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Esclusiva Retesport – Ottavio Bianchi: ”Il Napoli non ha avversarie per il titolo. Vincere a Roma e a Napoli è più difficile”.

Ottavio Bianchi, ex allenatore di Napoli (1985-1989, 1992-1993) e Roma (1990-1992), squadre con le quali ha vinto un campionato (1986-87) 2 Coppe Italia (1986-87, 1990-91) e una Coppa Uefa (1988-1989) è intervenuto in esclusiva ai microfoni di Retesport: ”

Il Napoli è pronto per vincere lo scudetto?

Il Napoli vince, gioca bene, chi entra lo fa con entusiasmo ormai hanno vinto il campionato, sono lanciatissimi anche perché le avversarie non esistono. Gli azzurri negli ultimi anni hanno orbitato in alta classifica e questa abitudine ti aiuta molto a livello di consapevolezza. Il Napoli credo possa avere qualche chance anche in Europa.

Mourinho?

Dove c’è lui c’è entusiasmo, suscita consapevolezza. Se non ci fosse stato Mourinho ci sarebbero stati molti problemi, invece, la sua personalità gli ha permesso di gestire situazioni difficili.

Zaniolo?

Non esprimo giudizi perché non sono dentro lo spogliatoio. È un giocatore che non ha espresso le sue potenzialità poi ha avuto molti infortuni che lo hanno condizionato.

Vincere a Roma e a Napoli è più difficile o è una leggenda?

Non è una leggenda, vincere a Roma e a Napoli è più difficile perché non c’è abitudine a vincere e questo incide molto. Nella mia esperienza in giallorosso ad esempio sono rimasto sorpreso dall’entusiasmo eccessivo quando si vinceva il derby che è solo una tappa all’interno di un percorso.

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Esclusiva Retesport – Onofri: “Gilardino ha risollevato il Genoa, Strootman il faro. La Roma non è da podio. E su Faticanti…” (AUDIO)

Claudio Onofri, ex calciatore e allenatore del Genoa, grande scopritore di talenti (El Shaarawy e Criscito tra gli altri) è intervenuto ai microfoni di Retesport in vista del match tra Roma e Genoa di giovedì:

Il Genoa?
“Gilardino sta facendo un lavoro straordinario, è entrato in corsa in una situazione delicata, in pochissimo tempo ha sistemato una squadra che faticava a fare risultati. Ha trasmesso una carica vincente ai propri calciatori e soprattutto è riuscito a correggere diversi difetti del Genoa. Si sta guadagnando la credibilità della piazza e merita grandi applausi in questo momento. Sarò all’Olimpico per la partita tra Genoa e Roma, mi fa piacere tornare perchè il mio esordio allo stadio fu un Roma-Samp di tanti tanti anni fa, mio padre era romanista”.

Strootman?
“Sta facendo bene, è arrivato a Genova e ha portato la sua cultura del lavoro, la sua qualità. Ad inizio anno ha fatto grandissime partite, poi è calato anche lui perchè la squadra è scesa di livello. E’ sicuramente il valore aggiunto del Genoa per esperienza e carisma”

Criscito?
“E’ stato un onore per me averlo scelto a 14 anni a Napoli, averlo portato a Genova e ha fatto una carriera importante. E’ tornato a casa dopo l’esperienza in Canada, può dare un impulso importante al club rossoblu”

La Roma di Mourinho?
“Domenica ha colto un risultato quasi impensabile, per quello che si era visto fino a 10 minuti dalla fine. Il punto è pesantissimo e può dare una grande spinta. In assoluto per l’alta classifica a livello di potenziale Inter e Juventus sono le squadre più forti, ma quella più forte in assoluto è il Napoli che sta giocando un calcio straordinario da inizio stagione. I giallorossi sono appena sotto, credo possa fare meglio sul piano del gioco, ma non la vedo sul podio di questo campionato”

Poi in chiusura d’intervento Onofri rivela: “Faticanti è un mio nipote, conosco questo ragazzo, l’ho visto crescere. Il direttore sportivo del settore giovanile del Genoa mi chiamò per convincere Giacomo a venire a Genova. Lui all’epoca giocava a Frosinone, aveva tante richieste, è tifoso della Roma e ha fatto scelte diverse, poi è arrivato a Roma. E’ un prospetto interessantissimo, ha personalità e sono convinto che possa arrivare ad alto livello in Serie A”.

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Esclusiva Retesport – Vivarini (Ex All. Frattesi): “Davide pronto per la Roma. Ad Ascoli me ne innamorai al primo sguardo” (AUDIO)

Vincenzo Vivarini, tecnico del Catanzaro, ha allenato Davide Frattesi all’Ascoli nel 2018 ed è intervenuto ai microfoni di Retesport per parlare del giovane centrocampista romano, nel mirino dei giallorossi in vista del mercato di gennaio: “Davide arrivò ad Ascoli dalla Primavera del Sassuolo, non aveva ancora giocato tra i professionisti, Frattesi ha una gamba di livello, ha una forza fisica incredibile, chiaramente doveva affinarsi sul piano tattico, ma era evidente la forza del ragazzo e me ne accorsi subito, me ne innamorai già ai primi allenamenti. Con me ha giocato sempre ad Ascoli, man mano che passava il tempo il ragazzo è andato in crescendo sotto l’aspetto della sostanza e della qualità.

“Di anno in anno è cresciuto, è sempre stato titolare in B e oggi in A, è evidente la sua personalità. L’aspetto che mi colpì è l’elemento fisico, l’intensità nella corsa, l’esplosività. E’ cresciuto tantissimo a livello di pensiero calcistico – aggiunge Vivarini – e anche nei suoi esordi ad Ascoli, sul piano tattico ha dimostrato di essere un calciatore evoluto”

Più adatto ad un centrocampo a tre o a due?
“Avendo le caratteristiche dell’incursore, deve esser libero di inserirsi. In un centrocampo a due rischia di rimanere un po’ bloccato. Oggi è cresciuto molto anche nel ricamare il gioco, nello scambio con i compagni”.

I margini di miglioramento? E’ pronto per la Roma?
“Ricordo che quell’anno ad Ascoli lo sfottevo tantissimo perchè arrivava spesso in zona gol ma non riusciva a segnare. Gli dicevo che era una mezzala da 10 gol a stagione e infatti lo sta diventando. Ricorda Nainggolan e Barella. E’ cresciuto tanto sul piano difensivo, nella fase di non possesso è un calciatore che aggredisce la palla e rincorre con una decisione straordinaria. Frattesi è un calciatore completo, non è forse un centrocampista da palleggio, ma sopperisce a questo piccolo limite con delle qualità importanti. Ha tutte le potenzialità per imporsi a Roma, è molto adatto al gioco di Mourinho, perfetto per le transizioni del gioco giallorosso e non mi meraviglia che sia entrato anche nel giro della Nazionale A di Roberto Mancini”.

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Esclusiva Retesport – Luca Franceschi: “14 anni nella Roma non si dimenticano. La sosta lunga è un’incognita per tutti” – AUDIO

Luca Franceschi, ex preparatore atletico e addetto al recupero degli infortunati nella Roma, è intervenuto ai microfoni di Retesport: “14 anni alla Roma non si dimenticano, iniziai con Spalletti nel 2005 quando la squadra andava di fatto ricostruita e ho concluso poi dopo Di Francesco. Un lunghissimo periodo, mille aneddoti e mille ricordi, penso che il viaggio da Trigoria con il pullman verso lo stadio è uno di quei momenti che porterò per sempre con me. Ho deciso di dimettermi dopo 14 anni per avvicinarmi a casa e sono tornato a Empoli. Vedendo lo scorso anno da vicino la Roma ho notato quella cattiveria agonistica che rappresenta certamente un marchio di fabbrica delle squadre di Mourinho

“Nel club giallorosso mi occupavo del recupero degli infortunaati, dal lavoro in palestra agli ultimi step sul campo con lavori personalizzati. Ne abbiamo recuperati tanti e mi ha fatto piacere vedere anche recentemente alcuni ragazzi al Mondiale con il quale ho avuto possibilità di lavorare”.

“La sosta – prosegue Franceschi – è una grande incognita per tutti, è difficile capire quanto inciderà sul rendimento delle squadre. Considerate che negli ultimi anni le preparazioni atletiche sono cambiate rispetto ad un decennio fa. Certamente in questo periodo di sosta, al netto della possibilità di lavorare e di allenarsi anche di più rispetto al periodo in cui si gioca, il vero problema è il ritmo partita e la capacità di reggere alla pressione psicologica dei tanti impegni ravvicinati”.

Wijnaldum? E’ difficile dare un’indicazione precisa perchè il recupero degli infortuni dipende dai singoli soggetti e dalle qualità fisiche di ciascuno di noi. Ricordo che Mexes, di rientro da uno strappo muscolare, al suo ritorno in campo gli consigliai di fare piano, di evitare nei primi minuti interventi duri e partì subito con una sforbiciata. Era un animale.

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Esclusiva Retesport – De Sisti: “Mourinho ha riportato la gente allo stadio. Pellegrini? E’ un grande capitano”

Giancarlo De Sisti, ex calciatore della Roma, ha parlato ai microfoni di Retesport nel corso di 1927: “Una delle cose più belle che ho ottenuto nella mia carriera, a parte l’affetto e il riconoscimento dei parenti e della mia famiglia, è l’idea di esser sempre ricordato da tutti come un gentiluomo del calcio. Ho avuto la fortuna di giocare con la maglia della Roma, con la maglia della squadra del mio cuore e di mio padre, ho ricevuto la fiducia di campioni come Losi e Guarnacci. Sono stato ceduto alla Fiorentina nel momento in cui stavo per spiccare il volo, dai 22 ai 32 anni ho giocato in viola, nel fiore della mia carriera. Nella prima fase di Roma ero bravino ma non ancora pronto, dopo quando sono tornato ho fatto due anni bene poi piano piano ho accusato i primi problemi fisici e ho smesso”.

“Mourinho è un grande motivatore, è un ottimo allenatore, certamente va migliorata la qualità del gioco, ma per raggiungere i risultati e le vittorie che Mou ha conquistato, significa che sei un allenatore di primissimo livello. Sono rimasto stupito dal calore del pubblico in questi ultimi tempi, i tifosi della Roma sono unici, la scelta dei canti, dei cori, il gioco di luci, è tornata all’Olimpico una partecipazione popolare straordinaria, credo anche grazie a Mourinho”.

Senza Pellegrini, la cifra tecnica della Roma cala drasticamente – aggiunge De Sisti – ha meritato in questi ultimi anni le chiavi tecniche della squadra. Può certamente ancora migliorare, si è adattato e gioca in più ruoli, è sicuramente un calciatore poliedrico. E’ migliorato tantissimo sui calci piazzati, penso possa specializzarsi ancora, calcia bene, dribbla bene, offre assist ai compagni. Merita di continuare le gesta dei grandi capitani della Roma. E’ un grande capitano”

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Boniek a Retesport: “Zalewski avrà altre chance. Kiwior mi ha sorpreso” – AUDIO

Zibi Boniek è intervenuto ai microfoni di Retesport, nel corso del programma pomeridiano ‘1927’, per parlare di Mondiali e di Roma. Ecco le sue dichiarazioni: “Per la Polonia il primo posto in classifica oggi non conta tantissimo, bisogna giocare per vincere contro l’Argentina. Sicuramente sarà una partita in cui il pallino del gioco lo avranno gli argentini, che sperano nel primo posto. Lewandowski? Non l’ho mai visto esultare con quella emozione nonostante abbia segnato in carriera 700 gol. Giocare per la Nazionale è sempre diverso”.

Zalewski?
“Ultimamente nella Roma faceva più il terzino, con la Polonia ha giocato esterno offensivo, probabilmente ha pagato questa variazione, è molto considerato, ci può stare abbia pagato un po’ l’emozione, al primo Mondiale, siamo strafelici di averlo con noi e avrà altre chance”

Kiwior?
“Tre quattro mesi fa in Polonia non lo conosceva quasi nessuno perchè è andato via giovanissimo dal nostro paese, è un calciatore interessante, è molto bravo in marcatura, lo avevo visto giocare bene con l’Under21 e ora sta disputando un ottimo Mondiale. E’ un ragazzo serio e sa giocare al calcio, sono molto contento di lui”

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Esclusiva Retesport – Longo (Ex vice allenatore Al-Hilal): “Arabia Saudita ha giocatori di livello” AUDIO

Dopo il clamoroso exploit dell’Arabia Saudita che all’esordio nel girone dei Mondiali ha superato per 2-1 in rimonta l’Argentina, è intervenuto in esclusiva a Retesport Diego Longo, ex vice-allenatore dell’Al-Hilal: “Risultato incredibile della nazionale contro gli argentini, ma non credo sia casuale. E’ chiaro che per battere Messi e compagni serva anche un pizzico di fortuna, ma la nazionale dell’Arabia Saudita, oltre ad un tecnico forte ed esperto come Renard, ha giocatori di livello, alcuni dei quali hanno vinto diverse volte la Champions League asiatica”.

Quasi tutti i calciatori della nazionale militano proprio nell’Al-Hilal, personalmente ne ho conosciuti e allenati una decina. Sono giocatori applicati, grandi professionisti, che guadagnano tantissimo ma che difficilmente lasciano il proprio paese perchè faticherebbero forse ad ambientarsi in Europa” ha aggiunto Longo.

Per scoprire di più ascoltate il podcast qui

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Esclusiva Retesport – D’Agostino: ”Mourinho ha bisogno di 3 Dybala altrimenti la squadra farà fatica. Wijnaldum e Zaniolo non sono dei fuoriclasse”

Gaetano D’Agostino, ex centrocampista della Roma, è intervenuto in esclusiva ai microfoni di Retesport:

Il problema principale della Roma è che non si può fare un gioco dal basso. I motivi sono 2: non hai un portiere che ha dimestichezza con i piedi ed i 3 difensori sono dei marcatori. Solo Mancini a volte effettua dei lanci lunghi ma non sempre hanno una logica. Se non hai difensori che sappiano impostare, hai bisogno di un centrocampista che detta i tempi e la Roma non ce l’ha.

Le squadre di Mourinho se non hanno un tasso qualitativo molto alto fanno fatica per un motivo semplice: il tecnico portoghese ha bisogno di gente in campo che fa la partita. Se la Roma non alza in tutti i reparti il tasso qualitativo la squadra farà fatica ad interpretare quello che vuole il mister. È scientifico, entra Dybala e cambia la partita: i compagni hanno giocato meglio perché i calciatori bravi fanno crescere anche gli altri calciatori. Se la Roma non avrà un Dybala per reparto farà fatica. Wijnaldum non è un fuoriclasse: è un calciatore differente da Matic e Cristante ma non pensiamo che possa essere la soluzione ai problemi della Roma. Il vero Wijnaldum lo vedremo solo nelle ultime 5-6 partite. Zaniolo è un buon giocatore, non va considerato un fuoriclasse.

D’Agostino ha parlato anche dei problemi del calcio italiano: ”L’Italia è indietro rispetto alle altre realtà europee perché da altre parti hanno il coraggio di fare giocare i giovani: non pensano alla poca esperienza ma ragionano sul fatto che sono forti. La consapevolezza di essere un calciatore bravo, che ha personalità la scopri solo giocando”.

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Ventura a Retesport: “Per battere il Toro servirà una grande Roma. Belotti? Il vero Gallo ancora non si è visto”

Gian Piero Ventura, ex tecnico del Torino e della Nazionale azzurra, è intervenuto in esclusiva ai microfoni di Retesport alla vigilia del match dell’Olimpico tra granata e Roma: “Il Napoli sta facendo un campionato a sé, con Spalletti che ho avuto da giocatore e sta facendo un lavoro straordinario. Complimenti a Giuntoli che sul mercato ha trovato sostituti straordinari dei vari Koulibaly, Mertens e Insigne. Credo sia l’anno del Napoli non solo in Italia, per il resto penso ci sia un filo di delusione per tutto il gruppone che insegue, forse a parte il Milan con Pioli che sta gestendo al meglio infortuni e una rosa complessivamente inferiore a Inter e Napoli. Per tutte le altre penso ci siano difficoltà: nell’Inter, vista la rosa che ha, la distanza è eccessiva dalla prima, nella Juventus che ora sta recuperando ma sul piano del gioco ha lasciato obiettivamente molto a desiderare. Credo ci sia un pizzico di delusione anche in casa giallorossa, perchè con l’avvento di Mourinho e Dybala ci si aspettava di più sul piano del gioco e dei risultati“.

Sul match tra Roma e Torino, Ventura afferma: “Domani sarà una partita non semplicissima per i giallorossi, per un motivo molto semplice: il Torino quando incontra le squadre di qualità o che vogliono imporre il proprio gioco va a nozze, trova invece difficoltà quando deve fare la partita. Nelle ultime 7 partite a parte la Samp, ha vinto solo con Milan e Udinese, lasciando punti per strada con le piccole. La Roma per superare il Torino dovrà fare una prestazione di spessore e dovrà farlo anche per dare una risposta alle ultime prestazioni non esaltanti”.

Su Andrea Belotti, Ventura aggiunge: “Quello che si è visto finora a Roma non è il vero Belotti. Il Belotti che ho voluto e allenato a Torino ha il fuoco dentro, sa fare tutto, sa aggredire la profondità, sa segnare in acrobazia, sa difendere il pallone. Non mi permetto di dare giudizi, ma è un giocatore che vedo spento, penso abbia inciso il fatto di non aver fatto la preparazione, penso che abbia tenuto il Torino in Serie A da solo negli anni di maggior difficoltà. E’ un calciatore importante che deve ritrovarsi”.

Sul modulo, il 3-5-2, che adotta la Roma e che Ventura conosce molto bene conclude: “Le caratteristiche dei calciatori incidono in funzione della metodologia di lavoro e delle scelte tattiche si vogliono applicare. Credo che o hai calciatori di grandissima qualità, sul piano tecnico e di lettura, oppure se hai giocatori più normale un’organizzazione di gioco li può aiutare. L’allenatore incide nel momento in cui i giocatori hanno buone qualità ma non determinano da soli”.

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Esclusiva Retesport – Cappioli: ”Nel derby non ci sono favoriti, Abraham e Zaniolo possono essere decisivi”

Massimiliano Cappioli, ex centrocampista della Roma e autore della seconda rete nel derby del 27 novembre 1994 (Lazio-Roma 0-3), è intervenuto ai microfoni di Retesport: ”Dovevamo perdere 11-0 e invece abbiamo vinto 0-3. Mazzone durante la settimana ci caricò facendoci vedere quello che scrivevano i giornali e alla fine abbiamo festeggiato noi. Quando ho segnato non mi sono reso conto di quello che avevo fatto perché l’emozione è stata troppo forte: ho realizzato il sogno di una vita. Nel derby non ci sono favoriti: ci vuole cuore, testa e tanta voglia di vincerlo, non basta essere più forti.

Domani sarà una gara difficile, infatti, la Lazio nonostante le assenze gioca un bel calcio. Vincere sarebbe importantissimo per la Roma. Mi auguro che Zaniolo ed Abraham possano decidere il derby: entrambi ne hanno bisogno, ci stanno mancando i gol di questi calciatori.

La Roma può arrivare tra le prime quattro e giocare la Champions League la prossima stagione. Il terzo anno di Mourinho si potrebbe coronare il con la vittoria dello scudetto”.