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Rui Patricio: “Domani un’altra grande sfida europea. Un orgoglio l’appoggio dei tifosi”

Rui Patricio ha parlato in conferenza stampa alla vigilia di Roma-Real Sociedad:

Che partita ti aspetti con un Olimpico tutto pieno?
“Domani sarà una grande serata europea in casa, spero che i tifosi possano aiutarci a fare una grande partita. Sarebbe importante vincere, contiamo sull’aiuto dei tifosi, che ringrazio per il loro appoggio costante. Speriamo possa essere una grande serata anche domani”.

Noti dei miglioramenti dal punto di vista della difesa?
“È un lavoro che viene lontano, dalla scorsa stagione, dobbiamo sempre migliorare sia come squadra sia a livello individuale. Stiamo prendendo meno gol, è frutto del lavoro dello staff tecnico. Dobbiamo continuare a crescere perché è una stagione con tanti obiettivi per cui lottare”.

Nell’ultimo periodo sono arrivate critiche, come ti senti? Come valuti il tuo rendimento?

Il mio pensiero è continuare a dare il massimo per la squadra. Quest’anno abbiamo ottenuto diversi clean sheet ma quello che conta è vincere le partite. Dobbiamo continuare così è impegnarsi tutti i giorni. Le critiche fanno parte del lavoro, ma quello che conta è che queste critiche non ci portino a perdere i nostri obiettivi.

Quanto è importante per un portiere della tua esperienza avere un leader come Smalling? Lo stai convincendo a restare?

Smalling è un giocatore importante che da sempre tutto per la squadra, è un giocatore fantastico. Uno dei pilastri di quest’era squadra. È un leader. È importante per me e per gli altri difensori che stanno facendo tutti bene. Per quanto riguarda il contratto non sono io che posso rispondere, però posso dire che è un gran giocatore è una gran persona che si merita il meglio.

Di questi clean sheet ne hai fatti tanti all’Olimpico. Stadio che è un fattore. Cosa vuol dire per te avere la Curva Sud alle spalle?

In campo è un orgoglio, è un orgoglio sentire che abbiamo l’appoggio della curva. Ci da tante motivazioni ed è più facile giocare con una curva che ti spinge. Domani potremo contare sui nostri tifosi e speriamo che già da domani possano sostenerci, perché da domani inizia il cammino per i nostri traguardi.

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Mancini: “Col Salisburgo sarà una battaglia. Spero i tifosi ci aiutino. Quest’anno voglio evitare ammonizioni stupide”

Le parole di Gianluca Mancini in conferenza stampa alla vigilia di Roma-Salisburgo:

Che partita ti aspetti domani?
“Una battaglia, come all’andata, ci sarà da lottare su tutti i palloni, dare qualcosina di più, cercare di sbloccarla subito, per portarci tutti dietro, per vincere e passare il turno”

Se la Roma passasse il turno, avrà fatto il suo dovere o sarà un’impresa?
“Domani è una partita importante perchè è quella più importante della stagione, giochiamo l’Europa League, se la Roma vince e passiamo il turno, ci concentreremo per le prossime gare. Non è da tappezzare la città di bandiere per il passaggio agli ottavi, ma è una gara importante perchè vogliamo andare avanti in Europa”

Difesa migliorata molto come solidità e tu sei migliorato molto sul piano difensivo e disciplinare. Su cosa hai lavorato in maniera specifica, anche con il vostro consulente arbitrale?
“Su questo aspetto mi sono guardato allo specchio, nel finale di stagione, ho visto i dati e avevo preso troppi cartellini, ho lavorato semplicemente su me stesso, per evitare di saltare troppe partite e trovare continuità. Ho rivisto tante partite e ho notato che prendevo ammonizioni stupide, ho cercato di migliorarmi. Anche il mister mi ha dato una mano nel capire certe situazioni. Ci sta sul rendimento avere degli alti e bassi, è accaduto lo scorso anno e quest’anno, dipende anche dal rendimento della squadra, dal lavoro quotidiano, è normale che ci siano periodi fisiologici di alti e bassi”

Mancini-Smalling-Ibanez siete quasi una cosa sola, da tanti anni. Che tipo di rapporto c’è tra di voi? Ti aspetti di giocare ancora con Smalling nella Roma?
“Siamo tutti una famiglia, non lo dico per dire, ma siamo uno spogliatoio eccezionale, chiaramente c’è chi si trova bene con chi, ma lavoriamo bene tutti i giorni al massimo delle nostre potenzialità. Giochiamo da tanto tempo insieme noi tre ma c’è anche Marash Kumbulla che si allena al top, che è sempre pronto a giocare, adesso è arrivato anche Llorente che ha portato esperienza. Giocare insieme per tanto tempo aiuta a capirci con un semplice sguardo, a conoscere bene pregi e difetto del compagno di reparto, ma la difesa si costruisce con tutta la squadra, è un sacrificio di tutti. Smalling? Spero e penso che resterà”

Sull’ambiente allo stadio di cui ha parlato Mourinho, c’è qualche fischio che vi ha dato fastidio?
“Penso che il mister nell’ultima partita si riferisse soprattutto ad Edoardo Bove, un ragazzo giovane che sta facendo le prime partite in una piazza importante, si riferiva al fatto di dargli una mano. Se sentiamo lo stadio presente come lo scorso anno e quest’anno spesso, è una forza in più, è un giocatore in più, quando l’Olimpico è bello concentrato, pronto a spingerti, si avverte, lo avvertivo da avversario e ora quando gioco si sente a tuo favore. Poi sinceramente quando gioco sono talmente concentrato che se arriva qualche fischio non lo sento, in assoluto spero che lo stadio ci aiuti domani, ma sta anche a noi dimostrare e farci aiutare da loro”

La vittoria contro il Verona vi ha dato maggiore serenità?
“E’ una vittoria importante per il campionato, domani è un’altra competizione, siamo carichi e pronti per ribaltare il risultato. L’equilibrio nel nostro spogliatoio, con lo staff e tutti coloro che collaborano c’è soprattutto quando non vinciamo”

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Mourinho: “Domani niente scuse, dobbiamo vincere per proseguire in Europa League”

Le parole di Josè Mourinho in conferenza stampa, alla vigilia di Helsinki-Roma:

Che cosa sa della Finlandia?
“E’ la seconda volta che vengo a giocare qui, non mi interessa parlare del paesaggio o del posto. Dobbiamo vincere e non sarà facile. Non guarderemo a ciò che accadrà in Bulgaria, pensiamo solo a noi. All’andata abbiamo giocato la partita undici contro dieci, ma alla fine ho riconosciuto che in parità numerica sarebbe stato molto più difficile. L’Helsinki qui in casa ha giocato partite importanti contro Ludo e Betis, non sarà una passeggiata, non siamo qui in vacanza, stiamo accumulando tante partite, vogliamo andare avanti in Europa League e non vogliamo scendere in Conference dove siamo i detentori del titolo”

Cosa pensa del campo artificiale?
“Non voglio piangere, non darebbe alcun vantaggio. Dobbiamo giocare in queste condizioni e non importa dove sia. Dobbiamo concentrarci solo su questo. In assoluto penso sia oggettivo che giocare su un terreno artificiale non sia calcio, cambia il gesto tecnico. Chi è abituato a giocare qui è avvantaggiato.”

Si è parlato poco dell’Helsinki. Cosa teme di più?
“Non voglio dire temere, ma sapere e conoscere, essere preparati. Dopo la partita di casa ho fatto i complimenti all’allenatore, ho visto la squadra molto ben organizzata. Per dire la verità penso che negli ultimi anni il calcio scandinavo è in grande evoluzione, dieci anni fa o venti tu potevi trovare qualche giocatore forte, ma squadre forti no. Oggi vedi squadre finlandesi, danesi o svedesi molto organizzate, allenatori preparati. Ho risentito questa sensazione all’Olimpico: una squadra che sapeva cosa fare in campo, con una buona identità, 11 contro 11 era una gara difficile per noi. Pensando che domani sarà così, è una partita dove dobbiamo giocare ad alto livello perchè l’avversario è difficile”

Difficoltà a segnare e tanti infortuni, potrebbe essere questa la gara della resurrezione offensiva?
“Quando si parla in maniera positiva sono felice di esaltare i singoli, ma quando l’approccio e le parole che si dicono sulla squadra sono negative, non mi piace parlare per principio dei singoli. Come squadra dobbiamo segnare di più, non voglio parlare dei singoli”

Questo gap di ranking tra Roma e Helsinki si riduce per le difficoltà di segnare e i vostri infortuni?
“Non mi interessa il ranking, c’è il campo e la realtà del momento. Il ranking vale come le statistiche che a volte vengono citate. Gli unici numeri del calcio che non si possono smentire sono i numeri di gol che segni o non segni, dei punti che accumuli se vinci o non accumuli se perdi. Le altre statistiche possono essere interpretate in varie modo, compreso il Ranking i cui criteri per stabilire mi mettono molti dubbi. Chi sta qui e si allena ogni giorno su un campo artificiale ha un vantaggio. Per questo non si capisce perchè non si gioca sul campo con erba naturale che sta accanto. Lo sponsor? E’ una scusa. Lo scorso anno abbiamo giocato due partite sul sintetico, la prima è una sconfitta storica la seconda abbiamo messo la verità, perchè poi abbiamo ammazzato il Bodo all’Olimpico. Domani non abbiamo riscatti, se perdiamo siamo fuori, per questo nessun alibi sul campo”

Nella manovra lei sta avvertendo un po’ più di difficoltà da parte degli esterni nel non saltare l’uomo e creare superiorità numerica?
“No non sono d’accordo. Una squadra che ha problemi di manovra, non crea opportunità da gol. Se nell’ultima sfida contro il Napoli non abbiamo creato 10 opportunità, contro l’Atalanta ne abbiamo create 15. La manovra è positiva, sugli esterni si può dire che a causa degli infortuni non abbiamo avuto continuità, Zalewski ha giocato spesso a destra, Celik si è fermato dopo un mese, Karsdorp operato, Spinazzola sta recuperando dopo un lungo stop. Nel calcio i numeri oggettivi, pratici, sono quelli veri come dicevo prima, abbiamo segnato poco per quello che creiamo”

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Zaniolo: “La mia priorità è la Roma, voglio vincere tanto qui. Rinnovo? Abbiamo tempo per parlarne. Orgoglioso di avere Mou come allenatore”

CONFERENZA STAMPA – Queste le parole di Nicolò Zaniolo alla vigilia di Roma-Helsinki

Mourinho ti ha elogiato per la tua voglia di tornare il prima possibile. Ci racconti come è andata?
“Non è mai bello star fuori, l’ho vissuta come un’ingiustizia, perchè la spalla ti permette di allenarti ma non fare contrasti. Ho provato a rimettermi in sesto il prima possibile, il mister mi ha chiesto la disponibilità e io per la squadra, per il mister per la Roma ero pronto a rientrare”

Estate movimentata, hai lavorato molto bene anche se c’erano tante voci di mercato. Mourinho ti ha fatto sentire importante. Adesso c’è la questione del rinnovo. Hai voglia di proseguire a lungo con la Roma?
“In realtà io sono abituato, ogni estate c’è questa situazione che devo andare altrove e invece alla fine resto sempre qui, sono più film che vi fate voi che situazioni mie. Ho fatto una preparazione per essere al top come sempre dopo gli infortuni avuti. Del rinnovo abbiamo 1 anno e mezzo per parlarne, ma ora sono focalizzato solo su Helsinki e Atalanta e queste cose fuori dal campo le lascio stare. La Roma è la mia priorità, mi ha dato tutto, gioco per la Roma e speriamo di vincere altri titoli”.

In Portogallo ha parlato mezz’ora con Pellegrini, cosa vi siete detti?
Con Lorenzo parliamo spesso, in Portogallo sono uscite delle foto ma ho un bel rapporto con lui. Siamo una famiglia e un bel gruppo, quello che ci siamo detti resta qui”.

A che percentuale è fisicamente?
“Gli infortuni mi hanno fatto crescere dal punto di vista personale, come uomo e come atleta. Mi sento uno Zaniolo più maturo e sono al 100%. Domani c’è una partita e dobbiamo vincerla”.

Fino all’anno scorso partiva da destra, con l’arrivo di Dybala parte dall’altro lato. Cosa cambia? “Poco, i compiti sono simili all’anno scorso. Quest’anno devo attaccare la profondità e con giocatori come Dybala possiamo fare male”.

Quanto sei cresciuto mentalmente grazie al mister?
“Il mister lo devo ringraziare. L’anno scorso quando le cose non andavano mi ha sempre dato una mano. Mi sta facendo crescere sia dal punto di vista personale che da quello calcistico. E’ una grande persone e sono contento di averlo come allenatore”.

Sei al quinto anno. La Roma è all’altezza delle tue ambizioni? Come ti vedi in futuro?
“Ogni anno aggiungiamo un tassello. Siamo forti e possiamo dire la nostra in ogni competizione. Ogni giocatore sogna di vincere trofei. L’ho vinto a Roma per fortuna e voglio continuare a vincerne in futuro in questa città”

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Mourinho: “Zaniolo e Rui titolari. Camara migliora, giocherà. Pellegrini rigorista e calciatore top”

CONFERENZA STAMPA – Queste le parole di Josè Mourinho alla vigilia di Roma-Helsinki

Dopo Empoli ha parlato di una partita di riferimento contro il Tottenham, l’importanza di quella partita è nella formazione che aveva utilizzato con Zaniolo davanti e Pellegrini in centrocampo?
“La considero di riferimento perché il Tottenham è la squadra più forte affrontata in questa stagione, era un’amichevole ovviamente, abbiamo giocato contro una squadra poderosa e non abbiamo avuto problemi difensivi, abbiamo difeso come squadra, per voi a volte i gol sono di responsabilità dei singoli per noi è diverso. Siamo sempre stati in controllo sempre della situazione, per 90 minuti, con un atteggiamento forte”

Non ha visto questo atteggiamento poi?
“Per 90 minuti no”

Cosa pensa dell’Helsinki?
“Mi ha attirato attenzione l’allenatore, perché quando una squadra gioca con organizzazione e idee di gioco è perché l’allenatore è bravo. Mi piace la squadra, ovviamente ho fatto l’analisi, non faccio un’altra cosa dal momento che abbiamo finito la partita contro l’Empoli, è una buona squadra molto ben organizzata, anche con bellezza nella costruzione di gioco, il risultato contro il Betis è falso, poteva essere diverso. E’ la conferma della grande evoluzione in termini di qualità del calcio del Nord d’Europa. Le squadre sono organizzate, il livello tecnico è migliorato tanto, la fisicità l’hanno sempre avuta, la gente legge il nome e pensa sia facile, non lo sarà per niente”

Ad Empoli ha definito Zaniolo un esempio per come ha lavorato per recuperare. Questo Zaniolo qui è quello che sta cercando dall’inizio della stagione? E’ pronto per giocare?
“Gioca, gioca. Ti ripeto: è stato un infortunato senza tranquillità, che voleva tornare al più presto possibile, che ha lavorato forte con il dipartimento medico, con i preparatori, voleva stare a disposizione, voleva anche rischiare perchè la partita prima praticamente era a disposizione, anche se tutti noi sapevamo che non potesse essere lì, questa partita qui era preparatissimo per giocare, ho deciso di cambiare idea sul 2-1, domani gioca. Non so se avrà 90 minuti, ma sono sicuro che sarà a livello alto, perchè la testa è piena di motivazioni e fiducia, stava giocando molto bene prima di infortunarsi”

Il ritorno di Zaniolo comporterà lo spostamento di Pellegrini a centrocampo. Cosa perde Lorenzo in quel ruolo oppure no?
“L’anno scorso ho parlato di 3 Pellegrini che sarebbero stati titolari nella nostra squadra, perchè può fare tre ruoli diversi, è un grande giocatore e può migliorare ancora. E’ un giocatore top in tutte le posizioni, ovviamente se giocasse da terzino destro darebbe cose diverse alla partita. E’ un peccato che sia solo uno, mi piacerebbe averne tre, cercheremo di dargli un ruolo in cui si sente a suo agio, è normale che non possa fare tutto insieme. Non voglio però alimentare questa cosa, la squadra è la cosa più importante, Lorenzo è il capitano e sente per primo questo, che un giocatore deve stare a disposizione della squadra, lui ha un’importanza totale in questa squadra, è un giocatore super importante per noi”

I tre centrali di difesa giocheranno domani e domenica oppure c’è un piano B per domani?
“Piano B domani? Dei tre giocheranno due e adesso lascio aperto il piano B”

A che punto è la condizione di Camara? E’ in grado di giocare 90 minuti?
“No ancora no, quando è arrivato qui era un mese che non giocava, l’ultima l’aveva fatta contro lo Slavia Praga, stava pensando di andar via, quando è arrivato qua aveva qualche difficoltà fisica, sta migliorando sul piano fisico, sta imparando il ruolo del nostro centrocampo e i movimenti. Sicuramente domani giocherà”

Come procede la crescita di Bove? Gioca Svilar?
“Gioca Rui, perchè a me non piace una competizione per un giocatore e una per un altro. Svilar ha giocato la ultima e giocherà di nuovo, perchè noi pensiamo di un giovane portiere di qualità non può stare tantissimo tempo senza giocare, ciò significa che giocherà di nuovo, ma non tutte le sei partite d’Europa League. Ha giocato settimana scorsa e bene, domani gioca Rui. Bove sta crescendo, ricordo che quando siamo arrivati qui era in Primavera, questa ultima stagione e l’inizio di questa ha dimostrato la sua intelligenza, serietà e professionalità. Ogni opportunità che arriva la prende, migliora, sia titolare o giocando 10 minuti. Cresce. Non so dire se finirà la stagione come Zalewski l’anno scorso, però sta crescendo”

Continuerà a lasciare la scelta dei rigoristi ai giocatori? Perchè accade questo?
“Noi decidiamo prima della partita chi è la prima opzione e chi è la seconda poi la terza. Poi ovviamente il primo si deve sentire di tirarlo, si deve sentire se in quel momento ha la fiducia per calciare e decidere se dare l’opportunità al compagno di farlo. Nell’ultima partita il primo tiratore era Lorenzo, domani sarà ancora Lorenzo”

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Mourinho carica: “A Torino con fiducia e per vincere. Un solo cambio: Matic per Zaniolo” (AUDIO)

Le parole di Josè Mourinho alla vigilia di Juventus-Roma:

Come stanno i giocatori? Due parole sul sorteggio?
“Partiamo dalle cose facili, la squadra che gioca domani è la stessa delle prime due gare con Matic al posto di Zaniolo. Arriviamo con 6 punti su 6 ed è importante ma anche con due assenze importanti come quelle di Zaniolo e Wijnaldum, un aspetto che cambia la prospettiva della gara perchè avrò meno soluzioni a partita in corso. E’ una partita di campionato, ma si vede subito dalla tua domanda che è la Juve, perchè prima di Salernitana e Cremonese nessuno mi chiedeva degli avversari. E’ vero è una partita grande contro una big, contro una squadra che vuole vincere lo Scudetto ma è una gara delle 38. Per me domani giocare a Torino o nella 37° giornata è esattamente lo stesso. Poi dipende dalla prospettiva: giocare contro una grande è una difficoltà ma ti da anche grandi motivazioni, dipende da dove la vedi, se la prendi sul piano motivazionale è top, se la prendi su lato difficoltà sarà difficile, cerchiamo di essere equilibrati”

Sul sorteggio?
“E’ una competizione difficile, dove ci sono squadre che devono vincerla altrimenti è un disastro per qualche club con potenziale economico, sportivo e storico incredibili. Per quelle squadre la responsabilità è grande di vincere, noi andremo passo dopo passo. E’ un gruppo il nostro non facile, il Betis ha vinto la coppa di Spagna, ha un allenatore top, ha una squadra che gioca benissimo, sono arrivati 5 in Liga, sono di alto livello; il Ludogorets non è una squadra facile, hanno capacità di divertire, di prendere giocatori brasiliani e africani, vincono quasi sempre il campionato bulgaro; l’Helsinki non la conosco bene ma l’evoluzione delle squadre del Nord Europa è molto visibile vale per Copenhagen, Bodo etc che rispetto a qualche anno fa oggi sono molto evolute. E’ la prima volta che giocherò in Finlandia dopo 200 partite in Europa. Con piacere e curiosità andrò lì, con grande rispetto. Purtroppo un altro campo di plastica, speriamo di avere la fortuna di giocare lì presto e non a novembre perchè sarebbe doppiamente duro”

La sua vigilia di Juve-Roma, è una partita che sente più di altre? Riceverà un’accoglienza non felice, si è lamentato di questa accoglienza in passato?
“Sì ma è lo sport, non voglio appesantire questa storia. Per me la vigilia è sempre uguale, stessa routine, quello che faccio e non faccio. Giocheremo contro una squadra top con motivazioni top. Andare a Torino contro la Juve è capitato tante volte l’ho fatto con Inter, Roma e Mancester, sarà una volta in più, non ci sarà connessione con passato e futuro, è una gara isolata”

Sarà gara particolare per Dybala. Che consiglio si sente di dargli?
“Nessuno, dipende sempre dalla personalità di ogni singolo individuo. Per qualche giocatore tornare a casa è niente, per altri è difficile, per altri 50 e 50. Di Paulo non lo so, ha una faccia da bambino ma è un uomo, ha grande esperienza, parliamo di come giocherà, di quello che ci aspettiamo da lui nella squadra, ma il controllo delle sue emozioni dipende da lui. Da esterno posso dire osservando il suo modo di lavorare non ho visto niente di diverso dalle precedenti settimane. Farà una partita normale, magari con un pizzico di emozione in più prima e dopo”

Dybala a che livello di forma è arrivato? 
“Sta molto bene per me, non mi aspettavo di più in questo momento, un ragazzo che negli ultimi due anni ha avuto poca continuità e non ha iniziato la preparazione normale con la squadra, ha lavorato da solo nella prima parte, sta benissimo. Non ha ancora 90 minuti pieni, se gioca all’Olimpico su quella superficie è veramente dura, un po’ come correre su una spiaggia portoghese con tanta sabbia, ma lo vedo bene, con buona disponibilità, si mette al servizio della squadra, non potevo essere più contento di così con Paulo e non mi aspettavo niente di più da lui in questo momento”

La Roma ha una pessima tradizione allo Stadium, ha vinto una volta sola in 12 anni, c’è un aspetto psicologico che prima di certe partite va curato? Oppure no?
“Prima di tutto pensare che ogni partita è una partita isolata, questo Juve-Roma non ha niente di connessione con l’ultima o con la prossima, è un evento isolato che inizia alle 18.30 e finirà alle 20.30. Nessun’altra connessione. Possiamo preparare la squadra al meglio possibile come accade sempre. Non abbiamo lavorato di più ieri e l’altro ieri rispetto ad altre gare. Cercheremo di fare una partita normale, cerco di trasmettere ai giocatori la normalità, andiamo lì a giocare, contro una squadra di qualità, con la nostra fiducia, la nostra tranquillità, siamo cresciuti da quando siamo insieme. Ci siamo allenati non dico molto molto bene perchè abbiamo avuto poco tempo, ma abbastanza bene dentro la nostra possibile intensità di lavoro. Sappiamo cosa vogliamo, da due giorni i giocatori sanno chi giocherà, non c’è grande storia”

Domani è una partita più da grandi attacchi o grandi difese?
“Da grandi squadre, perchè il mondo in generale continua a sbagliare a sbagliare e a sbagliare. Le squadre che soffrono pochi gol, dicono un bel gioco difensivo, invece di dire bel gioco di squadra. Questo sono, squadre forti, non solo gioco difensivo. Due partite non contano nulla, non significa che noi e la Juve siamo perfetti e magari domani non finisce 0-0 ma 4-4. Una squadra che è stabile e non prende tanti gol, di solito è una squadra di qualità”

Dopo Juve-Roma disse che sapeva quale fosse il percorso che la Roma stava intraprendendo. Oggi ha chiaro il percorso che state intraprendendo?
“L’anno scorso volevo dire che la Roma giocò per vincere ma perse, al di là di ciò che accadde, ero soddisfatto dell’atteggiamento. Oggi dopo un anno mi aspetto un atteggiamento uguale o migliore, una squadra fiduciosa, che va lì e cerca di vincere la partita, magari capita di perdere ma se tu mi dici: firmi per un punto? Io non voglio, voglio andare lì a giocare, io e i giocatori vogliamo andare lì per vincere”

Il rigorista della Roma chi è? Felix sarà convocato?
“Per domani abbiamo deciso chi lo tira, per la stagione no, dipende dalla settimana e da come abbiamo lavorato, dall’analisi dei rigoristi che si sono allenati, per domani è definito. In generale abbiamo sempre la decisione pre partita sull’ipotetico rigorista, ma non lo dico per domani altrimenti Perin sa chi tirerà e se lo studia”

Felix sarà convocato?
“No esiste la possibilità altissima che vada via e in questo senso non vogliamo rischiare noi e lui non sarebbe disponibile per prendere rischi, per questo non ci sarà”

Arbitra Irrati quest’anno, voleva dire qualcosa sugli arbitri?
“Dopo la partita sento la libertà di commentare o meno, prima della partita non mi piace farlo, perchè il mio principio che tutti gli arbitri sono bravi, vanno in campo per fare bene e non mi sembra dire prima della partita se un arbitro mi piace o no”

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Mourinho, conferenza stampa domenica pomeriggio

Josè Mourinho tornerà a parlare alla vigilia della prossima sfida contro la Cremonese domenica pomeriggio nella sala stampa di Trigoria alle 15.00.

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Mourinho, domani alle 15:00 la prima conferenza dell’anno

Josè Mourinho finalmente torna a parlare. Dopo quasi tre mesi di silenzio, auto imposto al suo rientro nella capitale al termine delle vacanze, lo Special One parlerà domani pomeriggio in conferenza stampa alla vigilia del match contro la Salernitana. Appuntamento a Trigoria alle 15.00, poi la squadra partirà per Salerno.

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Wijnaldum: “Ho scelto la Roma perchè mi ha voluto fortemente. Obiettivo? Partire forte in campionato” – VIDEO

CONFERENZA STAMPA – Le parole di Gini Wijnaldum in sala stampa:

Pinto: “E’ stata una trattativa molto lunga, a me non piacciono le trattative lunghe, ma Gini voleva tantissimo la Roma e noi di prenderlo e questa è stata la prerogativa di tutta la campagna acquisti estiva. Quando il capitano della Nazionale olandese, un giocatore del suo livello, vuole fortemente la Roma significa che il nostro progetto ha grande credibilità. Sono stanco, ma felice per averlo portato qui ed è a disposizione del mister e della squadra”

Le parole di Wijnaldum:

Benvenuto, non hai giocato tanto a Parigi, così anche nel corso dell’estate, sei pronto per partire dall’inizio domenica o hai bisogno ancora di lavorare fisicamente?
“Sì è vero non ho fatto la preparazione fisica abituale estiva, non ho giocato quanto volevo con il PSG, ma mi sono allenato sia a Parigi sia singolarmente, mentalmente mi sento preparato, poi vedremo il percorso di recupero fisico durante la settimana, difficile dire se potrò partire dall’inizio, sarà il mister a prendere la decisione dopo aver parlato con lo staff”

In passato Klopp ti ha definito il centrocampista perfetto. Ti rivedi in questa definizione?
“Difficile definire il centrocampista perfetto, a Liverpool quello stile di gioco mi si addiceva bene, quindi lì penso lo fossi, in un’altra squadra non lo so, chiaramente se un allenatore come Klopp dice queste cose fa piacere, la mia speranza è di fare bene anche qui”

Ha voluto fortemente la Roma, perché? La Serie A vista da fuori non sembra un campionato di seconda fascia?
“Ho scelto la Roma in primis per la manifestazione d’interesse della società per me, lo sforzo fatto per potarmi qui. Poi ho parlato con Salah e Strootman e mi hanno parlato in maniera straordinaria di Roma e della Roma, anche con Hakimi del club in generale. Conoscevo la Roma, ho giocato qui con il Liverpool e trovai un’atmosfera fantastica, sapevo che avrei trovato tifosi fantastici. Chiaramente i consigli di chi è stato qui sono stati importanti. Ma ribadisco più di tutto l’impegno che la Roma ha profuso per portarmi qui, dal direttore Pinto a tutta la dirigenza, mi sono sentito lusingato e apprezzato. Difficile dire se la Serie A sia indietro rispetto ad altri campionati, ho giocato in diverse leghe e la Premier finora è stato quello più competitivo. Mi esprimerò sulla Serie A quando inizierò a giocare qui”

Qual è la tua caratteristica che può essere più utile alla Roma e come la Roma sarà utile a te?
“Sono arrivato in una squadra con ottime giocatori, le mie caratteristiche si addicono al tipo di calcio che la Roma vuole praticare, in cui i centrocampisti devono fare le due fasi ed è un aspetto che pratico nel mio stile di gioco. Spero che il nostro possa essere un matrimonio e un incastro perfetto”

Arriva una stagione particolare, col Mondiale a metà anno dove sarai protagonista. C’è un modo particolare per preparare questa stagione, ne avete parlato con Mourinho? Quanto sono state importanti le chiamate del mister per convincerti a venire qui?
“Ritengo che sia sempre importante partita bene, ma anche essere regolari e crescere nel corso della stagione, perchè inevitabilmente ci saranno periodi facili e difficili, vittorie e sconfitte, magari infortuni e sistemi di gioco diversi. Chiaramente la stagione sarà difficile e particolare, con il Mondiale a novembre, sarà più difficile progredire come squadra e mantenere una serie positiva di risultati, ma non impossibile. Sarà importante partire forte. Ci siamo sentiti quando la trattativa era in una fase avanzata, non ha dovuto convincermi a venire, mi ha ringraziato per aver mostrato interesse per la Roma. Quando sono arrivato qui abbiamo parlato di calcio, il mister ha vinto tantissimo qualsiasi giocatore vorrebbe essere allenato da lui”

Qual è stato l’impatto all’Olimpico e i primi giorni di lavoro con i compagni?
“Bellissimo, l’atmosfera di domenica era fantastica, veramente speciale. Come ho detto avevo già visto dal vivo i tifosi della Roma quando venni qui con il Liverpool, ma questo benvenuto mi ha lasciato stupito e sbalordito, anche perchè sono una persona timida e questo calore mi ha davvero sorpreso. Sul lavoro con i compagni, dal giorno in cui sono arrivato ho avuto subito buonissime sensazioni con i compagni, sono stato accolto benissimo dal gruppo, ho fatto loro una sorpresa a cena, tutti mi stanno aiutando ad inserirmi, anche in allenamento, sensazioni molto buone”

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Mourinho: “Rimarrò qui atri 2 anni, poi vedremo che progetto ci sarà. Finale squilibrata, nostra situazione difficile: il popolo albanese tifi per la Roma”

CONFERENZA STAMPA Josè Mourinho a due giorni dal match contro il Torino ha parlato ai cronisti presenti a Trigoria:

Aspetto emozionale, ha parlato di famiglia e di rapporto di grande empatia. Le piacerebbe poter essere il Ferguson della Roma?
“Ferguson è stato lì più di 20 anni, io per stare qui 20 anni, con 59 che ne ho sarebbero 79, sarebbe più duro (ride ndr). Fino a 70 sì, dopo sarebbe più dura. Capisco la tua domanda, mi piace tanto stare qui, questo è visibile, si sente, ho accettato un profilo di progetto e questo progetto sono 3 anni, vediamo dopo qual è il profilo di progetto dopo questi tre anni. Penso di rimanere qui questi 3 anni, non è che sto pensando o cercando di partire prima di questo triennio e dopo si vedrà la direzione del progetto. Qualche volta i progetti si avvicinano di più a quello che uno pensa, altre volte i progetti si allontanano un po’ di più. Il calcio è oggi e al massimo domani e domani è la prossima stagione, voglio stare qui”.

Cosa sente di aver già vinto in questo suo primo anno a Roma? Cosa sente serva ancora per vincere?
“Difficile per me fare bilancio, molto difficile rispondere. Domanda complicata. Non voglio rispondere”

C’è grande entusiasmo a Tirana in attesa della Roma, per il suo arrivo, ci sono però anche problematiche dei romanisti perchè è stato scelto dall’UEFA questo stadio da 20 mila spettatori. Un commento su questa scelta? Poi una domanda su Kumbulla, ritornerà da finalista e i tifosi albanesi se lo aspettano in campo, sarà così?
“Mi aspetto dai tifosi albanesi con Kumbulla o senza, nell’unico punto di connessione in quella finale lì, devono stare di qua e non di là, se la Roma vince la coppa c’è un albanese che alza la coppa, c’è un albanese che alza la coppa a Tirana, questo per me deve essere più che sufficiente per il popolo albanese, essere più vicino alla Roma che al Feyenoord. Questo ci permette di avere un equilibrio, perchè senza questo è squilibrata la finale: noi abbiamo una finale venerdì e poi quella di Tirana, loro sono in vacanza, hanno tempo per prepararsi, per riposarsi, sarà squilibrata senza l’appoggio del pubblico albanese. Una finale in Albania per me è un piacere, un doppio piacere: perchè giochiamo la finale e perchè vanno per la prima volta in uno dei pochi paesi dove non ho mai giocato. Posso dire anche piacere di avere qualche amico importante a Tirana, nella società civile albanese. Sul campo con pochi spettatori per due club della dimensione di Roma e Feyenoord, è l’unico punto negativo che si può trovare, perchè con uno stadio da 50 mila o 70 mila sarebbe stato piccolo. Se si fosse giocato al Santiago Bernabeu sarebbe stato pieno. Però penso che un paese come l’Albania merita questa opportunità. Giocai una Supercoppa europea in Macedonia del Nord, fu un evento fantastico per loro, una finale d’Europa League a Stoccolma. Ci sono paesi che per passione per il calcio meritano questa opportunità. E’ un peccato per i romanisti, veramente un peccato, però principalmente sarà bello se Kumbulla alzerà la coppa”

Ancelotti e lei siete finalisti, qualcuno vi aveva dato dei bolliti sostenendo che il calcio fosse solo dei trentenni…
“Carlo aveva un problema: se alleni l’Everton non puoi vincere la Champions. Il problema nei miei confronti che la gente pensava che alcune mie avventure fossero per vincere, ma non lo erano. Quando hai una storia vincente, ciclica in questo senso, si possono dire queste cose. Ma non mi sono mai preoccupato di queste cose, non penso alle diverse generazioni di allenatori, ma alle qualità che non hanno niente a che vedere con l’età. Ci sono giocatori bravissimi a 20 anni e a 40, il gol che bellissimo che ha fatto Quagliarella a 40 anni, mi piacerebbe che lo facessero i miei giovani di 20 anni, con un Quagliarella probabilmente avremmo segnato contro il Venezia. Non c’è età, c’è qualità, c’è passione, quando questa passione non c’è sei finito. Quando non senti pressioni dopo queste partite significa che sei finito. Conosco bene me stesso e Carletto abbastanza bene, ma ci sono tanti altri. Quando la passione c’è, la qualità c’è, siamo noi che decidiamo quando smettere. Per quanto mi riguarda, se qualcuno pensa che debba smettere ora, dovrà invece aspettare tanto”

Grande attesa per questa finale, già bello così ma paradossalmente la stagione deve incastrarsi con il finale in campionato e la partita di Tirana. Non riterrebbe beffardo restare fuori dall’Europa? Se questo avvenisse la stagione sarebbe comunque positiva?
“Questo rischio esiste, non possiamo dire che in questo momento sia uno scenario impossibile. Abbiamo due finali da giocare, ipoteticamente si possono perdere tutte e due e finire fuori dalle coppe. Lo so che esiste, lo sanno i giocatori, ti dico che non è una situazione facile da gestire. Io sono capace di pensare solo a venerdì, infatti non sono contento di stare qui oggi a parlare per voi e per gli stranieri, con un giorno dedicato alla finale di mercoledì, non sono contento di fare un allenamento che tale non è stato, perchè era aperto, sono stato seduto in panchina a vedere quando finiva, perchè l’allenamento è stato fake per voi, non sono contento di questo ma è una realtà. Esiste il rischio che dici tu, sicuramente esistono diverse opinioni sulla gestione: qualcuno pensa che dovrei far riposare tutti venerdì per puntare tutto su mercoledì. Viceversa tanta gente penserà che mercoledì è 50 e 50, dobbiamo mettere tutto su venerdì perchè se vinciamo andiamo in Europa League. Altri pensano metà e metà. Se mi chiedi quale sia la filosofia che preferisco, è che penso solo a venerdì. Il problema è che non posso pensarci solo io, altri devono pensare lo stesso: giocatori, dipartimento medico, i miei assistenti, è questo il periodo di dubbi che non posso nascondere ci siano. Se guardi oggi l’allenamento non abbiamo nascosto nessun giocatore. I giocatori che non erano in campo non sono disponibili per venerdì: Smalling, Mkhitaryan, Zaniolo e Karsdorp ad oggi non sono disponibili venerdì. Il momento non è facile, sarebbe stato più facile essere qualificati o esser già fuori dalla corsa per i primi sei posti. Però siamo in questa situazione e il mio pensiero è esclusivamente rivolto a venerdì”

Ceferin ha rivelato di aver ricevuto una sua telefonata, nella quale si sarebbe detto molto contento di aver raggiunto la finale di Conference. La sua presenza è uno spot per questa nuova competizione? Mkhitaryan e Zaniolo come stanno?
“Mkhitaryan ha avuto quell’infortunio con il Leicester, ha bisogno di tempo, non ha ancora fatto un solo allenamento con la squadra, nessuna possibilità per venerdì, nessuna e poche per mercoledì. Zaniolo poche per venerdì, penso di più per mercoledì, però se le poche possibilità per venerdì si trasformano in possibilità lo farei giocare venerdì senza pensare a mercoledì. Smalling è infortunato, penso 0% per venerdì, in dubbio per mercoledì. Karsdorp dei quattro è il più probabile che recuperi, però è ancora in dubbio. Questa finale, mi sono emozionato perchè più di me, vista la mia esperienza, pensavo di più alla gente e ai giocatori. Voglio la finale e il trofeo per me stesso ovviamente, ma questa finale è importante per la gente che non vive queste emozioni da tanto, per quei giocatori che non hanno vinto fare un primo passo verso i successi. Sono molto meno egocentrico in questo momento storico, mi piacerebbe vincere per loro, aiutare loro a vincere, per il club, i giocatori e i tifosi, mi piacerebbe tanto. Sull’UEFA, ti dico veramente: quando esiste un cambiamento, esistono sempre voci critiche, gente scettica e la gente che fa il passo del rischio, ha bisogno di aiuto. E’ una nuova competizione, che quando è iniziata la gente ha visto i play-off e quando la gente vede i play-off si vedono squadre di vari paesi, senza le spagnole, le inglesi etc e si può pensare che la Conference sia una competizione inferiore. Bisogna invece che le squadre più importanti in competizione la prendono sul serio. Roma, Marsiglia, Feyenoord, Leicester etc, se non avessero preso seriamente, sarebbero andate fuori. La competizione è un’idea brillante, in caso contrario sarebbe stato un fracasso. Le quattro semifinalisti di quest’anno, hanno vissuto serate con 70 mila persone, stadi pieni, è una competizione che è diventata importante perchè gente come noi ha aiutato l’UEFA a renderla bella e sicuramente il prossimo anno la gente guarderà con altri occhi la Conference”

Ha vissuto tante finali, molte le ha vinte. Sta riscontrando qualcosa di diverso a livello ambientale rispetto ad altre piazze?
“Sì, sento più difficile che la gente sia concentrata su quello che va fatto prima della finale. Ho portato esempi internamente, ricordando che con l’Inter ci giocammo lo Scudetto prima della finale di Champions e la gente era concentrata solo su quella partita lì. Stessa cosa mi accadde col Porto. Sento qui un’eccessiva euforia, che non aiuta a direzionare il nostro focus su una partita così importante come quella col Torino. Per me, morirò così, la prossima partita è sempre la più importante. Confesso che non è facile, abbiamo cercato con l’aiuto di Tiago affinché nessun giocatore si preoccupi dei viaggi della famiglia, i biglietti per la finale, ma il problema è globale, è quello che si sente quando vai al ristorante, al supermercato, la gente non ti dice dai andiamo a Torino, vinciamo lì, mai non c’è Torino. Questo nasce ovviamente dalla gioia, da questa gioia di giocare la finale, di avere il 50% di prendere un trofeo, la mentalità però deve essere venerdì, non ho problemi ad ammettere che è così. Quello che mi rende frustrato è che noi meritavamo di stare già quinti, con tanti punti di vantaggio, perchè fra arbitri contro di noi, VAR contro di noi, arbitri a favore dei nostri avversari, VAR idem, noi che abbiamo sbagliato, io che ho sbagliato, sfortuna, noi dovevamo stare già tranquillamente quinti. Non lo siamo e c’è una partita venerdì da giocare in modo serio”

Sarri ha detto che è una mentalità provinciale guardare chi arriva prima tra Roma e Lazio, che la città di Roma meriterebbe una lotta al vertice come le milanesi. E’ d’accordo?
“Sì sono d’accordo, non si deve guardare a chi arriva prima, ho capito quando abbiamo perso e vinto il derby, ciò che significa perderlo e stravincerlo, è troppo. Però è cultura, il calcio è anche cultura popolare, noi come allenatori, nel mio caso straniero, dobbiamo imparare la cultura popolare. L’ho sempre fatto, dovunque abbia lavorato, quando sei a Roma, nel mio caso, diventi romanista e quando diventi romanista, anche queste cose hanno la loro importanza. Il fatto che quinto e sesto nella pratica è la stessa cosa, penso non ci sia veramente differenza, come 3-4. Chiaramente quarto o sesto cambia tutto. La finale farà la grande differenza, soprattutto se dovessimo vincere”

Mi sembra che lei stia allenando anche adesso, magari non la squadra, ma la città. Sull’allenamento di oggi, Ibanez che fa il jolly? Spinazzola a destra: ha giocato titolare contro il Venezia, significa qualcosa per Torino e Tirana?
“Ibanez jolly significa che è fantastico in tanti aspetti del suo gioco, non fantastico nella visione di gioco e dei passaggi, giocando da jolly, ha questa possibilità di avere più palla, in situazione di gioco dove ha pressione intorno a lui, per limare i suoi difetti. Questo lo aiuta a pensare più velocemente, Cristante lo fa da tanto, è migliorato tanto a questo livello come giocatore posizionale. Spinazzola ha fatto bene col Venezia, sensazioni positive, peccato per il giallo perchè non stando al massimo avrebbe avuto difficoltà nella ripresa, ma ha giocato senza problemi. L’ho fatto allenare sul destro, non avendo Karsdorp, a sinistra abbiamo varie opzioni, Vina, El Shaarawy e Zalewski, Leo preferisce giocare a sinistra, ma se siamo in difficoltà giochiamo con quello che abbiamo e se deve giocare, giocherà a destra”.