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Roma, la miglior difesa è garanzia di risultati: dal 2000-01 nel 84% delle stagioni si è vinto il campionato

La Roma si presenta alla 9° giornata di Serie A contro il Parma in vetta alla classifica insieme al Napoli a 18 punti. Ai giallorossi non accadeva dal 2013, ma Paulo Dybala, uno dei leader dello spogliatoio, ha predicato calma: ‘Il primo posto si vive con tranquillità, lo sapevamo prima della partita vedendo gli altri risultati. Il campionato è lunghissimo, sono tre punti importanti anche per le sconfitte subite nelle scorse gare”.

L’ambizione della squadra capitolina è di tornare in Champions League. L’ultima partita giocata nelle competizione europea più nobile risale al 6 marzo 2019 in casa del Porto (3-1, ai tempi supplementari). Troppo tempo. Tutto ciò che potrebbe arrivare in più sarebbe di guadagnato. Stiamo cercando di costruire, spero di farlo subito quest’anno perché non ho voglia di perdere tanto tempo a pensare agli anni successivi”. Gasperini ha messo nel mirino la qualificazione in Champions che è sinonimo di ricavi maggiori, calciomercato più ambizioso e crescita più veloce.

Classifica alla mano, la strada intrapresa dalla sua squadra è quella giusta. La Roma ha la miglior difesa della Serie A e dei top 5 campionati europei con appena 3 gol subiti, dati che in Italia hanno un significato specifico. Dal 2000-01, infatti, solo la Fiorentina (6°), con il portiere meno perforato del torneo, non si è piazzata tra le prime 4. Nelle ultime 25 edizioni della Serie A, quindi, nel 96% dei casi, avere una difesa d’acciaio è stato sinonimo di Champions League. Per i più ambiziosi, però, indica anche altro. La miglior difesa del campionato 21 volte su 25 (84%) ha rappresentato il tassello principale per vincere lo scudetto.

Solo nel 2000-01 (Juventus, 2° posto), 2003-04 (Roma, 2° posto), 2006-07 (Fiorentina, 6° posto) e 2019-20 (Inter, 2° posto) la squadra che ha subito meno reti non è arrivata prima in classifica.

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La Roma migliora la mira ma non l’efficacia: i numeri e lo step da fare contro il Parma

La Roma vince e convince contro il Sassuolo al Mapei Stadium. La rete di Paulo Dybala ha permesso ai giallorossi di ottenere il 6° successo in campionato, il 4° in trasferta. La squadra di Gasperini ha creato i presupposti per segnare più di una rete ma la poca determinazione sotto porta sembra non voler lasciare la squadra giallorossa.

‘In attacco sto cercando di trovare delle soluzioni perché è stato il punto meno prolifico della squadra. Noi vogliamo migliorare e facciamo degli esperimenti durante la partita. Stiamo cercando le soluzioni migliori. A volte non otteniamo i risultati sperati, ma ci arriveremo”. Parola di Gasp. Il tecnico di Grugliasco, comunque, al Mapei Stadium ha potuto apprezzare una manovra offensiva di reparto, più corale rispetto ad altri match. La richiesta del mister alla vigilia della partita è stata soddisfatta: ”Dobbiamo giocare di reparto in attacco, così come in difesa, giocando sulle posizioni, sui movimenti, sugli smarcamenti. Dobbiamo andare dentro l’area, dobbiamo andare a chiudere, bisogna fare molte cose. Come si ha un’organizzazione difensiva, la si può avere anche nel gioco di attacco”.

La Roma ha calciato 8 volte in porta, match in cui la squadra ha impegnato di più il portiere avversario con il 53,3% delle conclusioni (8 su 15) che hanno centrato lo specchio, mai così bene in stagione. Solo in altre due occasioni la squadra giallorossa ha raggiunto la soglia del 50% di tiri in porta: Pisa (0-1) e Verona (2-0) le vittime. In aggiunta, i capitolini contro il Sassuolo hanno ricevuto solo una conclusione che ha impensierito Svilar, dato migliore della stagione al pari di quanto fatto in casa del Nizza.

Domani Gasperini spera di continuare a vedere i progressi della propria squadra soprattutto in fase realizzativa. A Sassuolo è migliorata la mira ma l’efficacia è rimasta bassa. Con il Parma bisogna fare un altro step introducendo convinzione, vigore e determinazione.

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Roma, quattro ipotesi di tridente contro il Parma

Domani la Roma affronterà il Parma all’Olimpico in un match che deve necessariamente riportare i giallorossi alla vittoria tra le mura amiche dopo oltre un mese.

L’obiettivo è anche quello di conservare la testa della classifica, aspetto che se dovesse verificarsi proietterebbe, statisticamente, la Roma indietro nel tempo alla stagione 2013-14′ come ultima volta in ordine di tempo.

Per farlo l’obiettivo di Gasp è continuare a spingere a livello offensivo per trovare una maggiore prolificità. La Roma nelle ultime partite ha costruito molto di più rispetto alle prime gare ufficiali di questa stagione, sintomo che il gruppo stia realmente memorizzando determinati meccanismi.

Ma quale sarà il tridente offensivo che il tecnico sceglierà per superare ‘il muro’ di Cuesta? A sentire parlare il mister, Dybala dovrebbe partire dall’inizio. Domenica scorsa infatti dopo la sfida di Reggio Emilia, Gasp ha sottolineato che la Joya sta bene e che avrebbe potuto proseguire ma lo ha sostituito perchè deve giocare mercoledì.

Ergo l’argentino dall’inizio con Soulè al posto di Bailey insieme a Cristante incursore è una prima ipotesi.

Una seconda invece potrebbe rivedere Pellegrini dal 1′ minuto. L’ingresso in campo a Reggio Emilia è stato molto positivo e qualora Gasp scegliesse di dare una nuova chance al numero 7 dall’inizio, Cristante scalerebbe in mediana, con Dybala e Soulè o Dovbyk.

Perchè difficilmente contro squadre che difendono a tre come si preannuncia il Parma di Cuesta, Gasperini ha storicamente rinunciato al centravanti. Quindi un’altra soluzione potrebbe essere Pellegrini-Dybala o Soulè a sostegno del centravanti ucraino.

Più defilati nelle gerarchie Baldanzi, El Shaarawy (che potrebbe giocare come laterale di sinistra al posto di Tsimikas) e Ferguson.

Se dovesse invece decidere di lasciare dall’inizio a riposo Dybala, Gasp potrebbe optare anche per un tridente particolarmente frizzante composto da Bailey-Soulè-Dovbyk.

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Cuesta prepara il ‘muro’ e Gasp pensa a come abbatterlo: il focus

“In casa forse facciamo più fatica perchè spesso chi affrontiamo alza dei muri complicati da valicare per noi in questo momento rispetto alle gare in trasferta”. Gian Piero Gasperini ha provato ad analizzare anche domenica scorsa, a margine della sfida vinta a Reggio Emilia, le difficoltà della Roma tra le mura amiche.

Il must però è stato categorico: “Dobbiamo tornare a vincere in casa“, soprattutto dopo le tre sconfitte pesanti e consecutive contro Lille, Inter e Plzen.

Per farlo però Gasperini dovrà studiare nuove strategie offensive, magari con qualche sorpresa in stile Cristante contro il Sassuolo. Perchè il Parma è una delle formazioni in A che lavora meglio sulla fase difensiva e domenica scorsa ha inchiodato sullo 0-0 il Como.

Finora nel nostro campionato la squadra ducale è quella che ha segnato meno (3 reti, 20° in A), con 76 tiri verso lo specchio avversario è 16° in A (Roma ottava con 101 tiri), ma è tra le migliori per espressione della fase difensiva, con tre gare su otto senza aver subito reti e soprattutto una grande capacità di fare blocco difensivo e densità in area di rigore: 20.5 di rinvii difensivi a partita, 41.9 palle recuperate, con una bassissima percentuale di errori difensivi che hanno portato al tiro.

Merito di Cuesta che lavorando in precedenza nello staff di Arteta, si occupava principalmente di curare tempi e movimenti della fase difensiva dell’Arsenal. Un lavoro che ha riportato anche in A sul trio Circati-Valenti-Delprato.

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Gasperini da record: è il 2° allenatore della storia della Roma a vincere 6 delle prime 8 gare di Serie A al suo esordio

La Roma vince al Mapei Stadium (0-1) e si gode la vetta della classifica insieme al Napoli. Il campionato non è finito, ma dopo 8 giornate, guardare tutte le squadre dall’alto verso il basso è comunque un segnale incoraggiante per le proprie ambizioni. Gasperini vuole bruciare le tappe di un percorso, a detta di molti lungo e frastagliato, spingendo il piede sull’acceleratore: ”Stiamo cercando di costruire. Spero di farlo subito quest’anno perché non ho voglia di perdere tanto tempo a pensare agli anni successivi”. Non c’è nulla da aggiungere, il mister ha lasciato l’Atalanta per essere protagonista in una piazza importante come quella di Roma. Lasciare il segno e non essere una comparsa: l’obiettivo è stato messo nel mirino.

La formazione giallorossa, in Serie A, ha ottenuto 6 successi contro Bologna (1-0), Pisa (0-1), Lazio (0-1), Hellas Verona (2-0), Fiorentina (1-2) e Sassuolo (0-1): 18 punti in 8 giornate come non accadeva dal 2014 in cui ne raccolse uno in più. Nella storia romanista solo nelle stagioni 1960-61, 1982-83, 1983-84, 2000-01, 2013-14, 2014-15, i capitolini hanno vinto 6 match nelle prime 8 gare di campionato.

Gasperini, però, a differenza di quasi tutti gli allenatori che sedevano sulla panchina giallorossa in quelle annate, è al suo esordio. Un elemento non da poco. L’unico tecnico della storia romanista, che al suo primo anno come Gasp, ha ottenuto almeno 6 successi nelle 8 giornate iniziali è Rudi Garcia. Il francese nella stagione 2013-14 fece sognare un intero popolo vincendo 10 partite consecutive.

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Sassuolo-Roma, Dybala e le zone pericolose da calpestare volute da Gasp: i numeri (FOTO)

La Roma, dopo due sconfitte consecutive (Inter, Viktoria Plzen), è tornata alla vittoria e si è ripresa la vetta della classifica condivisa con il Napoli. I giallorossi hanno espugnato il Mapei Stadium, in formato stadio Olimpico data la presenza massiccia dei tifosi capitolini, grazie a un gol di Paulo Dybala. Il Sassuolo di Grosso si è fermato a un solo tiro in porta, con Svilar quindi quasi inoperoso. La Joya, nuovamente schierata da centravanti, ieri ha aggiunto qualità nelle zone pericolose del campo, come richiesto da Gasperini. Il mister era stato chiaro prima della gara: ”Dybala sta molto bene, questa è una cosa che mi fa ben sperare. Anche lui deve iniziare a pestare l’aria, a fare gol, assist, queste sono le cose importanti perché lui è un attaccante, non serve che giochi a centrocampo”.

La stella argentina, infatti, quando ha giocato da prima punta contro Torino e Inter ha effettuato troppi passaggi nella propria metà campo e ha occupato poco la zona centrale vicino l’area di rigore avversaria. L’indice di pericolosità delle giocate è direttamente proporzionale alla distanza dal portiere rivale, per cui, Dybala non aveva convinto appieno. I numeri descrivono come la Joya, contro il Sassuolo, ha interpretato in maniera diversa il ruolo da centravanti e i risultati si sono visti in campo.

L’ex Juventus, all’Olimpico con il Torino, in 45 minuti, ha servito il 30,7% dei passaggi nella propria metà campo (8 su 26), dati simili con l’Inter (26,9% – 7 su 26). Nella partita di ieri, invece, Dybala non si è abbassato per ricevere il pallone ma ha spaziato nella trequarti avversaria tornando anche a segnare su azione dopo 248 giorni. Al Mapei Stadium, la stella argentina ha effettuato 28 passaggi di cui solo 2 nella propria metà campo (7%) e ha calpestato maggiormente la zona centrale vicino l’area di rigore del Sassuolo.

Gasperini, soddisfatto, a fine partita ha rilanciato:‘Dybala è un attaccante straordinario, è da 15 gol senza rigori perché se gioca vicino all’area ha tiro e dribbling, ha visione di gioco e talento. Deve pensare di fare la miglior stagione in assoluto anche come numero di gol. In più in certi momenti, come nel secondo tempo quando siamo in difficoltà, ci aiuta a uscire e nel disimpegno”.

Dybala iniziò la sua esperienza in Italia proprio da prima punta, chissà se Gasp riuscirà a regalargli una nuova giovinezza.

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Roma, mai così tanti punti in classifica dal 2014

La Roma non è mai stata così in alto in classifica negli ultimi anni, quando ha rincorso inutilmente la Champions League, andando incontro ad esempio nelle scorse due stagioni a delle partenze letteralmente shock.

I giallorossi hanno totalizzato finora 18 punti (che spalmati su un torneo intero varrebbero circa 86 punti) e non era così in alto in classifica dalla stagione 2013-14, quando con Garcia si produsse nel record delle dieci vittorie consecutive iniziali (all’epoca dunque ne aveva 24).

Nelle ultime 15 stagioni, quello attuale con Gasperini è il terzo miglior risultato, dopo i due campionati di Garcia (24 e 19 punti dopo otto partite di Serie A). In entrambi i casi arrivò seconda e quindi qualificandosi in Champions League.

*numeri @asromadata

25/26: 18
24/25: 10
23/24: 11
22/23: 16
21/22: 15
20/21: 17
19/20: 13
18/19: 14
17/18: 16
16/17: 16
15/16: 17
14/15: 19
13/14: 24
12/13: 14
11/12: 14

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Roma, 2025 di dominio in trasferta: i numeri

Con la vittoria di ieri a Reggio Emilia fanno 5 su 5. I successi dei giallorossi in trasferta. A fronte di risultati negativi in campionato (ultime tre all’Olimpico con altrettante sconfitte) i giallorossi stanno dando seguito allo straordinario rendimento lontano dall’Olimpico.

E pensare che a fine gennaio scorso si raccontava una storia diametralmente opposta, con una Roma incapace di vincere lontana dalle mura amiche da tantissime partite. Poi la rimonta a Udine ha fatto risorgere i giallorossi.

Considerando solo la Serie A, la Roma nell’anno in corso ha collezionato in trasferta 35 punti. Dietro di lei l’Atalanta con 28 punti, il Milan con 24, l’Inter e la Lazio 24. 

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Sassuolo-Roma: in trasferta per tornare a vincere ma attenzione ai velocisti di Grosso

Domenica alle 15:00, la Roma disputerà la l’8°giornata di Serie A in casa del Sassuolo di Grosso. I giallorossi vogliono cancellare le ultime 2 sconfitte contro Inter e Viktoria Plzen e tornare alla vittoria che manca dal 5 ottobre: 1-2 al Franchi, di fronte ai tifosi della Fiorentina. Ko diversi ma che potrebbero lasciare uno strascico, ragion per cui, Gasperini vuole allontanare la tendenza negativa intrapresa dopo la sosta e rimanere nelle zone alte della classifica. Il tecnico di Grugliasco spera di vedere la Roma in formato trasferta come accaduto da inizio stagione: 4 vittorie in altrettante partite con Pisa (0-1), Lazio (0-1), Nizza (1-2) e Fiorentina (1-2).

I giallorossi, per superare l’ostacolo Sassuolo, non dovranno sottovalutare la qualità dei calciatori offensivi a disposizione di Grosso. Pinamonti (2), Laurienté (1), Berardi (1), Fadera (1) e Cheddira (1) hanno già timbrato il cartellino contro Hellas Verona, Udinese, Inter, Lazio e Cremonese. Velocità, rapidità e imprevedibilità soprattutto sulle fasce a cui Gasperini e i suoi uomini dovranno fare attenzione: vietati cali di concentrazione ed errori banali come accaduto contro il Viktoria Plzen. Berardi ha già segnato 4 gol e servito 7 assist contro la Roma, 2 reti e altrettanti passaggi vincenti per Laurienté. Pinamonti è il punto di riferimento con cui entrambe le ali dialogano. Il classe 99′ quando vede i giallorossi si scatena: 5 gol e un assist, con nessun avversario è stato più prolifico.

Il Sassuolo ha segnato 8 reti in campionato di cui una in contropiede, una situazione di gioco che la formazione di Gasperini ha sofferto in questo avvio di stagione. Nessuna squadra della Serie A ha incassato più gol della Roma in ripartenza (2) nelle prime 7 giornate.

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Roma-Viktoria Plzen, duelli persi e 0 occasioni pericolose: Dovbyk e Ferguson sono 2 fantasmi

Due fantasmi. Dovbyk e Ferguson, anche contro il modesto Viktoria Plzen, confermano di essere entrati in un tunnel senza alcun lumicino di luce. Buio totale. Il centravanti ucraino ha disputato 73 minuti e, dopo la panchina con l’Inter, è stato rilanciato dall’inizio: un’occasione ghiotta per sbloccarsi e allontanare qualsiasi mugugno. È accaduto l’esatto opposto: prestazione anonimia senza sussulti, completamente piatta. Nessun cenno di vita calcistica. Dovbyk è uscito dal campo tra i fischi assordanti dei tifosi presenti allo stadio Olimpico esausti di non vedere nulla dal proprio centravanti. Il giocatore con la maglia numero 9 che dovrebbe far sognare i bambini è un autentico incubo.

L’ex attaccante del Girona non ha prodotto gol attesi (0,04), ha vinto solo un duello su 7, un uno contro uno su 5 e nessun duello aereo su 3. Il nulla cosmico. Dati imbarazzanti, sconcertanti, disagevoli per lui e per Gasperini. Diventa difficile riflettere sul niente. ”C’è tanta gente che non segna da tanto tempo. Dobbiamo farci degli esami di coscienza e pensare come mai. Ci sono problemi. Stasera però c’erano le condizioni, se non realizzi ti devi preoccupare un po’ e realizzare dandoti una mossa diversa”.

Al posto di Dovbyk è entrato Ferguson, l’altra faccia opaca dell’attacco romanista. Il centravanti irlandese ha fatto il suo ingresso in campo al 74° ma nessuno se ne è accorto: 0 duelli e uno contro uno vinti, nessun tiro e un passaggio riuscito. Numeri che confermano che la Roma non ha un riferimento centrale, un porto sicuro, insomma c’è una linea di passaggio in meno, manca uno sbocco.

È il momento di riflettere, Gasperini è stato chiaro sui centravanti giallorossi: ”Loro vanno in campo regolarmente, hanno la fiducia di squadra e l’allenatore li fa giocare. Psicologicamente dovrebbero essere molto motivati. Dovbyk dà segnali fisici, ma sul piano tecnico non riesce a esprimersi al meglio. Ferguson ha accusato la lunga inattività e la scarso confidenza con il gol dell’anno scorso, questo gli crea qualche difficoltà e ha bisogno di un po’ di tempo”. Il tempo scorre in fretta, la Roma non può aspettare che i suoi attaccanti cerchino di svegliarsi così lentamente dal letargo.