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Dybala, Smalling e Gini: José gestisce gli assi in vista della Coppa

Leggi Salernitana ma il pensiero corre inevitabilmente alla finale di Europa League di Budapest del 31 maggio. Con le vittorie di Milan e Atalanta, infatti, la corsa della Roma per ottenere un posto in Champions è ormai compromessa e anche José Mourinho ha scelto di puntare tutto sulla coppa. Vincere la competizione europea, infatti, non vorrebbe solamente dire secondo trofeo consecutivo e qualificazione in Champions League, ma permetterebbe ai giallorossi di disputare anche la Supercoppa Europea in estate.

Come scrive il Messaggero, proprio per questo motivo le due gare di Serie A che separano la Roma dalla finale saranno propedeutiche a recuperare al meglio i calciatori non al massimo, a partire da Paulo Dybala, Chris Smalling e Georginio Wijnaldum, pronti a ritrovare la forma fisica migliore. Ai tre big, è pronto ad accordarsi anche Stephan El Shaarawy, il quale potrebbe diventare una pedina fondamentale in caso di forfait (probabile) di Leonardo Spinazzola.

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Dybala, Smalling ed El Shaarawy di scorta

Sono partiti tutti per Leverkusen, anche quei giocatori come Karsdorp e Llorente che non riusciranno a scendere in campo e che stanno proseguendo il recupero dai rispettivi infortuni. Ma la Roma vuole fare gruppo e tutti i giocatori vogliono dare il proprio supporto che sia in campo o che sia nello spogliatoio. La squadra che schiererà Mou stasera non sarà troppo diversa da quella utilizzata nella sfida d’andata.

Come scrive il Corriere dello Sport, la buona notizia è sicuramente la convocazione di Chris Smalling. Il difensore centrale per due settimane si è allenato individualmente aumentando sempre di più i carichi di lavoro e ieri mattina ha sostenuto l’allenamento insieme alla squadra per la prima volta da un mese, quindi dalla lesione rimediata nella sfida di ritorno contro il Feyenoord. Sarà difficile vederlo dal primo minuto, piuttosto nel corso della ripresa se il match dovesse essere ancora in bilico o se Mourinho decidesse di dare maggiore peso difensivo al reparto composto da Mancini, Cristante, e Ibañez.

Stesso discorso per Stephan El Shaarawy, anche lui guarito in tempi record dalla lesione subita a Monza due settimane fa e che si accomoderà in panchina pronto a subentrare nel momento di necessità. La Roma ha bisogno anche di un pareggio, Mourinho punta sui giocatori più in forma ma con la consapevolezza di poter avere a disposizione anche tre uomini di qualità in panchina. Il primo su tutti, Paulo Dybala.

L’argentino salterà anche la sfida di ritorno dal primo minuto, sempre a causa della caviglia che lo sta tormentando dalla gara contro l’Atalanta, quel colpo subito da Palomino e che lo ha costretto a giornate intere di fisioterapia. Paulo sta meglio, e adesso è pronto a dare il suo contributo durante la gara come ha fatto già nella sfida di ritorno contro il Feyenoord.

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Interviste

Mourinho: “Voglio la finale per i tifosi e i ragazzi. Dybala, Smalling ed El Sha disponibili”

Le parole di Josè Mourinho in conferenza stampa dalla BayArena alla vigilia di Bayer Leverkusen-Roma:

Come stanno gli infortunati?
“Solo Karsdorp e Llorente e Darboe non sono a disposizione, gli altri ci sono”

La vittoria o meno dell’Europa League può condizionare il suo futuro?
“No non voglio parlare di queste cose, c’è una partita da giocare domani che non è neanche la finale, è la semifinale, il focus è sulla partita di domani e niente più. Non sto neanche pensando alla finale, e molto meno al mio futuro”

Rispetto alle altre 5 volte che ha raggiunto una finale europea, cosa c’è di diverso in questa occasione? E’ speciale arrivarci con la Roma?
“Il presente è il più importante, il passato è passato, il futuro non lo conosciamo, mi è successo col Porto di giocare due finali europee consecutive, ovviamente voglio arrivarci tanto a questa seconda finale, non tanto per me che ormai sono diventato un allenatore diverso, che pensa più agli altri che a se stesso. Per i ragazzi, per i tifosi, vorrei tanto arrivarci. I tifosi perchè sono assolutamente straordinari, i ragazzi perchè sono un gruppo incredibile, stanno dando tutto, nonostante tanti momenti di difficoltà, con gente che è andata oltre i propri limiti e questi ragazzi meritano tanto, però nel calcio nessuno ti regala niente e ovviamente dobbiamo fare una partita straordinaria per arrivare in finale”.

Dybala e Smalling possono giocare insieme dal 1 minuto?
“La questione è quanto tempo possono giocare, non per gli infortuni, ma per il timing effettivo. Smalling non gioca da diverso tempo, Paulo non ha giocato più di 30 minuti nelle ultime. Chris si allena da tre settimane ma non con la squadra, Paulo si allena di meno, dobbiamo pensare al loro potenziale minutaggio nella gestione della gara, pensando a quello che è meglio per il puzzle della partita. Loro due, oltre a El Shaarawy e Wijnaldum che ha giocato una sessantina di minuti a Bologna, sono tutti a disposizione”

Hai detto che non sei scaramantico, dopo le semifinali di andata danno la Roma favorita per la vittoria finale del torneo, è la prima volta che accade. Avete questo pensiero? Di poter andare a vincere questo titolo? La partita di domani è la prosecuzione della partita d’andata dopo il vantaggio?
“Scaramantico zero, bookmakers zero, sentirmi favorito zero. Quello che dico da 20 anni è che quando si arriva in semifinale ci sono 25% di possibilità di vincere la competizione e 50% di possibilità di arrivare in semifinale. Questo vuol dire trasformare la scaramanzia in pragmatismo dei numeri. La partita di domani non lo so che direzione prenderà, è difficile da dire, quello che vogliamo fare è arrivare in finale. Sicuramente c’è tanto da giocare, è ancora lunghissima, il risultato della prima partita 1-0 significa che non basta un gol nostro o loro in assoluto, è lunga da giocare”

In passato ha parlato di squali, riferendosi alle retrocesse dalla Champions, delle quattro semifinalisti l’unica che non è retrocessa è la Roma. Avreste più diritto di vincerla voi questa coppa?
“Se io non avessi l’ambizione di cercare di vincere, sarebbe stato facile dire che avremmo già vinto l’Europa League, visto che siamo rimasti gli unici della competizione originaria. Ma questa è teoria, nella pratica c’è una Coppa da provare a vincere e ci proveremo. Rispetto il Bayer come squadra, ha il potenziale per vincere, l’esperienza ci fa pensare e dire che 1-0 per noi è all’intervallo, manca un secondo tempo da giocare. Ha sicuramente più valore in assoluto una squadra che gioca 14 turni in Europa League ed è costruita per giocare questa competizione rispetto a chi investe per giocare la Champions. Però è anche la bellezza di questa coppa, affrontare squadre con diverso potenziale. Abbiamo giocato un girone difficile, con un Betis durissimo, poi play-off con una squadra di Champions, poi la Real Sociedad già qualificata per la Champions dell’anno prossimo, il Feyenoord già campione d’Olanda, il percorso è stato molto duro. L’importante è la partita di domani”

Tutte le grandi prestazioni fatte dalla Roma in Europa le ha fatte con il ritorno all’Olimpico. Quanto cambia per voi non avere la spinta dell’Olimpico?
“A San Sebastian non abbiamo segnato, però ci siamo qualificati, non ci serviva segnare Ovviamente meglio giocare in assoluto con i nostri tifosi in casa, rispetto a fuori casa, ma è normale. La prima partita in casa col Bayer era mentalmente difficile per noi, perchè sapevamo i loro punti di forza, con il peso di dover provare a vincere, è stato molto difficile, ora vediamo domani, speriamo di vincerla e andare in finale”

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Il bunker difensivo e gli strappi di Bove-Wijnaldum: la Roma è pronta

Ci sarà da soffrire e questo José Mourinho lo sa bene. Ma l’occasione è troppo ghiotta, esattamente come la voglia di arrivare fino in fondo. E allora domani a Leverkusen sarà una Roma da battaglia, pronta a tutto pur di arrivare alla finalissima, in quel di Budapest, centrando la sua quinta finale europea (inclusa la Coppa delle Fiere 1960/61).

Come scrive la Gazzetta dello Sport, la Roma domani giocherà una partita prettamente difensiva, con un baricentro molto basso e la voglia di andare a far male in transizione, cercando con le ripartenze quel gol che potrebbe portare alla resa il Bayer. Il piano partita prevede di non lasciare campo al palleggio dei tedeschi, né spazio per i suoi velocisti (Diaby e Frimpong su tutti).

Un po’ come nella gara di andata, dove — tranne che nei primi 7 minuti dove i giallorossi dovevano ancora assestarsi bene – la Roma poi non ha sofferto praticamente mai, sterilizzando tutte le fonti di gioco di Xabi Alonso. Se non rischiando nel finale, ma più per colpe proprie (lo svarione Rui Patricio-Ibanez).

Per giocare questo tipo di partita Mourinho ha in mente alcune mosse, ad iniziare dalla linea difensiva che sarà mobile, ma che grazie agli scivolamenti dei due esterni (Zalewski a destra e Spinazzola a sinistra) si allungherà spesso, passando da tre a cinque. Questo per andare a creare un muro difensivo davanti a Rui Patricio, con il lavoro poi delle due mezzali (Bove e Wijnaldum) a dar fastidio ai trequartisti del Bayer Leverkusen.

E proprio il lavoro del giovane centrocampista (decisivo con il suo gol nella sfida di andata) e dell’olandese sarà fondamentale, perché in una partita difensiva la Roma avrà bisogno anche di ripartire, di “strappare”. Poi ci sarà la posizione di Pellegrini, che giocherà in appoggio ad Abraham, ballando tra il centrocampo e l’attacco. (…)

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Dybala va gestito: parte fuori

In panchina. Con venti minuti, massimo mezz’ora nelle gambe. José Mourinho ha deciso dopo l’allenamento di ieri, in cui lo ha visto solo parzialmente in gruppo: Paulo Dybala non giocherà a Leverkusen. Non dall’inizio, almeno.

La scelta è forzata, chiaramente, e non ha niente di tecnico o tattico. Ma nella situazione attuale ha una rilevanza strategica: in una semifinale da dentro/fuori, con la possibilità di prolungare fino ai supplementari e ai rigori il redde rationem, Mourinho preferisce utilizzare Dybala quando la sua classe potrà pesare di più, magari contro un avversario stanco.

Come scrive il Corriere dello Sport, la caviglia lo frena, anche psicologicamente. Per proteggerla dai traumi, dopo essere stata colpita duramente da Palomino nel finale di Atalanta-Roma, Dybala corre in maniera scomposta e rischia costantemente di procurarsi un danno alla muscolatura. Da qui la necessità di dosarne l’impiego.

Aver giocato uno spezzone di partita all’andata sicuramente non ha giovato, né a lui né alla squadra che era impegnata nella difesa di un risultato molto importante. Il problema investe pure la condizione atletica. Nell’ultimo mese, dal primo infortunio riportato a Rotterdam, Dybala non ha mai fatto un allenamento completo.

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Smalling, l’obiettivo è tornare in panchina

La rincorsa è iniziata. Dybala, Smalling, El Shaarawy, Llorente e Celik accelerano in vista del ritorno di giovedì contro il Bayer Leverkusen. Le buone notizie arrivano soprattutto dalla ‘Joya’, che ieri ha lavorato a parte insieme all’inglese e l’allenamento di oggi dirà se ci sono possibilità o meno di vederlo in campo dal primo minuto. Dopo aver svolto esercizi posturali, tecar e manipolazione fisioterapica nell’ultimo weekend, l’argentino vuole provare a forzare.

Come scrive il Messaggero, da qualche giorno Smalling ha ripreso a correre e a lavorare atleticamente senza avvertire noie muscolari. Il difensore punta a sedersi in panchina e di poter dare un contributo qualora dovesse servire nel finale. Discorso analogo per El Shaarawy, per il quale si respira ottimismo così come per Celik. Il turco verrà valutato questa mattina e a seconda di come si sentirà, si deciderà se effettuare o meno ulteriori esami strumentali.

Llorente, invece, punta a rientrare nella lista dei convocati per la sfida contro la Salernitana o più probabilmente per la trasferta di Firenze. Karsdorp, sottoposto a marzo ad un intervento di artroscopia al ginocchio sinistro, sogna di far parte della comitiva che il 31 maggio si giocherà la finale di Europa League.

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Totti: “Per me il portoghese deve restare” (FOTO)

Francesco Totti ospite al Foro Italico per gli Internazionali. La storica bandiera giallorossa nella giornata di ieri ha partecipato all’evento di presentazione del Bnl Italy Maior Premier Padel, il primo torneo «combined» nella storia della Federazione Internazionale Padel, dove l’ex numero 10 ha sfidato il tennista Jannik Sinner.

Come scrive il Tempo, a margine dell’evento, Totti ha rilasciato alcune dichiarazioni riguardo il futuro di José Mourinho sulla panchina della Roma: «Se dipendesse da me sarebbe tutto molto più semplice, vediamo cosa succederà, la decisione spetta a lui e alla società». Parole anche per Dybala e la sua possibile permanenza nella Capitale nella prossima stagione: «Non so cosa si siano detti i suoi agenti e la società, però sono sicuro che Paulo sceglierà la soluzione migliore per lui. La cena? Aspettiamo la fine della stagione, poi vedremo».

Il riferimento è alle dichiarazioni del campione del mondo argentino in seguito alla vittoria contro il Feyenoord ai quarti di finale, quando la «Joya» ha affermato che gli farebbe piacere «parlare con lui (Totti, allo stadio quella sera, ndr), magari a cena o per un caffè». Tutto rimandato tra poco più di un mese, quando i giallorossi avranno terminato gli impegni tra campionato ed Europa. E proprio sul prossimo impegno in Germania l’ex capitano giallorosso si è detto speranzoso, soprattutto vista la vittoria conquistata all’Olimpico: «Mancano ancora 90 minuti, speriamo di raggiungere l’obiettivo che vogliamo tutti».

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Europa League, Dybala tiene in ansia la Roma

EUROPA LEAGUE DYBALA – Dopo la gara col Bologna, José Mourinho lo ha definito «il grande dubbio»: passano per Paulo Dybala gran parte delle speranze della Roma di conquistare l’accesso alla finale di Europa League. Per farlo, i giallorossi dovranno superare i tedeschi del Bayer giovedì sera a Leverkusen nella semifinale di ritorno (all’andata vittoria giallorossa реr 1-0).

Come scrive il Corriere della Sera, ieri la «Joya» ha svolto a Trigoria un allenamento personalizzato insieme a Smalling: l’argentino è più avanti rispetto all’inglese nel percorso di recupero, ma evidentemente il tecnico portoghese non si fida del tutto e non vuole rischiare di perderlo definitivamente, a pochi giorni dalla fine della stagione. Una valutazione in tal senso sarà fatta in extremis, e già dopo l’allenamento di oggi si potrà capire qualcosa in più sull’utilizzo dell’ex juventino, che ieri era di buonumore.

Dybala, infatti, ha postato su Instagram una storia che lo ha visto protagonista insieme a Camara e al team manager Valerio Cardini in cui ascoltano a tutto volume «La mano de Dios», canzone di Rodrigo Bueno dedicata a Diego Armando Maradona. Con o senza «mano de Dios», Dybala proverà ad esserci giovedì sera per centrare la finale. Una vittoria della coppa, poi, e la conseguente qualificazione alla prossima Champions League, porterebbe nelle casse della società circa 60 milioni di euro, la certezza di essere sorteggiati in prima fascia nei gironi del prossimo anno e quella di giocare la Supercoppa europea. Tutti argomenti che aiuterebbero la società a pianificare il futuro dell’argentino e anche di Mourinho. (…)

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La Roma verso il Leverkusen: Dybala scalpita, Celik è in forte dubbio

E adesso testa solo sul Leverkusen. Scalpita Paulo Dybala che dopo aver saltato la partita col Bologna vuole scendere in campo dal primo minuto. Ieri mattina l’attaccante si è allenato al Fulvio Bernardini insieme agli altri giocatori che stanno recuperando dai rispettivi infortuni, quindi Smalling, Llorente, El Shaarawy e Karsdorp.

Come scrive il Corriere dello Sport, il Faraone è sempre più ottimista sul suo recupero in vista di Leverkusen: “Work in progress” ha scritto sui social dopo l’allena-mento. L’obiettivo principale della Roma è quello di riuscire a recuperare per giovedì Smalling. Nel quale potrebbe mancare Celik per il fastidio all’adduttore sinistro avvertito col Bologna. L’ennesima doccia gelata per il tecnico che quindi vede privarsi di un altro giocatore sulla fascia. Il turco aveva giocato bene l’andata e aveva ottime chance di giocare alla BayArena. Non c’è pace per la Roma.

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Interviste

Mourinho: “Pareggio solido, orgoglioso dei ragazzi. Rigore? Era gigante. Dybala grande dubbio per giovedì”

Josè Mourinho ha parlato ai microfoni di DAZN dopo il pari tra Roma e Bologna:

“Partiamo da una domanda mia: il fallo di Palomino su Dybala avete fatto vedere tanti replay quanto quello di Camara sul giocatore del Bologna? Era un’ammonizione giusta, decisione corretta di Orsato, non servono tanti replay. Per me è un orgoglio questa partita. La squadra anche se gioca un ragazzino dell’under15 o una ragazza della femminile, non cambia la sua professionalità, il suo cuore, la sua empatia. Può cambiare la qualità, ma non i principi di base. Ovviamente sui singoli Svilar e Missori prima partita, Tahirovic non ha giocato tanto, ma collettivamente la squadra ha fatto una bella partita contro un’ottima formazione allenata da Thiago”

Poche speranze di arrivare in Champions?
“I tifosi mi devono sentire, quando eravamo secondi o terzi per tante settimane, dicevo sempre che potevamo pensare solo alla gara successiva perchè con tante partite consecutive non avevamo il potenziale per arrivare fino infondo in entrambe le competizioni. Noi non abbiamo mai scelto, abbiamo sempre pensato che la prossima è la più importante, ma da diversi mesi lo dico”

La Roma è a due partite dalla Champions con la Coppa. Quanto sposta la partita di giovedì il sentimento sulla stagione?
“La nostra stagione è fantastica, si può analizzare tutto su un risultato finale, però per me è una stagione nei limiti di questa gente e per me questo è veramente fantastico. Oggi partita difficile contro una squadra organizzata, è un pareggio solido, non sofferto, con un’opportunità gingantesca per Belotti e un rigore gigante non dato”

Come state?
“Wijnaldum recuperato, oggi doveva giocare 60-65 minuti ma l’ho tolto prima per non mangiare un’opportunità di cambio quando Celik si è infortunato. Celik è in dubbio, Paulo Dybala è un grande dubbio”

Orsato le ha detto qualcosa su quell’episodio in area?
“No niente”

Quanto effetto le fa vedere questi suoi allievi che arrivano ad essere allenatori?
“E’ emozionante, significa che il tempo passa veloce, che loro sono cresciuti, come i miei figli sono cresciuti e che io ho la forza di stare ancora qui dopo tanti anni, che forse la gente si può stancare di me e Ancelotti ma alla fine siamo qui”