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Saad Al Lazeez (interim CEO Saudi Pro League): ”Mourinho? Non posso rispondere ma ci piacciono quelli bravi”

Il futuro di Mourinho rimane in bilico. Saad Al Lazeez, vice-chairman e interim Ceo della Saudi Pro League, è stato intercettato da TvPlay allo Stadio Olimpico in occasione del ‘Social Football Summit 2023’ e ha parlato della possibilità di vedere il tecnico portoghese in Arabia Saudita: “Non posso rispondere, ma ci piacciono quelli bravi. E ce ne sono tanti!”.

????????????Il vice-chairman e interim Ceo della Saudi Pro League, Saad al-Lazeez, a @tvplayofficial : “#Mourinho in #Arabia? Non posso rispondere, ma ci piacciono quelli bravi. E ce ne sono tanti!”‼️@calciomercatoit @SPL #SaudiProLeague pic.twitter.com/RoMZ8SyZ1J— Francesco Iucca (@francescoiucca) November 21, 2023

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Pjanic: ”Quando sono andato via dalla Roma ho pianto ma volevo fare un altro step in carriera”

Pjanic, intervistato da Aperibiza Podcast, ha parlato del suo trasferimento dalla Roma alla Juventus. Di seguito le parole del centrocampista bosniaco.

”A Roma mi sono innamorato della piazza e ho pianto quando me ne sono andato. Volevo fare un altro step nella mia carriera, prima passando alla Juventus dove subito sono arrivato in finale di Champions League, poi andando al Barcellona che è il top mondiale”.

Pjanic ha poi concluso: “La carriera è corta e bisogna sempre trovare nuove motivazioni, restare nella comfort zone è una cosa semplice, ma non è buona”.

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Lukaku: ”In estate si parlava molto di me. Ora avete visto cosa posso fare”

Romelu lukaku, dopo il poker realizzato contro l’Azerbaigian, ha parlato in zona mista. Di seguito le dichiarazione del gigante belga.

Sono quello che sono. In estate si parlava molto di me. Ho lavorato e sono rimasto in silenzio. Ora avete visto cosa posso fare”.

L’attaccante giallorosso ha risposto anche a chi ha paragonato il suo rendimento a quello di Pelé: “Ho solo fatto il mio lavoro. Pelé ha vinto tre Coppe del Mondo con il Brasile, io ancora niente. Quindi sono realista al riguardo. Sapete: fin da bambino volevo diventare il miglior marcatore di tutti i tempi del Belgio. Ci sono riuscito. Dopodiché, non ho più pensato e ho continuato ad andare avanti. Quello che succede ora è un bonus. In realtà non mi preoccupa molto”.

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Zalewski: ”Penso di aver sfruttato l’occasione, ma devo ancora lottare per restare in nazionale”

Zalewski al termine di Polonia-Repubblica Ceca, valida per la nona giornata delle qualificazioni all’Europeo 2024 e terminata con il punteggio di 1-1, ha rilasciato alcune dichiarazioni. Di seguito le parole dell’esterno della Roma che è stato tra i migliori in campo partecipando anche all’azione del momentaneo 1-0 dei polacchi.

“Penso che abbiamo giocato una buona partita. È un peccato aver perso la possibilità di qualificarci direttamente, ma abbiamo ancora gli spareggi. Vedremo chi affronteremo. Abbiamo provato a segnare il secondo gol e abbiamo creato occasioni, calci d’angolo e calci piazzati, ma purtroppo non siamo riusciti a segnare. Penso di aver sfruttato l’occasione, ma devo ancora lottare per restare in nazionale più a lungo possibile. So che il ct conta su di me, ma posso aiutare anche l’Under 21 senza alcun problema”.

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Pedro: ”Non so perché sono stato mandato via dalla Roma. Mourinho? Lo rispetto”

Pedro ha rilasciato un’intervista ai microfoni di Sportitalia in cui ha parlato del suo passato alla Roma e del suo approdo alla Lazio. Di seguito le dichiarazioni dell’esterno spagnolo.

Al Chelsea incontri Mourinho. Come ti sei trovato con lui? ”Bene, bene. Un allenatore che ho sempre rispettato. È un tecnico forte che ha vinto tantissimi trofei in carriera. Poi l’ho trovato al Chelsea, mi ha dato l’opportunità di giocare in una bellissima squadra, pure di vincere tanti trofei al Chelsea e per questo lo ringrazio”.

Dopo il derby, finito 0-0, Mourinho dice: “Un grande giocatore, però potrebbe anche fare il nuotatore”. È la tua prossima carriera? “Sì, sì. Quello mi fa ridere. Perché sappiamo tutti com’è Mou, l’ha fatto anche in passato. Dice una cosa, ne dice un’altra. Mi ricordo quando abbiamo vinto contro il suo Real Madrid disse altre cose, quando abbiamo battuto il suo United 4-0 (ero al Chelsea), ne ha dette altre ancora. L’anno scorso, nei derby di Roma, ne ha dette altre ancora. È sempre così, quando non parla dell’arbitro parla del calendario, di un giocatore che si butta a terra. Lo conosco molto bene, è un uomo molto divertente. L’ho presa con molto fair play perché so che utilizza le parole per stemperare la grande tensione del derby. Lo conosco molto bene, avendolo avuto da allenatore”.

Nel 2020 lasci il Chelsea per trasferirti alla Roma a parametro zero. Cosa non funziona in quell’anno? Pedro fa gol in un derby tra virgolette inutile, hai avuto qualche contrattempo fisico, non ti sei ambientato benissimo. Perché non funziona la storia d’amore tra Pedro e la Roma? “Eh non lo so, è una sensazione strana che non avevo mai avuto in carriera. E’ chiaro che quando vai a giocare in un nuovo Paese e in un nuovo campionato, può succedere che inizialmente l’adattamento a spogliatoio, compagni, città e squadra sia difficile. L’allenatore voleva giocare con il 4-3-3, invece giocavamo con il 5-3-2 o con il 5-2-3 con Fonseca. Mi chiedeva tante cose non nelle mie caratteristiche, come arretrare il raggio d’azione per prendere il pallone. Non era nelle mie corde, ma non è una scusa perché, lo dico sempre, i giocatori importanti devono fare tutto. Sicuramente non è andata bene, ma non so per quale motivo poi sono stato mandato via. Sono cose che succedono”.

Sei diplomatico come quando giochi. Una serpentina e un dribbling e mi hai spiegato perché non è andata bene. Nell’estate 2021 tirammo fuori la notizia incredibile: “Pedro dalla Roma alla Lazio”. Quanto tempo prima l’hai saputo? “La storia è nata in conferenza stampa, perché ha detto che io ero fuori rosa. Così tante squadre hanno iniziato a chiamare, una di queste era la Lazio. Sarri in persona mi chiese: “Che succede? Ho visto che stai fuori rosa e che hai un problema con il club”. Io gli risposi che non sapevo il motivo di questa decisione del club e che mi stavo allenando con la Primavera. Mai ne avevamo parlato. Voleva capire cosa fosse successo perché, conoscendomi molto bene, sa che mi alleno sempre al massimo. Sono un professionista in questo. Per me è stato difficile affrontarlo. Quando ho visto la realtà ho iniziato a pensare a come comportarmi, parlando diverse volte con il club. Con Mourinho non ho parlato. Volevo parlare con la società, ma mi hanno detto che non era possibile”.

Quando ti chiama la Lazio decidi in 10 minuti. “Dopo tre settimane, il mercato stava chiudendo, parlai con Sarri che mi disse: “Vieni qua che c’è posto per te”. Io avevo già lavorato con lui e ho colto l’opportunità di giocare in una squadra storica”.

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Lotito: ”Derby? L’arbitro poteva interpretare alcuni episodi in maniera diversa”

Claudio Lotito ha rilasciato un’intervista al Corriere della Sera in cui ha parlato del derby della Capitale. Di seguito le dichiarazioni del presidente della Lazio.

“La squadra contro la Roma è entrata in campo in maniera molto determinata, abbiamo anche preso quel palo con Luis Alberto, è davvero un peccato… Alcuni episodi, poi, l’arbitro poteva interpretarli in maniera diversa. A volte un episodio può cambiare tutto”.

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Tahirovic: ”Ho imparato tanto da Mourinho e Matic. Ho lasciato la Roma per crescere”

Benjamin Tahirovic ha rilasciato un’intervista a GianlucaDiMarzio.com in cui ha parlato del suo passato alla Roma e delle differenze fra il calcio italiano e quello olandese. Di seguito le dichiarazioni dell’ex centrocampista giallorosso che, in estate, si è trasferito all’Ajax per 7,5 milioni.

Ho lasciato la Roma perché l’Ajax è un club leggendario con una grande storia. Avevo bisogno di cambiare aria per crescere sia come giocatore che come persona. Nella sua storia l’Ajax ha sempre sviluppato tanti giovani talenti, perciò sono venuto qui”.

Tahirovic prosegue ricordando la passata stagione con la maglia della Roma: “Ho imparato tanto da José Mourinho e se mi metto a raccontare tutto rimaniamo qui tutta la notte (ride n.d.r). Invece nella mia posizione ho appreso molto da Nemanja Matic che è un grande giocatore e una persona fantastica. In maniera generale però in Italia e Olanda vedono il calcio diversamente. Il vostro calcio è più difensivo, tattico e devi pensare molto quando non hai la palla. Mentre qui il calcio è veloce e devi riflettere molto in fase di possesso. Devi essere sempre un passo avanti rispetto all’avversario. E l’Ajax è una squadra che la palla ce l’ha sempre”.

Il classe 2003 conclude con una battuta su Lukaku: “Se mi sarebbe piaciuto giocare con Lukaku? Romelu è un ottimo giocatore e vedo che sta facendo bene. Sono contento che i giallorossi abbiano preso un calciatore come lui”.

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Tare: “Tifoseria della Roma pazzesca, ma mai bella come quella laziale”

“La Roma ha una storia importante e una tifoseria pazzesca, ma mai bella come quella laziale. La nostra coreografia nell’ultimo derby era emozionante”. Così Igli Tare, in uno stralcio della lunga intervista concessa al Corriere dello Sport.

Mourinho alla Roma te lo saresti mai aspettato?
“Del calcio non mi sorprende più niente e nessuno. Mourinho è un bene, il numero uno della comunicazione mondiale. Nessuno sa gestire i momenti, le situazioni di calcio, come lui”.

Mou e Allegri sono criticatissimi per la qualità del gioco che esprimono.
“La loro storia è inattaccabile, parlano i risultati. Contano i primi posti, dei secondi non si ricorda mai nessuno”.

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Scaloni assicura: “Dybala sta bene, è un grande giocatore”

Paulo è un grande giocatore, per fortuna sta bene, è tornato dall’infortunio ed è regolarmente disponibile”. Così Scaloni, CT della nazionale Argentina, in conferenza stampa sulle condizioni di Dybala, rientrato in gruppo in questa sosta per gli impegni delle nazionali.

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Follieri: “Pronto a rilanciare per acquistare la Roma. Totti? E’ un asset che andrebbe sfruttato”

Torna a parlare Raffaello Follieri. L’imprenditore ha rilasciato nuove dichiarazioni ai microfoni di Adnkronos in merito al suo interesse all’acquisizione delle quote di maggioranza della Roma: “Se il mio interesse per la Roma è ancora vivo? Sicuramente sì. Non ho ripetuto una nuova offerta, è sempre quella che avevamo presentato ai Friedkin, di 840 milioni, ad agosto, e siamo in attesa di capire la loro volontà. Il nostro interesse è rimasto vivo e ci piacerebbe andare a chiudere l’operazione, se riusciamo, ma stiamo aspettando che l’altra parte ci faccia sapere qualcosa, visto anche che negli ultimi giorni sono usciti molti articoli sulla questione relativa allo stadio. Noi restiamo interessati ad acquistare il club, ma poi deve essere l’altra parte a voler vendere. Al momento mi sembra che si attenda di capire la questione stadio come evolve“.

Lo stadio?
“E’ una cosa che lasceremmo da parte per ora. Noi siamo interessati alla squadra, poi la questione stadio è naturalmente un’opportunità, ma non si può basare tutta la gestione della società sul fatto se lo stadio verrà approvato o meno. Confermo che siamo disponibili a salire leggermente rispetto all’offerta iniziale pur di chiudere l’operazione velocemente perché queste operazioni vanno chiuse a breve termine. Siamo più per concretizzare che per parlare”.

I Friedkin?
“Io ho incontrato i Friedkin due volte verso aprile e maggio a Londra. Ma poi abbiamo un fiduciario in comune che parla settimanalmente sia con me che con loro, c’è quindi un canale aperto”.

Perché investire nel calcio e nella Roma?
“Secondo me c’è una grande opportunità dal punto di vista del brand. Secondo l’analisi che abbiamo fatto, non è stato sfruttato il brand ‘Roma’ come città nel mondo, per cui noi puntiamo molto sul fatto di portare Roma a livello internazionale come brand. Ci sono esempi di successo anche in Italia dove si può basare il progetto comprando calciatori conosciuti, ma anche facendo un’Academy e un settore giovanile robusto. A Roma i giocatori migliori, come Totti e De Rossi, sono arrivati da lì e quindi bisogna puntare molto sul settore giovanile e cercare di far crescere i giovani per poi portarli in prima squadra. Io vedo una Roma molto italiana nel mio progetto. Ovviamente per far crescere i ragazzi ci vuole tempo e nel frattempo bisogna comprare, perché prendere dei campioni in prestito, dal punto di vista finanziario, non è un’ottima soluzione, a mio parere. Bisogna cercare di comprare questi giocatori altrimenti il valore patrimoniale non esiste”.

Mourinho?
“A me piace molto. Ci sono due allenatori che mi piacciono e sono lui e Antonio Conte, come tipo di calcio”.

Un ritorno di Totti alla Roma?
“Lo vedrei in modo assolutamente positivo, è un grande asset che la Roma non sta sfruttando. Io viaggio molto in Medioriente e Asia e tutti quando si parla di Roma, la prima parola che mi dicono è ‘Totti’. E’ molto conosciuto”.

Acquistare un altro club italiano se non andasse in porto quello della Roma?
“Al momento sono concentrato su questo progetto della Roma, tra l’altro sono tifoso e non vedo altre opzioni. Io sono qui nel caso in cui decidano di vendere, ma nessuno costringe nessuno a fare niente. La mia è più una cosa da tifoso”.