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Calciomercato

Abraham vuole riprendersi la Roma: l’inglese cerca riscatto

Tammy Abraham non vuole lasciare la Roma. Il centravanti inglese, fermato un anno fa da un grave infortunio al ginocchio e tornato all’attività solo nel finale di stagione, ha realizzato una sola rete ufficiale contro il Napoli, sfiorandone diverse ma sbagliando troppo come accaduto l’anno dopo il suo fulmineo impatto con il mondo giallorosso quando realizzò 27 reti complessive.

Abraham è consapevole che la Roma cercherà sul mercato un titolare per sostituire Lukaku, ma vuole giocarsi le sue carte. Come riferisce il Corriere dello Sport, l’inglese è convinto che con un’ottima preparazione può tornare protagonista in maglia giallorossa.

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APPROFONDIMENTI

‘Tammy un’altra chance’: De Rossi vuole rilanciare Abraham

Azmoun tornerà al Leverkusen, Lukaku al 99% non resterà alla Roma visti i costi proibitivi, Dybala dovrà decidere insieme alla società il suo futuro in base al progetto sportivo, Belotti e Shomurodov rientreranno dai prestiti ma non rientrano nei paini del club e Abraham?

E’ un asset della società, è costato 45 milioni due anni fa e pesa a bilancio circa 13 milioni annui tra ammortamento e ingaggio lordo. La sensazione è che sia impossibile o quasi da piazzare, a meno che a luglio non arrivi un club inglese che pensi di rilanciarlo e abbia cash importante da spendere su una scommessa, perchè tale è oggi Abraham.

Dopo i 27 gol (17 in campionato) della sua prima, entusiasmante stagione, lo scorso anno prima del gravissimo incidente accusato a 5 minuti dalla fine dell’ultima gara stagionale, Abraham ha faticato tantissimo. Solo 9 reti e tante, troppe prestazioni al di sotto del suo livello. Pochissimi lampi, diverse gare insufficienti e i fischi dell’Olimpico. Pinto aveva trovato una soluzione in Premier per cederlo e finanziare l’arrivo del sostituto (nelle idee del club Scamacca, in quelle di Mou un profilo diverso), ma l’infortunio grave ha bloccato tutto.

Recentemente Tammy è tornato in campo, segnando un gol prezioso a Napoli, conquistando un rigore poi inutile ai fini del risultato contro l’Atalanta, ma anche commesso tanti errori sotto porta. Contro Milan, Leverkusen e Juventus ha avuto tre grandi occasioni sciupate malamente. Però Abraham lì ci arriva sempre ed è questo, forse, l’aspetto che ha convinto De Rossi a riprovarci.

27.2.2022 Spezia vs Roma (Serie A) Sport; Calcio; Nella foto: Abraham esultta (Foto Gino Mancini)

L’attuale tecnico giallorosso vorrebbe ripartire in ritiro lavorando su Abraham, convinto che ‘la bestia’ come lo ha recentemente definito, abbia margini di miglioramento enormi. Ne ha parlato recentemente così in conferenza stampa. Certo, sarebbe un enorme rischio ripartire da Abraham, punto. La Roma dovrà trovare un sostituto all’altezza di Lukaku, chiarire quale sarà il futuro di Dybala e cercare degli esterni offensivi che completino il reparto. Ma Tammy – che a Empoli partirà titolare contro una squadra a cui ha segnato diversi gol – smania dalla voglia di riprendersi un ruolo da protagonista nella Roma.

Va ricalibrato, va ripulito da questi atteggiamenti eccessivi che in campo lo portano spesso a disperarsi per un pallone perso o ad intristirsi se un tiro finisce a lato. La sfida di DDR sarà quella di incanalare la frenesia di Abraham in scelte lucide, l’eccessiva generosità in corse utili alla squadra. Un lavoro che su basi e per motivazioni diverse Spalletti fece con Dzeko dopo un primo anno negativo del bosniaco a Roma e che lo portò a segnare 39 reti la stagione successiva.

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Infermeria

Abraham recuperato: sarà a disposizione di De Rossi

Tammy Abraham nonostante un fastidio al flessore accusato nella rifinitura di ieri sarà a disposizione di De Rossi per la sfida di stasera. Quasi certamente partirà dalla panchina ma potrà dare il suo contributo nella ripresa.

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APPROFONDIMENTI

Tre giocatori per un maglia: chi affiancherà Lukaku in Germania?

Ore di riflessione, strategie d’affinare, la ricerca del gol come primo obiettivo, ma con una prestazione intelligente. De Rossi ha in parte già spoilerato l’approccio alla gara della Roma in Germania.

Si può segnare anche al 60′. L’importante ovviamente sarà non subire e non concedere gol stupidi come il primo dell’andata concesso da Karsdorp.

La formazione è quasi fatta. Svilar tra i pali, in difesa Celik e Spinazzola sugli esterni, in mezzo Mancini-Ndicka. La scelta di Smalling forse è stato il vero bug contro gli uomini di Alonso. L’ivoriano ha maggior proprietà di palleggio, è in fiducia e con la Juve ha giocato un’ottima gara.

In mezzo al campo straordinari per i titolari: Paredes, Cristante e Pellegrini guideranno il tentativo di rimonta. Poi Lukaku ed El Shaarawy sicuri di una maglia. Balla solo la seconda punta vicina al belga con tre ipotesi reali: Azmoun, Abraham o Dybala. Difficile ma non impossibile rivedere Baldanzi dall’inizio. L’ex Empoli potrebbe essere carta utile nel finale per creare ulteriori pericoli in zona trequarti.

Se l’argentino verrà risparmiato dall’inizio, De Rossi potrebbe scegliere una seconda punta forte fisicamente per provare a scalfire la solidità del muro difensivo tedesco, capitanato da Tah, affiancando così a Lukaku un compagno di squadra che crei scompiglio a ridosso e dentro l’area di rigore.

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NEWS

Roma, tutto in 20 minuti: a Udine formazione ultra-offensiva

La Roma a Udine ha 20 minuti più recupero per segnare almeno un gol portare a casa tre punti, allontanare la brutta sconfitta col Bologna e tornare a +4 sull’Atalanta.

Un’impresa ardua per i giallorossi, considerato che l’Udinese giocherà per strappare almeno un punticino vitale per la zona salvezza, con il cambio in panchina e l’arrivo di Cannavaro.

Le scelte di De Rossi saranno ultra-offensive: dentro Abraham e Azmoun insieme, El Shaarawy e Dybala a rifinire, probabilmente con Pellegrini in mezzo al campo al fianco di Paredes che poi sarà squalificato a Napoli.

L’obiettivo è sfruttare anche i calci piazzati se dovessero capitare al limite dell’area e gli eventuali calci d’angolo.

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APPROFONDIMENTI

Abraham di nuovo titolare: l’ultima volta a Budapest

La finale persa tra lacrime, proteste e grandi rimpianti. Poi qualche giorno dopo il subentro nel secondo tempo con lo Spezia e la rottura del crociato. La lunga, lunghissima riabilitazione, i mesi trascorsi al fianco del gruppo – che lo ha sempre amato per la sua partecipazione emotiva e spesso giocosa – prima del ritorno nel derby una ventina di giorni fa.

Tammy Abraham finalmente può chiudere il cerchio con i brutti pensieri, le ansie e le tenebre di un anno quasi trascorso ai box perchè contro il Bologna ritrova la maglia da titolare all’Olimpico. Nella sfida di coppa giovedì scorso è stato costretto ad entrare in campo alla mezz’ora per sostituire Lukaku.

Ora Tammy è pronto a tornare dall’inizio con la carica dell’Olimpico a soffiargli dietro. Non giocava dall’inizio dalla finale contro il Siviglia, esattamente 11 mesi fa.

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Rassegna stampa

Ritorna Abraham. Deve fare il Lukaku e prendersi il futuro

L’ultima volta dal via è stata ben 323 giorni, quasi un anno intero. Ed è stato proprio quel maledetto 4 giugno del 2023, quando dopo essere entrato nella ripresa di Roma-Spezia al posto di Belotti, il suo ginocchio ha fatto crac: rottura del legamento crociato anteriore sinistro e stagione (quasi) finita per Tammy Abraham.

Non quella della gara in questione, che peraltro era l’ultima di campionato, ma la stagione attuale, la sua terza a Roma, quella che forse neanche avrebbe dovuto disputare perché era proprio lui l’indiziato numero uno a lasciare il club da lì a poco, sacrificato sull’altare delle plusvalenze. Ed invece oggi per Tammy sarà tutto diverso, non fosse altro proprio perché torna finalmente a giocare una partita da titolare. Lo scrive la Gazzetta dello Sport.

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Derby e cori delle curve: tre episodi al vaglio della Procura, ma non c’è l’ingresso di Abraham

Pubblicate le decisioni del Giudice Sportivo, Gerardo Mastrandrea, in merito agli episodi del derby finiti sotto la lente d’ingrandimento federale.

Per quanto concerne i cori di discriminazione razziale e religiosa intonati dalle tifoserie delle società Roma e Lazio sia prima che durante il derby di sabato scorso, ricordando che “non hanno comportato annuncio sonoro o interruzione della gara”, ha chiesto “apposito supplemento istruttorio da parte della Procura Federale, acquisendo in ogni caso una relazione dei responsabili dell’ordine pubblico”.

Letta la relazione pervenuta dalla Procura Federale; con riferimento riportati dettagliatamente nel medesimo rapporto della Procura Federale a partire dalle ore 16.44 del giorno della gara, assumono rilevanza, per dimensione e percezione segnalate dai rappresentanti della stessa Procura, tre episodi: cori tifoseria Lazio (“Curva nord centrale”) di discriminazione razziale il romanista Lukaku (1° e 28° min. primo tempo e 51° min. secondo tempo); coro tifoseria Lazio (“Curva nord – Distinti nord ovest+est”) di discriminazione razziale (di matrice religiosa) verso tifoseria avversaria (35° primo tempo); coro tifoseria Roma (“Curva sud centrale e laterale”) di discriminazione razziale verso il laziale Guendouzi (22° secondo tempo).

Manca all’appello però, in maniera anche abbastanza clamorosa, l’ululato razzista levatosi dalla Curva Nord in occasione del ritorno in campo di Tammy Abraham. Momento testimoniato anche dal club giallorosso sui social:

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NEWS

Curva Nord a rischio chiusura: indagine FIGC sugli ululati razzisti

Nuovi cori vergognosi da parte della tifoserie laziale, questa volta indirizzati non ad uno, ma due calciatori della Roma (Lukaku e Abraham).

Secondo quanto si apprende da fonti federali, gli ispettori presenti a bordocampo all’Olimpico hanno infatti preso nota dei soliti orribili cori di stampo razzista che si sono alzati dalla Curva Nord

La Procura Figc ha aperto un’indagine, acquisendo i video dell’accaduto. La Curva Nord rischia la chiusura per più di un turno, visto che è anche recidiva.

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Interviste

Abraham: “Serata speciale per me, emozione grande al boato del pubblico sul mio nome”

Tammy Abraham ha parlato così ai microfoni di DAZN dopo la vittoria sulla Lazio:

Come va?
“Siamo soddisfatti, per me è una partita speciale ma la stagione va chiusa al meglio”.

Volevi tanto giocare. Quanto hai sofferto in questi mesi e cosa hai provato?
“Penso che quando sono tornato in campo e il pubblico ha cantato il mio nome ho sentito un’emozione inspiegabile. Emozionante, ma sono entrato per aiutare la squadra”.

Il tuo allenatore?
“Veramente emozionale, potevi capire dalla sua voce l’importanza della gara. Davvero importante per noi questa cosa. Si sente ancora un giocatore dentro e siamo felici di lavorare con lui”.

L’italiano?
“Benino, siamo contenti per la vittoria adesso continuiamo così (detto in italiano, ndr)”.

Come festeggerai?
“A cena con la mia famiglia, mangerò pasta al pesto”.