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Soulé, gol e assist da destra verso sinistra: la comfort zone in cui è incisivo (FOTO)

Matias Soulé non è stato convocato dall’Argentina, per cui, proseguirà a lavorare con Gasperini a Trigoria. Giorni di sosta, Roma prima in classifica e allenamenti con il sorriso al Fulvio Bernardini per il classe 2003. L’ex Frosinone si è già avvicinato all’intero bottino di gol (4) della scorsa stagione (5), dati che fotografano la crescita attesa del calciatore che, a targhe alterne, è riuscito a trascinare la squadra giallorossa verso la vittoria.

Soulé, da destra verso sinistra spezza le difese avversarie

Foto Fraioli

Soulé ha mostrato il meglio di sé soprattutto sul centro-destra, la sua zona di confort. Gasperini all’inizio della stagione ha pensato anche di spostarlo sul lato opposto del campo, dato che l’attacco della Roma è composto da quasi tutti calciatori mancini che prediligono calpestare le stesse zolle del rettangolo verde di gioco: “Non c’è solo la possibilità di Dybala a sinistra, può giocarci anche Soulé. Un giocatore non deve giocare dentro un’aiuola di comfort. Soulé è un giocatore importante per la squadra. Noi dobbiamo cambiare anche in base all’avversario e sapere giocare contro di tutti”.

La stella argentina, comunque, ha dato il suo contributo prettamente da destra verso sinistra: 18 occasioni create di cui solo 4 hanno la traiettoria inversa (da sinistra verso destra) e appena un gol su quattro sempre con la medesima direzione. Numeri che potrebbero spiegare anche il leggero calo di rendimento quando c’è Dybala che ama calpestare e giocare nella stessa zona di campo, malgrado riesca a essere più duttile e ‘tuttocampista’ di Soulé.

Gasperini per completare la crescita del classe 2003 progressivamente potrà chiedergli di alzare il proprio livello anche in altre posizioni, come ha fatto intendere a inizio stagione. Ora il dato di fatto è chiaro: Soulé ha trovato la sua zona di comfort in cui risulta decisivo e riesce ad alzare il livello dell’attacco della Roma. Gasp se lo tiene stretto: al momento sembra essere l’unica certezza del presente e del futuro del reparto offensivo giallorosso.

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Yuri Alberto, seguito già in estate da Massara: gol e un sacrificio capace di esaltare le folle

La Roma sta monitorando diversi attaccanti per rinforzare il reparto offensivo a disposizione di Gian Piero Gasperini. Come ha riportato Il Tempo, martedì c’è stato un incontro nella Capitale con l’agente di Yuri Alberto, centravanti del Corinthians. Il classe 2001 nella stagione corrente ha segnato 16 gol in 51 partite a cui ha aggiunto 2 assist, un bottino niente male ma la valutazione del calciatore sembra aggirarsi intorno i 30 milioni. Il club capitolino già in estate ha seguito le prestazioni del brasiliano, con passaporto italiano e quindi tesserabile. Massara ora è tornato alla carica, data la necessità di aggiungere qualità all’attacco romanista.

Yuri Alberto, tanta ‘garra’ e gol per Gasperini

Yuri Alberto, cresciuto nel Santos dal 2017 al 2020, si è trasferito al all’Internacional in cui ha iniziato a fare il salto di qualità: 85 gare arricchite da 31 gol e 5 assist. Successivamente il classe 2001 è stato ingaggiato dallo Zenit per una cifra intorno i 25 milioni di euro: esperienza breve in cui ha esordito anche in Europa League. L’attaccante brasiliano si è fermato a 15 presenze per poi tornare in patria al Corinthians in cui è riuscito a trovare continuità: 73 gol e 20 assist, partecipando a una rete ogni 163 minuti, in 199 gare. Il club per trattenerlo ha ceduto 3 calciatori allo Zenit: il difensore Robert Renan, la mezzala Du Queiroz e il talentino 16enne Pedro (dal 2024).

Yuri Alberto è stato descritto dall’agente Alessio Rosso, esperto di calcio sudamericano contattato da Retesport, come un calciatore capace di esaltare lo stadio in ogni partita perché si sacrifica molto in fase di non possesso palla. In estate è stato seguito molto dalla Roma, al netto dei numeri realizzativi, perché è un recuperatore di palloni che si contraddistingue da un continuo movimento: grinta e inseguimenti in transizione negativa sino alla propria area, se necessario… Un attaccante che non toglie mai la gamba nei contrasti e che si mette a piena disposizione della squadra.

Yuri Alberto ha segnato più di 25 gol con il sinistro (circa 27) e più di 35 con il destro (circa 36): dati che racchiudono la capacità di saper giocare con entrambi i piedi. Caratteristiche che lo differenziano da Dovbyk. Analizzando solo i campionati, dal 2020 al 2025, l’attaccante brasiliano ha realizzato circa 2,8 gol in più rispetto a quelli attesi (61 vs 58,2 xg) mentre il centravanti giallorosso con Girona e Roma, in Liga e in Serie A, ha segnato 38 reti come da previsione.

Yuri Alberto ancora non ha trovato particolare fortuna con la propria nazionale. Il classe 2001, il 25 marzo 2023, ha esordito con il Brasile disputando 5 minuti in un’amichevole contro il Marocco.

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Roma in testa con appena 12 gol all’attivo: mai accaduto negli ultimi 20 anni

Si può guidare il campionato segnando appena dodici gol? Da Trigoria arriva la risposta: sì, si può. La Roma di Gasperini sta riscrivendo le regole della Serie A, con un primato costruito più sulla solidità che sullo spettacolo. Dodici reti in undici giornate: mai, dal 2004-2005 – cioè da quando il torneo è tornato a venti squadre – una capolista aveva segnato così poco.

Un record curioso, interpretabile in due modi. Da un lato, la concretezza e la lucidità tattica di un allenatore capace di valorizzare ogni dettaglio, anche senza un vero bomber. Dall’altro, una squadra che bada al sodo e concede poco allo spettacolo. Fatto sta che Gasperini viaggia con gli stessi punti dell’Inter di Chivu, che in attacco può contare su nomi come Lautaro Martínez, Thuram, Bonny e Pio Esposito.

Nella storia recente, solo due squadre in vetta avevano segnato meno di venti gol dopo undici giornate: l’Inter di José Mourinho nel 2008-2009, ferma a 17 reti, e il Napoli di Antonio Conte nella scorsa stagione, primo con 25 punti e 18 gol. Lo scrive il Corriere dello Sport.

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Roma, 59° attacco dei Top5 campionati ma miglior difesa d’Europa

Se il principio tipicamente gasperiniano è “la miglior difesa, è l’attacco”, nei numeri il risultato finale sembra essersi decisamente ribaltato.

Perchè la Roma attacca e produce tanto, ha mostrato sensibili miglioramenti in questo senso nelle ultime cinque-sei partite, ma non riesce a segnare. Sono appena 12 le reti in campionato, la media praticamente di un sigillo a partita (11 giornate ndr) e con questi dati è il 59° attacco su 96 dei Top5 campionati.

E’ prima in classifica grazie ai dati difensivi: con appena 5 reti subite, al pari dell’Arsenal, la retroguardia giallorossa è la migliore d’Europa.

(Dati @asromadata)

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Roma-Udinese, contropiedi e l’ex Zaniolo: i pericoli della squadra di Runjaić

La Roma, dopo la vittoria contro i Rangers, domenica alle 18:00 ospiterà allo stadio Olimpico l’Udinese. I giallorossi, nonostante la sconfitta in casa del Milan nell’ultimo turno, sono ancora in piena zona Champions a +3 sulle inseguitrici Bologna e Juventus e a -1 dalla vetta occupata dal Napoli. Gasperini spera di chiudere questo ciclo di partite prima della sosta con un successo: ”Adesso abbiamo la partita con l’Udinese, poi ci sarà la sosta. Ci auguriamo di potere intanto di chiudere bene questo ciclo – e sarebbe fondamentale – e poi di recuperare anche qualcuno”.

Runjaić si presenterà all’Olimpico reduce da una bella vittoria per 1-0 contro l’Atalanta di Juric grazie al gol di Nicolò Zaniolo, l’ex della gara. Il numero 10 dell’Udinese sembra aver trovato la sua dimensione: 3 reti negli ultimi 4 match con Cremonese, Juventus e proprio la Dea. Il classe 99′ rappresenta uno dei pericoli principali. L’Udinese, 9° in classifica con 15 punti frutto di 4 vittorie, 3 pareggi e altrettante sconfitte, ha un modo di giocare che potrebbe mettere in difficoltà la Roma di Gasperini.

La formazione friulana, infatti, ha segnato 2 gol in ripartenza, meglio solo Lazio e Como (3). Reti che scaturiscono dall’identità che Runjaić ha dato alla sua squadra: 2° nei top 5 campionati per contrattacchi ogni 90 minuti (1,90), in vetta c’è il Betis (1,91). La Roma, pur avendo la miglior difesa della Serie A, in alcune occasioni ha sofferto i contropiedi avversari tant’è che ha incassato il 60% (3 su 5) delle reti proprio in queste situazioni di gioco. In Italia, solo l’Inter accompagna i giallorossi in cima a questa particolare classifica: due squadre che hanno una vocazione offensiva, ragion per cui, possono concedere qualcosa in ripartenza.

Gasperini, oltre a Zaniolo che conosce bene avendolo allenato all’Atalanta, dovrà attenzionare Atta, centrocampista totale in continua crescita. Il classe 2003 francese ha partecipato a 3 reti (un gol, 2 assist) ed è il 1° della formazione friulana per passaggi chiave (16) e tiri (20). In fase di non possesso non fa mancare il suo contributo ma i recupera palloni per eccellenza di Runjaić sono Solet (53) e Karlström (47).

In una partita molto fisica, la Roma potrebbe sfruttare i calci piazzati per avere la meglio, come fatto nelle 2 vittorie più recenti contro Rangers e Parma. L’Udinese, infatti, ha incassato 5 gol da calcio da fermo, esclusi i rigori, ossia un terzo del totale (15). Cristante scalda la testa.

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Hermoso è ‘rinato’ grazie alla cura Gasp: lo spagnolo ora è un titolare in più

Terza gara consecutiva titolare, da braccetto di sinistra, tra i migliori in campo anche contro i Rangers. Mario Hermoso si è preso finalmente un ruolo da protagonista nella Roma a distanza di un anno, decisamente tormentato, dal suo approdo nella capitale.

Di questi tempi, nell’autunno scorso, lo spagnolo stava rapidamente scivolando nel dimenticatoio, con Ranieri appena subentrato costretto a fare scelte certe in difesa. Poi un prestito non fortunatissimo al Leverkusen condito anche da un infortunio nel finale di stagione che riconsegnava alla Roma quasi un peso.

Hermoso però da straordinario professionista si è messo a lavorare in proprio, migliorando la sua condizione psicofisica e presentandosi in ritiro al top. Gasperini – per sua stessa ammissione – ha puntato su di lui nonostante per la società fosse un calciatore fuori dai piani tecnici, per via di un ingaggio ritenuto fuori portata.

Ma il campo a volte supera le valutazioni fatte con carte e bilanci alla mano. Hermoso è rapidamente entrato nel mood gasperiniano, accettando anche di giocare contro-piede a destra. Esordio col Bologna e partita successiva in quel ruolo, con ottimi risultati. Poi il tecnico giallorosso è parzialmente tornato all’antico con Celik-Mancini-Ndicka, salvo riscegliere Hermoso recentemente quando ha preferito spostare il turco più alto per avere una risorsa diversa a sinistra (Wesley). Duttilità e carattere per Hermoso che tornato sul piede forte, ha disputato tre ottime prove consecutive contro Parma, Milan e Rangers, raggiungendo quota 12 presenze su 14 gare stagionali.

Sono 817 i minuti disputati, l’ex Atletico Madrid è ottavo per minutaggio tra i calciatori di movimento della rosa, dunque di fatto uno dei titolari della prima Roma di Gasperini, che ne apprezza capacità tecniche, personalità e aggressività (non a caso è un ex terzino).

Ieri a Glasgow un’altra prova importante anche nei numeri: 1° per palloni giocati (92), con l’89% di passaggi riusciti, 6 duelli vinti (a terra e in aria), 7 recuperi difensivi. Un ulteriore iniezione di fiducia in vista delle prossime settimane quando sarà chiamato a sostituire definitivamente Ndicka che partirà per la Coppa d’Africa. Ma già ad oggi si può dire che tra i tanti, necessari, piani di recupero individuali avviati da Gasp, il fascicolo Hermoso ha sulla copertina il bollino rosso Mission completed‘.

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Europa League, obiettivo o intralcio al campionato? Gasperini, Emery e Benitez sanno come si vince

Una competizione senza squali direbbe José Mourinho. L’Europa League, con il format entrato in vigore nella scorsa stagione, non prevede più la retrocessione di alcune squadre dai gironi di Champions, facilitando quindi il cammino a chi già ne fa parte. La modalità campionato, nella fase iniziale, rende imprevedibili i primi passi verso gli ottavi di finale o gli eventuali playoff. La Roma di Gasperini si è già giocata i suoi jolly perdendo contro Lille e Viktoria Plzen, di fronte ai propri tifosi, motivo per cui è chiamata ad accelerare per evitare spiacevoli sorprese.

I giallorossi, al momento, sono 23° a soli 3 punti, posizione che gli permetterebbe di giocare i playoff, in programma tra il 17-19 febbraio e 24-26 sempre dello stesso mese. Gasp probabilmente ne farebbe a meno considerando anche le partite che ci saranno in campionato: Napoli (T) Cremonese (C) e Juventus (C). Nella passata edizione bastarono 14 punti per arrivare tra le prime 8 (Rangers, +6 differenza reti) e 10 per qualificarsi giocando il turno intermedio (24°, Fenerbache con -2 di differenza reti).

Questa sera contro i Rangers (ore 21), comincerà la rincorsa della Roma verso i primi 8 posti che le consentirebbero di accedere direttamente agli ottavi di finale. Dato che i capitolini sono a -1 dalla vetta occupata dal Napoli, però, alcuni tifosi, sui social e sulle radio, si sono posti una domanda: l’Europa League rischia di diventare un intralcio per il campionato o deve rimanere un obiettivo concreto della stagione?

Europa League 2025-26, solo 3 allenatori sanno come si vince

Foto Fraioli

Un Europa League senza padroni: questo sembra emergere nelle prime 3 partite della competizione in cui Midtjylland, Sporting Braga e Lione sono a punteggio pieno. Formazioni che non sembrano essere le favorite ma che comunque stanno dimostrando di poter essere protagoniste. Su transfermarkt, il valore delle rispettive squadre risulta essere l’ 11°, il 16° e il 24° su 36. Le prime 3 sono Nottingham Forest, Aston Villa e Roma. Oltre a Benitez (2), da 13 giorni diventato nuovo allenatore del Panathinaikos, negli ultimi due club della lista ci sono gli altri 2 tecnici che sanno come si vince l’Europa League, ossia, Emery (4) e Gasperini (1).

Un motivo in più per candidare Aston Villa e Roma tra le squadre favorite a intraprendere un percorso lungo che potrebbe terminare a Istanbul, sede della finale. Gasp, dato un avvio deludente, giustamente pensa a raggiungere velocemente il minimo indispensabile per proseguire il cammino nella competizione: ”Le due partite in casa ci costringono ad avere molta attenzione. Nelle prossime cinque gare dobbiamo vincerne almeno 3 per raggiungere la qualificazione, però le partite sono tutte complicate, difficili, le squadre in Europa sono molto preparate.

La formazione giallorossa sembra avere tutti i requisiti per fare bene: gioco, allenatore ed esperienza. Al momento però le prime 3 partite hanno certificato altro e hanno complicato la strada dei capitolini. Ecco perché c’è chi invoca di dare priorità al campionato per tornare in Champions League e cercare di rimanere nelle zone alte della classifica, data una rosa che potrebbe faticare a mantenere alto il livello in entrambi i fronti.

Stranamente, però, sembrano due competizioni in cui ancora non ci sono squadre che hanno manifestato una netta superiorità rispetto alle altre, motivo per cui Gasp cercherà di fiutare la strada migliore per diventare protagonista e chissà forse vincere anche un trofeo.

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Bailey, in attesa dei pop corn e dei gol per far sorridere Gasperini

Gasperini ancora sta aspettando Leon Bailey. Il giamaicano, insieme a Ferguson, è l’unico rinforzo rispetto alla scorsa stagione nel reparto offensivo. Il classe 97′, arrivato dall’Aston Villa in prestito oneroso (2 milioni) con diritto di riscatto (22), appena ha messo piede a Trigoria si è infortunato, ma da quando ha recuperato, è sempre sceso in campo. L’agente del calciatore ha alzato le aspettative, nei giorni precedenti al ritorno del suo assistito: ”Leon tornerà presto in campo per dare il massimo per la Roma e farla tornare a vette che nessuno avrebbe mai sognato possibili. Io ci credo e conosco mio figlio. Occhio, preparate i pop corn”.

Bailey, un avvio poco convincente: 0 tiri in porta e pochi spunti

Nei 166 minuti giocati, Bailey ha mostrato una condizione fisica deficitaria che non gli consente di avere brillantezza e rapidità di esecuzione con continuità. Pochi sussulti e prestazioni anonime hanno contraddistinto le prime uscite del giamaicano, calciatore a cui i tifosi affidano le proprie speranze di vedere qualcosa di diverso in attacco, soprattutto strappi e gol. Il classe 97′ per ora si è fermato a 3 tiri di cui 0 in porta. In Serie A, Bailey non è andato oltre un singolo dribbling riuscito su 5 e appena il 31% dei passaggi in avanti. La verticalità richiesta da Gasperini è lontanissima, motivo per cui lo ha tolto dal campo a fine primo tempo contro il Parma, malgrado fosse entrato al 7° minuto al posto dell’infortunato Ferguson.

Bailey? Spero che gli manchi parecchio (ride, ndr), intanto giocando e allenandolo con continuità può trovare la condizione. Ha caratteristiche che ci possono servire. Dichiarazioni che fanno capire il pensiero del tecnico di Grugliasco che, seppur in maniera scherzosa, ha fatto intendere di voler vedere in campo un altro calciatore, non la brutta copia di quello descritto dall’agente. Gasp è in attesa di tirar fuori i pop corn e divertirsi, nel mentre, ha solo tolto anzitempo il giamaicano dal campo perché indietro rispetto ai compagni. Dribbling, velocità, imprevedibilità, gol e assist: ecco cosa ci si aspetta da Bailey.

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Gasperini rilancia Soulé: senza Dybala risulta più incisivo

Si ferma Paulo Dybala e arriva il momento di Soulé. Un film strano che Gasperini, data l’assenza della Joya, spera di rivedere. Paulo, a causa della lesione di medio grado al bicipite femorale sinistro, cercherà di tornare in vista del big match contro il Napoli in programma il 30 novembre ma prima ci saranno 4 partite importanti con Rangers, Udinese, Cremonese e Midtjylland. Match in cui Gasp spera di affidarsi alla miglior versione di Soulé, capocannoniere della squadra con 3 gol fatti.

Il paradosso è che senza Dybala, Mati risulta più incisivo e determinante. L’ex Frosinone, con la maglia della Roma, ha segnato 8 gol a cui si aggiungono 7 assist ma solo a Pisa ha partecipato a una rete insieme alla Joya in campo. Dalla scorsa stagione, Soulé e Dybala hanno disputato 708 minuti giocando uno al fianco dell’altro però Mati non è andato oltre l’esultanza all’Arena Garibaldi. Il classe 2003, troppo spesso, è risultato inefficace perdendo brillantezza nelle giocate. La compatibilità tra i due argentini, in campo, ancora non è stata trovata malgrado l’ultima partita persa a San Siro certificherebbe il contrario dato che la Roma, prima del gol di Pavlovic, ha fornito la sua miglior prestazione della stagione. Anche contro i rossoneri però di gol fatti neanche l’ombra.

Soulé, alla ricerca del primo gol in Europa League

Foto Fraioli

Giovedì contro i Rangers, Gasperini, probabilmente, rilancerà Soulé dall’inizio. Mati? Sta facendo bene, sta giocando più di tutti in attacco e spende tanto fisicamente. Le sue prestazioni sono sempre di alto livello”. Il classe 2003 non segna dalla trasferta di Firenze, ultimo match in cui è partito titolare senza Dybala. Una contraddizione, un’assurdità che però ha trovato riscontro nella realtà: appena è tornata la Joya, Mati non ha più partecipato a una rete della Roma. Escludendo i momenti in cui i due argentini hanno giocato insieme, l’ex Frosinone ha messo la sua firma su un gol dei giallorossi ogni 176 minuti, la differenza è abissale rispetto a quando i due hanno calpestato il campo nelle stesse gare (708′). Non c’è alcuna responsabilità di Paulo, ma in questa fase delle rispettive carriere sembrano non riuscire a esprimersi al meglio insieme.

In Scozia Mati spera di irradiare nuovamente raggi di Soulé in campo. Il classe 2003 è ancora fermo a 0 gol in Europa League, considerando anche la scorsa stagione, ragion per cui, è alla ricerca della prima gioia in campo internazionale. L’argentino potrebbe giocare insieme a Pellegrini alle spalle di Dovbyk, calpestando nuovamente il centro-destra del campo, ossia la zolla di terreno che ama di più. Mati è pronto a prendersi la Roma sulle spalle, come accaduto qualche mese fa quando Dybala si infortunò. Un Déjà vu.

Dybala e Soulé insieme in campo

Cagliari-Roma 0-0 (21 minuti insieme)

Roma-Empoli 1-2 (77 minuti insieme e parziale 0-2) – Entrambi titolari

Roma-Napoli 1-1 (10 minuti insieme e parziale 1-0 con gol di Angelino)

Roma-Monza 4-0 (28 minuti insieme e parziale 2-0 con gol di Angelino e Cristante su assist di Dybala)

Roma-Como 2-1 (59′ minuti insieme e parziale 1-1 con gol di Saelemaekers) – Entrambi titolari

Roma-Braga 3-0 (45 minuti insieme e parziale 1-0 con gol di Pellegrini) – Entrambi titolari

AZ Alkmaar-Roma 1-0 (45 minuti insieme e parziale 1-0 con gol di Parrot)

Roma-Eintracht Francoforte 2-0 (19 minuti insieme e parziale 1-0 con gol di Shomurodov)

Roma-Porto 3-2 (12 minuti insieme e parziale 1-1 con gol di Pisilli e autogol di Rensch)

Athletic-Bilbao-Roma 3-1 (8 minuti insieme e parziale 0-0)

Pisa-Roma 0-1 (45 minuti insieme e parziale 0-1 con gol di Soulé)

Roma-Torino 0-1 (45 minuti insieme e parziale 0-0) – Entrambi titolari

Fiorentina-Roma 1-2 (22 minuti insieme e parziale 0-0)

Roma-Inter 0-1 (74 minuti minuti insieme e parziale 0-0) – Entrambi titolari

Roma-Viktoria Plzen 1-2 (74 minuti insieme e parziale 1-2 con gol di Dybala su rigore) Entrambi titolari

Roma-Parma 2-1 (73 minuti insieme e parziale 1-0 con gol di Hermoso su assist di Dybala da calcio d’angolo) – Entrambi titolari

Milan-Roma 1-0 (51 minuti insieme e parziale 1-0) – Entrambi titolari

TOTALE: 708 minuti, un gol per Soulé e 0 assist

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Milan-Roma, 14 tiri dall’interno dell’area avversaria per i giallorossi: mai così tanti in campionato

Altra sconfitta con rammarico per la Roma. Dopo il ko contro l’Inter (0-1), malgrado un secondo tempo all’attacco senza concretizzare quanto creato, ieri a San Siro, in casa del Milan, i giallorossi sono usciti dal campo con il medesimo punteggio (1-0) e gli stessi rimpianti. La squadra di Gasperini, prima di subire il gol di Pavlovic al 39°, ha dominato la formazione rossonera: recuperi alti, intensità, ritmo, occasioni da gol e zero azioni offensive concesse all’avversario. Tutto bello ma il parziale non era cambiato e il punteggio era ancora sullo 0-0. Cristante, El Aynaoui, Ndicka, Wesley e Dybala sono risultati sterili e inefficaci con i loro tiri. È bastato un contropiede condotto da Leao per cancellare quanto di bello mostrato in campo.

L’approccio e l’atteggiamento, esclusi i minuti finali del primo tempo e l’avvio della ripresa, sono stati di alto livello ma la bassa qualità dei tiri verso la porta, considerando anche il rigore sbagliato da Dybala, merita un approfondimento. Gasperini, rammaricato, lo sa bene: ”Il salto di qualità lo abbiamo fatto, se non nelle conclusioni. Dobbiamo cercare di concludere meglio e di essere più precisi in questo perché è quello che ci sta mancando. Non solo nei tiri, ma anche nel gioco aereo e negli ultimi 16 metri. È quello che ci sta penalizzando un po”.

La Roma contro il Milan ha tirato dall’interno dell’area di rigore, zona in cui la pericolosità dovrebbe essere molto elevata, ben 14 volte: numero più elevato nelle sue prime 10 partite di Serie A. La squadra giallorossa quindi è riuscita a calpestare le zolle di campo più insidiose per l’avversario ma ha sparato a salve annullando quanto di buono fatto per arrivare sino a lì. Una mole di gioco impressionante, soprattutto nei primi 38 minuti, per velocità di esecuzione e pressione sui calciatori del Milan che erano inermi di fronte a così tanta aggressività.

Il miglioramento è eloquente ma la freddezza sottoporta rimane un problema atavico che perseguita i giallorossi. La Roma contro Milan (14), Parma (10), Sassuolo (11) e Inter ha calciato 46 volte dall’interno dell’area di rigore ma ha segnato solo 3 reti rimanendo a bocca asciutta negli scontri diretti con le milanesi. Rispetto alle prime partite di campionato si evidenzia una crescita a livello di produzione offensiva ma la medesima bassissima efficacia nel convertire le conclusioni in gol. La Roma contro Fiorentina (5), Hellas Verona (5), Lazio (10), Torino (10), Pisa (6) e Bologna (6), in 42 occasioni, ha calciato dall’interno dell’area avversaria, cioè meno di quanto fatto nelle ultime 4 gare di Serie A.