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Interviste

Dybala chiarisce: “Era necessario saltare una gara per evitare di stare fermo un mese”

Era necessario saltare una partita per non saltare un mese“. Dal ritiro dell’Argentina, a Miami, Paulo Dybala ha spiegato i motivi che lo hanno portato a non giocare con l’Atalanta ma a rispondere alla chiamata della nazionale argentina, una scelta che ha sollevato qualche malumore nella Capitale.  “Domenica scorsa  avevo un affaticamento, sentivo che non ero al cento per cento e i medici lo sapevano. Per fortuna poi i risultati degli esami sono andati bene. Quando si avvicina il Mondiale si vuole sempre andare in Nazionale, io non volevo mancare. Tutti lavoriamo per andare al Mondiale, poi sarà il c.t. che farà la lista ma io darò tutto col mio club. Gli ultimi anni non sono stati facili, cambiare aria mi ha fatto bene. Essere protagonista in una squadra così mi aiuta tanto“. L’accoglienza dei tifosi ha fatto il resto. “È stato insolito. Quando entri allo stadio sei con i compagni, lì ero da solo. Non mi era mai capitato. Il tifoso della Roma è simile a quello argentino per quanto riguarda la passione, diverso dall’ambiente della Juventus, più simile a quello argentino. Hanno una pazzia bella, per loro viene prima la Roma che la famiglia. Vivono il calcio come noi“. Fondamentale è stato il ruolo di José Mourinho. “Mi ha chiamato e in pochi minuti ho deciso, lui e il d.s. mi hanno parlato del progetto e della voglia di continuare a vincere, come hanno fatto lo scorso anno“.

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NEWS

Dybala, ieri allenamento differenziato in campo. Entro il 23 nuovi controlli. La situazione

NEWS RS (di Francesco Oddo Casano) – La Roma continua a monitorare a distanza la situazione di Paulo Dybala. L’argentino ieri ha postato una foto che lo ritrae nell’allenamento in palestra al fianco di Messi e Di Maria. Solo un affaticamento, al momento, per l’attaccante giallorosso che poi è sceso in campo per una seduta differenziata insieme ad un preparatore atletico. Le immagini sono state riportate da tycsports.com.

Al contrario di quanto emerso in queste ore, l’allenamento risale al tardo pomeriggio di ieri non a questa mattina, vista la differenza di fuso con gli Stati Uniti di 9 ore. Possibile che entro il 23 settembre Dybala venga sottoposto a nuovi controlli per verificare che le condizioni del flessore siano ottimali e poter scendere in campo, probabilmente, solo nella seconda amichevole dell’Albiceleste in programma il 27 settembre. Dall’entourage del calciatore filtra comunque un discreto ottimismo sulle sue condizioni, non essendo state rilevate in questi giorni lesioni. Se Dybala dovesse restare aggregato all’Argentino fino al termine di questa tornata di gara, rientrerà nella capitale mercoledì e dunque si allenerà da giovedì prossimo a due giorni dal big match di San Siro contro l’Inter.

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Allenamenti

Dybala, sorrisi e lavoro nel primo giorno di ritiro con l’Argentina (FOTO)

Paulo Dybala è partito per gli Stati Uniti e ha risposto alla chiamata della Nazionale Argentina, nonostante il risentimento muscolare al flessore accusato due giorni fa. L’attaccante non ha accusato lesioni in base al responso dei primi esami ed è apparso sorridente nel suo primo giorno di lavoro in ritiro: cyclette e allenamento in palestra per lui al pari dei compagni. Sarà valutato nei prossimi giorni.

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RETESPORT

Roma, qual è stato l’MVP delle prime 9 gare stagionali? Vota il sondaggio di Retesport

Un inizio di stagione con vittorie importanti e qualche scivolone inaspettato. La Roma ha chiuso il suo primo ciclo di partite (7 in campionato 2 in Europa League), con risultati non del tutto soddisfacenti. Fa discutere in queste ore il dato offensivo della formazione di Mourinho, con quasi tutti gli attaccanti sotto esame per i tanti errori sotto porta.

Retesport ha lanciato un sondaggio per eleggere il miglior calciatore giallorosso per rendimento di questo inizio di stagione: in lizza Dybala, Smalling, Ibanez e Matic.

VOTATE!

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Rassegna stampa

Dybala volato negli Stati Uniti: Mourinho lo riavrà a 48 ore dall’Inter

 La Roma saluta Paulo Dybala e Lorenzo Pellegrini oltre ad altri 10 calciatori partiti per le rispettive nazionali. L’argentino ha dato forfait nella partita di domenica contro l’Atalanta per un risentimento al flessore sinistro. Durante il riscaldamento ha sentito riacutizzarsi un piccolo dolore riscontrato nei giorni scorsi dopo la gara contro l’Helsinki e Mourinho ha preferito spedirlo in tribuna.

Dodici ore dopo era su un volo diretto in Florida per aggregarsi alla nazionale che disputerà le due amichevoli contro l’Honduras a Miami e la Giamaica a New York in preparazione del Mondiale.

Come scrive il Messaggero, i medici della Albiceleste valuteranno l’infortunio, ma è probabile che Paulo resti negli Stati Uniti anche perché non si sarebbe sottoposto a un viaggio di otto ore per rientrare immediatamente in Italia. Scongiurato, dunque, un lungo stop, ma la partenza ha spiazzato Mourinho. Il tecnico era certo di averlo a disposizione per le successive due settimane, come ha spiegato nell’immediato post-partita dell’Olimpico: “Paulo e Lorenzo sono infortunati, vediamo se 15 giorni sono sufficienti per recuperarli””

Differente il caso Pellegrini che ha giocato tutta la partita contro l’Atalanta con un problema al flessore sinistro. Anche lui ha raggiunto la Nazionale Coverciano, ieri si è allenato a parte ma è possibile che rientri nelle prossime ore. Gli azzurri disputeranno due gare di Nations League contro Inghilterra UngheriaPellegrini non correrà rischi e se sarà necessario rientrerà a Roma per sottoporsi alle terapie.

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APPROFONDIMENTI

Roma, 12 i nazionali impegnati in giro per il Mondo: attesa su Dybala e Pellegrini. Gli ultimi a rientrare saranno i sudamericani

FOCUS RS (di Francesco Oddo Casano) – Prima sosta delle nazionali di questa nuova stagione a due mesi esatti dall’inizio del Mondiale. Rispetto alle attese, il numero di giocatori della Roma che partiranno per i rispettivi ritiri non è straordinario.

Per quanto concerne i sudamericani, Vina è stato chiamato dall’Uruguay nonostante l’esiguo spazio riservatogli da Mou: il terzino è partito questa mattina da Fiumicino insieme a Vecino.

Viaggio oltreoceano anche per Ibanez, che è stato convocato per la prima volta dal Brasile e si gioca una grande chance di partecipare all’ormai prossima spedizione Mondiale.

Dybala come noto, al pari di Pellegrini, ha risposto alla chiamata della Nazionale Argentina, nonostante il problema muscolare accusato ieri. Concludono la lista Celik, che è volato in Turchia, Zalewski in Polonia, Abraham a Londra e Rui Patricio è stato chiamato dal Portogallo. Bove parteciperà al raduno dell’Under 21 e Volpato con l’Under 20.

Restano a Roma Camara e Belotti, che come detto da Mourinho hanno bisogno di lavorare molto sul piano fisico per raggiungere il top della condizione. Non partiranno a sorpresa neanche Spinazzola, Zaniolo e Mancini, mentre Kumbulla infortunato non potrà aggregarsi all’Albania. Sono dunque 12 complessivamente i calciatori che rientreranno tra l’inizio e la metà della prossima settimana. Gli ultimi in ordine di tempo a sbarcare nella capitale saranno i sudamericani, impegnati nella notte tra martedì e mercoledì prossimo, quando all’orizzonte ci sarà il big match di San Siro in programma sabato 1 ottobre.

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Rassegna stampa

Dybala e Pellegrini, ansia per gli infortuni muscolari

La sconfitta contro l’Atalanta non è stata l’unica brutta notizia per José Mourinho, che ne ha ricevute altre due. Come scrive Il Corriere della Sera, una prima e una durante la partita: la è arrivata durante il riscaldamento, perché a pochi minuti dal fischio d’inizio si è fermato anche Dybala.

L’argentino ha accusato un affaticamento al flessore della gamba sinistra, e per precauzione lo staff medico della Roma ha deciso di non rischiarlo e di mandarlo in tribuna. Già oggi l’attaccante dovrebbe sottoporsi ad esami strumentali per capire l’entità dell’infortunio. In ballo c’è partenza con la nazionale argentina: il c.t. Lionel Scaloni, infatti, lo ha inserito nella lista dei convocati per le amichevoli contro Honduras e Giamaica, ma Mourinho a fine partita ha detto che la Joya non raggiungerà la Seleccion.

Non partirà nemmeno Pellegrini. “Ha sentito tirare al flessore – la spiegazione di Mou – sull’1-0 non è voluto uscire, ha voluto andare fino alla fine come capitano, come uno che voleva aiutare e questo è un problema per noi. Vediamo se 15 giorni sono sufficienti per recuperare Lorenzo e Paulo“. Anche Pellegrini si sottoporrà agli esami di rito.

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Interviste

Abraham: “Voglio migliorarmi, Roma scelta giusta. Dybala è un leader”

Tammy Abraham ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni del Daily Mail. Ecco le sue parole:

La tua prima stagione con la Roma non poteva andare meglio con 27 gol. Deve darti fiducia. Cambia anche la tua prospettiva dati gli standard che hai fissato?
“C’è qualcosa in me che dice che voglio fare ancora meglio. Come personaggio, è così che voglio crescere. Guardo Erling Haaland che è il giocatore di cui si parla di più al mondo in questo momento. Lo uso come motivazione segreta, per cercare di raggiungere quel livello, raggiungere quegli obiettivi. Il successo degli altri giocatori, questo è ciò che mi fa andare avanti”.

Sei passato dall’essere dentro e fuori al Chelsea a giocare ogni settimana, ad essere l’uomo principale. È un cambiamento di stato…
“Se un paio di anni fa mi avessi detto che avrei giocato in Italia, non ti avrei creduto. Lasciare il Chelsea è stato difficile, è lì che sono cresciuto dall’età di sette anni. Non sapevo molto del calcio italiano, ma mi ha aiutato a crescere come giocatore e come uomo. Sono uscito dalla mia zona di comfort e non ho rimpianti. Amo la vita qui e ha tirato fuori un altro lato del mio gioco. Al Chelsea, ero considerato puramente come una punta. Qui ho imparato diversi aspetti del gioco. Se i nostri avversari hanno più tempo la palla, so come posizionarmi sulla difensiva. Devi essere più cinico perché potrebbero essere poche”.

Diciamo che la Premier League è la migliore. Come si confronta con la Serie A?
“Entrambi hanno qualità che l’altro non ha. Il calcio italiano è molto tattico. Le squadre vogliono impedirti di segnare il più possibile. Penso che si concentrino principalmente sul non subire gol, il che ovviamente rende più difficile per un attaccante. Una cosa che dovevo imparare in fretta era come prendere i falli. Tenere la palla in alto quando la tua squadra potrebbe aver bisogno di una pausa. Piccole cose del genere”.

Ho incontrato il tuo manager José Mourinho in un paio di occasioni in eventi come Soccer Aid. L’ho trovato diverso dalla sua immagine, era piuttosto gioviale. Ovviamente tu però vedi il lato professionale…
“È uno dei migliori per la gestione dell’uomo. Sa parlare con i giocatori. Nel mio caso, non mi dice mai quanto sto facendo bene. All’intervallo, non ricevo mai un “Ben fatto”, anche se in fondo alla mia mente penso: “Sai che sto giocando bene”. Vuole che tu faccia sempre meglio. Prima della semifinale di Europa Conference contro il Leicester della scorsa stagione, mi ha trascinato in una stanza e ha detto: “Tam, non penso che tu sia stato abbastanza bravo”. Sono rimasto sorpreso perché avevo segnato nella partita precedente. Gli ho chiesto cosa volesse dire e mi ha detto che non vedeva il Tammy che aveva visto giocare contro la Lazio per esempio. È stato motivante e ho finito per segnare il gol della vittoria contro il Leicester”.

Sono sempre impressionato da come vestono bene i giocatori italiani. Pensi che alcuni dei tuoi compagni inglesi potrebbero avere difficoltà con questo?
“Lo standard è alto, penso che le persone si sveglino un’ora prima solo per fare questo sforzo. Io mi sveglio metto una tuta da ginnastica e parto. Forse venendo pensando al mio tempo al Chelsea, Ben Chilwell e Mason Mount potrebbero faticare un po’. La loro moda potrebbe non essere capita tanto”.

Fai parte di una generazione di giovani giocatori inglesi all’estero; Fikayo Tomori e Jude Bellingham sono anche in questa squadra dell’Inghilterra, Jadon Sancho è andato al Dortmund giovane, Callum Hudson-Odoi, Harry Winks, Dele Alli sono tutti all’estero ora…

“La gente potrebbe aver avuto paura del cambiamento. A tutti piace stare in un posto confortevole, ma a volte puoi avere dei rimpianti se non provi altro. Qualunque cosa accada con il resto della mia carriera, posso guardare indietro ed essere orgoglioso di giocare e vivere in Italia, facendo una vita diversa. Sancho è un ottimo esempio. Quando andò al Dortmund, pensai: ‘Perché?’ Ma ha fatto brillantemente e ha dato agli altri la fiducia per farlo. Jude Bellingham lo ha seguito a Dortmund, io e Tomori siamo in Italia. Stiamo giocando bene. Credo che Sancho abbia aperto gli occhi a molte persone”.

E le persone in questo paese possono vedere il campionato in cui stai giocando. Qualche anno fa, solo Barcellona o Real Madrid uno spettacolo a settimana…

“Prima di andare in prestito all’Aston Villa, avevo un paio di club interessati alla Francia ma all’epoca non ne ero sicuro, pensavo che sarei stato facilmente dimenticato là fuori anche se avessi giocato bene. Ora direi ai giocatori inglesi di pensare a sperimentarlo”.

L’ultimo raduno dell’Inghilterra a giugno non è stato eccezionale. Due pareggi e due sconfitte contro l’Ungheria. Gareth Southgate ha giustamente ricevuto molti consensi per il lavoro che ha svolto, questo è stato il primo stop. Questo rende queste due partite della Nations League contro Italia e Germania, le ultime nazionali prima della Coppa del Mondo, ancora più importanti?

“Sappiamo quanto sia stato frustrante l’ultimo raduno. Non ci siamo giocato bene, ma come professionista devi andare avanti, c’è sempre il prossimo. Ovviamente la Coppa del Mondo è alle porte, quindi tutti vogliono fare del loro meglio per sé stessi e per il Paese”.

Tutti sanno che Harry Kane è il primo a rispondere alla convocazione. Ho avuto una situazione simile con Lampard, Gerrard, Scholes, Beckham. Potrebbe sorprendere le persone, ma non ho sentito che la frustrazione ha avuto la meglio su di me. L’ho colta come un’opportunità per essere tra i migliori senza la pressione a cui erano sottoposti…

“Essere scelto nella nazionale è un grande onore. La competizione è così agguerrita, hai sempre quel piccolo pensiero: ‘Ci vado?’ Parlo con Tomori ed eravamo di nuovo come dei ragazzini quando abbiamo ricevuto la convocazione. Ci stavamo gridando al telefono, eccitati. Sappiamo quanto sia importante con il Mondiale così vicino. Quando lavoro con Harry, lo uso come punto di riferimento. Se siamo io e lui a fare le esercitazioni finali in allenamento, guardo al suo posizionamento, cerco di prenderne i tratti nel mio gioco. È un attaccante meraviglioso, ma come giocatore dovevo essere pronto anche io perché non si sa mai cosa succederà”.

Una partita contro l’Italia a Milano sarebbe speciale per te. Molti anni fa, quando Gary Lineker ha giocato per il Barcellona, ​​l’Inghilterra ha giocato una partita in Spagna e ne ha segnate quattro!

“Ovviamente se dovessi essere coinvolto, mi piacerebbe impressionare, tornare e dare un po’ di bastonate ai miei compagni di squadra della Roma”.

Ho adorato il tuo terzino esterno Leonardo Spinazzola. È stato sensazionale per l’Italia a Euro 2020 fino a quando non ha avuto quel brutto infortunio al tendine d’Achille…

“Adesso è tornato e sta bene. È sempre difficile quando torni per la prima volta da un lungo infortunio. Se giocherà venerdì, sarà bello vedere lui e altri compagni della Roma, e giocare in uno stadio familiare”.

Le aspettative per l’Inghilterra erano inferiori all’ultima Coppa del Mondo in Russia e la squadra ha giocato bene, fino alle semifinali. Dopo aver raggiunto la finale di Euro 2020, però, sospetto che in Qatar saranno più alte. Come se la cavano i giocatori?

“Dobbiamo bloccare tutto il rumore e qualsiasi sciocchezza. Non sarà facile, ma il modo migliore per noi giocatori è quello di affrontare le partite con la mente libera. Non puoi giocare bene se ti senti sotto pressione o hai paura. Come giocatori ci divertiamo quando i tifosi sono dietro di noi come successo agli Europei. Ovviamente siamo rimasti delusi dall’ultima partita contro l’Ungheria, ma nel calcio succedono queste cose. È così che ci riprendiamo”.

Voglio solo tornare al Chelsea, se posso. So che non hai fatto molte partite nella squadra prima di partire nel 2021, ma molti attaccanti lottano in quel club; Shevchenko, Torres, Higuain, non ha funzionato nemmeno per Lukaku quando ha firmato per un sacco di soldi quando sei andato alla Roma..

“Ricordo che Lukaku ha detto che all’Inter trovava più la porta rispetto al Chelsea. Mi ha fatto ripensare confrontandolo con il mio stile di gioco ora. Il centrocampo e i difensori sono così vitali per il Chelsea, è un lavoro solitario in attacco e può essere difficile. Ma non credo sia vero dire che c’è una maledizione dei numeri 9, ci saranno ragioni diverse per ogni attaccante ed è un onore giocare per quel club”.

Personalmente, penso che quando hai avuto un’icona come Didier Drogba che ha vinto tutto e ha sempre segnato nelle finali di coppa, chiunque segua sia paragonato a lui. L’unico che ha resistito da allora è Diego Costa. È un’aspettativa incredibile per chiunque sia all’altezza e penso che ne faccia parte più della parte tattica…

“Ho avuto alcuni momenti al Chelsea in cui ho fatto male e mi è stato detto di ‘Vattene!’ E se segnavo, mi chiamavano re Drogba. È impossibile emularlo completamente, ma Pierre-Emerick Aubameyang ora indossa il numero 9, gli auguro tutto il meglio e spero che riesca a correre”.

Mi racconti un po’ della vita a Roma? C’è stato un tempo in cui sono quasi arrivato al Lione, ma alla fine non ho mai giocato all’estero…

“Ho parlato con Chris Smalling prima di firmare e mi ha detto: bel tempo, brava gente, buon cibo, buon campionato. Non ha sbagliato. Roma è bella. Sono stato in giro e ho ammirato la storia. Luoghi come il Colosseo costruito tanto tempo fa. I tifosi sono così appassionati, ovunque tu vada c’è Roma o Lazio, la rivalità è pazzesca. Puoi fermarti a una stazione di servizio e farti assalire, è diverso da Londra dove puoi perderti un po’ di più. Ci è voluto un po’ per abituarsi ma le persone sono adorabili quando le vedi. Tendi solo a passare un po’ più di tempo a casa! Ho preso lezioni di italiano, volevo imparare. Di recente ho fatto un’intervista che ha avuto una buona reazione anche se erano solo poche parole. Stranamente, Chris capisce l’italiano ma non lo parla”.

Sono sicuro che la gente apprezzerà che ci provi anche se commetti qualche errore. La mia ultima domanda è per mio figlio davvero, ama Paulo Dybala che hai firmato dalla Juventus. Che tipo è?

“Ha talento. Bravo come lui su FIFA. Porta anche qualità di leadership anche se sembra avere 12 anni! Ha quell’esperienza di vincere trofei che ci serviva. È positivo per me personalmente, stiamo costruendo quella partnership”.

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Quadrilatero magico o formazione più prudente? Ecco il dubbio di Mou contro la Dea

FOCUS RS (di Francesco Oddo Casano) – Archiviata la pratica Helsinki, la Roma si è rituffata sul campionato. Domenica alle 18.00 in un Olimpico nuovamente sold out i giallorossi affronteranno l’Atalanta, a chiusura del primo tour de force di stagione. Josè Mourinho e i calciatori conoscono l’importanza di questo match e la sensazione è che ieri sera contro i finlandesi la squadra abbia saputo dosare anche le energie, soprattutto dopo l’uno-due rifilato ad inizio ripresa ad Hazard e compagni.

Ipotesi diverse per decodificare la Dea

Lo Special One già dal minuto successivo alla sfida europea vinta – al 106esima della sua carriera in panchina nelle coppe – avrà certamente iniziato a riflettere su quale squadra schierare domenica contro Gasperini, domato e abbattuto lo scorso anno tra andata e ritorno. Certi della maglia da titolare Smalling, Dybala, Celik e Abraham che ieri sera hanno riposato, partendo dalla panchina. Ovviamente Rui Patricio, Mancini, Ibanez e Spinazzola giocheranno dal 1′. Ballano tre maglie per quattro calciatori: Cristante, Matic, Pellegrini e Zaniolo.

Il tecnico lusitano ha sulla carta diverse soluzioni per affrontare la formazione bergamasca: in primis lo schieramento che prevede la riproposizione del c.d. ‘quadrilatero magico‘, con Pellegrini in mediana e il tridente offensivo composto da Dybala-Abraham-Zaniolo. In questo caso potrebbe partire dalla panchina Matic, con Cristante al fianco del capitano giallorosso. Un’indicazione in questo senso potrebbe esser arrivata ieri sera, laddove Mou ha deciso di tenere in campo per 90 minuti Matic, sostituendo Cristante e Pellegrini. Il serbo resta comunque un punto di riferimento per lo Special One e la sua centralità nel gioco della Roma non può essere dimenticata: anche ieri sera l’ex United è stato assoluto faro in mezzo al campo, con oltre 120 palloni giocati.

L’altra ipotesi probabile al pari della precedente è una scelta più prudente, con Cristante Matic in mediana, e il ballottaggio tra Zaniolo e Pellegrini, con quest’ultimo favorito. Improbabile vedere un cambio di modulo, opzione praticata da Mou solo a partita in corsa. Il paradosso, per quanto osservato finora, è che la formazione sulla carta più sbilanciata con Pellegrini in mediana ha subito meno rispetto a quella più equilibrata con Matic e Cristante. A Mou l’ardua sentenza.

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Rassegna stampa

Mourinho coccola Dybala: “Un gol che ha cambiato la gara”

Uno ha cambiato subito l’inerzia con quei due cambi a inizio ripresa, l’altro ha cambiato proprio la partita, perché quando entra in campo è abituato a lasciare sempre il segno, scrive Andrea Pugliese su  La Gazzetta dello Sport.

Mourinho e Dybala la partita l’hanno indirizzata insieme, spianando la strada alla Roma verso la sua prima vittoria stagionale in Europa. E Mou alla fine si coccola Paulo, che gli ha cambiato la partita. “Con quel gol la sfida è cambiata – dice l’allenatore della Roma –. Nel primo tempo siamo stati troppo passivi in superiorità numerica. Poi nella ripresa abbiamo cambiato atteggiamento, siamo passati alla difesa a 4, aumentato il ritmo, pressando sempre alti“.

Anche se poi alcune cose a Mou non gli piacciono: “Dobbiamo migliorare nella costruzione del gioco, ma soprattutto nel rapporto tra occasioni create e gol fatti: i giocatori di talento lì davanti devono essere più cattivi. Anche Belotti l’ho visto subito con questa malattia, ha provato 4-5 tacchi, mentre lui deve segnare di ginocchio, di culo, di testa“.