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Big di A, panchine roventi: da Milano a Napoli, l’itinerario delle possibili rivoluzioni

Italiano a Bologna e Baroni alla Lazio, sono gli unici tecnici quasi certi – perchè nel calcio non si sa mai – di ripartire la prossima stagione sulle rispettive, attuali, panchine.

Da Torino – sponda bianconera – a Milano su entrambi i lati dei Navigli, passando per Bergamo in casa Dea e scendendo giù per lo stivale direzione Firenze, quindi Roma, zona Trigoria e dintorni, per poi proseguire verso Napoli, l’itinerario nazionale delle panchine delle big racconta di storie particolarmente roventi, alcune già palesemente ai titoli di coda, altre ancora in procinto di terminare se la stagione dovesse prendere pieghe ulteriormente negative.

La luna di miele tra la Juventus e Thiago Motta sembra esser terminata ieri sera, dopo la cocente eliminazione in Coppa Italia, in casa, contro l’Empoli, una settimana dopo l’uscita di scena in Champions. Due obiettivi sensibili sfumati malamente al pari di ciò che è accaduto nelle final-four di Supercoppa italiana in terra araba. Motta non ha mai convinto appieno il popolo bianconero e fa abbastanza sorridere il rigurgito di fan di Allegri sui social juventini, dopo che il tecnico livornese è stato osteggiato per anni da buona parte del pubblico e dei media.

A Milano il capitolo Conceicao sembra sempre più vicino alla toppa momentanea che ad un percorso di reale ricostruzione. Fallita l’era Fonseca, anche il secondo portoghese è appeso ad un filo finissimo: la rincorsa Champions con scenari di varia natura; sempre a in terra meneghina c’è Simone Inzaghi, che è stato a parole riconfermato da Marotta, ma a giugno potrebbe decidere di chiudere il suo ciclo vincente in nerazzurro magari alzando al cielo un altro Scudetto. Si racconta che dentro l’Inter non sia più amatissimo ma nello spogliatoio sia ancora fortemente stimato. Se dovesse arrivare una chiamata dalla Premier, le strade potrebbero separarsi.

Foto Fraioli

Da Milano a Bergamo sono pochi i km che dividono le due città, tanti invece metaforicamente quelli che in questo momento storico separano i Percassi da Gasperini. Il tecnico recentemente ha confermato pubblicamente la sua intenzione di prendere seriamente in considerazione la possibilità di lasciare la Dea a fine stagione, un anno in anticipo rispetto alla naturale scadenza di contratto (prevista il 30 giugno 2026). A settembre si lamentò del ‘solo’ biennio di contratto che gli era stato messo sotto gli occhi subito dopo la vittoria dell’Europa League. La proprietà sta preparando da tempo il dopo-Gasperini e a gennaio lo aveva lasciato intendere.

A Firenze scotta tanto anche la panchina di Raffaele Palladino, che sembrava aver trovato un equilibrio perfetto tra vittorie e valorizzazione dei calciatori, ma che a cavallo e dopo la finestra invernale di mercato, nonostante i tanti arrivi, ha perso quasi di mano la situazione. La Fiorentina è ancora in corsa tra campionato e Conference, ma a giugno potrebbe esserci una clamorosa separazione tra le parti a meno che non arrivino risultati eccezionali, come la vittoria di una coppa sfumata due volte di seguito in finale.

Chiara la situazione della Roma: Ranieri ha ribadito che non siederà sulla panchina giallorossa anche nella prossima stagione. I nomi sono tantissimi, la scelta sarà di Friedkin come le precedenti, con l’auspicio che sia più illuminata rispetto a ciò che è avvenuto nell’ultimo anno e mezzo.

Infine Napoli. Antonio Conte ha espresso tutta la sua malinconia per l’epilogo dell’affare Kvara, per il mancato sostituto, per le carenze strutturali del club di De Laurentiis. Il tutto condito dai risultati negativi dell’ultimo periodo. Domenica si gioca lo scontro scudetto con l’Inter, ma le sue parole sembrano l’anticamera di una profonda riflessione sulle scelte future. Manna, ds azzurro, ha parlato di programmazione a lungo termine che include Conte. Se il tecnico dovesse andarsene, ADL non si strapperebbe comunque i capelli.

Intanto Sarri, Allegri, Mancini ma anche i vari Tudor, Aquilani, De Rossi osservano interessati…

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Calciomercato

Abraham, gli 8 gol non bastano: dubbi del Milan sul riscatto

Tammy Abraham a Milano sembra aver trovato l’ambiente giusto, ma c’è il rischio che l’aria caotica che si respira a Milanello sul fronte allenatore e dirigenziale lo costringano a tornare nella capitale.

Il centravanti britannico, da riserva di Morata prima e Gimenez oggi, ha comunque contribuito in parte a tenere i rossoneri dentro ad alcuni obiettivi. Oltre alla rete decisiva in Supercoppa, Abraham ha segnato alcuni gol importanti (compresi i 2 contro la Roma) che oggi permettono alla formazione di Conceicao di essere ancora in corsa in Coppa Italia.

Nonostante sia ben voluto dal gruppo e lo spirito con cui affronta tutte le partite in cui viene chiamato in causa, il Milan non avrebbe intenzione di trattenerlo a giugno. Verrà meno così il ‘patto d’onore’ sottolineato da Ranieri qualche giorno fa? Il riflesso ovviamente è la situazione di Saelemaekers.

La Roma se non dovesse restare a Milano, proverà a piazzare Abraham in Premier dove potrebbe trovare spazio magari non in formazioni di primissimo livello ma in squadre di mezza classifica. La valutazione oscilla intorno ai 20-25 milioni. Il club giallorosso spera di cederlo soprattutto per abbattere un costo annuo che sfiora i 15 milioni tra ingaggio lordo e ammortamento.

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APPROFONDIMENTI

Roma-Como sarà anche sfida argentina: Dybala (e Soulè?) contro Nico Paz

Paulo, Nico e forse anche Mati. Tralasciando per un attimo Paredes, da trequarti in su Roma-Como sarà anche una splendida e affascinante sfida tra tre calciatori argentini, che virtualmente, potrebbero spartirsi uno o due slot nelle prossime convocazioni di Scaloni.

Perchè Dybala è tornato ad altissimi livelli e in cuor suo punta a tornare tra i convocati dell’albiceleste nella prossima sosta di marzo; Soulè, che ad inizio stagione era presente nelle scelte di Scaloni poi complice il suo graduale accantonamento non è stato più considerato e ora potrebbe tornare in lista; Nico Paz (6 gol e 5 assist in A) la Nazionale maggiore l’ha assaggiata a ottobre e lo staff del CT lo segue con grandissimo interesse.

Tre giocatori che fanno del talento, dell’estro e della giocata ad effetto (ma anche utile alla causa) il marchio di fabbrica principale. Tre calciatori che potrebbero ritrovarsi tutti titolari contemporaneamente nel confronto di domenica all’Olimpico.

Sul fronte Como infatti Fabregas starebbe pensando di confermare lo schieramento che ha permesso alla squadra lombarda di superare lo scoglio Napoli. Nico Paz falso nove, con Diao e Strefezza ai suoi lati. Un 4-2-3-1 tendente al 4-3-3, con Caqueret – grande colpo di gennaio dal Lione – pronto ad inserirsi centralmente e a supportare le punte.

Ranieri probabilmente non rinuncerà a Shomurodov – con Dovbyk di rientro tra i convocati ma di partenza in panchina – ma attenzione alle sorprese. Perchè lo stato di forma di Soulè potrebbe spingere il tecnico giallorosso ad una mossa strategica interessante: Dybala riferimento offensivo, con l’altro giovane argentino e uno tra El Shaarawy e Saelemaekers a supporto. Un tridente leggero che potrebbe togliere riferimenti alla difesa del Como, non eccezionale sul piano della velocità.

Pensieri, prove tattiche e possibili scenari, ma un dato è certo: Roma-Como sarà sfida dall’altissimo profilo tecnico, in salsa argentina.

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Le Voci di Retesport

Paolo Cento a Retesport: “Aria nuova nella Roma. I Friedkin non vogliono vendere, ma rilanciare”

Protagonista del conviviale al Roma Club Montecitorio, Palazzo Chigi e Campidoglio, dinanzi di fatto ai principali rappresentanti delle istituzioni romaniste, Paolo Cento ha raccontato ai microfoni di Retesport, alcune sfumature della serata giallorossa vissuta alla presenza di diversi protagonisti sul campo e non della Roma: “La società giallorossa, rispetto al recente passato quando in occasione di altre cene annuali per volontà dell’ex CEO decise di disertare tali conviviali, questa volta si è presentata con tutti i dirigenti oltre a capitano (Pellegrini) e vice-capitano (Mancini)”.

“Un segnale chiaro non solo di rispetto – sta avvenendo anche per altri conviviali di altri Roma Club – ma anche fortemente voluto per far capire che nella società l’aria è veramente cambiata. Si respira una rinnovata fiducia di natura progettuale. Erano presenti Lorenzo Vitali, Florent Ghisolfi, ma anche Ed Shipley che ci è stato presentato come figura di fiducia della proprietà, una sorta di longa manus dei Friedkin sempre presente a Trigoria. Ho carpito dalle sfumature di alcuni discorsi che veramente la società ha deciso di rilanciare. I Friedkin non hanno nessuna intenzione di disinvestire o cedere il club, hanno grandi ambizioni e stanno lavorando di concerto con i dirigenti allo sviluppo di un nuovo percorso sportivo, dalla scelta dell’allenatore ad altre strategie su mercato e non solo. Il momento più delicato sembra passato e c’è veramente rinnovata fiducia per il futuro prossimo, compreso il tema stadio. Stanno lavorando giorno e notte, la volontà è di accelerare e presentare il prima possibile il progetto definitivo che consterà di migliaia di pagine, fascicoli e carte tecniche”.

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NEWS

Roma-Cagliari e maratona: rischio sovrapposizione. Decisione a Prefettura e Questura

Il 16 marzo si preannuncia complicato per la viabilità di Roma: oltre alla maratona cittadina, in calendario alle 15 c’è anche Roma-Cagliari all’Olimpico. Il problema? Il percorso della corsa passerà proprio sotto lo stadio, creando un potenziale caos logistico.

Lo scorso anno si evitò il problema anticipando la maratona di mezz’ora e posticipando la partita alle 18. Quest’anno, però, la partita è rimasta fissata alle 15 per motivi legati ai diritti televisivi, con Fiorentina-Juventus alle 18 e Atalanta-Inter alle 20:45.

La decisione finale sulla compatibilità dei due eventi spetterà a Prefettura e Questura, chiamate a trovare una soluzione per evitare disagi.

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Interviste

Stadio, Gualtieri conferma: “Depositato il fascicolo sui trasporti. Il progetto definitivo entro la Primavera”

Il Sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, ha confermato in una breve intervista l’accelerazione di queste ore del club giallorosso sul tema stadio a Pietralata:

“E’ una domanda che mi viene rivolta spesso, pensate che c’è un utente Instagram che me lo chiede sotto ogni post. Lo stadio non lo fa il Comune, lo fa la Roma, che ha deciso di farlo, ha avviato la procedura e nei passaggi finali ha lavorato tantissimo. Ieri è stata depositata la parte che riguarda i trasporti e ci aspettiamo entro la primavera il progetto definitivo. Siamo in un momento importante e positivo, tutti mostrano il massimo impegno per un progetto che sembra splendido. E’ uno stadio che a sua volta porta anche la riqualificazione di un’area, che verrà completamente riformata. Ci siamo quasi“.

(Fonte: Morning Show Radio Globo).

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STADIO

Stadio, la Roma accelera: tutte le novità

La Roma accelera sul progetto del nuovo stadio a Pietralata. Dopo mesi di interlocuzioni con l’assessorato alla Mobilità e il Gruppo FS, il club ha depositato il nuovo piano viabilità, un passaggio cruciale per l’approvazione definitiva.

Il progetto conferma la realizzazione del ponte ciclopedonale di via Livorno, smentendo le recenti critiche emerse nel II Municipio. Inoltre, la ferrovia sarà il principale punto di accesso per i tifosi che utilizzano la metropolitana, mentre la stazione Tiburtina servirà chi arriva in treno. Una parte dei parcheggi sarà invece ricavata dai parking di scambio lungo le linee metro.

Ora il Campidoglio dovrà valutare la sostenibilità trasportistica delle proposte giallorosse, con la viabilità che resta il nodo principale da sciogliere. Nel frattempo, si avvicina la riapertura del cantiere per gli scavi archeologici, un altro passo verso la realizzazione del progetto.

La Roma sostiene di poter arrivare alla presentazione del progetto definitivo entro la primavera, con la suggestione del 21 Aprile, Natale di Roma. Lo riporta il Messaggero.

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Angelino-gol, già a quota 3: meglio dell’85% dei terzini sinistri degli ultimi 15 anni della Roma

Tra investimenti sbagliati, scelte azzeccate a basso costo o protagonisti importanti ma di una sola stagione, o quasi, la fascia sinistra della Roma negli ultimi 15 anni ha cambiato diversi padroni.

Da Ranieri (2010) a Ranieri oggi, tralasciando i terzini destri saltuariamente adattati sulla fascia sinistra (es. Santon o Torosidis), sono stati 10 i calciatori che si sono interfacciati sull’out mancino come titolari.

A cominciare da John Arne Riise che a tratti fu un dominatore nel ruolo per rendimento nel nostro campionato. L’ultimo in ordine di tempo è ovviamente l’attuale dominus della corsia mancina, Angelino.

Arrivato a gennaio 2024 per 5 milioni di euro, lo spagnolo dapprima ha convissuto sulla fascia nell’alternanza con Spinazzola, poi ha dovuto superare l’arretramento in nella difesa a tre (follia totale…) imposta da Juric, prima di tornare con Ranieri ad essere protagonista su tutta la fascia nell’attuale 3-4-2-1.

Da lì l’ex Lipsia è letteralmente esploso. Praticamente sempre presente da inizio stagione in tutte le partite, tranne un paio in cui ha osservato un doveroso riposo, contro il Monza lunedì ha siglato la sua terza rete stagionale (con 6 assist all’attivo).

Sul piano realizzativo Angelino ha dimostrato non solo di aver aggiustato la mira, ma di arrivare con notevole frequenza al tiro in queste ultime settimane. Merito sicuramente anche di una strategia tattica imposta spesso e volentieri da Ranieri, con la ricerca costante dell’ampiezza sia sul lato dello spagnolo, sia su quello di Saelemaekers (al top in termini realizzativi non a caso come Angelino).

Guardando indietro nel tempo solo due calciatori dei 10 terzini sinistri sopra citati negli ultimi 15 anni giallorossi hanno fatto meglio di Angelino, in una singola stagione, sotto porta: Riise con 8 reti nel primo anno di Ranieri (2009-2010) e Kolarov a segno 9 volte nel 2018 e 7 l’anno successivo (*il serbo tirava però punizioni come il norvegese, oltre a diversi rigori).

Foto Fraioli

Al pari di Angelino, c’è Lucas Digne nel 2015 con 3 reti, poi al di sotto dell’iberico, c’è Spinazzola – mai stato prolifico nella sua carriera con un massimo di 2 reti in un unico anno in giallorosso – oltre a Holebas, Palmieri e Balzaretti a quota 1. Inutile citare le meteore Cole e Josè Angel.

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Fabregas, tra i complimenti di Ranieri e la voglia di restare a Como: è allenatore-azionista del club

Dennis Wise, quando nel 2022 presentò in conferenza stampa il colpo Fabregas (allora al tramonto della carriera di calciatore) chiarì subito le particolari condizioni che avevano spinto lo spagnolo a scegliere a sorpresa Como (ma neanche tanto…): “Tengo a precisare una cosa per far sì che sia tutto chiaro. Cesc avrà un interesse maggiore in questa società, farà parte della società per più tempo, non avrà solo il contratto da giocatore per i prossimi due anni. Diventerà azionista della società. Ha voluto entrare nella società, è venuto qui anche per questo. Sarà qui più a lungo del previsto. Credo sia molto importante, voleva entrare a far parte della società per le nostre ambizioni”.

Oggi Fabregas è anche divenuto allenatore – oltre ad essere socio del club – a Como e sta svolgendo un lavoro egregio. Subentrato di fatto da giovane apprendista, ha portato la squadra in A e adesso sta lottando per salvarla a distanza di oltre 20 anni dall’ultima apparizione nel grande calcio nostrano.

Alle spalle lo spagnolo ha una struttura dirigenziale e soprattutto una forza economica di fatto sterminata. Non giocando le coppe, per ora, l’occhio dell’UEFA è meno rigido e sicuramente per quanto investito finora, il Como aspira a diventare una realtà molto importante in Serie A.

Se dovesse arrivare la salvezza (lotta serrata ma le possibilità sono concrete), il prossimo anno il Como proverà a costruire una squadra ancor più competitiva per puntare alla zona europea. Parallelamente è stato avviato il progetto di ristrutturazione dello stadio Senigaglia, situato in una dei luoghi forse più iconici e lussuosi d’Italia, a ridosso del lago di Como, meta di imprenditori, uomini d’affari e grandi personaggi del mondo dello sport e dello spettacolo internazionale.

Per questo Cesc Fabregas – che ha incassato i complimenti pubblici di Ranieri – al 99.9% rimarrà ancora al Como: c’è un percorso di crescita professionale e personale che lo spinge a proseguire il suo lavoro sulla panchina della formazione lombarda, con l’ambizione solo in futuro di fare un salto in avanti tra top team italiani e soprattutto esteri; c’è anche un interesse economico diretto, essendo socio e quindi azionista del club perchè dovrebbe abbandonare una società a cui appartiene doppiamente?

Nel frattempo, come Ranieri, prepara la sfida di ritorno all’Olimpico. All’andata fece uno scherzetto nel finale alla formazione giallorossa con un 2-0 meritato per le strategie, non per le occasioni reali da gol costruite perchè tra primo tempo e inizio ripresa la Roma avrebbe meritato il vantaggio. Quella è l’ultima sconfitta in ordine di tempo dei capitolini in campionato.

Troverà una Roma diversa, più compatta, più solida, con un Dybala al top della condizione. Ci sarà da divertirsi…

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Bruno Lage (all. Benfica): “Dahl piacevole sorpresa, può giocare in diversi ruoli”

Samuel Dahl continua a fare progressi al Benfica. Il tecnico del club lusitano – Bruno Lage – ha parlato del calciatore svedese in prestito con diritto di riscatto dalla Roma: “Siamo molto soddisfatti di lui. È una piacevole sorpresa, ha già dimostrato di poter giocare in diverse posizioni, può avere diversi compiti offensivi e difensivi in squadra e questo ci rende molto felici perché ci consente di giocare in modi diversi”.

La Roma spera di ottenere i 10 milioni di euro fissati nel diritto di riscatto con il Benfica a gennaio.