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Roma, sprint Alajbegovic: dal vertice con Pjanic e il papà, all’accordo sull’ingaggio

Eppur si muove. Nel mare magnum di voci, indiscrezioni, contrasti e tensioni interne, la Roma sta provando a immaginare la rosa del futuro. Per farlo, al di là del confrontarsi direttamente su determinati profili, tutti sono concordi che anche solo numericamente serviranno diversi ingressi nel gruppo squadra. A cominciare dal reparto offensivo, che sarà quasi del tutto rivoluzionato con o senza Gasperini.

Non è un mistero da settimane che la Roma segua con interesse il giovane talento bosniaco Alajbegovic, con due sponsor d’eccezione in chiave giallorossa alle sue spalle: Dzeko e Pjanic.

Quest’ultimo nelle scorse ore era a Roma – come testimoniato sul suo account IG – insieme al papà agente del ragazzo, di proprietà del Bayer Leverkusen e appena riscattato per 8 milioni di euro.

Come riferisce il Corriere dello Sport, è avvenuto un vertice di persona tra i rappresentanti del giocatori e i dirigenti romanisti e ci sarebbe già un’intesa sulla proposta contrattuale: un pluriennale a cifre simili a quelle percepite di Pisilli, con la medesima modalità a salire di anno in anno.

Sono due gli scogli da superare: da una parte la valutazione del cartellino che è rapidamente salita oltre la soglia dei 20 milioni di euro; dall’altra l’elevata concorrenza soprattutto italiana (Napoli e Milan). Pjanic e l’agente del giocatore sono in viaggio nel nostro paese e hanno sicuramente parlato anche con altri club, ma la Roma vorrebbe provare ad anticipare la concorrenza.

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Dzeko torna in Italia: accordo con la Fiorentina

Il talento infinito di Edin Dzeko, non accenna a spegnersi. Dopo due ottime stagioni al Fenerbahce, il bosniaco si è svincolato dal club turco e ha deciso di tornare più vicino alla capitale.

L’attaccante sarà un rinforzo della Fiorentina: accordo per un contratto di un anno con opzione per un’altra stagione. L’operazione è stata vidimata dal prossimo tecnico viola, Stefano Pioli, come svelato in anteprima due settimane fa da Alfredo Pedullà (che potrete ascoltare in esclusiva su Retesport alle 18:00).

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Roma, clamorosa idea Dzeko: il bosniaco vuole giocare altri 2 anni

119 gol e chissà, forse un romantico ritorno.

La Roma è tra i club interessati a Edin Dzeko. 39 anni ma ancora la corsa e i numeri di un ragazzino. Il bosniaco nella capitale ha lasciato il cuore e ha anche un’abitazione. La sua famiglia non nascose una certa delusione nel dover dire addio dopo cinque anni ai colori giallorossi.

Dzeko vorrebbe tornare in Italia dopo l’esperienza in Turchia e la Roma secondo tuttomercatoweb è in corsa, al pari del Como. Nei giorni scorsi si era parlato anche della Fiorentina.

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Dovbyk, 1 gol ogni 180 minuti. Da Bati a Lukaku, in pochi hanno fatto meglio nelle prime 26 ufficiali con la Roma

Artem Dovbyk venerdì contro il Genoa ha segnato un gol importante tanto quanto quello di Bologna. Perchè il rigore è valso un punto prezioso per i giallorossi, raggiunto all’extra-time, ma il sigillo ha sbloccato il match contro i rossoblu.

Non gli accadeva da diverso tempo, nonostante nelle ultime gare tra campionato e coppe, Dovbyk sia stato molto più al centro della manovra offensiva, segnando o facendo segnare i compagni (come l’assist splendido a Milano) e in generale contribuendo con le sue sponde a innescare le azioni offensive che hanno portato poi i compagni in rete (es. le due giocate del derby).

Nelle sue prime 26 apparizioni in giallorosso, Artem ha siglato 11 reti. E la buona notizia è che da 5 stagioni consecutive, l’ucraino va in doppia cifra e in tre campionati diversi: 10-14-29 reti al Dnipro, 24 al Girona in Liga la scorsa stagione.

Insomma i gol sono nel sangue di questo centravanti che si è detto però ‘non soddisfatto delle sue prestazioni’. Un’auto-motivazione forte per Dovbyk che però piano piano sta comprendendo meglio le dinamiche del nostro campionato, affrontando squadre e sistemi difensivi più difficili da scardinare rispetto alla Liga spagnola e affinando sempre di più l’intesa con Dybala e compagni.

L’ucraino ha una serie di attenuanti: tre cambi in panchina, fino a 6-7 partite fa, un assetto offensivo e dei compagni di reparto sistematicamente diversi, gli scarsi rifornimenti in area di rigore. Ora la crescita di Dybala, la qualità maggiore sulle fasce assicurata da Angelino e Saelemaekers, stanno contribuendo a migliorare anche lo score dell’ucraino.

Foto Fraioli

Ma chi nella storia della Roma, tra i migliori centravanti degli ultimi 35 anni, ha fatto meglio di Dovbyk nelle prime 26 stagionali?

Su tutti Gabriel Omar Batistuta, fuori concorso per tutti. Il Re Leone, siglò 17 reti nelle prime 26 ufficiali con la maglia della Roma, spalmate su quasi tutta la stagione visti i tanti problemi fisici accusati dall’inverno in poi.

In seconda posizione appaiati ci sono Lukaku e Abraham, che condividono con Dovbyk un aspetto: nelle rispettive stagioni con Mourinho hanno giocato da titolari praticamente inamovibili dall’inizio della stagione. Sia il belga che l’inglese, alla prima stagione romanista, hanno messo a segno 13 gol nelle prime 26 ufficiali, chiudendo rispettivamente a 21 Lukaku e 27 Abraham.

Poi c’è Dani Osvaldo. L’italo-argentino, nonostante la deludente stagione con Luis Enrique, siglò 12 reti nelle prime 26 ufficiali.

Successivamente c’è Dovbyk, che ha messo dietro di sé gente del calibro di Vincenzo Montella (10 nelle prime 26), Abel Balbo (9 gol nelle prime 26) di Rudi Voeller (6), Edin Dzeko (appena 5 sui 10 totali siglati nel suo primo anno romanista) e infine Mirko Vucinic che ebbe diversi problemi fisici nella sua prima stagione giallorossa e andò a segno solo 3 volte.

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Roma, spauracchio nerazzurro: Dzeko l’ultimo giustiziere all’Olimpico

Ottobre 2016-Ottobre 2014. Esattamente otto anni fa la Roma, guidata da Spalletti in panchina e da Edin Dzeko in campo, superava l’Inter all’Olimpico per 2-1 (replicando a San Siro al ritorno con una grandissima vittoria per 3-1 firmata da Nainggolan).

E’ l’ultima volta che i giallorossi hanno trovato il successo in casa contro i nerazzurri. Nelle sette sfide successive 4 sconfitte e 3 pareggi. Storicamente è una gara nella quale si segna sempre tanto. La media è di almeno 3 reti a partita, ma sono tanti i ricordi anche di grandi successi in passato contro la formazione nerazzurra.

Inquietante poi un altro dato: la Roma nelle ultime 15 sfide assolute contro l’Inter ha raccolto una sola vittoria (2-1 grazie alle reti di Dybala e Smalling due anni fa).

Nelle precedenti 15 a cavallo tra la stagione 2011-12 fino al 2017, appena due sconfitte per i giallorossi, con 8 successi per la formazione romanista e 5 pareggi.

Campionato di calcio serie A 2021/2022 Inter vs Roma
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Dzeko, la Roma incassa 1,5 milioni dall’Inter

Con i risultati maturati nell’ultimo weekend di Serie A, l’Inter è matematicamente qualificata alla prossima Champions League: infatti come riporta il Corriere dello Sport, Roma, Lazio e Fiorentina non possono più raggiungere i nerazzurri. Scatta così il bonus da 1,5 milioni pattuito lo scorso agosto quando la Roma ha liberato gratuitamente Dzeko per l’Inter.

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Inter-Roma, tra ritorni e incroci pericolosi: numeri e precedenti

A San Siro con l’obiettivo di blindare il quinto posto e fare uno scherzo all’Inter di Inzaghi in chiave Scudetto. E’ inevitabile però che la Roma prepari la sfida di sabato pomeriggio con più di un pensiero alla semifinale d’andata di Conference contro il Leicester.

Gli allenatori

Per Mourinho sarà un ‘ritorno a casa’ dopo quello già avvenuto nel match di Coppa Italia di qualche settimana fa. A distanza di 12 anni dal Triplete, lo Special One tornerà al Meazza e riceverà nuovamente una grande accoglienza dai suoi ex tifosi. Due soli precedenti per Mou contro l’Inter, entrambi persi malamente 0-3 e 0-2 nelle due sfide di questa stagione. Inzaghi invece ha battuto 6 volte la Roma in 14 incroci, con 3 pareggi e 5 sconfitte. 

I Precedenti in assoluto

Sono ben 177 i precedenti complessivi tra le due squadre, con 49 vittorie della Roma, 54 pareggi e 74 successi dell’Inter. Al Meazza la Roma ha vinto 15 volte (ma nessuna nelle ultime 4 uscite di campionato, con 3 pareggi e un KO), ha pareggiato 28 partite e ne ha perse 45. L’ultima vittoria contro i nerazzurri risale alla stagione 2016-17 quando i giallorossi si imposero per 3-1.

I Bomber

Edin Dzeko ritrova i giallorossi, dopo la rete nel match d’andata in campionato. Il bosniaco ha realizzato complessivamente 119 reti con la Roma in carriera, mentre quest’anno con l’Inter ne ha messe a segno 17, di cui 13 in campionato. Tammy Abraham – bomber assoluto in A nei big match – vuole la prima rete contro l’Inter, dopo aver segnato contro Juventus, Milan, Lazio e Atalanta.

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Sabatini: “Mourinho? Mi pare tutto molto discutibile. Dzeko all’Inter? Orrido”

Walter Sabatini ha rilasciato un’intervista al Corriere dello Sport. L’ex direttore sportivo della Roma – ora alla Salernitana insieme agli ex giallorossi Fazio, Perotti e Gyomber – ha ripercorso l’esperienza romanista: PallottaBaldini e Mourinho. Questo e molto altro nelle parole di Sabatini.

Fazio e Perotti. Due giocatori importanti con una storia importante nella tua Roma. 

Una meraviglia averli qui. Sono venuti a stupire. Fazio è un capo, ha già superato le ruggini. Perotti, imprevedibilmente, è stato subito in grado di giocare. Era fermo da un anno. Ci sta mettendo un entusiasmo infantile.

Peggio Saputo o Pallotta? 

Per lungo tempo ho pensato meglio Saputo, poi ho dovuto ricredermi. Con Pallotta litigavo, ma almeno ci sentivamo. Con lui abbiamo messo su una Roma che ha giocato un grande calcio. E comunque non mi ha scandalizzato essere dimesso. Mi è successo anche con Zamparini.

L’esonero più doloroso? 

Tutti. Quando si esonera un allenatore è sempre una sconfitta personale. In assoluto, dico Rudi Garcia. Ma era un esonero inevitabile e giusto, aveva perso la spinta, l’appeal con la squadra.

Hai detto: un errore non prendere prima Spalletti. 

Mi spiace averlo detto, non si danno bastonate a chi sta fermo, mi ha dato fastidio averlo fatto. Ma era la verità. Se prendo Spalletti un mese prima, forse vinco il campionato con la Roma. Quell’anno aveva fatto 87 punti.

Dzeko con la maglia dell’Inter? 

Orrido. Io ho solo pensieri stupendi per lui. Gli auguro sempre il meglio. I tifosi della Roma non hanno capito che erano due o tre anni che lo volevano cacciare.

Alisson, Marquinhos, Benatia, Castan, Emerson Palmieri, Nainggolan, Pjanic, Salah, Dzeko. 

Perché mi fai questo?

Che ti suscita? 

Niente. Sai perché? La mia vita è stata la versione umana ddi Sisifo. Io non sono Sisifo invincibile a Zeus, sono il macigno che perpetuamente arriva in cima e poi cade a fondo.

L’esperienza più stremante? 

La Roma, nessun dubbio.

Finita perché? 

Pallotta aveva nominato Baldini come suo consulente personale. Può un direttore sportivo serio accettare una cosa del genere?

Interferiva molto Baldini? 

Non ci riusciva neanche a farlo, ma era un bordello. Gli agenti non sapevano da chi andare. Pallotta mi lasciò libero solo dopo aver portato a termine il mercato.

Il giocatore della tua storia di dirigente? 

Pastore. Giocatore e ragazzo meraviglioso. Una sconfitta penosa che la sua storia si sia interrotta. Sfortuna nera e lui s’è un po’ lasciato andare. Mi ha fatto male che i tifosi della Roma non l’abbiano conosciuto al suo meglio. Pastore non era un giocatore. Era un sogno in movimento.

Gioco di fantasia. Mourinho e Sabatini alla Roma. 

Come ti può venire in mente?

Addirittura? 

Mourinho è un teatrante di successo, io invece voglio fare il calcio vero. Lui potrà rispondere che ha vinto tutto e io niente. Avrebbe ragione, ma non cambio la mia risposta.

Non gli riconosci competenze calcistiche da allenatore top? 

Lui va bene per un certo tipo di squadra, un certo contesto, un certo tipo di obiettivo.

Sbagliato dunque per la Roma? 

Guardo i risultati. Lascia stare le partite perse. I giocatori messi al rogo, declassificati. Mi pare tutto molto discutibile.

Ti arrivasse una telefonata dai due americani: “Vieni alla Roma, a lavorare con noi e Mourinho?”

Gli farei un applauso, gli darei ragione, ma risponderei: “Rimango qua a Salerno dove la gente mi ama”.

Definisci la stagione di Mourinho fin qui. 

La considero un’annata interlocutoria. Roma è una realtà speciale. Va studiata, capita. Ora che l’ha fatto, Mourinho proverà a fare meglio, non certo con giocatori come Oliveira.

I tifosi lo amano senza riserve. 

Anche per colpa tua… Cazzo… Quell’Ave Mourinho…

La cosa più ignobile che hai fatto per portare a casa un giocatore? 

Ne ho fatte tante. Finte, bugie gravi, magheggi. Non farò nomi. Posso dire che per portare Salah alla Roma ho fatto un magheggio fantastico. Mentre gli altri dibattevano sul che fare a Firenze, io ero a Londra a chiudere con il giocatore.

Il colpo di cui fai più fiero? 

Marquinhos. Franco Baldini cercò di boicottare l’operazione. Lo fecero passare per uno troppo magro, fisicamente inadeguato. Non sapendo che avevo già concluso l’affare.

Plusvalenza notevole. 

M’ero impegnato con un obbligo d’acquisto a 4 milioni con il Corinthians. Quando ricevemmo un’offerta di 30 milioni dal Paris, la disapprovazione diventò gaudio.

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PARTITE

Roma-Inter 0-3 (15′ Calhanoglu, 24′ Dzeko, 39′ Dumfries) – Giallorossi mai in partita, sconfitta umiliante

La Roma affronta l’Inter di Dzeko all’Olimpico per la 16a giornata di Serie A. Nei giallorossi tantissime assenze tra infortuni, squalifiche e covid.

LE FORMAZIONI:

ROMA 3-5-2: Rui Patricio; Mancini, Smalling, Kumbulla; Ibanez, Veretout, Cristante, Mkhitaryan, Viña, Zaniolo, Shomurodov.
A disp.: Fuzato, Boer, Kumbulla, Reynolds, Calafiori, Diawara, Darboe, Perez, Bove, Borja Mayoral.
All. Mourinho.

INTER 3-5-2: Handanovic; Skriniar, Bastoni, Dimarco, Dumfries, Barella, Brozovic, Çalhanoglu, Perisic; Dzeko, Lautaro Martinez.
A disp.: Radu, Cordaz, D’Ambrosio, Vidal, Gagliardini, Vecino, Sanchez, Correa, Satriano.
All. Inzaghi.

Arbitro: Di Bello di Brindisi. Assistenti: Palermo e Perrotti. IV uomo: Camplone. VAR: Massa. AVAR: Alassio.

RETI: 15′ Calhanoglu, 24′ Dzeko, 39′ Dumfries
CARTELLINI: Ammoniti: Ibanez
, Barella, Zaniolo, Mancini


82′ – Conclusione di Zaniolo sull’esterno della rete, gran tiro che sfiora l’incrocio e che ha dato l’illusione del gol

72′ – Sponda di Shomurodov per Mkhitaryan che calcia alto

61′ Bove per Kumbulla

58′ – Stiramento per Correa, entra Vidal

Inizia la ripresa

CRONACA SECONDO TEMPO:

Fine primo tempo

39′ – Tris dell’Inter con Dumfries che spunta alle spalle di Vina su cesso di Bastoni dall’altra parte del campo

38′  – Occasione Roma con Zaniolo che pesca Mancini dentro l’area, cross sul secondo palo dove spunta Vina che calcia a botta sicura ma Dumfries salva la porta in scivolata

32′ – Angolo Roma, con Veretout che pesca Zaniolo sul secondo palo, colpo di testa debole che Handanovic blocca agevolmente

28′ – Grande intervento di Rui Patricio sulla rasoiata di Dzeko in diagonale

24′ – Raddoppio dell’Inter con Dzeko che insacca su assist di Calhanoglu dopo un’azione straordinaria tutta di prima dei nerazzurri

20′ – Ci prova Dzeko dal limite, tiro svirgolato sul fondo

15′ – In vantaggio l’Inter con Calhanoglu che segna direttamente da calcio d’angolo con un tiro-cross teso sul primo palo

Inizia il match dell’Olimpico

CRONACA PRIMO TEMPO:

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Rassegna stampa

Sei anni di gol, poi l’addio lampo: per Dzeko ritorno senza applausi

Era stato protagonista dell’ultima vittoria della Roma sull’Inter all’Olimpico con una rete ed una prestazione sontuosa, ma oggi Edin Dzeko tornerà da avversario in quella che è stata casa sua per tanti anni ed il clima non sembra essere dei più distesi. La sensazione è che il bosniaco riceverà parecchi fischi anche per le modalità con cui è avvenuta la separazione in estate.

COme scrive il Messaggero, Dzeko in 6 anni è diventato il terzo marcatore della storia giallorossa mettendo a segno ben 119 reti, elemento che potrebbe non bastargli a ricevere un trattamento ‘di favore’ dai tifosi romanisti.