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Rassegna stampa

Stadio, la Roma accelera con il progetto: arriverà a febbraio

Il 2025 sarà l’anno chiave, quello il cui la Roma dovrebbe finalmente iniziare a vedere il nuovo stadio a Pietralata prendere forma. Come scrive La Gazzetta dello Sport, da Trigoria contano di presentare il progetto definitivo entro la fine di febbraio. Insomma, dovremmo davvero essere vicini al passo finale, dove per passo finale si intende dare la palla alle istituzioni.

Dopo la presentazione del progetto, infatti, toccherà alla Conferenza dei Servizi valutarne l’effettiva corrispondenza alle richieste presentate alla Roma nei scorsi mesi. E dopo l’ok conclusivo bisognerà attivare i bandi internazionali per l’appalto dei lavori, di solito sei mesi di tempo. A conti fatti, se tutto dovesse andare veloce potremmo arrivare al sì definitivo a fine anno. Il che vorrebbe dire essere ancora dentro i tempi massimi per inaugurare lo stadio nel 2027, l’anno del centenario del club, considerando che dalla posa della prima pietra sono stati previsti 24 mesi di lavori.

Nel frattempo, però, i costi dell’opera sono sostanzialmente raddoppiati, rispetto ai 570 milioni di euro previsti nel corso dallo studio di fattibilità presentato il 3 aprile del 2022. Adesso, di fatto, i Friedkin hanno messo in preventivo una spesa complessiva di circa un miliardo di euro.

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Calciomercato

Calciomercato Roma, Le Fée verso il Betis in prestito con diritto di riscatto: le cifre

La Roma, oltre a pensare a qualche innesto con il quale rinforzare la rosa, ragiona anche sul mercato in uscita. Come scrive il Corriere dello Sport, tra i calciatori sempre più lontani dalla Capitale c’è Enzo Le Fée. Il Betis Siviglia, infatti, nelle ultime ore sta continuando a trattare con Ghisolfi sulla base di un prestito con diritto di riscatto fissato intorno i 18-20 milioni.

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Le Voci di Retesport

Di Livio a RS: ”Celik grave perdita. Pagherei per vedere segnare Pellegrini”

Angelo Di Livio è intervenuto ai microfoni di Retesport. Di seguito le sue parole.

Celik è una grave perdita: toglierebbe Saelemakers dalla fascia destra, che contro Zaccagni, è sacrificato in quella posizione.

Prosegue Di Livio.

La Roma ha le qualità per poter risolvere la partita nel secondo tempo grazie ai cambi. Pagherei per vedere segnare Pellegrini: per lui sarebbe una vera e propria svolta.

Pronostico? La Lazio è in salute è una squadra alla quale riesce tutto. Il merito è di Baroni: vanno fatti i complimenti al lavoro che stanno facendo. Servirà una Roma perfetta: a tratti nelle ultime partite è stata bella e pimpante ma non bisognerà sbagliare nulla.

Pisilli-El Shaarawy? Partirei più abbottonato con un centrocampista in più. Poi nella ripresa si potrebbe cambiare il match.

Dovbyk? Sa calciare anche di destro e lo ha dimostrato a Milano. Deve migliorare sotto questo punto di vista.

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NEWS

Graziani a RS: ”Derby test giusto per capire se la Roma è guarita. Pisilli-El Shaarawy? Scelgo il Faraone”

Ciccio Graziani è intervenuto ai microfoni di Retesport. Di seguito le sue parole.

Sono contento che arrivi una partita così sentita in questo momento: potremo capire se la Roma è sulla buona strada. Il derby è il test giusto per farci capire se la squadra è guarita.

Lazio? Bisogna avere grande rispetto verticalizzano, corrono si aiutano, insomma i risultati parlano per loro e ci fanno capire quanto siano stati bravi. Sono comunque convinto che la Roma può mettere in difficoltà i biancocelesti perché concedono diversi spazi per attaccare e fare il loro gioco.

Pisilli- El Shaarawy? Preferisco il Faraone c’è bisogno di un calciatore che sappia fare le due fasi. Con El Shaarawy lanceresti un messaggio: noi ci siamo e ce la giochiamo. Pisilli potrebbe subire la partita emotivamente.

Pellegrini? Ranieri gli ha dato una mazzata in conferenza stampa dicendo che non gioca per un problema psicologico. La sua avventura alla Roma credo sia finita.

Pronostico? Non ci prendo mai quindi dico 1-2 per la Lazio (ride ndr)

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Esclusive

Esclusiva RS -Nainggolan: ”Fa male vedere la Roma in questa posizione. Dybala va tenuto”

Nainggolan è intervenuto in esclusiva ai microfoni di Retesport durante ‘1927’. Di seguito le parole dell’ex centrocampista della Roma che ha segnato 2 gol nei derby della Capitale.

Sei in attesa di un’offerta?

Sì ma ormai sto accettando il fatto che il calcio non è basato solo sulla qualità del calciatore ma sull’età. Io fisicamente sto bene mi sto tenendo in forma ma alla lunga è difficile allenandosi da solo senza una squadra.

Radja sull’esperienza in Indonesia.

Sono andato al Bhayangkara per vedere com’era la vita: un’esperienza che mi ha soddisfatto sul piano umano. Non c’era stress nel giocare a calcio. In Indonesia stanno crescendo: Thohir, che è il presidente della federazione calcistica, sta facendo un buon lavoro.

Che effetto ti fa vedere la Roma 10° a 15 punti dalla Lazio?

Fa male. A Roma ho vissuto i miei anni migliori in cui siamo stati sempre in alto in classifica. Da quando sono andato via la squadra giallorossa non ha più giocato la Champions. Credo che la Roma stia migliorando ma ancora è lunga: sono tanti i punti da recuperare e non è facile. Fa strano vedere 3 allenatori che la pensano in maniera diversa: Paredes, a esempio, prima non giocava mentre ora sì, Bove viene lanciato da Mourinho e poi viene ceduto. Edoardo, visto quello che ha fatto a Firenze, non lo avrei mai mandato via. Sono tutte cose strane che non sto capendo.

Esonero De Rossi? Mi ha sorpreso: è la testimonianza dell’incapacità della società. Il club ha fatto 3 anni di contratto a un allenatore che, in quella stagione, aveva fatto meglio di Mourinho raccogliendo tanti punti e poi l’annata successiva è stato cacciato via dopo 4 partite. Insomma è inspiegabile.

Quale è stato il derby che ti ha fatto godere di più?

Il bilancio è sempre stato positivo. Erano partite che ti caricavano sempre di più. Noi siamo riusciti a guadagnarci la capienza dello stadio mentre ora l’ambiente è differente, soprattutto dopo l’arrivo di Mourinho, l’Olimpico è sempre pieno anche contro squadre di basso livello: ciò testimonia l’amore dei romanisti.

Hai esordito in Serie A con Allegri credi sia l’allenatore giusto per la Roma del futuro?

Non lo so perché Roma non è una piazza facile. È un ambiente che, comunque, ti dà qualcosa in più e anche Dybala, che ha giocato nella Juventus, se ne è accorto.

Prosegue Radja.

Ho giocato tanto partite lesionato per dare un messaggio ai compagni di squadra. La cosa più importante è dare tutto in campo, poi ognuno gestisce la propria vita come ritiene più opportuno.

Cessione all’Inter? Monchi all’epoca fece il doppio gioco. Io mi sentivo uno dei capitani e lui mi faceva sentire importante ma alle spalle mi stava vendendo. Io non me ne sarei mai andato via ma per me l’essere uomo è più importante di ogni altra cosa. Avessi saputo che avrebbe lasciato il club dopo 6 mesi sarei rimasto anche perchè avevo 3 anni di contratto. Monchi voleva vincere alla Roma mandando via tutti i calciatori presi da Sabatini.

Pellegrini? All’epoca era giovane e si doveva inserire nella squadra ma lottava per entrarci dentro. Non lo conosco come un calciatore che soffre troppo la pressione, forse la fascia gli sta pesando.

Mancano dei leader in questa Roma? I leader sono quelli che ti tirano fuori dalle difficoltà. Leader non significa alzare le braccia quando c’è una rissa in campo e farsi vedere nei momenti dove ci sono dei confronti caldi durante la partita come fa spesso Mancini: quello è solo un aspetto dell’essere leader. Noi senza parlare ci guardavamo negli occhi e già sapevamo cosa fare: credo che questa cosa manchi all’attuale Roma.

Liverpool? Salah ci fece male. Anfield è stato l’unico stadio, al netto dell’Olimpico, in cui ho avuto i brividi e mi sono cag*to sotto.

Dybala? Se sta bene fa la differenza: è un giocatore che devi sempre tenere.

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APPROFONDIMENTI

Roma, l’ultima vittoria in un big match di Serie A risale al derby del 6 aprile

La Roma quando si alza il livello dell’avversario fatica a vincere. Il problema persiste da tante stagioni e anche Ranieri non ha trovato la cura giusta: 1-1 a San Siro contro il Milan, e due sconfitte con Napoli (1-0) e Atalanta (0-2). La Lazio, dopo 18 partite, ha accumulato un vantaggio di 15 punti sui giallorossi: una distanza siderale che evidenzia la differenza momentanea tra le due formazioni.

Sir Claudio, però, sa che la stracittadina non vive di logica ma è completamente irrazionale: ”Il derby fa sempre storia a sé: si azzera tutto. Forse sono retorico, ma ogni derby è a sé. Non conta la classifica, non conta nulla. Dopo il fischio dell’arbitro, ci saranno diverse partite nella partita”.

L’ultima vittoria della Roma in un big match di Serie A, infatti, risale proprio al derby della scorsa stagione: 1-0 con gol di Mancini che, al termine della gara, ha festeggiato sventolando una bandiera con i colori della Lazio e al centro un ratto. Successivamente quasi solo delusioni: 4 pareggi e 7 sconfitte.

I calciatori giallorossi, domenica alle 20:45, devono dare una risposta a Ranieri e a loro stessi: tornare protagonisti anche quando aumentano pressioni e qualità dell’avversario. La Roma necessita di una vittoria importante per iniziare il 2025 con una marcia diversa rispetto all’anno solare appena concluso.

ULTIME 11 PARTITE CONTRO INTER-JUVENTUS-MILAN-NAPOLI-ATALANTA-FIORENTINA-BOLOGNA

Milan-Roma 1-1

Roma-Atalanta 0-2

Napoli-Roma 1-0

Roma-Bologna 2-3

Fiorentina-Roma 5-1

Roma-Inter 0-1

Juventus-Roma 0-0

Atalanta-Roma 2-1

Roma-Juventus 1-1

Napoli-Roma 2-2

Roma-Bologna 1-3

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NEWS

Baroni: ”Derby equilibrato contro una squadra forte che dall’arrivo di Ranieri segna il doppio. Non ci snatureremo”

Marco Baroni, a due giorni dal derby contro la Roma, ha parlato in conferenza stampa. Di seguito le dichiarazione del tecnico della Lazio.

Tralasciando l’aspetto tecnico, quali sono le sue emozioni per il suo primo derby?
“Si vive per queste partite, per queste gare, sono meravigliose perché c’è dentro tutta la passione e noi, non solo io e la squadra, dobbiamo avvicinarci a questa gara con tutta la gioia che deve esserci”.

Arrivate al derby con 15 punti di vantaggio: cosa cambia?
“Giochiamo questa partita domenica e non due mesi fa. Nelle ultime cinque partite, la Roma e la Lazio hanno fatto gli stessi punti. Da quando c’è Ranieri, la Roma ha segnato il doppio. Sarà una sfida equilibrata contro una squadra pericolosa e, proprio per questo, ancora più bella”.

La partita è molto sentita dall’ambiente, ci possiamo aspettare una Lazio più prudente?
“Credo che la squadra non debba mai snaturarsi perché nel momento in cui lo fai, perdi qualcosa. Sappiamo benissimo della difficoltà e della bellezza della partita, ma dovremo giocare da Lazio contro un avversario forte senza snaturarci”.

Che clima si respira nello spogliatoio?
“Queste partite si preparano tutti insieme, dentro c’è tutta la passione di una città, la passione delle tue tifoserie. Quando si vive di passione, c’è la bellezza. La passione, a volte, ti porta al dolore ma noi dobbiamo avvicinarci con gioia al match, è una partita bella”.

Cos’è il derby per lei?
“Il derby è il derby, è come dire che il Natale sia un giorno come gli altri ma non è vero. Sappiamo benissimo che sarà la partita che la squadra, sia nell’avvicinamento che poi nell’affrontarla, dovrà farla con attenzione senza snaturarci”.

Il suo passato alla Roma?
“In questo momento c’è tanta Lazio, voglio guardare al presente. Le esperienze che ti porti dietro ti aiutano, ma io voglio guardare avanti. Ho una grande opportunità, anche se domenica saremo fuori casa il tifoso laziale si farà sentire, non siamo mai fuori casa e li sentiamo dentro. Da questo punto di vista, una delle bellezze della partita è questa”.

Che messaggio ha dato alla squadra?
“Si gioca tutti insieme, anche chi subentra. I giocatori non contano mai prima in gare come queste, ma dopo. Tutti insieme si va dentro queste partite”.

Domani allenamento a porte aperte a Formello, cosa prova? All’inizio della sua avventura alla Lazio ha detto che la sua squadra si sarebbe fatta trovare pronta al derby, sente di non dover deludere i tifosi?
“Questo non cambia niente, affronteremo un avversario che sta bene e solido. Parlo sempre di prestazione, la prestazione deve essere sempre lì davanti a noi e non dobbiamo mai sbagliare da questo punto di vista, dobbiamo restare compatti. Fosse per me, le porte aperte sono la cosa più bella, è un regalo che vogliamo fare ai nostri tifosi, questa vicinanza fa parte della passione di cui ho parlato prima. A volte si soffre, ma la cosa più importante è regalare questo sentimento”.

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Calciomercato

Calciomercato Roma: interesse per Frattesi. Non si pensa a uno scambio con Pellegrini

Arrivano ulteriori conferme sull’interesse concreto della Roma per Davide Frattesi. Come scrive Gianluca Di Marzio, il classe 99′ è un obiettivo dei giallorossi e l’ex Sassuolo è disposto ad ascoltare un’eventuale offerta perché non è contento dello spazio che sta avendo all’Inter. La società nerazzurra non ha intenzione di cedere Frattesi a gennaio e la valutazione è elevata, visto l’investimento della scorsa estate. La Roma, comunque, non valuta un eventuale scambio con Lorenzo Pellegrini.

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Ranieri: ”Celik ha la febbre. Derby partita a sé, non conta la classifica. Pellegrini? Soffre i tifosi”

Claudio Ranieri, a 2 giorni da Roma-Lazio, ha parlato in conferenza stampa.

Sono tutti a disposizione, a parte Cristante? E cosa rappresenta per lei il derby, in questo momento?

“Sono recuperati tutti, tranne Celik che ha la febbre e vediamo se domani avrà sfebbrato. Il derby per me rappresenta la stracittadina, è una partita clou, che uno sente ancora di più. La classifica parla chiaro, loro hanno fatto un girone d’andata stratosferico, eccezionale, giocano molto bene, in velocità, con pochi tocchi. Sono una squadra temibilissima… Dall’altra parte il derby è il derby e fa sempre storia a sé”.

Il mese di dicembre cosa vi ha detto? E poi: un suo ricordo da tifoso di un derby? Qual è il suo derby?

“Da ragazzo andavo in Curva Sud. Trequarti era romanista, un quarto laziale. Tutti aspettavano Dante, il capotifoso, con lui iniziavano i cori. Ricordo i cori. C’erano gli sfottò, non c’era tutto quello che poi è successo nel corso degli anni. Sul mese di dicembre, ci ha fatto capire che siamo squadra, è un mese che ci ha ricompattato, abbiamo dei difetti e lavoriamo per eliminarli, ancora non siamo al cento per cento sotto questo aspetto, però abbiamo rimesso la nave in navigazione. Dove potrà arrivare, onestamente, è difficile da dire. Si può solo garantire di dare il massimo in ogni frangente, in ogni partita”.

Nel derby di domenica la Roma gioca solo per la sfida cittadina, vale più per i tifosi che per la squadra. Questo fatto la tranquillizza o no?

“E se vale solo per i tifosi, allora vale anche per me. Per cui no, non mi tranquillizza, mi dà l’emozione di sempre. Il derby è il derby. Come dall’altra parte ci tengono e vogliono vincere la gara, così da questa parte ci teniamo e vogliamo vincere la gara. Per voi che scrivete, avete vissuto altro tipo di stracittadine, ma il derby è il derby: si azzera tutto. Si gioca sempre con determinazione e voglia di far bene. L’agitazione non è una buona motivazione. La motivazione è nella consapevolezza della forza dell’avversario, della tua forza e cercare di fare quello che si può per vincere”.

Domenica potrebbero esserci diversi debuttanti nel derby. È un vantaggio o uno svantaggio?

“Credo sempre che il vantaggio sia mettere dei giocatori che stiano bene fisicamente, che facciano reparto e squadra. L’importante è che stiano bene fisicamente, moralmente, che siano in connessione l’uno con l’altro. È quella la mia ricerca”.

Lei ha sempre parole di grande affetto per Pellegrini: le ha avute anche nella recente intervista alla Gazzetta dello Sport. Perché non lo fa giocare? È un motivo tecnico?

“È solo una considerazione psicologica. Tecnicamente, come dico sempre, è uno dei migliori centrocampisti in Europa. Sono pochi i centrocampisti che fanno gol e chi li ha dovrebbe tenerseli stretti. Lui soffre questo fatto dei tifosi. Io devo tener presente se un giocatore se ne fa carico o se gli scivolano via. Lui si carica tutti i problemi, è questo il suo peccato. Dovrebbe giocare con naturalezza, come era abituato a fare. Solo così può tornare il giocatore che è. Si porta dei macigni dietro. Se fa mezzo errore lui, viene caricato di negatività e responsabilità. Se lo fa il beniamino del pubblico, non succede niente. Devo tener presente questo. Il giorno che lo vedrò sereno, lo metterò in campo. Come non ho avuto problemi a metterlo a San Siro, dove stava per fare gol. È quello che dico, lui ha la capacità di entrare in area e fare gol al momento giusto”.

Sta pensando a qualcosa di particolare sulle corsie esterne?
“La squadra di Baroni ha trovato il suo bandolo della matassa. Sono bravi sugli esterni, sono bravi centralmente, giocano in velocità, ripartono ogni volta mille all’ora. Tengo in considerazione tutto. Come sono convinto che Baroni terrà in considerazione le qualità della Roma”.

Analogie con il derby del novembre 2010?

“No, nella gestione del gruppo i derby si caricano da soli. Sono i tifosi che te lo fanno vivere nelle loro manifestazioni. Noi abbiamo aperto il Tre Fontane per dare il buon anno, la gente l’ha sentita come uno stimolo per il derby. Noi lo abbiamo fatto per i nostri tifosi e per le famiglie. Non dovevano darci un di più: in ogni partita ci trasmettono il loro calore. Comunque, sì, loro sono lassù, sono in Champions League, è logico che loro abbiano la consapevolezza di volerci arrivare. Vogliono restare lassù. Forse sono retorico, ma ogni derby è a sé. Non conta la classifica, non conta nulla. Dopo il fischio dell’arbitro, ci saranno diverse partite nella partita”.

Conterà la sua esperienza nel derby?
“Non credo che sia determinante, lui mette il pilota automatico, la Lazio va con il pilota automatico, bisogna riconoscerlo. Sentirà la bellezza del derby da allenatore. C’è una responsabilità diversa da giocatore ad allenatore, ma tutto qua. Lui gioca con il pilota automatico”.

Nelle ultime settimane sembra ci sia un riavvicinamento dei tifosi: per lei è già pace fatta?
“Siamo tutti uniti: proprietà, massaggiatori, magazzinieri, staff medico, per fare bene. Anche i tifosi stanno facendo la loro parte. Abbiamo fatto Pace? La Roma non si discute e si ama e io continuerò ad amarla nel bene e nel male. Ricordo da bambino che il presidente fece la colletta e i tifosi diventarono soci vitalizi. I Friedkin ci hanno messo tanti soldi, sarebbe ora di dargli qualche soddisfazione”.

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Hummels: ”Lazio forte ma se riusciamo a vincere il derby possiamo arrivargli sopra”

Mats Hummels, ha rilasciato un’intervista a Il Messaggero, che uscirà in maniera completa domani mattina. Il difensore tedesco ha parlato del derby contro la Lazio. Di seguito le sue dichiarazioni.

Cosa ne pensa Hummels del derby di domenica?
“Ho visto diverse partite della Lazio anche per cercare di capire il divario in classifica. Sappiamo che sono forti. Chi mi preoccupa in particolare? Non porrei l’accento sul singolo perché è una squadra che si basa sul collettivo, hanno tanti calciatori che vanno in gol e a essere onesti meritano il vantaggio che hanno. Domenica però vogliamo vincere per iniziare a ridurre il gap. Sono convinto che se ci riusciamo possiamo ancora arrivare sopra a loro”.