Categorie
Interviste

Ancelotti: “Sono Mourinhista e Romanista”

Carletto Ancelotti, tecnico del Real, ha parlato ai microfoni di DSport alla vigilia del match di Champions contro il Napoli. Recentemente Mourinho aveva dichiarato di fare il tifo per Carlo, di credere nella sua permanenza a Madrid, suggerendo a Don Florentino (Perez ndr) di rinnovare il contratto di Ancelotti.

Ecco la risposta amichevole del tecnico romagnolo: “Con Josè abbiamo un bel rapporto. Io sono Mourinhista e romanista perché io sono stato capitano della Roma e ho un ricordo fantastico del periodo passato alla Roma. Sono d’accordo con Mourinho quando dice che solo un pazzo lascerebbe il Real Madrid. Io sto molto bene qui e vedremo quello che succederà nel futuro”.

RIASCOLTA QUI L’AMARCORD DI RETESPORT SU ANCELOTTI

Categorie
Interviste

Bove: ”Mi vedo come mezzala. Indossare la maglia della Roma è un’emozione difficile da descrivere”

Edoardo Bove ha rilasciato un’intervista a Star Casinò Sport in cui ha affrontato diversi temi tra cui il suo amore per la Roma. Di seguito le dichiarazioni del centrocampista giallorosso.

Cosa provi ogni volta che indossi la maglia della Roma?
“Sono emozioni difficili da descrivere, ma la sensazione è quasi sempre la stessa sin da quando sei piccolo. Quando cresci acquisti consapevolezza e ora capisco l’importanza e ancora di più l’emozione nel vestire questa maglia”.

Parlaci del tuo inizio della carriera.
“Sono cresciuto nella Boreale, era un’ambiente molto tranquillo, con persone educate che mi hanno fatto crescere al meglio. Sono arrivato alla Roma grazie a Bruno Conti, che guardò il mio provino. Fu un’emozione grandissima varcare il cancello di Trigoria, me lo ricordo benissimo. Feci un solo provino ma fu entusiasmante”.

Ora sei una mezzala, è sempre stato questo il tuo ruolo?
“Nelle giovanili ho fatto tutti i ruoli del centrocampo. Cerco di dare più opzioni possibili agli allenatori, ma mi piace molto fare la mezzala perché hai la possibilità di buttarti in avanti e fare anche gol. Mi vedo molto come mezzala”.

Secondo te è più importante la tecnica o il fisico nel tuo ruolo?
“In questo periodo storico il fisico, se non vai a una determinata velocità è difficile giocare. Anche la componente tecnica è molto importante, entrambe sono fondamentali per essere un centrocampista box to box”.

Come hai conquistato Mourinho?
“Me lo chiedo anche io qualche volta (ride, ndr). Credo sia una questione di fare quello che l’allenatore chiede e fare la cosa più semplice non è mai banale. Il rapporto tra un giocatore e un allenatore si basa sulla fiducia, se un tecnico si fida di quello che gli puoi dare si crea un bellissimo rapporto. Credo sia la componente che mi permette di fare quello che Mourinho chiede”.

Il numero di maglia che hai sempre sognato di indossare? E quello che non sceglieresti mai?
“Ho sempre portato il numero 8 nel settore giovanile, mi piacerebbe molto vestirlo di nuovo. Anche il 5 mi piacerebbe. Non vestirei mai il 10, non per il tipo di pressione ma perché a Roma è sacro, è una religione. Non mi permetterei mai”.

Quale caratteristica ti accomuna a De Rossi? Quale dote vorresti rubargli?
“Per me è sempre stato un esempio. Abbiamo una grinta e una cattiveria in campo che ci accomuna, ma devo imparare da lui tantissime cose e continuerò a cercare di migliorare il più possibile. De Rossi mi piaceva tantissimo come giocatore”.

Il consiglio più importante che hai ricevuto in carriera? E chi te lo ha dato?
“Ne ho ricevuti tanti dagli allenatori. Il consiglio più grande è che fare una cosa semplice è sempre la cosa più difficile. Se uno prova a fare una giocata difficile ci può stare, ma fare tutto semplice con pochi tocchi è molto più difficile. Non vorrei rivelare il nome”.

La cosa che ti riesce meglio in campo? Quella che devi ancora affinare?
“Devo affinare un pochino di cose, ma devo migliorare di più il guardare prima di fare la giocata, ai grandi livelli è quello che fa la differenza. Mi riesce molto bene pressare e il recupero della palla”.

Come ti avvicini a una partita importante?
“Non ho un rito, non mi dà fastidio né stare da solo né in compagnia. A volte ovviamente ti prendi quel tempo per concentrarti prima di una partita importante, ma ti fa piacere condividere i momenti prima della partita anche con i tuoi compagni per sentirti vicino a loro. La partita si vince e si perde insieme”.

Il giocatore più difficile che hai affrontato?
“Tonali con il Milan”.

Rodri, Gundogan e Bruno Fernandes: con chi scambieresti la maglia?
“Gundogan. Fa sembrare tutto semplice, guarda sempre prima cosa fare, è un giocatore formidabile”.

Il compagno di squadra più elegante?
“Dybala, Kristensen e Cristante. Sono sempre impeccabili, anche per fare la spesa”.

Il posto più suggestivo a Roma di notte?
“Trastevere, è anche una zona a cui sono legato”.

Quale playlist ascolti prima di un match? Artisti preferiti?
“Maneskin e Coldplay, ma ultimamente mettiamo la musica tutti insieme in pullman quindi ascolto quello che capita. Non mi isolo con le cuffiette”.

Ti invitano a una cena a cui non vuoi andare: che scusa ti inventi?
“Utilizzavo la scusa di andare a cena dalla nonna. Quando le ho detto che la utilizzavo con la scusa si è un po’ arrabbiata, mi sento in colpa ora. Come scusa uso la mia famiglia, nessuno può arrabbiarsi così”.

Cosa provi quando indossi la maglia azzurra?
“Grandissimo orgoglio, senti di rappresentare un popolo caloroso. Abbiamo un grandissimo sentimento e attaccamento alla maglia e al calcio come nazione, è un onore”.

???? @StarCasinoSport presenta: Q&A con Edoardo Bove! ????

????️ Guarda l’intervista esclusiva su YouTube
▶️ https://t.co/7J3oKefCAj#ASRoma #StarCasinoSport pic.twitter.com/4Ub2LZPPUi— AS Roma (@OfficialASRoma) November 27, 2023

Categorie
Interviste

Mourinho: “Grande reazione, ma era facile da chiudere prima. Panchina eccellente stasera”

Josè Mourinho ha parlato così ai microfoni di DAZN dopo la vittoria per 3-1 contro l’Udinese:

Che vittoria è? Si aspettava un secondo tempo più tranquillo?
“Colpa nostra, era una partita facile da chiudere. Non lo abbiamo fatto e abbiamo aperto la porta alla reazione dell’Udinese. La nostra reazione è stata fortissima, in panchina avevo giocatori per cambiare la partita e non ho scelto male. I ragazzi in campo mi hanno dato una risposta forte. Sembra che ci piaccia attaccare verso la porta sotto la Sud e che vogliamo battere il record di gol negli ultimi minuti, ma qualche volta si possono perdere punti in questo tipo di partite. Quando l’avversario è in difficoltà devi finirlo e non l’abbiamo fatto”.

La sua esultanza con il raccattapalle?
“Ho esultato per il gol che ha chiuso la partita. Con i cambi abbiamo perso organizzazione su palla inattiva e solidità difensiva. Quando segni all’85’ mancano ancora 10 minuti di giocare, quindi non avevo grandi sicurezze dalla difesa. Avremmo potuto chiudere la partita con il terzo gol oppure avremmo sofferto. Dopo il 3-1 mi sono rilassato, era un bambino per fortuna e non un poliziotto (ride, ndr)”.

Avete provato a fare la partita anche nel finale.
“Abbiamo lavorato sulla transizione, l’Udinese ha più gamba di noi ed è più veloce. La soluzione quindi era non perdere il pallone e l’abbiamo fatto bene. Dopo il gol dell’1-0 avremmo dovuto chiudere la partita perché l’avversario era fragile”.

Lukaku-Dybala-Azmoun può essere una soluzione dall’inizio?
“È un po’ sbilanciata solo perché la natura di Dybala e Azmoun non è basata sulla disciplina e sull’organizzazione difensiva. Con loro due puoi perdere equilibrio. Amo Azmoun, ma gli manca qualcosina per essere un giocatore alla Mourinho in fase difensiva. Ha qualità pazzesche. Oggi buona panchina, c’erano anche Belotti e Aouar”.


Mourinho in conferenza stampa

Una squadra fisica come l’Udinese si batte con la qualità. È la chiave della serata?
“È la chiave positiva, poi la chiave negativa è che hai il controllo della partita e devi approfittare della difficoltà dell’avversario dopo il primo gol, ma non l’abbiamo fatto e l’Udinese è rientrata in partita. I friulani sono forti quando perdi i palloni, nel primo tempo non abbiamo perso molti palloni, i quinti hanno fatto bene. È mancata quell’ambizione, per fortuna poi nella ripresa abbiamo avuto una grandissima reazione, la panchina era ricca di soluzione. Tante volte piango perché non ho soluzioni, oggi devo dire che era una panchina ricca. Ho fatto dei cambi, la squadra ha risposto molto bene. Nel secondo gol c’è tanta qualità, ma anche poca organizzazione. Dico sempre che il calcio caotico crea problemi all’avversario, ma anche a livello tecnico. Abbiamo fatto i cambi e trovato stabilità per 10 minuti, è una vittoria importante e se non avessimo vinto sarebbe stato molto frustrante. Per noi è fondamentale perché squadre vicino a noi hanno perso punti e se non sbaglio l’Italia sta pure vincendo la Coppa Davis, complimenti”.

Pellegrini? La qualità dalla panchina dà tante soluzioni, potrebbe essere qualche type=’text/javascript’ idea?
“Mi dispiace tantissimo che Kristensen e Azmoun non possono giocare in Europa League perché in Europa c’è spazio per provare e per fare cose diverse dalla Serie A. Per Azmoun non c’è tanto spazio per giocare titolare quando ci sono Dybala e Lukaku, è dura. Ma oggi avevo tante soluzioni, l’unica debolezza era dietro perché siamo pochi. Ma quando siamo tutti o quasi tutti abbiamo la possibilità di fare quello che abbiamo fatto oggi, mi sono sentito a mio agio nella difficoltà di poter cambiare la squadra”.

Come mai non si riesce a chiudere definitivamente una partita?
“Siamo noi con le nostre qualità e i nostri difetti. Magari abbiamo il coraggio, l’atteggiamento, la capacità di assumere rischi e di ribaltare tante partite come abbiamo fatto in questi due anni e mezzo. È una qualità legata anche ai tifosi. Ho allenato 6-7 squadre e quando la squadra è in difficoltà i tifosi vanno a casa o fischiano, mentre qui la gente non va a casa e ti sostiene. Questo crea un clima negli ultimi 10-15 minuti che aiuta la squadra a fare quello che fa spesso. Oggi lo abbiamo fatto di nuovo prendendo due punti extra molto importanti”.

Prima del gol di Mancini, il difensore è venuto da lei. Gli ha detto qualcosa?
“È venuto da me perché aveva bisogno di antidolorifici. Aveva un dolore e lui conosce il suo corpo, non è muscolare ma tendine, non è adduttore ma tendine. Mancini gioca anche con una gamba sola fino alla fine, ha anche segnato e gli ho detto solo di restare lì”.

Categorie
Interviste

Dybala: “Vorrei restare nella storia della Roma con un trofeo per questa gente”

Paulo Dybala ha parlato così ai microfoni di DAZN dopo la vittoria per 3-1 contro l’Udinese:

Altra serata perfetta.
“Bella serata, la cosa più importante era vincere. Sono 3 punti molto importanti”.

La tua esultanza? Chi volevi zittire?
“C’è gente che parla troppo senza motivo e loro lo sanno”.

Hai risposto sul campo.
“Cerco di dare il meglio per la squadra, le risposte sono per il mio allenatore e per i miei compagni”.

Hai segnato il gol numero 4500 della storia della Roma.
“Mi fa piacere. Sono venuto qua e cerco di ricambiare l’amore che questa gente mi dà. Vorrei rimanere nella storia del club, ma con un trofeo”.

Quanto è stato facile integrarti con Lukaku?
“Ci capiamo a vicenda, questo è uno dei segreti. Stiamo trovando un’intesa importante in campo”.

3 punti dalla Champions.
“È ancora lungo il campionato, ci sono tante partite”.

Categorie
Interviste

Mourinho: ”La squalifica in Europa mi ha fatto sentire l’uomo che ha rappresentato i romanisti”

Dopo i primi due estratti dell’intervista rilasciata da Mourinho alla RAI, è stata resa pubblica anche l’ultima parte delle stessa. Di seguito le parole del tecnico portoghese mostrate integralmente durante il programma Tv7.

“Prima dell’inizio di solito sto nel mio piccolo ufficio, lascio lo spazio ai giocatori; penso che per loro sia importante comunicare, senza sentire la presenza dell’allenatore. Poi torno qualche minuto prima della partita, e all’intervallo, sempre che non sia squalificato… Lì sì, è un momento molto importante, nel quale si può aiutare la squadra in accordo con quello che io e il mio staff – che mi supporta tantissimo – pensiamo si possa fare”. 

Sulla gestione dello spogliatoio: “Penso sia un gioco proporzionale… più empatia, meno problemi, meno empatia, più problemi. Io ho avuto in 23 anni tanti club diversi, ho vissuto tanti spogliatoi diversi e ho sentito questo. In questo caso l’empatia è altissima, il rispetto tra di noi, e non solo dei giocatori verso di me, è molto. Il rapporto è aperto; io non sono propriamente uno ‘sweet coach’, un allenatore ‘dolce’, sono un allenatore capace di essere dolce ma anche di essere critico, aggressivo, esigente, e quanta più empatia tu hai più possibilità hai di giocare con gli umori. Io con questa gente ho un rapporto veramente molto buono“.

Sulla squalifica in Europa: “Questa è stata una squalifica che mi ha fatto sentire bene dal punto di vista emozionale, come l’uomo che ha rappresentato il sentimento di tutti i romanisti. Cosa ha perso la squadra a causa della squalifica? Poco, perché abbiamo uno staff tecnico con cui si lavora benissimo. Ci capiamo benissimo, loro sono capaci di entrare nel mio cervello e sapere cosa penso io in un determinato momento. Le partite le hanno preparate, c’è stato un disastro a Praga, però i nove punti significano quasi qualificazione. Tornare significa gioia, la mia gioia, il mio habitat naturale: a me non piace andare in uno stadio per non essere in panchina, perché è qui che devo stare, è qui che mi sento felice, è qui che non sento la pressione, è qui che vivo. Stare fuori, là sopra, ti permette di avere una visione ottima durante e dopo la partita, di analizzare, ma non fa per me. Non mi piace neanche andare a guardare partite in cui non sono coinvolto direttamente, perché la mia vita è qua”. 

L’aneddoto sulla millesima gara della carriera e sulla gara contro il Venezia prima di Tirana: ”Questa tribuna è bella anche da vuota. Sono venuto qua due volte, una nella mia millesima partita, quando El Shaarawy ha segnato col Sassuolo. Io avevo una grande paura di perdere quella partita, perché se perdi la numero 300 o 400 te lo dimentichi dopo una settimana. Invece la partita numero mille te la ricordi per sempre, io ce l’avevo in testa, non la potevo perdere. La partita è andata in una direzione tale per cui si poteva vincere, perdere e pareggiare…una partita pazza, negli ultimi minuti. Quando abbiamo segnato ho perso un po’ la testa e sono venuto qua sotto (indica gli spalti, ndr)”.

E l’altra volta? “Prima della finale di Tirana, quando abbiamo giocato l’ultima in casa con il Venezia. Siamo venuti tutti qua, sono venuto con un’emozione diversa, avrei quasi voluto prendere un microfono per dire ‘andiamo a Tirana per voi’. Questa gente è fantastica, io quando mi chiedono quale sia la tifoseria più fantastica mai avuta, io posso dire di averne avute tante bellissime, dall’Inter al Real Madrid, al Chelsea. Ma quando qui al novantesimo perdi con il Lecce, la curva è piena e la gente continua a sostenere la squadra. La Roma perde a Praga giocando in modo orribile, in un altro club alla partita successiva la gente sarebbe venuta per fischiare, o non sarebbe venuta… qui ok che c’era il derby, ma eravamo in trasferta e non sembrava. Questa gente è incredibile”.

Sull’Udinese: “Sarà una gara molto dura. L’Udinese è una squadra che difende con molti giocatori e brava a ripartire velocemente in contropiede. Mi è piaciuto vedere la partita dei bianconeri contro l’Atalanta, hanno vinto una grande gara contro il Milan che nessuno si aspettava. Roma-Udinese sarà dura, dura, dura”.

Categorie
Interviste

Conte apre alla Juventus: ”Puoi sempre sognare e sperare di sposarti un’altra volta”

Antonio Conte è intervenuto nell’aula magna dell’UniSalento, dove ha ricevuto il premio “Sport, Soft, Skill”. L’ex tecnico della Juventus, sollecitato sul tema, ha aperto alla possibilità di un ritorno in bianconero. Di seguito le parole dell’allenatore pugliese accostato anche alla Roma.

“I matrimoni si fanno sempre in due, puoi sempre sognare e sperare di sposarti un’altra volta. L’importante è che ci sia condivisione di pensiero. In questo momento mi sto godendo il tempo libero che ho, continuo a studiare e guardarmi intorno per ampliare le mie conoscenze”.

Il futuro?
“Dovesse capitare qualcosa di importante, che mi dà le emozioni di cui ho bisogno, certamente tornerò a lavorare”.

Categorie
Interviste

Mourinho: “Roma troppo criticata. La gente romanista speciale per me. Real? Spero resti Ancelotti. Arabia? Andrò ma non domani”

Mourinho ha rilasciato un’intervista alla Rai. Di seguito le parole del tecnico portoghese.

I tifosi della Roma? Questa gente ti fa avere una temperatura diversa nelle vene, amo questa gente e non ho problemi a dire che la Roma per me è speciale nella mia carriera.

Abbiamo uno spogliatoio molto molto pulito, il profumo è buono, la gente è buona, tutti abbiamo difetti ma siamo un bel gruppo di lavoro. La Roma è troppo criticata, poco protetta, ha un profilo di comportamento interno che apre la porta a questo tipo di situazioni. La Roma e Mourinho sono troppo criticati. Un esempio? Il nostro tragitto per la finale di Europa League è stato facilissimo secondo qualcuno eh? Guarda quello che fanno oggi Salisburgo Real Sociedad Feyenoord e Bayer Leverkusen, che l’ultima partita l’ha persa qui. Se ci fosse un altro allenatore si giudicherebbe in un altro modo, ma per me non è un problema perché non lo era neanche 10 anni fa, ma è un problema per la Roma come club che merita di più, così come per i tifosi che meritano di più. È una gioia per gli pseudo tifosi e intellettuali del calcio.

I bambini lanciati? Mi emoziona anche questo, è successo nella mia storia anche con altri giocatori come Vadane, Santon, McTominay, qui a Roma come conseguenza della situazione e per l’importanza che ha per il club, per i paletti UEFA ma anche per il senso di appartenenza dei ragazzi qui, la loro gioia, sono 15 e il legame è enorme.

Una nuova chiamata del Real? Quando tu hai un super allenatore perché devi pensare ad un altro? Conoscendo Florentino è un uomo super intelligente che ha idee chiare, da madridista e da ancellottista spero abbiano una stagione fantastica e che Carlo resti lì perché è il tecnico perfetto per il Real, solo un pazzo come me può lasciare il Real senza che il club voglia. Andai via io nonostante volessero che restassi. Sono sicuro che al primo segnale di Don Florentino Ancelotti rimarrà.

Offerte Arabia? Un giorno andrò ma non dico domani o dopodomani.

Categorie
Interviste

Dybala: ”Una vergogna quello che è successo con la nostra gente. Pronto per la Roma”

Paulo Dybala è tornato in Italia e al suo arrivo nella Capitale è stato intercettato. Di seguito le parole della Joya riportate dal Corriere dello Sport.

Quello che è successo (scontri al Maracana) è una vergogna. Fosse successo in Argentina ci sarebbero state una marea di polemiche. E’ una vergogna – ribadisce Dybala – quello che è successo con la nostra gente e con la gente in generale”.

Hanno destato molto stupore le parole di Scaloni che sta pensando di lasciare il suo incarica da ct: “Non ce lo aspettavamo specie dopo una partita così importante. Speriamo possa ripensarci, è stata una sorpresa per tutti noi. Vedremo cosa succederà, adesso torniamo nei nostri club e ci concentriamo sulle nostre squadre. Sono pronto”.

Categorie
Interviste

Mourinho: “Ho parlato con Friedkin ma non di rinnovo. Sogno un’altra finale”

Josè Mourinho ha rilasciato un’intervista ai microfoni di RaiSport: uno stralcio dell’intervento del tecnico giallorosso va in onda questa sera nel corso del Tg1 su Rai Uno. Poi l’intervista sarà trasmessa integralmente venerdì su Tv7.

“Totti? È il numero uno della storia della Roma. Bello collaborare insieme? Capisco la domanda, ma devo rispondere in modo difensivo. Ho anche la fama di essere difensivo anche se la mia squadra segna tanti gol, è una questione tra Francesco e la società”, le sue parole.

“Nella storia giallorossa è stata la prima volta che la Roma ha disputato due finali europee consecutive, puoi immaginare la difficoltà. E se pensi alle squadre che storicamente hanno fatto tre finali di fila, sono sempre squadre mitiche. Io dico di provare”, aggiunge.

“Cosa rispondo ai tifosi che chiedono se resterò? Non lo so. L’ultima volta che ho parlato con mister Dan Friedkin è stato 10 minuti dopo la partita con la Lazio, ero al telefono nel mio ufficio, la settimana scorsa ho parlato con Ryan. Parliamo di oggi e del lavoro di oggi, non di rinnovo”, conclude

Categorie
Interviste

Social Football Summit, Mourinho scherza con dei bambini: “Un abbraccio ai romanisti della 3D, no ai laziali!” (VIDEO)

José Mourinho, in occasione del Social Football Summit 2023 che si sta tenendo allo stadio Olimpico, è stato fermato da alcuni giovani studenti che gli hanno chiesto un rapido saluto a tutta la classe. Lo Special One si è apprestato e ha inviato un videomessaggio ironico: “Un abbraccio a tutti i romanisti della 3D, non ai laziali”.

???? Anche #Mourinho presente al Social Football Summit, eccolo nel video all’Olimpico a salutare i tifosi ????????️ pic.twitter.com/5nYy9xn1GW— TVPLAY (@tvplayofficial) November 21, 2023