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Esonero De Rossi, il retroscena: decisivo l’ultimo scontro con la Souloukou di ieri

La Roma questa mattina ha deciso di esonerare De Rossi. Un altro fulmine a ciel sereno, come accaduto per Mourinho a metà gennaio scorso.

Secondo diverse fonti di informazioni tra cui tuttomercatoweb e calciomercato.it, decisivo sarebbe stato un ultimo (non il solo delle ultime settimane) scontro tra De Rossi e Lina Souloukou e i Friedkin avrebbero deciso a quel punto di sollevare l’allenatore dal suo incarico.

Una tensione latente, che covava da settimane e cresciuta nel corso degli ultimi giorni per il mercato ritardato ma anche gli scarsi risultati raccolti sul campo.

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Calciomercato

Roma, clamoroso: De Rossi esonerato

Clamorosa notizia, che squarcia nuovamente il mondo giallorosso.

“L’AS Roma comunica di aver sollevato Daniele De Rossi dall’incarico di allenatore responsabile della Prima Squadra.
La decisione del Club è adottata nell’interesse della squadra, per poter riprendere prontamente il percorso auspicato, in un momento in cui la stagione è ancora al suo inizio.

A Daniele, che sarà sempre di casa nel Club giallorosso, un vivo ringraziamento per il lavoro svolto in questi mesi con passione e dedizione.

Seguiranno comunicazioni sulla guida tecnica della squadra.”

fonte: asroma.com

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Le Voci di Retesport

Graziani a RS: “Fiducia a De Rossi? Non esiste il problema ma il calcio è spietato”

“Daniele è bravo, è giovane, ha personalità, ha carisma, io oggi non ho il sentore che non sappia gestire la Roma. Poi chiaramente per lui e per tutti contano i risultati. Il calcio non fa sconti a nessuno. L’allenatore vive di risultati, altrimenti è un casino”, così Ciccio Graziani ai microfoni di Retesport nel suo intervento mattutino.

“Dybala deve giocare più libero possibile, sceglie lui dove andarsi a prendere la posizione. Domenica in coppia con Dovbyk ha giocato bene e ho visto meglio anche l’ucraino. Spero che la gestione di Dybala non diventi un problema, perchè questo fatto che o sta in panchina o esce sistematicamente al 60′ non la comprendo”.

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NEWS

La discesa di Dan e la fiducia silente a De Rossi

Dan e Ryan Friedkin sono sbarcati ieri nella capitale, alle 14:30 a Ciampino con un volo proveniente da Houston.

Che ci sia una crisi di risultati e un ritardo netto sulla tabella di marcia è evidente, ma i proprietari giallorossi hanno ribadito la loro fiducia a De Rossi.

Una fiducia però che resta silente e quindi passibile di varie interpretazioni: la stima nei confronti del tecnico c’è, il progetto triennale è appena iniziato e i Friedkin si sono confrontati anche con la dirigenza chiedendo spiegazioni per questa falsa partenza, ma ora si chiede un cambio di rotta a partire da Roma-Udinese.

Questa fiducia, qualora sia realmente incrollabile, dovrebbe però essere espressa pubblicamente: i proprietari hanno scelto la strada del silenzio perdurante. I dirigenti però potrebbero, anzi, dovrebbero esprimersi su questa scelta.

La società con gli investimenti ha dimostrato di credere nelle idee di De Rossi, anche se il mercato ha subito una variazione rispetto magari ai piani di giugno. Ma andrebbe anche detto pubblicamente.

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Rigore su Dybala, anche Di Canio urla: “grosso come un grattacielo”

“È un rigore grande come un grattacielo, io ti anticipo e tu mi dai un calcio sotto la suola della scarpa. Io ti aggiro, arrivo prima di te e metto la gamba. Lo ha anticipato, non è andato in fuorigioco, arriva in anticipo di un bel pezzo”, questo il commento di Paolo Di Canio ai microfoni di Sky Sport sul rigore non concesso da Giua su Dybala.

L’episodio visto e rivisto nell’immediato ha portato ad una violenta protesta dei tifosi sui social, oltre che ad una conferma univoca a sfavore della decisione presa dall’arbitro di Sassari, da parte di ex arbitri e moviolisti sui quotidiani.

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Le Voci di Retesport

Colantuono a RS: “Il difetto della Roma a Genova è non aver chiuso la gara. Ora ripartire dai i primi 60 minuti”

“La Roma a Marassi ha giocato una buona partita ma ha avuto a mio giudizio un difetto: non chiuderla. Qualcuno parla di cambi, qualcuno di moduli, ma più superficialmente se resti 1-0 e hai tante occasioni da gol che vai a sprecare, in case del Genoa rischi fino all’ultimo di perdere punti preziosi, come è accaduto”, così Stefano Colantuono ai microfoni di Retesport.

“Sul gol finale si può discutere, ci sono stati tanti errori in marcatura, Pellegrini ha preso una botta e paradossalmente era meglio fosse rimasto in piedi perchè mancavano 30 secondi, invece quella situazione ha allungato il recupero”, ha proseguito Colantuono.

Sull’assetto della squadra nella ripresa, soprattutto quando la Roma ha abbassato troppo il baricentro, il mister aggiunge: “Con i cambi che ha fatto nel secondo tempo paradossalmente la Roma avrebbe dovuto subire meno, visto che la partita è divenuta più conservativa. Coprirsi non è uno scandalo e può capitare, ma bisogna saper ripartire. Il Genoa è venuto fuori, la Roma non è riuscita a raddoppiare, lo stadio spinge, la condizione di diversi calciatori non è ottimale e penso che sia venuto il classico braccino corto ai giallorossi. I due punti persi di ieri sono un gran peccato, perchè la vittoria serviva alla classifica, alla squadra e per gli umori della piazza”.

La Roma ieri ha dato anche dei segnali incoraggianti, sono arrivati dei giocatori validi, Konè è uno forte perchè controlla sempre bene la palla, ha piena contezza di tempi e spazi, il controllo è sempre a favore di giocata. Nel primo tempo si è vista una traccia molto interessante, Mancini e Angelino che accompagnavano, bene le mezzali, Ndicka marcava bene Pinamonti, davanti la coppia Dovbyk-Dybala. Bisogna ripartire da lì, strutturando la squadra in maniera più efficace”, ha concluso Colantuono.

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APPROFONDIMENTI

De Rossi e il primo rosso da tecnico: l’ultimo nella Roma proprio a Marassi nel 2017

L’ultima volta che De Rossi prese un’espulsione da calciatore, indossava ovviamente la maglia giallorossa. La curiosità è che avvenne proprio a Marassi, in un Genoa-Roma, in una gara terminata in parità.

De Rossi sferrò un colpo a Lapadula, dopo una serie di provocazioni dell’attaccante oggi al Cagliari e fu cacciato. Era il 2017. Sono trascorsi sette anni, nel frattempo De Rossi è tornato sulla panchina giallorossa e ieri ha subito il primo rosso della sua carriera da allenatore in A.

Ai microfoni ufficiali del club ha spiegato quanto accaduto: “Si, il rigore penso si commenti da solo e riguardo l’espulsione diciamo che non ci siamo capiti. Io stavo protestando per il fallo, pensavo fosse fallo su Pellegrini forse riguardandolo non lo era. L’arbitro mi ha detto di non protestare più e io ho detto: “Ma non posso parlare?” e Giua mi ha buttato fuori dandomi il secondo giallo, penso di aver detto qualcosa di abbastanza leggero eppure è andata così, non è quella la cosa che mi dispiace di più oggi”.

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Interviste

De Rossi: “Totti? Anche io per lui darei un braccio”

Daniele De Rossi ha parlato ai microfoni di DAZN prima di Genoa-Roma

Hermoso ha bisogno ancora di tempo?
“Di poco tempo, è pronto e può giocare. Metterlo dall’inizio significava avere già un cambio assicurato, non sapevamo come avrebbe potuto reagire in un nuovo stadio e in un nuovo campionato. Sicuramente entrerà a partita in corso e ci darà una grande mano come Mats. Siamo contenti di questa formazione, sono fiducioso. Meglio far esordire Hermoso e Hummels in casa”.

Roma a trazione offensiva oggi.
“Il Genoa ti lascia giocare nella sua metà campo ma devi essere bravo a non perdere spesso il pallone. Giocare a tre con i quinti aperti mi piace se sono offensivi o con quinti abbassati a terzini quando si incontrano squadre particolarmente offensive. Era giusto dare minuti a El Shaarawy, aveva alcune difficoltà in allenamento all’inizio e ora ha dato segni di crescita”.

Le parole di Totti?
“Totti fa sempre rumore, specialmente a Roma perché quando parla lui si girano tutti. Oggi pensiamo alla partita. Dico che lui darebbe un braccio per me e io lo darei per lui”.

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APPROFONDIMENTI

Roma, tre ipotesi per l’attacco a Genova – GRAFICHE

La Roma tornerà a lavorare al completo solo nella giornata di oggi. Poche ore fa Dybala ha pubblicato una story Instagram che segnalava il suo imminente sbarco a Fiumicino. Al suo fianco anche Paredes e Soulè. Sarà De Rossi ora a valutare l’impatto di questi viaggi sulle condizioni fisiche dei tre calciatori, che però per motivi diversi, spingono per tornare protagonisti già a Marassi.

Intanto c’è da gestire anche la situazione di Dovbyk. L’ucraino potrebbe recuperare ma presumibilmente partirà dalla panchina. Per questo il tecnico giallorosso starà sicuramente riflettendo su come disporre la Roma in avanti, in assenza dell’ex Girona.

Partendo dal presupposto che difficilmente in questo momento De Rossi passerà ad una difesa a tre pura, che necessita di diversi giorni di lavoro sul campo, le ipotesi al vaglio sul fronto offensivo sono tre: la prima, la più semplice, è proporre il sostituto naturale di Dovbyk dal primo minuto, che poi nella sostanza è anche l’unico calciatore finora andato a segno in gare ufficiali e cioè Eldor Shomurodov. Ai suoi fianchi a quel punto potrebbero giostrare Soulè e Saelemaekers con Dybala che rischia di ripartire dalla panchina, soprattutto se De Rossi dovesse scegliere di puntare ancora sul 4-3-3 puro.

La seconda alternativa è un leggero scostamento sul modulo con Dybala e Soulè alle spalle dell’uzbeko. In mezzo al campo troverebbero spazio Konè e Cristante, magari con una mezzala più di corsa come Pisilli. Il problema in questo caso è che – almeno contro l’Empoli – la formula dei due argentini insieme alle spalle della prima punta non ha funzionato.

Terza soluzione Dybala falso nove: la Roma potrebbe virare su un 4-2-3-1 con Baldanzi – tra i più in forma in questa fase – alle spalle del 21 giallorosso, sugli esterni Soulè a destra e uno tra Saelemaekers e El Shaarawy a sinistra.

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Interviste

Totti: “Mai cercato dalla Roma e sinceramente non me lo aspettavo”

“Un po’ mi manca lavorare nel calcio, ma allo stesso tempo sto bene ugualmente perché ho altre cose da fare. A Roma si parla sempre tanto del mio ritorno, ma poi in realtà non c’è nulla di vero. Nessuno mi ha mai chiamato o cercato, e sinceramente non me lo aspettavo. Nonostante questo siamo tutti felici, anche se i tifosi un po’ meno”. Così Francesco Totti ai microfoni di Sky Sport. 

“Quest’anno si sono rinforzate parecchie squadre, soprattutto quelle più blasonate. La Juventus è la squadra che ha cercato di fare il mercato più importante. Se mi piace il mercato della Roma? Nì, all’ultimo hanno iniziato a mischiare un po’ tutto. Bisogna vedere se hanno avuto ragione, speriamo di sì”.

Sulla Roma aggiunge: “Tocca a De Rossi mettere bene in campo i giocatori e trovare la loro migliore condizione. Nell’ultimo mese ci siamo sentiti molto spesso io e lui, gli ho dato consigli così come lui li ha dati a me. È contento di quello che sta facendo, ma ovviamente cerca di fare meglio perché non pensava di partire in questo modo. Ha però la testa per fare una grande annata”.