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Roma, non sottovalutare la Cremo: 2 sconfitte negli ultimi 4 precedenti

Il ritorno della Serie A per la Roma di Gasperini sarà a Cremona, contro un avversario particolarmente ostico. La formazione di Nicola infatti finora ha disputato una prima parte di stagione eccellente, ben al di sopra delle aspettative di tutti (come dichiarato anche ai nostri microfoni dal ds Giacchetta qualche giorno fa).

La squadra grigiorossa ha maturato fin qui 14 punti in classifica a +7 sulla zona retrocessione. Nessun verdetto ovviamente è scritto, ma l’aver puntato su una rosa particolarmente esperta sicuramente sta dando una grossa mano.

I numeri per la Roma contro la Cremonese degli ultimi anni sono meno felici di quanto si possa pensare.

Roma a caccia di una vittoria a Cremona che manca dal secolo scorso

Complice la prolungata assenza dal massimo campionato di Serie A, la Roma non vince allo Zini dal 24 Settembre 1995: 1-0 per i giallorossi – risultato molto caro all’attuale Roma – grazie all’autorete di Tentoni. Corsara dunque fu all’epoca la Roma di Mazzone, al contrario di quella di Mourinho che tra le polemiche per la famosa espulsione indotta dal IV Uomo Serra, perse due anni fa per 1-2 allo Zini.

In quella stagione ci fu, sempre contro la Cremonese, la clamorosa esclusione dalla Coppa Italia all’Olimpico: un 2-1 sempre per la formazione lombarda, che spedì anzitempo fuori dalla coppa nazionale i giallorossi.

Negli ultimi quattro precedenti la Roma ha battuto due volte all’Olimpico e in campionato la Cremonese: 1-0 gol di Smalling e 2-1 sempre in Coppa Italia ma nel 2024.

E pensare che su 18 precedenti assoluti, la Cremonese ha battuto solo 4 volte la Roma, con due di queste 4 sconfitte per i giallorossi arrivate nell’ultimo triennio. Un motivo in più per Gasp per tenere gli occhi ben aperti.

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Ferguson scalpita: salgono le quotazioni per una maglia dal 1′ a Cremona

Ferguson è pronto nuovamente a scendere in campo. E’ questa l’indicazione positiva che sta filtrando da Trigoria in queste ore in merito alle condizioni del centravanti di proprietà del Brighton che, in assenza di Dovbyk, non si gioca solo la titolarità ma le speranze (per molti residue) di permanenza in giallorosso.

E pensare che la Roma la scorsa estate era fortemente convinta della bontà di questa operazione, che con il diritto di riscatto, seppur oneroso, metteva il club a riparo da qualsiasi dispendiosa spesa e contestualmente nelle condizioni di poter operare una scommessa intrigante.

Inizialmente il feeling tra Gasperini e il ragazzo sembrava esser scattato, viste le tante presenze tra amichevoli e prime giornate di campionato, poi dalla prima sosta qualcosa è cambiato. La causa è soprattutto legata alle condizioni fisiche dell’irlandese, che a detta di Gasp ha svolto il suo primo grande allenamento solo ad ottobre inoltrato.

Foto Fraioli

Chance a Cremona, Ferguson deve sbloccarsi

La Roma ha bisogno dei gol del centravanti. Li ricercherà come noto sul mercato a gennaio, ma da qui a Natale nelle prossime 8-9 partite, avrà bisogno dell’apporto di Ferguson che scalpita per giocare dall’inizio contro la Cremonese.

La volontà del ragazzo è sbloccarsi e far vedere, come recentemente in nazionale (3 reti decisive per spingere l’Irlanda a disputare i play-off) di essere in grado di fare la differenza anche sotto misura. L’unico lampo al momento è l’assist di Pisa per Soulè, troppo poco per immaginare un riscatto a 38 milioni (eufemismo…), ma il calcio cambia vorticosamente. Intanto è tempo di accendere i motori, poi si vedrà in che direzione lo porterà il suo viaggio capitolino.

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Cremonese, un avvio record e calci piazzati da top: ecco le insidie della squadra di Nicola

La Roma domenica alle 15:00 andrà allo Zini, settore ospiti tutto esaurito in 10 minuti, in casa della Cremonese, match valido per rimanere in vetta alla classifica dopo 12 giornate di Serie A. L’obiettivo della squadra giallorossa è quello di cancellare quanto fatto dopo le precedenti due soste in stagione in cui sono arrivate altrettante sconfitte contro Torino (0-1) e Inter (0-1).

La formazione di Nicola non sarà un ostacolo semplice da superare, è un avversario che nasconde diverse insidie conosciute proprio da Milan (1-2), Como (1-1) e Atalanta (1-1) che non sono riuscite a ottenere i 3 punti, malgrado fossero favorite. La Cremonese, con 14 punti dopo 11 partite, ha scritto una pagina della sua storia in Serie A: miglior avvio dal 1994-95. Analizzando le stagioni in cui la vittoria valeva 2 punti, considerando ogni successo valevole di 3, i grigiorossi solo nel 1993 hanno fatto meglio (18).

Il direttore sportivo della Cremonese, Simone Giacchetta, ai microfoni di Retesport, ha espresso il suo stupore: ‘Onestamente non me l’aspettavo, la verità è questa. Siamo l’ultima neo promossa dello scorso campionato, è stata una rincorsa. Adattare la rosa alla Serie A non è facile, il mercato è difficile: volevamo puntare su un’anima italiana, mantenendo quello spirito”.

Cremonese, miglior squadra della Serie A sui calci piazzati

Nicola, allenatore Cremonese

Nicola si sta confermando un ottimo allenatore attento ai minimi dettagli. La Cremonese è una delle 7 neopromosse su 30 che, negli ultimi 10 anni, è riuscita a fare almeno 14 punti dopo 11 partite come Sassuolo (16), Frosinone (15), Empoli (15), Verona (15), Parma (14) e Cagliari (16). La formazione grigiorossa si sta contraddistinguendo per un atteggiamento prudente senza palla concedendo circa 15.06 passaggi prima di un intervento difensivo agli avversari, solo il Milan ne consente di più.

La vera arma della squadra di Nicola sono i piazzati. La Cremonese, infatti, è la miglior formazione della Serie A sui calci da fermo, esclusi i rigori: 6 gol fatti come la Juventus e solo una rete incassata al pari di Roma e Bologna. Un’efficacia straordinaria a cui i giallorossi dovranno fare attenzione.

I lombardi cominciano ad assomigliare al proprio allenatore non mollando mai e credendo di poter fare risultato sino all’ultimo secondo delle partite. La squadra di Nicola, infatti, è 3° in campionato per gol segnati dal 76° in poi: 4, solo Inter e Juventus hanno fatto meglio (5). Gasperini conosce le insidie della trasferta allo Zini e non vuole farsi trovare impreparato per mantenere la vetta della classifica.

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La Roma in trasferta è un ‘rullo compressore’: i numeri

La Roma viaggia con un ritmo impressionante in trasferta nel 2025, confermandosi una delle squadre più efficaci del panorama internazionale.

Nei cinque principali campionati europei solo il Bayern Monaco, con una media di 2,43 punti a gara, è riuscito a fare meglio. Subito alle spalle c’è proprio la squadra giallorossa, che viaggia a 2,33 punti di media, la stessa del Barcellona: numeri che parlano da soli. In Serie A, nelle 15 partite giocate lontano dall’Olimpico nel 2025, sono arrivate 11 vittorie, due pareggi e appena due sconfitte, una marcia che ha pochi eguali nel continente.

Roma, La miglior difesa esterna dell’anno in trasferta

Se la produzione offensiva è decisiva, la solidità difensiva è ciò che sta facendo davvero la differenza. La Roma è infatti la miglior difesa in trasferta dell’anno solare nei cinque grandi campionati europei, con ben nove clean sheet. Una tenuta che, fuori casa, sembra essersi trasformata in un vero marchio di fabbrica.

Nella storia recente del club i giallorossi erano riusciti a fare meglio solo in due occasioni, nel 2017 e nel 2018, quando chiusero l’anno con dieci porte inviolate. Un dato che racconta la continuità e la crescita di una squadra che ha imparato a comandare anche lontano dal proprio stadio.

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Ferguson pronto ma a Cremona può rigiocare Baldanzi

Evan Ferguson anche ieri si è allenato in gruppo e quindi sarà pronto per la sfida contro la Cremonese. Una buona notizia per Gasperini che da oggi, con il rientro assoluto in campo di tutti gli ultimi nazionali impegnati in giro per il Mondo fino alle scorse ore, inizierà le vere prove tattiche in vista della sfida dello Zini di domenica.

L’irlandese è ancora a secco di gol con la maglia della Roma e spera in una chiamata dall’inizio ma Gasperini sta ragionando su varie alternative, che includono in testa l’opzione Baldanzi dal 1′.

Foto Fraioli

Ferguson pronto, El Shaarawy distante, Baldanzi in prima fila

Il secondo tempo contro l’Udinese ha convinto molto Gasperini sulla bontà della formula con il tridente leggero che ha valorizzato nel movimento complessivo tutti: dai centrocampisti, agli inserimenti dei difensori con Mancini e Celik in testa. Ecco perchè a Cremona, contro una difesa un po’ statica, Gasp potrebbe optare nuovamente ancora per il trio Soulè-Pellegrini-Baldanzi che ha fatto bene nella ripresa contro i friulani, prima della sosta.

La vera sorpresa potrebbe essere El Shaarawy, ma decentrerebbe Pellegrini da una posizione nella quale pian piano sta tornando ai suoi livelli. L’idea Baldanzi si lega anche alle assenze: Dybala e Dovbyk out, Bailey non è ancora rientrato in gruppo, Ferguson avrà pochi allenamenti nelle gambe e sicuramente non i 90 minuti. Per questo l’emergenza chiama ingegno e idee, con Baldanzi che nonostante il possibile addio a gennaio (destinazione Verona) è oggi il favorito in attacco.

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Disastro VAR: già 8 errori gravi non corretti. Lo scorso anno furono 15 totali in Serie A

Polemiche, decisioni sbagliate, correzioni VAR che in alcuni casi hanno indotto in errore l’arbitro di campo che invece aveva preso la strada giusta.

I numeri relativi agli interventi del VAR in Serie A in questa stagione sono molto negativi, se confrontati con l’andamento dello scorso anno. Un tema sottolineato anche dal designatore Rocchi, la scorsa settimana, in un vertice fortemente voluto con tutti i rappresentanti dei club del massimo campionato.

Come riferisce la Repubblica, dopo 11 giornate di Serie A, la revisione video ha sanato 42 errori dei 50 commessi dagli arbitri, l’84% del totale. Un anno fa, allo stesso punto del torneo, l’indice di correzione era del 92%. Insomma: dall’inizio di questo campionato, al Var sono già sfuggite 8 situazioni.

Numeri allarmanti se, come detto, si confrontano con il dato complessivo della scorsa annata. Al termine del campionato 24-25 gli errori erano stati 15 in totale. Siamo quindi già giunti ad oltre la metà dello scorso anno.

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Ferguson, bisogna tornare protagonisti nell’area avversaria: solo 5 passaggi serviti

Ora o mai più. Evan Ferguson sta smaltendo l’infortunio alla caviglia che non gli ha consentito di giocare con l’Irlanda e gli ha fatto saltare le partite della Roma contro Milan, Rangers e Udinese. Il classe 2004, nelle prossime settimane, sarà l’unico centravanti a disposizione di Gasperini, dati gli infortuni di Dovbyk e Dybala. Ferguson è chiamato a dare una risposta dopo essere sparito ingiustificatamente al termine della 2° giornata di Serie A in cui ha servito un assist a Soulé. Successivamente il furore, la capacità di dialogare con i compagni ed essere un riferimento si sono dissolte nel nulla.

Il tecnico di Grugliasco il 25 ottobre ha bocciato l’atteggiamento dell’ex Brighton: ”Lui ha sempre dato dimostrazione in campo di voler dare delle risposte, anche se in questo momento le risposte non sono state positive, in modo abbastanza evidente. Se devo dire la verità, ieri per la prima volta in questa stagione ho visto da parte sua un allenamento giusto”.

Dopo appena 4 giorni Gasp ha rilanciato Ferguson dal primo minuto come non accadeva dal 2 ottobre contro il Lille ma il fallo di Valenti gli ha provocato una distorsione alla caviglia che lo ha fatto uscire dal campo al 7° minuto. Una delle critiche rivolte al classe 2004 è l’incapacità di riempiere l’area di rigore, svuotata troppo spesso nei match in cui il tecnico di Grugliasco gli ha dato fiducia. I numeri confermano questa impressione: Ferguson, infatti, in 305 minuti di Serie A ha servito solo 5 passaggi nell’area di rigore avversaria. Troppo pochi. Gasp era stato chiaro con i suoi attaccanti: bisogna calpestare le zone pericolose del campo per aumentare l’efficacia offensiva della squadra.

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Roma, un’abitudine da coltivare: 1° dopo 11 giornate solo un’altra volta nei campionati a 20 squadre

La Roma domenica a Cremona cercherà di rimanere in vetta alla classifica. I giallorossi affronteranno la squadra di Nicola alla 12° giornata, dopo una sosta che ha fatto riflettere la tifoseria sui rinforzi con cui alzare il livello della squadra a disposizione di Gasperini per restare in alto. Il tecnico di Grugliasco non ha voluto spegnere l’entusiasmo dei sostenitori capitolini: È giusto che la gente sogni, non bisogna mai togliere i sogni alla gente. Arriviamo alla sosta primi in classifica ed è motivo di orgoglio. Le percentuali le vedremo più avanti. I giocatori con il loro atteggiamento e comportamento ci credono in ogni partita. Siamo solamente all’inizio. Quando fai un bel sogno è già qualcosa di buono”.

Un avvio sorprendente nettamente sopra le attese. La Roma non è una squadra abituata a sostare in cima alla classifica ma è un’abitudine che deve iniziare ad avere per uscire dalla comfort zone dell’Europa League. Nei campionati a 20 squadre, dopo 11 giornate, ai giallorossi era accaduto solo un’altra volta di stare al primo posto guardando tutti dall’alto verso il basso: stagione 2013-14 con Rudi Garcia in panchina. Il salto di qualità si farà quando per i calciatori e l’ambiente la parola scudetto non sarà più avvolta da scaramanzia e scetticismo.

Roma, solo 4 calciatori della rosa hanno vinto lo scudetto da protagonisti

Foto Fraioli

La Roma non è stata costruita per aggiudicarsi lo scudetto in questa stagione ma ha iniziato un percorso che lo stesso Gasperini spera possa culminare con la vittoria del campionato. Il tecnico di Grugliasco a Bergamo ha alzato l’asticella delle sue ambizioni, prima sollevando al cielo l’Europa League, e poi tentando di far cucire il tricolore sulle maglie dell’Atalanta. Gasp a 67 anni, difficilmente, ha accettato di abbracciare il progetto giallorosso consapevole di scendere dalla scala delle proprie aspirazioni. Il focus è chiaro ma c’è bisogno di pazienza e tanto lavoro.

La Roma, infatti, nella propria rosa, ha solo 4 calciatori che hanno vinto lo scudetto da protagonisti: Dybala (5), Wesley (2), Celik (1) ed Hermoso (1). Gli unici che hanno un passato in cui sono riusciti a non soffrire di vertigini una volta stati in alto in classifica e che hanno gestito bene le pressioni. Una lista a cui si potrebbero aggiungere Dovbyk, Cristante, Rensch, Tsimikas Angelino, Gollini e Svilar che nella propria bacheca hanno almeno un campionato vinto, ma da comparse o poco più, con meno di 1000 minuti disputati. Ecco che uno degli step che la Roma di Gasperini dovrà superare è quello di abituarsi alle zone alte della classifica in cui c’è sempre meno ossigeno e dove la lucidità viene meno.

Inter, Napoli, Milan e Juventus hanno maturato un’esperienza maggiore ma i giallorossi hanno già scalato la montagna e vogliono godersi il paesaggio per più tempo possibile sino a quando non sarà più una sorpresa.

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Nazionale, esclusa la Serie A ci sono meno di 20 calciatori italiani nei top 5 campionati

L’Italia si è sgretolata di fronte alla forza della Norvegia (1-4) che, nel secondo tempo, ha passeggiato sulle macerie azzurre: 4 gol e silenzio a San Siro. La nazionale allenata da Gattuso, per tornare a giocare i Mondiali, dovrà superare i playoff che si disputeranno a marzo. Giovedì 20 novembre i sorteggi decreteranno il primo avversario, sperando di superare anche la finale che si potrebbe giocare in casa.

Gian Piero Ventura, il primo ct che è stato travolto dalla carenza di qualità che nel 2018 fu eliminato dalla Svezia ai playoff per accedere al Mondiale, è stato chiaro in esclusiva ai microfoni di Retesport: ”Va cambiato il sistema e non gli allenatori, anche se a volte è giusto per carità. Se andiamo avanti mettendo la testa sotto la sabbia diventa difficile. L’ultima volta che l’Italia ha partecipato per vincere il Mondiale era il 2006 e in rosa c’erano Del Piero Inzaghi, Gilardino, Toni che facevano panchina”. Calciatori che adesso sarebbero inamovibili.

Nazionale, all’estero quasi nessuno punta su calciatori italiani

Calciatori che in Italia vengono etichettati e valutati come fenomeni, quando si alza il livello, puntualmente spariscono. Basta pensare a Lucca e Piccoli pagati rispettivamente circa 35 e 27 milioni da Napoli e Fiorentina che hanno segnato appena 2 gol in campionato. Un bottino magro, nettamente al di sotto delle aspettative. Entrambi, infatti, non sono protagonisti in una Nazionale in difficoltà. La domanda sorge spontanea: all’estero quanti club puntano su calciatori italiani? Il dato è inquietante perché nei top 5 campionati, esclusa la Serie A, ci sono meno di 20 calciatori che orbitano in Premier League (11), Liga (0), Ligue 1 (2) e Bundesliga (3).

La lista è cortissima: Chiesa, Calafiori, Savona, Tonali, Udogie, Donnarumma, Vicario, Leoni, Gnonto, Kayode, Coppola in Premier, nessuno in Spagna dove si predilige la qualità, Emerson Palmieri e Renato Marin in Francia e Vincenzo Grifo, Fabio Chiarodia e Filippo Mane in Germania. Numeri nettamente inferiori rispetto ad altre Nazioni, che storicamente, hanno meno blasone degli azzurri.

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Gasperini, dalla sosta di novembre a Natale si accelera: dal 2019 la media punti è pari a 2,09

La Roma di Gian Piero Gasperini si è presentata alla sosta, dovuta agli impegni delle Nazionali, da prima in classifica a 24 punti insieme all’Inter. Un risultato inatteso e sorprendente che fa sognare i tifosi giallorossi che si augurano che la squadra possa dare continuità, soprattutto alle ultime prestazioni fornite contro Udinese e Rangers. C’è chi è più scettico e crede che gli uomini di Gasp possano spegnersi come una candela e chi pensa che in un campionato senza padroni nessun orizzonte debba essere precluso.

Il tecnico di Grugliasco non ha voluto frenare l’entusiasmo dei sostenitori romanisti: Sogno Scudetto?‘Di sognare sono liberi tutti quanti, speriamo che il risveglio sia positivo. I giocatori con il loro atteggiamento e comportamento ci credono in ogni partita. Siamo solamente all’inizio. Quando fai un bel sogno è già qualcosa di buono”.

Roma, Gasperini e la rincorsa verso un Natale da sogno

Foto Fraioli

La Roma, dopo la sosta, affronterà la Cremonese in trasferta, match che nasconde diverse insidie. Il percorso in Serie A fino a Natale non sarà facile: oltre alla formazione di Nicola, i capitolini incontreranno Napoli (C), Cagliari (T), Como (C) e Juventus (T). La squadra di Gasperini sembra arrivare al tour de force con tanta benzina come previsto dal mister e dal suo staff. Il preparatore atletico Domenico Borelli è stato chiaro: Abbiamo studiato per essere al top adesso nel periodo da ottobre a febbraio. Poi a marzo studieremo la situazione”.

La Roma sembra in ottima forma fisica e non è una novità, analizzando le ultime stagioni in cui Gasperini si è seduto sulla panchina dell’Atalanta. La Dea nelle 5 partite di Serie A, dopo la sosta di novembre e prima di Natale, lo scorso campionato ha sempre vinto superando Parma, Roma, Milan, Cagliari ed Empoli. Dal 2019-20, la media punti di Gasp è stata di 2,09, ossia 65 in 31 match, dato che nel 2020-21 si disputarono 6 gare.

Se il tecnico di Grugliasco dovesse dare continuità a questa tendenza positiva, i giallorossi potrebbero presentarsi alla vigilia di Natale con circa 34 punti, in attesa di altre 3 partite per terminare il girone di andata. La Roma appare in forma ma il calendario che aspetta gli uomini di Gasp è ricco di insidie e difficoltà, la speranza del mister è quella di arrivare al cenone della vigilia di Natale a una distanza minima dalla vetta o in cima a essa per sollecitare ancora di più Dan e Ryan a fargli trovare dei regali sotto l’albero.