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Dovbyk, infortunio grave: stop di 4-6 settimane

Artem Dovbyk purtroppo deve fermarsi per un grave infortunio.

Gli esami di questa mattina hanno rilevato una lesione tendinea del retto femorale. Dovrà rimanere fermo dalle 4 alle 6 settimane. Dunque di fatto è molto probabile che rientri nel 2026.

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Roma-Udinese, Dovbyk si ferma per infortunio al quadricipite. Gasperini: “Non sembra grave”

Un attacco sempre più falcidiato dagli infortuni. Quasi allo scadere del primo tempo, si è fermato anche Artem Dovbyk.

L’ucraino poco prima del cambio ha difeso su Kabasele un pallone in verticale servitogli in profondità da Pellegrini e poi ha sparato in porta trovando la respinta di Okoye.

Subito dopo l’ucraino si è accasciato per un risentimento alla coscia sinistra, all’altezza dell’anca. Sostituito con Baldanzi.

Secondo le informazioni inviate dall’ufficio stampa giallorosso, si tratta di un problema muscolare al quadricipite della coscia. Sarà valutato nei prossimi giorni. Gasperini sul tema ha affermato: “Non sembra una grande cosa, lo valuteremo domani. Sono quei piccoli infortuni e per fortuna c’è una sosta. Ma ti portano via 2-3 settimane e in certi periodi significa 5 partite. Ma abbiamo sopperito bene perché la squadra ha riferimenti migliori rispetto a qualche settimana fa”.

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Dovbyk, ingresso desolante: 1 pallone toccato in 20 minuti

La sconfitta della Roma a San Siro contro il Milan, per larghi tratti dovuta agli stessi problemi visti ad esempio contro l’Inter all’Olimpico o in altre occasioni, ha inevitabilmente innescato importanti riflessioni sul conto dell’attacco giallorosso, tra i meno prolifici d’Italia e d’Europa.

Dopo la rete importante contro il Parma e l’ottimo ingresso anche a Reggio Emilia col Sassuolo, Artem Dovbyk forse sperava di giocare più dei 20 minuti concessi da Gasperini (recupero compreso) ieri sera al Meazza, stadio nel quale in due precedenti occasioni aveva realizzato 1 assist e 1 gol, purtroppo ininfluente, nella sfida di Coppa Italia persa lo scorso inverno.

Il tecnico piemontese ha sottolineato a fine partita però un aspetto su cui la squadra giallorossa deve necessariamente migliorare: la capacità di fare gol negli arrembaggi finali, quando aumenta il numero di palloni scagliati in mezzo dalle fasce o sugli sviluppi di calci d’angolo. Una dinamica nella quale Dovbyk non sembra per niente trovarsi a suo agio.

Le statistiche dell’ucraino di ieri sera sono in questo senso desolanti: 0 tiri in porta, 0 contrasti tentati o vinti, ma soprattutto 1 solo tocco del pallone in 20 minuti, cioè l’appoggio arretrato per Pellegrini da cui è scaturita la punizione che a sua volta ha portato al rigore poi fallito da Dybala. Troppo poco, veramente troppo poco. La sensazione è che quando si alza il tenore dell’elettricità in campo, quando serve mettersi in proprio, Dovbyk faccia veramente fatica a calarsi nella contesa.

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Dovbyk tenta la scalata e Gasp lo incoraggia: “Sta migliorando”

Artem Dovbyk finalmente ha segnato e sorriso. Il gol del 2-0 momentaneo, alla luce della rete di Circati nel finale è valso formalmente i tre punti, tanto quanto quello che aveva sbloccato il match col Verona.

Dopo l’ottimo ingresso di Reggio Emilia con due assist gol vanificati da Pellegrini e Wesley, l’ucraino seppur faticosamente sta migliorando con l’obiettivo di trasformare i fischi contro il Plzen in applausi.

Gasperini lo ha abbracciato con particolare affetto al termine del match di ieri, sottolineando poi in sala stampa i sensibili miglioramenti atletici ed emotivi del ragazzo: “È un po’ di settimane che dico che cresce sotto il piano atletico. Ha avuto quei famosi rigori, un’occasione a Firenze, la domenica dopo, contro l’Inter… avrebbe già diversi gol. Quello di oggi è un gran gol. Non solo il gol, con il Sassuolo una bella prestazione. Abbiamo tanti ragazzi, oggi sono riuscito a far esordire Ghilardi. Siamo tanti, ma nella stagione possono avere spazio tutti”.

L’ucraino ora si candida per una maglia da titolare col Milan, dopo due buone prove dalla panchina e ieri ha sottolineato la sua felicità per la rete ritrovata: “È molto importante questo gol, per ritrovare fiducia e cancellare l’ultima prestazione negativa in casa. Oggi ci tenevo ad aiutare la squadra e ci sono riuscito”.

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Roma, quattro ipotesi di tridente contro il Parma

Domani la Roma affronterà il Parma all’Olimpico in un match che deve necessariamente riportare i giallorossi alla vittoria tra le mura amiche dopo oltre un mese.

L’obiettivo è anche quello di conservare la testa della classifica, aspetto che se dovesse verificarsi proietterebbe, statisticamente, la Roma indietro nel tempo alla stagione 2013-14′ come ultima volta in ordine di tempo.

Per farlo l’obiettivo di Gasp è continuare a spingere a livello offensivo per trovare una maggiore prolificità. La Roma nelle ultime partite ha costruito molto di più rispetto alle prime gare ufficiali di questa stagione, sintomo che il gruppo stia realmente memorizzando determinati meccanismi.

Ma quale sarà il tridente offensivo che il tecnico sceglierà per superare ‘il muro’ di Cuesta? A sentire parlare il mister, Dybala dovrebbe partire dall’inizio. Domenica scorsa infatti dopo la sfida di Reggio Emilia, Gasp ha sottolineato che la Joya sta bene e che avrebbe potuto proseguire ma lo ha sostituito perchè deve giocare mercoledì.

Ergo l’argentino dall’inizio con Soulè al posto di Bailey insieme a Cristante incursore è una prima ipotesi.

Una seconda invece potrebbe rivedere Pellegrini dal 1′ minuto. L’ingresso in campo a Reggio Emilia è stato molto positivo e qualora Gasp scegliesse di dare una nuova chance al numero 7 dall’inizio, Cristante scalerebbe in mediana, con Dybala e Soulè o Dovbyk.

Perchè difficilmente contro squadre che difendono a tre come si preannuncia il Parma di Cuesta, Gasperini ha storicamente rinunciato al centravanti. Quindi un’altra soluzione potrebbe essere Pellegrini-Dybala o Soulè a sostegno del centravanti ucraino.

Più defilati nelle gerarchie Baldanzi, El Shaarawy (che potrebbe giocare come laterale di sinistra al posto di Tsimikas) e Ferguson.

Se dovesse invece decidere di lasciare dall’inizio a riposo Dybala, Gasp potrebbe optare anche per un tridente particolarmente frizzante composto da Bailey-Soulè-Dovbyk.

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Le Voci di Retesport

Pugliese a RS: “Il falso-nove non funziona, punterei su Dovbyk sempre titolare almeno fino a gennaio”

Si discute e tanto a Retesport della questione attaccanti. La Roma ha segnato finora in Serie A la ‘miseria’ di 7 reti, di cui una siglata da Dovbyk che però tra Lille, Firenze e sabato sera contro l’Inter avrebbe avuto la possibilità di segnarne almeno tre, rimanendo a zero.

Andrea Pugliese de la Gazzetta dello Sport, è intervenuto ai microfoni di Retesport analizzando la situazione dell’attacco giallorosso: “E’ evidente che Gasperini volesse altri calciatori che per motivi diversi non sono arrivati. L’esperimento però di Dybala falso-nove anche contro l’Inter non ha funzionato. Per questo, anche se per caratteristiche assolute non mi fa impazzire, io schiererei Dovbyk da qui alle prossime sei-sette partite, dandogli continuità e facendogli sentire la fiducia. So per certo che giocherà giovedì, sperando che trovi finalmente continuità almeno fino a gennaio quando qualcosa andrà ricercato sul mercato. Attenzione però all’inserimento di Bailey: da quanto ricostruito in queste ore il giamaicano potrebbe essere elemento utile per rivedere la formula senza centravanti, insieme a Soulè e Dybala.”

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APPROFONDIMENTI

Serie A, ‘cercasi bomber’: Lautaro e Thuram le eccezioni, poi più decisivi ali e trequartisti

Nelle prime sei giornate di Serie A si è evidenziato con forza una netta distinzione tra l’isola felice nerazzurra e tutto il resto del campionato. Cristian Chivu infatti ha potuto godere e ha saputo certamente sfruttare le qualità del suo reparto offensivo, capitanato dalla premiata ditta Lautaro-Thuram con 3 reti ciascuno. Sono gli unici centravanti dell’attuale torneo con la media di 1 gol ogni 2 partite.

Per il resto in A decisivi ad oggi risultano seconde punte o trequartisti: a guidare la classifica cannonieri infatti c’è la coppia Orsolini-Pulisc con 4 reti, seguono Cancellieri della Lazio, Soulè, Paz e De Bruyne a 3.

Dove sono finiti i super bomber della Serie A? Evidente e imbarazzante anche solo immaginare il paragone con i campionati di una volta, quando la lotta ai vertici della classifica cannonieri vedeva protagonisti gente del calibro di Batistuta, Ronaldo, Inzaghi, Vieri, Montella, Totti per non parlare di Toni, Di Natale, Trezeguet, Gilardino etc…

A parte la coppia nerazzurra (a cui si aggiungono anche le 2 reti di Bonny e il gol di Pio Esposito per un totale di 9 reti solo dalla batteria dei centravanti), i numeri nove delle altre squadre stanno facendo discreta fatica a rendere sotto porta.

Foto Fraioli

Oltre alla nota sterilità giallorossa (1 rete per Dovbyk e 0 per Ferguson), in casa Juventus si registrano i 2 sigilli di Vlahovic, l’unica rete da inizio campionato del neo acquisto David e gli zero acuti per ora di Openda; male anche in casa rossonera: se non ci fosse Pulisic a quota 4, l’attacco del Milan di fatto non avrebbe segnato neanche un gol: 0 Leao, 0 Gimenez, 0 Nkunku.

Il Napoli oltre alle reti di KDB, ha raccolto 2 sigilli da Holjund e 1 da Lucca, un po’ pochino per due attaccanti pagati complessivamente oltre 80 milioni di euro.

L’Atalanta li ha distribuiti bene tra tutti i calciatori impegnati sotto punta e dai centravanti al momento ha raccolto 2 reti nella stessa gara di Krstovic (vs Torino) e 1 di Scamacca all’esordio. Stesse cifre in casa Lazio: 2 per Castellanos, 1 per Dia.

Male la Fiorentina che ha ritrovato Kean al primo acuto stagionale domenica scorsa contro i giallorossi, mentre Dzeko e Piccoli sono ancora a secco. Stessa sorte per il Bologna che ha come detto in Orsolini il bomber finora della stagione con 4 sigilli, poi su tre centravanti – Castro, Dallinga e Immobile – una sola rete dell’argentino.

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Pagelle

Roma-Lille 0-1, le pagelle di Retesport

La Roma esce sconfitta alla prima casalinga contro il Lille in Europa League con un finale veramente drammatico. Giallorossi subito colpiti a freddo da Haraldsson ma capaci di tenere in piedi il match con diverse situazioni pericolose. Nel finale Dovbyk due volte e poi Soulè riescono nell’impresa impensabile di sbagliare tre volte consecutive dal dischetto. Vincono i francesi.

Le pagelle di Retesport:

Svilar 7

Celik 7

Ndicka 6,5

Hermoso 5,5

Wesley 6

Cristante 5,5

El Aynaoui 5,5

Tsimikas 5

Pellegrini 5,5

Soulè 5

Ferguson 5

Sost.:
Dovbyk 4,5
Mancini 6
Rensch 6
Konè 6
El Shaarawy 6

Gasperini 6

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Interviste

Dovbyk, la moglie svela: “Soffriamo ogni notte per i nostri cari sotto le bombe russe. Artem si riprenderà”

Yuliia Dovbyk, moglie e manager del calciatore ucraino, ha parlato ai microfoni de La Repubblica:

Come ha vissuto gli ultimi mesi suo marito?
“Con dignità e fiducia nelle proprie capacità. Io credo sempre in lui. La sua disciplina porterà sicuramente risultati”. 

Ne avete parlato a casa?
“Ne abbiamo parlato spesso. Credo che la cosa che conta di più sia davvero la testa. Con la giusta mentalità si fanno cose che sembrano miracoli anche quando il mondo ci rema contro. Questo momento difficile di Artem lo dimostra: poco importa quali traguardi siano stati raggiunti, capita di dover ripartire da zero, di dover tirare fuori carattere e resilienza e dimostrare chi è veramente. E io sono sicura che lui ci riuscirà”. 

Come vivete la guerra guardandola da Roma?
“È difficile. Non c’è un’altra parola per descrivere quello che viviamo. Ogni mattina inizia con le notizie e i messaggi dei nostri familiari. Anche la notte prima dell’ultima partita è stata difficile in Ucraina: i nostri cari erano sotto un terribile bombardamento a Kiev. Ogni volta ringraziamo Dio per essere vivi e al sicuro. Questa pressione costante non può non influenzare noi, la nostra vita e la nostra visione del mondo”. 

Avete sentito vicinanza a Roma?
“Parliamo spesso dell’Ucraina con i nostri amici romani. A volte ricordiamo come è stato il primo anno di guerra”.

Come va con l’italiano?
“Io parlo spagnolo e questo mi aiuta. Artem studia da quasi un anno. Comunica e si fa capire. Lo scorso anno aveva ottimi rapporti con Hummels e Shomurodov, anche per questioni di lingua”.

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Roma-Hellas Verona 2-0, i gol di Retesport – AUDIO

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