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Dovbyk, ingresso desolante: 1 pallone toccato in 20 minuti

La sconfitta della Roma a San Siro contro il Milan, per larghi tratti dovuta agli stessi problemi visti ad esempio contro l’Inter all’Olimpico o in altre occasioni, ha inevitabilmente innescato importanti riflessioni sul conto dell’attacco giallorosso, tra i meno prolifici d’Italia e d’Europa.

Dopo la rete importante contro il Parma e l’ottimo ingresso anche a Reggio Emilia col Sassuolo, Artem Dovbyk forse sperava di giocare più dei 20 minuti concessi da Gasperini (recupero compreso) ieri sera al Meazza, stadio nel quale in due precedenti occasioni aveva realizzato 1 assist e 1 gol, purtroppo ininfluente, nella sfida di Coppa Italia persa lo scorso inverno.

Il tecnico piemontese ha sottolineato a fine partita però un aspetto su cui la squadra giallorossa deve necessariamente migliorare: la capacità di fare gol negli arrembaggi finali, quando aumenta il numero di palloni scagliati in mezzo dalle fasce o sugli sviluppi di calci d’angolo. Una dinamica nella quale Dovbyk non sembra per niente trovarsi a suo agio.

Le statistiche dell’ucraino di ieri sera sono in questo senso desolanti: 0 tiri in porta, 0 contrasti tentati o vinti, ma soprattutto 1 solo tocco del pallone in 20 minuti, cioè l’appoggio arretrato per Pellegrini da cui è scaturita la punizione che a sua volta ha portato al rigore poi fallito da Dybala. Troppo poco, veramente troppo poco. La sensazione è che quando si alza il tenore dell’elettricità in campo, quando serve mettersi in proprio, Dovbyk faccia veramente fatica a calarsi nella contesa.

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Dybala, primo errore dal dischetto dopo 18 reti consecutive

Paulo Dybala non sbagliava un rigore da tantissimo tempo. L’ultima volta nel 2021 contro la Salernitana.

Poi 18 reti consecutive tra Juve e soprattutto Roma, senza mai aver fallito dal dischetto. Ieri sera contro il Milan è arrivata anche la beffa dell’infortunio: è la seconda volta che gli accade su rigore da quando indossa la maglia giallorossa.

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Milan, dalla solidità a un approccio deciso: ecco la squadra di Allegri

Superata la prova del 9 contro il Parma, ora la Roma troverà di fronte a sé un ostacolo spigoloso: il Milan di Massimiliano Allegri. Un test di maturità per capire se i giallorossi hanno le spalle larghe per supportare le pressioni che scaturiscono dall’occupare le zone alte della classifica.

I rossoneri hanno alcuni dubbi di formazione date le condizioni precarie di Leao, Tomori, Gimenez, oltre alle assenze di Rabiot e molto probabilmente di Pulisic. Calciatori importanti, soprattutto lo statunitense, che è il capocannoniere della squadra con 4 gol in 6 match di campionato. Da quando si è fermato per una lesione al bicipite femorale, insieme al centrocampista francese, il Milan ha rallentato con la vittoria in rimonta contro la Fiorentina (2-1) e i due pareggi con Pisa (2-2) e Atalanta (1-1). La Roma, quindi, ha un motivo in più per far bene allungando a +6 sui rossoneri, in caso di vittoria, o mantenendo l’attuale distanza (+3) con un pareggio.

Milan, poche occasioni concesse e qualità in avvio: ecco la squadra di Allegri

Il Milan ha il 3° attacco del campionato con 14 gol fatti, 4 in più della Roma, e a San Siro ha sempre fatto centro facendo esultare almeno una volta i propri tifosi. Allegri predilige un 3-5-2 compatto che concede pochi spazi agli avversari con tanta qualità a centrocampo di cui Modric ne è l’emblema. I rossoneri sono primi in Serie A sia per numero di passaggi filtranti (23) che di quelli che sono risultati anche chiave innescando occasioni da gol (7). Ecco che lasciare troppi spazi allungandosi tra i reparti potrebbe risultare deleterio per la Roma. Un’altra qualità offensiva, al netto dei singoli calciatori, è il tiro dalla distanza: il Milan ha già segnato 4 gol con conclusioni fuori dall’area, al pari di Bologna, Inter e Lecce che guidano questa speciale classifica.

In fase di non possesso palla, il lavoro di Allegri è tangibile. I rossoneri, infatti, hanno permesso agli avversari di fare appena 23 tiri in porta, solo Napoli meglio (20), e sono 18° per numero di passaggi concessi prima di un intervento difensivo (15,15), mediamente più del doppio rispetto alla Roma (7,17). Dati che riassumono il marchio di fabbrica dei due allenatori.

La squadra di Gasperini dovrà fare molta attenzione ai 15 minuti iniziali di partita, momento cruciale, dati gli approcci e i primi tempi giocati sottotono. Il Milan, infatti, in avvio è una delle 4 formazioni della Serie A (Lazio, Parma, Lecce) che non ha subito neanche una rete mentre ne ha già segnate 3, meglio solo la squadra di Sarri e l’Inter (4).

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Tra Gasp e Allegri è in vantaggio Max ma a San Siro il tecnico giallorosso…

Gasperini affronta ‘l’esame’ Allegri a San Siro, per verificare lo stato dell’arte del suo lavoro sulla panchina giallorossa.

Due tecnici nettamente distanti per idee tecnico-tattiche, concezione del gioco e sviluppo del lavoro sul campo, che hanno dato vita a tante sfide tiratissime negli ultimi anni.

Il bilancio statistico dei precedenti tra i due tecnici dice: 6 vittorie per l’allenatore piemontese, 13 i successi del livornese e 10 pareggi su 29 sfide. Negli ultimi 10 precedenti sono due i successi a testa, con sei pareggi.

Interessante il dato dei risultati colti dall’Atalanta di Gasp a Torino contro la Juventus di Allegri: 1 vittoria e 3 pareggi nelle ultime quattro sfide. Ciò significa che fuori casa potrebbe essere un vantaggio per il tecnico giallorosso rispetto alle sfide casalinghe, contro la formazione di Allegri.

Gasperini ha però un’ottima tradizione contro il Milan: nelle ultime quattro sfide contro i rossoneri, ha conquistato ben 4 successi e 1 pareggio. Bene anche Allegri contro la Roma: nelle ultime sei sfide, ne ha persa una sola.

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Sentenza Roma, passare in vantaggio e vincere: 0 ko dalla scorsa stagione, nessuno meglio in Serie A

Gasperini cambia più volte i pezzi del puzzle sino a riuscire a completarlo alla perfezione. È accaduto anche ieri contro il Parma dove il mister è stato costretto a sostituire Ferguson dopo pochi minuti con Bailey per poi modificare ancora la propria squadra nelle ripresa: fuori il giamaicano e dentro El Aynaoui. Il risultato finale ha premiato il tecnico di Grugliasco: 7° vittoria in 9 partite di Serie A e Napoli ripreso in vetta alla classifica.

La Roma, quando passa in vantaggio, riesce sempre a portare a casa il risultato, sintomo di una squadra solida e capace di gestire la gara. I giallorossi hanno la miglior difesa del campionato (4 gol subiti) e Gasp si fida ciecamente dei suoi uomini: ‘Il fatto di aver spostato Mancini sulla destra ci ha dato spinta, Hermoso dall’altra parte ha maggiore propensione a giocare. Ndicka al centro è stato positivo. Anche loro tre possono girare a seconda della partita. Lo stesso vale per Celik, a volte fa il difensore e a volte il quinto. Questa è una base positiva insieme al centrocampo”.

La Roma, dalla scorsa stagione, è la squadra che ha fatto meglio dopo essere passata in vantaggio: 27 vittorie, 3 pareggi e 0 sconfitte. Una sentenza. I giallorossi sono seguiti dal Napoli che ha una media punti leggermente inferiore (2,67) con 31 successi e 6 pari in 37 match. Per certi versi una novità per Gasperini che a Bergamo in alcune partite ha subito delle rimonte, una volta passato avanti nel punteggio: 181 vittorie (78,3%), 31 pareggi (13,4%) e 19 sconfitte (8,2%). Numeri positivi ma non perfetti come quelli della sua esperienza a Roma (100% di successi).

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Roma, fuoco di paglia o squadra da vertice: ecco i precedenti con 21 punti dopo 9 partite

La Roma vince 2-1 contro il Parma e aggancia in vetta alla classifica il Napoli di Antonio Conte. La squadra giallorossa ha raccolto 7 successi nelle prime 9 giornate che le sono valsi 21 punti, ben 11 in più rispetto alla scorsa stagione. Un avvio da sogno per Gasperini e i tifosi più scettici sul suo arrivo nella Capitale. Il tecnico di Grugliasco vola basso e non alimenta l’entusiasmo tracimante dei supporter romanisti: ”Sono cambiati gli obiettivi? Sì, perché dovevamo fare allenamento domani pomeriggio, invece facciamo mattina. E poi venerdì mattina, sabato pomeriggio e poi domenica andiamo a Milano…” Dribbling perfetto di Gasp che ha voluto evitare di parlare di scudetto. La squadra è in crescita ma i limiti strutturali della rosa ci sono, malgrado vengano nascosti e mascherati dal lavoro del mister.

La tifoseria sui social e nelle radio si chiede: la Roma sarà competitiva sino alla fine o è un fuoco di paglia? Analizzando tutte le squadre della Serie A, che dal 2004-05, hanno raccolto 21 punti dopo 9 partite la risposta rimane incerta. I casi più recenti risalgono al 2023-24 con il Milan che arrivò 2° a 75 punti, mentre nel 2022-23 l’Atalanta di Gasperini si piazzò al 5° posto (64 punti). Juventus (2016-17) e Inter (2007-08, 2006-07) vinsero lo scudetto, il Napoli (2018-19) non andò oltre la 2° posizione a 79 punti. Nel 2012-13 l’Inter di Stramaccioni fu un autentico fuoco di paglia (9° posto a 54 punti) mentre il Palermo nel 2006-07 arrivò 5° in classifica.

La speranza è che Gasperini non ripeta quanto fatto a Bergamo e che possa ripercorrere le orme di chi è riuscito a scalare la vetta del campionato. Ancora è presto ma la strada è quella giusta.

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Cristante, Gasp torna al passato per fare passi in avanti: incursioni e inserimenti per svoltare il match con il Parma

La Roma, dopo 3 sconfitte consecutive, torna alla vittoria di fronte ai propri tifosi allo stadio Olimpico. Gasperini può sorridere perché la squadra è nuovamente prima in classifica insieme al Napoli: almeno 21 punti dopo 9 giornate come non accadeva dal 2014-15 (22). Il tecnico di Grugliasco sta cercando la soluzione migliore per migliorare la fase offensiva e, come accadde a Bergamo, un’opzione valida prevede la presenza di Bryan Cristante in campo.

Il numero 4 giallorosso all’Atalanta nel 2017-18 segnò 12 gol alla guida di Gasperini: incursioni, inserimenti e tiri dalla distanza, un repertorio completo. Con la Dea, complessivamente, ha superato il portiere avversario in 15 occasioni e 7 volte lo ha fatto con dei colpi di testa, un fondamentale che contraddistingue il classe 95′.

Il generale di Grugliasco è soddisfatto delle risposte date in campo da Cristante, dopo tante stagioni in cui ha calpestato zolle del campo diverse, orbitando in zone più arretrate: La squadra sta crescendo e sta avendo più soluzioni anche in attacco: si può giocare con Cristante, con una terza punta… È sicuramente un bel momento. Bryan è tornato indietro, è felicissimo! Gli piace, è un giocatore evoluto, sa giocare ovunque. Per lui, dopo aver giocato anche in difesa, ritornare a 7/8 anni fa è bello. A volte dover cambiare, anche nel lavoro, può aiutare a dare qualcosa in più”.

Gasperini è tornato indietro nel tempo, sia al Mapei Stadium contro il Sassuolo che nella ripresa con il Parma, schierando due attaccanti e un centrocampo a tre con Cristante sulla trequarti che ha avuto la mansione di inserirsi. Risultati soddisfacenti con una Roma più efficace: 3 gol su cui 2 (Dybala, Dovbyk) c’è lo zampino del numero 4 giallorosso. Nella gara di ieri, il classe 95′ ha recuperato 4 palloni, è stato il secondo calciatore della squadra capitolina per passaggi fondamentali serviti (3) e per quelli completati nell’ultimo terzo di campo (8).

La differenza tra il primo e il secondo tempo di Cristante è riassunta in due dati: 15 tocchi e interventi nella metà campo avversaria durante i 45 minuti iniziali (50%) e 33 nella ripresa (80%). Da mediano in una linea a 2, Bryan è passato a essere l’incursore di un centrocampo a 3 con risultati che a Gasp ricordano i bei tempi di Bergamo. A volte guardarsi indietro e capire cosa ha funzionato in passato può servire per fare passi in avanti.

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Dovbyk tenta la scalata e Gasp lo incoraggia: “Sta migliorando”

Artem Dovbyk finalmente ha segnato e sorriso. Il gol del 2-0 momentaneo, alla luce della rete di Circati nel finale è valso formalmente i tre punti, tanto quanto quello che aveva sbloccato il match col Verona.

Dopo l’ottimo ingresso di Reggio Emilia con due assist gol vanificati da Pellegrini e Wesley, l’ucraino seppur faticosamente sta migliorando con l’obiettivo di trasformare i fischi contro il Plzen in applausi.

Gasperini lo ha abbracciato con particolare affetto al termine del match di ieri, sottolineando poi in sala stampa i sensibili miglioramenti atletici ed emotivi del ragazzo: “È un po’ di settimane che dico che cresce sotto il piano atletico. Ha avuto quei famosi rigori, un’occasione a Firenze, la domenica dopo, contro l’Inter… avrebbe già diversi gol. Quello di oggi è un gran gol. Non solo il gol, con il Sassuolo una bella prestazione. Abbiamo tanti ragazzi, oggi sono riuscito a far esordire Ghilardi. Siamo tanti, ma nella stagione possono avere spazio tutti”.

L’ucraino ora si candida per una maglia da titolare col Milan, dopo due buone prove dalla panchina e ieri ha sottolineato la sua felicità per la rete ritrovata: “È molto importante questo gol, per ritrovare fiducia e cancellare l’ultima prestazione negativa in casa. Oggi ci tenevo ad aiutare la squadra e ci sono riuscito”.

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Roma-Parma, giallorossi a caccia della 22° vittoria all’Olimpico contro i ducali

La Roma torna ad ospitare una gara all’Olimpico, con l’obiettivo di sfatare il piccolo tabù delle ultime settimane. I giallorossi infatti sono reduci da tre sconfitte consecutive in casa e ora cercano i tre punti per riconquistare la vetta della classifica, in coabitazione con il Napoli.

Sono 56 finora le sfide in A tra Roma e Parma, con 35 successi giallorossi, 10 pareggi e 11 vittorie crociate. In casa dei capitolini i successi interni sono 21, i pareggi 6 e una sola l’affermazione ospite, il 13 aprile 1997.

 Gian Piero Gasperini ha incontrato 18 volte il Parma, battendolo in 12 occasioni a fronte di 3 pareggi e 3 sconfitte. Ovviamente non esistono precedenti tra i due tecnici, visto che fino ad un anno fa Cuesta era un collaboratore tecnico di Arteta.

Occhio ai marcatori: Dybala e Pellegrini hanno realizzato 3 reti a testa in carriera contro i ducali.

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Roma-Parma, miglior difesa contro peggior attacco: ecco la squadra di Cuesta

La Roma, domani alle 18:30, ospiterà allo stadio Olimpico il Parma di Cuesta. I giallorossi non vogliono abbandonare la vetta della classifica ma per farlo dovranno superare la formazione emiliana e cancellare gli ultimi 3 risultati di fronte ai propri tifosi, ossia, altrettante sconfitte contro Lille (0-1), Inter (0-1) e Viktoria Plzen (1-2). Gasperini non vuole perdere tempo e ambisce a portare la squadra in Champions League.

Il Parma sembra un ostacolo sormontabile, ma il ko contro la formazione ceca in Europa League, deve servire da insegnamento agli uomini di Gasp. Cuesta nelle ultime partite ha schierato la squadra con un 3-5-2 compatto che predilige i lanci lunghi. La formazione emiliana è 3° in Serie A per lunghezza media di passaggi (37,4 m) e per numero più basso di questi ultimi a ogni possesso (3,3). Dati che confermano che il Parma sfrutta molto il cosiddetto lancione per le due punte Pellegrino e Cutrone.

I gialloblu hanno la 5° miglior difesa del campionato con soli 7 gol subiti contro Juventus (2), Atalanta (1), Cagliari (2), Torino (1) e Lecce (1). Cuesta quindi potrebbe erigere un muro per cercare di mettere in difficoltà la formazione di Gasperini. La Miglior difesa (3 gs) contro il peggior attacco (3 gf) della Serie A, ecco Roma-Parma. Il tecnico spagnolo ancora non ha trovato la quadra in avanti tant’è che in campionato i Ducali non hanno segnato neanche una rete su azione: una su calcio d’angolo, una sugli sviluppi di una punizione e una su rigore. Una carenza che unisce due squadre lontane 11 punti in classifica.