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Il rischio, il muro e Fara-One: 3 pensieri su… Roma-Sassuolo

FOCUS RS – Non si è vinto niente, non c’è da esaltarsi perchè siamo solo alla terza giornata e c’è ancora tanto lavoro da fare, tanto sudore da spendere sul campo e fuori. Ma siamo e siate sinceri: oggi qualsiasi romanista è emotivamente e cerebralmente ancora connesso a quegli istanti finali di Roma-Sassuolo, quando Stephan El Shaarawy ha schiaffeggiato il pallone con l’interno del destro, trascinandosi dietro tutta la Roma sotto la Curva Sud. E’ il bello del calcio, quelle emozioni sopite e sospese in un buco nero spazio-temporale a causa del covid. Eravamo quasi assuefatti all’ambiente rarefatto degli acquari sotto forma di spalti e manto erboso, nei quali risuonava qualsiasi indicazione dalla panchina, qualsiasi imprecazione, nei quali era quasi triste esultare in campo per un gol. Ieri il pubblico della Roma presente all’Olimpico si è riappropriato della pura e semplice necessità di strillare per un gol al 91′. E allora giù il delirio, anche se è la terza giornata.

IL CORAGGIO DI MOU – La Roma ha vinto la terza gara consecutiva in campionato, all’esordio. Non le accadeva dal lontano ormai 2014-2015, con Rudi Garcia in panchina. Era una squadra costruita per provare a battere la Juventus dei record, questa non vive quella pressione lì ma gioca con una cattiveria e una concentrazione superiori. Mourinho è l’architrave del progetto, la mente, il braccio, lo stimolatore dell’anima. Lo schema del gol di Cristante nasce dalle famose 8 ore di analisi quotidiane, che lo Special One aveva citato sabato scorso. ‘Perchè il calcio si è evoluto e bisogna stare al passo coi tempi‘. Così come l’intuizione di rischiare il tutto per tutto negli ultimi 20 minuti, dipingendo una Roma a trazione anteriore con una sorta di 4-2-4. La gara ha preso le sembianze di un match di boxe, con due squadre che facevano a pugni. Gancio dopo gancio, si è arrivati alla rete di El Shaarawy, frutto della voglia di andare oltre. Chiunque scende in campo ha questo istinto e il pubblico lo avverte, alzando i decibel della voce e dei cori.

SARACINESCA – Da quando esiste il calcio, si sostiene che portiere e centravanti siano mezza squadra. La Roma ha investito 40 milioni su Abraham, cavallo di razza di rara levatura e ha scelto Rui Patricio. Il portoghese ha compreso da subito che nella capitale c’era stato un vuoto di potere tra i pali della porte. Troppe toppe, troppi figuranti dopo Alisson, il picco più alto della storia giallorossa degli ultimi 30 anni. Esperienza e serietà, oltre ad una leadership propria di chi ha giocato oltre 500 partite da professionista, sono stati elementi fondanti per alzare un muro che finora appare quasi invalicabile. Due clamorosi miracoli che ieri sera hanno tenuto la Roma dentro il match nei momenti di maggior difficoltà. La difesa avverte che dietro di sè ha un portiere forte, non un fenomeno, ma una certezza.

FARA-ONE – ‘As Roma facci un gol, As Roma facci un gol’, si levava dalla Curva, due istanti prima del colpo al volo di El Shaarawy. Boom, palo rete, e tutti sotto la Sud, compreso Mou, che ha fatto invidia a Jacobs per lo scatto sfoggiato sulla pista d’atletica. Volti trasfigurati sugli spalti, in campo, nei componenti dello staff. La Roma è un tutt’uno e ‘nessuno può spezzare questa armonia’ . L’esultanza del Faraone è rabbiosa, di chi aveva una necessità trascendente di scrollarsi di dosso la ruggine dell’attesa e l’apatia del temporaneo addio al calcio che conta con il trasferimento in Cina. Stephan sa di non essere un titolare, ma ha spazio e tempo per esser decisivo, perchè dentro l’area di rigore ha la qualità per colpire alla prima mezza occasione. Pepita preziosa nel forziere di Mou.

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Smalling, oggi il semaforo verde: l’inglese pronto ad iniziare la sua ‘terza vita romanista’

Chris Smalling è (di nuovo) pronto. Una ventina di giorni si è fermato per una lesione muscolare, subita in occasione dell’amichevole di presentazione all’Olimpico contro il Raja Casablanca. Un episodio sfortunato dopo un’estate di duro lavoro tra Trigoria e ritiro portoghese, per tornare al top della condizione. Mourinho pubblicamente lo ha rincuorato, sostenendo che – nonostante lo storico di infortuni dello scorso anno – avrebbe puntato forte su di lui.

Nel pomeriggio l’ex United tornerà a lavorare in gruppo. Ieri è arrivato di fatto il semaforo verde dallo staff sanitario e atletico: Smalling ha partecipato alla seconda parte dell’allenamento con i compagni e ha disputato la partitella in famiglia (chiusasi con il risultato di 2-2), marcando spesso e volentieri Abraham. Una scelta di Mou per testarne evidentemente la condizione fisica, in vista di Roma-Sassuolo, gara in cui il tecnico portoghese potrebbe non disporre di Mancini.

Giunto nella capitale al fotofinish del mercato estivo del 2019 – ma solo in prestito in quella occasione – il britannico si prese la leadership della linea difensiva giallorossa disputando 37 gare complessive, per 3.200 minuti complessivi e 4 reti all’attivo. Poi nell’estate successiva la nuova Roma dei Friedkin riuscì a strapparlo allo United per 15 milioni di euro, concludendo un’annosa telenovela con il lieto fine nelle ultimissime ore del mercato. Sbarcato a Ciampino con un volo privato, Smalling è entrato in un tunnel negativo quasi senza fine: una distorsione al ginocchio che lo ha fermato dopo 4-5 allenamenti, un’intossicazione alimentare, una serie consecutiva di infortuni muscolari che lo hanno accompagnato fino al termine della stagione. Il tutto condito anche da un furto notturno subito nella sua abitazione. 16 sole presenze tra campionato e coppe per poco più di 1.300 minuti. Domenica o al più tardi giovedì prossimo contro il CSKA Sofia inizierà dunque a terza vita romanista di Smalling, con la speranza che sia quella della consacrazione definitiva nel cuore della difesa giallorossa.

31.1.2021 Roma vs Verona (Serie A) Sport; Calcio; Nella foto: Smalling esce (Foto Gino Mancini)
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Roma, l’opera ‘titanica’ di Tiago Pinto: i conti respirano con un risparmio di circa 40 milioni dal 1 luglio ad oggi

FOCUS RS – Un mercato di reazione ma anche di qualità. A Mourinho è mancato il rinforzo a centrocampo, ma non si può di certo affermare che i Friedkin, nella loro prima estate romanista, non abbiano investito. Roma ‘regina’ in Italia per investimenti (97,5 milioni di euro), settima in Europa dietro big club del calibro di United, City e Chelsea.

E’ mancata la ciliegina sulla torta, quel centrocampista prima individuato in Xhaka, poi sfumato, poi rincorso sul mercato ma gli esuberi, le contingenze economiche e le spese non preventivate (Vina su tutti causa infortunio di Spinazzola) hanno ridotto le possibilità di spesa del club.

COSTI E BENEFICI – Ma diamo uno sguardo ai conti. La Roma lo scorso anno tra ammortamenti (91 milioni circa) e ingaggi lordi (104 milioni, extra staff e altri dipendenti, solo calciatori della prima squadra) costava quasi 200 milioni di euro. L’operazione di taglio richiesta da Dan Friedkin a Tiago Pinto si è scontrata inevitabilmente con l’impossibilità di molti club di effettuare operazioni in entrata e anche con le scelte o i rifiuti di alcuni calciatori.

Il Gm giallorosso è riuscito a piazzare o svincolare 14 calciatori di prima squadra (più una trentina di giovani tra Primavera ed ex settore giovanile di rientro dai prestiti), per un risparmio complessivo di oltre 60 milioni di euro per quanto concerne gli ingaggi lordi ma una quota molto bassa di ammortamenti (16 milioni). Questo secondo dato riflette la necessità di cedere diversi calciatori solo in prestito, senza la certezza che vengano riscattati (Es. Kluivert al Nizza, Olsen allo Sheffield, piuttosto che Coric e Bianda). Per questi giocatori la Roma continuerà a pagare le rispettive cifre di ammortamento finché – sperano a Trigoria – non saranno riscattati dai club che li hanno ingaggiati.

Ci sono poi dei casi specifici da analizzare: con l’addio di Dzeko – su cui la Roma vanta un bonus a rendimento che l’Inter verserà nei prossimi mesi – la società ha ottenuto un risparmio record pari a 16,3 milioni di euro. Soldi che di fatto sono stati dirottati sul primo anno di Abraham che costerà – tra ammortamento e ingaggio lordo – circa 14,5 milioni a stagione. Altra situazione particolare è quella di Pastore: la Roma ha concesso all’argentino una buonuscita di circa 4 milioni lordi, risparmiando così quasi due annualità complete di ingaggi lordi (pari a 12 milioni circa) oltre a più di 10 milioni di ammortamento, ma è stata generata anche una minusvalenza importante che compenserà questo dato. Ottima invece la partenza di Pedro che ha generato quasi 9 milioni di risparmio complessivi, essendo arrivato a costo zero oltre a un bonus che, come nel caso di Dzeko, sarà quantificabile solo al termine di questa stagione.

Olsen, Florenzi, Kluivert e Pau Lopez sono stati ceduti in prestito con opzione di riscatto al verificarsi di determinate condizioni sportive. Se la Roma li cederà tutti a titolo definitivo, gioverà di un risparmio netto pari a 26 milioni di euro (oltre all’incasso dei singoli cartellini).

EMERGENZA AL 1 LUGLIO 2021 – Un piccolo passo indietro. All’inizio della campagna acquisti, Tiago Pinto ha ottenuto da subito un risparmio dagli addii a costo zero di Bruno Peres, Juan Jesus e Mirante: 15 milioni circa di taglio, ma la situazione era realmente gravosa: 213 milioni di costo complessivo della rosa – escludendo sempre i giovani e i calciatori della Primavera rientrati dai prestiti – tra ammortamenti e ingaggi lordi. Questo è un dato che deve far riflettere per capire alla fine in due mesi ciò che Tiago Pinto è riuscito ad ottenere.

GLI ACQUISTI Abraham, Shomurodov, Rui Patricio e Vina sono stati acquistati con modalità di pagamento vantaggiose e le rate scatteranno quasi tutte dalla prossima stagione. Ma non bisogna mai confondere i flussi di cassa (cioè i soldi che vengono effettivamente pagati e le relative annualità) con i costi a bilancio. La Roma contabilizzerà subito i suddetti acquisti, che complessivamente peseranno sui conti societari per 32 milioni di euro, cifra attutita dai benifici del Decreto Crescita sugli ingaggi.

IL NUOVO ANNO – Non è facile quantificare il risparmio effettivo che la società ha prodotto dopo la marea di operazioni realizzate. Da Trigoria filtra una cifra intorno ai 40 milioni, ma dai calcoli – non del tutto certi perchè bisognerà attendere il bilancio che sarà depositato e pubblicato nelle prossime settimane – le cifre sembrano leggermente inferiori almeno per quanto concerne il numero di calciatori (principali) presi ad esame. Gli ammortamenti sono più o meno in linea con un anno fa (91 vs 95 milioni) ma da questa cifra la società spera di ottenere entro quest’anno un ulteriore diminuzione per via dei possibili riscatti dei calciatori girati in prestito con opzione. Gli ingaggi si sono sensibilmente ridotti: 104 milioni nel 2020-21, 128 milioni al 1 luglio 2021, ora il dato si attesta intorno agli 86 milioni. All’interno di quest’ultima cifra vanno ricompresi – purtroppo – anche i 12 milioni lordi che la Roma sarà costretta a versare nelle tasche di Fazio, Nzonzi e Santon, rimasti a Trigoria dopo gli innumerevoli rifiuti alle proposte di addio prospettate dalla dirigenza. Non è ancora noto quanto la Roma pagherà a Florenzi e Olsen, visto che negli accordi di cessione in prestito, è prevista una partecipazione parziale ai relativi ingaggi.

SUNTO:

Stagione 20-21
AMMORTAMENTI 91 milioni
Ingaggi LORDI 104 milioni
Costo a bilancio 195 milioni

CESSIONI – Risparmio
Ammortamenti 16 milioni
Ingaggi 56 miloni
Costo a Bilancio 72 milioni*
*Non calcolati giovani Primavera ed ex Primavera.

1 luglio 2021
AMMORTAMENTI 84,9 milioni
INGAG LORDI 128,3 milioni
COSTO A BILANCIO 213,3 milioni

Stagione 21-22 DEF
AMMORTAMENTI 95,8 milioni
Stip Lordi 86,3 Milioni
Costo Bilancio 182,1 milioni

** Dati da verificare con pubblicazione prossimo bilancio As Roma

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Roma ‘regina’ del mercato italiano: investiti quasi 100 milioni. Il colpo è Abraham, il neo è Xhaka. La via ora è Mou

FOCUS RS – Alle 20.00 è suonato il gong definitivo della finestra di mercato estiva. L’ultimo giro di lancette su un lunghissimo periodo condizionato dai tragici effetti della pandemia sui conti dei club, cristallizzato per diverse settimane dagli Europei e dalla Copa America e in assoluto impreziosito sicuramente, per quanto concerne il mercato italiano, dal ritorno in panchina di grandi manager ma compensato però in negativo anche dall’addio di diversi calciatori importanti. Uno su tutti, Cristiano Ronaldo, che ha lasciato la Juventus per fare ritorno a Manchester, sponda United ovviamente.

“UNA ROMA DEGNA DI MOU” – Il club giallorosso si è mosso con intelligenza e raziocinio, con Tiago Pinto chiamato a condurre la prima vera campagna acquisti della sua avventura romanista. Una gestione complicatissima perché strettamente legata a due parametri, apparentemente in contrasto fra loro: sostenibilità e effetto Mou. Lo Special One è stato indubbiamente l’autentico capolavoro dei Friedkin. L’annuncio dello scorso 4 maggio e lo sbarco nella capitale ad inizio luglio hanno riportato la Roma al centro del mondo mediatico pallonaro. Uno tsunami che ha travolto anche l’ambiente interno di Trigoria, una rivoluzione – appena iniziata – che ha prodotto uno scossone inevitabile anche sui desiderata del mercato. L’arrivo di Mourinho non ha però coinciso con l’immediato ingaggio di quei top player tanto agognati dalla piazza. Tra presunte telefonate e abboccamenti più o meno reali, i vari Sergio Ramos, Donnarumma e Icardi, non sono mai stati realmente dei target della società giallorossa, chiamata a ricostruire un progetto sportivo dopo aver ereditato delle vere e proprie macerie, soprattutto finanziarie.

QUATTRO COLPI E UNO SFUMATO – In origine la lista era così composta: un portiere, un difensore centrale, un centrocampista e una punta. Di fatto la spina dorsale della squadra. Ma si sa, le vie del mercato sono infinite, così come purtroppo anche quella degli infortuni e della sfortuna della Roma. Tiago Pinto si è rimboccato le maniche e – nel consuntivo finale – si può affermare che sia riuscito a portare a termine delle operazioni che indubbiamente hanno rinforzato una squadra, che aveva ed ha tuttora delle basi potenzialmente importanti. Rui Patricio (11,5 milioni di euro) è il nome di esperienza voluto da Mou, per blindare la porta giallorossa. Vina (13 milioni) l’impellente necessità sorta dopo l’infortunio di Spinazzola – elemento che oggettivamente ha complicato l’estate romanista rispetto ad un’uscita di cassa non preventivata – mentre Shomurodov (17,5 milioni) ha rappresentato l’occasione giusta per rinforzare il reparto offensivo, dotandolo di un calciatore diverso per caratteristiche dagli altri centravanti. Poi l’addio di Dzeko ha nuovamente spostato il focus verso l’obbligo categorico di dare una grande risposta alla piazza. Tammy Abraham è il colpo dei Friedkin, di Tiago Pinto e di Mourinho, della Roma tutta. Il nome che ha messo d’accordo a 360 gradi, dentro Trigoria e poi fuori, visto l’impatto travolgente dell’inglese sull’emisfero giallorosso. 40 milioni al Chelsea e una trattativa lampo portata a termine nel giro di otto giorni dal dirigente portoghese. E’ mancato il centrocampista, con l’obiettivo Xhaka sfumato per le resistenze dell’Arsenal sul prezzo del cartellino dello svizzero, sommato alla difficoltà sorte in seguito nel liberarsi di calciatori che lo Special One non riteneva poi così tanto Special (es. Diawara). In mezzo una quarantina di calciatori piazzati, tra svincoli, rescissioni e prestiti con o senza opzione di riscatto. Il diktat imposto dai Friedkin a Pinto era chiaro: ridurre i costi di gestione, saliti sopra una soglia insostenibile per un club che non disputa la massima competizione europea da tre anni.

OBIETTIVI E ATTESEPrendere tanto per prendere non è nella filosofia della nuova proprietà americana, che nei fatti – più che a parole – ha acquistato finora solo a titolo definitivo, per patrimonializzare la società e puntare su calciatori realmente funzionali al progetto. Ora il portoghese sarà chiamato a valorizzare quei giovani rimasti in rosa, su cui la società vuole puntare per la ricostruzione. La Conference League sarà un banco di prova e di crescita importante per ragazzi come Bove, Zalewski, Darboe ma anche lo stesso Reynolds, riscattato a giugno al pari di Ibanez. La Roma ha investito, seppur con modalità di pagamento agevoli come tutti gli altri club del mondo, quasi 100 milioni di euro più di tutti in Italia, 7° club in Europa dietro a cinque inglesi (Arsenal, Chelsea, Aston Villa, United e City) e una tedesca (Lipsia), nonostante non giochi la Champions e la proprietà sia costretta ogni mese a nuove iniezioni di capitale per le esigenze di ‘working capital’.

La via tracciata è quella di Josè Mourinho: ‘lavoro, orgoglio, squadra, tempo‘ le parole chiave da scandire ogni giorno e far risuonare nelle menti e nei cuori di tutti i calciatori. Chiuso il capitolo mercato, dopo la sosta si ritorna in campo e ci sarà il primo tour de force da affrontare, con un bel poker di vittorie nel taschino e la voglia di stupire. Poi a gennaio si vedrà.

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Darboe, la prossima settimana vertice definitivo per il rinnovo fino al 2026

NEWS RSEbrima Darboe resta alla Roma e presto rinnoverà con il club giallorosso. Il centrocampista gambiano, lanciato in A da Fonseca, non ha trovato ancora la continuità che si pensava con Josè Mourinho, ma alla luce anche del mancato investimento a centrocampo dei giallorossi, è rimasto nella capitale nonostante abbia ricevuto diverse proposte dall’estero.

Darboe è molto legato alla Roma e sa di poter sfruttare delle chance per crescere e affermarsi nella mediana giallorossa, vista anche la partecipazione alla nuova Conference League. La prossima settimana Pinto incontrerà i suoi agenti per definire gli ultimi dettagli del rinnovo di contratto con scadenza nel giugno 2026. L’annuncio dovrebbe arrivare nel giro di una decina di giorni.

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Salernitana-Roma, le pagelle dei quotidiani

Salernitana-Roma, le pagelle dei quotidiani

LA GAZZETTA DELLO SPORT Rui Patricio 6; Karsdorp 7, Mancini 6,5, Ibanez 7, Vina 7; Cristante 7, Veretout 7,5; Carles Perez 7, Pellegrini 8, Mkhitaryan 6,5; Abraham 7,5. Subentrati: El Shaarawy 6, Shomurodov sv, Calafiori sv, Mayoral sv, Diawara sv. Allenatore: Mourinho 7,5.

IL MESSAGGERO Rui Patricio sv; Karsdorp 6,5, Mancini 6,5, Ibanez 6,5, Vina 7; Cristante 6,5, Veretout 7,5; Carles Perez 7, Pellegrini 8, Mkhitaryan 6,5; Abraham 7,5. Subentrati: El Shaarawy 6, Shomurodov sv, Calafior svi, Mayoral sv, Diawara sv. Allenatore: Mourinho 8.

CORRIERE DELLO SPORT Rui Patricio 6; Karsdorp 6,5, Mancini 6,5, Ibanez 7, Vina 7; Cristante 6,5, Veretout 7,5; Carles Perez 7, Pellegrini 8, Mkhitaryan 6; Abraham 7 . Subentrati: El Shaarawy sv, Shomurodov sv, Calafiori sv, Mayoral sv, Diawara sv. Allenatore: Mourinho 7,5.

CORRIERE DELLA SERA Rui Patricio 6; Karsdorp 6,5, Mancini 6,5, Ibanez 6,5, Vina 7; Cristante 6,5, Veretout 7; Carles Perez 6,5, Pellegrini 8, Mkhitaryan 7; Abraham 7,5. Subentrati: El Shaarawy sv, Shomurodov 6, Calafiori sv, Mayoral sv, Diawara sv. Allenatore: Mourinho 7,5.

LA REPUBBLICA Rui Patricio sv; Karsdorp 6,5, Mancini 6,5, Ibanez 6,5, Vina 7; Cristante 6,5, Veretout 7,5; Carles Perez 7, Pellegrini 8,5, Mkhitaryan 6,5; Abraham 7,5. Subentrati: El Shaarawy 6, Shomurodov sv, Calafiori sv, Mayoral sv, Diawara sv. Allenatore: Mourinho 8.

IL TEMPO Rui Patricio sv; Karsdorp 7, Mancini 6,5, Ibanez 6,5, Vina 7; Cristante 6,5, Veretout 7,5; Carles Perez 7, Pellegrini 8, Mkhitaryan 7; Abraham 7,5. Subentrati: El Shaarawy 6, Shomurodov 6, Calafiori sv, Mayoral sv, Diawara sv. Allenatore: Mourinho 7.

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La scommessa Tammy, Lorenzo il predestinato: ecco i pilastri di Mou

Poker servito: passaggio del turno in Conference nel doppio confronto con il Trabzonspor e doppia vittoria in campionato, che fa sedere di diritto la Roma al tavolo delle grandi, come riporta la Gazzetta dello Sport. E non è un caso che a prendersi la scena sia stato Lorenzo Pellegrini, destinatario di parole al miele da parte dell’allenatore negli ultimi giorni. Il numero 7, che il prossimo mese firmerà il rinnovo, si prende i complimenti ma ci tiene a riconoscere al gruppo il merito della sonora vittoria per 0-4 sulla Salernitana. Altro profilo da copertina, quello di Tammy Abraham: l’attaccante arrivato dal Chelsea ha fornito un’altra ottima prestazione e, stavolta, si è sbloccato.

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La Special Roma fa poker

Doppio poker di Mourinho che centra il quarto successo consecutivo nella sua stagione senza macchia, con quattro gol che lanciano la sua Roma nel gruppetto a punteggio pieno che guida la classifica, con la Juve staccata in difficoltà, scrive La Gazzetta dello Sport. A Salerno la Roma impiega un tempo per capire come attaccare una difesa a cinque, che per ergere un muro davanti al portiere, rinuncia a tirare in porta (zero alla fine, con Rui Patricio disoccupato). Poi i giallorossi dilagano mettendo in mostra un ottimo Lorenzo Pellegrini, che apre e chiude il tabellino marcatori, stimolato dalle parole del suo tecnico che vorrebbe clonarlo. Poi segna il solito Veretout, capocannoniere romanista con tre gol. È il centrocampista che segna di più nei massimi campionati europei: ecco il suo ottimo biglietto da visita per Deschamps, nel debutto con la nazionale francese campione del mondo. E poi attenti a Tammy: Abraham non solo segna il suo primo gol italiano, ma si lascia apprezzare per fisicità, moto perpetuo e ricerca continua degli spazi. Davvero un buon acquisto. La Salernitana regge solo un tempo, con Fabrizio Castori che si arrangia con quello che ha (difensori contati), in una rosa che così com’è farà fatica a salvarsi. Al d.s. Angelo Fabiani l’arduo compito di trovare in 48 ore soluzioni efficaci, con un budget decisamente limitato per la nota situazione societaria.

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Pellegrini-show apre e chiude. C’è pure Abraham

Poker di vittorie, poker di gol, e la Roma vola, scrive La Repubblica. Quarta vittoria in altrettante gare ufficiali nel mese di agosto, con la Salernitana travolta nel suo stadio. Nella prima trasferta di campionato — di nuovo con i tifosi al seguito dopo un anno e mezzo — i giallorossi giganteggiano nella ripresa, vincendo 4-0 grazie alla doppietta di Pellegrini, Veretout e al primo centro nel campionato italiano di Abraham. Mourinho ha trasformato la Roma, che si muove sempre più a sua immagine e somiglianza, rimotivando Pellegrini, che sta per firmare un rinnovo contrattuale — dietro la spinta pubblica e non solo del tecnico portoghese che lo blinderà alla capitale per cinque anni a circa quattro milioni a stagione. Sempre più capitano, e protagonista in campo, erede di una fascia che passa da un romano all’altro (con la breve parentesi di Dzeko), Lorenzo risponderà adesso alla convocazione in nazionale, insieme a Zaniolo,che — assente a Salerno perché squalificato — ritrova la maglia azzurra a un anno esatto dall’infortunio al ginocchio rimediato proprio in una partita dell’Italia. Se Abraham timbra per la prima volta con la casacca della Roma addosso, la rete e la bella prestazione sono una conferma per Veretout, che sta già a tre gol in questo avvio di stagione, leader di un gruppo del quale è il cuore. “Quando posso segnare lo faccio — ammette il francese — mi piace correre e il 100% in campo. Mi piace giocare dentro l’area e appena c’è la possibilità di avanzare lo faccio”.