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Totti aspetta l’ultimo via libera per ‘risposare’ la Roma: la situazione

Francesco Totti aspetta: il contratto da ambasciatore è pronto, manca soltanto l’ultimo via libera. Nel frattempo, mentre Friedkin sistema gli equilibri societari, Totti osserva, si confronta e mantiene un contatto costante. Il suo ritorno non è più solo un’idea, ma una possibilità concreta che prende forma giorno dopo giorno.

Come scrive il Corriere dello Sport, un altro passo verso il Fulvio Bernardini è arrivato circa quindici giorni fa, quando Totti ha parlato già quasi da dirigente in pectore, ancora prima che da simbolo: diretto, lucido, senza sottrarsi. Sulla vicenda Ranieri ha chiesto unità, ha invocato compattezza, mettendo la Roma al di sopra di tutto.

Un messaggio che non si è fermato a Trigoria, ma ha attraversato l’oceano arrivando fino agli uffici americani, dove Friedkin ha apprezzato: non solo i contenuti, ma anche il tempismo, il modo e il senso di responsabilità.

Perché in quelle parole c’era esattamente ciò che la Roma cerca: una figura capace di tenere uniti i pezzi. Un ponte tra squadra e dirigenza, tra allenatore e ambiente, tra un passato glorioso e un futuro ancora da costruire. Perché quando parla Totti, Roma ascolta. Sempre. E oggi, forse più che mai, ne ha bisogno.

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Calciomercato

Roma a caccia dello ‘sconto’ dall’UEFA sulle plusvalenze: l’indiscrezione

La Roma dovrà affrontare la chiusura del settlement agreement a giugno e, entro la scadenza del 30/6, sarà chiamata a realizzare alcune cessioni utili a rispettare i parametri fissati dall’UEFA.

La proprietà Friedkin avrebbe affidato a Jason Morrow il compito di trattare con l’UEFA per tentare di ridurre l’importo richiesto.

Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, il responsabile finanziario della proprietà starebbe lavorando per abbassare la cifra attualmente stimata tra gli 80 e gli 85 milioni di euro. L’obiettivo sarebbe quello di scendere sotto i 60 milioni, facendo leva anche sui progressi ottenuti dalla Roma negli ultimi anni, come la riduzione del monte ingaggi e l’aumento dei ricavi grazie a nuove partnership commerciali e sponsor.

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APPROFONDIMENTI

Tra Everton e Roma i Friedkin sono al bivio: solo una in Europa League. Da Trigoria assicurano: “Nessun rischio”

Non trova ancora una definizione chiara la questione relativa alla possibile qualificazione di Roma ed Everton alla medesima competizione europea. Uno scenario ancora possibile in base alle classifiche in divenire delle due formazioni, rispettivamente in Serie A e Premier League.

Come riferisce la Repubblica, non arriva ancora nessuna soluzione, nessun segnale che i Friedkin abbiano sciolto il nodo, nonostante gli americani ostentino sicurezza al riguardo, «nessun rischio, è stato valutato ogni scenario», da Nyon la preoccupazione monta ogni giorno di più.

La situazione è chiara: la Roma è quinta, a pari punti con il Como, e ormai quasi certa di giocare in Europa. Dall’altra parte c’è l’Everton, undicesimo in classifica ma a tre punti dal sesto posto. E con l’incastro dell’FA Cup, anche il settimo può significare qualificazione all’Europa League. Tradotto: a quattro giornate dalla fine, l’incrocio non è affatto disinnescato. E non è chiaro come a Houston pensano di risolvere la questione.

Il regolamento: Roma ed Everton non possono giocare la stessa coppa europea. L’articolo 5 del regolamento Uefa sulla multi-club ownership vieta che due club riconducibili allo stesso proprietario partecipino alla stessa competizione se non sono stati separati, sul piano del controllo e della governance, entro i termini fissati. E la scadenza del primo marzo 2026, è passata da due mesi. In caso di qualificazione alla stessa coppa è la Uefa a decidere quale squadra giocherà quale competizione. I criteri sono scritti nero su bianco: in prima istanza conta il piazzamento nel campionato nazionale e poi il ranking della federazione di appartenenza. E l’Inghilterra è saldamente al primo posto in Europa.

Secondo quanto riferisce il Corriere dello Sport, i legali del club giallorosso sono a lavoro da tempo per rintracciare la soluzione ideale che disinnescherà il problema potenziale di una partecipazione alla medesima competizione dei due club.

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NEWS

Friedkin in arrivo: nei prossimi giorni il vertice con Gasp. Tutti i temi sul tavolo

Dan e Ryan Friedkin sono pronti a tornare a Roma. Secondo il Corriere dello Sport entrambi, secondo altre testate per il momento solo Ryan, ma poco cambia. Il motivo principale è avviare l’ennesima ricostruzione.

Dopo l’addio di Ranieri e con Massara sempre più depotenziato, la centralità di Gasperini non basta. E’ lo stesso tecnico ad aver chiesto a più riprese un vertice de visu con la proprietà per iniziare a programmare la prossima stagione.

In primis la questione rinnovi e gestione del gruppo squadra. Poi la scelta del direttore sportivo, che sarà ad appannaggio della società ma in una rosa di nomi condivisa con l’allenatore. Quindi si stabiliranno le strategie future a cominciare dalle cessioni obbligate per motivi legati al Ffp. Infine ritiro e priorità di mercato estivo per quanto concerne ruoli e posizioni.

Ecco le principali tematiche che saranno affrontate dalle parti nel summit previsto tra la fine e l’inizio della prossima settimana.

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APPROFONDIMENTI

Roma, infinita rivoluzione: ecco la lista dei professionisti scelti e poi epurati da Friedkin

Un loop infinito, per molti ormai un buco nero. La Roma per mano dei Friedkin va incontro a costanti rivoluzioni. Si inizia a costruire e poi si piccona il muro buttandolo giù. Spesso non si arriva neanche a gettare le fondamenta.

Dall’estate del 2020 ad oggi, sono molteplici le professionalità che si sono alternate nelle stanze dei bottoni di Trigoria. La proprietà americana ha anche creato dal nulla delle nuove figure professionali, durate spesso molto poco: il general manager Tiago Pinto, figura mutuata dall’NBA o il senior Advisor Ranieri, consigliere, dirigente ma spesso anche figura ibrida.

Prima di Sir Claudio, a vario titolo in termini amministrativi si sono alternati Lina Souloukou, Guido Fienga, ma anche Calvo, Berardi, il direttore degli affari esterni Scalera; a Trigoria hanno lavorato pro-tempore anche il responsabile del vivaio Vergine, l’ex figura di raccordo Morgan De Sanctis, vari direttori commerciali, Zubiria, il direttore marketing van de Doel, il team manager Gombar, l’avvocato Vitali, per arrivare ai direttori sportivi Petrachi, Pinto, Ghisolfi con Massara in procinto di andar via.

C’è stato spazio nella Roma anche per il compianto Maurizio Costanzo, per circa un anno consulente della comunicazione della società. Un esperimento che non portò a risultati sensibili, se non qualche incontro sporadico con i media locali.

A tutto ciò si sommano diversi allenatori in pochi anni, esattamente 6 in 6 stagioni: Fonseca, Mourinho, De Rossi, Ranieri, Juric e ora Gasperini. Una vera e propria centrifuga che ormai non lascia spazio a dubbi sulle capacità gestionali di una proprietà, che nel frattempo è stata anche incapace di rendere sostenibile il club visto il disavanzo di bilancio annuale che viene puntualmente ripianato.

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Rassegna stampa

Mercato, ritiro e programmazione: è tutto in stand by nella Roma

Stop alla programmazione. La Roma che verrà resta in stand by. Una situazione inquietante che, al momento, nessuno né nella Capitale né negli States sembra in grado di risolvere. Spetta ai Friedkin indicare la figura che dovrà occuparsi della pianificazione. Negli ultimi giorni, però, la proprietà, attraverso i colloqui ad personam organizzati da Ed Shipley (il loro manager di riferimento a Trigoria), ha confermato contemporaneamente la fiducia a Ranieri, Massara e Gasperini, sorvolando sui contrasti interni che invece bloccano qualsiasi iniziativa in ottica futura.

Mancano quindi i presupposti fondamentali per preparare la prossima stagione, quella del Centenario, e soprattutto per migliorare la rosa. Se i Friedkin continueranno a prendere tempo senza intervenire sul conflitto ormai insanabile tra il senior advisor (a cui è legato il ds) e l’allenatore, al momento nessuna mossa sarà possibile.

Come scrivono il Messaggero e il Corriere della Serra, ogni attività è congelata. Non si sa ancora dove la squadra andrà in ritiro, non si conoscono le amichevoli né le tournée. Dovrebbe essere interpellato Gasperini, che però è in bilico quanto Ranieri, così come lo stesso Massara, che dovrebbe occuparsi delle operazioni di mercato. E di operazioni da fare ce ne saranno parecchie. Con circa 80 milioni di plusvalenze da raccogliere entro il 30 giugno, qualche big partirà tra Svilar, Ndicka e Koné.

La posizione del ds è senz’altro scomoda. Deve ascoltare e valutare le offerte per i migliori della rosa, ma senza potersi confrontare con l’allenatore, che aspetta di conoscere il pensiero della proprietà per collaborare alla costruzione del nuovo roster. Quando ultimamente ci ha provato, suggerendo di ripartire da due o tre titolari di primo piano, non è stato ascoltato. Adesso non consiglia più giocatori e non indica chi trattenere tra quelli in scadenza.

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NEWS

Friedkin intima: ‘Europa League obiettivo minimo da non fallire’

In attesa di capire quale sarà il futuro tecnico della Roma, quali componenti rimarranno e come si ripartirà nella prossima stagione, dentro Trigoria è arrivato un messaggio forte e chiaro dalla proprietà: bisogna terminare al meglio la stagione ma non solo.

La qualificazione all’Europa League è il traguardo minimo che il club non vuole fallire.

Come scrive il Corriere della Sera, cinque partite da non sbagliare, per finire davanti al Como e non rischiare di mettersi a fare i conti con chi vincerà la Coppa Italia, così da evitare la Conference. Perché sì, è vero, la Roma ha avviato un processo di rinnovamento anche lodevole. Ma sarebbe molto complicato difenderlo, a tutti i livelli, in caso di frenata ulteriore da qui alla fine. Va evitato il flop totale, insomma. Lo chiede la proprietà

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APPROFONDIMENTI

Friedkin, l’orientamento è proseguire con Gasperini e Ranieri

Nonostante appaiono del tutto inconciliabili le posizioni tra Ranieri e Gasperini, la proprietà americana continua a restare in silenzio. I Friedkin stanno continuando ad informarsi con entrambe le parti sulla situazione attuale e sugli scenari futuri, con un’unica mossa operativa: inviare a Trigoria Ed Shipley, uomo di fiducia, che provi a fare da collante e soprattutto gestisca eventuali nuove tensioni.

Il diktat della proprietà è chiaro: andare avanti così fino a giugno e secondo il Corriere della Sera addirittura oltre. La vera novità di queste ore è proprio questa: se la squadra terrà, i Friedkin proveranno a portare avanti quel progetto oggi quasi utopico di trattenere tutti, altrimenti chissà. Da una parte c’è un allenatore che, a 68 anni, ha fretta di dimostrare di poter vincere in una grande piazza, lui che non ha mai avuto davvero l’occasione di farlo, fatta eccezione per la parentesi negativa con l’Inter.

Dall’altra c’è un Ranieri che, con quelle parole così forti nei modi e nei tempi, forse voleva semplicemente mandare questo messaggio al tecnico: “Ehi amico, siamo tutti sulla stessa barca. Tutti vogliamo i Malen. E tutti insieme abbiamo azzeccato alcune scelte e ne abbiamo sbagliate altre”. In mezzo c’è una società che, ancora al 20 aprile, non ha fatto nemmeno una riunione di mercato per programmare le entrate.

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NEWS

Friedkin, fiducia a Gasp e conferenza in diretta da Houston: ora serve un segnale

Dan e Ryan Friedkin, nonostante le voci di un imminente sbarco nella capitale, hanno deciso al momento di gestire la delicata crisi interna a distanza. Hanno parlato più volte con i protagonisti della contesa, collegati da Houston in conference call e inviato successivamente il fidato braccio destro, Ed Shipley per provare a sedare momentaneamente gli animi.

Compreso però che la spaccatura non è sanabile ora serve qualcosa di diverso. Pare evidente sia a Gasperini che a Ranieri.

Come riferisce la Gazzetta dello Sport, in questi giorni il presidente giallorosso ha sentito il tecnico in più di un’occasione al telefono ribadendo la piena fiducia nel suo lavoro ma senza aprire all’allontanamento di Ranieri, la persona di fiducia scelta la scorsa estate per guidare la Roma. Questo a Gasperini non basta e nelle prossime ore, dopo la delicata sfida con l’Atalanta, si aspetta un segnale più chiaro dai Friedkin.

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Tifosi

Roma-Pisa, possibile il 79° sold-out dell’era Friedkin

Quota 60 mila sarà toccata oggi, per la quindicesima volta su sedici gare interne all’Olimpico in questo campionato, mentre la corsa al biglietto continua senza sosta, parallela a quella per la Champions League.

Sono già più di 1 milione i tifosi giallorossi che in questa stagione hanno superato i cancelli dello stadio al Foro Italico.

Sabato sera, contro l’Atalanta, la squadra si troverà di fronte a un vero e proprio match point e l’atmosfera sarà quella di una finale anche sugli spalti, con altri 62-63 mila spettatori attesi. Il club punta a centrare il 79° sold out negli ultimi quattro anni. Lo riferisce il Corriere dello Sport.