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I Friedkin in California: la Retexo sceglierà il nuovo tecnico?

I Friedkin si sono spostati da New York a Los Angeles, sicuramente per affari personali ma potrebbe esserci tra questi anche la scelta del nuovo allenatore.

Come racconta la Gazzetta dello Sport, a Los Angeles ha sede la Retexo, la società di Charles Gould, l’uomo degli algoritmi, quello che ha suggerito a Dan prima l’arrivo di Tiago Pinto e poi di Florent Ghisolfi, i due ultimi direttori sportivi giallorossi (anche se il portoghese aveva il ruolo di generai. manager e il francese quello di responsabile dell’area tecnica).

Scelti sulla base dei numeri, dei dati e delle statistiche. Ed allora Dan e Ryan potrebbero essere lì proprio per studiare la situazione e trovare insieme al loro uomo di fiducia una soluzione nuova, esterna, un allenatore che non sia nessuno dei candidati attuali: non De Rossi (a cui i Friedkin dovrebbero chiedere sostanzialmente scusa, fattispecie che non rientra nel loro modo di fare o pensare), ma neanche Ranieri, Mancini, Terzic o Sarri. Un vero e proprio mister X che potrebbe saltare fuori presto, magari già venerdì prossimo, subito dopo Roma-Torino.

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La squadra vuole il ritorno di De Rossi ma Friedkin non è convinto

Clima di tensione dentro Trigoria, a dispetto delle dichiarazioni strappate da qualche tifoso fuori dal centro sportivo ad alcuni calciatori nel pomeriggio di ieri.

Pellegrini dopo l’alterco di Firenze, ieri è stato fotografato in panchina a colloquio con il ds Ghisolfi. Un chiarimento necessario, nel corso del quale il capitano ha detto chiaramente al ds Ghisolfi di essere disorientata. E non ha nascosto di gradire il ritorno di De Rossi col quale si era formata una forte sintonia nonostante l’inizio stagione poco brillante.

Come scrive Leggo, quella sintonia che la Roma non è riuscita ad avere con Juric come dimostrano le liti nello spogliatoio del Franchi (in particolare con Mancini) e la contestazione dei tifosi che sarà ancora più forte domani sera. I numeri d’altronde sono impietosi: il croato ha la peggior media punti degli ultimi 8 allenatori giallorossi. È ultimo con 1.38.

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APPROFONDIMENTI

Se la Roma fosse una realtà ‘normale’…

Se la Roma fosse una realtà calcistica ‘normale’, un proprietario straniero non mancherebbe 40 giorni consecutivi dopo l’esonero di un allenatore e soprattutto in caso di crisi, dopo aver investito quasi un miliardo, prenderebbe un aereo e tornerebbe alla base per rimettere ordine.

In una realtà ‘normale’, non si attenderebbero mesi per scegliere un direttore sportivo e invece di nominare qualcuno disponibile e libero da incarichi, non si ingaggerebbe per tre anni un giovane dirigente francese.

Sempre in una realtà ‘normale‘ non si cambierebbe un allenatore, appena rinnovato per tre anni dopo 4 partite, senza sapere cosa accade realmente a Trigoria e fidandosi dei report di una sola persona.

In una realtà ‘normale’, il mercato estivo lo farebbe il direttore sportivo di cui sopra, non l’amministratrice delegata divenuta nel frattempo capo supremo di Trigoria, affiancata da procuratori amici.

Accade anche che in una realtà ‘normale’ si ipotizzerebbe di organizzare dei ritiri dopo sconfitte come quelle di Firenze, non posticipare un allenamento dalle 12:00 alle 14:00, quindi concedendo ore di ulteriore riposo ai propri calciatori.

In una realtà ‘normale’, una società di calcio e di riflesso anche un’azienda, non sarebbe lasciata in balia degli eventi per settimane, che poi diventano mesi, senza amministratore delegato, direttore generale, capo del personale, responsabile del marketing, responsabile delle revenue, direttore tecnico, responsabile della comunicazione.

In una realtà ‘normale’, un calciatore che si rende protagonista di un ammutinamento, che assume comportamenti scorretti e irrispettosi della società, della maglia che indossa e della tifoseria che lo sostiene, sarebbe sospeso, multato, messo fuori rosa.

Tutto in una realtà ‘normale‘, ma la Roma non lo è, da troppo tempo.

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Esclusive

Roma, possibile accoppiata De Rossi-Ranieri

NEWS RS – La Roma oggi deciderà come proseguire l’infausta stagione iniziata ad agosto, con il pareggio di Cagliari.

In queste ore il proprietario giallorosso, Dan Friedkin, si trova a New York e il primo contatto che ha avuto nelle scorse ore è stato con Daniele De Rossi, che secondo quanto appreso dalla redazione di retesport avrebbe posto una condizione in particolare: il ritorno di Claudio Ranieri al suo fianco come dirigente.

L’ex tecnico romanista è stato contattato in queste ore, probabilmente proprio per ricoprire più un ruolo dirigenziale che tecnico. In giornata ulteriori novità.

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Juric ad un passo dall’addio: da De Rossi a Mancini, ecco i possibili sostituti

Nuovo giro, nuova corsa. Dopo Mourinho a gennaio, De Rossi a settembre, anche la breve esperienza di Juric sembra ormai giunta al capolinea.

Sono ore delicatissime dentro il club, con i proprietari – Dan e Ryan Friedkin – in queste ore avvistati a New York, caso strano stessa sede delle vacanze di Daniele De Rossi, presente nella grande mela con la famiglia.

La Roma è in balia degli eventi e non è escluso un altro colpo di coda a sorpresa: non De Rossi, ma un altro tecnico, il terzo stagionale in sella alla squadra. Un nome forte è Roberto Mancini, recentemente separatosi con lauta buonuscita dal ricco contratto con l’Arabia Saudita.

Altra ipotesi sullo sfondo Max Allegri che avrebbe grande voglia di tornare.

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Scossa Juric ma se salta può arrivare un terzo allenatore

Juric ieri ha calato la maschera ed è tornato ad indossare i panni del ‘vecchio’ Juric, allenatore arcigno e spesso sopra le righe dinanzi a taccuini e microfoni.

Una comunicazione ben studiata dal tecnico croato, visto che ha risposto a 4-5 domande su 8 in conferenza stampa parlando di mentalità vincente, declinando questo concetto sulle variabili della cattiveria, della fame, della voglia di vincere, della capacità di saper anche reggere l’urto, soffrire e portare a casa risultati utili. Concetti che poi ha ripetuto anche a Sky e ai microfoni ufficiali del club.

“Da stasera mi aspetto una reazione immediata, mi aspetto di vedere altra roba e così nelle prossime partite”. Ma quante saranno? Perchè una delle chiavi di lettura di queste dichiarazioni è che il tecnico senta traballare la sua posizione. E in merito a questo è altamente probabile che in caso di esonero, non sarebbe richiamato De Rossi bensì un terzo allenatore, anche perchè i Friedkin hanno scritto nero su bianco nel comunicato post esonero di DDR, di non ritenerlo pronto per vincere trofei.

La speranza di tutti è che la Roma da oggi cominci a vincere più partite possibili, ma visto come operano i proprietari della Roma – rimasti a distanza fisica dal club dall’addio di De Rossi e che non hanno mai assistito ad un allenamento di Juric e a nessuna partita della Roma recentemente – ci si può veramente aspettare di tutto.

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Calciomercato

De Rossi cambia agente e si apre al mercato internazionale

Daniele De Rossi ha deciso di affidarsi ad un nuovo agente. Dopo la scuderia Lucci, DDR sarà assistito da Fali Ramadani – procuratore più volte chiamato in ballo la scorsa estate soprattutto negli affari Chiesa e Dybala in uscita direzione Arabia Saudita.

Questa scelta sembra aprire un nuovo orizzonte al tecnico romanista, magari con possibilità di esser chiamato prossimamente ad allenare all’estero vista l’abilità di Ramadani in diversi mercati come quello inglese e francese.

De Rossi attualmente è ancora sotto contratto con la Roma fino al giugno 2027, ma la scelta di cambiare agente lascia pensare ad un possibile ritorno in panchina, probabilmente lontano dalla capitale, che svincolerebbe il club giallorosso da un contratto di due anni e mezzo da circa 9 milioni netti complessivi più bonus.

Ramadani è un agente anche molto vicino a Ghisolfi, quindi qualora ci fosse il supposto ribaltone e ritorno in panchina a Trigoria, potrebbe essere un ulteriore segnale per rinsaldare il rapporto con l’attuale dirigenza in vista delle prossime sessioni di mercato. Insomma tutti gli scenari sono aperti e una cosa è certa: il futuro di De Rossi da tecnico è ancora tutto da scrivere.

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Roma, mai così pochi punti nell’era americana dopo 8 giornate

La crisi di risultati, le sole due vittorie in campionato – peggior rendimento dal 2009-2010 ad oggi – il decimo posto in classifica, ma a poche lunghezze dall’obiettivo Champions (chissà se ancora per poco), i pochissimi gol realizzati a fronte dei tanti tiri scagliati (la media è di una rete ogni 16 tiri) ma non solo.

Perchè la Roma prima allenata da De Rossi (3 punti nelle prime 4 sfide stagionali), ora da Juric (7 in 4 gare), ha fin qui maturato uno score complessivo addirittura peggiore dello scorso anno.

Con Mourinho infatti, si era toccato il ‘fondo’ statistico con appena 11 punti dopo 8 partite e infatti il girone d’andata si chiuse con 29 punti in 19 gare. Oggi la Roma ha 10 punti, quindi uno in meno di una stagione fa, ma soprattutto non partiva così male da oltre 15 anni.

Tralasciando il record di Garcia (24 dopo 8 gare, 30 dopo 10 ovviamente), ci sono state stagioni decisamente migliori che hanno consegnato alla Roma non lo Scudetto – che manca dal 2001 – ma almeno un piazzamento Champions.

La Roma non era mai partita così male nell’era americana. Il peggior dato era quello di Mourinho dello scorso anno e di Luis Enrique nel 2011, fino ad oggi…

La classifica degli ultimi 15 anni

24/25 -10 pt Juric-De Rossi
23/24 – 11 pt Mourinho
22/23 – 16 pt Mourinho
21/22 – 15 pt Mourinho
20/21 – 18 pt Fonseca
19/20 – 13 pt Fonseca
18/19 – 14 pt Di Francesco
17/18 – 15 (1 gara in meno) Di Francesco
16/17 – 16 pt Spalletti
15/16 – 17 pt Garcia
14/15 – 19 pt Garcia
13/14 – 24 pt Garcia
12/13 – 14 pt (3 a tavolino) Zeman
11/12 – 11 pt Luis Enrique
10/11 – 9 pt Ranieri

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De Rossi richiamato? Da Trigoria solo secche smentite

Nelle scorse ore, complice una notizia online dell’agenzia di stampa ‘Adnkronos’, in città si è tornati a parlare con forza del ritorno in panchina di Daniele De Rossi.

Sarebbe l’ennesimo ribaltone in casa Roma, con l’addio di Juric dopo sei gare ufficiali.

Un’ipotesi che viene smentita seccamente con forza da Trigoria. Il ds Ghisolfi prima di Roma-Inter aveva nettamente parlato di ‘tempo da concedere a Juric per lavorare e imporre le sue idee’. Al netto di un tempo comunque limitato perchè l’allenatore croato ha comunque un contratto in scadenza a giugno, non sembra esserci intenzione ad oggi di sollevarlo dall’incarico e contestualmente richiamare De Rossi, che tra l’altro era stato definito dai Friedkin stessi, di fatto, non pronto per ‘puntare a vincere trofei, già in questa stagione’.

Da quanto raccolto dalla redazione di Retesport, comunque, fino a qualche giorno fa nessuno della Roma al 100% ha mai ricontattato ufficialmente De Rossi, paventandogli l’ipotesi di un ritorno immediato in panchina.

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Koulibaly svela: “De Rossi mi chiamò per sapere qualcosa in più su Saud”

Kalidou Koulibaly, ex difensore del Napoli e attualmente in forza all’Al-Hilal, ha parlato del suo ex compagno Saud Abdulhamid e di un retroscena simpatico avvenuto in estate, ovvero una telefonata ricevuta da Daniele De Rossi per sapere qualcosa in più del terzino arabo:

“Vedere il suo trasferimento alla Roma per me è stato normale. De Rossi mi ha chiamato e mi ha chiesto di Saud: gli ho detto tutte cose positive su di lui, perché lo ritengo un giocatore forte individualmente, forte tatticamente ed è cresciuto molto nelle ultime stagioni”.