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Problema trasferta: Mourinho gioca le carte Abraham e Pellegrini

Sicuramente, e questo José Mourinho l’aveva capito fin dall’inizio, lo stadio Olimpico in questa stagione poteva rappresentare una marcia in più, scrive La Gazzetta dello Sport. Troppo grande l’entusiasmo della gente giallorossa per non approfittarne, troppo compatti i tifosi intorno a Mou, visto che dei 41 punti in campionato 25 sono arrivati proprio tra le mura amiche. Viceversa, nonostante la presenza numerosa e calorosa dei romanisti in trasferta (anche oggi al Picco saranno più di mille), lontano da casa la Roma soffre. E soffre anche tanto, molto più delle possibili aspettative. Su 17 partite stagionali in trasferta, tra campionato e coppe, la Roma ha perso 8 volte, di cui 6 in Serie A in 12 partite, la metà. Nella classifica dei punti in trasferta (16) la Roma è decima, con una media di 1.33 a incontro. Per cambiare marcia, e provare a prendersela davvero l’Europa, anche quella meno importante, la Roma ha bisogno di cambiare marcia lontano dall’Olimpico. Per farlo, oggi, si affiderà a Pellegrini e Abraham, il capitano e il bomber, i due capocannonieri della squadra. L’inglese, soprattutto, sembra non risentire del mal di trasferta: nelle ultime quattro partite, infatti, ha segnato sei gol. E gli avversari si chiamavano Milan, Atalanta, Empoli e Sassuolo: due squadre avanti in classifica, altre due che esprimono un ottimo calcio. Non è un caso, poi, che questa serie di marcature sia arrivata da dicembre in poi, quando Tammy ha preso più confidenza con le difese italiane e con la Serie A. Per Pellegrini il discorso è diverso, visto che, complici i due infortuni muscolari, non segna in trasferta dalla partita contro il Cagliari dello scorso 27 ottobre. Non è un caso che la miglior Roma quest’anno si sia vista con il miglior Pellegrini in campo.

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Conti sempre più in rosso, è fondamentale l’Europa

Altri 7,5 milioni di euro, questa volta versati nel mese corrente, quello di febbraio. La Roma continua a galoppare come non mai, ma solo nei costi e non nei risultati, scrive La Gazzetta dello Sport. Tanto che i Friedkin, appunto, hanno dovuto iniettare altro denaro fresco nelle casse giallorosse per garantire le attività correnti e il buon funzionamento della società giallorossa. Certo, rispetto ai 25,8 immessi a gennaio o ai 15,8 di dicembre sembra quasi un dolce respiro (senza pensare ai 60 versati ad agosto dello scorso), ma la realtà dei fatti è che la Roma continua a costare troppo (i Friedkin sono infatti arrivati ad un investimento totale di 534,8 milioni di euro, tra il prezzo di acquisto ed i vari finanziamenti successivi), molto più di quanto non produca. È il succo della semestrale giallorossa, che sancisce anche un rosso di bilancio nei primi sei mesi di stagione di ben 113,7 milioni di euro, superiore di ben 39,9 milioni rispetto al -74,8 di un anno fa.

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Spezia-Roma, le probabili formazioni dei quotidiani: fuori Zaniolo

CORRIERE DELLO SPORT (3-4-2-1)

Rui Patricio; Mancini, Smalling, Kumbulla; Karsdorp, Cristante, Veretout, Vina; Mkhitaryan, Pellegrini; Abraham.

LA GAZZETTA DELLO SPORT (3-4-2-1) 

Rui Patricio; Mancini, Smalling, Kumbulla; Karsdorp, Cristante, Veretout, Vina; Mkhitaryan, Pellegrini; Abraham.

CORRIERE DELLA SERA (3-4-1-2) 

Rui Patricio; Mancini, Smalling, Kumbulla; Karsdorp, Cristante, Veretout, Vina; Pellegrini; Zaniolo, Abraham.

TUTTOSPORT (3-4-2-1)

Rui Patricio; Mancini, Smalling, Kumbulla; Karsdorp, Cristante, Veretout, Vina; Pellegrini, Mkhitaryan; Abraham.

IL MESSAGGERO (3-4-2-1) 

Rui Patricio; Mancini, Smalling, Kumbulla; Karsdorp, Cristante, Veretout, Vina; Pellegrini, Mkhitaryan; Abraham.

IL TEMPO (3-4-2-1) 

Rui Patricio; Mancini, Smalling, Kumbulla; Karsdorp, Cristante, Veretout, Vina; Pellegrini, Mkhitaryan; Abraham.

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Roma, rosso da 113,7 milioni. Mancini rinnova fino al 2026

È stata pubblicata la relazione semestrale al 31 dicembre 2021 che riguarda i primi sei mesi dell’anno 2021/22. La Romal’ha resa nota con il consueto comunicato sul sito ufficiale, all’interno del quale il club giallorosso comunica i dati relativi all’indebitamento, alle perdite e ai ricavi, ai movimenti finanziari principali tra cui i trasferimenti estivi e i rinnovi. Dell’ultima categoria fanno parte i prolungamenti dei contratti di Bove, Zalewski e Karsdorp fino al 2025, Mkhitaryanfino al 2022 e Pellegrini, Darboe e anche Mancini fino al 2026.

“La perdita di gruppo al 31 dicembre 2021 è pari a 113,7 milioni di euro,rispetto alla perdita di 74,8 milioni di euro del primo semestre del precedente esercizio – si legge nella nota della Roma -. In particolare, si segnala che il precedente esercizio 2020/21 ha risentito dell’impatto delle modifiche introdotte dalla FIGC nell’ambito del contrasto degli effetti dovuti alla diffusione del Covid-19, che hanno rideterminato la durata della stagione sportiva 2019/20 in via straordinaria della durata di 14 mesi, dal 1 luglio 2019 al 31 agosto 2020, mentre la stagione sportiva 2020/21 è stata di 10 mesi, dal 1 settembre 2020 al 30 giugno 2021. Pertanto, taluni costi e ricavilegati alla disputa delle gare della stagione 2019/20hanno trovato la propria competenza economica nell’esercizio 2020/21, e nel semestre chiuso al 31 dicembre 2020 sono inclusi ricavi per 29,6 milioni di euro e costi operativi per 9,8 milioni di euro, legati alla disputa delle ultime gare tra Serie A ed Europa League dopo il 30 giugno 2020, contabilizzati per competenza nel precedente semestre”.

La gestione dei diritti pluriennali alle prestazioni calciatori registra nel semestre un risultato negativo pari a 6,8 milioni di euro (ricavi netti per 17,7 milioni di euro, al 31 dicembre 2020). L’Indebitamento finanziario netto adjusted della Società al 31 gennaio 2022 è pari a 329,6 milioni di euro, e si confronta con un valore pari a 311,7 milioni di euro al 30 giugno 2021. L’incremento rispetto al 30 giugno 2021, pari a 17,9 milioni di euro, è sostanzialmente determinato da maggiori finanziamenti soci,maggiori finanziamenti infragruppo con Soccer e minori disponibilità liquide, parzialmente compensati da minori debiti a breve termine verso banche e dalla riduzione dei finanziamenti infragruppo con MediaCo. Inoltre, si evidenzia che nel periodo compreso fra luglio e ottobre 2021 sono stati erogati ulteriori finanziamenti soci, pari a complessivi 120,9 milioni di euro, anch’essi convertiti in “Riserva azionisti c/ aumento di Capitale”.

“L’Indebitamento finanziario netto adjusted a breve termine è pari a 10,7 milioni di euro (17 milioni di euro al 30 giugno 2021), composto da disponibilità liquide per 8 milioni di euro (16,9 milioni di euro al 30 giugno 2021) più che compensate da debiti finanziari per 18,7 milioni di euro (33,9 milioni al 30 giugno 2021). Si segnala inoltre che, nel mese di febbraio 2022 la controllante indiretta RRI, per il tramite della controllante diretta NEEP, ha effettuato ulteriori versamenti in conto finanziamento soci pari a 7,5 milioni di euro al fine di supportare le esigenze di working capital del Gruppo. L’Indebitamento finanziario netto consolidato adjusted al 31 gennaio 2022 è pari a 311,1 milioni di euro, e si confronta con un valore pari a 302 milioni di euro al 30 giugno 2021. L’incremento rispetto al 30 giugno 2021, pari a 9,1 milioni di euro, è – si legge nella nota – sostanzialmente determinato da maggiori finanziamenti soci parzialmente compensati da minori debiti a breve termine verso banche”.

Per quanto riguarda i ricavi, i dati sono in calo: 82,324milioni di euro contro i 98,698 dello scorso anno. Un effetto dovuto soprattutto alla diminuzione soprattutto dei diritti tv. La Roma spiega così: “I ricavi derivanti dai diritti televisivi del campionato di Serie A e Coppa Italia sono pari a 32,4 milioni di euro (52,7 milioni di euro al 31 dicembre 2020) e comprensivi della quota di diritti TV riconosciuta alle squadre che partecipano alla UEFA Europa League. Si segnala che 20,8 milioni di euro al 31 dicembre 2020 sono relativi alla contabilizzazione per competenza di quella parte di proventi legati alle gare di campionato 2019-20disputate nei mesi di luglio e agosto 2020, al netto dei quali, i proventi risultano sostanzialmente in linea rispetto al primo semestre del precedente esercizio”. Aumentano invece i ricavi da gare, pari a 18,3 milioni di euro (7,4 milioni di euro al 31 dicembre 2020), che si incrementano di 10,9 milioni di euro “principalmente a causa del limitato impatto, nell’esercizio corrente, delle misure restrittive di contrasto alla diffusione del virus COVID-19, che hanno comportato, nell’esercizio precedente, la disputa delle gare a porte chiuse, determinando il venir meno dei ricavi da biglietteria e abbonamenti delle gare del campionato di serie A e delle competizioni UEFA”.

“La partecipazione alla UEFA Europa Conference League 2021/22 ha generato complessivamente ricavi per 11,9 milioni di euro che si confrontano con 15,3 milioni di euro, al 31 dicembre 2020, derivanti dalla partecipazione alla UEFA Europa League 2020/21 unitamente ai proventi della partecipazione agli ottavi di finale della UEFA Europa League”.

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Sorteggio ottavi Conference League: la Roma affronterà il Vitesse

A Nyon sono andati in scena i corteggi di Conference League, validi per gli ottavi di finale della terza competizione internazionale. Le gare si disputeranno il 10 e il 17 Marzo.

La Roma ha pescato dall’urna

Gli accoppiamenti completi

Marsiglia-Basilea
Leicester-Rennes
Paok-Gent
Vitesse-Roma

Copenhagen-PSV
Slavia Praga-Lask
Bodo/Glimt-AZ Alkmaar
Feyenoord-Partizan Belgrado

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Sabatini: “Mourinho? Mi pare tutto molto discutibile. Dzeko all’Inter? Orrido”

Walter Sabatini ha rilasciato un’intervista al Corriere dello Sport. L’ex direttore sportivo della Roma – ora alla Salernitana insieme agli ex giallorossi Fazio, Perotti e Gyomber – ha ripercorso l’esperienza romanista: PallottaBaldini e Mourinho. Questo e molto altro nelle parole di Sabatini.

Fazio e Perotti. Due giocatori importanti con una storia importante nella tua Roma. 

Una meraviglia averli qui. Sono venuti a stupire. Fazio è un capo, ha già superato le ruggini. Perotti, imprevedibilmente, è stato subito in grado di giocare. Era fermo da un anno. Ci sta mettendo un entusiasmo infantile.

Peggio Saputo o Pallotta? 

Per lungo tempo ho pensato meglio Saputo, poi ho dovuto ricredermi. Con Pallotta litigavo, ma almeno ci sentivamo. Con lui abbiamo messo su una Roma che ha giocato un grande calcio. E comunque non mi ha scandalizzato essere dimesso. Mi è successo anche con Zamparini.

L’esonero più doloroso? 

Tutti. Quando si esonera un allenatore è sempre una sconfitta personale. In assoluto, dico Rudi Garcia. Ma era un esonero inevitabile e giusto, aveva perso la spinta, l’appeal con la squadra.

Hai detto: un errore non prendere prima Spalletti. 

Mi spiace averlo detto, non si danno bastonate a chi sta fermo, mi ha dato fastidio averlo fatto. Ma era la verità. Se prendo Spalletti un mese prima, forse vinco il campionato con la Roma. Quell’anno aveva fatto 87 punti.

Dzeko con la maglia dell’Inter? 

Orrido. Io ho solo pensieri stupendi per lui. Gli auguro sempre il meglio. I tifosi della Roma non hanno capito che erano due o tre anni che lo volevano cacciare.

Alisson, Marquinhos, Benatia, Castan, Emerson Palmieri, Nainggolan, Pjanic, Salah, Dzeko. 

Perché mi fai questo?

Che ti suscita? 

Niente. Sai perché? La mia vita è stata la versione umana ddi Sisifo. Io non sono Sisifo invincibile a Zeus, sono il macigno che perpetuamente arriva in cima e poi cade a fondo.

L’esperienza più stremante? 

La Roma, nessun dubbio.

Finita perché? 

Pallotta aveva nominato Baldini come suo consulente personale. Può un direttore sportivo serio accettare una cosa del genere?

Interferiva molto Baldini? 

Non ci riusciva neanche a farlo, ma era un bordello. Gli agenti non sapevano da chi andare. Pallotta mi lasciò libero solo dopo aver portato a termine il mercato.

Il giocatore della tua storia di dirigente? 

Pastore. Giocatore e ragazzo meraviglioso. Una sconfitta penosa che la sua storia si sia interrotta. Sfortuna nera e lui s’è un po’ lasciato andare. Mi ha fatto male che i tifosi della Roma non l’abbiano conosciuto al suo meglio. Pastore non era un giocatore. Era un sogno in movimento.

Gioco di fantasia. Mourinho e Sabatini alla Roma. 

Come ti può venire in mente?

Addirittura? 

Mourinho è un teatrante di successo, io invece voglio fare il calcio vero. Lui potrà rispondere che ha vinto tutto e io niente. Avrebbe ragione, ma non cambio la mia risposta.

Non gli riconosci competenze calcistiche da allenatore top? 

Lui va bene per un certo tipo di squadra, un certo contesto, un certo tipo di obiettivo.

Sbagliato dunque per la Roma? 

Guardo i risultati. Lascia stare le partite perse. I giocatori messi al rogo, declassificati. Mi pare tutto molto discutibile.

Ti arrivasse una telefonata dai due americani: “Vieni alla Roma, a lavorare con noi e Mourinho?”

Gli farei un applauso, gli darei ragione, ma risponderei: “Rimango qua a Salerno dove la gente mi ama”.

Definisci la stagione di Mourinho fin qui. 

La considero un’annata interlocutoria. Roma è una realtà speciale. Va studiata, capita. Ora che l’ha fatto, Mourinho proverà a fare meglio, non certo con giocatori come Oliveira.

I tifosi lo amano senza riserve. 

Anche per colpa tua… Cazzo… Quell’Ave Mourinho…

La cosa più ignobile che hai fatto per portare a casa un giocatore? 

Ne ho fatte tante. Finte, bugie gravi, magheggi. Non farò nomi. Posso dire che per portare Salah alla Roma ho fatto un magheggio fantastico. Mentre gli altri dibattevano sul che fare a Firenze, io ero a Londra a chiudere con il giocatore.

Il colpo di cui fai più fiero? 

Marquinhos. Franco Baldini cercò di boicottare l’operazione. Lo fecero passare per uno troppo magro, fisicamente inadeguato. Non sapendo che avevo già concluso l’affare.

Plusvalenza notevole. 

M’ero impegnato con un obbligo d’acquisto a 4 milioni con il Corinthians. Quando ricevemmo un’offerta di 30 milioni dal Paris, la disapprovazione diventò gaudio.

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Pallotta: “Con me una Roma da vertice. La Juve ha fatto dei ‘giochini’ sul mercato“

James Pallotta ha parlato sulle frequenze della radio statunitense Sirius. Di seguito le parole dell’ex presidente della Roma.

“Abbiamo fatto delle cose interessanti a Roma, altre di cui sono meno contento. Mi piacerebbe che, quello che abbiamo costruito come club, venisse portato avanti per fare bene. Ovviamente vorrei vedere la squadra andare bene, sembra che ci sia ancora del lavoro da fare in campo e anche altri aspetti da sistemare, quindi non sono contento di vederli all’8° posto in classifica ma spero che lo capiscano”. 

Sente che il suo lavoro non sia stato apprezzato?

Molti dimenticano che dal 2012 al 2020, per nove anni, nessun’altra squadra a parte la Juventus ha vinto il campionato. Nove anni consecutivi in cui il club più ricco d’Italia – dotato di un proprio stadio – ha dominato. Nonostante tutto questo, siamo arrivati secondi per tre volte e terzi in altre due stagioni, oltre a raggiungere la semifinale di Champions League. Questo è probabilmente un andamento migliore rispetto qualsiasi altra rivale che abbiamo sfidato in Italia al di fuori della Juventus. Guardo alla squadra che avevamo messo insieme e, francamente, penso che se non fosse stato per il Fair Play Finanziario che ci ha costretto a dover vendere dei giocatori, quella Roma sarebbe al primo posto oggi. Nel corso degli anni abbiamo avuto Salah, Alisson, Nainggolan, Dzeko, Pjanic, Strootman, Paredes, Emerson Palmieri, Manolas, Benatia, Marquinhos. Walter Sabatini ha fatto un lavoro incredibile nello scovare talenti prima degli altri e sfortunatamente il modo in cui funziona il mondo del calcio – vendere per rispettare il Fair Play Finanziario o i giocatori che vogliono andarsene – è semplicemente la dura realtà della vita quando non sei uno dei club più ricchi al mondo.

Quindi il Fair Play Finanziario aiuta i club più ricchi a rimanere i più forti?

Non ci sono dubbi. Le grandi squadre sono riuscite a farla franca con ogni genere di cose. I proprietari possono ottenere tutto. Quando noi generavamo circa 200milioni di euro di ricavi, Real Madrid o Barcellona o altri club che volevano i nostri giocatori, avevano 800 o 900 milioni di entrate. Quindi è davvero difficile competere con loro senza fare trading di calciatori. In un certo senso, abbiamo costruito un modello come quello che sta usando l’Atalanta oggi e che tutti lodano. Prendevamo giocatori, migliorando la squadra, poi li vendevamo per bilanciare i conti, sapendo che persone come Sabatini e altri potevano trovare nuovi calciatori per mantenere la squadra competitiva. Solo così abbiamo potuto fare quello che abbiamo fatto – qualificandoci sempre per la Champions League finché non ho fatto una caz… prendendo Monchi.

Adesso è la Juve che è peggiorata o gli altri club stanno facendo meglio?

Entrambe le cose. Pensavo che la Juventus fosse la squadra più forte degli ultimi nove anni, ma ora, quando guardi alle indagini in corso, inizio a metterlo in dubbio. Avevano il loro stadio e più del doppio dei nostri ricavi, ogni volta che avevamo un buon giocatore in rosa dovevamo preoccuparci se sarebbe arrivata la Juve a prenderselo. Lo hanno fatto con il Napoli, il Milan, lo hanno fatto con noi con Pjanic, e lo hanno appena fatto con la Fiorentina. Ma poi vedi le indagini in corso (sulle plusvalenze, ndr), non sappiamo cosa ne verrà fuori, ma sembra chiaro che la Juventus potrebbe aver fatto qualche “giochino” con il calciomercato. Altre squadre stanno andando meglio e il campionato è cresciuto, ma in generale penso che la Juventus non abbia più la stessa squadra di una volta.

Perché è stato così difficile lavorare a Roma?

Quando abbiamo acquistato la società, siamo stati i primi investitori stranieri nel calcio italiano. Il campionato era un disastro. Gli accordi televisivi a livello internazionale sembravano uno scherzo. C’era molta violenza e razzismo negli stadi. Sapevamo dai sondaggi che le famiglie non si sentivano al sicuro andando a vedere le partite, le presenze erano in calo. La Serie A si sentiva la migliore al mondo ma era diventata la terza o quarta Lega nel frattempo. Gli stadi erano vecchi allora, ora lo sono ancora di più. Il campionato italiano era probabilmente indietro di 20 anni rispetto alla Premier League. Rispetto a quello che abbiamo venduto, il club da noi acquistato nel 2011 era molto diverso. Non mi interessa cosa dicano i precedenti proprietari o altri, abbiamo ereditato una società che aveva debiti enormi, ricavi bassi ed era in bancarotta. So che mi prenderò altra mer.. dicendolo, ma abbiamo negoziato l’acquisto della Roma con Unicredit e se sto trattando con una banca, allora significa che la banca possiede quella squadra. Sono fatti.

Ora diversi investitori americani sono arrivati in Italia. Tornerà anche lei?

Può essere, potrei tornare.

Sarebbe più facile adesso?

È possibile. Eravamo soli in Serie A ed è stato davvero difficile, c’erano diverse fazioni e ognuna andava in una direzione diversa. È interessante quello che sta succedendo ora. Noi stiamo mettendo insieme un consistente fondo sportivo per fare cose interessanti nello sport e siamo proprio all’inizio del processo, ma penso che ci siano ancora alcune opportunità interessanti in Italia, situazioni particolari di cui non voglio parlare in questo momento, ma vedremo. È curioso che ci siano tutti questi americani che comprano squadre e io non ho parlato con nessuno di loro prima che acquistassero quei club.

Steve Pagliuca, che ha preso l’Atalanta, è suo amico?

Certo, facevamo parte dei primi tre azionisti dei Boston Celtics e lui ha comprato le mie quote quando le ho vendute. Perché non mi ha chiamato? Chiedete a lui, ma gli auguro il meglio lì. Ho un amico che ha comprato il Genoa ed è successo lo stesso. Ora guardo cosa sta accadendo, spero che non retrocedano in Serie B ma è difficile che si salvino.

Gli americani aiuteranno a valorizzare il brand della Serie A?

Fino a quando non arriverà qualcuno forte a gestire la Lega, non lo so. Ci sono alcuni proprietari che hanno punti di vista molto provinciali, amano avere il potere – sappiamo tutti chi sono – e gli piace lavorare con i piccoli club. Per certi versi è fantastico vedere arrivare tutti questi americani in Italia, ma per altri aspetti, sembra che ognuno pensi di sapere meglio di chiunque altro come gestire una squadra. Non si rendono conto di quanto sia complicato il calcio in Europa rispetto agli sport statunitensi.

Pronto a una nuova avventura nel calcio?

Ci sto lavorando.

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Oliveira, che succede?

Dopo un folgorante inizio contro Cagliari ed Empoli il rendimento di Sergio Oliveira è calato vistosamente, scrive La Gazzetta dello Sport,sembrando soltanto il gemello del giocatore che aveva ben impressionato. Eccezion fatta per il match di Coppa contro il Lecce è cominciato il rosario delle sostituzioni, coincise con prestazioni poco brillanti sue e della squadra: 57′ con il Genoa, 70′ con l’Inter in coppa, 69′ con il Sassuolo e 45′ con il Verona. Come mai Sergio Oliveira si è spento? La Roma ha preso l’ex Porto in prestito con diritto di riscatto a 12 milioni di euro,motivo per cui il futuro del centrocampista è tutto da scrivere. Il portoghese dovrà giocare meglio per avere la certezza di rimanere. Per quanto si sa da Trigoria le difficoltà fisiche del giocatore sono dovute al diverso tipo di preparazione nel Porto: con il lavoro di Mourinho dovrebbe recuperare, ma la sensazione è che il giocatore stia pagando anche il doversi adattare a un ruolo diverso da quello che è abituato a interpretare. Oliveira è una mezzala che dà il meglio quando può avvicinarsi all’area avversaria, non è un caso che abbia segnato già 63 gol in carriera. I tifosi mantengono la fiducia nel suo acquisto. Intanto, altro tutto esaurito domenica a Spezia, mentre sono ottomila i biglietti venduti per il match contro l’Atalanta e diecimila quelli riservati ai giallorossi per il derby del 20 marzo.

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Il tesoro di Mourinho: da Felix a Volpato, così crescono i campioni di domani

Dove prima Nils Liedholm diceva di palleggiare a Falcao e Bruno Conti oggi c’è un muretto in chiave moderna, con i led, e non ci si allenano Abraham e Pellegrini ma i ragazzi ella Primavera, scrive La Gazzetta dello Sport. L’obiettivo della società è quello di costruire i propri talenti, lo era prima e lo è con Mourinho, un allenatore che vuole giocatori pronti ma che non si fa problemi a prendere giocatori dalla Primavera. Quando serve e quando può va a vedere la Roma di Alberto De Rossi. Rispetto al passato non c’è più la voglia di andare a spendere 5-6 milioni per un giovane calciatore straniero spendendo tanti soldi tra commissioni e ingaggio. Il quadro dirigenziale del settore giovanile fa capo a Tiago Pinto, il responsabile del vivaio è Vincenzo Vergine, con cui lavorano Morgan De Sanctis, Simone Lo Schiavo e Bruno Conti. In futuro potrebbe entrarvi anche Alberto De Rossi, il cui contratto scade a giugno. La volontà continuare insieme, bisognerà decidere la forma.

La Roma ha impostato un metodo per lavorare con i giovani: i ragazzi vengono seguiti, premiati quando necessario (il caso di Bove, andato in ritiro perché aveva dato disponibilità a lavorare nonostante il gomito rotto), valutati in base a tecnica e comportamento, spronati a sfruttare la possibilità di allenarsi con Mourinho (Bove, Darboe, Zalewski e Felix fanno parte della rosa a tutti gli effetti). Volpato sta scalando le gerarchie, ma anche Tripi, Missori, Keramitsis e Mastrantonio (per il quale il Psg ha mandato degli osservatori) sono in rampa di lancio. Il club segue i propri giovani in ogni passaggio, dall’istruzione alla vita fuori dal campo, con l’obiettivo di avere un’identità sempre più forte con il territorio come in passato. Previsto il mantenimento del tetto agli ingaggi nel settore giovanile.

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Mourinho resta ancora in silenzio mentre il club prepara il ricorso

Vigilia silenziosa per Mourinho. Dopo il finale incandescente di Roma-Verona e la decisione di non presentarsi davanti ai microfoni, anche domani il tecnico non parlerà con la stampa: la consueta conferenza non ci sarà a causa della squalifica di due turni inflittagli dal Giudice Sportivo, come riporta Il Tempo. Il club nel frattempo è in attesa di ricevere dalla Procura Federale la documentazione necessaria a presentare il ricorso per cercare ridurre le squalifiche di Mourinho e Pinto. Domani contro lo Spezia (settore ospiti sold-out) torneranno a disposizione Mkhitaryan e Shoumurodov oltre ad El Shaarawy, Mancini e Zaniolo. Ancora out invece Carles Perez, Boer e Spinazzola.