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De Rossi: “Ho legato la mia vita alla passione per la Roma: quando andavo in trasferta c’erano 4-5 mila romanisti”

Daniele De Rossi, alla vigilia del nuovo match di campionato con la SPAL, ha ricordato la passione dei tifosi giallorossi, facendo un parallelo ovviamente in piccolo con il seguito che la SPAL ha anche in trasferta: “Ho legato la mia vita calcistica a una passione enorme che avevo da bambino e ricordo che andavamo a giocare fuori casa e la facevamo da padroni ovunque o quasi. Come se giocassimo sempre in casa. La tifoseria della Roma è tanto forte e passionale e lo stesso, ovviamente con numeri diversi, la ritrovo qui a Ferrara. C’è grande senso di appartenenza e di identità: la gente qui è tifosa della SPAL, i negozi e i bambini portano sciarpe e bandiere della SPAL e io sono arrabbiato perché ad oggi non stiamo restituendo un po’ dell’amore che stiamo ricevendo. C’è tempo, ce la stiamo mettendo tutta oltre ogni cosa e il fatto che in uno stadio in cui la frequenza media è di 3000-4000 spettatori ce ne saranno 7-800 dei nostri ci dà una spinta in più e mi fa tornare indietro agli anni più belli della mia vita, in cui alzavo la testa e negli stadi più belli del mondo c’erano sempre 4-5000 tifosi romanisti”.

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Luca Pellegrini alla Lazio: “E’ la squadra del mio cuore” ma anni fa dichiarò amore per la Roma

Luca Pellegrini torna in Italia. L’ex terzino cresciuto nel settore giovanile giallorosso ha firmato ieri con la Lazio. Prestito con diritto di riscatto dalla Juventus, via Eintracht Francoforte dove ha disputato sempre in prestito la prima parte della stagione. “È una serata emozionante, difficile trovare le parole giuste. Sono felicissimo di essere tornato a casa. È un’emozione difficile da spiegare, sono arrivato nella squadra del mio cuore. Non ho mai provato nulla di simile nella mia vita”. Con queste dichiarazioni di gioia, Pellegrini, ha salutato il ritorno nella capitale, nella squadra per cui ha sempre tifato.

In passato però il ragazzo, in più di un’occasione aveva manifestato – almeno a parole – una fede calcistica diversa, per i colori giallorossi. Nulla di scandaloso (è accaduto negli scorsi anni anche per Romagnoli e Candreva) ma visto che l’aria da derby dura tutto l’anno, i tifosi giallorossi in queste ore sui social stanno ripostando vecchie dichiarazioni del ragazzo, con dei simpatici meme.

In occasione ad esempio del rinnovo con la Roma fino al 2022 sancito nell’era Monchi, il terzino espresse parole di affetto nei confronti del club giallorosso:Ho voluto fortemente la Roma e questo rinnovo, chi mi conosce lo sa. Non è facile esprimere una sensazione così bella, spero di poterlo fare in campo”.

In un’intervista all’allora Match Program del club, aggiunse: “Io tifo sin da bambino per questa squadra, e con professionisti come il Direttore all’interno non si può che migliorare, sicuramente un salto di qualità”.

Inoltre, in occasione dell’addio di Daniele De Rossi, Pellegrini riprese anche le parole di Marco Conidi e della canzone ‘Mai sola mai’ che risuona ogni domenica all’Olimpico in occasione delle gare casalinghe dei giallorossi.

LO STRAPPO CON LA SUD – Va segnalato anche che a margine del contestato 1-1 casalingo contro il Cagliari, quando Massa annullò la rete della vittoria siglata da Kalinic mandando su tutte le furie Fonseca, Luca Pellegrini – in campo con la maglia dei sardi all’Olimpico – fu contestato dai tifosi giallorossi per alcuni atteggiamenti in campo. I fischi dei tifosi giallorossi, colpirono il ragazzo che con un sorriso amaro sulla bocca lasciò il campo al momento della sua sostituzione, scuotendo la testa. Queste le sue parole dopo il triplice fischio: “Io innanzitutto ringrazio la Roma e i tifosi per quello che mi hanno dato da quando ho iniziato nel vivaio a quando sono stato lì. Quei fischi mi hanno fatto male. Purtroppo le strade possono separarsi, la Roma ha fatto una scelta e io ho cercato il meglio per me”. Insomma un rapporto in fondo mai sbocciato del tutto, anche prima del suo ritorno nella capitale.

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Rassegna stampa

Il triste naufragio di Tomaselli: il “nuovo Messi” di Trigoria devastato da YouTube

Pietro Tomaselli, giovane ragazzo diventato noto nel 2012 per i video delle sue giocate tanto da essere soprannominato il “nuovo Messi”, ha rilasciato un’intervista al quotidiano. «Ho deciso di venire in Spagna per ricominciare tutto da capo – racconta il calciatore – e ora gioco con le giovanili del Coruxo FC».

Come scrive la Repubblica, all’età di 9 anni venne ingaggiato dalla Roma, proprio grazie ai video su You Tube: «Totti e De Rossi mi dicevano che ero bravissimo, che dovevo continuare così e sarei arrivato molto lontano. Il calcio italiano non mi ha capito ma se tornassi indietro rifarei tutto da capo. Se non fosse stata la Roma a darmi l’opportunità di giocare sarebbe stata un’altra squadra. Mi cercarono anche il Real Madrid, il Barcellona, il Chelsea e il Manchester United». Alla fine però la carriera calcistica prese una piega differente, infatti dopo la Roma nessun club bussò alla porta. «I primi anni sono stati difficili, piangevo alla fine degli allenamenti – svela Tomaselli -. Si parlava tanto di me, questo mi condizionava e mi faceva giocare con un peso enorme addosso. Anche i commenti sotto i video mi facevano male, li leggevo tutti».

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Nainggolan ha scelto la SPAL: il ninja riabbraccia De Rossi

Radja Nainggolan riabbraccia Daniele De Rossi, uno dei suoi capitani. Non più in maglia giallorossa e con ruoli diversi, ma l’amicizia nel calcio a volte ha ancora un peso decisionale nelle scelte professionali. Il Ninja infatti oggi sarà ufficialmente un nuovo calciatore della SPAL fino a giugno.

La società di Joe Tacopina gli ha offerto un contratto di sei mesi con rinnovamento automatico in caso di promozione in Serie A. Nainggolan ha detto sì, preferendo la Spal al suo amato Cagliari e a due possibilità in Serie A che lo avevano cercato: il Verona e la Salernitana. Già in giornata, dopo che nella serata di ieri sono stati limati gli ultimi dettagli, si attende l’ufficialità dell’operazione.

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Funerali Mihajlovic: presenti anche Totti, De Rossi e Conti

Nella Chiesa di Santa Maria degli Angeli un vero e proprio bagno di folla ha accompagnato l’ultimo saluto a Sinisa Mihajlovic, scomparso un paio di giorni fa dopo aver combattuto per quasi tre anni contro la leucemia. 

Alle esequie dell’ex tecnico del Bologna erano presenti anche Totti, De Rossi e Bruno Conti. Inoltre la Roma ha inviato una corona di fiori, memore dei trascorsi giallorossi del serbo.

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Interviste

De Rossi: “Derby? Non ne parlo, c’è Mou che sa cosa fare”

Daniele De Rossi, dopo lo 0-0 della sua Spal contro la Ternana, ha commentato così ai microfoni di Sky Sport il tema Roma-Lazio:

Domani c’è una partita alle 18, la guarderà? Come sta vedendo la Roma?
“Alle 18 starò con la famiglia che mi manca tanto. È l’unico grande problema di questo lavoro che mi sta piacendo tanto e mi sembra che l’ho fatto per tutta la vita. Giocheranno a un chilometro da casa mia, quindi mi accorgerò che starà succedendo qualcosa di grande. Ma non devo giudicare niente riguardo la Roma. Per ora sono un oggetto estraneo. Oggi c’erano più sciarpe e bandiere della Roma allo Stadio…devo essere bravo a mantenere il giusto distacco anche per rispetto di chi mi paga, di questi ragazzi e dei tifosi della Spal. Non faccio né previsioni né commenti sulla Roma, c’è già un bravo allenatore che sa quello che deve fare”.

Ma la televisione sarà accesa?
“Si, se i bambini non guarderanno cartoni ecc… penso che chiederò un’oretta e mezza di break per vederla e tifarla”.

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SOCIAL ROMA

De Rossi-Strootman, l’abbraccio a Marassi che sa di Roma (FOTO)

Un abbraccio affettuoso e tanti ricordi di mille battaglie vissute insieme. Ieri Daniele De Rossi – uscito sconfitto con la Spal a Marassi contro il Genoa in Coppa Italia – ha incrociato Kevin Strootman, che ha deciso di tornare alla squadra ligure in Serie B. Prima del match l’ex capitano giallorosso si è avvicinato all’olandese e i due si sono abbracciati calorosamente. Strootman ha postato sui social la foto con De Rossi con una didascalia iconica: due pallini giallorossi.

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De Rossi, niente ritorno all’Olimpico: Spal eliminata, sarà Roma-Genoa in Coppa Italia

Appuntamento rimandato. Nel secondo turno di Coppa Italia il Genoa batte la Spal di Daniele De Rossi 1-0 con una rete su calcio di rigore di Gudmundsson nel recupero del primo tempo e guadagna il diritto di sfidare la Roma a gennaio all’Olimpico (la data esatta sarà comunicata dalla Lega nelle prossime settimane). Nella seconda partita in assoluto da allenatore, DDR incassa il primo risultato negativo della sua carriera in panchina e deve rinviare a data da destinarsi la sfida del cuore. “Mi dispiace aver perso, abbiamo degli obiettivi chiari a partire da sabato. Avrò tempo per tornare a Roma“. Le sue parole al termine del match.

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Interviste

De Rossi: “Inizio questo percorso con entusiasmo. Incrocio con la Roma? Non ci penso”

Daniele De Rossi, nuovo tecnico della SPAL, è stato presentato oggi in conferenza stampa. Queste le sue parole:

“Ringrazio tutte le persone che mi hanno accolto, ero un po’ spaventato, entrare in un altro spgliatioio con un’altra veste mi faceva venire dei pensieri. Ringrazio Joe, è tutto vero quello che ha detto. Mi ha parlato di lavorare insieme quando ancora giocavo, è sempre stato un suo pallino. Spero di ripagarlo, mi ha dato una grande fiducia insieme al direttore. C’è grande amiciza e stima, lo ritengo un uomo vincente, anche per come si pone con la gente. È l’unico presidente che ha avuto 3 promozioni di fila. Sono contento di iniziare il mio percorso con lui. Tanta gente parla di me come un futuro buon allenatore, ma quando c’era da darmi una panchina tanti hanno avuto dubbi. La Spal ha avuto il coraggio e la follia di chiamarmi e sono contento.”

Come ti senti in vista di sabato…
“Forse ho sbagliato a parlare di paura, diciamo che la sensazione è come quando scuola. Non ho paura di niente, mi sento pronto e forte perché mi presento con la mia famiglia aggiuntiva che è il mio staff, non potrei essere più felice delle persone che lavorano con me, anche di quelle che non conoscevo. Una piccola parentesi, quando parlo di staff ringrazio il presidente della federazione di liberarmi e permettermi di essere qui. Sabato c’è il Cittadella, stiamo cercando di dire il giusto quantitativo di cose ai giocatori, non è giusto dire loro tante cose subito. Il nostro lavoro è un’ora in campo e 6-7 ore tra noi dello staff. È complicato fare l’allenatore, lo so bene vedendo mio padre, è complicato fare l’allenatore in corsa ma sono qui”.

Il modulo?
“Ci stiamo pensando, poi dobbiamo analizzare partita dopo partita. Sappiamo benissimo qual è il lavoro che dobbiamo fare, Venturato ha fatto un bel lavoro e ha fatto molto bene con il Cittadella per tanti anni. Sicuramente cambieremo qualcosina, ci teniamo qualche piccolo segreto in tasca. Nulla di clamoroso, ma aspettiamo”.

Hai visto lo stadio?
“Sono venuto qui una volta con la Roma, ma sono rimasto in panchina perché avevamo un derby o una gara di Champions dopo. Negli ultimi tempi ho guardato spesso la Serie B, al di là della SPAL ho sempre visto la Serie B e notavo alcuni stadi caldi come quello di Ferrara. Giocare per qualcuno o per qualcosa o per una città che non ci dorme la notte è importante, è un po’ quello che mi è successo da calciatore. Ho sempre dato la mia disponibilità ad andare, mi interessava un progetto serio e gente seria alle spalle. Un Centro Sportivo così ti fa venir voglia di stare 6-7 ore a lavorare, tante squadre di Serie A non sono a questo livello”.

Quali sono i tuoi concetti base…
“Devo fare una sintesi perché un calciatore deve fare tantissime cose. Se dobbiamo fare una sintesi, dico serietà e intensità in cui si affronta l’allenamento, è imprescindibile. Colgo l’occasione per ringraziare i ragazzi, ho dovuto frenarli un po’ perché quando si cambia allenatore si va a duemila all’ora. Serve rispetto per il nostro lavoro che ci dà gioia, fama, ricchezza, spensieratezza. Serve coraggio quando si è senza palla, quando si è con la palla, quando si deve aiutare il compagno in difficoltà, penso sia importante un po’ in tutti i campi”.

La Spal subisce tanti gol…
“Non è colpa di un singolo giocatore, ma del lavoro del reparto. Se difendiamo tutti insieme in una certa maniera, possiamo fare meglio. Dobbiamo leggere meglio alcune giocate, dobbiamo tirare fuori qualcosa di originale e fruttuoso”.

Ti vedi con uno schema fisso?
“Per me è fondamentale dal materiale che hai a disposizione, sarà fondamentale nella mia carriera essere entrato in corsa, penso che mi aiuterà tanto. Non amo gli allenatori che hanno determinati giocatori per giocare in uno schema, un allenatore bravo deve far viaggiare i giocatori come i cavalli”.

Panchina con tuta o giacca o cravatta?
“Sicuro con le scarpe da ginnastica perché ho giocato troppo tempo con gli scarpini. Comunque vorrei essere abbastanza comodo”.

Cosa promette ai tifosi?
“Mi ero promesso di non fare promesse che non ho la certezza di mantenere. Prometto che la mia squadra sarà testa e cuore, possiamo dire tante cose per i tifosi o per noi, ma dobbiamo dare il 100% in ogni partita e ogni giorno. Se i tifosi sono così innamorati della SPAL, questo ci dà una motivazione in più. In carriera ho incontrato tante squadre organizzate, troveremo uno stadio che ci spingerà”.

Il capitano della SPAL Salvatore Esposito si ispira a te.
“Tra i tanti giocatori che abbiamo seguito con l’Italia c’era proprio Salvatore Esposito, ho una sorta di predilezione per i mediani davanti alla difesa. È chiaro che poi da allenatore mi comporterò come tale, sto vedendo tanti giocatori che vanno a duemila. Non ho gerarchie, posso dire che Esposito è il nostro capitano e per questo è il giocatore più importante, ma sono stato colpito anche da altri giocatori”.

Che impatto ha avuto con Ferrara?
“Molto buono, ho sempre sentito parlare di quanto fosse civile questa città. Ho fatto due passi al centro e ho passato il 90% del tempo a guardare i video del Cittadella, le prime sensazioni sono che potrei stare molto bene. Il centro storico è fantastico, mi chiedono di farmi le foto e in maniera pacata. Ero abituato a vivere nel centro storico di Roma dove mi saltavano addosso (ride, ndr)”

Ti sono arrivati dei messaggi dal mondo del calcio?
“Ho tipo 400-500 messaggi che non ho letto. Ringrazio tutti le persone che hanno speso 30 secondi per ringraziarmi. Tanti messaggi inimmaginabili mi hanno fatto i complimenti, non ne posso citare uno solo perché sarebbe scorretto verso gli altri. Ho ricevuto tanto affetto, poi una piccola parentesi per i tifosi romanisti che mi hanno seguito tutta la vita e non smettono mai di mostrarmi amore, sanno che è reciproco”.

Roberto Mancini?
“Aveva il sogno che andassi a un’altra squadra, mi ha fatto un grande in bocca al lupo. Posso dire che siamo amici, mi ha insegnato tantissimo”.

Sei stato accostato a 15 squadre.
“In realtà di proposte più concrete ne ho ricevute 3-4, ma ho ringraziato tutti. Gli altri nomi che sono usciti non sono veri, è molto semplice. Ho fatto dei colloqui, capisci se sei andato bene o meno bene, sembrava sempre che fosse fatta poi erano restii perché non avevo mai allenato. Ringrazio la SPAL per il coraggio e la lungimiranza”

Sei stato accostato a tante squadre…
“In realtà di proposte più concrete ne ho ricevute 3-4, ma ho ringraziato tutti. Gli altri nomi che sono usciti non sono veri, è molto semplice. Ho fatto dei colloqui, capisci se sei andato bene o meno bene, sembrava sempre che fosse fatta poi erano restii perché non avevo mai allenato. Ringrazio la SPAL per il coraggio e la lungimiranza”

Hai già pensato al possibile incrocio con la Roma in Coppa Italia?
“Lo so perché mi hanno tartassato di messaggi, ma sinceramente non ci penso perché ci sono altre partite prima”.

Ti descrivono come un saggio..
“Non mi considero un luminare o un genio, ma nemmeno uno stupido. Diciamo che sono un combattente, sono stato un calciatore grintoso e se riuscissi a trasmettere ai giocatori la fase combattiva e battagliera sarei contento”.

Giuseppe Rossi potrebbe tornare?
“L’ho conosciuto ai tempi della Nazionale, umanamente lo riabbraccerei con grande gioia. Sono appena arrivato e tutto voglio fare tranne che parlare di mercato, Rossi ha avuto tantissimi infortuni ed era veramente forte prima di tutti questi stop. È un ragazzo che sa farsi volere bene”.

Ci sono tanti allenatori in Serie B che sono campioni del Mondo.
“Dobbiamo ringraziare Lippi che ci ha trasmesso questo amore. A livello di immagine, avere un campione del Mondo in B arricchisce l’immagine, è tutto bello però dobbiamo offrire qualcosa di concreto perché sarà facilissimo vedere quanto la gente si dimentica in fretta quello che hai fatto in base alle prestazioni. Non dobbiamo pensare al mio passato come calciatore, non sarebbe buono per nessuno”.

Lo staff?
“Siamo stati accolti bene, ho portato un po’ di persone dietro e altre le ho trovate qui, sono molto contento”

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De Rossi, finalmente l’occasione: sarà il nuovo tecnico della SPAL

Daniele De Rossi è pronto ad iniziare la sua carriera da allenatore. Nel pomeriggio sarebbe stato trovato l’accordo per lo sbarco sulla panchina della SPAL al posto di Venturato. Si aspetta l’ufficialità già nelle prossime ore.