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Rassegna stampa

Belotti, a rischio il prolungamento: le 3 condizioni per il rinnovo non sono ancora scattate

Il sorriso e la voglia di riscatto non li ha mai persi. Sono queste le certezze da cui vuole ripartire Andrea Belotti, che nei prossimi mesi si giocherà la permanenza in giallorosso, Il contratto firmato a fine agosto con la Roma – scadrà il prossimo 30 giugno – prevede un rinnovo automatico per altre due stagioni, solamente nel caso in cui il giocatore dovesse raggiungere determinati obiettivi.

Come scrive la Gazzetta dello Sport, le condizioni per far scattare il prolungamento non sono scontate: oltre ad un determinato numero di presenze, nella clausola inserita nell’accordo stipulato tra il club e il giocatore è previsto anche il raggiungimento di un minimo di minuti disputati e – soprattutto – di gol segnati.

Al momento nessuno dei target è stato raggiunto. Questo vuol dire che, da gennaio, il Gallo dovrà necessariamente convincere José Mourinho a concedergli spazio e dimostrare in campo di meritarsi la conferma nella Capitale. Per lasciarsi alle spalle la delusione per il rigore sbagliato con il Torino ed essersi infortunato proprio durante l’esecuzione del penalty, Belotti ha deciso di staccare la spina concedendosi alcuni giorni di relax lontano dall’Italia con gli affetti più cari.

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Le Voci di Retesport

Ciccio Graziani a RS: “Per migliorare la fase offensiva la Roma deve passare a 4 con Abraham-Belotti di punta” (AUDIO)

Ciccio Graziani è intervenuto nel consueto spazio pomeridiano ai microfoni di Retesport analizzando alcuni temi legati alla Roma: “Mourinho deve cambiare sistema di gioco. Fossi in lui passerei alla difesa a 4 con tre centrocampisti, Dybala alle spalle delle due punte. Vedo bene in questo senso la coppia Abraham-Belotti”.

“Sono convinto che Tammy tornerà al top a gennaio. Si scrollerà di dosso questo periodo complicato e tornerà a segnare, bisogna dargli ancora fiducia. Belotti? Penso che vada sfruttato di più, vederlo così mi fa tenerezza. Se non serve è giusto vada via, ma a mezzo servizio Belotti non emergerà mai”. Ha concluso l’ex campione del mondo azzurro.

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NEWS

Roma, il programma dopo il Giappone: una settimana in Algarve e 3 amichevoli

Questa mattina alle 11.30 (ora italiana) è in programma l’ultimo test in terra nipponica dove dovrebbero giocare i vari Zaniolo, Pellegrini, Spinazzola e Belotti, lasciati precauzionalmente a riposo venerdì scorso. La Roma sfiderà lo Yokohama Marinos campione di Giappone.

Poi martedì il ritorno in Italia per un supplemento di vacanze prima di tornare a lavorare in vista del ritiro in Portogallo dal 15 al 22 dicembre. 

Saranno tre le amichevoli in programma, contro due club portoghesi e uno straniero ancora da definire, per iniziare a fare sul serio in vista della ripresa della stagione.

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Rassegna stampa

Smalling e gli altri rinnovi in sospeso

La premura dell’agente di Chris Smalling nel comunicare urbi et orbi la situazione del suo assistito ha riportato l’attenzione dei tifosi della Roma sulla scadenza contrattuale del difensore. «La Roma non ha un’opzione di rinnovo per il contratto di Smalling. Il contratto scade nel giugno 2023. Il giocatore è focalizzato sul fare il proprio meglio per la Roma e continuare le sue prestazioni di alto livello per vincere in giallorosso. Il suo feeling sulla Roma, i tifosi, la squadra e la città è assolutamente positivo». Un’uscita pubblica volta a silenziare le recenti voci di un rinnovo già sottoscritto e ribadire chi abbia il coltello dalla parte del manico.

Perché la clausola di rinnovo fino al 2024 esiste, ma è esercitabile esclusivamente dal calciatore e scatterà al raggiungimento del 50% delle presenze stagionali. Facendo un rapido calcolo la Roma da qui a giugno potrà al massimo giocare 58 gare ufficiali e quindi l’opzione scatterà certamente alla 29esima presenza. Oggi Smalling è fermo a 21 e presumibilmente raggiungerà il traguardo a fine febbraio. Da quel momento sarà libero di firmare il rinnovo alle stesse cifre percepite attualmente oppure arrivare a scadenza. Uno scenario ben chiaro a Trigoria e volutamente lasciato in mano ad un calciatore che questa estate avrà 34 anni.

La strategia in casa Roma è chiara, soprattutto per i calciatori over 30. Giocando tanto si guadagnano sul campo il rinnovo, offrono conferme della loro integrità fisica e, esercitando l’opzione, mostrano attaccamento alla causa giallorossa. Al contrario, la scelta di continuare insieme, è ad esclusiva discrezione della gestione sportiva.

Come scrive il Tempo, una dinamica che rispecchia la situazione contrattuale di Matic, anche lui a scadenza 2023 con opzione di rinnovo al 50% delle presenze e fermo a 20 gettoni stagionali. Discorso diverso per El Shaarawy che questa estate andrà a scadenza ma ancora deve sedersi al tavolo delle trattative per delineare il proprio futuro. Lo stipendio da 3,5 milioni di euro l’anno pesa come un macigno sulle finanze della Roma e rimane l’ostacolo più grande per un suo futuro in giallorosso.

Particolare invece la condizione vissuta da Belotti che questa estate ha firmato un contratto di un solo anno con opzione di rinnovo per altri due, esclusivamente per questioni di FFP, dopo l’accordo con la Uefa. La scadenza è giugno 2023, così come la volontà di continuare insieme. Ma l’inizio di stagione è stato zoppicante e le prestazioni in campo ancora non hanno fatto scattare nessuna opzione di rinnovo automatico. Fretta Tiago Pinto non ne ha. Per nessun contratto, compreso quello più spinoso di Nicolò Zaniolo. Il 22 giallorosso andrà a scadenza nel 2024 e, dopo un primo incontro a settembre, le parti non si sono più aggiornate. Pensare prima a lavorare. Il mantra di questa fine del 2022 rimbomba forte nei corridoi di Trigoria.

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Infermeria

Roma, tra infermeria e giocatori da rilanciare diverse spine per Mou

FOCUS RS (di Francesco Oddo Casano) – Lo ha pensato e lo ha in parte fatto capire. ‘Benedetta sosta‘ per la Roma e per Josè Mourinho che sfrutterà le prossime settimane per fare profonde riflessioni su singoli e forse anche moduli della squadra. Una Roma che per motivi diversi, senza luce offensiva e con diversi calciatori sotto tono, ha mostrato meccanismi sempre più ingolfati e che ora lo Special One proverà a resettare.

Da sistemare in primis c’è la situazione dell’infermeria da cui entrano ed escono calciatori quasi senza soluzione di continuità. Un problema non solo a Trigoria, perchè tutti i grandi club che hanno giocato ogni tre giorni senza sosta per tre mesi hanno dovuto fare i conti con tantissime defezioni. Lorenzo Pellegrini dopo aver tirato la corda, giocando sopra un risentimento al solito flessore, nel derby si è fermato. Fortunatamente solo una lesione di primo grado che il capitano giallorosso sta smaltendo in questi giorni non di vacanza ma di lavoro al Fulvio Bernardini. In Giappone ci sarà, magari con un utilizzo parziale per evitare rischi.

Chi probabilmente salterà la lunga trasvolata in terra nipponica è Bryan Cristante: il mediano giallorosso si è operato ieri allo scafoide della mana. Una frattura che necessiterà di circa un mese di stop per evitare rischi o ricadute.

Leonardo Spinazzola è un altro calciatore da rivitalizzare: dopo il lungo stop dello scorso anno il terzino azzurro non è tornato ancora ad esprimersi ai suoi livelli e due settimane fa si è fermato per una lesione muscolare. Continuerà a lavorare nei prossimi giorni, soprattutto in maniera personalizzata, per mettere benzina nelle gambe e ritrovare quella brillantezza finora dispersa.

Un altro caso è quello di Andrea Belotti: il centravanti si è fermato domenica scorsa, subito dopo aver tirato il calcio di rigore sul palo, per problema al flessore. L’entità dell’infortunio sarà valutata nelle prossime ore. Se fosse lesione, non partirà per il Giappone. Infine resta sullo sfondo la situazione di Wijnaldum: l’olandese prosegue il recupero dopo la frattura della tibia e ieri è apparso piuttosto sorridente sui social a margine di un allenamento svolto in palestra. Metà dicembre potrebbe essere il periodo giusto per determinare gli effettivi tempi di recupero. Mou spera di riaverlo il prima possibile.

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Rassegna stampa

Belotti-Tammy atto terzo

Complici l’assenza di Dybala (venerdì sarà nella lista dei preselezionati per il Mondiale dell’Argentina) e la squalifica di Zaniolo, ad Helsinki Mourinho si affida alla coppia Abraham-Belotti dopo averli già proposti insieme a Siviglia e Genova. L’esperimento per ora ha convinto poco: tra i due a soffrire maggiormente è l’inglese, costretto per caratteristiche ad allargarsi, venire incontro al pallone, lasciando la profondità all’ex Torino. Ed è un ruolo che ad Abraham sta stretto, soprattutto in un periodo in cui cerca gol.

Come scrive il Messaggero, per ora i due hanno segnato due gol, ma con minutaggi opposti: Abraham ha collezionato in stagione 951 minuti (775 in campionato e 176 in Europa); Belotti più o meno la metà 555 (278 più 277). Quello che sorprende è però l’indice di pericolosità dei due: nei dati messi a disposizione della Lega Serie A, l’inglese, pur avendo tirato 28 volte, è stato protagonista tra creazione e conclusione di appena 12 azioni da rete; Belotti è a quota 6. Al di là del peso che si vuole attribuire alla statistica, è comunque la fotografia della difficoltà dei due attaccanti.

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Abraham-Belotti, centravanti flop. Roma, il gol perduto

Era già successo due volte in carriera, a José Mourinho, di terminare una partita senza fare neppure un tiro nello specchio della porta avversaria, ma la buona notizia è che poi arrivarono altrettanti sorrisi. Come scrive la Gazzetta dello Sport, nessuna sorpresa, perché in assoluto i numeri dei giallorossi per quanto riguarda la produzione offensiva non sono peregrini, ma è il dato complessivo a preoccupare.

Le 13 reti realizzate finora in campionato, infatti, fotografano la Roma solo come l’ottavo attacco del campionato. Troppo poco per non correre rischi di fallire l’obiettivo della qualificazione in Champions. Abraham in campionato è sempre fermo a 2 gol e Belotti a zero, così come peraltro anche Zaniolo, El Shaarawy e Shomurodov. Così, uscito Dybala, non è arrivata più nessuna rete su azione in campionato in 409 minuti. (…) Se però si vuole guardare il bicchiere mezzo pieno, non si può non notare che i giallorossi siano nei primi posti in A per tanti indicatori di produzione offensiva: quinti per tiri totali(159),quarti per tiri nello specchio (56), quinti per tiri in area (111), sesti per tocchi nell’area avversaria (251). Semmai sono le conclusioni da fuori area a rappresentare l’anello debole, visto che risultano appena 48, che valgono il 12° posto in campionato.

Come scrive la Gazzetta dello Sport, Mourinho, però, resta ottimista. È convinto di avere alcuni attaccanti con uno “storico” importante (Abraham e Belotti su tutti). Per questo, quando si sbloccheranno, a quel punto potrebbero non fermarsi più. Possibile. L’importante è che questo giorno non arrivi poi così lontano, altrimenti gli obiettivi stagionali potrebbero essere troppo lontani per essere centrati.

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Rassegna stampa

A Genova Mourinho torna all’antico e per i gol conta su Abraham e Zaniolo

Le raccomandazioni sono finite, le statistiche devono essere aggiornate: Mourinho vuole rovinare la “prima” dell’allievo Stankovic a Marassi, ma per farlo ha bisogno dei gol di Zaniolo e Abraham. Come scrive la Repubblica, in assenza del genio calcistico di Paulo Dybala (5 reti in 8 apparizioni in Serie A), occorre che i due, assoluti protagonisti nella cavalcata che ha portato la Conference League nella bacheca di Trigoria tornino a segnare.

Nicolò è nato a Massa, cresciuto a La Spezia e ha dato i primi calci ad un pallone a Chiavari. A Genova invece è nato, e ha giocato con la maglia del Grifone, papà Igor. La Liguria, insomma, è casa sua e va a caccia del primo gol al Ferraris.

Il momento non è invece dei migliori per Abraham, il bottino dei gol siglati in campionato rimane magro. E se lo scorso anno non aveva concorrenza, ora il Gallo Belotti sgomita e chiede spazio: un allenatore scaramantico lo metterebbe in campo solo per lo score con la Sampdoria (9 reti in 15 gare), Mourinho ci riflette ma sembra orientato a confermare l’inglese dall’inizio.

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Rassegna stampa

C’è vita anche senza Dybala: con Belotti il sogno continua

C’è vita sul pianeta Roma, anche senza la stella polare di Paulo Dybala in campo ad illuminare la via verso i tre punti. Il segnale arriva forte e chiaro dal Benito Villamarin di Siviglia, dove gli uomini di José Mourinho acciuffano in rimonta un pari prezioso grazie al gol del Gallo, mantenendo così vivo l’obiettivo di qualificarsi alla fase finale dell’Europa League.

Come scrive la Repubblica, ha funzionato l’esperimento del doppio centravanti, sul quale Mourinho può pensare di continuare a lavorare anche in futuro. “Un disastro nel primo tempo, tant’è che gli ho tirato le orecchie all’intervallo. Fantastici nel secondo tempo, mi sono piaciuti tanto“.

Difficile immaginare una Roma tanto diversa da quella scesa in campo ieri sera in Spagna: senza il genio di Dybala, di sicuro Zaniolo, che ha saltato la trasferta di Siviglia per squalifica, ritroverà una maglia da titolare sull’out destro. Ma attenzione a Camara e El Shaarawy.

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Interviste

Belotti: “Mi serviva del tempo, ora sto bene. Intesa con Abraham? Meglio nella ripresa”

Andrea Belotti ha parlato ai microfoni di Sky Sport dopo il pari a Siviglia contro il Betis:

La tua prestazione è sembrata molto convincente. Hai ritrovato la condizione.
“Sapevo che sarebbe servito solo lavorare. Mi serviva del tempo, è una cosa fisiologica, però lavorando ho cercato di fare quel qualcosa in più per trovare il prima possibile la condizione. Adesso mi sento bene, i risultati ora verranno fuori”.

Tu ed Abraham vi cercate maggiormente.
“Soprattutto nel secondo tempo. Nel primo potevamo fare tante cose migliori, infatti non abbiamo giocato un primo tempo bellissimo. Nel secondo siamo entrati con un piglio diverso e abbiamo creato varie occasioni, mettendo in difficoltà i difensori. C’è sempre bisogno di lavorare perché quando il mister ci mette insieme dobbiamo sempre farci trovare pronti”.

La Roma può passare il girone? C’è più fiducia dopo questa prestazione?
“Sicuramente ci darà tanta fiducia questa prestazione, soprattutto quella del secondo tempo perché eravamo tanto in controllo del gioco. Questo deve essere un punto di partenza perché ci aspettano due partite e dobbiamo vincerle entrambi”.