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Midtjylland, gioventù al comando per sorprendere anche in Europa

La Roma alle 18:45 ospiterà allo stadio Olimpico il Midtjylland di Mike Tullberg, match valido per la 5° giornata di Europa League. La squadra danese, sorprendentemente, sta dominando la competizione a punteggio pieno: 4 vittorie in altrettante gare contro Sturm Graz (2-0), Nottingham Forest (2-3), Maccabi Tel Aviv (3-0) e Celtic (3-1). Gasperini ha alzato l’asticella dell’attenzione: Quella di domani (oggi ndr) è una sfida da prendere con le molle, che ci permetterà di non pensare troppo alla partita di domenica contro il Napoli. Il Midtjylland primo in classifica può essere relativamente una sorpresa, ma è assolutamente meritato per le partite che ha fatto. Io so del valore della squadra e ne ho visto anche l’evoluzione”.

Franculino, Castillo, Osorio, Gogorza alcuni dei talenti da attenzionare per limitarli durante la partita e chissà anche in ottica calciomercato… ”Tante squadre lavorano bene, con tanti bravi giocatori in giro e basta andare a guardarli. Ce ne sono davvero”. Il messaggio chiaro di Gasp.

Midtjylland, club e squadra giovane per sorprendere anche in Europa

Club, allenatore e calciatori sono uniti dalla parola giovane. Il Midtjylland, infatti, è nato nel 1999 dalla fusione dell’Ikast FS e dell’Herning Fremad, concordata da due presidenti lontanissimi dai petrodollari moderni: Johnny Rune, un falegname e Steen Hessel un rivenditore di auto. In appena 26 anni la società danese ha vinto 4 campionati e 2 coppe di lega centrando l’obiettivo prefissato nel momento dei primi vagiti calcistici: essere protagonisti in patria e rubare la scena a Brøndby e Copenaghen.

I risultati migliori del Midtjylland, in Europa, sono i gironi di Champions League nel 2020-21 e i playoff o 16° di finale di Europa League. In questa stagione, però, gli uomini allenati da Tullberg, tecnico di soli 39 anni, potrebbero scrivere nuove pagine della breve storia del club. L’allenatore danese è subentrato a Thomas Thomasberg, esordendo con una sconfitta (2-1) il 14 settembre contro il Nordsjaelland. Nelle successive 14 gare il rendimento è stato di altissimo livello: 11 vittorie, 2 pareggi e un solo ko arricchiti da 35 gol fatti e appena 8 reti subite. Tullberg, cresciuto nelle giovanili del Borussia Dortmund, dovrebbe presentarsi allo stadio Olimpico a specchio con la Roma: difesa a 3 come fatto in 12 match su 15.

I calciatori da monitorare sono tanti da Franculino, 21 anni, 19 gol e 3 assist in stagione a Castillo classe 2004 ecuadoriano, 5 reti e 7 passaggi decisivi. La lista è lunga con Osorio, ala destra di 21 anni, Gogorza, cresciuto nelle giovanili del Midtjylland, nato nel 2006, e Ousmane Diao difensore centrale del 2004 che ha già segnato in 2 occasioni in Europa League

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Roma, mentalità vincente per tornare al vertice: 75% di successi in Serie A

La Roma vince e convince. La formazione giallorossa, giovedì impegnata contro il Midtjylland, ha strapazzato la Cremonese allo Zini di fronte ai propri tifosi. Gasperini, per la prima volta in stagione, ha visto la propria squadra segnare 3 gol in una partita: Soulé, Ferguson e Wesley i protagonisti. Il tecnico di Grugliasco ha mostrato la sua soddisfazione: ‘Ho la sensazione che sia accesa la luce in tanti: arriviamo con parecchi giocatori con lucidità e scelte giuste. È un grande merito di questi ragazzi, che sembra abbiano svoltato: il primo gol è bello, il terzo è di qualità e il secondo negli spazi. Quando fai un gol come il terzo significa che hai fiducia e hai fatto un passo avanti”.

La Roma finalmente sta tornando protagonista in campionato, dopo troppi anni in cui ha galleggiato nella mediocrità della 6° posizione e dintorni. Zero pressioni nel dover vincere obbligatoriamente le partite per mantenere le zone alte della classifica, ma un sali e scendi di prestazioni, una discontinuità cronica che abbatte qualsiasi ambizione. Ivan Juric parlava così durante la sua esperienza nella Capitale nella scorsa stagione: ‘In questo momento non abbiamo una mentalità vincente, questa non è una mentalità da Roma. Le prestazioni sono positive ma poi succede che a Monza non riesci a vincere, con l’Elsfborg uguale e con l’Inter per un errore paghi tanto”.

Roma, dal 2018-19 alla scorsa stagione appena il 49,2% di vittorie ma con Gasp la storia sta cambiando

Foto Fraioli

La Roma non accede alla Champions League dalla stagione 2017-18. L’obiettivo principale della squadra di Gasperini è quello di tornare ad ascoltare l’inno scritto da Tony Britten. La strada intrapresa è quella giusta: 9 vittorie in 12 partite, ossia il 75% quasi il doppio rispetto al periodo in cui la mediocrità ha avvolto i giallorossi. La Roma, dal 2018-19 alla scorsa stagione, è 7° in Serie A per numero di successi: 131 su 266 (49.2%). Dati che riassumono la modestia delle prestazioni fornite dai capitolini.

La formazione giallorossa nel periodo in cui è arrivata costantemente in Champions, dal 2013-14 al 2017-18, ha vinto il 63,6% della gare (119 su 190), meno rispetto a quanto sta facendo Gasperini. Pisilli, uno dei calciatori meno schierati dal mago di Grugliasco, è stato chiaro: ”Ha cambiato la storia di una società (Atalanta ndr), ora con noi sta facendo qualcosa di molto importante. Appena arrivato ci ha trasmesso una mentalità vincente: ci dimostra che se lo seguiamo i risultati arrivano”.

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Serie A, dal 2000 solo Conte al 1° anno ha vinto lo scudetto in una squadra non da podio: i precedenti

Roma sogna, c’è ancora pace prima di un’eventuale tempesta. A livello emozionale, però, un vortice di sensazioni ha già travolto i tifosi che, ciclicamente durante ogni giornata, controllano la classifica della Serie A e vedono la squadra di Gasperini in vetta, da sola senza nessuno al fianco. Dopo 12 turni di campionato non accadeva da 12 anni, un’attesa infinita che si allunga addirittura a 24 dall’ultimo scudetto vinto. Una parola questa, a oggi, avvolta da scaramanzia, basta vedere la reazione di Mancini a margine del premio Beppe Viola, con un gesto apotropaico eloquente una volta pronunciata.

Gasperini, invece, sembra più cinico e non vuole nascondersi, pur mantenendo la lucidità di chi sa che non allena la squadra più forte della Serie A: Scudetto? È giusto sognare quando sei in alto ma sappiamo benissimo che i sogni raramente si avverano. Davvero è bello viverli, finché si può lo viviamo. Facciamo finta di svegliarci e dormiamo un altro po’, così lo allunghiamo”.

Dal 2000, solo una volta un allenatore ha vinto lo scudetto al primo anno in una squadra che non è stata da podio

Foto Fraioli

Pochi sogni si realizzano ma, è insito che quindi è possibile ed è obbligatorio crederci. A maggior ragione se, dopo 12 giornate di campionato, sembrano esserci i presupposti per poter materializzare delle fantasie calcistiche che rimangono astratte da 24 anni. La Roma è prima e, nel prossimo turno di Serie A, ospiterà allo stadio Olimpico il Napoli di Conte, l’ultima squadra ad aver vinto lo scudetto. Un bivio importante che potrebbe più o meno allungare il sogno di Gasperini e tifosi.

Il tecnico di Grugliasco sta compiendo un autentico capolavoro, considerando che la squadra giallorossa è in cima alla classifica, malgrado non abbia gli stessi mezzi delle altre pretendenti. La domanda sorge spontanea: quante volte un allenatore al suo esordio in panchina ha vinto lo scudetto in un club che l’anno precedente non è arrivato sul podio, ossia tra le prime 3? Insomma chi non ha neanche fatto le prove tecniche per trionfare e cucire sulle proprie maglie il tricolore.

In 26 stagioni, solo a un allenatore è capitato: Antonio Conte nel 2012, con la Juventus reduce da due 7° posti. Sempre lui è riuscito ad arrivare primo con il Napoli nel 2025, dopo il crollo dell’anno precedente con una 10° posizione che nascondeva le qualità di una squadra che con Spalletti aveva già riportato lo scudetto tra i partenopei nel campionato antecedente (2023). Molti calciatori, quindi, avevano già vissuto le pressioni che derivano da un percorso in vetta. Nelle altre occasioni, il tecnico che ha vinto lo scudetto, o era al suo secondo anno in panchina o allenava una squadra che la stagione precedente era arrivata tra le prime 3 in classifica.

Nelle ultime 26 edizioni della Serie A, quindi, solo la Juventus di Conte del 2012 può essere accostata al cammino intrapreso dalla Roma di Gasperini. Come detto dal tecnico di Grugliasco è raro ma non è impossibile. Nello stesso arco temporale analizzato, ad appena 3 squadre è capitato di vincere lo scudetto senza essersi piazzate sul podio l’anno precedente: Roma (2001), Juventus (2012) e Napoli (2025). Pochi sogni si realizzano ma qualcuno diventa realtà.

SCUDETTI VINTI AL PRIMO ANNO DA UN ALLENOTORE IN SERIE A DAL 1999-2000.

2001-02: Juventus 71 punti. Primo anno di Lippi, squadra reduce da 2 secondi posti.

2004-05: Juventus 86 punti. Primo anno di Capello, squadra reduce da 3° posto e due scudetti

2008-09: Inter 84 punti. Primo anno di Mourinho, squadra reduce da 3 scudetti di fila.

2010-11: Milan 82 punti. Primo anno di Allegri, squadra reduce da due 3° posti.

2011-12: Juventus 84 punti. Primo anno di Conte, squadra reduce da due 7° posti.

2014-15: Juventus 87 punti. Primo anno di Allegri, squadra reduce da 3 scudetti di fila.

2019-20: Juventus 83 punti. Primo anno di Sarri con 8 scudetti di fila alle spalle.

2024-25: Napoli 82 punti. Primo anno di Conte e squadra reduce da un 10° posto e uno scudetto vinto.

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Turnover ‘ragionato’ col Midtjylland: possibili quattro variazioni

Turnover e pensieri, in arrivo c’è il ciclone Midtjylland. Rientrati dalla festante trasferta di Cremona, che ha consegnato ai giallorossi la testa della classifica in solitaria, la Roma ora deve riconcentrarsi con forza sul capitolo europeo. Nonostante le domande domenica rivolte ai calciatori fossero già sul big match col Napoli, diversi hanno sottolineato la necessità di pensare prima all’avversario danese che sta sorprendendo tutti in Europa.

Il Midtjylland infatti è primo in campionato e primissimo in Europa League a punteggio pieno e non verrà all’Olimpico a fare le barricate. Franculino e compagni giocano con un intenso e verticale 3-4-2-1 o 3-4-3, quindi in maniera speculare alla Roma. Una gara dunque che si preannuncia apertissima e potenzialmente spettacolare.

Gasperini deve fare i conti con un’infermeria che gradualmente va svuotandosi ma anche con qualche situazioni da gestire.

Col Midtjylland poco turnover, ma in 4 sperano nella chiamata dall’inizio

Dietro pochissimi cambi: Hermoso non sta bene, salterà anche la sfida di giovedì al 99% e nonostante Mancini non sia al top, scenderà in campo presumibilmente con Celik e Ndicka. Difficile una chance per Ghilardi, anche se prima o poi arriverà il suo turno come preannunciato da Gasp.

In mezzo al campo rivedremo sicuramente El Aynaoui, ma Pisilli spera in una chiamata dall’inizio magari nel ruolo di trequartista al posto di Pellegrini che può riposare in vista del Napoli. Sugli esterni chance per Rensch con Wesley confermato a sinistra. In attacco Ferguson giocherà al fianco di Soulè, per dare continuità al buon momento con gol e esultanza sotto il settore.

La Roma comunque non può più sbagliare e in casa è ancora a secco di vittorie in Europa dopo le sconfitte contro Lille e Viktoria Plzen. Al giro di boa della prima fase continentale, i giallorossi vincendo accorcerebbero sensibilmente sulle prime otto, rientrando pienamente in corsa per una qualificazione diretta agli ottavi di finale.

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Soulé, calpestare l’area di rigore per diventare protagonista: le differenze rispetto all’esordio contro il Bologna (FOTO)

La stella argentina brilla ancora, e ieri lo ha fatto allo Zini contro la Cremonese. Matias Soulé ha fulminato Audero con un tiro imprendibile di sinistro: 4° gol in Serie A, capocannoniere della Roma dopo 12 giornate. La scorsa stagione, nello stesso periodo, il classe 2003 si era fermato al lampo in casa dell’Hellas Verona, per poi terminare la sua prima esperienza nella Capitale con 5 reti, le stesse segnate con Gasp in 16 partite, ben 23 in meno. La crescita dell’ex Frosinone è sotto gli occhi di tutti ed è iniziata con Claudio Ranieri che lo rimproverava di girare troppo intorno a se stesso con il pallone fra i piedi.

Soulé ha dichiarato pubblicamente qual è il lavoro che sta facendo con il mago di Grugliasco per proseguire il miglioramento in fase realizzativa: ”Stiamo lavorando per essere più incisivi davanti, segnare di più e fare più assist. Vuole che io entri di più in area avversaria: è una cosa che ha già preteso da altri attaccanti. So che ho molto da migliorare, ma sono sicuro che col suo aiuto potrò fare molto di più”. L’argentino, in Serie A, ha segnato 4 gol quasi tutti dalla stessa zolla di campo chiudendo l’azione da sinistra verso destra con il suo mancino: Pisa, Hellas Verona, Fiorentina e Cremonese le vittime. Esclusa quella contro gli Scaligeri, le altre 3 reti sembrano una la copia dell’altra: segno che il lavoro fatto con Gasperini sta portando i risultati sperati.

Soulé, giocare più al centro del campo come vuole Gasp: le differenze tra Cremonese-Roma e l’esordio contro il Bologna

Foto Fraioli

Matias Soulé sta diventando uno dei leader tecnici più importanti della Roma di Gasperini. L’argentino, in campionato, ha partecipato al 40% dei gol dei giallorossi (6 su 15) e anche ieri contro la Cremonese, al netto della rete, ha fornito una prestazione di alto livello. Il classe 2003 ha arricchito la sua partita anche con 7 palloni recuperati: sacrifico e attenzione in fase di non possesso, come preteso dal mago di Grugliasco.

Soulé allo Zini ha calpestato l’area di rigore soddisfacendo le richieste di Gasp. Analizzando i tocchi della stella argentina contro la Cremonese e all’esordio con il Bologna, emerge tutto il lavoro che il tecnico della Roma sta facendo con l’ex Frosinone. Il classe 2003, alla prima giornata, ancora era fortemente influenzato dal ruolo ricoperto con Sir Claudio, ossia largo sulla fascia, mettendo piede nell’area avversaria solo in 2 occasioni e giocando pochi palloni al centro del campo.

Dopo 11 turni di Serie A, l’evoluzione è chiara. Soulé, infatti, contro la Cremonese ha toccato 11 volte la sfera nell’area grigiorossa e nei dintorni centrali in cui l’indice di pericolosità aumenta sensibilmente. Il gol, infatti, arriva proprio da queste zolle di campo. Mago Gasp sta cambiando i connotati di un calciatore che ha ancora ampi margini di crescita, come tutta la sua Roma che, dopo 12 giornate, è prima in classifica.

Tocchi Soulé a Roma-Bologna (Opta)
Tocchi Soulé a Cremonese-Roma (Opta)
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Cremonese-Roma: il turbo di Koné, Wesley e Soulé che fa contento Gasperini

Un autentico trionfo giallorosso allo Zini. La Roma di Gasperini ha mostrato un volto raggiante che ha persuaso anche i tifosi più scettici: 3 gol per la prima volta in stagione e Cremonese annichilita (1-3), malgrado dei brevi momenti di difficoltà. I capitolini grazie ai gol di Soulé, Ferguson e Wesley, dopo 12 giornate, hanno allontanato tutte le squadre che ambiscono alla vetta della classifica: Milan, Napoli, Inter e Juventus, non accadeva da 12 anni. Un arco temporale troppo lungo, ma finalmente i tifosi sono tornati a sognare in grande.

Gasperini, fine partita, ha espresso la sua soddisfazione: ‘Oggi, però, c’è stata una crescita: abbiamo giocato bene in attacco, con bei movimenti, giocando di reparto e sempre con pericolosità. C’era sempre la sensazione di creare pericoli, questo non succedeva qualche settimana fa. È un grande merito di questi ragazzi, che sembra abbiano svoltato: quando fai un gol come il terzo significa che hai fiducia e hai fatto un passo avanti”.

Cremonese-Roma, il turbo di 3 calciatori simbolo di una squadra Gasperiniana

Foto Fraioli

Koné, Wesley e Soulé, i 3 motori che fanno correre la Roma e sorridere Gasperini che vede una squadra a sua immagine e somiglianza. Il centrocampista francese, al 16°minuto, con un’accelerazione, sfruttando l’uno due con Pellegrini, ha lasciato sul posto gli avversari e ha servito Soulé, in quella che ormai è la sua zolla di campo preferita al limite dell’area: due tocchi e sinistro fulminante su cui Audero non ha potuto nulla. La parola fine, allo Zini, l’ha scritta Wesley con una corsa di oltre 60 metri: El Shaarawy lo ha lanciato in profondità e il brasiliano con una rapidità, non comune nel mondo terreno, ha fatto esultare il settore ospiti gremito con uno scavino.

Sprint, scatti e sgasate, quello che mancava alla Roma nelle ultime stagioni si racchiude nelle giocate di Koné, Wesley e Soulé. Contro la Cremonese sono stati i 3 calciatori che hanno percorso più metri in conduzione verso la porta avversaria (130, 128, 112), fondamentali soprattutto in fase di transizione quando si deve ribaltare l’azione ed essere efficaci. Allo Zini sono risultati tutti determinanti: assist per Koné e un gol per Wesley e Soulé.

Cremonese-Roma ha decretato che i capitolini vogliono disputare un campionato da protagonisti, lo scontro diretto con il Napoli potrebbe definire maggiormente il loro ruolo. La certezza è che Gasp ha trovato il motore con cui far correre la sua macchina.

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Disastro Ayroldi ma Gasp boccia pure il IV Uomo

Se c’è un neo nella trasferta di Cremona, è l’espulsione di Gian Piero Gasperini. Il tecnico giallorosso, a ragione, ha iniziato a protestare per le diverse illogiche chiamate di Ayroldi, partite dal rigore ‘fantasma’ concesso alla Cremonese e poi rimosso dal VAR, l’inversione dell’ammonizione da un difensore dei padroni di casa a Ziolkowki, fino ai diversi errori di inizio ripresa.

In realtà il tecnico giallorosso aveva protestato più per gli episodi di fine primo tempo che ad inizio ripresa, ma nonostante ciò Ayroldi ha deciso di ammonirlo, forse per una somma di richiami. Gasp de visu gli ha strillato più volte ‘Non ho detto niente, non ho detto niente’ e lo ha ribadito con veemenza al IV uomo Crezzini, che incredibilmente ha richiamato Ayroldi di spalle suggerendogli l’espulsione.

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Gasp vs Ayroldi e Crezzini: le sue ragioni

Il tecnico giallorosso nel post gara ha spiegato le sue ragioni: “Rispetto alle molteplici situazioni del primo tempo, nel secondo non ho detto nulla. L’arbitro e il quarto uomo hanno fatto due errori gravi. Se dovevano fare qualcosa era nel primo tempo. Non nel secondo“.

Un rosso pesante, che impedirà a Gasperini di seguire dalla panchina il big match di domenica prossima contro il Napoli. La moviola di oggi sui quotidiani nei confronti di Ayroldi è impietosa.

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La moviola boccia sonoramente Ayroldi

Per il Corriere dello Sport il fischietto è addirittura da 3.5: Partita oscena per gestione tecnica, disciplinare, accettazione in campo da parte di Ayroldi. L’incoerenza nelle decisioni è palese. Esempio l’espulsione di Gasperini. Tiro di Barbieri, Mancini ha entrambe le braccia al corpo, il destro dentro la figura, il sinistro proprio aderente al fianco.

“Ayroldi fischia un rigore inesistente, anche troppo lunga la review di Pezzuto. Manca fallo e giallo obbligato per Terracciano su Wesley, l’azione prosegue, arriva un giallo severo per Ziolkowski.

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Roma capolista solitaria: non accadeva da…

Una Roma capolista, che fa sognare la gente. Un sogno che Gasperini a parole non vuole spegnare, nonostante sia consapevole della reale forza della formazione giallorossa e dei limiti da colmare, soprattutto a gennaio se possibile.

Nel frattempo la squadra giallorossa con 27 punti è in testa al campionato e in solitaria, vista la caduta dell’Inter nel derby. Per la Roma è un risultato, parziale ovviamente, ma che mancava da 12 anni.

Roma capolista, l’ultima volta con Garcia

Accadeva esattamente dodici anni fa, nella stagione 2013-14, quando la corazzata di Garcia aveva addirittura 32 punti, 1 in più della Juventus. Era la 12° giornata. Nei successivi campionati, mai la Roma è stata così in alto a questo punto della stagione.

Nella prossima sfida il Napoli all’Olimpico, con la speranza nel frattempo di aver definitivamente sistemato anche la pratica Europa League, dopo la vittoria importante contro i Rangers prima della sosta. Due casalinghe con oltre 120 mila spettatori per soffiare ancora su questo meraviglioso sogno.

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Raggi di Soulé, 5° gol nel 2025 da fuori area: solo Gueye come lui nei top 5 campionati europei

Altro gol prezioso di Matias Soulé. L’attaccante argentino, a Cremona, ha segnato la 5° rete da fuori area nel 2025: solo Pape Gueye del Villarreal, nei maggiori cinque campionati europei, come lui. Nessuno ha realizzato più gol dalla distanza nell’anno solare.

5 – Matías #Soulé è – al pari di Pape Gueye del Villarreal – uno dei due giocatori dei maggiori cinque tornei europei che hanno segnato più gol da fuori area (5 entrambi) nell’anno solare 2025. Chic. #CremoneseRoma pic.twitter.com/dSNIUwUfDa— OptaPaolo (@OptaPaolo) November 23, 2025

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Roma con o senza centravanti: ecco il rendimento dei giallorossi

Il consueto dubbio amletico prima di una partita della Roma: Gasperini schiererà un centravanti oppure sceglierà un reparto privo di riferimenti offensivi senza una punta strutturata? L’incertezza c’è anche prima della trasferta di Cremona con un ballottaggio serrato tra Ferguson e Baldanzi. In attesa del recupero di Bailey, Dybala e Dovbyk, in questo esatto ordine, il tecnico di Grugliasco dovrà decidere se presentarsi allo Zini dando continuità alla formazione del secondo tempo che ha vinto contro l’Udinese prima della sosta oppure no.

Gasperini, a fine partita, espresse la sua soddisfazione: Mi è piaciuto con quanti giocatori abbiamo riempito l’area, qualche settimana fa non sarebbe successo. Abbiamo acquisito delle convinzioni diverse e riusciamo ad essere pericolosi con più giocatori e mi sta piacendo molto. Anche se ogni calciatore ha una caratteristica diversa”. Chissà se Gasp rispetterà il detto: squadra che vince non si cambia.

Roma, con il centravanti mediamente arrivano più gol: i numeri dei giallorossi

Foto Fraioli

Gasperini nelle prime 15 partite della stagione, in 11 occasioni, ha schierato un reparto offensivo con almeno un interprete diverso rispetto a quanto fatto in precedenza. Il tecnico di Grugliasco, date le difficoltà della squadra a fare gol, ha apportato alcune modifiche per trovare la soluzione migliore.

La Roma, esclusi i recuperi, in Serie A, ha giocato 618 minuti con un centravanti strutturato, ossia Dovbyk o Ferguson: 8 gol (3 Soulé, 2 Dovbyk, Pellegrini, Cristante e Wesley), uno ogni 77′. Gasp, in campionato, solo contro Bologna, Pisa, Lazio e Verona ha avuto in campo per l’intera gara una punta: 4 vittorie di cui 3 con il medesimo punteggio (1-0, 0-1) e una per 2-0.

Nei restanti 372 minuti, la formazione giallorossa ha segnato un gol ogni 92 minuti (4) con Dybala, Hermoso, Pellegrini e Celik. In Europa League, Gasp ha sempre schierato Dovbyk o Ferguson e il rendimento della squadra è stato simile a quello in campionato: 5 reti, una ogni 71,2 minuti, firmate da Mancini, Ndicka, Dybala, Soulé e Pellegrini.

I numeri fotografano una Roma che, al netto degli interpreti, fatica a superare il portiere avversario. I giallorossi comunque con un centravanti di ruolo, il cosiddetto 9 nell’immaginario collettivo, segnano con più continuità. Estendendo a tutto il campionato i numeri forniti in Serie A, la formazione di Gasp, continuando così, con Dovbyk o Ferguson, realizzerebbe 44 gol, mentre senza, si fermerebbe a 37, ben 7 in meno. In attesa del calciomercato di gennaio.