Francesco Totti oggi compie 49 anni. Tantissimi come sempre gli auguri social piovuti in giornata, compreso ovviamente quello della Roma
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La Roma torna all’Olimpico domani con la speranza di centrare un bel tris di successi nella stessa settimana. Dopo le vittorie nel derby e contro il Nizza, Gasperini ha chiesto ai suoi continuità pretendendo una prova totalmente diversa da quella che ha portato alla sconfitta col Torino, per energia e intensità.
Rispetto alla gara di coppa, non dovrebbero esserci variazioni in difesa: Svilar tra i pali, con Celik, Mancini e Ndicka nella retroguardia a tre.
Sugli esterni previsto il ritorno di Wesley e Angelino, con Konè e Cristante in mezzo. Davanti Pellegrini e Soulè a supporto di Ferguson.
Live su Retesport il commento del match a partire dalle 14:00. On air anche in streaming audio sul nostro sito, sulla App, ma anche su Twitch, Alexa, Google Home e in DAB.
Prevista nei prossimi giorni una sanzione importante dell’UEFA nei confronti dei tifosi romanisti dopo i fatti di Nizza.
Probabile che l’organo continentale possa infliggere un turno di stop alle trasferte europee, che potrebbe coincidere con la sfida di Glasgow contro i Rangers, per via della precedente decisione adottata dopo la sfida di Bilbao dello scorso anno.
Le accuse alla Roma si riferiscono ai fatti del 13 marzo scorso contro l’Athletic Bilbao, e si parla di “condotta impropria dalla squadra, con 5 o più giocatori coinvolti, e disordini tra il pubblico“.
Questa la decisione finale: “Infliggere all’AS Roma una multa di 20 mila euro e vietare la vendita di biglietti ai propri tifosi per i settori ospiti della prossima partita di una competizione UEFA per club, per disordini tra il pubblico. Il divieto è sospeso per un periodo di prova di due (2) anni a partire dalla data della presente decisione“.
Gian Piero Gasperini, alla vigilia di Roma-Hellas Verona, è intervenuto in conferenza stampa. Di seguito le sue dichiarazioni.
A parte Dybala e Bailey sono tutti a disposizione? Che tipo di turnover ha in testa dato che è la 3° partita in 3 giorni?
A parte Bailey e Dybala sono tutti presenti e a disposizione. Non sono mai per un turnover molto ampio, soprattutto in questo periodo in cui c’è bisogno di giocare con continuità e fissare delle situazioni di gioco. La squadra si sta esprimendo meglio di partita in partita. Non c’è alcun problema fisico, quando stai bene puoi tranquillamente giocare. Ci sono 5 cambi a partita in corso, ti garantiscono di avere una squadra competitiva e fresca. Qualche cosa ci può essere in vista anche delle altre partite. La mia intenzione non è di modificare molto la squadra e le sostituzioni ti possono aiutare”.
Sono arrivate 4 vittorie in 5 partite: può essere considerata la sua miglior partenza in carriera? Se lo aspettava?
”Non lo so se è la migliore (ride ndr). È una buona partenza sotto il punto di vista dei risultati e della crescita della squadra. Ogni partita abbiamo qualche certezza in più sulle prestazioni dei giocatori. Prima di raccogliere bisogna seminare, i risultati ci aiutano ma ora pensiamo a far crescere la squadra e a giocare meglio. Dobbiamo inserire più giocatori affidabili”.
Su cosa sta lavorando per aumentare la pericolosità della squadra?
“Sugli inserimenti e sulla partecipazione di tutti sia nelle conclusioni sia nelle rifiniture. Il gol di Mancini è importante ed efficace per l’inserimento fatto. Possiamo farlo con più giocatori. L’efficacia della manovra offensiva può portare gli attaccanti ad essere più prolifici”.
Ghilardi e Ziółkowski?
Si stanno allenando bene, arriverà il loro momento. La loro sfortuna e fortuna per la Roma è che hanno davanti 4 calciatori che stanno facendo molto bene e io guardo sempre la squadra. Celik, Hermoso, Mancini e Ndicka sono molto efficaci. Al momento Celik, Hermoso, Ndicka e Mancini sono molto importanti per la Roma e la squadra è sempre più importante del singolo”.
Dovbyk? Nessuno è avanti nelle gerarchie, se la giocano sempre dipende dal periodo e da come stanno. Dovbyk è in crescita sul piano atletico, la sua crescita passa attraverso questo perché fisicamente deve essere in grande condizione per mascherare alcune difficoltà tecniche che ha in questo momento e solo così può migliorare”.
Può cambiare modulo rinunciando a uno dei centrali contro il Verona?
“Valgono entrambi le soluzioni. Cambia la caratteristica del giocatore, ma il tipo di scalata è lo stesso sia per un centrocampista sia per un difensore. Quando sei in un posto da tanti anni è più facile fare variazioni, in questo momento dobbiamo consolidare alcune certezze e migliorarne altre come l’inserimento dei difensori. Il Verona è pericoloso, sarà un altro tipo di partita. Se sei sterile e non hai spinta, energia e forza corri il rischio di perdere. Il Verona ha giocatori veloci e che calciano molto bene. Domani arriviamo da vittorie importanti, dobbiamo avere entusiasmo, forza ed energia di non fare la partita fatta contro il Torino”.
Ha subito soltanto un gol: ha cambiato qualcosa o è merito dei difensori? Sembra ancora la Roma di Ranieri…
“Giudicate voi. Da Svilar a Soulé ci sono molti 8/9 giocatori affidabili e presenti, che rappresentano il nucleo portante di questa squadra. Se riusciamo a inserire Pellegrini, Rensche e Tsimikas meglio ancora, ma il nucleo principale è quello. Il nucleo è affidabile e porta risultati”.
A sinistra c’è qualcosa da sistemare in attesa del recupero di Bailey?
“Non sto pensando a Bailey, dato che è fermo da parecchio tempo”.
El Aynaoui può ricoprire più ruoli a centrocampo? Può essere il momento di El Shaarawy?
“El Aynaoui può fare tutti i ruoli del centrocampo. Dobbiamo andare avanti forte con tutto quello che abbiamo. El Shaarawy è stato il più giovane a esordire con il Genoa, da lui voglio vedere ancora certe iniziative”.
Come sta Pellegrini?
“Ha dato la risposta più di tutti. Nel derby è stato fondamentale”.
Si potrebbe creare un dualismo anche tra Angelino e Tsimikas?
“Angelino è un buon giocatore e non può essere un problema. Tsimikas si è fatto trovare pronto subito e ci sarà molto utile. Non possiamo ammazzare Angelino, giocheranno a seconda delle partite”.
Edoardo Bove ha rilasciato un’intervista al Corriere dello Sport. Di seguito le parole del centrocampista della Roma.
”Sono sotto trasloco, adesso tanto stanco. Da Firenze, dove avevo una casa grande, a Roma dove la mia l’ho scoperta fin troppo piccola. Sto buttando un sacco di roba. Sbuca di tutto, ovunque. Alcune cose finiscono nel cassonetto, altre le distribuisco. Mi devo liberare. Ho magliette della Roma d’ogni tipo, una ventina con l’8 che non ho mai indossato. Trasloco anche i pensieri dallo spirituale al materiale. Ho scoperto che la casa ti lega a un posto. Devo fare ordine”.
È meravigliosamente sereno, sorridente e in ottima forma.
”Non riesco a star fermo, devo muovermi, gioco a padel, ho la palestra in casa. Ti dicevo dell’appartamento di Firenze che ho lasciato…”.
Qual è il tuo rapporto col dolore, oggi?
”Mi fa sentire vivo, lo riconosco e non mi spaventa, lo accolgo. Tanto è inutile respingerlo. Il dolore mi ha fatto pensare a una vita normale. Ho tanti amici che studiano o lavorano e ci sono stati momenti, in questi mesi, in cui ho temuto di dover smettere di giocare. Se non avessi avuto quell’incidente, questa parte di vita non l’avrei conosciuta. Mi sono ritrovato a riflettere su cosa avrei fatto da grande. Situazioni come la mia sono piene di step”.
E il prossimo qual è?
”Il ritorno in campo. Bisogna fissare il come, il dove e quando”.
E chi lo fissa?
”Edoardo”. Sorride.
Hai tenuto il conto degli esami ai quali ti sei sottoposto da gennaio a oggi?
”Le visite saranno state una decina, molte di semplice controllo, elettrocardiogramma, prove sotto sforzo, holter pressorio, oltre a aritmologiche e a studi elettrofisiologici. Sono preparato. I medici hanno giustamente tutte le cautele… Ci vuole ancora un po’ di tempo, ma sento che si sta chiudendo il cerchio”.
Al punto che…?
”Stiamo parlando con la Roma”.
Sei sotto contratto.
”Fino a giugno 2028, è ancora lunga”.
Ti stai spendendo parecchio per informare sull’importanza del primo soccorso.
”Che può salvare tante vite. Ci sono persone che non hanno la percezione dell’importanza dell’immediatezza dei soccorsi. Il primo, la tempestività, la preparazione di chi lo porta sono passaggi fondamentali. I vantaggi concreti includono la stabilizzazione dell’infortunato, la riduzione di ulteriori danni e altro ancora”.
Il periodo nero è passato del tutto?
”Quando mi sono ritrovato senza certezze, ho attraversato una crisi che definirei d’identità. Fino ad allora non avevo fatto altro che giocare a calcio. In momenti come quelli ti poni un sacco di domande, ti chiedi cosa sarai senza il pallone. Mi hanno aiutato la famiglia, gli amici, i compagni, i tifosi, la Fiorentina, e non mi riferisco solo alla squadra, ma anche ai dirigenti”.
Qualche momento positivo non è mancato.
”Il ricordo più bello resta l’accoglienza dell’Olimpico prima di Roma-Fiorentina, un insieme di emozioni fortissime”.
A proposito, guardi ancora le partite?
”Solo quelle di Fiorentina e Roma, le altre mi danno fastidio… Anche mio padre vede meno calcio, pur essendo appassionatissimo. Trovo che sia una reazione più che naturale… Per me, in particolare all’inizio, non è stato difficile come per i miei: io non capivo la gravità della situazione, pensavo di essere semplicemente svenuto. Loro invece sapevano di avere corso il rischio di perdere un figlio”.
Ti ci volle una bella forza per andare subito a rivedere quelle immagini.
”Le situazioni preferisco prenderle di petto, sono sempre stato così. Voglio capire. Quando so di poter cambiare il corso delle cose, non certo il destino, mi sbatto”.
Rispetto volentieri la tua scarsa voglia di parlare del calcio giocato dagli altri. Perciò qualcuna te la risparmio.
”Ti confesso che in questi giorni sono particolarmente felice per Lorenzo (Pellegrini, nda), un ragazzo d’oro, positivo. Lollo è uno che sta sulle sue, è riservato. Forse per questo qualcuno non l’ha capito”.
Ogni tanto voli all’estero per seguire Cobolli, il tuo ex compagno di giovanili, amico al punto da essersi tatuato sul braccio destro la numero 52 della Roma. La tua maglia.
”Flavio mi ha fatto una videochiamata cinque minuti fa dalla Cina, ha vinto contro uno davvero forte… A calcio ero più bravo io. Saprai anche che in estate ho sentito Mourinho, il mio papà calcistico, si era fatto vivo subito, a dicembre, con mio padre che lo adora”.
Chiariamolo una volta per tutte, per lui non sei mai stato “cane malato”.
”Rispose così a una domanda in conferenza stampa, per lui ero e resto Edu. Alla portoghese. Eduardo”.
La legge non ti consente di giocare in Italia e dubito che in futuro potrà cambiare.
”Non escludo niente. I medici non sono ancora giunti a una conclusione, potrei anche essere a posto, non credi? Ho la piena consapevolezza della situazione, sto da Dio e ho una gran voglia di tornare alla mia passione”.
Ciccio Graziani è intervenuto ai microfoni di Retesport. Di seguito le sue parole.
Dovbyk ha perso fiducia forse è consapevole che non ha futuro nella Roma. Gasperini lo ha difeso dopo la partita contro il Nizza ma la realtà è un’altra. Speriamo che Bailey recuperi il prima possibile per dare una mano alla fase offensiva.
Dovbyk-Ferguson con il Verona? Gasperini farà la scelta giusta.
Pisilli? Non merita di essere processato pubblicamente, non mi è piaciuta la comunicazione di Gasperini che ha calcato troppo la mano sul ragazzo.
Prosegue Graziani.
Gasperini ha capito che avendo più difficoltà nella fase offensiva deve dare concretezza a centrocampo e difesa. Ora serve migliorare in avanti, ma il fatto di essere solidi aiuta molto, infatti, le squadre che arrivano in alto incassano poche reti.
Graziani riflette sull’attacco della Roma.
La Roma in avanti dà la sensazione di essere meno competitiva rispetto ad altre squadre. Ad esempio l’Atalanta ha Krstovic, Scamacca e Lookman che fanno sognare.
Angelo Di Livio è intervenuto ai microfoni di Retesport. Di seguito le sue parole.
La Roma ha giocato una buona partita contro il Nizza, anche se bisognava fare qualcosa in più nel primo tempo in cui la squadra non è riuscita a concretizzare la superiorità in campo. La disattenzione di Pisilli stava compromettendo quanto fatto di buono. L’atteggiamento è quello giusto, ma c’è la necessita di alzare il livello di molti calciatori dalla metà campo in su: El Shaarawy, Soulé, Pisilli, Ferguson e Dovbyk. Insomma è una questione di reparto.
Pellegrini? Va sottolineato il modo in cui sta giocando, date le critiche che ha ricevuto in passato.
Tsimikas? Molto bene, ho rivisto un cross perfetto: ha fatto una buonissima partita.
Prosegue Di Livio.
Il calcio è strano, è stato bello vedere il modo in cui la Roma difendeva e si proponeva: è un peccato vincere solamente 1-2 quando sarebbe dovuta finire almeno 0-3, 0-4.
Soulé? A Nizza si è incaponito troppo nel cercare la giocata, come accadeva in alcune partite della scorsa stagione.
Verona? La Roma deve ricordarsi la sconfitta contro il Torino per vincere. È una partita scorbutica, l’Hellas gioca in ripartenza sfruttando la velocità di Orban e Giovane.
Dovbyk? Me lo aspetto dall’inizio contro il Verona. Deve muoversi di più è troppo statico: non posso ascoltare che viene servito poco e male!
Messa alle spalle la vittoria contro il Nizza, la Roma domenica alle 15:00 ospiterà allo stadio Olimpico l’Hellas Verona per la 5° giornata di Serie A. In vista della gara, domani alle 13:45 Gasperini parlerà in conferenza stampa.
Paolo Zanetti è alla ricerca della prima vittoria in Serie A. L’Hellas Verona è fermo a 3 punti in 4 partite frutto dei pareggi con Udinese (1-1), Cremonese (0-0) e Juventus (1-1). La Roma, dal canto suo, spera di replicare quanto fatto dalla Lazio allo stadio Olimpico che ha vinto 4-0 contro gli Scaligeri in netta difficoltà.
Domenica alle 15:00, Feliciani fischierà l’inizio del match tra due squadre che hanno mostrato modi di giocare completamente diversi. La Roma sta assimilando la filosofia di Gasperini ed è una formazione aggressiva, che ama avere il predominio nella metà campo avversaria. I gol di Wesley e Pellegrini nascono proprio dall’atteggiamento coraggioso senza palla dei giallorossi.
L’Hellas, invece, è la squadra della Serie A che ha tenuto meno il pallone (35,8%) con un baricentro piuttosto basso e un pressing modesto tant’è che è la 16° formazione che concede più passaggi prima di un intervento difensivo (15,06). Gli Scaligeri hanno sofferto nei duelli aerei (40,4%, meno di tutti), infatti, hanno già incassato due reti di testa da Kristensen e Castellanos. I calci piazzati potrebbero essere un fattore per la Roma.
Il piano gara contro i giallorossi sembra già pronto: 3-5-2 prettamente difensivo con tanti lanci lunghi per attaccare gli spazi che potrebbe concedere la formazione di Gasperini. Solo il Lecce (38,6m), in Serie A, infatti, ha fatto registrare una lunghezza media di passaggi maggiore del Verona (37,8).
L’Hellas Verona, reduce dall’eliminazione in Coppa Italia contro il Venezia ai rigori, domenica cercherà una reazione allo stadio Olimpico contro la Roma. La formazione di Zanetti non ha ancora vinto una partita nei 90 minuti regolamentari: 5 pareggi (Audace Cerignola, Udinese, Cremonese, Juventus e Venezia) e una sconfitta con la Lazio per 4-0. Gli unici calciatori che hanno segnato sono Orban (rigore) e Serdar, una squadra in continua rivoluzione che è alla ricerca della giusta amalgama malgrado abbia lo stesso allenatore della scorsa stagione.
L’Hellas, però, ha perso tanti calciatori tra cui Coppola, Ghilardi, Magnani, Daniliuc, Tchatchoua, Duda, Lazovic, Faraoni, Dawidowicz, Livramento e Tengstedt. Maurizio Setti a gennaio ha ceduto il 100% della proprietà ponendo fine a un’esperienza durata ben 13 stagioni. L’Hellas Verona è passato a Presidio Investors, altro investimento degli americani nel calcio. L’ex presidente, comunque, è rimasto nel club nella veste di Senior Advisor of Football Operations. Zanetti, un anno fa, riuscì a salvare miracolosamente gli Scaligeri e quest’anno cercherà di raggiungere lo stesso obiettivo.
La continuità non contraddistingue l’Hellas anche perché, dalla stagione 2023-24, tra i calciatori di movimento, sono rimasti solo Suslov, ora infortunato, e Serdar. Al-Musrati, Belghali, Nelsson, Orban, Armel Bella-Kotchap, Giovane, Santiago, Galgliardini, Akpa Akpro, Ebosse, Cham e Núñez, i volti nuovi. Un via vai di calciatori a cui Zanetti cercherà di dare una fisionomia formando una squadra che possa ottenere nuovamente la salvezza.