Kalvin Phillips è il nome nuovo per il centrocampo della Roma. Dall’Inghilterra infatti arriva l’indiscrezione del concreto interesse del club giallorosso per il centrocampista di proprietà del City ma da gennaio in prestito al West Ham, senza grandi fortune.
L’inglese non rientra nei piani di Guardiola e come riferisce il The Sun, oltre alla Roma, anche Lipsia e Salisburgo sono sulle sue tracce.
Agostino Di Bartolomei, un nome, un’icona, un simbolo della Roma. Scomparso tragicamente 30 anni fa, il compianto capitano giallorosso è costantemente un ricordo dei tifosi giallorossi e di diversi tesserati, ultimo Daniele De Rossi a margine dell’amichevole di presentazione a Perth.
Ecco il video celebrativo della Roma:
Il tuo ricordo, i tuoi insegnamenti, i tuoi valori continuano a vivere nei nostri cuori.
Daniele Cavalletto, vice di Farioli al Nizza, è intervenuto in esclusiva ai microfoni di Retesport per raccontare la sua esperienza personale, nell’ultima stagione sportiva, al fianco del neo ds giallorosso – Florent Ghisolfi – scelto dai Friedkin come successore di Pinto:
La prima domanda è d’obbligo: insieme a Farioli sarete i primi due italiani ad allenare all’Ajax. Quanta emozione c’è? “E’ una grande esperienza, una grande responsabilità, è una sfida emozionante. Ripartiremo dall’Ajax che quest’anno hanno vissuto una stagione difficilissima. E’ un biennio che non performano ai livelli storici dell’Ajax e quindi sarà affascinante iniziare questo nuovo percorso”
Hai collaborato con Ghisolfi al Nizza. Le prime curiosità: pronuncia del cognome e parla italiano? “Florent Ghisolfì con l’accento sulla i finale come pronuncia, quindi alla francese. Ha origini italiane, ha dei parenti provenienti dalla Corsica ma italiani di origini. Capisce molto bene l’italiano, non si poteva dire nulla nella nostra lingua che lui non capisse durante le riunioni, (ride ndr), ma noi capivamo bene anche il francese, quindi ci difendevamo bene. Ha degli strumenti di comprensione sull’italiano, dovrà magari migliorare la lingua, ma è un ragazzo intelligente ci riuscirà in pochissimo tempo”
E’ un dirigente adatto al calcio italiano? “Non siamo riusciti a parlare con lui di questa eventualità di Roma, perchè si è concretizzata solo nelle ultimissime settimane, mentre noi eravamo in lotta per la Champions, quindi la testa era concentrata sul campo. La piazza giallorossa è una ‘Gardaland’ calcistica, chiunque vorrebbe approdare a Roma ma per converso è anche un luogo che si porta dietro tante difficoltà, bisogna essere pronti a reggere le pressioni, le ambizioni, l’attenzione dei media. Passare da Nizza a Roma è un salto importante per Florent, ma se c’è una caratteristica che ha è l’equilibrio. Lo considero una persona molto calma, equilibrata, non ha mai perso le staffe in un anno e penso che possa servigli per acclimatarsi al meglio”
Ha lanciato Farioli a Nizza, ritrova De Rossi a Roma. C’è un’assonanza nel modo di lavorare. Come opera a livello di scouting e nel rapporto con l’allenatore? “E’ una persona preparata. E’ molto schivo con la stampa, ma sa che arrivando a Roma dovrà ricalibrarsi in una realtà mediatica notevolmente superiore. E’ molto discreto, in tutte le operazioni di mercato abbiamo sempre saputo all’ultimo quali fossero i nomi reali e le operazioni che stava chiudendo. Non ha mai dato in pasto a noi e all’ambiente nomi fuorvianti. Lo trovo un segnale di serietà, la riservatezza significa non rovinare il piano che si sta portando a termine. Quando arrivammo a Nizza, a ridosso dell’inizio della preparazione, subito si è instaurato un rapporto diretto tra Farioli e Ghisolfi, hanno lavorato alacremente ogni giorno insieme per rintracciare i profili adatti. A Florent piace il confronto, gli piace parlare di calcio, di giocatori. E’ un uomo di campo, è un direttore che ama parlare di calcio anche con noi collaboratori”.
Rapporto con i giocatori? “Ama avere un rapporto diretto con i giocatori, amichevole e confidenziale ma sempre nel rispetto dei ruoli. Lui dopo aver giocato è stato assistente e vice-allenatore, quindi si porta dietro anche questa capacità di instaurare un rapporto diretto con i calciatori, non di spionaggio ma di confidenza. Non è però un invadente, non è uno che soverchia il ruolo dell’allenatore, sa stare al suo posto pur avendo il diritto di ricevere spiegazioni. I suoi interventi nello spogliatoio sono stati sempre mirati”
David è un profilo da Roma? E’ pronto per il salto in Serie A? “In Francia ci sono diversi profili interessanti, tra questi c’è David. Il direttore conosce sicuramente benissimo David, lo abbiamo affrontato da avversario, c’è piaciuto moltissimo, ha 24 anni, nel Lille quest’anno ha fatto veramente la differenza. Penso possa essere un profilo interessante per Roma e in generale per il campionato italiano”.
Daniele De Rossi e Chris Smalling hanno parlato in conferenza stampa in Australia, a due giorni dalla sfida amichevole contro il Milan che sarà disputata anche nel ricordo di Agostino Di Bartolomei:
“Siamo molto contenti di essere qui, grazie per questo invito, è sempre bello vivere un’esperienza di questo genere, siamo stati già con la Roma in Australia alcuni anni fa e mi fa piacere giocare questa partita contro il Milan”.
De Rossi ha aggiunto: “L’anniversario della morte di Ago è sempre triste per ogni romanista. Io ero molto piccolo e non l’ho vissuto, ma dai racconti di mio padre e dei miei amici più vecchi comprendo quanto sia forte il legame con ogni romanista. Lui ha lasciato l’esempio di cosa significhi essere romano e romanista. E dobbiamo onorarlo e ricordarlo ogni volta che indossiamo questa maglia”.
Al suo fianco ha parlato anche Chris Smalling: “Sono già stato qui in passato, lo stadio è stupendo e affascinante e sarà una bella partita anche per far divertire la gente, qui c’è entusiasmo per il calcio, i tifosi ti aspettano fuori dall’albergo per un autografo o una foto. È bello essere qui”.
Tante incertezze, tanti prestiti e giocatori che lasceranno la Roma, ma anche qualche conferma importante. Dopo Svilar probabilmente, per rendimento, uno dei calciatori che ha migliorato sensibilmente il suo status in campo e fuori all’interno della Roma nell’ultima stagione è Evan Ndicka.
L’inizio fu piuttosto tormentato. Taciturno già dal suo sbarco a Ciampino quando a sorpresa rispetto al solito protocollo chiese di non scattare foto e di essere ripreso dalle telecamere dei cronisti presenti al suo arrivo. L’ex Eintracht è entrato a fatica nei meccanismi difensivi della Roma, tanto che Mourinho all’inizio non lo impiegava. La difesa a tre allo start della stagione era composta da Llorente, Mancini e Smalling. Poi la sparizione dell’inglese spinse necessariamente Mou ad accelerare il percorso di inserimento dell’ivoriano che manifestò diverse difficoltà nelle letture preventive e nella velocità di esecuzione di alcuni movimenti.
Dall’autunno inoltrato però il primo salto di qualità. Piano piano Ndicka ha preso confidenza con il ruolo e tra derby e Roma-Napoli in marcatura su Osimhen, con tanto di assist nel finale a Lukaku, Evan ha cominciato a carburare. La vittoria della Coppa d’Africa gli ha dato quella consapevolezza internazionale e quella spinta mentale per riproporsi nella capitale in una Roma completamente diversa. Via Mourinho, dentro De Rossi, il passaggio alla difesa a 4 e nuovi meccanismi da oliare. Detto che il calciatore era stato abituato già in precedenza in Germania a giocare con tutti e due i sistemi difensivi, Ndicka non ha fatto fatica ad adattarsi alla coppia con Mancini, sfoderando ottime prove e alcuni assist importanti come quelli di Firenze e di Napoli per due gol che hanno portato punti preziosi (realizzati rispettivamente da Llorente e Abraham).
De Rossi vista l’età, il piede mancino, le caratteristiche in sensibile miglioramento soprattutto nelle marcature in area di rigore, vede in Ndicka un potenziale top player e vuole continuare a lavorarci. La società lo accontenterà. Salvo offerte fuori mercato, irrinunciabili, l’ivoriano rimarrà a Roma e sarà uno dei pilastri della ricostruzione.
6.2.2021 Juventus vs Roma (Serie A) Sport; Calcio;
Nella foto: Ronaldo Chiesa
(Foto Gino Mancini)
La Roma lavorerà ad un restyling del reparto offensivo con tante posizioni in bilico e diversi calciatori che i giallorossi dovranno certamente sostituire.
Daniele De Rossi in occasione della sfida contro l’Empoli persa nel finale si è lamentato fortemente della scarsa resa dei suoi sotto porta, segnalando una serie di contropiedi non sfruttati. La scarsa cattiveria sotto porta è una delle caratteristiche che il tecnico giallorosso vuole rintracciare sul mercato e non è un caso che stia pensando ad un attaccante in particolare in vista della sessione estiva.
Parallelamente all’operazione centravanti con il sostituto di Lukaku che dovrà essere individuato sul mercato internazionale, l’altra idea per l’attacco è Federico Chiesa, un pupillo di De Rossi.
L’attaccante della Juve, sicuro protagonista con l’Italia ai prossimi europei, non ha ancora rinnovato il contratto con la Juve e le parti sembrano lontane. La Roma è in corsa così come il Napoli. Lo riferisce il Corriere dello Sport.
La ristrutturazione continua a tutti i livelli: la Roma cambia pelle anche nel settore giovanile. Il dirigente al quale era stato provvisoriamente affidato l’incarico dopo l’addio di Vincenzo Vergine, Gianluca Gombar, è ormai prossimo ai saluti. L’ex team manager, diventato a suo modo famoso per la storia delle sei sostituzioni contro lo Spezia in Coppa Italia, lascerà dunque Trigoria dopo un percorso di 11 anni, cominciato nell’era Pallotta insieme al padre Guido che si occupava della sicurezza.
Come riporta il Corriere dello Sport, al suo posto, ferma restando la posizione di supervisore di De Rossi senior e il ruolo di Bruno Conti che si occupa dei ragazzini, la società sta cercando un’altra figura operativa. Verrà consultato naturalmente per la scelta anche il nuovo direttore dell’area tecnica Ghisolfi. E’ una decisione di una certa urgenza perché nel frattempo molti giocatori del vivaio sono in attesa di firmare i nuovi contratti.
Hermoso, difensore dell’Atletico Madrid, lascerà il club iberico a costo zero. Come riferisce Orazio Accomando di DAZN, la società giallorossa ha effettuato un sondaggio con l’entourage del calciatore che quest’anno ha disputato 31 gare di Liga, praticamente tutte da titolare.
Il club però più avanti in questo momento è il Napoli. Possibile un duello tra i due club.
Serata magica e anche un po’ folle per la Roma Primavera al Viola Park. La squadra di Guidi ha strappato la vittoria nel derby contro la Lazio, in rimonta, per 3-2 e ha conquistato così la finale Scudetto che si disputerà venerdì contro il Sassuolo.
Inizio shock per la Roma, subito sotto dopo pochi minuti per il gol di Kone, poi la squdra di Guidi è salita in cattedra creando diverse occasioni da gol e trovando il pari con Golic. Nella ripresa la Lazio torna di nuovo avanti con Sardo, ma Cherubini e compagni sono riusciti a ribaltare di nuovo. Prima Pagano dal limite poi Alessio con una magia in rovesciata, regalano ai giallorossi la finale Scudetto.
Dopo una prima parte di ritiro a Trigoria con il raduno previsto intorno al 10 luglio, la Roma quest’anno potrebbe tornare a lavorare in montagna. Laddove negli scorsi anni con Mourinho si scelse l’Algarve per il clou della preparazione, quest’estate De Rossi avrebbe chiesto alla società di tornare ad un ritiro vecchio stile.
Le tournée esotiche saranno, nel caso, giocate in un secondo momento. La preparazione si svolgerà in Italia, o al massimo in Austria: Predazzo, Bormio e Bad Waltersdorf le possibili sedi.
De Rossi vuole mettere benzina nel motore dei suoi calciatori con un ritiro “vecchie maniere” e per questo ha scelto l’alta montagna come luogo ideale per lavorare sodo sulle gambe dei suoi ragazzi. Trovando l’ok della società, che ha intenzione di assecondare le richieste del tecnico. A riferirlo diversi quotidiani come la Gazzetta dello Sport e il Corriere dello Sport.