e chiamo per sincerarmi che tutto sia tranquillo, che i miei stiano bene, che non sia successo niente di particolare, attacchi o cose simili. Per me…No, scusate, non ce la faccio a continuare (si commuove).

Ok, torniamo a parlare di calcio. Facciamo un passo indietro? Nel trasferirsi a Roma sono stati decisivi i Friedkin?
“Non nego che parlare con loro, con Ryan soprattutto, abbia avuto un’importanza fondamentale”.

E De Rossi?
“Con Daniele l’intesa è stata ottima e ha impiegato poco a convincermi. Aveva fiducia in me e io credevo molto in lui. Per me è stato difficile quando se ne è andato”.

Con Ranieri, invece, che rapporto avete?
“È un po’ come il nostro nonno, è molto calmo, ma quando la squadra ha bisogno di essere spronata e ha bisogno di una scossa, lui sa farlo molto bene. È un ottimo psicologo, sa cosa dire al momento giusto, sa anche quando è più utile il silenzio. È importantissimo, mi piacerebbe se restasse in panchina”.

Lo sa che c’è la possibilità di altri due derby in Europa League?
“Sì, ho visto ma prima dobbiamo superare il Porto e non sarà facile. Certo, sarebbe bello. Mi è bastato il derby dell’andata per capire come sia veramente una partita diversa dalle altre. All’Olimpico quella sera ho percepito la miglior atmosfera in uno stadio in vita mia. E le cose belle, vanno vissute, sempre”.