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Roma, dal contenzioso della Lega con IMG ‘assist’ per i conti: in arrivo circa 15-20 milioni. Il motivo

Nel mare magnum di problemi a cui deve far fronte Dan Friedkin, proprietario della Roma, in queste ore, un mezzo sorriso c’è con vista sul verdetto finale dell’UEFA sui conti giallorossi.

L’assemblea della Lega Calcio Serie A ha votato una delibera a maggioranza per chiudere una transazione con IMG a 300 milioni di euro, dopo annı di battaglia legale.

All’epoca, infatti, l’Antitrust ha accertato l’esistenza di un’intesa restrittiva della concorrenza che avrebbe inciso negativamente sul valore dei diritti venduti all’estero nel periodo compreso tra il 2008 e il 2018.

Sono 17 i club, tra cui la Roma, che spingono per proseguire arrivando a incassare tra i 15 e i 20 milioni ciascuno che sarebbero una vera e propria boccata d’ossigeno per i conti giallorossi. Soprattutto per il discorso legato al Fair Play Finanziario e alle plusvalenze da realizzare entro il 30 giugno.

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Gasp-Friedkin, nuovo colloquio privato: il tecnico vuole una svolta entro pochi giorni

Gian Piero Gasperini è stato chiaro. Dopo le parole sferzanti di Ranieri nei suoi confronti non intende più collaborare con l’advisor e Massara. Le parti non hanno trovato una conciliazione e la sensazione sempre più forte è che Friedkin dovrà prendere una decisione drastica.

Le novità riguardano la giornata di ieri: un nuovo giro d’orizzonte del proprietario – qualcuno dice in arrivo a Roma in queste ore – ma soprattutto un lungo colloquio con Gasperini nel corso del quale il tecnico ha sottolineato qual è la sua principale preoccupazione: la programmazione della prossima stagione.

Gasperini si sente a pieno titolo l’allenatore della Roma, ha la fiducia totale della squadra e aveva già incassato dopo la debacle di Milano la fiducia della proprietà. Ha chiesto che venga presa una decisione definitiva entro pochi giorni. Trascinare questa situazione a giugno sarebbe controproducente per la costruzione della Roma che verrà.

Se dovessero essere allontanati Massara e Ranieri, il quadro dirigenziale andrebbe ricostruito: Giuntoli in pole per il ruolo di DG dell’area sportiva; Francesco Totti uomo vicino alla squadra, non solo immagine del club all’esterno. A Dan l’ardua sentenza.

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Ranieri e Gasp si ignorano, poi la call con i Friedkin: la proprietà è infuriata

Cielo grigio sopra la capitale, Trigoria e quindi la Roma immersa in un’altra crisi di rapporti e ruoli, l’ennesima degli ultimi anni.

Dan Friedkin al momento ha deciso di non decidere, nel senso che rispetto ad altre occasioni similari l’aereo, lo sbarco susseguente in città e l’atto finale del comunicato con il licenziamento di X o Y non è ancora avvenuto.

Ieri la giornata è trascorsa con un’apparente normalità. La squadra ha svolto regolarmente la seduta d’allenamento, alla ripresa dei lavori dopo due giorni di stop concessi da Gasp, agli ordini dello stesso.

Tecnico e senior advisor si sono evitati, addirittura sedendo ai poli opposti della sala da pranzo durante il consueto conviviale pre allenamento con la squadra. Poi in serata c’è stata – secondo le indicazioni di diversi quotidiani – una lunga riunione di circa un’ora e mezza in conference call con Dan Friedkin. Il proprietario giallorosso è descritto furioso e incredulo di fronte all’ennesimo scontro tra due professionisti, comunque stimati.

Nessuna decisione però è stata presa in un senso o nell’altro. Mancano sei gare da qui alla fine del torneo e la Roma è ancora in corsa per la Champions. La sensazione però chiara a tutti è che la frattura interna sia insanabile e a fine stagione, Friedkin, dovrà prendere una decisione drastica.

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Friedkin infuriato con i calciatori: il retroscena della telefonata a Ranieri e Massara

Dan Friedkin ha mal digerito, come tutti, la pesante disfatta di San Siro. E come avvenuto un anno fa ha preannunciato che non guarderà in faccia a nessuno a giugno.

Ai piani alti di Trigoria l’ennesima sconfitta stagionale non è stata digerita benissimo. Esattamente come successe lo scorso anno, dopo il ko di Como, quando la proprietà decise per un rinnovamento che poi non venne messo in piedi. O, almeno, non come era stato programmato.

Stavolta, invece, la debacle di San Siro ha fatto maturare nei Friedkin una convinzione: la squadra non è competitiva, almeno non per i traguardi che ci si è prefissati. Ed allora per uscire dal pantano si è deciso a fine stagione di andare incontro a un cambiamento netto, modificando soprattutto il nucleo portante del gruppo.

Il retroscena arriva dalle pagine del Corriere della Sera: subito a caldo, dopo il match di San Siro, ci sarebbe stata una telefonata durissima di Friedkin al duo Ranieri-Massara, nel corso della quale sarebbe stata esposta con chiarezza la linea da dettare ai sottoposti.

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Rivoluzione della rosa: ecco i 12 partenti e i possibili ‘sacrifici’

La proprietà è stufa dei risultati e ha fatto capire a tutti che a giugno sarà rivoluzione. A partire da quel gruppo storico che fin qui non ha mai centrato il risultato minimo, cioè la qualificazione in Champions.

Come ricostruisce il Corriere della Sera, sotto esame l’intera rosa a partire da quei calciatori che vanno verso lo svincolo naturale.

Sono 12 i sicuri partenti: 4 prestiti (Zaragoza, Venturino, Ferguson e Tsimikas); 4 giocatori in scadenza (Celik, Dybala, Pellegrini e El Shaarawy) oltre a Dovbyk, Rensch e la vera novità anche Mancini e Cristante, entrati di diritto nella lista dei cedibili.

Poi si capirà in funzione delle potenziali offerte se ci sarà anche qualche cessione eccellente: indiziati numero uno quei calciatori che hanno un costo a bilancio azzerato o giù di lì come Svilar, Ndicka, Konè e Pisilli.

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Roma, due strategie per chiudere i conti con l’UEFA: le ultime

Il 30 giugno si avvicina e, per i tifosi della AS Roma, non è mai una data qualunque. È infatti il termine entro cui, ogni anno, il club deve registrare importanti plusvalenze per rispettare i vincoli finanziari.

In base all’accordo triennale con la UEFA, la proprietà Friedkin questa volta potrebbe essere chiamata a intervenire sul mercato sacrificando alcuni dei suoi talenti migliori o trovando soluzioni creative nelle cessioni.

In assenza di operazioni ingegnose, il rischio concreto è quello di dover rinunciare ai giocatori più importanti. Tuttavia, esiste ancora una possibilità per evitare addii pesanti.

Il quadro delle strategie legate al settlement appare oggi più flessibile: da un lato c’è l’obiettivo di rispettare pienamente i parametri e chiudere definitivamente il percorso con la UEFA, dall’altro resta aperta l’ipotesi di prolungare di un anno il periodo di controllo, a condizione di avvicinarsi ai risultati finanziari concordati. Ipotesi che a Trigoria non escludono al momento.

La UEFA consente infatti uno scostamento limitato rispetto al target: fino a 20 milioni di euro, per un massimo di 60 milioni complessivi nel triennio. Se la Roma dovesse chiudere con un disavanzo compreso tra i 60 e gli 80 milioni, resterebbe fuori dai parametri, ma abbastanza vicina da poter ottenere un’ultima stagione di rientro. Una scelta che non allungherebbe semplicemente i tempi, ma permetterebbe di ridistribuire gli sforzi sui bilanci sotto la supervisione UEFA, con l’obiettivo di raggiungere una maggiore sostenibilità economica.

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Rush finale e programmazione futura: Gasp attende un segnale dalla Roma

Calma e sangue freddo, concentrazione massima sul finale di campionato e necessità di appianare le divergenze. La proprietà giallorossa, nel contatto diretto avuto con Ranieri, Gasperini e Massara, ha invocato questo tipo di atteggiamento in vista del finale di stagione.

Il 4° posto oggi distante solo tre punti ma in piena bagarre con Como e Juventus, chiaramente riporterebbe un sole splendente su Trigoria, perchè sarebbe un primo risultato raggiunto dalla triade composta meno di un anno fa. Friedkin è convinto di aver scelto gli uomini giusti per costruire una Roma vincente ma in questi mesi una serie di avvenimenti hanno incrinato i rapporti tra la dirigenza e l’allenatore.

Al di là dei possibili colloqui che quotidianamente avvengono a Trigoria tra Ranieri e Gasperini, c’è un primo obiettivo da cogliere: trovare una rinnovata intesa per presente e futuro.

A margine però bisognerà programmare anche la prossima stagione. E’ chiaro che il ds Massara in questa fase abbia iniziato le canoniche consultazioni di primavera con agenti e operatori del settore che telefonano e propongono giocatori, informandosi su tante situazioni. Così come le richieste in termini di ruoli e le relative priorità di Gasperini sono chiarissime da mesi.

Ad oggi però non è stata ancora svolta una riunione plenaria per programmare su carta investimenti, possibili cessioni e obiettivi in vista del prossimo mercato estivo. Così come non è ancora andato in scena quel contatto de visu richiesto e auspicato dal tecnico con la proprietà su queste tematiche che spaziano anche sul settore comunicazione e su quello medico, altro anello debole della prima annata gasperiniana.

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Friedkin, ‘grana’ multiproprietà: una tra Everton e Roma rischia l’esclusione nelle coppe. Il punto

Roma ed Everton rischiano l’esclusione da una stessa competizione europea perché condividono la proprietà di Dan Friedkin, con la Uefa che vieta la multiproprietà nello stesso torneo. Entrambe sono ancora in corsa per qualificarsi, rendendo il problema concreto.

Secondo il regolamento (articolo 5), non è consentito controllare più club nella stessa competizione, a meno di comunicazioni ufficiali entro il 1° marzo per separare le proprietà, che però non risultano presentate.

Come riporta la Repubblica, una possibile soluzione, già vista nel caso Girona-City, sarebbe affidare uno dei due club a fiduciari indipendenti scelti dalla Uefa (blind trust), ma al momento non ci sono segnali in tal senso.

Di conseguenza, tutto dipenderà dai risultati sportivi: se entrambe si qualificassero allo stesso torneo, una verrebbe esclusa. La priorità andrebbe al club meglio classificato in campionato; a parità di posizione, invece, prevarrebbe l’Everton grazie al miglior ranking della federazione.

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Friedkin, Champions ‘a tutti i costi’: in caso di quarto posto scatterà un bonus ulteriore

La qualificazione in Champions League è diventata una vera priorità per la Roma, quasi un’ossessione. Il progetto del presidente Dan Friedkin, pur nei limiti del Fair Play Finanziario, è stato costruito senza improvvisazioni né ridimensionamenti, come dimostrano gli investimenti delle ultime sessioni di mercato.

Dai 30 milioni spesi per Wesley, rivelatosi uno degli acquisti più riusciti insieme a Donyell Malen (che sarà riscattato a giugno per 25 milioni più i 2 del prestito), emerge chiaramente l’ambizione del club: puntare in alto. Dall’estate scorsa sono arrivati dodici nuovi giocatori, per una spesa complessiva superiore ai 105 milioni e un monte stipendi che supera i 21 milioni, arrivando a quasi 61 considerando l’intera rosa.

Come riferisce la Gazzetta dello Sport, la scelta di puntare anche su giovani con margini di crescita, come Wesley, Ghilardi, Ziolkowski e Vaz, garantisce continuità e sviluppo, ma ora serve il salto di qualità. Centrare la Champions significherebbe accedere a ricavi fondamentali, in attesa anche del nuovo stadio di Pietralata, la cui costruzione inizierà nel 2027, anno del centenario del club.

Raggiungere l’élite del calcio europeo rappresenta quindi l’obiettivo principale, con premi previsti anche per i giocatori in caso di qualificazione, oltre ai bonus già inseriti nei contratti.

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L’ordine di Dan: “Abbassare i toni”. Friedkin vuole proseguire con Gasperini e Massara

Nessuna rivoluzione alle viste, almeno per il momento. La proprietà americana della Roma sta osservando la situazione interna a Trigoria e ha preso atto nuovamente dei punti di forte contrasto tra la dirigenza – Ranieri e Massara – e l’allenatore, Gian Piero Gasperini.

Il fronte aperto all’interno delle mura del centro sportivo giallorosso è caldissimo e lo dimostra anche il silenzio del tecnico dopo la sfida con il Lecce.

Nel vertice di venerdì scorso Ryan Friedkin, per nome e per conto del padre, ha chiesto a tutte le componenti interne di abbassare i toni e concentrarsi solo sui risultati di questo finale di stagione, considerando che la Roma è ancora pienamente in corsa per la Champions.

Nel frattempo la proprietà non ha deciso alcuna rivoluzione anche perchè crede nella programmazione triennale iniziata a giugno scorso. C’è profonda stima nei confronti di Gasperini e non si ha intenzione di sostituirlo, così come c’è considerazione alta – salvo sorprese – per Massara.