Domenica alle 15:00, la Roma ospiterà allo stadio Olimpico l’Hellas Verona per la 5° giornata di Serie A. I giallorossi, reduci dai successi contro Lazio e Nizza, vogliono cancellare definitivamente la battuta di arresto casalinga con il Torino. Gasperini voleva partire forte e al momento c’è riuscito: 4 successi in 5 partite in tutte le competizioni, tra gli allenatori subentrati in questa stagione, solo Alonso (100%) e Allegri (83,3) hanno una percentuale di successi più elevata.
Domenica il tecnico di Grugliasco incontrerà un allenatore con cui ha sempre ottenuto ottimi risultati, ossia, Paolo Zanetti. Sarà l’8° partita tra i due che si sono affrontati per la prima volta nella stagione 2021-22: Atalanta-Venezia 4-0 con i gol di Pasalic (3) e Koopmeiners. Gasperini rappresenta la kryptonite, il tallone di Achille di Zanetti: 7 precedenti e altrettante sconfitte. Una sentenza. L’attuale tecnico dell’Hellas Verona non è mai riuscito a trovare le contromisure per arginare la varie versioni dell’Atalanta di Gasp: 24 gol subiti, una media di 3,4 a gara. Le squadre allenate da Zanetti, invece, hanno realizzato solo 3 reti: difficoltà totali in entrambe le fasi di gioco.
La scorsa stagione Gasperini, sportivamente, ha umiliato il tecnico veneto: Atalanta-Verona 6-1, Verona-Atalanta 0-5 con Retegui (6), Lookman (2) De Ketelaere (1) De Roon (1) ed Ederson protagonisti. La speranza di Gasp è che la tendenza possa proseguire e che possa essere propedeutica a far sbloccare i propri centravanti fermi a 0 gol. Dovbyk e Ferguson sono alla ricerca di una scintilla per accendersi e non fermarsi più. Retegui riuscì a segnare addirittura 6 reti in 2 match contro il Verona di Zanetti…
Artem Dovbyk o Evan Ferguson. Gian Piero Gasperini sfoglia la margherita degli attaccanti non avendo certezze. L’irlandese è stato designato sin dal suo arrivo come titolare, ma finora non ha convinto al 100%. Probabilmente sul suo attuale stato complessivo incide la lunga inattività dell’ultimo biennio o quasi e il peso di una preparazione nuova.
Dopo un ottimo esordio col Bologna, l’attaccante britannico è andato vistosamente calando in termini di incisività tanto che nelle ultime tre sfide giocate tra Torino Lazio e il subentro in Europa si contano due conclusioni sul fondo.
Male anche Dovbyk: dopo la bocciatura estiva (“E’ uno strumento stonato”), il tentativo di cederlo per trovare un sostituto diverso e la riabilitazione col Nizza, l’ucraino non è riuscito ancora ad incidere. Quando scatta in profondità i compagni non lo servono, quando riceve palla spalla all’avversario o alla porta incespica o viene sovrastato fisicamente. L’ex Girona sembra entrato in un loop psicofisico difficile da sbloccare.
Eppure Gasp è il mago degli attaccanti: ha fatto segnare caterve di gol a gente di ogni estrazione calcistica e provenienza, da Milito a Borriello, da Zapata, a Muriel, Retegui e Pavoletti solo per citarne alcuni. La speranza dunque è l’ultima a morire e magari potrebbe sposarsi bene con un’idea nuova.
Visto che il mister giallorosso va ripetendo ogni conferenza di dover fare delle prove nelle partite vere per allargare le rotazioni e magari trovare delle soluzioni alternative alla scarsa vena offensiva, perchè non provarli insieme dal 1′ contro il Verona?
Il ritorno di Pellegrini potrebbe incentivare questa ipotesi, con Ferguson pronto a svariare di più e Dovbyk a fare il finalizzatore in area. Domenica potrebbe essere l’occasione anche per concedere un turno di riposo dall’inizio a Soulè, tra gli inamovibili di Gasp, anche in vista delle ulteriori importanti sfide che attendono la Roma giovedì prossimo col Lille e poi a Firenze.
Nell’analisi delle prime gare stagionali dall’avvento di Gian Piero Gasperini sulla panchina giallorossa, un dato evidente già solo ad uno sguardo un po’ distratto è il cambio assoluto di atteggiamento della squadra. Da una formula più attendista degli ultimi anni – salvo forse la parentesi con De Rossi – oggi la squadra interpreta già appieno uno dei principi fondanti del calcio di Gasperini: il pressing alto.
In questa speciale classifica dell’intensità del pressing, la Roma non è solo primatista in Serie A, ma lo è anche a livello europeo davanti al Como di Fabregas, il Barcellona e il Lille che la Roma affronterà tra una settimana. (dato riferito da Leggo).
In questo senso i recenti esordi di Tsimikas – che proviene dall’esperienza col Liverpool e quindi una squadra sempre costruita sui principi del pressing – e la possibilità di alternare in mediana un calciatore come El Aynaoui, che già a Nizza ha mostrato da questo punto di vista grandi capacità di recupero palla nella metàcampo avversaria, amplificano questo atteggiamento complessivo già ben assorbito dalla Roma.
Il gol del vantaggio in Francia, nasce da un recupero alto di Pellegrini sul lato sinistro da cui poi è scaturito l’angolo del gol di Ndicka. Una formula similare al pressing applicato da Rensch nel derby da cui poi è sorto immediatamente il gol dello stesso Pellegrini.
Le vicende di Nizza potrebbero non passere inosservate. Dei 103 tifosi fermati tra martedì e mercoledì dalla polizia francese, in 88 sono rientrati in Italia. Gli altri andranno a Processo per direttissima. Tredici tifosi dovranno infatti comparire davanti al tribunale della città francese il 26 novembre. Vivendo due mesi sotto custodia. Alcuni rischiano addirittura 5 anni di carcere.
Sono state ore di tensione in Francia, con la tifoseria locale che – gemellata con Inter e quindi Lazio – ha atteso i romanisti creando i presupposti per diversi tafferugli.
Il cordone di sicurezza predisposto dalle autorità locali ha evitato il peggio, ma tra lancio di sassi contro gli autobus giallorossi, arresti e il ritrovamento di decine di oggetti contundenti nelle auto di alcuni supporters giallorossi, di certo non si può raccontare che sia filato liscio tutto come l’olio.
E infatti l’UEFA potrebbe aprire un’indagine per verificare le responsabilità e colpire, purtroppo, l’intera tifoseria giallorossa. Il rischio è il divieto di trasferta per alcune gare, le prossime, tra Glasgow – due volte – e Grecia, ad Atene per la sfida contro gli ‘amici’ del Panathinaikos.
La Roma è vicina a presentare il progetto definitivo del nuovo stadio a Pietralata, previsto entro fine ottobre. Dopo vari rinvii, l’esposizione in Campidoglio dovrebbe sbloccare l’avvio dei cantieri.
Tra le richieste del club: più autobus nei giorni di gara e l’utilizzo della stazione Quintiliani della Metro B. Mentre sul trasporto pubblico su gomma c’è accordo, sulla metro i confronti proseguono, ma è già prevista una maggiore frequenza dei treni (ogni 2,5 minuti) per l’inaugurazione.
Restano da chiudere le indagini archeologiche sull’area dell’ex demolitore di Pietralata. Ulteriori semplificazioni dovrebbero arrivare con il decreto Sport e la nomina di un commissario speciale, in vista degli Europei 2032.
La Roma di Gasperini vince con il Nizza grazie ai gol di Ndicka e Mancini: esordio perfetto in Europa League. Nella consueta rubrica ‘Retesportivi all’ascolto’, sui nostri social, vi abbiamo chiesto di dare un voto alle prestazioni di ogni singolo calciatore giallorosso. Di seguito le vostre pagelle: top Mancini e Ndicka, flop Dovbyk e Pisilli.
Il giorno dopo l’arresto di 102 tifosi romanisti arrivano i primi risvolti. Come riportato da Le Parisien, 13 sostenitori giallorossi sono a processo, accusati di aver partecipato a «un raggruppamento finalizzato alla preparazione di violenze volontarie contro persone o alla distruzione o al danneggiamento di beni e al trasporto di armi proibite». Gli altri tifosi sono stati rilasciati.
Quinta partita della stagione senza gol per i centravanti della Roma. I giallorossi vincono a Nizza ma a segnare sono i due difensori centrali: Ndicka e Mancini.Gasperini spera in una crescita del reparto offensivo: ”Dobbiamo crescere un po’ con tutti, perché non bisogna sempre puntare il dito sulla punta centrale. Anzi, credo che Dovbyk sia comunque in crescita sul piano atletico. Dobbiamo cercare di migliorare un po’ tutti nella costruzione, nella finalizzazione, nell’ultimo passaggio, per mettere anche in condizione di più gli attaccanti di essere pericolosi. La fase offensiva va vista quindi un po’ globalmente”.
La Roma contro il Nizza ha calciato 12 volte di cui 4 in porta con Pellegrini, Soulé, Ndicka e Mancini. I grandi assenti sono ancora i centravanti. Agli attaccanti giallorossi non era mai accaduto, dalla stagione 2000-01, di non segnare neanche un gol nelle prime 5 partite. L’allarme suona forte. Ferguson e Dovbyk, in 5 gare, hanno calciato nello specchio di porta solo in 4 circostanze. Numeri che fanno riflettere.
Il centravanti irlandese ha disputato 279 minuti e ha calciato 3 volte verso il portiere avversario (ogni 93′). L’ex Brighton si è fatto notare per il modo in cui riesce a dialogare con i compagni certificati anche dall’assist a Soulé in casa del Pisa.
Dovbyk, invece, sembra aver smarrito la sua identità calcistica: un corpo estraneo che non riesce a incidere. In 126 minuti non ha lasciato il segno, se non per aver fatto imprecare la tifoseria romanista che si aspetta qualcosa in più dal numero 9, colui che dovrebbe trascinare la squadra a suon di gol.
Evan Ndicka: un muro insuperabile per gli avversari a protezione di Svilar. Il difensore ivoriano, ieri contro il Nizza (1-2), ha segnato un gol pesante di testa che ha sbloccato il risultato. Una prestazione perfetta corredata da chiusure, anticipi, recuperi, duelli vinti e accompagnamento alla manovra offensiva sganciandosi dalla propria metà campo. Il solo gol subito su azione in questo inizio di stagione è da ricondurre anche alla crescita del classe 99′: ”La fase difensiva parte dagli attaccanti, fanno un lavoro straordinario con i centrocampisti. È tutta la squadra”.
Certamente tutti i calciatori in campo si applicano senza palla per aiutare i difensori, ma Ndicka rappresenta una certezza: 100% di duelli aerei vinti, 7 passaggi nell’ultimo terzo di campo (1°), 4 uno contro uno vinti su 5 e 7 palloni recuperati (1° insieme a El Aynaoui). Il centrale ivoriano dalla scorsa stagione, considerando Serie A ed Europa League, ha subito solo 9 dribbling: un muro insormontabile. In questa prime 5 gare è stato superato solo in un’occasione: forza fisica e velocità formano un mix perfetto.
La continuità di Ndicka è un unicum: dal 5 maggio 2024 la Roma ha giocato 62 partite e l’ivoriano è stato presente per 90 minuti in 61 occasioni. Ubiquo in campo. A Nizza ha disputato la 42° gara di fila sino alla fine, un record difficilmente replicabile. Solo la Coppa d’Africa allontanerà l’ex Francoforte dalla Roma. Spetterà a Gasperini trovare un sostituto adeguato.
Una Roma a tutto Gasp. La formazione giallorossa, dopo il successo contro la Lazio (0-1), ha vinto anche in casa del Nizza (1-2) grazie ai gol di Ndicka e Mancini. Segnali positivi durante l’esordio in Europa League in terra francese: Tsimikas, Rensch, Celik ed El Aynaoui hanno risposto presente alla chiamata del tecnico di Grugliasco che vuole allargare la rosa. Ferguson e Dovbyk, invece, continuano a non convincere. La Roma, dopo 734 giorni, è tornata a vincere in trasferta lontano dall’Italia, il precedente risale al 21 settembre 2023 contro lo Sheriff Tiraspol (1-2).
Gasperini non può che essere soddisfatto, data la prestazione convincente dei suoi calciatori che proseguono ad assimilare il suo calcio. La formazione capitolina, nei top 5 campionati, è quella che concede meno passaggi agli avversari prima di un intervento difensivo (6,77): il marchio di fabbrica del tecnico di Grugliasco. Un avvio convincente che non era assolutamente scontato, data la rivoluzione in atto a livello di filosofia e principi calcistici.
I nuovi allenatori nei top 5 campionati: Alonso, Allegri, Gasperini e Werner i migliori per percentuale di vittorie
La Roma prosegue il suo cammino a tutto Gasp: 4 successi nelle prime 5 gare in stagione. I giallorossi hanno superato Bologna (C), Pisa (T), Lazio (T) e Nizza (T) mentre hanno avuto una battuta di arresto in casa contro il Torino. Il tecnico di Grugliasco, quindi, ha vinto l’80% delle partite, un dato anomalo per gli allenatori appena insediati in una nuova squadra. Nei top 5 campionati, infatti, solo Alonso (100%), Allegri (83,3%) hanno fatto meglio di Gasperini. Al pari dell’allenatore della Roma c’è Ole Werner (80%), al suo esordio al Lipsia, che ha ottenuto 4 successi nelle prime 5 gare della stagione. In Italia seguono Pisacane (66,6%), Chivu (60%), Juric (40%), Nicola (40%), Baroni (40%), Pioli (33%), Cuesta (33%), Sarri (25%), Gilardino (20%) e Di Francesco (16%).
La Serie A è il campionato in cui ci sono stati più cambi in panchina rispetto alla scorsa stagione e i risultati non sono brillanti per tutti. Roma e Milan al momento sorridono. In Premier League solo Tottenham (62,5%) e Brentford (20%) hanno scelto un altro tecnico mentre il Nottingham Forest ha già esonerato Nuno Espirito Santo per affidarsi a Postecoglou. In Bundesliga il Bayer Leverkusen sta trovando difficoltà a sostituire Alonso: sollevato dall’incarico Erik ten Hag e panchina affidata a Kasper Hjulmand. La Real Sociedad, finito il ciclo Alguacil, ancora non è riuscita a partire con Sergio Francisco: solo una vittoria nelle prime 6 gare stagionali. In Ligue 1, Lens e Nantes hanno cambiato allenatore con risultati al momento diversi: bene i rosso oro (60%) e avvio deludente per i Canarini (20%).
PERCENTUALE VITTORIE DEI NUOVI ALLENATORI NEI TOP 5 CAMPIONATI EUROPEI IN TUTTE LE GARE DELLA STAGIONE
Xabi Alonso al Real Madrid: 7 vittorie in 7 partite (100%)
Allegri al Milan: 5 vittorie in 6 partite (83,3%)
Gasperini alla Roma: 4 vittorie in 5 partite (80%)
Ole Werner al Lipsia: 4 vittorie in 5 partite (80%)
Pisacane al Cagliari: 4 vittorie in 6 (66,6%)
Thomas Frank al Tottenham: 5 vittorie in 8 partite (62,5%)
Lukas Kwasniok al Colonia: 3 vittorie in 5 partite (60%)
Chivu all’Inter: 3 vittorie in 5 partite (60%)
Pierre Sage al Lens: 3 vittorie su 5 partite (60%)
Juric all’Atalanta: 2 vittorie in 5 partite (40%)
Nicola alla Cremonese: 2 vittorie in 5 partite (40%)
Baroni al Torino: 2 vittorie in 5 partite (40%)
Sandro Wagner all’Augusta: 2 vittorie in 5 partite (40%)
Paul Simonis al Wolfsburg: 2 vittorie in 5 partite (40%)
Alessio Lisci all’Osasuna: 2 vittorie in 5 partite (40%)
Kasper Hjulmand al Bayer Leverkusen: una vittoria in 3 partite (33,3%)
Matías Almeyda al Siviglia: 2 vittorie in 6 partite (33,3%)
Pioli alla Fiorentina: 2 vittorie in 6 partite (33%)
Cuesta al Parma: 2 vittorie in 6 partite (33%)
Sarri alla Lazio: una vittoria in 4 partite (25%)
Gilardino al Pisa: una vittoria in 5 partite (20%)
Horst Steffen al Werder Brema: una vittoria in 5 partite (20%)
Luís Castro al Nantes: una vittoria in 5 partite (20%)
Keith Joseph Andrews al Brentford: una vittoria in 5 partite (20%)
Di Francesco al Lecce: una vittoria in 6 partite (16,6%)
Sergio Francisco alla Real Sociedad: una vittoria in 6 partite (16,6%)
Postecoglou al Nottingham Forest: 0 vittorie in 2 partite (0%)