La Roma prova a piazzare altri due colpi di mercato in entrata: il mirino del Ds Massara è sue due ruoli in particolare, cioè l’esterno offensivo e il laterale sinistro di centrocampo.
Per quanto riguarda l’attacco, come riferisce Fabrizio Romano il nome in pole resta Carrasco, attualmente in forza all’Al-Shabab.
Il belga continua a sperare nella Roma ed è pronto a trasferirsi anche in prestito pur di venire nel club giallorosso nonostante altre società siano disposte ad acquistarlo a titolo definitivo.
Allo stesso tempo l’Al-Ittihad sta spingendo per uno scambio, ma Carrasco ha tanta voglia di Europa e Roma. I capitolini aprono soltanto a un’operazione in prestito e, in caso di cambio di posizione dell’Al-Shabab, il calciatore sarebbe pronto a partire immediatamente per l’Italia.
In attesa di capire gli sviluppi in attacco, la Roma continua a lavorare anche sul laterale sinistro di centrocampo. Con Fortini sempre più distante, l’opzione Methalie sembra improbabile viste le altissime richieste (30 milioni).
Ecco che i giallorossi sono piombati su Wolfe del Wolverhampton. Come riporta Matteo Moretto in giornata nuovi contatti tra i due club per il norvegese, che potrebbe esser lasciato andare vista la classifica ormai pericolante del club inglese.
Il mercato della Roma ruota intorno ad un nome: Joshua Zirkzee E’ questa la pista prioritaria per l’attacco dei giallorossi a a gennaio. Massara da giorni sta lavorando alacremente su questo fascicolo, consapevole del gradimento forte di Gasperini e delle condizioni sulla carta che favorirebbero l’investimento anche sul prossimo futuro.
L’olandese è relativamente giovane, ha conoscenze chiare del nostro campionato, è un calciatore duttile, che sa fraseggiare con i compagni e sa occupare bene l’area di rigore. Fisicamente è un calciatore integro e non dovresti attendere molto per un suo perfetto inserimento in rosa.
Cosa manca? L’accordo con lo United, ma allo stato attuale non solo.
Mercato, Zirkzee ha già detto sì alla Roma ma…
Se bastasse la volontà del calciatore, forse la Roma avrebbe già un accordo definito e completo in mano. Le vie del mercato però sono infinite e tortuose. Per questo ad oggi l’operazione risulta complessa: il Manchester United non vuole privarsi in prestito dell’ex Bologna e ha fissato una valutazione vicina ai 30 milioni.
Recentemente, complice gli infortuni di Sesko e Cunha, Zirkzee ha trovato fiducia da titolare e ha segnato dopo 8 mesi un gol importantissimo poche ore fa. Ciò potrebbe risvegliare in Amorim l’intenzione di sfruttarlo più di quanto non abbia fatto finora. In più c’è da valutare la situazione agente e le relative commissioni.
Amorim dovrà fare i conti anche con la Coppa d’Africa: Diallo e Mbeumo partiranno per i ritiri di Costa d’Avorio e Camerun, di fatto svuotando sensibilmente il reparto offensivo dei Red Devils. Insomma servirà un’accelerata diretta della proprietà per dare a questa ipotesi le sembianze reali di un’affare da poter concludere in breve tempo.
“La Roma a Torino mi è piaciuta, ha disputato una prova onesta. Ho rivisto finalmente una squadra organizzata, equilibrata, ben messa in campo. De Rossi ha dato seguito a quanto dichiarato una settimana fa, schierando Pisilli dall’inizio – che a mio giudizio in futuro diventerà il capitano della Roma – e non guardando in faccia a nessuno. Vada avanti con le sue idee e complice la concorrenza che aumenta in allenamento vedrete che diversi calciatori si sveglieranno”. Così Fabio Petruzzi, ai microfoni di Retesport, nello spazio mattutino de La Sveglia Giallorossa.
Sul mercato giallorosso Petruzzi afferma: “Voto 8, ieri mi ero sbilanciato troppo verso l’alto. Se dovesse arrivare Hummels la Roma avrebbe messo a disposizione del mister una rosa competitiva. Manca il terzino destro titolare che doveva essere un investimento da fare già ad inizio luglio, ma in generale ritengo che la Roma sia tornata finalmente ad investire su giocatori di proprietà che ci daranno grandi soddisfazioni” ha concluso l’ex difensore giallorosso.
25.5.2022 Conference League Finale : Roma vs Feyenoord Nella foto: Ryan Dan Friedkin
(Foto Gino Mancini)
Novità positiva in casa Roma che aiuterà sicuramente Ghisolfi a fare mercato.
Nella prossima stagione la società non avrà il fardello di uno dei tanti paletti del Fair Play Finanziario, quello relativo al Transfer Balance. In sostanza negli ultimi anni i giallorossi hanno avuto un rigoroso limite sui costi della lista Uefa, con un saldo – definito come la differenza tra i costi (somma di stipendio e ammortamento) dei giocatori in uscita e i costi dei calciatori in entrata – che doveva essere positivo.
Un «blocco» che non ha permesso di operare con libertà sul mercato. Nell’accordo con l’Uefa era stabilito che il Transfer Balance sarebbe decaduto alla fine della stagione 2023/24, applicandosi condizionatamente alle stagioni 2024/25, 2025/26 e/o 2026/27. I risultati del bilancio sono però rientrati negli obiettivi stabiliti da Nyon e quindi non scatterà la condizionale. Lo riferisce il Tempo.
Dal mercatino agli investimenti, su presente ma soprattutto futuro. La Roma negli ultimi giorni della finestra di mercato invernale, complice una serie di incastri legati alle uscite, è riuscita a trovare le risorse per centrare due obiettivi necessari per De Rossi e la sua svolta tattica sul 4-3-3.
Il tecnico aveva chiesto a Friedkin due pedine: un terzino sinistro e un trequartista mancino, in grado di poter dare respiro a Dybala che ha ampiamente dimostrato di non poter giocare ogni tre giorni. A breve tornerà l’Europa League e la Roma spera di arrivare il più avanti possibile anche quest’anno in Coppa.
Le uscite di Kumbulla e Belotti hanno prodotto complessivamente un risparmio a bilancio di oltre 6 milioni di euro, in più la cessione di Vina ha portato un flusso di cassa diverso. Queste operazioni sono arrivate tutte negli ultimi 10 giorni di mercato, alimentando le speranze di Pinto di chiudere il doppio affare Baldanzi-Angelino.
Secondo i dati transfermarkt, la Roma è il terzo club in Italia ad aver speso di più dopo Napoli e Bologna. Le italiane sono tutte fuori dalla top 10 in Europa. La prima formazione della Serie A in classifica è il Napoli: 21 milioni di euro investiti, di cui 18 per Ngonge. Poi il Bologna (16,5 milioni di euro) e la Roma (10,65 milioni di euro) che ha speso 10 milioni nel rush finale per Baldanzi + 5 di bonus.
I club di Serie A sono costretti a dire addio al Decreto Crescita. Nella Finanziaria per il 2024 il Governo ha varato una stretta sugli sconti fiscali per i lavoratori che arrivano dall’estero, ma soprattutto ha escluso gli sportivi da queste facilitazioni. La tagliola parte dal 1 gennaio e ha conseguenze non solo per i tesserati nel mercato invernale, ma anche per gli ingaggi avvenuti dallo scorso 1 luglio in poi.
La situazione per i club a livello finanziario dunque si complica oltremodo. L’Inter ha acquisito Thuram e Pavard, contando su una riduzione delle tasse vicino al 50 per cento. Ma la stessa considerazione va fatta anche per il Milan che in estate ha tesserato Loftus Cheeck, Reijnders, Pulisic etc. Oppure la Juve per lo statunitense Weah. Nel Napoli, invece, si profila uno stop ai benefici per Lindstrom, Cajuste, Natan.
La Roma dovrà spendere più soldi per gli ingaggi di Aouar e Ndicka, ma non per quello di Romelu Lukaku, scrive La Gazzetta dello Sport. I calciatori che hanno ottenuto l’agevolazione negli anni precedenti, infatti, hanno diritto a conservarla.
Si è svolta questa mattina a Trigoria la seduta di rifinitura in vista del match di domani pomeriggio al Picco contro lo Spezia. Presente regolarmente in gruppo Nicolò Zaniolo, che come noto, salterà per sua scelta la partita contro la formazione ligure.
Resta un rebus il futuro del 22 giallorosso, che ha deciso di rompere definitivamente con il club giallorosso ma al momento sul tavolo di Pinto non sono ancora arrivate offerte ufficiali convincenti. Solo ipotesi di prestito, senza obbligo di riscatto certo, con Tottenham, West Ham e Borussia Dortmund interessate ma incapaci, finora, di fare il passo giusto per acquistare il calciatore.
Presente in gruppo anche Lorenzo Pellegrini con i compagni. La partenza della Roma è prevista oggi pomeriggio alle 17.00.
Si è chiuso ieri il mercato della Roma: da Mourinho ad Abraham, dagli arrivi di Vina, Shomurodov e Rui Patricio al mancato acquisto del centrocampista.
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FOCUS RS – Alle 20.00 è suonato il gong definitivo della finestra di mercato estiva. L’ultimo giro di lancette su un lunghissimo periodo condizionato dai tragici effetti della pandemia sui conti dei club, cristallizzato per diverse settimane dagli Europei e dalla Copa America e in assoluto impreziosito sicuramente, per quanto concerne il mercato italiano, dal ritorno in panchina di grandi manager ma compensato però in negativo anche dall’addio di diversi calciatori importanti. Uno su tutti, Cristiano Ronaldo, che ha lasciato la Juventus per fare ritorno a Manchester, sponda United ovviamente.
“UNA ROMA DEGNA DI MOU” – Il club giallorosso si è mosso con intelligenza e raziocinio, con Tiago Pinto chiamato a condurre la prima vera campagna acquisti della sua avventura romanista. Una gestione complicatissima perché strettamente legata a due parametri, apparentemente in contrasto fra loro: sostenibilità e effetto Mou.Lo Special One è stato indubbiamente l’autentico capolavoro dei Friedkin. L’annuncio dello scorso 4 maggio e lo sbarco nella capitale ad inizio luglio hanno riportato la Roma al centro del mondo mediatico pallonaro. Uno tsunami che ha travolto anche l’ambiente interno di Trigoria, una rivoluzione – appena iniziata – che ha prodotto uno scossone inevitabile anche sui desiderata del mercato. L’arrivo di Mourinho non ha però coinciso con l’immediato ingaggio di quei top player tanto agognati dalla piazza. Tra presunte telefonate e abboccamenti più o meno reali, i vari Sergio Ramos, Donnarumma e Icardi, non sono mai stati realmente dei target della società giallorossa, chiamata a ricostruire un progetto sportivo dopo aver ereditato delle vere e proprie macerie, soprattutto finanziarie.
QUATTRO COLPI E UNO SFUMATO – In origine la lista era così composta: un portiere, un difensore centrale, un centrocampista e una punta. Di fatto la spina dorsale della squadra. Ma si sa, le vie del mercato sono infinite, così come purtroppo anche quella degli infortuni e della sfortuna della Roma. Tiago Pinto si è rimboccato le maniche e – nel consuntivo finale – si può affermare che sia riuscito a portare a termine delle operazioni che indubbiamente hanno rinforzato una squadra, che aveva ed ha tuttora delle basi potenzialmente importanti. Rui Patricio (11,5 milioni di euro) è il nome di esperienza voluto da Mou, per blindare la porta giallorossa. Vina (13 milioni) l’impellente necessità sorta dopo l’infortunio di Spinazzola – elemento che oggettivamente ha complicato l’estate romanista rispetto ad un’uscita di cassa non preventivata – mentre Shomurodov (17,5 milioni) ha rappresentato l’occasione giusta per rinforzare il reparto offensivo, dotandolo di un calciatore diverso per caratteristiche dagli altri centravanti. Poi l’addio di Dzeko ha nuovamente spostato il focus verso l’obbligo categorico di dare una grande risposta alla piazza. Tammy Abraham è il colpo dei Friedkin, di Tiago Pinto e di Mourinho, della Roma tutta. Il nome che ha messo d’accordo a 360 gradi, dentro Trigoria e poi fuori, visto l’impatto travolgente dell’inglese sull’emisfero giallorosso. 40 milioni al Chelsea e una trattativa lampo portata a termine nel giro di otto giorni dal dirigente portoghese. E’ mancato il centrocampista, con l’obiettivo Xhaka sfumato per le resistenze dell’Arsenal sul prezzo del cartellino dello svizzero, sommato alla difficoltà sorte in seguito nel liberarsi di calciatori che lo Special One non riteneva poi così tanto Special (es. Diawara). In mezzo una quarantina di calciatori piazzati, tra svincoli, rescissioni e prestiti con o senza opzione di riscatto. Il diktat imposto dai Friedkin a Pinto era chiaro: ridurre i costi di gestione, saliti sopra una soglia insostenibile per un club che non disputa la massima competizione europea da tre anni.
OBIETTIVI E ATTESE – Prendere tanto per prendere non è nella filosofia della nuova proprietà americana, che nei fatti – più che a parole – ha acquistato finora solo a titolo definitivo, per patrimonializzare la società e puntare su calciatori realmente funzionali al progetto. Ora il portoghese sarà chiamato a valorizzare quei giovani rimasti in rosa, su cui la società vuole puntare per la ricostruzione. La Conference League sarà un banco di prova e di crescita importante per ragazzi come Bove, Zalewski, Darboe ma anche lo stesso Reynolds, riscattato a giugno al pari di Ibanez.La Roma ha investito, seppur con modalità di pagamento agevoli come tutti gli altri club del mondo, quasi 100 milioni di europiù di tutti in Italia, 7° club in Europa dietro a cinque inglesi (Arsenal, Chelsea, Aston Villa, United e City) e una tedesca (Lipsia), nonostante non giochi la Champions e la proprietà sia costretta ogni mese a nuove iniezioni di capitale per le esigenze di ‘working capital’.
La via tracciata è quella di Josè Mourinho: ‘lavoro, orgoglio, squadra, tempo‘ le parole chiave da scandire ogni giorno e far risuonare nelle menti e nei cuori di tutti i calciatori. Chiuso il capitolo mercato, dopo la sosta si ritorna in campo e ci sarà il primo tour de force da affrontare, con un bel poker di vittorie nel taschino e la voglia di stupire. Poi a gennaio si vedrà.
Manchester United's Portuguese manager Jose Mourinho gestures towards the public at the end of the UEFA Champions League group H football match Juventus vs Manchester United at the Allianz stadium in Turin on November 7, 2018. (Photo by Isabella BONOTTO / AFP) (Photo credit should read ISABELLA BONOTTO/AFP/Getty Images)
Prosegue la ricerca del nuovo allenatore per la Roma in vista della prossima stagione e in Inghilterra sono sicuri che la lista giallorossa non si fermi solo a Sarri e Allegri.
Come riferisce il DailyRecord, la Roma starebbe infatti pensando anche Josè Mourinho per la panchina. Sul portoghese, esonerato da poco dal Tottenham, ci sarebbe anche il Celtic, che lo avrebbe contattato poche ore dopo la notizia. Secondo il quotidiano inglese, ci sono altre opzioni in gioco: tra queste, anche un ritorno in Spagna, al Valencia.