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Roma, 24 tiri dall’interno dell’area contro Inter e Plzen ma il gol non arriva

“Moscia nelle conclusioni, quello sì, c’è gente che non segna da tanto tempo e bisogna farsi un esame di coscienza e chiedersi come mai”. Gasperini dopo la partita ha nuovamente battuto su un punto: le difficoltà palesi degli attaccanti o comunque di tutti i calciatori offensivi a realizzare quanto la squadra crea.

E qui c’è già una netta differenza rispetto alle primissime gare di questa stagione. Laddove all’inizio la squadra, anche per una condizione fisica ancora non al top, faticava a trovare la via della conclusione, da Firenze in poi soprattutto a cominciare a creare un numero nitido di palle gol purtroppo vanificate dai soliti noti.

Solo nelle ultime due sfide contro Plzen e Inter, dunque contro una buona squadra ceca (quarta nel proprio campionato) e una big d’Italia e d’Europa, la formazione di Gasperini ha tirato complessivamente 34 volte verso la porta, con ben 13 tiri nello specchio.

Ma i dati allarmanti sono due: 24 conclusioni da dentro l’area di rigore, dunque nello spazio degli ultimi sedici metri con un xG di 4.45. Ergo i giallorossi rispetto solo a queste conclusioni avrebbero dovuto segnare quasi 5 gol. Ne è arrivato 1, su rigore che è fuori da questa statistica.

Sul banco degli imputati non solo i due centravanti, ma anche Dybala che nel 2025 è a secco di gol su azione da febbraio, El Shaarawy che ieri sera ha mostrato una gamba frizzante ma è caduto nei difetti storici delle solite conclusioni a giro un po’ telefonate, passando per gli inconcludenti Baldanzi, Pellegrini e Soulè – che nelle ultime due sfide ha notevolmente abbassato il suo rendimento tecnico – per finire a Bailey che ha almeno la parziale scusante di aver iniziato da pochissimo a lavorare con la squadra.

Se la problematica si estende a macchia d’olio agli altri reparti, bisogna inevitabilmente puntare il dito anche contro i centrocampisti che non segnano in nessun modo e sembrano quasi non riuscire a provarci, visto che non si ricordano tiri verso la porta di Konè, El Aynaoui e dello stesso Cristante salvo, nel suo caso, gli inserimenti sui calci piazzati.

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Roma-Viktoria Plzen: Gasp tentato dal rilancio di Dovbyk che ha giocato appena il 36% dei minuti a disposizione

Gasperini è tentato di rilanciare Artem Dovbyk dal primo minuto. Il centravanti ucraino, dopo il gol sbagliato a porta vuota contro l’Inter, potrebbe avere una chance dall’inizio, a differenza di quanto accaduto nelle ultima partita. Il tecnico di Grugliasco ha bisogno di recuperare almeno uno dei due centravanti a disposizione e sembra intenzionato a riporre fiducia nell’ex Girona. Il Viktoria Plzen non è un avversario insormontabile e potrebbe rappresentare una buona occasione per sbloccarsi definitivamente. Il gol segnato contro l’Hellas Verona, invece, di accelerare la sua crescita l’ha bruscamente rallentata: 2 rigori parati con il Lille, un gol sbagliato da pochi metri al Franchi e uno a porta vuota di testa contro l’Inter. Un curriculum disastroso.

Gasperini è cosciente dell’importanza della partita di questa sera con il Viktoria Plzen: ”Servirà far vedere di avere valore in attacco, e realizzare meglio. Dovbyk e Ferguson? Per tutte le squadre in attacco si alterna e si ruota spesso”. Insomma il reparto offensivo deve alzare i livello delle proprie prestazioni. Le luci dei riflettori saranno puntate soprattutto sul centravanti ucraino.

Dovbyk, nelle prime 9 gare della stagione, ha disputato appena 292 minuti, ossia il 36,04%: un gol e un assist. Il classe 97′, rispetto alla scorsa stagione, ha perso le chiavi dell’attacco e i numeri non lasciano spazio ad analisi diverse. L’ex attaccante del Girona aveva già accumulato 719 minuti (88%), più del doppio di quest’anno, segnando 4 reti e servendo un assist: Genoa, Udinese, Monza e Athletic Club le vittime. In Spagna, invece, si era fermato a 433 minuti (53,4%) arricchiti da 3 gol e 2 passaggi vincenti. Gasperini spera di far ritrovare a Dovbyk il killer instinct che lo ha contraddistinto, soprattutto in patria e in Liga.

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Viktoria Plzen, i precedenti contro le italiane in trasferta non sorridono: i numeri

La Roma, alle 21:00, ospiterà allo stadio Olimpico il Viktoria Plzen di Martin Hysky. I giallorossi reduci dalla sconfitta con il Lille (0-1), nell’ultima partita di Europa League, devono recuperare il terreno perso. I capitolini, infatti, hanno solo 3 punti che gli consentono di piazzarsi in 15° posizione a -1 dalle prime 8 che eviteranno eventuali playoff. La squadra ceca ha vinto 3-0 con il Malmö e ha pareggiato in casa del Ferencváros (1-1), un buon avvio a differenza di quanto accade in campionato. La formazione di Hysky, subentrato a Koubek, è già distante 8 lunghezze dalla vetta della classifica con soli 19 punti in 12 match.

Gasperini, però, è stato chiaro in conferenza stampa: vietato sottovalutare qualsiasi avversario in Europa. Il tecnico di Grugliasco ha alzato il livello dell’attenzione: ”Attenti, giochiamo contro squadre che è vero che conosciamo poco, ma il calcio italiano ha grandi difficoltà. Abbiamo grandissime difficoltà. E anche un pizzico di presunzione quando affrontiamo queste squadre. Noi che le guardiamo un po’ di più dobbiamo stare attenti a giocare ogni partita perché ogni gara ha le sue complicazioni. E dall’altra parte c’è sempre gente che viaggia. Sul piano tecnico, inoltre, non sono così indietro. Anzi, può essere anche l’occasione per vedere dei giocatori un po’ meno conosciuti, che però ci stanno veramente bene. Ogni partita va presa con le pinze. La gara di domani è una di quelle in cui hai tutto da perdere e nulla da guadagnare”.

Roma-Viktoria Plzen, i precedenti dei cechi contro le italiane

Sono 18 i precedenti tra il Viktoria Plzen e le squadre italiane, di cui 4 proprio con la Roma: 3 vittorie, 5 pareggi e 9 sconfitte. I giallorossi sono usciti dallo stadio Olimpico sempre con il sorriso: 4-1 nel 2016 e 5-0 due anni dopo in Champions League. Tendenza diversa in Repubblica Ceca dove i capitolini non hanno mai vinto (1P, 1S).

Il Viktoria Plzen, oltre alla Roma, ha affrontato altri 7 club italiani: Napoli (2V), Milan (1P, 1S), Inter (2S), Lazio (1P, 1S), Fiorentina (1P, 1S ai supplementari), Juventus (1P, 1S) e Padova (1P, 1S). In trasferta poche gioie per la formazione ceca: in 9 partite, l’unico successo risale alla stagione 2012-13 contro il Napoli (0-3), grazie ai gol di Darida, Rajtoral e Tecl. Nelle altre 8 gare solo 2 pareggi (Lazio 1-1), di cui uno tramutato in sconfitta nei tempi supplementari contro la Fiorentina, e 6 sconfitte, spesso pesanti: 5-0 e 4-1 con la Roma, 4-0 con l’Inter, 5-1 con la Juventus e 5-0 con il Padova.

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Meler, dal cazzotto in Turchia al ‘peggior rigore della storia’: Rosetti azzarda un’altra designazione al limite

Alla lettura del comunicato dell’UEFA relativo alla designazione arbitrale della sfida di domani sera, Gian Piero Gasperini certamente avrà avuto più di un sussulto.

Il designatore Rosetti, che in questi anni da Taylor in giù è più volte divenuto protagonista nelle cronache giallorosse (spingendo addirittura Ranieri a nominarlo lo scorso anno dopo Porto-Roma), ha scelto l’arbitro turco Meler che lo scorso anno prese una decisione contestatissima nella gara d’andata di Champions tra Brugge e Atalanta.

Il fischietto turco – vittima tempo fa di un’aggressione in campo con tanto di pugno in volto da parte del presidente dell’Ankaragucu – lo scorso anno concesse un calcio di rigore inesistente alla formazione belga, per un leggero colpo di Hien ai danni di Nilsson.

Un episodio che mandò su tutte le furie Gasperini. «L’arbitro deve una spiegazione a tutto il mondo del calcio, non solo a noi» -disse il tecnico di Grugliasco dopo la partita – «Ormai calciatori simulano dì continuo, si buttano, urlano subito. Siamo lontani dallo spirito dal calcio. Si sta eliminando il contatto o non lo si distingue. Ora, toccherà correre e saltare come pinguini». 

Il quotidiano The Athletic addirittura titolò: “Il calcio di rigore peggiore della storia?“. Insomma pare esserci addirittura di peggio rispetto a Taylor, il che è tutto dire…

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Roma-Viktoria Plzen, sarà la quinta volta in Europa: i precedenti

Domani alle ore 21 allo Stadio Olimpico, la Roma ritroverà un avversario ormai familiare nelle coppe europee: il Viktoria Plzen.

I giallorossi e i cechi si sono già incrociati cinque volte tra amichevoli, Europa League e Champions League, con un bilancio favorevole alla squadra capitolina: tre vittorie, due pareggi e una sconfitta.
In assoluto la Roma ha affrontato tre squadre ceche in tutte le competizioni europee: Slavia Praga, Sparta Praga e Viktoria Plzen, con un bilancio complessivo di 5 vittorie, 2 pareggi e 3 sconfitte su 10 precedenti.
Di seguito, la cronistoria degli scontri tra le due squadre.

7.3.2021 Roma vs Genoa (Serie A) Sport; Calcio; Nella foto: Dzeko sorridente (Foto Gino Mancini)

2016: doppio confronto in Europa League

Viktoria Plzen-Roma 1-1 (Plzen, 15 settembre 2016)
Il primo incontro ufficiale tra i due club avvenne nella fase a gironi dell’Europa League 2016/17. Gli uomini di Luciano Spalletti passarono in vantaggio dopo appena quattro minuti con Perotti su rigore, ma gli avversari risposero all’11’ con Bakos.

Roma-Viktoria Plzen 4-1 (Olimpico, 24 novembre 2016)
Nel match di ritorno la Roma dominò in lungo e in largo: tripletta di Džeko e gol di Perotti su rabona, per un 4-1 senza storia. L’unica rete ceca fu firmata da Zeman.


Foto Fraioli

2018: la notte perfetta e l’unico passo falso

Roma-Viktoria Plzen 5-0 (Olimpico, 4 ottobre 2018)
Due anni più tardi le due squadre si ritrovarono in Champions League. La squadra di Eusebio Di Francesco regalò spettacolo ai tifosi dell’Olimpico con una vittoria schiacciante: ancora una volta protagonista Edin Džeko, autore di un’altra tripletta, affiancato dai gol di Ünder e Kluivert.

Viktoria Plzen-Roma 2-1 (Plzen, 12 dicembre 2018)
Nella gara di ritorno arrivò l’unico ko romanista contro i cechi. Kovarik aprì le marcature al 62’, Ünder trovò il pareggio dopo sei minuti, ma al 72’ Chory siglò il definitivo 2-1 che regalò ai padroni di casa i tre punti.

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Gasperini l’alchimista, 7 attacchi diversi in 9 partite: ecco qual è stato il migliore

Gasperini sta sperimentando la proprietà commutativa: cambiando l’ordine degli addendi o dei fattori, il risultato di un’operazione non cambia. Il tecnico di Grugliasco sta variando i calciatori in attacco, sposta alcuni interpreti o rivoluziona completamente il reparto offensivo ma la sterilità di chi ne fa parte rimane pressoché invariata. Ferguson, Dybala, El Shaarawy, Baldanzi, Bailey sono a secco. Gli unici a essersi sbloccati sono Soulé (3), Dovbyk (1) e Pellegrini nel derby. Troppo poco, dato che la Roma ha segnato appena 9 gol in stagione in altrettante partite.

Gasperini è alla ricerca della soluzione migliore per rendere il reparto offensivo un punto di forza come accaduto nelle sue precedenti esperienze all’Atalanta. Jeda, Pavoletti, Gilardino, Borriello, Milito, Zapata, Muriel, Hoijlund, Scamacca, Retegui e De Keteleaere fanno parte di una lista di calciatori che hanno alzato notevolmente il proprio livello con il generale di Grugliasco. Attaccanti abituati a non andare in doppia cifra di gol, che improvvisamente, grazie al lavoro dell’attuale allenatore della Roma, sono riusciti a segnare una quantità industriale di reti. Profili con caratteristiche diverse accomunati da una crescita derivata dal tocco magico di Gasp.

Soulé, al momento, sembra l’unico calciatore dell’attacco giallorosso a beneficiare delle capacita taumaturgiche dell’ex tecnico dell’Atalanta. L’argentino ha segnato 3 gol e ha servito 2 assist partecipando al 55,5% delle reti della squadra. Solo il classe 2003 ha sempre fatto parte dell’attacco titolare schierato da Gasperini. Il tecnico di Grugliasco ha cambiato i 3 calciatori offensivi 7 volte su 9, dati che confermano come sia alla ricerca dell’amalgama giusta.

Gasperini, quanti cambi in attacco: ecco le prove fatte dal tecnico giallorosso

Una delle critiche rivolte a Gasperini, dopo Roma-Inter, è da ricondurre alla scelta di schierare Dybala centravanti, lasciando in panchina Dovbyk e Ferguson. Il tecnico giallorosso sta cercando di mischiare le carte per trovare la combinazione giusta. Una ricerca che va avanti, dati i risultati ottenuti contro la formazione di Chivu.

I tridenti d’attacco più utilizzati da Gasp (2 volte) sono formati da: El Shaarawy, Soulé alle spalle di Ferguson (Roma-Bologna, Pisa Roma) e da Pellegrini al posto del Faraone, mantenendo invariati gli altri due posti del reparto offensivo (Lazio-Roma, Roma-Lille). Il generale di Grugliasco ha schierato dal primo minuto anche un attacco formato da: El Aynaoui, Soulé e Dybala (Roma-Torino), El Shaarawy, Soulé e Dovbyk (Nizza-Roma), Pellegrini, Soulé e Dovbyk (Roma-Hellas Verona), Baldanzi, Soulé e Dovbyk (Fiorentina-Roma), Pellegrini, Soulé e Dybala (Roma-Inter).

La domanda sorge spontanea: qual è stato il trio con cui la squadra giallorossa ha segnato più gol? Al momento il migliore è quello formato da Pellegrini, Soulé e Dovbyk: 3 reti di cui 2 a Nizza (Ndicka, Mancini), seppur non schierato dall’inizio, e una contro l’Hellas Verona (Dovbyk).

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Roma 2° a -1 dalla vetta dopo 7 giornate di Serie A: non accadeva dal 2014-15

La Roma, malgrado la sconfitta contro l’Inter (0-1), è ancora nelle zone alte della classifica. I giallorossi, infatti, sono stati agganciati dalla formazione di Chivu in seconda posizione, posto condiviso anche con il Napoli, a -1 dalla vetta occupata dal Milan. La buona prestazione di sabato ha trasmesso fiducia a Gasperini che era curioso di misurare la propria squadra con una delle migliori del campionato. Il tecnico di Grugliasco ha ricevuto una risposta positiva dai calciatori e ora auspica una crescita continua che porterà risultati di alto livello. ”Siamo convinti, forse per la prima volta, che faremo bene quest’anno. Abbiamo varietà, stiamo recuperando giocatori e soluzioni in attacco. Se tiriamo 10-11 volte dentro l’area con l’Inter è un grande segno. Siamo più convinti adesso, ci siamo misurati con una delle migliori squadre italiane ed europee. Come qualità si può migliorare, mentre puoi ripetere questa intensità come forza, personalità, carattere”.

Roma, un avvio da Champions: ecco da quanto tempo non si era così vicini alla vetta dopo 7 partite

Foto Fraioli

La Roma non raccoglieva 15 punti dopo 7 partite di Serie A dalla stagione 2021-22, la prima di José Mourinho sulla panchina giallorossa. Un inizio tra alti e pochi bassi per Gasperini che sta convincendo la tifoseria capitolina, in parte scettica al suo arrivo. La squadra è in costruzione e ancora deve trovare determinati equilibri in alcune zone del campo, soprattutto in attacco. Un paradosso ma tale è la situazione.

La Roma, comunque, dopo 7 giornate, non era così vicina alla vetta della classifica dal 2014 con Rudi Garcia in panchina (-1). Un anno fa, i giallorossi avevano solo 10 punti e distavano 6 lunghezze dal primo posto e 3 dalla zona Champions. Peggio ancora nel 2023 quando la squadra di Mourinho era ferma a 8 punti a -10 dal Napoli capolista e a -6 dal quarto posto. Gasp quindi è in controtendenza rispetto alle ultime stagioni e spera di replicare quanto fatto nel 2014-15 da Garcia: 2° posizione e Champions League raggiunta.

PIAZZAMENTO ROMA DOPO 7 GIORNATE DAL 2014-15

2025-26 – Roma 2° a 15 punti: -1 dal primo posto

2024-25 – Roma 9° a 10 punti: – 6 dal primo posto, – 3 dalla 4° posizione

2023-24 – Roma 15° a 8 punti: – 10 dal primo posto, -6 dalla 4° posizione

2022-23 – Roma 6° a 13 punti: – 4 dal primo posto, -1 dalla 4° posizione

2021-22 – Roma 4° a 15 punti: – 6 dal primo posto

2020-21 – Roma 4° a 14 punti: – 3 dal primo posto

2019-20 – Roma 5° a 12 punti: -7 dal primo posto, -1 dalla 4° posizione

2018-19 – Roma 10° a 11 punti: – 10 dal primo posto, -2 dalla 4° posizione

2017-18 – Roma 5° a 16 punti: – 5 dal primo posto, a pari punti con la Lazio in 4° posizione

2016-17 – Roma 7° a 13 punti: – 5 dal primo posto, a pari punti con Milan, Chievo e Lazio (4°)

2015-16 – Roma 4° a 14 punti: – 4 dal primo posto

2014-15 – Roma 2° a 18 punti: -1 dal primo posto

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Anomalia Roma, 2° in classifica con un gol fatto a partita: nessuno come i giallorossi nei top 5 campionati

Proseguono le difficoltà in fase realizzativa della Roma. La formazione di Gasperini, contro l’Inter, ha creato più occasioni rispetto ad altre partite di questo avvio di stagione ma non è riuscita a segnare. Valutando il valore dell’avversario, la crescita della squadra giallorossa è tangibile ma il risultato finale è deludente: 0 gol e il mister che impreca in panchina dopo l’errore di Dovbyk di testa a porta vuota. Un problema atavico in casa Roma.

Ranieri ad aprile parlava così dell’attacco:‘State scrivendo, giustamente, che la Roma segna poco. Per il prossimo anno, quindi, dobbiamo prendere calciatori che sappiano fare gol“. Detto ma non fatto. Un paradosso avendo un allenatore come Gasperini che ritiene fondamentale la fase offensiva e gli interpreti che ne fanno parte. Al momento gli unici due volti nuovi in attacco, Ferguson e Bailey, per motivi diversi, ancora non hanno segnato. Il tecnico spera di inserire velocemente l’esterno giamaicano:‘È un giocatore con caratteristiche diverse. L’ho buttato dentro un po’ così, ieri ho ricevuto l’ok dei medici e oggi ha fatto uno spezzone. È un giocatore che va inserito, ma le sue caratteristiche ci saranno utili. Non ha ancora fatto una partitella insieme a noi in allenamento, ma siamo convinti che ci darà una mano”.

La Roma ha segnato appena 7 gol in altrettante partite di Serie A: la media è facile, uno a match con una proiezione di 38 reti a fine campionato. Una misera. Malgrado la squadra giallorossa fatichi a essere prolifica sotto porta, è 2° in classifica insieme a Napoli e Inter a un solo punto dal Milan capolista. Un’anomalia, dati i numeri in fase realizzativa.

Nei top 5 campionati, infatti, nessuna squadra con una media di un gol fatto a partita è così avanti in classifica: l’Athletic Bilbao è la migliore e si staglia in 7°/8° posizione con 14 punti in 9 match. Seguono Amburgo 11°, (8 punti in 7 gare), Aston Villa 11° (12 punti in 7 partite), Getafe 12° (11 punti in 9 match) e Fulham 14° (8 punti in altrettante sfide di Premier).

Gasperini, dopo la prestazione contro l’Inter, è comunque fiducioso: ”Siamo convinti, forse per la prima volta, che faremo bene quest’anno. Abbiamo varietà, stiamo recuperando giocatori e soluzioni in attacco”. Il pensiero fisso dell’allenatore è sempre lo stesso: avere più risorse possibili in fase offensiva per rendere la squadra più forte e competitiva.

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Roma, un solo gol dai centravanti in tutte le competizioni: nessuna squadra di Serie A ha fatto peggio

Una sconfitta e tanti rimpianti. Ecco la sintesi di Roma-Inter, match terminato 0-1 frutto del gol di Bonny al 6° minuto di gioco. La formazione giallorossa ha creato i presupposti per pareggiare ma è stata imprecisa e poco efficace: 11 tiri dall’interno dell’area di rigore e 5 conclusioni in porta non sono bastate per superare Sommer. I capitolini hanno prodotto 1,6 gol attesi senza segnare, in Serie A non accadeva dal 18 settembre 2022 contro l’Atalanta. Ecco da dove deriva il rammarico di Gasperini e dei tifosi giallorossi che speravano in un risultato diverso, soprattutto dopo aver visto Dovbyk sbagliare di testa un gol già fatto a porta vuota.

Siamo convinti che meritavano qualcosa in più ma questo è il calcio. Quando tiri 11 volte da dentro l’area è veramente tanto, da dentro l’area le percentuali di realizzazione sono molto alte. Credo che la differenza sia stata nelle conclusioni, nella capacità di tiro, ci siamo arrivati vicino diverse volte. Il risultato, più che dalle altre cose, è stato determinato da questo: ci è mancata forza, precisione e conclusione”. Parola di Gasp.

Dovbyk-Ferguson deludono Gasp: un solo gol in 9 partite come Bologna, Verona e Pisa

Foto Fraioli

La Roma, per la 3° volta in stagione, perde allo stadio Olimpico senza segnare. Insomma nel 33,3% delle partite, i giallorossi non sono riusciti a superare il portiere avversario. Numeri che non avrebbero nulla a che fare con una squadra di Gasperini, eppure è così. I capitolini hanno raccolto 5 punti in più rispetto alla scorsa stagione segnando un gol in meno: 7 reti in altrettante partite, non accadeva dal 2010.

Dovbyk e Ferguson sono la grande delusione. Il centravanti ucraino potrebbe essere definito uno ‘scarabocchio calcistico’, ossia non si riesce a capire cosa sia in questo momento. Difficile interpretare le sue prestazioni anonime, dopo l’unico gol segnato in stagione contro il Verona. Performance insipide a cui si aggiungono errori marchiani: 2 rigori consecutivi sbagliati con il Lille, un tiro da pochi metri mandato fuori al Franchi e un colpo di testa sparato alto a porta vuota contro l’Inter. Tanti pezzi di un puzzle che, incastrati, formano un’immagine horror.

L’altro centravanti a disposizione di Gasperini, dopo un buon inizio, sembra sparito. Ferguson, infatti, contro l’Inter, per la 4° volta in stagione, è partito dalla panchina e nei minuti finali non è riuscito ad aggiungere nulla all’attacco giallorosso. Il centravanti irlandese è ancora a secco di reti con la maglia della Roma, l’unica azione degnata di nota in cui ha partecipato a un gol rimane il passaggio decisivo a Soulé nella trasferta di Pisa, 2° giornata di campionato. Troppo poco.

Analizzando le squadre della Serie A, in tutte le competizioni e quindi in 9 partite, nessuna ha dei centravanti che hanno fatto peggio. Solo le punte di Bologna (Castro), Hellas Verona (Orban) e Pisa (Nzola), come quelle della Roma, hanno segnato appena un gol nelle prime 9 gare stagionali.

Gasperini, già giovedì con il Viktoria Plzen, spera di trovare la soluzione giusta per rilanciare almeno uno dei centravanti che sicuramente fino a gennaio avrà a disposizione. Nella sessione invernale di calciomercato potrebbe arrivare un aiuto, ma prima c’è la necessità di trovare i gol di chi ora veste la maglia della Roma. Tra qualche mese potrebbe essere troppo tardi…

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Bailey scalda i motori: “Pronto finalmente ad aiutare la squadra”

Leon Bailey ha assaggiato la passione del pubblico romanista sabato sera contro l’Inter. “Atmosfera unica”, ha scritto sui social dopo la sconfitta contro i nerazzurri.

Il giamaicano finalmente è tornato a giocare, dopo lo sfortunato esordio della sua avventura romanista. Sceso infatti dall’aereo a metà agosto e firmato il contratto con la Roma (guadagnerà 3.3 milioni annui) Bailey si è infortunato gravemente al termine del suo primissimo allenamento.

Il percorso di recupero è stato particolarmente lungo, anche più di quanto si aspettasse lo staff giallorosso e Gasp, dopo aver detto che sarebbe stato realmente pronto entro una decina di giorni, sabato sera a sorpresa l’ha buttato dentro negli ultimi venti minuti.

Nulla di trascendentale, però Bailey ha già mostrato due caratteristiche che potrebbe far molto comodo all’attacco, fin qui asfittico dei giallorossi: la duttilità, perchè ha giostrato inizialmente sulla sinistra per poi esser dirottato sulla fascia destra; l’imprevedibilità. Tra le linee è un calciatore che rispetto a tutti gli altri della rosa (forse escluso Soulè) ha nel gioco di gambe e la rapidità d’esecuzione quando punto l’uomo, la sua forza migliore.

“Ovviamente non posso essere felice, perché il risultato non è stato a nostro favore, ma posso dire di essere contento per essere rientrato. Spero di poter aiutare molto la squadra.” – ha dichiarato felice al termine della sfida contro l’Inter: “Non è stato un inizio fortunato per me, ma ora sono rientrato dall’infortunio e spero di potermi inserire in questa squadra e aiutarla a progredire nella giusta direzione, come so che questi calciatori sono in grado di fare. Ma il cammino è ancora lungo, dobbiamo restare positivi: la prossima partita arriverà presto. Dobbiamo concentrarci su quella e dimenticare questa partita il prima possibile ,perché dobbiamo solo guardare avanti”.