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Mancio eroe romanista: prima doppietta di un difensore nella storia del Derby. Presto il rinnovo

Quella corsa verso la Sud, il bacio alla maglia. Non una volta, due. Doppietta e tutti a casa. Gianluca Mancini e i colori giallorossi sono ormai un tutt’uno. Vice-capitano, ma capitano nell’animo profondo di un gruppo che ora ha la grande chance di giocare la Champions, competizione che il centrale giallorosso vorrebbe finalmente giocare a Roma dopo tanti anni di tentativi sfumati.

Nessun difensore aveva mai, prima di ieri, segnato una doppietta nella storia del Derby. Un’altra piccola medaglia per il centrale giallorosso pronto al rinnovo di contratto. L’accordo è già definito col club, probabilmente sarà annunciato al termine della stagione. Un rinnovo a vita, che lo porterà a raggiungere la top 10 dei giocatori con più presenze in maglia romanista.

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Soulè, incertezza derby: l’argentino scruta il futuro

Matias Soulè ha vissuto un primo tempo, felice di questa stagione, poi la pubalgia lo ha frenato tenendolo ai box. Da un mese e mezzo è tornato stabilmente a giocare, ma la produzione offensiva latita: appena 1 assist e tante prove opache.

In vista del derby si prospetta un ballottaggio con Dybala, nel frattempo tornato a Parma con una prestazione scintillante. Contro avversarie che giocano 4-3-3 con un regista classico da schermare, Gasperini ama scegliere l’1-2 offensivo. Quindi salvo sorprese, al fianco di Malen giocherà uno solo dei due argentini (con Dybala favorito) e un centrocampista offensivo (presumibilmente Cristante) ad occuparsi di Rovella.

Lo ha fatto anche all’andata con Pellegrini più centrale – autore del gol vittoria – alle spalle di Ferguson e Soulè. Mati però spera di partire dall’inizio e proverà fino all’ultimo a convincere Gasp a dargli la maglia da titolare. Lo scorso anno fece il gol da fuori area che portò a pareggiare la stracittadina. L’argentino vuole provare a ripetersi, visto che non lascia il segno in chiave gol da febbraio.

Il futuro di Soulè è meno chiaro del presente. L’argentino ha attirato su di sé gli occhi di diversi club internazionali, nello specifico alcuni di Premier League ma ad oggi non sono pervenute a Trigoria offerte formali. Contatti con l’entourage sicuramente avviati da diverse società che si sono informate sulle condizioni e le intenzioni del ragazzo. E la Roma? Aspetta e valuta tutto. E’ nota la necessità di realizzare un tot di plusvalenze entro fine giugno, ma Soulè rispetto ad altri ha un costo storico ancora elevato a bilancio che potrebbe essere un freno in caso di offerta.

Sarà importante anche il parere di Gasperini che vorrebbe comunque ristrutturare profondamente l’attacco, ma ritiene Soulè una certezza al pari di Malen. Da capire anche se l’eventuale rinnovo di Dybala possa essere un ulteriore stimolo per il calciatore a rintracciare altrove un’opportunità migliore della Roma, ma il suo legame con i colori giallorossi è molto forte.

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Settore Giovanile, ennesimo ribaltone: Tarantino non firma, Conti e Alberto De Rossi ad un passo dall’addio. E’ pronto Sbravati

La Roma cambierà l’ennesimo responsabile del Settore Giovanile degli ultimi anni. Un settore che andrà in parte ristrutturato e che vive attualmente di nomine a scadenza di prestigio come quelle di Conti e Alberto De Rossi, che al 1 luglio saranno liberi di accasarsi altrove.

Intanto un nome era stato selezionato: Massimo Tarantino, già ex direttore del settore giovanile in epoca pallottiana, bloccato però ad un passo dalle firme ufficiali. Era pronto per lui un contratto di 5 anni, tanto che Tarantino si era di fatto congedato dal progetto nerazzurro. Ma l’addio di Ranieri e a cascata di tutta l’impalcatura interna che Sir Claudio stava definendo, ha portato all’ennesimo ribaltone.

In queste ore si fa con forza il nome di Michele Sbravati, attuale responsabile del settore giovanile della Juventus. Una vita al Genoa e quindi una conoscenza diretta anche con mister Gasperini.

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Ryan Friedkin è a Roma: pronto il vertice con Gasp. Il punto

I Friedkin tornano a muoversi in prima persona per il futuro della Roma. Il vicepresidente, con un arrivo anticipato rispetto al fine settimana che ha sorpreso anche chi vive quotidianamente Trigoria, ha subito avviato la pianificazione della prossima stagione.

Nella giornata di ieri c’è stato un primo rapido incontro con Gasperini: un saluto veloce ma significativo, accolto con soddisfazione dal tecnico, felice di vedere finalmente un rappresentante della proprietà presente sul posto. Nei prossimi giorni sono previsti nuovi confronti per definire priorità e strategie operative.

Durante la permanenza di Corbin nella Capitale, Gasperini aveva già indicato diversi aspetti sui quali intervenire con urgenza. Ora spetta ai Friedkin dare risposte concrete, a partire dalla questione rinnovi, considerata la più delicata. Tra poco più di un mese, infatti, scadranno i contratti di Pellegrini, Dybala, Celik ed El Shaarawy. L’allenatore piemontese spinge per la conferma di tre di loro, pur in presenza di situazioni economiche e di mercato differenti.

Sul tavolo resta però anche il nodo mercato. Gasperini aspetta chiarimenti soprattutto sul piano finanziario: vuole capire quali saranno i margini di investimento a partire dal primo luglio e quante cessioni importanti saranno necessarie per rientrare nei parametri imposti dalla UEFA. Una volta chiarito questo quadro, le priorità tecniche sono già definite: il primo obiettivo sarà rinforzare l’attacco.

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Rebus Ds: ADL non libera Manna e D’Amico non convince. Possibile scelta a sorpresa

Sta diventando sempre più complessa la ricerca del nuovo direttore sportivo e il rebus si scioglierà solo quando la proprietà sbarcherà a Roma (previsto l’arrivo di Ryan tra domani e giovedì nella capitale).

La società e Gasperini avevano condiviso una scelta chiarissima su un profilo, quello di Giovanni Manna, allettato dalla proposta economica ventilata in un confronto all’attuale ds del Napoli oltre che della progettualità sportiva. Manna però è ‘blindato’ da ADL: il presidente del Napoli non ha nessuna intenzione di liberarsi di Manna, né di accettare indennizzi.

Parallelamente l’altra candidatura forte, quella di D’Amico, è scemata di giorno in giorno: il profilo dell’attuale ds non convince appieno la proprietà e il Milan nel frattempo si è fatto sotto pesantemente con il dirigente in procinto di lasciare l’Atalanta.

Scartata a priori l’opzione Giuntoli (diretto alla Dea), sembra crescere con forza l’ipotesi di una candidatura straniera o comunque a sorpresa.

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Champions, è un ‘mucchio selvaggio’: tutte le combinazioni

Mischione o come ama dire il grande Sandro Piccinini, un ‘mucchio selvaggio’ nella zona Champions, Europa League e Conference di riflesso. Con la sconfitta del Napoli di ieri contro il Bologna, è tornato praticamente tutto in gioco. A 70 punti i partenopei, a 65 il Como, in mezzo Roma e Milan a 67 e la Juventus attualmente terza a 68.

Inutile dire che gli ultimi 180 minuti saranno decisivi. Sicuramente i prossimi 90 per gli azzurri impegnati a Pisa e a caccia di 3 punti che garantirebbero per l’incrocio con le altre, la qualificazione sicura poi da capire in quale posizione finale, ma conterebbe relativamente poco.

Ma anche per il Como, che non può sbagliare. In caso di pareggio o sconfitta sarebbe tagliata fuori dalla zona Champions, ma sicura della storica qualificazione in una coppa europea già festeggiata domenica scorsa.

Prima di tutto però bisognerà aspettare la finale di Coppa Italia: se l’Inter vincerà il trofeo, il settimo posto varrà la Conference, altrimenti in caso di successo dei biancocelesti, la quinta andrà in Europa League e la sesta andrà in Conference. In questo senso è l’Atalanta a sperare che valga la prima ipotesi, poichè altrimenti rischierebbe di rimanere fuori dall’Europa dopo diverse stagioni.

Ma qual’è la soglia aritmetica per raggiungere la Champions? Per Napoli, Milan e Juventus servirebbero 73 punti almeno per esser sicure di arrivarci, mentre la Roma – che al massimo vincendo le prossime due – può arrivare anche lei a quota 73, potrebbe rimaner fuori per via degli scontri diretti a sfavore.

Esiste la pazzesca possibilità che ci siano due o più squadre a parimerito al termine della stagione. Ecco tutte le possibili combinazioni sempre in chiave Champions:

Milan-Como: Milan avanti
Juventus-Como: Como avanti
Napoli-Como: scontri diretti pari, Como avanti per differenza reti

Milan-Roma: Milan avanti
Milan-Juventus: scontri diretti pari, Juventus avanti per differenza reti

Napoli-Juventus: Juventus avanti
Napoli-Roma: Napoli avanti

Como-Roma: scontri diretti pari, Como avanti per differenza reti
Juventus-Roma: Juventus avanti
Milan-Napoli: scontri diretti pari, differenza reti pari, Napoli avanti per numero di gol segnati

Milan-Juventus-Roma: Juventus 1°, Milan 2°, Roma 3°
Milan-Juventus-Como: Como 1°, Milan 2°, Juventus 3°
Juventus-Roma-Como: Como 1°, Juventus 2°, Roma 3°

Juventus-Milan-Como-Roma: Milan 1°, Como 2°, Juventus 3°, Roma 4°

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Caos Derby: la Prefettura sposta la gara a lunedì. La Lega Serie A ricorre al TAR

È bagarre totale in merito alla scelta della data del derby in programma nel prossimo turno di campionato.

Ieri la Lega di Serie A ha annunciato che il Derby, al pari delle altre quattro gare che vedono protagoniste squadre impegnate nella lotta Champions, si disputerà alle 12:30 domenica.

La data che era stata individuata sin dall’inizio per la stracittadina è stata confermata ufficialmente nelle scorse ore dalla Lega, ma serviva ancora l’ultimo tassello autorizzativo.

Oggi si é tenuto infatti un tavolo tecnico speciale che ha riunito le istituzioni locali e le forze dell’ordine, comprese Questura e Prefettura, per valutare questa ipotesi. Successivamente proprio la Prefettura ha annunciato che per motivi di ordine pubblico Roma-Lazio deve giocarsi lunedì all 20:45.

Da qui la reazione della Lega di Serie A che oltre a dover assicurare la contemporaneità ha deciso di ricorrere al TAR avverso la decisione della Prefettura.

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Ds Roma, i Friedkin scendono in campo per Manna. Colloquio previsto anche con Giaretta

Continua il casting ds in casa Roma, con diversi nuovi attori – con riferimento ad altre società – che potrebbero far scattare il più classico degli effetti domino.

I Friedkin hanno deciso di rompere gli indugi e dopo i primi contatti conoscitivi, scenderanno in campo in prima persona per provare a sbloccare la situazione di Giovanni Manna. L’attuale ds del Napoli verrebbe ‘ricompensato’ con un contratto che sfiora il milione di euro, ma soprattutto sta subendo il pressing costante di Gian Piero Gasperini.

C’è totale sinergia infatti tra proprietà e tecnico sul profilo dell’ex dirigente bianconero, ma ADL per ora fa muro. Per questo è previsto nei prossimi giorni lo sbarco della proprietà nella capitale, con un possibile incontro con il presidente del Napoli per valutare insieme le condizioni di svincolo del ds partenopeo.

La Roma però non può farsi trovare impreparata e come sottolinea Alfredo Pedullà, nei prossimi giorni avrà un colloquio conoscitivo anche con Giaretta, attuale ds del Pafos ed ex storico collaboratore dei Pozzo tra Udinese e Watford. Sembra essersi raffreddata la pista D’Amico, che al 90% sarà il nuovo ds del Milan qualora in casa rossonera dovesse esserci un ribaltone tecnico-dirigenziale. Giuntoli invece è destinato a sostituire proprio l’ex Hellas a Bergamo. Occhi puntati infine anche su Sean Sogliano: l’attuale ds del Verona doveva rinnovare con la formazione scaligera, ma la firma non è ancora arrivata. Lazio e Roma sono interessate al suo profilo.

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Moviola e ‘romanzi’: regolare il 2-2, solare il rigore su Rensch. Dubbi sul mancato penalty del primo tempo

Partita piena di episodi e decisioni al limite quella del Tardini, vinta dalla Roma in extremis grazie alla rete dal dischetto di Donyell Malen.

Nonostante la gran cassa mediatica, iniziata sui social nell’immediato post partita veicolata da utenti juventini e milanisti, che hanno gridato al ‘complotto’ per il ribaltone finale in salsa giallorossa, le decisioni prese nel corso del match dall’arbitro Chiffi, aiutato dal supporto di Mazzoleni al VAR risultano tutte corrette. Anzi. Restano dei forti dubbi in occasione del primo rigore non concesso ai giallorossi per il presunto fallo di Valenti su Mancini, nella prima frazione.

Un episodio al limite, che secondo diversi moviolisti delle varie tv nazionali, è stato giudicato regolare, per la probabile (ma non chiarissima) contemporaneità del rinvio del pallone da parte del difensore del Parma e concomitante tocco sotto la gamba di Mancini che sembrava poter controllare, in realtà, la sfera prima del giocatore avversario.

Nella ripresa corretta la decisione di annullare la rete del 2-1 siglata da Pellegrino. C’è una evidente posizione di fuorigioco di Troilo, che ostruisce totalmente a Svilar il tentativo di parata, condizionandone attivamente l’intervento.

Nel finale il caos: prima la rete di Rensch, viziata secondo qualche improvvido personaggio, da un presunto tocco di mano di Mancini poco prima della rasoiata vincente da fuori area. In realtà nessuna immagine chiarisce se il pallone, palesemente inatteso e a spiovente dall’alto, tocchi il braccio di Mancini che per terra fa di tutto per evitarlo. Poi c’è un tocco di Ghilardi e forse di un avversario che sporca la traiettoria in uscita da dove Rensch calcia verso la porta. In qualsiasi modo non ci sarebbe stata ‘immediatezza’, dunque la rete sarebbe stata comunque convalidata.

Infine solare il rigore concesso ai giallorossi, per buona pace di Di Canio e Marchegiani – unici personaggi dell’etere televisivo nazionale a sostenere il contrario – ma non da Chiffi. L’arbitro in campo fischia un fallo in attacco di Rensch. Poi richiamato al monitor da Mazzoleni per chiaro ed evidente errore, sancisce il penalty visti l’evidente cintura e atterramento subiti dall’olandese. Il resto è storia.

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Report e l’indagine sul fallimento del calcio italiano: chi è Pietro Scala ‘l’amico di Ryan’ e perchè NON è un caso

L’ultima domanda di ieri in conferenza stampa a Gasperini l’ha posta un inviato di Report, trasmissione RAI da sempre impegnata nell’indagare il mal vezzo italiano, che sta conducendo un’inchiesta sui motivi del fallimento del nostro calcio, alla luce dell’esclusione dal terzo Mondiale consecutivo.

Rapporti opachi, gestioni societarie e distribuzione anomala di risorse. Sono questi alcuni punti che la redazione di Report sta indagando. L’inviato di Ranucci ieri ha incalzato Gasp portando alla luce per la prima volta il nome di Pietro Scala, amico di Ryan Friedkin e agente vicino alla proprietà che ha intascato alcune ingenti commissioni relativamente a due affari: Bailey e Wesley, cioè due extracomunitari.

Il tecnico non era chiaramente il personaggio indicato a cui porre tale domanda, dal momento che non entra nel processo tecnico-formale di acquisto di un calciatore, ma la Roma in questo momento ha evidentemente solo il suo volto pubblico a cui rivolgersi per porre delle questioni. I Friedkin sono assenti e non parlano. La società non ha attualmente né un presidente operativo che faccia le veci della società, nè un amministratore delegato o un direttore generale. Massara non parla in conferenza stampa ed evidentemente anche se fosse stato interpellato, soprattutto in questo momento, avrebbe elegantemente glissato sul tema.

Ma chi è Pietro Scala? Classe 96′, agente amico di Ryan e Corbin Friedkin, spesso al fianco della proprietà sia sugli spalti del Cannes sia su quelli dell’Olimpico.

Da una breve ricerca su Google è possibile evincere che risulti iscritto al registro federale degli agenti sportivi della FIGC dall’11 giugno 2025. (CLICCA QUI PER ANDARE AL REGISTRO ONLINE)

La società lo ha incaricato di essere domiciliatario per il tesseramento dei due extracomunitari in virtù delle proprie abilitazioni FIGC e CONI. Una pratica adottata dagli agenti stranieri viste le attuali norme: affidarsi ad un rappresentante in Italia che possa occuparsi dell’aspetto economico e burocratico di un’operazione. Secondo quanto filtra, Scala avrebbe operato esclusivamente in funzione delle proprie abilitazioni FIGC e CONI. Non avrebbe svolto, invece, alcuna attività da intermediario per la quale è necessaria la licenza FIFA, conseguita successivamente all’estate, a novembre 2025 e, dunque, dopo la chiusura delle trattative per Wesley e Bailey.

Dunque nulla di opaco o illecito. Certamente un passaggio economico in più per la società, questo almeno è possibile asserirlo. In una condizione di difficoltà economica (non finanziaria della proprietà che fattura miliardi di euro l’anno) relativamente al bilancio annuale della società, queste cifre ulteriori si potevano forse risparmiare.