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De Rossi: “Obiettivo Champions. Non sarà difficile per i tifosi amare Mou ma anche me. Restare? Me la giocherò alla morte”

CONFERENZA STAMPA – Le parole di Daniele De Rossi in conferenza alla vigilia di Roma-Verona:

Un doppio coinvolgimento, emotivo forte lo immaginiamo e tecnico-tattico sul campo. Che tipo di lavoro hai impostato? Che Roma hai visto? Che Roma vorresti?
“Sorrido, non per la domanda, vedo facce a cui sono affezionato e non pensavo di trovare. Quando c’è il cambio di allenatore, che sia grande o mediocre, i giocatori vanno a tremila all’ora, è normale. I primi allenamenti ti danno risposte normali, poi bisogna vedere a lungo termine, comunque sono stati incredibili, stanno assorbendo i tre-quattro concetti iniziali che vogliamo dare, per evitare di infondere confusione nel gruppo”

Ha sentito Totti? 
“Ci siamo sentiti, mi ha mandato un messaggio di in bocca al lupo, mi ha dimostrato la sua felicità, il suo stupore, che era anche il mio inizialmente. Ci siamo sentiti due volte, passeremo presto del tempo insieme, dopo il suo impegno in Cina, ci fa sempre piacere vederci”

Quando si subentra vuol dire che c’è un problema, vorrei chiederle quale è il problema principale da risolvere? Sarebbe contento alla fine stagione se…?”
“Sarei contento se fossimo tra le prime quattro della classifica, penso sia un obiettivo da puntare, non facile da raggiungere, ma assolutamente possibile. Quando cambi allenatore i problemi ci sono sempre, ci sono passato anche io un anno fa. Ci sono dei problemi da analizzare, ma alla fine devo partire da zero, dallo zero a zero, in tre-quattro giorni non si fa in tempo ad analizzare tutto. Sono fortunato perchè per motivi di tifo ho visto le partite della Roma, è la squadra che conosco di più al mondo, così abbiamo accorciato il periodo di studio”

Un paio di anni fa dicevi che prima di tornare alla Roma avresti dovuto fare un percorso. E’ il momento giusto per tornare?
“Era il momento giusto per rifiutare la Roma secondo te? Non si può rifiutare la Roma, è successo alla Juve con Pirlo, ci sono uomini che rifiutano, altri si buttano dentro. Ovviamente non è solo voler tornare a mettersi la felpa, non è una scelta nostalgica. Uno fa anche un’analisi veloce dei valori di questa squadra, avrei rifiutato solo se avessi pensato che la squadra fosse stata mediocre. Non vado a fare brutte figure. Penso che la Roma sia una squadra forte e per un mio sviluppo di carriera è importante. Dove lo vedremo tra qualche mese”

Per cosa le piacerebbe che fosse ricordato il calcio espresso dalla Roma di De Rossi?
“Il mio calcio è una frase che mi fa venire i brividi, l’ho sentita dire anche da tecnici che ammiro e persone a cui voglio bene. Il calcio non è mio, tuo, è di tutti. Allora Guardiola dovrebbe parlare di calcio quasi da solo, così come pochi altri. Non penso di essere al loro livello, ma penso che gli allenatori bravi, che non hanno inventato niente che li riconosci da come giocano le loro squadre, quasi ad occhi chiusi. Se la nostra squadra sarà organizzata, farà risultati e si riconoscerà questi valori mi farebbe contento. Venir ricordato perchè la tua squadra fa bene e vince mi basta e mi avanza”

Non ci sono condizioni nel tuo contratto oltre giugno 24′, ma c’è un bonus per il piazzamento della Champions. Si è parlato anche di traguardo Europa League? Per l’eventuale permanenza cosa ti hanno detto?
“I presidenti Friedkin sono stati chiarissimi sulla durata del contratto e sul tenore della mia permanenza qui. Io ho risposto ok, mettete voi la cifra, avrei firmato in bianco o quasi, ho chiesto un bonus per la Champions, ma anche un gesto dovuto per la mia carriera qui. Non ci sono condizioni, rinnovi automatici, ho detto loro che volevo giocarmi le mie carte, ho chiesto solo di trattarmi da allenatore, non da bandiera, o da immagine che faccia il giro di campo con Romolo. Loro sono d’accordo. Sanno dal primo secondo che mi hanno chiamato che io me la giocherò fino alla morte per rimanerci qui e penso che loro siano soddisfatti di questo, un allenatore che si gioca le sue carte senza pensare a quello che è stato da calciatore, penso sia apprezzato come atteggiamento, per me sarebbe un sogno”

Giocherà a 4 o a 3? Un’idea di base c’è?
“Nasco e mi innamoro di questo lavoro con Spalletti e successivamente con Luis Enrique. Per me questo tipo di allenatori che portano tanti giocatori in fase offensiva e che difendono a quattro sono la base del mio innamoramento per questo lavoro. Questa squadra è stata costruita a tre, gioca da tanti anni così, abbiamo provato diverse cose, stiamo lavorando su concetti anche di rotazione, che magari portano a difendere in un modo e attaccare in un altro. Non tolgo l’ipotesi che possa cambiare in corso di partita e in corso di stagione, magari dipenderà anche dall’avversario e dalle strategie di gara”

In questi giorni fuori da Trigoria c’è un clima particolare, un clima di malumore verso i giocatori e la società. C’è chi dice che lei è stato preso come effetto calmante. E’ destabilizzante o uno stimolo in più?
“Non ho bisogno di stimoli in più, non mi destabilizza per niente, non sono stupido. Quando sento parlare di effetto calmante è brutto, un po’ moscio per definire una scelta. Quando un dirigente decide di cambiare un allenatore così vincente e amato deve prendere in considerazione vari fattori. Non dico che io sia la scelta giusta, ma è normale che si valuti in base alle disponibilità allenatori meno riconosciuti che avrebbero portato effetti più devastanti. Penso che i sold-out, questo affetto gigante abbia portato punti alla Roma. Penso che non sia difficile per i nostri tifosi amare sia chi c’era come Mourinho, sia me. Dire calmante è brutto, è una scelta ponderata in base a fattori di leadership, ambientali etc. Sarà giusta? La scopriremo tra qualche tempo, io ho sfruttato l’occasione per diventare l’allenatore che voglio diventare”

Si aspettava di arrivare adesso alla Roma? Appena entrato nello spogliatoio si è sentito allenatore della Roma?
“Uno non si aspetta che mandino via l’allenatore più titolato della storia e che prendano te. Però ero consapevole, non mi hanno forzato, non mi hanno puntato una pistola alla tempia. Me lo aspettavo di tornare, in maniera più graduale ma è piena la storia di allenatori subentrati ad interim e poi sono rimasti. L’ultimo è stato Palladino che non era stato scelto a lungo termine e si sta dimostrando tra i migliori emergenti. Io mi sento allenatore della Roma, più in campo che nello spogliatoio, perchè non si toglie quel rapporto di confidenza con gran parte dello spogliatoio, ci può essere rispetto senza fingere, non fingo di voler bene a Pellegrini, Cristante etc. Una persona mi ha consigliato di non venire con la mia macchina, ma che devo fare finta che sono povero. Io mi sono sentito allenatore in campo, li guardo e loro mi ascoltano, gradiscono quello che dico poi saranno i punti la cosa più importante. Io non ho mai finto con nessuno”

Roma ha fatto stufare Mourinho? Vi siete sentiti?
“Ho mandato un messaggio a Mourinho non di circostanza, lui è stato uno dei primi a mandarmi un messaggio quando firmai con la SPAL, era un gesto dovuto. Non lo so se si è stufato, non mi permetto di dirlo, ma con tutto il rispetto non mi interessa molto. Devo pensare a quello che devo fare, a quello che devo cambiare e ti assicuro che in questi giorni ho dovuto parlare anche di altro oltre che di campo, tra firme, foto, burocrazia varia. Non vedo l’ora che questa situazione si normalizzi”

Quali sono stati i problemi principali della Roma? Chi l’ha stupita di più?
“Qualche problema è stato visibile guardando le partite, non è vero che la Roma abbia sempre giocato male, a volte ha fatto molto bene come con l’Atalanta e il Napoli, a volte male. La Roma non è stata allenata male, il problema è stato l’alternanza di rendimento in campo. Delle idee le ho, non le vengo a dire qui in conferenza ovviamente. Quando vedi dal vivo questi calciatori rimani impressionato, ne ho visti tanti nella mia carriera, da fuori è un conto, poi vedi toccare la palla a Dybala, Pellegrini etc. rimani ancor di più sorpreso. Sono rimasto stupito da Pisilli, che non conoscevo direttamente, vederlo dal vivo mi ha impressionato”

Cosa non dovete sottovalutare del Verona?
“Mille cose, il Verona che è una squadra solida, allenata da Baroni che stimo tanto come allenatore e uomo, che ha mantenuto la barra dritta nonostante la tempesta esterna tra mercato e voci societarie. Ammiro molto la sua eleganza, è una squadra solita, grande fisicità, gioco abbastanza definito e che sanno fare bene. L’emozione dell’esordio non deve fare brutti scherzi, ma sono tranquillo, soprattutto ai ragazzi, ci sarà un po’ di malumore, spero di no, servirà calma in campo e fuori”

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Mourinho: “Dybala ok, Mancini titolare. A Torino servirà personalità come col Napoli”

CONFERENZA STAMPA – Le parole di mister Mourinho alla vigilia di Juventus-Roma:

L’importanza di questa sfida per voi e per la Juventus, come arriva la squadra? Come stanno Dybala e Mancini? 
“Sul titolare o non titolare non rispondo, è una conferenza prima dell’allenamento, è una protezione, ma Paulo penso sia disponibile, poi se giocherà e quanto per la verità ancora non ho deciso, voglio parlare con lui delle sue sensazioni, però se tutto andrà bene oggi, viaggerà con noi e sarà disponibile. Mancini è la stessa situazione della scorsa settimana, con la sensazione che lui già conosce, cioè giocare senza allenarsi, ha fatto molto bene col Napoli, domani giocherà titolare sicuramente, il Mancio sa che è molto importante per noi”

Come valuta il percorso della Juventus? Come è cambiata rispetto allo scorso anno?
“La Juve è la Juve, Allegri è Allegri, sappiamo cosa aspettarci da loro e da Max. Quando si parla di squadra e di allenatore risultatista, una parola strana, io lo interpreto come la cosa più importante nel calcio, fare risultati. C’è gente oggi che quando si parla di resultatisti sia una cosa negativa, a me invece sembra una connotazione totalmente positiva. La Juve è risultatista, difende tanto e bene, quando esce in contropiede è fortissima, su palla inattiva hanno fatto tantissimi punti, giocano una partita alla settimana e questo non significa solo essere riposati, ma anche tanti giorni di lavoro tattico, di lavoro in campo, stanno lì in lotta per lo Scudetto”

Mercato? Bonucci sembra saltato, ora state guardando altrove. L’umore della piazza può influire su una trattativa? Renato Sanches lascerà la Roma a gennaio?
“Il mercato è a gennaio. Esigenza? No, desiderio sì. Di Renato mi sento confortato a parlare perchè è un giocatore nostro, di Bonucci non mi sento di parlarne, secondo me va rispettato e per farlo non bisogna parlarne perchè è un calciatore dell’Union Berlino. Di Renato non ho nessuna informazione che possa andare oppure no, nè da parte del calciatore, nè dai suoi procuratori che sono i miei, nè da Pinto. Vive una situazione complicata, ma lo è anche per me e per la rosa. Ma ho zero informazioni su di lui. Sull’ambiente, ho un’opinione personale: dico sempre due cose, il cuore di un club sono i tifosi però ci sono proprietà, strutture, diverse da club a club, che sono sovrane. Le decisioni di chi è sovrano, per me però non solo nella Roma ma sempre, il cuore dei club sono i tifosi, se fai qualcosa che piace molto ai tifosi alimenti quella passione, se fai qualcosa che non piace secondo me non si dovrebbe fare”.

Sanches partirà per Torino?
“E’ un dubbio, la settimana non è stata pulita in termini di lavoro, non credo che giocherà, se viaggia con la squadra decideremo oggi”

Per fare risultato domani che cosa serve? Ha parlato recentemente di banditi e di dolci della nonna…
“Servirà personalità, oltre che di intensità fisica e di tattica. Possiamo paragonare il Napoli alla Juventus, come potenzialità, ovviamente stili diversi. In casa abbiamo avuto la personalità che bisogna avere contro una squadra tecnicamente e fisicamente superiore, magari è l’Olimpico che ci dà questa spinta, ma la squadra collettivamente e individualmente ha fatto una partita straordinaria, lo ha fatto Llorente, idem Ndicka etc. Domani abbiamo bisogno di tutto questo, domani serve la personalità avuta contro il Napoli. Sappiamo che è una partita difficile, ci saranno 2 mila tifosi nostri e 40 mila juventini, contro una squadra abituata a giocare per vincere sempre. Bisogna giocare faccia a faccia come contro il Napoli, abbiamo giocato per vincere non per pareggiare, mi piacerebbe avere questa capacità anche contro la Juve”. 

Pellegrini che hai sempre elogiato, ultimamente non sembra perfettamente centrato, come se avesse un velo negli occhi. E’ una questione fisica, tecnica?
“Il mio parere è che sta migliorando, questo mi piace. Al di là del gol importantissimo e del modo in cui è entrato col Napoli, ha fatto un ottimo lavoro la settimana prima. Non è uno che lavora male, lavora sempre bene, ci sono giocatori che a volte non lavorano benissimo, ma settimana scorsa l’ho visto con quel feeling di qualità tipico di Lorenzo, questa settimana ha dato continuità a queste sensazioni. Hai ragione per un periodo si è visto un Lorenzo a ribasso, con una forma fisica bassa, che sembrava non migliorare. Adesso è importantissimo riaverlo al top, perchè è un giocatore di qualità superiore”

C’è una tempistica eventuale sull’arrivo del difensore? Ha in mente aggiustamenti differenti rispetto a Cristante che scende?
“Se penso a tutto questo, perdo la concentrazione sulla partita che dobbiamo giocare domani. Domani abbiamo i tre titolari che giocano già da tempo. Abbiamo Bryan che giocherà in centrocampo che però può arretrare se serve, da tempo stiamo lavorando su Celik da terzo per cercare di dargli un po’ di conoscenza tattica, ha giocato lì 60 minuti contro lo Sheriff, un livello molto basico, ma poco a poco cercheremo di migliorarlo in quel ruolo. Da sei mesi sappiamo che Ndicka va via, che Kumbulla non sarebbe stato disponibile ancora titolare per gennaio, in panchina magari ci darà una mano, da tre mesi sappiamo che Smalling non sarebbe pronto per gennaio e ora abbiamo anche Mancini e Cristante diffidati, puoi immaginare lo scenario con un solo difensore disponibile. Io ho promesso a me stesso di andare sulla strada di dare tutto quello che ho al di là delle circostanze ed è quello che farò. Quando finisce la partita penserò a questa situazione.  Finita la partita con la Juve, penserò alla Cremonese con quello che avrò a disposizione. Kumbulla non parte per Torino”.

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Mourinho: “Voglio restare, inutile parlarne. Mancini gioca”

CONFERENZA STAMPA – Le dichiarazioni di Josè Mourinho alla vigilia di Roma-Napoli:

Il suo pensiero sulla Superlega?
“Io sono allenatore della Roma, la posizione ufficiale della Roma è anche la mia. Non ho altri commenti da fare. Ovviamente ho tanta esperienza nel calcio, ho vissuto questo sport in differenti momenti, ma non voglio fare nessuna analisi pubblica. La posizione della Roma è chiara e io sono allenatore della Roma”

Arriva il Napoli, rispetto allo scorso anno non ha lo stesso ritmo di risultati ma hanno tanti valori tecnici?
“Sì certo sono i Campioni, con merito, hanno vinto in modo netto lo scorso anno, hanno perso un giocatore ma ne hanno presi tanti. Hanno perso un bravissimo allenatore, ma hanno ora un tecnico con tanta esperienza di calcio, Serie A e di Napoli. I risultati rispetto allo scorso anno sono diversi, allora erano leader con grande vantaggio, ma squadra con stesso potenziale, panchina con grandi soluzioni”

Dopo Bologna ha comunicato l’intenzione di restare alla Roma. Perchè ha scelto di comunicarlo in questo momento? Cosa la spinge voler restare alla Roma tra incertezze legate al futuro, con una direzione sportiva ancora non chiara, il FFP che non sta aiutando la Roma a crescere?
“I motivi sono in tutti i discorsi che hai fatto. Sicuramente c’erano dubbi sulla mia posizione, hai parlato di FFP e altre cose, magari si poteva pensare che nella mia testa ci fossero dei dubbi, delle frustrazioni e quindi ho voluto dichiarare la mia posizione. Per me non ci sono dubbi, non bisogna neanche parlarne. Magari tanta gente si chiedeva cosa pensasse Mourinho, vuole restare, andare via, vuole aspettare, dipende da questo o da quello. Per me non dipende, è così, io sono stato onesto e diretto dall’inizio. Dopo la firma con la Roma, ho ricevuto una fantastica offerta, ho informato la proprietà e non ho accettato per rispetto della parola data alla Roma. A dicembre scorso ho ricevuto una proposta importante dal Portogallo, ho parlato con la società e sono rimasto. A giugno ho ricevuto offerta faraonica dall’Arabia Saudita, ha rifiutato e ho informato la proprietà. Adesso dico che vorrei restare qui, tra le cose positive e negative, ma la mia posizione è senza dubbi. Per me non è giusto più parlarne, non voglio più che se ne parli”

Domani sfida Lukaku-Osimhen, dal punto di vista strettamente calcistico quali sono i loro punti di forza e difetti?
“Sono due attaccanti fortissimi, diversi sicuramente. Uno si abbassa, è bravo a creare connessioni con i compagni, l’altro è più un giocatore da profondità, diretto. La Serie A deve essere molto felice di avere entrambi, potrebbero giocare in qualsiasi top team. Drogba più forte di loro? Diverso, sono tutti diversi. Difficile fare paragoni, non mi è mai piaciuto fare paragoni. Didier è stato miglior giocatore africano, Osimhen è africano, Lukaku ha origini africane da parte di mamma, stiamo parlando di top”

Come procede il recupero degli infortunati? Mancini come sta? Kumbulla?
“No Kumbulla neanche in panchina, non ancora, sta migliorando, va tutto bene, ma è stanco, ha avuto bisogno di riposo oggi e ne avrà domani, tornerà ad allenarsi lunedì e penso che in panchina ci sarà alla prossima. Paulo va bene, dentro il suo tempo di recupero, domani ovviamente è fuori. Mancini non si è allenato tutta la settimana, si è allenato oggi ma domani gioca, è uno di quelli che se non ha triple fratture gioca, ovviamente la squadra ha bisogno di lui, ma gioca domani. Aouar è ancora lontano. Smalling? Non l’ho visto ancora in campo, continua a fare la sua evoluzione con il dipartimento medico, manca tanto”

Quanto è difficile affrontare il Napoli?
“Problemi di risultati per loro, ma non di qualità di giocatori, è la stesso Napoli di un anno fa senza Kim. Di 11 giocano 10 hanno tante soluzioni in tutte le posizioni. Le difficoltà le conosciamo, però per dire il vero abbiamo sempre affrontato il Napoli con risultati equilibrati, abbiamo perso 1-0 senza meritare di perdere all’80, a Napoli avevamo pareggiato e poi perso all’ultimo minuto. Meritavamo di più lo scorso anno, speriamo che domani meritiamo meno e facciamo un risultato migliore”.

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Pagano: “Non pensiamo al derby ma solo allo Slavia”

Le dichiarazioni di Riccardo Pagano in conferenza stampa alla vigilia di Slavia Praga-Roma:

A che punto pensi di essere arrivato come calciatore?
“Penso di essere a un buon punto. A inizio stagione speravo di giocare così tanto ma non me lo aspettavo. Allenamento dopo allenamento vedevo che crescevo e il mister mi ha dato opportunità. Stare tutti i giorni con uomini più grandi di me impari molto, quando il mister pensarà di darmi altre occasioni cercherò di farmi trovare pronto”.

Avete già parlato del derby?
“Siamo completamente concentrati su domani, non è giusto parlare del derby. Domani abbiamo una partita importante e daremo di tutto. Poi al derby ci penseremo da venerdì”.

In cosa pensi che sia cresciuta di più la squadra?
“Penso che stiamo dando continuità alle vittorie. Nelle ultime 7 partite abbiamo perso solo una con l’Inter. Domani andremo in campo per vincere”.

Tra i tuoi ex compagni di primavera, chi è il prossimo che ti aspetti in prima squadra?
“Il settore giovanile della Roma è molto forte, ci sono tanti ragazzi che stanno lavorando come me per esordire. Tra quelli che ancora non hanno esordito penso a Joao (Costa, ndr) che è un giocatore con molto talento. Se continua a lavorare con la testa giusta arriverà il suo momento”:

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Lo show di Mourinho in tribuna stampa: “C’è un fischietto anche per me?”

Avete un fischietto anche per me?”. Non poteva mancare la battuta di José Mourinho. Quando a sorpresa ha deciso di assistere alla gara dalla tribuna, tra spogliatoi e ascensore che lo ha condotto al secondo piano del Meazza, ha incrociato “uomini” dell’Inter ai quali ha rifilato subito la battuta polemica.

Come scrive il Messaggero, è rimasto 39 minuti, il tempo di incassare i cori d’affetto dei tifosi che lo hanno visto. Poi è sparito. Il colpaccio gli stava quasi riuscendo grazie a Cristante che stava per segnare il gol dello 0-1 nell’unica azione offensiva giallorossa. L’aveva preparata così José: difendersi per almeno due terzi della gara e poi sferrare l’attacco con le ultime energie rimaste.

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Mourinho: “Farò turnover ma non eccessivo. Dublino? Vinciamo prima il girone. Amo Paredes”

CONFERENZA STAMPA – Le parole di Mourinho alla vigilia di Roma-Servette:

7 partite ogni 3 giorni. Questo è l’elemento da gestire?
“È una situazione che non possiamo nascondere, di cui si parla molto anche da altre parti del mondo valutando la qualità del gioco e l’intensità. Qualche cambio si farà ma non sarà turnover totale perché vogliamo vincere la partita”

Passi in avanti del gruppo in questi giorni? Le pesa non essere in panchina domani?
“Ho fiducia nei giocatori e nello staff, non stare in panchina può avere un piccolo impatto però non voglio andare oltre questo, dipende anche da come andrà la partita. Abbiamo vinto o perso con me in tribuna, non fa grande differenza questo. Dopo la partita contro il Frosinone, come avevo detto contro l’Empoli, con un altro allenatore sarebbe stata una partita di un altro mondo, con noi è stato normale vincere 7-0. Dopo Frosinone ho detto che non eravamo incredibili, così scarsi dopo le sconfitte. Dico questo quando si vince e questo quando si perde. Dopo il Frosinone il nostro lavoro non è cambiato, abbiamo lavorato su ciò che abbiamo fatto bene e ciò che va migliorato. Abbiamo vinto ma non tutto è stato perfetto e abbiamo lavorato, ovviamente è più facile lavorare sulle cose positive perchè migliori in autostima e fiducia, al contrario sulle cose negative serve equilibrio ma non puoi nasconderlo. Oggi abbiamo iniziato a vedere il Servette, dentro i nostri limiti perchè c’è poco tempo per lavorare, ma oggi abbiamo verificato fase offensiva e difensiva, per arrivare senza dubbi, anche se non con grande intensità ovviamente”

L’obiettivo della Roma è di provare a vincere questa Europa League?
“E’ prematuro, il primo obiettivo è qualificarci, secondo finire in testa, per evitare le due partite in più dei play-off contro le squadre della Champions che retrocederanno. Dobbiamo far di tutto per arrivare primi nel girone. L’obiettivo è andare passo dopo passo, dopo vedremo. Se vedi le squadre che sono già in Europa League, ci sono squadre di altissimo livello, se guardi le prime gare di Champions si può già immaginare che qualche squalo arriverà, è molto molto difficile. Lo scorso anno lo era altrettanto ma siamo arrivati a Budapest. Adesso pensiamo ai tre punti di domani, qualifichiamoci da primi e poi penseremo”.

Bove? 
“Quando parlate di Bove dovete ricordare chi lo ha fatto giocare, bisogna dire anche cose positive di me. Quando sono arrivato doveva andare in Serie C a giocare. Domani gioca di nuovo, è un ragazzo sano, lavora incredibilmente bene anche quando non gioca, è una qualità molto molto preziosa nel calcio di oggi dove tanti ragazzi non hanno questa forza mentale. E’ un ragazzo straordinario su questo aspetto, ovviamente più minuti accumula più evolve, ogni minuto che gioca bene o non bene, è uno che acquisisce esperienza e li prende con responsabilità. Gioca domani, è sempre positivo nella squadra, nel secondo tempo col Frosinone si è liberato, ha avuto più spazi, ha avuto l’opportunità di segnare, è un giocatore che cresce e l’orribile allenatore, il sottoscritto, è molto orgoglioso di avergli dato l’opportunità di passare dal livello di Serie C ad un livello importante del calcio italiano”

Paredes quanto sta dando in più alla Roma rispetto ad un Matic? Quanto invece c’è da lavorare quando la palla la hanno gli altri?
“E’ tutto vero, è un prodotto finito come giocatore, non è un ragazzino in fase di evoluzione. E’ quel giocatore là che io ti dico veramente che in fase offensiva mi è piaciuto tanto da sempre e adesso che lavoro con lui dico di più, amo Leandro con la palla, la squadra con lui è diventata una squadra che invece di avere sempre o quasi sempre meno possesso palla dell’avversario, ora ha sempre o quasi sempre più possesso palla, perchè è questa la sua caratteristica. Una connessione importante tra i difensori e la parte offensiva, una grande tranquillità con la palla tra i piedi, se la gode in quella fase. Senza palla è un pochino quello che siamo noi, non solo Leo: non siamo una squadra molto veloce, con una transizione reattiva, dobbiamo cercare equilibrio, per combattere questo tipo di problema. Nell’ultima partita mi è piaciuto questo equilibrio che la squadra ha avuto. La vera opportunità concessa è nata dalla profondità del loro attaccante sorta dalla mancata lettura dei nostri difensori che dovevano anticipare la profondità. Sono basicamente d’accordo con te. Mi piaceva tantissimo Nemanja, per questo motivo ha giocato con me in tre club diversi, mi piace tanto Paredes come giocatore e come uomo, in fase offensiva è un grande calciatore”

Match più importante per il Servette negli ultimi 20 anni, come vi preparate a questa sfida e alle sue insidie?
“Perchè la più importante? Anche per noi è importante questa sfida forse di più, perchè le responsabilità maggiori sono qui. Bisogna rispettare il Servette, non ha fatto bene finora in campionato, ma ha fatto bene nelle coppe. Ha un buon allenatore, l’ho incontrato con l’Anderlecht quando allenavo il Manchester, farò 4 cambi al massimo proprio perchè ho rispetto di loro, è una squadra organizzata con buone individualità. Auguro ai vostri tifosi di vivere una bella serata all’Olimpico, ma vi auguro anche di tornare a casa con zero punti”

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Pioli avverte: “Roma con i migliori dati difensivi e offensivi nelle prime due”

Stefano Pioli ha parlato in conferenza stampa alla vigilia di Roma-Milan:

Domani partita spartiacque?
“Se cominciamo così andrà a finire che ogni partita è quella della svolta. Noi siamo il Milan e giochiamo per vincere. Giochiamo contro una squadra forte, che ha solo un punto, ma che per dati offensivi e difensivi è stata la migliore del campionato. Noi vogliamo cercare di fare bene, di dare continuità, di continuare a crescere”.

Cambierai qualcosa?
“Noi non saremo diversi, vogliamo giocare il nostro tipo di calcio. Saranno diversi gli avversari. Non sappiamo cosa proporrà la Roma, ma noi siamo pronti e preparati per fare il nostro calcio. Più affronti squadre di livello più devi limare gli errori”.

C’è qualcosa che ti piace nelle altre squadre?
“Ho guardato solo le nostre avversarie finora, poi nella pausa vedrò le altre. Io sono concentrato solo sulla partita di domani”.

Lukaku alla Roma complica la trasferta di domani?
“A livello di ambiente poco perché la Roma fa sold out da tante partite. Noi lavoriamo per giocare certe partite in certi stadi. Certe cose non ci spaventano, ma ci stimolano. E’ un acquisto importante sulla carta, poi vedremo cosa dirà il campo perché il campo è un’altra cosa”.

Domani non ci sarà Dybala…
“Con o senza Dybala e Lukaku la Roma è forte, organizzata, molto fisica, pericolosa, che concede poco, forte sulle palle inattive. Dobbiamo essere preparati”.

Si aspettava questo impatto dei nuovi?
“Abbiamo lavorato tanto insieme per prepararci al meglio. Ho insistito sempre una certa idea di gioco e ho dato continuità a certe scelte di campo. Parliamo di giocatori importanti, sono forti e intelligenti. E’ tutto il sistema che sta funzionando, anche se ci sono ancora tante cose da migliorare”.

C’è stato un miglioramento nell’organizzazione difensiva? “Col Torino siamo stati più compatti, però per rispondere a questa domanda vediamo domani, perché affronteremo un avversario diverso. Vedremo che qualità, che compattezza, che equilibri riusciremo a mettere in campo”.

Come procede l’integrazione di Musah, Chukwueze e Okafor? “Sta procedendo bene. Okafor è un po’ più a rilento perché viene da un infortunio, Chukwueze e Musah non hanno fatto amichevoli, ma stanno bene e sono pronti per giocare anche dal primo minuto”.

3 gare in 11 giorni: è un problema? “No, per come vedo i miei. Preferisco giocare in anticipo piuttosto che in posticipo. La squadra sta bene di gambe e di testa”.

C’è una trattativa per Taremi. Sensazioni? “Ho dei dirigenti talmente capaci che tra ieri e oggi non li ho sentiti, perché sanno che sto preparando la partita. Non so cosa stanno facendo. Oggi non m’interessa, domani sera sì. Sono molto contento e soddisfatto della squadra che ho. Domani sera vedremo”.

Pulisic può fare il falso nove? “Tutto è possibile nel calcio, quando ci sono due fattori essenziali, cioè la qualità dei giocatori e la loro voglia di mettersi a disposizione. In questo momento credo sia importante dare certezze alla squadra. Abbiamo cambiato tanto, tra cessioni e acquisti abbiamo cambiato quasi una rosa”.

Krunic ha avuto diverse richieste… “Per me è un titolare del Milan. Non ho mai avuto altri pensieri”.

Oggi i sorteggi di Champions League… “Saremo in aereo durante il sorteggio, speriamo che il comandante ci dia notizie… L’anno scorso abbiamo fatto una grandissima Champions. Vogliamo affrontare la Champions di quest’anno con grande motivazione ed entusiasmo. Essere in terza fascia probabilmente ci vedrà in un girone complicato, ma è normale. Non si ottiene sempre cosa si desidera, ma quello per cui vuoi lottare. Ho imparato che non bisogna mai perdere fiducia nei giocatori; essere positivi, flessibili, capire come aiutare la squadra nei momenti difficili, può essere di buon aiuto per dare una via alla squadra”.

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Mourinho: “Mio focus solo sulla finale, il futuro è secondario. Dybala? Forse in panchina a Budapest, Pellegrini ci sarà”

Le parole di Mourinho in conferenza stampa a margine del media day organizzato dall’UEFA:

Qual è l’aspetto più difficile e quello meno complicato per la finale?
“L’aspetto più difficile è la partita di sabato, dover fare i conti coi cambi e con gli infortuni. Non è il caso di andare solo coi bambini perché la Fiorentina ha 25 giocatori tutti dello stesso livello e non sarà facile. L’aspetto più facile è avere la gente motivata e felice”

Vincere questo trofeo avrà un peso sul suo futuro?
“Il mio unico focus è la finale. Un pochino la preparazione della partita con la Fiorentina, non sono preoccupato sul mio futuro, ne su altro. Tutto è secondario quando tu giochi una finale, vogliamo tanto giocarla. Abbiamo fatto tanto per stare qui che vogliamo giocare. Sarà facilissimo prepararla perché vogliamo giocare. Non c’entra neanche il discorso che andiamo in Champions se vinciamo, vogliamo giocare la finale. Siamo stati a Ludogorets, ad Helsinki, a Siviglia col Betis che se perdevamo eravamo fuori…poi Salisburgo, che veniva dalla Champions, Real Sociedad che sta facendo una grande stagione, abbiamo perso giocatori su giocatori, abbiamo fatto giocare giocatori in ruoli diversi, poi Feyenoord, Leverkusen…e ora vogliamo giocare, dopo si vedrà”

Colpisce l’affetto che riceve dai suoi tifosi
“Spero che le mie parole non vengano interpretate male dai tifosi del Tottenham, l’unico club con cui non sento un legame stretto è quello. Probabilmente perché lo stadio era vuoto per il Covid, il presidente Llevy mi tolse la possibilità di giocare una finale ma con tutti gli altri club ho un legame speciale, perché la gente non è stupida, sa che do tutto per il club. Così è a Roma, il tifoso percepisce che lavoro e lotto per loro, non è solo un fatto di trofei vinti. Anche con la Roma, quando arriverà quel giorno, non sarà facile ma resteremo legati per sempre così come con gli altri club, fatta eccezione per il Tottenham”

Le condizioni di Dybala? Ci sarà?
“Non è che si allena di nascosto…onestamente penso di no però altrettanto onestamente spero che possa essere in panchina visto che per lui sarà l’ultima partita della stagione, senza dimenticare lo Spezia all’ultimo che potrebbe anche essere importante. Se Paulo potrà darmi 15-20 minuti del suo sforzo, io sarò contento”

Cos’è successo?
“Perché ci abbiamo provato, ho sempre pensato che contro la Salernitana Paulo avrebbe potuto giocare un tempo, magari anche a Bologna qualcosa. Si sta cercando di fare tutto il possibile ma la verità è che è fuori, sabato non ci sarà di nuovo. Pellegrini non ci sarà sabato ma è sicuro che sarà recuperato per mercoledì”

In caso di vittoria di questa coppa, l’esperienza con la Roma potrebbe essere la sua grande impresa?
“Non mi piace parlare prima, mi piace giocare, giocare tanto. Un peccato che non si possa giocare una finale ogni settimana, non sto pensando a me stesso ma penso ai giocatori e ai tifosi. Mi piacerebbe tanto aiutare i giocatori a prendere questa gioia infinita. Parlare poco, non mi stanco di ripetere quello che dico anche ai giocatori: vogliamo giocare”

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Spinazzola: “Futuro? E’ domani. Bayer avversario difficilissimo, servirà una grandissima prova”

Leonardo Spinazzola ha parlato in conferenza stampa alla vigilia di Roma-Bayer Leverkusen:

Che partita ti aspetti domani?
“Affronteremo una grande squadra, velocissima. Dobbiamo essere concentrati quando abbiamo il pallone piuttosto che quando difendiamo bassi. Hanno 5/6 giocatori con una gamba pazzesca. Sarà una grande partita”.

Il tuo momento negativo da cosa dipende?
“Il mio fisico sta bene, ma ci sono anche gli avversari e i dettagli diventano importanti, piccole sbavature possono portare a un gol avversario come un mio passaggio può portare a un gol nostro. Non sta succedendo bene”.

Il mister ha detto che soffri le tante partite consecutive.
“Come ogni altro giocatore. Quello del quinto è un ruolo in cui è impossibile avere lo stesso rendimento in tutte le partite. Ci sono gli avversari e gli episodi, si può sbagliare. L’importante è riprendersi”.

Il tuo futuro dipenderà anche da come finirà questa stagione?
“Non saprei cosa rispondere. Il mio futuro è andare a casa a dare un bacio a mio figlio per il compleanno. Non avrebbe senso pensare al resto, c’è un mese e mezzo di partite super importanti”.

In Europa le tue partite migliori, è una questione di spazi?
“È un’analisi che può essere buona, in Europa trovi molti più spazi, le squadre sono meno attendiste, in Italia conta più la tattica, in Europa pensano più ad attaccare e a fare gol, non a difendere tutti insieme”.

Hai parlato con l’allenatore di giocare a destra? Cosa è successo con l’Inter?
“È un errore che difficilmente in passato avevo fatto, un errore di voler attaccare e invece hanno fatto loro male a noi. Un’anticipazione di un possibile passaggio, mi ha rubato quel metro che gli ha permesso di mettere la palla in mezzo. Mi dispiace, ma sono errori, l’importante è riprendere e che domani facciamo una grande gara e vinciamo. Il mio ruolo è a sinistra, se non c’è proprio nessuno a destra è normale che giochi lì, ma il mio ruolo è a sinistra”.

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Mourinho: “Dybala titolare? Ad oggi no. PSG? Non hanno mai parlato con me”

Josè Mourinho ha parlato in conferenza stampa alla vigilia di Roma-Bayer Leverkusen:

Un altro avversario sceso dalla Champions?
“Sì è il secondo dopo il Salisburgo, l’Europa League è così, una competizione che si complica perchè arrivano altre squadre dalla Champions, uno status diverso. Abbiamo fatto già 12 partite, manca questo ostacolo. Anche con tutti i problemi che abbiamo non regaleremo la partita al Bayer, metteremo tutto quello che abbiamo in campo tra qualità e voglia, cercando di centrare un risultato utile in vista della seconda partita che ci possa portare in finale”

Voeller ha detto che uno dei vantaggi del Bayer è giocare in un campionato da 18 squadre e non 20. Dybala gioca dall’inizio domani?
“Mi sono dimenticato di dire una cosa, prima della risposta alle tue domande. Si è scritto che all’intervallo della partita della Primavera io sarei andato nello spogliatoio, che ho cambiato la partita, che ho motivato i ragazzi. E’ una vera bugia, è una mancanza di rispetto per gli allenatori della Primavera. Io sono andato negli spogliatoi, l’allenatore in seconda perchè Guidi era squalificato, ha fatto il suo lavoro, io sono stato lì a sentire, non ho detto una sola parola ai ragazzi, hanno vinto per merito loro. Mi dispiace questa cosa, perchè dal punto di vista etico sarebbe l’ultima cosa che farei, entrare in uno spogliatoio e mancare di rispetto al lavoro di un collega. Dybala? Non lo so, vediamo domani, la mia sensazione oggi è no. Però non voglio che domani lui gioca e tu dici che sono un bugiardone. Ti dico ‘penso di no’, non no assoluto. Quello che dice Voeller, se sei o no d’accordo, lo rispetti, un grandissimo giocatore e un grandissimo uomo del calcio, ha grandissima esperienza. Ritengo non sia lontano dalla verità, un campionato a 18 o 20 qualcosa cambia, sicuramente su tutto in Germania loro hanno pensato alla possibilità di una squadra tedesca che sta in semifinale di una competizione europea e la settimana prima della semifinale non ha giocato. In Italia nessuno si è fidato delle squadre italiane, ora siamo 5 squadre e abbiamo giocato partite a metà settimana, che non ci hanno permesso di anticipare al venerdì. Questo ora pesa, un giorno in più o meno per riposare, fa differenza. Il Bayer ha tantissime opzioni, ad esempio Hudson e Schick sono infortunati, ma per loro non è un problema. Noi ogni giocatore che si infortuna è un problema per noi, arriviamo a questa semifinale non al massimo del nostro potenziale. Però domani sarà il primo tempo, vediamo se a Leverkusen potremo avere qualche giocatore in più. Andiamo con tutto: se vinciamo andiamo in finale, se perdiamo avremo dato tutto”

Garibaldi disse al Re, anche se non voleva farlo, ‘obbedisco’. Lei parla di una rosa giustamente falcidiata, ma è tutta la stagione che parla di questa rosa che non è all’altezza delle tre competizioni. Ma a Trigoria vi parlate, perchè dall’altra parte Pinto disse che la rosa era adeguata. Qual è la realtà? C’è questa comunicazione?
“La squadra senza problemi ha la qualità sufficiente per fare tutto quello che stava facendo, era stare 2-3 o 4 in campionato a un punto, due punti, superando i turni in Europa League. Ogni volta che mi chiedevate gli obiettivi, anche nei momenti senza infortuni e squalifica, dicevo sempre lo stesso: dipende. Noi quando abbiamo problemi non abbiamo rosa. Quando non abbiamo problemi e siamo tutti insieme al top, principalmente quando giochiamo una partita a settimana, abbiamo qualità nella rosa. Non abbiamo 25 giocatori uguali, dove se Smalling è infortunato giocato Antonio o Tonino, non abbiamo questo qua. Non mi sembra di non essere d’accordo”

Ma in una stagione ci sono infortuni?
“Certo ma ci sono anche situazioni limite, come Solbakken che non è potuto entrare nella lista UEFA per i limiti del FFP, non è una colpa nostra. Dzeko e Lautaro giocano oggi, sabato hanno giocato Lukaku-Correa. Io non posso farlo, tu devi avere una stagione perfettissima, senza squalifiche e infortuni, ma questo non esiste. Per questo anche quando eravamo tutti, con Dybala che segnava e Smalling giocava da Dio, con esperienza dicevo tranquilli, calma, ma non era la voce della critica, ma dell’esperienza. Io sabato avevo Missori, Faticanti, Cherubini etc, non è una critica ma la realtà. Se noi siamo fuori dalla competizione europea a dicembre, oggi saremmo secondi o terzi. Non avremmo avuto infortuni e stanchezze. Se noi siamo 8-9, avrei messo tutto sull’Europa e oggi saremmo in una situazione migliore. Noi siamo vittima di quanto di buono hanno fatto i ragazzi durante la stagione, ora possiamo andare in finale o no, possiamo vincere o no, chiaramente agli occhi di commenta se non arrivi in fondo, la stagione non è buona, io dico ai ragazzi che al di là dei risultati la stagione è fantastica”

Ha preparato la partita sulla grande compattezza di gruppo. Come ha visto i ragazzi?
“Prontissimi, il mio problema domani è che ne posso portare 12, i giocatori mi chiedono di andare in panchina, Smalling, Karsdorp, El Shaarawy vogliono andare in panchina. Vedo tutti preparati dal punto di vista emozionale a tal punto che oggi non faremo ritiro. Abbiamo fatto il nostro lavoro, allenandoci tatticamente ieri ed oggi, abbiamo fatto la riunione tecnica, domani decideremo chi gioca, siamo preparatissimi. Per questo dico: o usciamo o andiamo in finale, ma daremo tutto”.

Le partite col Bayer sono le partite chiave della stagione? Quelle di campionato solo per tentare un miracolo?
“Certo. Qualcuno sarà veramente contento, più di qualcuno”

Xabi Alonso?
“Mi fa piacere rivederlo, non lo vedo da tanti anni, ho avuto un grandissimo rapporto con lui, qualcosa in più di allenatore-giocatore, mi farà piacere stare con lui prima della partita. Giocare contro Xabi o Simone non cambia niente. Xabi è stato allenato da Benitez, Ancelotti, da me, Guardiola. Puoi prendere qualcosa o nulla da ogni allenatore, è normale. Il suo Bayer Leverkusen è la squadra che ho visto quest’anno giocare in Europa meglio in contropiede. Se a lui piace un gioco diverso, è un’altra cosa, ma dimostra una qualità importante in un allenatore: il pragmatismo per giocare nel modo più adatto alle qualità dei suoi giocatori. Ha 4-5 giocatori che potrebbero fare i 100 metri contro Jacobs, difende bene e riparte, è impossibile quasi

Smalling?
“Sta perfetto per andare domani in panchina (ride ndr). Per il ritorno vediamo, però non è che mi aspetto lui nelle prossime 2-3 partite. Magari succede qualcosa di inaspettabile, però se andiamo a Budapest magari sarà con noi”


Queste invece le parole a Sky Sport:

Che partita si aspetta?
“Il Bayer Leverkusen è una delle più forti d’Europa in contropiede, è facile da dire. È una squadra da contropiede. Sono pericolosissimi in questa fase del gioco. Difendono, aspettano che l’avversario perda palla e poi sono difficili da fermare, perché hanno giocatori veloci. È una squadra top in questa fase”.

Come si affronta questa squadra?
“Intimidazione? Non la vedo così. Col Salisburgo siamo entrati in campo 0-1, stessa cosa contro il Feyenoord. Domani inizia 0-0, abbiamo l’esperienza sufficiente per non essere troppo emozionati per il fatto di essere in semifinale, non essere troppo fissati sul fatto che è la prima partita e che si gioca in casa. Se domani facciamo una partita equilibrata e un risultato equilibrato sono felice”.

Quanti minuti hanno Dybala e Wijnaldum? Possono partire titolari?
“Difficile. Non voglio dire impossibile, ma difficile. La prima cosa è sapere se possono giocare, domattina vediamo. Decidiamo se dall’inizio o se dopo. Loro stanno facendo tutto il possibile per recuperare, noi prepariamo la partita con e senza di loro”.

Come vede il gruppo?
“Un gruppo felice, anche con tutti questi problemi. Consapevole che sta facendo una stagione nei suoi limiti, che sa che gioca una semifinale europea, che è sempre un momento importante, che può diventare storico, dipende se andremo in finale. Essere in semifinale dopo tutto questo percorso, vedo il gruppo tranquillo e felice, così ho deciso che possono rimanere a casa e tornare domani per la partita”.

Ogni giorno arrivano notizie sul PSG.
“Se mi cercano non mi hanno trovato, non hanno parlato con me”.