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Valzer DS, Giuntoli vicino all’Atalanta libera D’Amico ma c’è il Milan. La Roma resta su Manna

Prima delle panchine, i direttori sportivi. Sarà una primavera infuocata in Serie A dal punto di vista dei cambiamenti, con tante società che potrebbero variare l’assetto dirigenziale e di conseguenza anche quello in panchina.

Juventus e Inter sono le uniche ben salde tra ds e allenatore, ma già scendendo o partendo dal Napoli sono tante le società, che possono rivoluzionare tutto.

L’Atalanta ad esempio è ormai noto da giorni che potrebbe sostituire Toni D’Amico con un altro professionista. Il sogno di Percassi sarebbe quello di riportare Sartori a Bergamo, ma in queste ore il nome forte è diventato Giuntoli. Non c’è ancora avvisaglia di firme imminenti, ma l’ex bianconero ora è in pole. Di conseguenza sfuma l’ipotesi del toscano per la Roma, che comunque ha altre idee e portano al Vomero: si tratta di Giovanni Manna.

L’ex dirigente bianconero ha un contratto di tre anni con De Laurentiis che ancora non si è espresso sul tema. La Roma e Gasp sono in pressing, sul tavolo di Manna c’è un’offerta da circa 1 milione di euro che fa sicuramente gola ma tutto dipenderà da Conte. La prima decisione che ADL dovrà prendere riguarda il tecnico.

Dicevamo di D’Amico: si tratta di un piano B al momento per la Roma, ma potrebbe diventare il sostituto di Tare al Milan. Allegri appare più lontano in queste ore dal club rossonero, con l’ombra della Nazionale sulle sue spalle e Vincenzo Italiano pronto a sostituirlo.

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Manna-Roma, Friedkin gli offre il triplo. Gasp, colloquio anche con D’Amico. Ma tutto resta in sospeso

Il ds della Roma è uno dei temi dominanti che il club dovrà risolvere quanto prima. Giovanni Manna e Toni D’Amico sembrano in quest’ordine, il primo nome e il secondo della lista dei desideri. Ma sono anche i più difficili da strappare rispettivamente a Napoli e Atalanta.

Gasperini ha avuto un colloquio, prima del match contro la Dea, con D’Amico. Uno scambio cordiale di idee, per comprendere anche le sue prospettive in vista della prossima stagione. Un solo anno di contratto e un rapporto non più idilliaco con la società. Su D’Amico pendono però due ombre: da una parte Percassi che lo lascerebbe andare solo se individuato il sostituto ideale (il sogno è Sartori); il Milan. Il club rossonero infatti punta come un anno fa a D’Amico per sostituire Tare.

L’altro nome come detto è Manna. Secondo il Tempo, all’attuale ds del Napoli che percepisce circa 350 mila euro, i Friedkin hanno offerto quasi il triplo, quindi una cifra intorno al milione di euro. Prospettive allettanti dunque di carattere sportivo e soprattutto economico, ma De Laurentiis non ha ancora preso una decisione e sicuramente la Roma rischia, nella migliore delle ipotesi, di dover attendere i tempi organizzativi del Napoli che potrebbe salutare Conte e accogliere Sarri.

Nei giorni scorsi nelle call tra Gasperini e la proprietà, la lista presentata alla società americana sul profilo del nuovo ds include anche i nomi di Pradè, Giuntoli e Paratici, idee però per il momento tenute in disparte da Friedkin che vorrebbe più un braccio operativo del mercato che un dirigente maximo dell’area sportiva (Giuntoli alla Juventus guadagnava quasi 3 milioni).

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Caos Derby, il Questore di Roma: “Sarebbe meglio evitare la sovrapposizione ma siamo pronti al doppio evento”

La decisione ultima sulla data del derby sarà presa, come noto, la prossima settimana. Idealmente la Lega di Serie A ha già deciso di programmare Roma-Lazio domenica 17 maggio alle 12:30, ma esiste un ostacolo legato alla gestione dell’Ordine Pubblico vista la concomitanza degli Internazionali di Tennis e della finalissima prevista la stessa data.

Oggi il Questore di Roma, Roberto Massucci, ha parlato a il Messaggero delineando però un quadro più sereno della situazione: “Non serve essere esperti di sicurezza per capire che sarebbe meglio che non ci sia la sovrapposizione. Ma ciò nonostante, noi siamo capaci di fare qualsiasi cosa, anche gestire insieme due eventi di tale portata. La prossima settimana, messe insieme le esigenze di tutti, si deciderà”. 

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Roma, Alt Ds! Manna e D’Amico ‘bloccati’ e Giuntoli (libero) è in seconda fila ma…

La Roma sonda alcuni direttori sportivi per un’eventuale sostituzione di Massara, che nel frattempo continua a lavorare e in cuor suo confida di proseguire a farlo anche la prossima stagione. Gasperini pubblicamente dice che pur rispettando umanamente ‘Ricky’, non si è instaurato quel feeling tecnico necessario per lavorare fianco al fianco, ma alle numerose richieste di incontrare de visu la proprietà per programmare il futuro, al momento Dan Friedkin (e Ryan) hanno risposto con un’assenza che lascia riflettere.

A Trigoria è scattato uno strano gioco di ruoli, con pedine (o pedoni) nuovi come ad esempio Corbin Friedkin, unico volto della famiglia texana inviato nella capitale a fare da tramite. Corbin è stato spesso presente in casa giallorossa negli ultimi due anni, così come allo stadio al fianco del fratello Ryan, conosceva già Gasp ma non sembra essere l’interlocutore giusto per sedersi a parlare e mettere tutto, davvero tutto, sul tavolo.

E la sensazione è che Gasp abbia tanto da dire (“All’inizio non ci siamo capiti, ora non si può più sbagliare“) ma i Friedkin al momento non hanno raccolto l’invito del tecnico. Qualcuno continua a scrivere che il vertice con la proprietà sia imminente (doveva essere per i più venerdì scorso, poi sabato…), invece al momento nulla.

Nel frattempo tornando allo scottante tema del ds e tralasciando la posizione di Massara – che potrebbe esser liberato dal 15 al 30 giugno senza indennizzi dalla proprietà in base ad una clausola reciproca di svincolo presente nel suo contratto – il tema vero è capire chi potrebbe sostituirlo?

Paratici si è sfilato ufficialmente dalla corsa lunedì: “Piacevole essere accostati alla Roma, ma io penso solo alla Fiorentina”. Contratto fino al 2030, difficile credere si liberi da un giorno all’altro. Giuntoli invece è l’unico libero e aspetta però ancora una chiamata ufficiale: più passano i giorni e più sembra un’opzione secondaria, non fosse altro perchè ha dei costi maggiori rispetto ad altri professionisti del settore e soprattutto ha assunto un ruolo ben più influente. Non si tratta di un semplice ds, ma di un direttore dell’area sportiva e si porterebbe con sè la necessità di affidargli deleghe e poteri che i Friedkin non vogliono consegnare a nessuno.

I due nomi preferiti ormai sono noti: Manna e D’Amico. Entrambi contattati direttamente dalla proprietà o chi per loro, con due differenze sostanziali. La lunghezza del contratto (il ds del Napoli ha ancora 3 anni con ADL, quello bergamasco una sola stagione) e le ‘condizioni’ per esser liberati.

A Bergamo più di una voce racconta ormai di un rapporto freddino (eufemismo) tra D’Amico e i Percassi, con alle spalle l’ombra sempre più ingombrante della proprietà americana. L’ex dirigente dell’Hellas ritiene di aver concluso il suo ciclo e vorrebbe un’altra affascinante sfida. Ritroverebbe volentieri Gasp, con il quale non c’è mai stata rottura dei rapporti come qualche romanziere asserisce. Discussioni di calcio, quelle sì, ma c’è enorme stima reciproca. E soprattutto conosce perfettamente i pensieri del tecnico, non avrebbe problemi a seguire i profili prioritari per l’allenatore. Il futuro di D’Amico però è intrecciato al sostituto. Percassi vuole riportare Sartori a Bergamo, ma se il Bologna non lo libera difficilmente lascerà andare l’attuale ds.

Situazione leggermente diversa a Napoli. De Laurentiis ne fa una questione di principio e di soldi. Non ama certo trattenere chi vuole andare via, ma la questione Giuntoli insegna che per liberare qualcuno lascia trascorrere tempi biblici. La Roma non ha molto tempo e se addirittura servisse pagare per liberare Manna, la sensazione è che i Friedkin questo passo non vogliano farlo.

Insomma, per sintesi: entrambi verrebbero volentieri a Roma, con enorme stima per Gasperini, ma ad oggi appaiono candidature complicate.

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Caos Derby: per la Lega si gioca domenica ma le forze dell’ordine frenano. La situazione

La decisione sulla data e l’orario definitivi del derby slitta a martedì prossimo. Di fatto al fotofinish si saprà quando andrà in scena la sfida tre le due formazioni capitoline, per un errore evidente di formulazione del calendario che nasce da lontano.

La stessa domenica (17 maggio) è fissata infatti anche la finale degli Internazionali d’Italia, a pochi metri dall’Olimpico. Una coincidenza che era balzata subito all’occhio nel momento della stesura dei calendari, a giugno scorso, sollevando non poche polemiche, ma che adesso sta creando una serie di problemi di non facile risoluzione. Perché contemporaneamente alla Roma devono giocare tutte le squadre che concorrono per un posto in Champions League.

Nonostante il presidente della Lega di Serie A – Simonelli – abbia pubblicamente affermato che si giocherà domenica alle 12:30, non è ancora arrivato il via libera del Viminale. Le forze dell’ordine infatti non sono propense ad accettare l’ipotesi di dover gestire il Derby a poche ore dalla finale del Foro Italico, con deflusso e afflusso doppio di persone che diventerà triplo, perchè il pubblico laziale in gran parte non entrerà allo stadio ma seguirà la partita a Ponte Milvio. Si rischia il cortocircuito totale di un intero quadrante della città.

Questura e Prefettura devono mettere in conto i rischi che ruotano intorno a una partita cosi, in cui oltretutto una delle due squadre potrebbe giocarsi una bella fetta della stagione, e non si possono escludere potenziali scontri nel dopo gara. Come sempre intorno all’Olimpico l’area sarà pedonale, senza dimenticare che, contrariamente a quanto avviene di solito, l’afflusso non potrà avvenire da via dei Gladiatori chiusa per gli Internazionali: tutti dovranno dunque passare dalla zona dell’obelisco e della cosiddetta “Palla”.

Insomma, la situazione non è facile e a quanto risulta chi gestisce l’ordine pubblico preferirebbe si giocasse un altro giorno, ovvero lunedì. Perché la sicurezza viene prima di tutto, diritti tv compresi. Al momento non c’è nulla di definitivo, il discorso sarà ripreso nei prossimi giorni e in particolare lunedì, a risultati di campionato acquisiti e alla vigilia dell’ufficializzazione degli orari di questa discussa 37ª giornata da parte della Lega Serie A.

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Dybala, ogni decisione rimandata a fine stagione: il punto

La pressione mediatica dall’Argentina, le speranze di Paredes, le dichiarazioni e le intenzioni più o meno palesi della famiglia, ma anche la voglia di dimostrare di essere ancora un calciatore decisivo nel calcio che conta. Poi c’è l’affetto della piazza, a cui Dybala si è legato, scegliendo di rinunciare due estati fa ai 75 milioni messi sul tavolo dall’Arabia Saudita.

Nella testa dell’argentino ci sono varie anime che sicuramente staranno spingendo ogni giorno in una direzione diversa. Sullo sfondo c’è da registrare come sempre l’immobilismo della Roma, che finora non ha mai contattato gli agenti del calciatore per iniziare una trattativa di rinnovo.

E Gasperini? Apprezza umanamente Paulo e probabilmente nel contesto di un attacco comunque rivoluzionato, lo terrebbe alle giuste condizioni perchè lo stima anche tecnicamente, ma per primo si sarà reso conto come i suoi predecessori che puntare su Dybala ad occhi chiusi purtroppo non è possibile.

Il futuro quindi ad oggi è un rebus, ma una certezza c’è. L’obiettivo primario di Dybala oggi è dare una risposta sul campo sulle sue reali condizioni. Tornare a giocare in queste ultime 4 partite e in qualche modo mettersi anche in vetrina. Prima di qualsiasi decisione, vorrà conoscere i reali pensieri della società giallorossa. Si ventila l’ipotesi di un contratto a gettone, ma è realmente immaginabile che Dybala accetti una proposta così al ribasso, visto che quest’anno ha guadagnato 16 milioni lordi solo dal club giallorosso? Discorsi prematuri. Prima il campo, poi un eventuale confronto con la Roma e infine se non sarà più giallorosso il suo futuro, la scelta della sua prossima destinazione. Boca e non solo. Si vedrà.

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D’Amico è il ‘preferito’ di Gasp: Percassi fa muro ma…

Nel borsino e nella corsa alla poltrona di direttore sportivo della Roma, ogni giorno le oscillazioni e le ipotetiche quote cambiano. In queste ultime ore in testa c’è la candidatura di Tony D’Amico, attuale ds dell’Atalanta.

Classe 1980, ex ds del Verona e attuale direttore sportivo della Dea, che ha collaborato tre anni con Gasperini vincendo l’Europa League. Al di là di alcune frizioni per motivi di mercato tra i due, il rapporto di stima è rimasto assolutamente intatto e diverse indiscrezioni di mercato raccontano della volontà di D’Amico di ascoltare la proposta giallorossa.

Piccolo spoiler: già un anno fa ci fu una call tra i Friedkin e il dirigente bergamasco, ma alla fine la scelta ricadde su Massara, indicato da Ranieri. Oggi lo scenario è cambiato. La scelta verrà operata dalla proprietà in sinergia con Gasperini e il prossimo vertice in programma a Trigoria forse scioglierà le ultime riserve.

I Percassi al momento però fanno muro: non vorrebbero liberare D’Amico ma potrebbe essere lo stesso dirigente a chiedere di essere liberato.

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Tra Everton e Roma i Friedkin sono al bivio: solo una in Europa League. Da Trigoria assicurano: “Nessun rischio”

Non trova ancora una definizione chiara la questione relativa alla possibile qualificazione di Roma ed Everton alla medesima competizione europea. Uno scenario ancora possibile in base alle classifiche in divenire delle due formazioni, rispettivamente in Serie A e Premier League.

Come riferisce la Repubblica, non arriva ancora nessuna soluzione, nessun segnale che i Friedkin abbiano sciolto il nodo, nonostante gli americani ostentino sicurezza al riguardo, «nessun rischio, è stato valutato ogni scenario», da Nyon la preoccupazione monta ogni giorno di più.

La situazione è chiara: la Roma è quinta, a pari punti con il Como, e ormai quasi certa di giocare in Europa. Dall’altra parte c’è l’Everton, undicesimo in classifica ma a tre punti dal sesto posto. E con l’incastro dell’FA Cup, anche il settimo può significare qualificazione all’Europa League. Tradotto: a quattro giornate dalla fine, l’incrocio non è affatto disinnescato. E non è chiaro come a Houston pensano di risolvere la questione.

Il regolamento: Roma ed Everton non possono giocare la stessa coppa europea. L’articolo 5 del regolamento Uefa sulla multi-club ownership vieta che due club riconducibili allo stesso proprietario partecipino alla stessa competizione se non sono stati separati, sul piano del controllo e della governance, entro i termini fissati. E la scadenza del primo marzo 2026, è passata da due mesi. In caso di qualificazione alla stessa coppa è la Uefa a decidere quale squadra giocherà quale competizione. I criteri sono scritti nero su bianco: in prima istanza conta il piazzamento nel campionato nazionale e poi il ranking della federazione di appartenenza. E l’Inghilterra è saldamente al primo posto in Europa.

Secondo quanto riferisce il Corriere dello Sport, i legali del club giallorosso sono a lavoro da tempo per rintracciare la soluzione ideale che disinnescherà il problema potenziale di una partecipazione alla medesima competizione dei due club.

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Malen benedetto! Dopo 181 milioni spesi per l’attacco la Roma ha finalmente un bomber

Partiamo dalle cifre, inoppugnabili: 14 tra gol e assist in 15 presenze. In Serie A una rete ogni 103 minuti giocati. Una marea di statuette di MVP già ritirate, tanto da dover ipotizzare di allargare lo scaffale di casa. Donyell Malen è un tornado (positivo) che si è abbattuto a gennaio sulla Roma. Lo si è capito già con il Torino, quando pronti via al primo tiro in porta fece subito gol, non banale, ma su assist di Dybala, saltò due uomini in serpentina segnando in diagonale. Il VAR poi intervenne segnalando un fuorigioco millimetrico, ma l’olandese dopo pochi minuti si è ripetuto buttandola dentro subito.

Impatto clamoroso, tanto che Gasperini ogni volta che ne parla cambia proprio espressione. Recentemente lo incoronato (insieme a Wesley) nel riferimento, la traccia di mercato, che la Roma dovrà seguire come target la prossima estate.

Dai tempi di Edin Dzeko, la Roma non ha una certezza come Malen davanti. Un calciatore che per qualità giocherebbe titolare, tra i pochissimi dell’attuale rosa, nella Roma più forte degli ultimi 10-12 anni. Quella che raggiunse la semifinale di Champions o che centrò gli 87 punti in campionato, record della storia romanista.

Ma quanti soldi ha speso la Roma per trovare certezze davanti, prima di scovare l’opportunità Malen? Lo ricostruisce oggi il Corriere dello Sport. Ben 181 milioni spesi tra cartellino, ingaggio lordo ed eventuale prestito oneroso, dal 2020 ad oggi, per 8 attaccanti prima dell’olandese: Borja Mayoral, Abraham, Shomurodov, Azmoun, Belotti, Lukaku, Dovbyk e Ferguson. Non tutti fallimenti assoluti, ma certamente per motivi diversi, tanti, troppi soldi sperperati. Solo per Abraham, Lukaku e Dovbyk sono stati investiti oltre 85 milioni solo di cartellini.

Quest’estate la Roma ha una certezza: dopo tanti anni non dovrà cercare un nuovo numero 9, bensì una riserva all’altezza.

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Massara operativo ma ‘a termine’: a Trigoria è casting ds. La situazione

Ricky Massara non si è dimesso. O meglio aveva pensato di farlo quando ha capito che la storia tra la Roma e Ranieri fosse ai titoli di coda, ma dopo 24 ore ha cambiato idea. Dovrà essere la società a licenziarlo con ancora due anni di contratto. Scelta da professionista, rispettabilissima come la necessaria operatività sull’ordinaria amministrazione finché sarà ufficialmente in carica.

Ma questo scenario è palesemente in evoluzione e la spinta all’addio dell’attuale ds è arrivata anche dalle dichiarazioni di Gasperini venerdì scorso: “Nulla di personale, ma tra me e il ds non c’è mai stato feeling tecnico”. Ergo: la Roma cambierà direttore sportivo ed è ovvio che la scelta sarà orientata in funzione delle idee calcistiche dell’allenatore.

La scelta finale sarà sempre e solo dei Friedkin, come su qualsiasi cosa succede a Trigoria da 6 anni a questa parte, ma è logico immaginare che il ds scelto dovrà essere in grado di lavorare in totale sinergia con il tecnico.

Il casting dunque è aperto con diversi nomi in vantaggio rispetto ad altri: se si dovesse scegliere un professionista oggi libero da incarichi con altre società, si dovrebbe andare dritti su Cristiano Giuntoli (che ha un rapporto di affinità totale con Gasperini). Ma non c’è solo l’ex football director giallorosso.

Un altro nome apprezzato è quello di Fabio Paratici (che ha avuto modo di conoscere i Friedkin a Londra un anno fa e qualcuno sostiene sia stato il suggeritore dell’opzione Ranieri quando c’era da salvare la Roma), attualmente alla Fiorentina. Difficile immaginare che lasci, ma una chiamata giallorossa potrebbe ribaltare il fronte delle certezze.

Il Corriere dello Sport tiene viva la pista Manna. Da diversi giorni nomina l’attuale ds del Napoli come la ‘preferita’ della società. Manna però ha un contratto con De Laurentiis condizionato anche da una penale che la Roma dovrebbe pagare per liberarlo. Sullo sfondo altre candidature ritenute però minori o improbabili: D’Amico e Sogliano.

Una certezza però appare chiara: la scelta sarà fatta di concerto con l’allenatore, quindi ad oggi si possono sicuramente escludere ipotesi esotiche. Anche perchè su questo fronte, abbiamo già dato ampiamente…