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Calciomercato

La Roma ‘conferma’ Juric ma De Rossi sarebbe pronto a tornare

Continua ad aleggiare su Juric l’ombra di Daniele De Rossi. Il tam tam mediatico degli ultimi giorni è alimentato da un nuovo approfondimento fatto stamane dal quotidiano La Repubblica.

De Rossi e la Roma non si sono lasciati, si sono allontanati. Ritrovarsi non è impossibile, basta il primo passo. Il periodo della Roma è questo: confusione, poche certezze, decisioni schizofreniche, addii improvvisi.

De Rossi e il suo amore incondizionato per la sua squadra sono lì, e il telefono è acceso. Tornerebbe, ci ha riflettuto, ma non subito. Chi lo farebbe, senza un “ti prego”, per favore, se è stato cacciato di casa? Juric è tranquillo: la società lo ha confermato, gli ha parlato, non ti preoccupare, resti fino a fine stagione. Questa è la versione diffusa a tutti, compreso Juric.

De Rossi, dopo la tragedia greca vissuta con Lina Souloukou, è pronto: attende. I tifosi aspettano il lieto fine. In alternativa la fine della stagione.

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NEWS

Pellegrini: “Mai fatte pagliacciate”. Il riferimento è all’esonero di De Rossi e a Lina Souloukou. Il retroscena

Le parole di ieri di Pellegrini sono un riferimento ufficiale a ciò che è accaduto a Trigoria prima dell’esonero di De Rossi. La squadra era con l’allenatore e lo ha espresso privatamente ai dirigenti prima e dopo l’addio dell’ex tecnico.

Quando ieri Pellegrini ha detto di essersi “sempre assunto le responsabilità e di non aver mai fatto pagliacciate”, il riferimento chiaro era all’ex CEO Lina Souloukou.

Come scrive il Tempo, nei giorni precedenti all’avvicendamento in panchina l’ex Ceo ha convocato un gruppo di calciatori per chiedere il parere della squadra su DDR, escludendo però da questa delegazione Pellegrini, Mancini e Paredes, considerati troppo «vicini» al tecnico.

Ma anche gli altri interpellati, tra questi Dybala, avevano sottolineato come lo spogliatoio fosse compatto nel seguire le indicazioni dello staff. Un’unità che poche volte si è vista a Roma negli anni. E invece ai Friedkin viene dipinta una realtà completamente differente dall’ex ad, con una ricostruzione che spinge anche i proprietari ad appoggiare l’esonero.

La separazione porta Pellegrini e Mancini a chiedere spiegazioni a presidente e vice e anche Ghisolfi a muoversi in prima persona affinché la dirigente greca non scaricasse su di lui le responsabilità dello scossone. Il ds si rifiuta infatti di mettere la firma su un’intervista in cui lui si sarebbe dovuto assumere la paternità di quanto accaduto, presentando le sue rimostranze sulla vicenda ai proprietari. Da lì poi tutto è sfociato nelle «dimissioni» di Souloukou.

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Interviste

Pellegrini: “La squadra non voleva l’esonero di DDR, Juric uomo eccezionale. Fischi? Spero siano solo per le prestazioni, il campo ci aiuterà a risollevarci”

CONFERENZA STAMPA – Lorenzo Pellegrini ha parlato in conferenza stampa alla vigilia di Elfsborg-Roma:

L’importanza della gara di domani? Che momento stai vivendo? Ha parlato anche Totti.
“Domani è una partita importante, fa parte di un percorso che stiamo facendo con il mister e il suo staff per cercare di riportare entusiasmo. Domani è fondamentale per il cammino in Europa e per continuare a lavorare forte con il sorriso come stiamo facendo in questi giorni. Per quando mi riguarda, penso di poter parlare anche per Cristante, è sempre il campo che fa dare giudizi e risollevare da momenti brutti. È bello così perché è il nostro lavoro, è normale essere criticati se uno ha un momento difficile ma è sempre il campo che aiuta a risolvere i problemi. Oltre al campo, aiuta entrare a Trigoria e sentirti parte importante del gruppo e di questa nostra famiglia che stiamo cercando di creare il più in fretta possibile”.

Un passo indietro su De Rossi: hai parlato con la proprietà, con l’ex CEO Souloukou? Ci sono voci secondo le quali saresti stato disposto a rinunciare alla fascia?
“Non penso sia mancanza di rispetto verso mister Juric, ha capito che era un momento di tristezza, la squadra non si aspettava e non voleva l’esonero ed è stato anche eccezionale nel farci cambiare questa tristezza in voglia di cambiare le cose. Il giorno dell’esonero? Come ben sapete o immaginate, non sono uno da pagliacciate ma è abituato a dire la verità. Mi è capitato di dire la verità e quello che pensavo quel giorno. Sono successe altre cose e non è stata richiesta la mia verità. Ho tanta stima per Daniele e per il suo staff, sono un grande gruppo e ci stavano dando tanto. Ma si va avanti perché la Roma è la cosa più importante e va sempre avanti. Lo dico ora davanti al mister, siamo stati fortunati a trovare ancor prima di un professionista un uomo che ha saputo capire la tristezza e trasformarla in voglia di stravolgere le cose e farle tornare nella giusta via. La fascia? È importante quando non la metti solo la domenica, ma tutti i giorni facendo andare bene le cose e aiutando i compagni e io non smetterò mai di far andare bene le cose bene per la Roma e cercare di aiutare i miei compagni. Non è il gesto solo simbolico di indossare la fascia la domenica, ma è una cosa dentro. Questo gruppo lo sento mio, come spero ogni mio compagno. Soprattutto in un momento complicato questo gruppo si è comportando da gruppo vero e sono orgoglioso”.

I tifosi hanno contestato perché insoddisfatti.
“È importante giocare bene in modo da far cambiare l’idea di chi ti sta fischiando. Spero che questa situazione sia rivolta alle prestazioni. Non ho da recriminarmi per quanto riguarda il resto, questa cosa cambierà con prestazioni e risultati”.

Pisilli?
“E’ un ragazzo d’oro, di una umiltà incredibile si allena alla grande, sta attento ad ogni dettaglio, è fondamentale per tutti noi, non basta mai quello che fai di positivo, perchè quando poi succede qualcosa di negativo hai modo di recuperare. E’ un calciatore moderno, sa giocare il pallone, contrastarsi, ha grande qualità nell’inserirsi, fa goal, altra cosa importante. Penso dipenda da lui, la crescita che avrà, dal gruppo è ben voluto, vederlo segnare ed esultare come è successo domenica è un’emozione incredibile per tutti noi, in primis perchè ha segnato e ci ha fatto vincere la partita e poi perchè rivedo in lui ciò che ho vissuto, è bello vederlo gioire così”

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Tifosi

De Rossi, prosegue la contestazione: “Vanto nostro” e poi l’affondo sui Friedkin – FOTO

Non cessa la contestazione in città nei confronti della proprietà giallorossa, a seguito dell’esonero di De Rossi.

Affissi in giro per la capitale alcuni manifesti con l’immagine dell’ex tecnico: “DDR vanto nostro” e la scritta in alto “Yankee go Home”.

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Tifosi

Esonero De Rossi, prosegue la contestazione contro Friedkin anche sui murales in città – FOTO

La contestazione contro Dan Friedkin per la scelta di esonerare, a sorpresa, Daniele De Rossi dopo appena 4 gare ufficiali, prosegue e proseguirà anche allo stadio.

Nel frattempo sul famoso murales apparso dopo le prime vittorie di DDR in panchina – quello che lo raffigura nei panni di Iron Man – è apparsa una scritta inequivocabile: “Friedkin incompetente, non ti voglio come presidente”.

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APPROFONDIMENTI

Roma, Pellegrini e Mancini hanno chiesto alla Souloukou di richiamare De Rossi

Dallo sgomento, alla dura reazione, per finire all’accorata richiesta. La squadra giallorossa, nonostante folkloristici racconti che aleggiano in città, non era d’accordo con l’esonero di De Rossi.

Per questo motivo, dopo aver appreso la notizia arrivando a Trigoria e credendo di svolgere con De Rossi la prima vera seduta settimanale in vista del match contro l’Udinese, Mancini e Pellegrini hanno avuto un’aspra discussione con la CEO Souloukou.

Sono state chieste spiegazioni e motivazioni reali dell’allontanamento del tecnico e secondo quanto aggiunto oggi dal Corriere dello Sport, capitano e vice-capitano della Roma a nome dell’intera squadra, avrebbero chiesto alla società di richiamare De Rossi prima di scegliere qualsiasi altro tecnico. Richiesta che ovviamente è rimasta inascoltata.

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NEWS

De Rossi presente alle esequie di Alicicco

Daniele De Rossi, nonostante l’amarezza per l’esonero e il secondo addio alla Roma dopo quello traumatico da calciatore, questa mattina ha deciso di partecipare alle esequie dell’ex medico sociale giallorosso Ernesto Alicicco, scomparso due giorni fa.

E’ arrivato a piedi intorno alle 10:30, salutando diversi personaggi legati al mondo romanista presenti, tra staff, ex giocatori e tifosi storici. Tra gli altri presenti Giannini, Tempestilli, Chierico, Giordano, Pruzzo, Petruzzi ma anche Righetti, Di Carlo, Zeman, Faccini e Tancredi.

In rappresentanza della Roma presente anche il segretario generale Maurizio Lombardo, oltre ad alcuni ragazzi delle giovanili del club giallorosso, i quali hanno portato a inizio cerimonia uno stendardo.

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Interviste

Colantuono a RS: “A De Rossi non è stato dato tempo. Juric è un allenatore molto forte”

Stefano Colantuono è intervenuto ai microfoni di Retesport. Ecco l’analisi del mister sull’esonero di De Rossi e l’arrivo di Juric:

“I rapporti nel calcio sono sempre stati fondamentali, soprattutto tra dirigenti, allenatori e giocatori solo che oggi più di ieri, c’è sempre meno pazienza. Nel caso di De Rossi però è oggettivo che il problema non siano i risultati, ma l’esonero dipenda da un rapporto logoro tra l’allenatore e qualcuno dentro il club. L’errore è che certe dinamiche andavano chiarite prima, ad inizio estate o magari prima di rinnovare il contratto per tre anni”

De Rossi non aveva ancora potuto mettere in pratica appieno ciò che aveva in testa, era partito dal 4-3-3 ma poi domenica ha cambiato. Juric è un allenatore molto bravo, intensità, aggressività, è un figlio di Gasperini calcisticamente, ha quel credo lì, un calcio pieno di corsa, che parte dalla difesa a 3 poi vedremo come sistemerà davanti, varierà dai due trequartisti dietro la punta alla mezza punta dietro al centravanti, ma queste sono sfumature. E’ difficile dire che sarà una Roma diversa, perchè a De Rossi non è stato dato il tempo per mettere sul campo quello che voleva fare”.

“Konè può essere un giocatore molto utile a Juric, perchè abbina tecnica a fisicità, a corse in avanti. Ma penso che tutti dovranno adattarsi alle sue richieste, il materiale per fare bene lo ha. Soulè? Come Dybala, Baldanzi etc sono punte esterne o mezze punte, o trequartisti che possono giocare alle spalle di Dovbyk con caratteristiche diverse”

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De Rossi, la squadra si è opposta all’esonero

Ci sono storie o leggende di fronde, allenatori fagocitati dai giocatori, ambienti interni o spogliatoi che improvvisamente si spaccano. L’allenatore in fin dei conti, nonostante abbia sempre più vicino a sè corposi staff, è un uomo solo al cospetto di 20-25 ragazzi con teste ed esperienze diverse.

Ieri fuori da Trigoria i pochi tifosi presenti e con voglia di contestare la scelta improbabile della società di esonerare De Rossi, hanno scaricato la propria rabbia sui diversi calciatori che sfilavano all’esterno del centro sportivo, su tutti Cristante e Pellegrini.

La squadra però, in questo caso, è la meno responsabile dell’addio di De Rossi, anzi. Non è stata proprio contemplata nella scelta che nasce per altre motivazioni. Pellegrini, Mancini e altri calciatori, hanno saputo, come il resto della piazza, la notizia dai social e dalle comunicazioni interne, una volta giunti a Trigoria, hanno salutato con dolore l’allenatore e chiesto spiegazioni anche in maniera aspra alla società.

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Trigoria, De Rossi ha lasciato il centro sportivo: allenamento annullato e posticipato al pomeriggio

Mattinata surreale per Daniele De Rossi. Sin dalle prime ore del mattino in compagnia del suo staff era regolarmente a Trigoria per preparare la ripresa degli allenamenti in vista di Roma-Udinese.

Il tecnico giallorosso mentre iniziavano ad arrivare a Trigoria anche i primi calciatori, è stato però convocato d’urgenza dalla proprietà che gli ha comunicato l’esonero.

I giocatori una volta arrivati a Trigoria hanno avuto il tempo di salutare De Rossi e poi hanno lasciato alla spicciolata il centro sportivo senza fermarsi a salutare i pochi tifosi presenti.

L’allenamento è stato ovviamente annullato e posticipato al pomeriggio. De Rossi intorno alle 11.15 ha lasciato Trigoria.