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Tifosi

Caos Derby, la Lega di A ricorre al TAR e la Sud annuncia lo sciopero

Un caos totale. Non esistono altri termini per definire la situazione legata alla data del derby che sta bloccando la programmazione di mezza Serie A nel prossimo, delicatissimo, weekend di campionato.

Il tentativo della LEGA di anticipare la partita alle 12:00 con il posticipo di mezz’ora anche della finale del Tennis, è rimasta lettera vuota. Il Prefetto ha confermato la decisione di giocare il derby lunedì.

Da qui la Lega ha annunciato ricorso al TAR. Il provvedimento d’urgenza riceverà un verdetto nel pomeriggio.

Nel frattempo la Curva Sud ha annunciato lo sciopero del tifo e l’assenza dagli spalti se la partita si dovesse giocare lunedì: “A tutto c’è un limite e quel limite è stato superato. La Prefettura ha deciso? Noi pure. La dignità non vale nessuna partita di calcio e di nessuno faremo i burattini, per rispetto di tutti i tifosi della Roma che a seguito di queste assurde ed evitabili situazioni hanno speso inutilmente tempo e soldi. Se si dovesse giocare di lunedì i gruppi organizzati rimarranno fuori, fermo restando che sarà ben accetto chiunque vorrà unirsi all’iniziativa. Avanti romanisti”.

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APPROFONDIMENTI

Caos Derby: per la Lega si gioca domenica ma le forze dell’ordine frenano. La situazione

La decisione sulla data e l’orario definitivi del derby slitta a martedì prossimo. Di fatto al fotofinish si saprà quando andrà in scena la sfida tre le due formazioni capitoline, per un errore evidente di formulazione del calendario che nasce da lontano.

La stessa domenica (17 maggio) è fissata infatti anche la finale degli Internazionali d’Italia, a pochi metri dall’Olimpico. Una coincidenza che era balzata subito all’occhio nel momento della stesura dei calendari, a giugno scorso, sollevando non poche polemiche, ma che adesso sta creando una serie di problemi di non facile risoluzione. Perché contemporaneamente alla Roma devono giocare tutte le squadre che concorrono per un posto in Champions League.

Nonostante il presidente della Lega di Serie A – Simonelli – abbia pubblicamente affermato che si giocherà domenica alle 12:30, non è ancora arrivato il via libera del Viminale. Le forze dell’ordine infatti non sono propense ad accettare l’ipotesi di dover gestire il Derby a poche ore dalla finale del Foro Italico, con deflusso e afflusso doppio di persone che diventerà triplo, perchè il pubblico laziale in gran parte non entrerà allo stadio ma seguirà la partita a Ponte Milvio. Si rischia il cortocircuito totale di un intero quadrante della città.

Questura e Prefettura devono mettere in conto i rischi che ruotano intorno a una partita cosi, in cui oltretutto una delle due squadre potrebbe giocarsi una bella fetta della stagione, e non si possono escludere potenziali scontri nel dopo gara. Come sempre intorno all’Olimpico l’area sarà pedonale, senza dimenticare che, contrariamente a quanto avviene di solito, l’afflusso non potrà avvenire da via dei Gladiatori chiusa per gli Internazionali: tutti dovranno dunque passare dalla zona dell’obelisco e della cosiddetta “Palla”.

Insomma, la situazione non è facile e a quanto risulta chi gestisce l’ordine pubblico preferirebbe si giocasse un altro giorno, ovvero lunedì. Perché la sicurezza viene prima di tutto, diritti tv compresi. Al momento non c’è nulla di definitivo, il discorso sarà ripreso nei prossimi giorni e in particolare lunedì, a risultati di campionato acquisiti e alla vigilia dell’ufficializzazione degli orari di questa discussa 37ª giornata da parte della Lega Serie A.

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APPROFONDIMENTI

Roma, dal contenzioso della Lega con IMG ‘assist’ per i conti: in arrivo circa 15-20 milioni. Il motivo

Nel mare magnum di problemi a cui deve far fronte Dan Friedkin, proprietario della Roma, in queste ore, un mezzo sorriso c’è con vista sul verdetto finale dell’UEFA sui conti giallorossi.

L’assemblea della Lega Calcio Serie A ha votato una delibera a maggioranza per chiudere una transazione con IMG a 300 milioni di euro, dopo annı di battaglia legale.

All’epoca, infatti, l’Antitrust ha accertato l’esistenza di un’intesa restrittiva della concorrenza che avrebbe inciso negativamente sul valore dei diritti venduti all’estero nel periodo compreso tra il 2008 e il 2018.

Sono 17 i club, tra cui la Roma, che spingono per proseguire arrivando a incassare tra i 15 e i 20 milioni ciascuno che sarebbero una vera e propria boccata d’ossigeno per i conti giallorossi. Soprattutto per il discorso legato al Fair Play Finanziario e alle plusvalenze da realizzare entro il 30 giugno.

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Serie A, cambia la governance della Lega: Roma alleata di Inter e Juve, Lotito in minoranza

Giornata importante per la Serie A. Alle 11:00 la Lega proverà ad eleggere il nuovo presidente.

Casini, ormai sfiduciato è il presidente uscente e il nome nuovo è quello di Ezio Simonelli, che anni fa corse per la poltrona di presidente della Serie B ma uscì sconfitto.

E’ il candidato delle big Roma, Inter e Juventus che sembra aver costruito un’asse importante con Atalanta e la maggior parte delle medio piccole, compreso il Torino che ha deciso di abbandonare il fronte Lotito-De Laurentiis ora in minoranza.

E’ attesa oggi la possibile nomina nonostante il quasi certo tentativo di ribaltone dei patron di Lazio e Napoli che vorrebbero sfiduciare Simonelli con un parere legale contrario legato al fatto che il candidato di Roma, Inter e Juve attualmente è impiegato in Fininvest e quindi si potrebbe configurare un potenziale conflitto d’interessi con il Monza, di proprietà della famiglia Berlusconi.

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La Roma sfiducia Casini: ecco la lettera contro il presidente di Lega delle 4 big italiane

Prosegue la guerra politica interna alla Lega di Serie A tra due schieramenti ormai ben definiti e consacrati da un altro fatto clamoroso avvenuto nelle scorse ore.

Da una parte Roma, Inter, Milan e Juventus – cioè il 70% del fatturato del calcio italiano – dall’altra tutto il resto delle formazioni di Serie A capitanate dal duo Lotito-Casini.

Le big sono come noto alleate di Gravina a sostegno delle riforme e della riduzione del campionato da 20 a 18 squadre. Rivoluzione che il resto della Lega di A ha aspramente contestato.

Prima dell’incontro istituzionale di oggi tra Casini, Gravina, Abodi, la FederBasket in merito al tentativo del governo di sostituire la Covisoc con un ente di controllo governativo, le 4 big di A hanno sfiduciato il presidente di Lega con una lettera ufficiale nella quale sostengono di non sentirsi rappresentati da Casini. “Non ci rappresenti e non parlare a nostro nome”, la sintesi della lettera firmata in calce dai quattro club maggiori del nostro campionato.

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Interviste

De Rossi, la polemica con la Lega prosegue: “Strano non esser mai accontentati”

Daniele De Rossi ai microfoni di Sky Sport è tornato a parlare anche dello scontro formale tra la Roma e la Lega di Serie A. Queste le sue parole:

I nuovi allenatori italiani stanno cambiando il calcio?
“Io penso che la nuova generazione stia assimilando idee già date in passato, specialmente da Guardiola. E lui le ha prese dal calcio degli anni ’70. Il calcio si evolve, prima noi italiani eravamo considerati conservativi e adesso invece la nuova ondata ha più un atteggiamento offensivo. Il calcio è sempre quello, poi ci sono idee diverse che magari arrivano da un calcio di tanti anni fa”.

La Roma è una squadra costruita per vincere solo in Europa?
“Se fosse così sarebbe gravissimo e non potrei preparare la partita con la Juventus. Da quando siamo arrivati, abbiamo 2 punti di media in campionato. Se avessimo 70 punti, saremmo tranquilli in Champions e potremmo pensare solo all’Europa League. Non possiamo farlo ma non posso neanche dire che la mia squadra sia abituata a vincere solo in Europa, il mio percorso è positivo anche in campionato“.

Il rapporto con la Lega? 
“Mi trovo un po’ spaesato. Ho alle spalle persone che si occupano di questa squadra 24 ore su 24, a volte trovo Lina e Maurizio al telefono di sera tardi avvelenati per questa situazione. Accontentare tutti è difficile, però a volte sembra strano che non veniamo accontentati noi, come squadra italiana e orgoglio in Europa. Non voglio fare dietrologia, ma resta sicuramente un precedente. L’unica cosa strana è che non si trova una data, mentre per un’altra partita si è trovata una data a fine campionato e con i giocatori in vacanza, non mi era mai successo. Giocare 3 giorni dopo non sarà mai la stessa cosa. Per il resto, noi dobbiamo pensare al campo e cercare di migliorare”.

I migliori allenatori sono ex centrocampisti, è vero?
“A me fa comodo se dite così, ma un po’ è vero. Il centrocampista è nel vivo del gioco, deve saper fare tutte e due le fasi. Noi siamo sempre dentro al gioco e possiamo essere più stimolati nelle due fasi. Forse è questo o forse è un caso”.

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Lega Serie A, ecco i motivi del rigetto della richiesta della Roma

Sarebbero almeno quattro i motivi per cui la Lega di Serie A ieri ha rigettato la richiesta della Roma di calendarizzare in maniera diversa la sfida con l’Atalanta (con slittamento a lunedì) e il conseguente spostamento della finale di Coppa Italia a giovedì.

Come noto da diverse ore la Lega di Serie A ha rigettato la richiesta del club giallorosso, per quattro motivazioni principali: in primis perchè la finale di Coppa Italia è prevista di mercoledì già da diverse settimane e sono stati organizzati diversi eventi anche di natura commerciale che non possono essere slittati; è stato già emesso l’invito al Presidente della Repubblica Mattarella che sarà presente alla sfida tra Atalanta e Juventus; Mediaset ha programmato nel suo palinsesto la gara di mercoledì e non vuole effettuare cambiamenti; i biglietti sono già stati messi in vendita.

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Casini: “Atalanta-Fiorentina il 22 maggio o a fine campionato”

Torna in auge la polemica legata al recupero di Atalanta-Fiorentina, gara rinviata per il malore accusato da Joe Barone che poi di lì a poche ore è purtroppo deceduto.

Il presidente di Lega – Casini – ha parlato del recupero del match tra la Dea e i viola in questi termini: “Per la Lega Serie A rinviare una partita è la scelta estrema, proprio per la consapevolezza della difficoltà a ricalendarizzare. Nel caso di Atalanta-Fiorentina, quello che emerse in quel momento è che le condizioni del compianto Joe Barone erano tali che c’era il rischio che potesse morire durante il corso della partita, con i giocatori che avevano visto Joe Barone essere vittima di un infarto in albergo. Lo slot unico è il 22 maggio, se invece vanno avanti sia Atalanta che Fiorentina bisognerà ragionare sul 31 maggio o sul 2 giugno. La Lega sta ragionando su ipotesi che possano salvaguardare la contemporaneità delle partite rilevanti per la qualificazione alle competizioni europee. Se la Fiorentina va in finale di Conference, il 2 giugno sarebbe la prosecuzione del campionato”.

Casini sempre ai microfoni della RAI è tornato a parlare anche di Udinese-Roma, di fatto sottolineando quasi che la Roma è stata messa nelle condizioni di scegliere gli orari delle partite, quindi nell’ottica miope del presidente di Lega sarebbe stata quasi favorita: “Non c’era altra opzione rispetto al 25 aprile. Il nostro regolamento dice che quando c’è una partita interrotta, i minuti restanti vanno giocati o il giorno dopo o entro i 15 giorni successivi. Aggiungo che è stato fatto scegliere alla Roma l’orario di Udinese-Roma e le è stato fatto scegliere anche se giocare sabato o domenica Napoli-Roma”.

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C’è Lotito dietro al ‘no’ della Lega al rinvio di Udinese-Roma: il retroscena

C’è Claudio Lotito dietro lo stop della Lega alla proposta della Roma di rinviare a metà maggio il recupero della sfida contro l’Udinese, sospesa due domeniche fa per il malore accusato da Ndicka.

Una sensazione già palese dopo le molteplici dichiarazioni del presidente biancoceleste (“Non si può sospendere una partita per un codice giallo accertato”) che è stata poi confermata dal retroscena emerso questa mattina sulle pagine del quotidiano La Repubblica.

Il senatore – oggetto di diversi striscioni esposti ieri fuori e dentro l’Olimpico dai tifosi – pur non avendo diritto di voto nel caso di specie, poco prima della riunione del Consiglio di Lega, convocato d’urgenza per discutere della richiesta della Roma di posticipare al 16 maggio la gara con l’Udinese, è intervenuto in call indirizzando di fatto la votazione: “Bisogna fa rispettare le regole”. Il diktat di Lotito, a cui si sono allineati tutti i consiglieri – tra cui alcuni interessatissimi alla vicenda come i rappresentanti di Empoli e Verona – poi tradotto dal presidente Casini (emanazione di Lotito in Lega) nel provvedimento finale.

Un evidente condizionamento di natura politica che getta ulteriori ombre sulla gestione del calcio italiano ai massimi livelli.

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Lotito attacca la Roma: “Hanno sospeso una partita per un codice giallo”

Clamorose le parole di Claudio Lotito, presidente della Lazio, in merito al caso della sospensione della sfida di Udine per il malore accusato da Evan Ndicka.

Durante il Consiglio Nazionale di Forza Italia si parla volentieri di calcio.

Secondo Lotito, non solo la Roma ha torto nel protestare per il recupero fissato al 25 aprile (troppo a ridosso dei match con il Napoli e il Bayer Leverkusen), ma non doveva nemmeno rifiutarsi di giocare domenica scorsa: «Diciamola tutta, hanno fermato una partita per un codice giallo».

Come riferisce lastampa.it, le certezze sono arrivate solo dagli esami in ospedale: trauma toracico. «Ma allora si poteva ricominciare a giocare la sera stessa», conclude il presidente raggiungendo finalmente il buffet.