Alessandro Canovi, agente di Thiago Motta, ha parlato ai microfoni di Retesport. Ecco le sue dichiarazioni sul tecnico accostato anche alla Roma nelle scorse settimane: “Il calcio non ha memoria, parlare di futuro oggi non avrebbe senso, Thiago Motta sta facendo un lavoro straordinario, è sotto gli occhi di tutti, ma bisogna confermarsi, lavorare al 100% e fare risultati. E’ un ragazzo di grande personalità, lo ha dimostrato da calciatore e oggi da allenatore, ma parlare di un futuro prossimo altrove non ha senso. Aspettiamo 2-3 mesi, sta facendo bene a Bologna, ha plasmato la squadra a sua immagine e somiglianza, domenica ha l’Atalanta, ha battuto Roma e Inter in pochi giorni, ora bisogna continuare su questa strada. Già lavora in una grande realtà”.
“La sentenza di questa mattina rischia di essere un punto epocale per il mondo del calcio, le cui conseguenze le scopriremo nei prossimi mesi, ma la governance e il monopolio di UEFA e FIFA di fatto non esistono più”, così Marco Bellinazzo, giornalista del Sole 24 Ore, ai microfoni di Retesport, dopo il clamoroso verdetto della Corte europea sul caso Superlega e sulla posizione dominante di UEFA e FIFA.
“Una decisione, quella della corte di Giustizia dell’UE molto coraggiosa – prosegue Bellinazzo – che è andata contro anche il parere dell’Avvocatura. Lo scenario rispetto alle origini della prima Superlega è completamente cambiato, è cambiato l’assetto di potere del calcio europeo, con l’avvento anche di un nuovo player come l’Arabia Saudita. Mi sembra che si vada verso la creazione di una sorta di campionato europeo, non più elitario, ma allargato a diverse realtà”
Le reazioni dei club?Nessun club tra quelli che originariamente avevano aderito non credo avessero mai fatto realmente un passo indietro, almeno dal punto di vista degli intendimenti. Fino al 2027 l’UEFA e la FIFA hanno ridefinito un percorso di competizioni nuove tra Super Champions, le altre coppe europee e il nuovo Mondiale per club. Ora ci sarà da riflettere su come i top club europei vorranno organizzarsi. L’UEFA deve trarre una lezione da questa decisione: deve svolgere un ruolo diverso, da organismo di vigilanza e a fronte di un format che sicuramente porterà ad incassi maggiori, incentivare una maggior distribuzione di risorse per eliminare l’oligopolio di quei pochi club ricchissimi che stanno dominando lo scenario internazionale da anni”
“La direzione era già tracciata da tempo, la Superlega è la competizione del futuro, ovviamente non l’obbrobrio comunicato nel 2021, ma una versione aperta a più club, con una struttura e un’organizzazione diverse. La Super Champions che è stata varata dall’UEFA è una competizione iniqua, che ingolferà maggiormente i calendari e rischia di creare solo più danni che produrre benefici”, ha concluso Bellinazzo.
Damiano Tommasi, ex centrocampista della Roma Campione d’Italia e attuale sindaco di Verona è intervenuto ai microfoni di Retesport: “Non avrei mai immaginato di diventare sindaco di Verona da ragazzino, ho sempre sognato di fare il calciatore e ci sono riuscito, è stata una grande sorpresa anche per me. Sto imparando tanto, sono appassionato, è anche questo un gioco di squadra, mi trovo a mio agio, Verona è una città ricca di stimoli e potenzialità, ci sono tanti problemi da risolvere, alcuni cronici ad altri stiamo mettendo mano, ma ho la possibilità di scegliere le persone con cui lavorare e quando ciò accade tutto funziona meglio”.
“I tifosi romanisti hanno la fortuna di sapere che la Roma c’è sempre, il Natale magari sarà condizionato dai risultati, ma la Roma attrae a prescindere. La passione dei tifosi è incrollabile ed è sempre un gradino sopra i risultati, sono speciali per questo. Auguro a tutti loro di trascorrere un sereno Natale”, ha concluso l’ex centrocampista giallorosso.
“Mourinho rischia la stangata, la Procura e le istituzioni calcistiche, a tutela degli arbitri, vogliono lanciare un segnale chiaro a tutti: basta attacchi ai direttori di gara”. Il tecnico giallorosso, dopo le dichiarazioni su Marcenaro espresse alla vigilia di Sassuolo-Roma, sarà deferito.
“Ciò che non piace alla Federazione è che sia arrivato un attacco preventivo all’arbitro e la sensazione è che #Mourinho riceverà due turni di squalifica anche per evitare che diventi una pratica comune” pic.twitter.com/qkzO1rWDnt
Questa mattina ai microfoni di Retesport, nel corso de La Sveglia Giallorossa, è intervenuto il collega Giorgio Marota del Corriere dello Sport, che ha analizzato nello specifico la vicenda di Mourinho: “La sensazione che filtra è che si voglia sanzionare il portoghese, in quanto recidivo, anche per evitare che si crei un precedente ritenuto pericoloso. Il tecnico sarà deferito entro 4-5 giorni e rischia 2 giornate di squalifica che però dovrebbero essere comminate tra più di un mese. Inizierà una fase processuale e ci sarà un dibattimento, con la possibilità per l’allenatore di difendersi. Mourinho ritiene da aver espresso un commento su una sfumatura caratteriale dell’arbitro e non sulle sue reali capacità, nel pieno esercizio del diritto di critica. I vertici arbitrali sono stufi di questo clima che in generale si respira nei loro confronti. Patteggiamento? Non ci sono volontà e possibilità da ambo le parti”.
David Di Michele, ex attaccante dell’Udinese e tifoso della Roma, è intervenuto in esclusiva ai microfoni di Retesport. Di seguito le sue parole.
Sei mai stato vicino alla Roma? Sì, nel 2008 quando ero al Torino e Spalletti allenava la Roma: era già tutto fatto ma Cairo decise di non cedermi a una diretta concorrente per l’Europa League. Pe me sarebbe stato un sogno ma il presidente non cambiò idea malgrado abbia spinto molto per vestire la casacca giallorossa.
Spalletti Ct? Se lo merita perché ha fatto cose straordinarie. È arrivato in un momento complicato per l’Italia in cui mancano calciatori ed esperienza.
Il contrasto di Cristante? Era rigore netto.
Udinese? Il cambio allenatore ha dato una scossa: i risultati si sono visti poiché hanno fatto 4 punti contro Atalanta e Milan. La Roma non sta attraversando un ottimo momento ma ha comunque le qualità per mettere in difficolta i friulani. Allo stesso tempo, l’Udinese ha i calciatori per far male ai giallorossi.
La Roma merita l’attuale posizione in classifica? In questo momento, oltre agli assenti, stanno mancando anche le prestazioni e questo non ha consentito alla squadra di raggiungere posizioni di classifica superiori. Per i giallorossi sarà fondamentale arrivare in Champions, sperando che il quinto posto possa consentire comunque di accedere alla competizione.
Il lavoro di Mourinho è al di sotto delle attese? Le aspettative erano altre ma la Roma non ha mai avuto la squadra al completo. Il tecnico portoghese non ha avuto la possibilità di scegliere chi schierare come hanno fatto altri allenatori. La Roma adesso è in difficoltà perché in alcune zone del campo non ci sono alternative. Mourinho sta centellinando le poche risorse a disposizione per farle renderle al meglio.
La Roma ha la rosa da Champions? Bisogna avere la possibilità di alternare i calciatori e al momento Mourinho non ha potuto farlo. Questa è la difficoltà maggiore.
Roma squadra più da coppa? Forse, perché le altre formazioni non conoscono bene i giallorossi. In Serie A, invece, gli avversari sanno dove colpire la squadra di Mourinho.
Attaccanti Roma? Per quello che sta facendo, mi sta colpendo Lukaku. Azmoun ha giocato troppo poco per un giudizio mentre Belotti, al momento, è il centravanti più in forma.
Futuro? Aspetto qualcosa di concreto.
Pellegrini? È un calciatore importante che consente di cambiare modulo al tecnico e avere delle alternative. Il numero 7 giallorosso contro l’Udinese non avrà i 90 minuti e questo sarà un problema ma potrebbe bastare anche una mezz’ora di qualità per aiutare la Roma.
Julio Sergio, ex portiere della Roma e protagonista in 4 derby vinti dai giallorossi, è intervenuto in esclusiva ai microfoni di Retesport. Di seguito le sue parole.
Come ci si avvicina a un derby e che atmosfera si vive nello spogliatoio?
Cambia l’atmosfera anche in città: si parla solo del derby durante la settimana. Si analizzano i precedenti e quello che potrebbe succedere. È bellissimo vivere questa sensazione.
Cosa ne pensi dei portieri della Roma?
Rui Patricio é un calciatore esperto che ha fatto grandi cose con il Portogallo negli ultimi anni. Con la Roma ha fatto bene nelle coppe. In questa stagione ancora non é al top della forma. Svilar giocato qualche partita ma c’è bisogno di altre gare per un giudizio più preciso e capire la sua situazione alla fine dell’anno.
Che idea ti sei fatto della Roma di Mourinho?
É stata una Roma vincente: ha alzato la Conference ed é arrivata in finale di Europa League. Il campionato è più difficile: bisogna mantenere costantemente un livello alto perché ci sono anche le piccole squadre che danno fastidio. I primi due anni di Mourinho sono stati positivi. In questa stagione la Roma sta facendo bene in Europa e in Serie A può lottare per la Champions.
L’ultima gara in Europa League non è andata bene…
Sono cose che succedono, la Roma supererà il turno con tranquillità. L’Europa League é un torneo che piace a Mourinho: le doppie sfide (andata e ritorno) le prepara in maniera speciale. Il tecnico portoghese punterà a vincere la competizione.
Chi potrebbe essere il calciatore decisivo nel derby: Lukaku, Dybala?
Lukaku é un calciatore che ha tanta qualità e fisicità. Dybala ha grande tecnica: può tirar fuori la giocata all’improvviso. È complicato per gli altri trovarseli contro insieme. Spero possano fare la differenza e che la Roma vinca il derby.
Hai mai segnalato qualche calciatore alla Roma?
Parlo spesso di calciatori brasiliani con la Roma ma non è semplice perché il mercato italiano é complesso: c’é bisogno della documentazione giusta, si deve analizzare il budget da poter investire.
Con la Roma ho parlato di 3-4 calciatori: spero che la rosa giallorossa possa avere più brasiliani perché é un qualcosa che ha sempre caratterizzato la società. Mi auguro di portare qualcuno che possa fare la differenza.
Ci puoi fare qualche nome, immagino siano calciatori giovani…
Sì anche giovani. Per la guerra non siamo riusciti a concludere la trattativa per un grande calciatore ma ancora c’è la possibilità di chiudere l’affare. Marcos Leonardo è un profilo che la Roma può trattare per il futuro. In Brasile ci sono dei portieri che possono fare bene in Italia. Bento (portiere Athletico Paranaense) è un calciatore che ha una prospettiva importante poi ci sono anche profili più giovani.
Quindi c’è una collaborazione con la Roma, state lavorando per portare dei portieri brasiliani per il futuro?
Stiamo provando a portare dei calciatori che la società ritiene all’altezza. Parlo spesso con Pinto e il suo scouting di attaccanti, portieri: in Brasile ci sono tanti calciatori importanti. La Roma ha una rosa forte soprattutto in attacco, quindi, va trovato il ruolo giusto e il profilo adatto per concludere un affare.
Tu ci hai messo del tempo per diventare titolare poi con Ranieri sei diventato determinante.
Sì per me questo è stato un bene. Anche Allison inizialmente giocava solo nelle coppe poi ha fatto il fenomeno. Avere il tempo per adattarsi è fondamentale per poter esprimere il proprio valore. Poi ci sono fenomeni come Marquinhos…
Cosa è successo nello spogliatoio durante il derby del 18 aprile 2010 quando Ranieri tolse Totti e De Rossi?
Eravamo arrabbiati perché sapevamo quanto era importante quella partita. Ranieri aveva una sensibilità enorme con certe cose e ha avuto tanto coraggio nel togliere Totti e De Rossi quando eravamo sotto 1-0: è stato un genio, ha capito la partita. Sono riuscito a contribuire alla vittoria parando il rigore a Floccari poi Vucinic ha segnato due gol. Eravamo una squadra forte con tanti calciatori che potevano fare la differenza: Totti, Borriello, Toni, Menez, De Rossi, Pizarro, Taddei, Mexes, Burdisso ecc… Meritavamo qualcosa in più.
Vincent Candela ha parlato ai microfoni di Retesport alla vigilia del derby: “Difficile capire cosa sia successo ieri sera, la Roma ha nove punti in Europa League, non so se stavano pensando al derby, era una partita importante ieri sera, ma sicuramente ora come ora, il derby è più importante. Penso che qualche calciatore si sia un po’ risparmiato. Una sconfitta può accadere in Europa, dopo tre vittorie”
Che derby ti aspetti? “Il derby è sempre stata una partita a parte, che è importante anche a livello emotivo per le sfide successive. Non puoi pensare al derby per pareggiarlo, non può bastare. Quando l’ho giocato io, le motivazioni erano automatiche, non serviva Capello e non dovrebbe servire Mourinho a motivare i giocatori. E’ veramente una gara particolare”
Mourinho? “Che sia un vincente non lo scopro di certo io. Ero convinto che a Budapest la Roma potesse vincere, siamo andati vicinissimi ad un cambiamento, vincendo con la Champions League quest’anno sarebbe stata tutta un’altra cosa. Mi sarei aspettato un rinnovo di Mourinho, per dare un segnale importante. Ha portato lo stadio pieno, sicuramente ha i suoi difetti”
Rinnoveresti quindi il suo contratto di Mourinho? “Non lo so, dipende dal progetto sportivo. Due anni fa la Roma era costruita per vincere la Conference e lo ha fatto, lo scorso anno era tra le favorite per l’Europa League ed è arrivata in finale, ma in campionato poteva fare molto meglio. Chiaramente oggi vedo una Roma in difficoltà e probabilmente anche la sua situazione contrattuale potrebbe incidere, certamente è indubbia la professionalità del mister, come ha detto darà sempre tutto dal primo all’ultimo minuto che sarà qui nella capitale.“
Bati o Lukaku? “Lukaku è un giocatore fortissimo, fa reparto da solo, fisicamente è impressionante, è tornato protagonista con la nazionale. Spero che col tempo possa dare più di quanto ha dato Batistuta alla Roma. Certamente per quello che si è visto quest’anno è impressionante, ha poche occasioni ma fa sempre gol”
Tra e Totti chi è più forte al padel? “Non ci sente nessuno? Nel nostro ranking sono un passo avanti al Capitano, a padel però, a calcio lui era un fenomeno e lo è ancora adesso”
“Seguo la Roma a distanza, la squadra è forte, c’è un grande allenatore come Mourinho, è un peccato per il risultato di ieri ma ora c’è il derby e bisogna vincerlo a tutti i costi“. Così Philippe Mexes in esclusiva ai microfoni di Retesport, alla vigilia del derby della capitale.
“Aouar? Dovrebbe avere meno compiti difensivi, deve giocare con libertà, è una mezzala offensiva, ma fa fatica a marcare a tutto campo, non sono abituati in Francia a giocare così. E’ normale che debba assimilare tanti concetti, forse giocare un po’ più avanti dietro la punta”.
Il Derby? Come arriva la Roma e come si gestisce l’emozione di un pre derby? “Un conto era Francesco, Daniele, Aquilani nati a Roma, lo sentivano tanto, oggi ci sono tanti stranieri, all’epoca era molto pesante, perchè respiravi questa atmosfera nello spogliatoio. Domenica è fondamentale per la Roma vincere e anni fa anche noi stranieri inevitabilmente eravamo permeati di questa atmosfera”
Ndicka? “Bisogna dargli tempo, giocare con la maglia della Roma non è facile, devi lasciare da parte quello che si dice in giro, devi saper gestire mentalmente la tua situazione, pensando al campo e cercando di lavorare forte per migliorare”.
Rimpianti? “Avrei voluto vincere uno Scudetto a Roma, non mi interessa nulla del resto, mi manca un titolo con la Roma, lo avremmo meritato. Vorrei rigiocare quel maledetto Roma-Sampdoria”
Il futuro? “Ho staccato la spina, ho deciso di allontanarmi dall’Italia per i miei figli, vivo vicino Bordeaux, ho vissuto la mia passione, i miei momenti, con grande orgoglio, ma ora non mi manca niente e voglio godermi i miei ragazzi in un posto tranquillo, senza criminalità. Tornerò a Roma prossimamente, perchè porterò mia figlia a fare il provino con la Roma Femminile”
Totti-Spalletti? “Sono rimasto molto male di come è stato trattato Francesco dalla Roma, è una grande persona, per me è stata una delusione forte, perchè lui mi aiutò tanto ad ambientarmi, è un’icona incredibile, è empatico, è umano e si merita tutto l’amore della Roma per quello che ha fatto. Mi fa piacere che si sia riappacificato con Spalletti, perchè furono i protagonisti di quella prima Roma di Spalletti straordinari. Il mister a me ha dato tutto, è grazie a lui se ho fatto una carriera importante”
Luigi Garzya, doppio ex di Roma-Lecce, è intervenuto in esclusiva ai microfoni di Retesport. Di seguito le parole dell’ex difensore giallorosso.
Alla Roma ho vissuto uno dei periodi più belli anche per quello che era il calcio italiano in quel momento:la Serie A era il campionato più seguito ed era ricco di campioni.
Un aneddoto con Mazzone? Era un grande allenatore e un tecnico molto simpatico, a parte quando si arrabbiava, infatti, a Lecce mi ha attaccato al muro più volte (ride n.d.r). Mazzone era una persona molto generosa: a Natale, ad esempio, faceva i regali ai calciatori e anche alle rispettive compagne. All’epoca era uno all’avanguardia anche a livello calcistico: per certi versi è stato frenato dalla sua figura. Era un allenatore che arrivava prima degli altri: tatticamente era preparatissimo, però, c’è chi poteva aver un pregiudizio negativo nei confronti del suo modo di essere.
Un pensiero sui tifosi della Roma.
Ho molti amici che non sono romanisti che vogliono venire allo stadio Olimpico per vivere le sensazioni straordinarie che si percepiscono anche dalla televisione. Quando si entra in campo con la Curva Sud che canta è inspiegabile. L’inno della Roma è una canzone che ti entra dentro. Anche quella di Conidi (Mai sola Mai) tocca il cuore.
Che idea ti sei fatto della Roma di Mourinho?
La squadra non fa sicuramente calcio spettacolo. Al momento la classifica non è delle migliori ma la campagna acquisti non è stata all’altezza. Se ti vengono a mancare giocatori come Dybala che, spostano gli equilibri e fanno la differenza, diventa dura. Il gap con le altre big (Napoli, Milan, Inter e Juventus) c’è: è utopistico pensare alla Champions League, poi mai dire mai. La Roma ha una buona rosa ma non è competitiva per arrivare tra le prime 4: ha pochi giocatori di valore e a livello numerico non ha la stessa profondità che hanno altre squadre come l’Inter.
Lecce?
Corvino ha fatto un ottimo lavoro con un budget limitato. L’anno scorso la Primavera ha vinto il campionato e diversi calciatori come Dorgu sono saliti in prima squadra. Il Lecce è una buona squadra, in attacco ci sono calciatori velocissimi ai quali la Roma dovrà fare attenzione. La rosa complessivamente è anche più completa rispetto alla scorsa stagione.
La gara contro il Lecce, per qualche calciatore che non vuole farsi male in vista dell’Europa League ma soprattutto del derby, rischia quasi di rappresentare un fastidio.
Sarebbe un errore grave: alla fine così si rischia di fare male in tutte le competizioni. La Roma non può lasciare altri punti per strada le altre stanno correndo. Stare un altro anno senza Champions sarebbe complicato: si tornerebbero a fare gli stessi discorsi legati al budget limitato.
Cosa ne pensi dei difensori della Roma?
Smalling è una grande perdita quando sta bene lui sta bene tutta la difesa. Quello arretrato credo sia un ottimo reparto, infatti, i risultati che la Roma ha ottenuto negli scorsi anni sono arrivati grazie al rendimento dei difensori. Ndicka è un buon giocatore. Dietro la squadra è affidabile malgrado in questa stagione non abbia iniziatobene.
Vincent Candela ha parlato in esclusiva a Retesport, nel giorno del suo compleanno, nel corso de La Sveglia Giallorossa:
“La Roma è una squadra di qualità, ha colto 4 vittorie consecutive e ora deve dare continuità, sono arrivati giocatori importanti, c’è un grande allenatore in panchina, ora bisogna continuare perchè il livello della Roma deve essere questo. In Europa molto bene, in campionato ora stiamo rincorrendo, ma la vittoria di domenica in extremis è stata fondamentale. Apprezzo tantissimo Cristante, l’ho sempre detto, sta sempre lì, lotta tutte le partite, è un giocatore costante, è un riferimento per tutti. Gli infortuni? Dispiace perchè se la Roma fosse al completo sarebbe una grande squadra, invece capita di non avere spesso Dybala, lo stesso Pellegrini, ora Smalling, è un peccato, bisogna capire da dove derivano certi infortuni”.
“Il Napoli ero convinto avesse tante difficoltà, invece Juve, Milan e Inter le vedo davanti, la Roma può competere per il quarto posto, pensavo che già i giallorossi potessero arrivare l’anno scorso in Champions. Lukaku? Quando Bati era con noi, la Roma era una grande squadra, lui era un bomber e quando arrivò ci portò i suoi gol fondamentali, purtroppo l’anno dopo non vincemmo il campionato perchè Bati non stava bene, Lukaku per spessore mi ricorda Gabriel, sta su questa linea, poi vediamo la resa tra due-tre anni”