7.3.2021 Roma vs Genoa (Serie A) Sport; Calcio;
Nella foto: Dan Ryan Friedkin
(Foto Gino Mancini)
Dal feudo al quarto piano della sua residenza ai Parioli, Dan Friedkin sembra un’entità misteriosa scrive La Repubblica. Dopo quasi 18 mesi a Roma la sua voce è ancora quella del silenzio: mai una conferenza stampa, mai un’intervista o una dichiarazione pubblica. In compenso, in pochi mesi, ha ingaggiato e poi silurato fior di dirigenti. Stefano Scalera, cui erano state date le chiavi per progettare il futuro stadio, dopo lunghi silenzi, ha deciso di rivolgersi altrove, tornando al Mef: un rapporto che non ha funzionato. Ha salutato anche Maurizio Costanzo, da settembre advisor per la comunicazione: in pochi mesi ha percepito di poter incidere poco. O nulla. Prima aveva lasciato il Ceo Guido Fienga, dopo esser stato “la” Roma per almeno due anni. Preso a luglio, e già silurato, anche il capo della sicurezza Josef Krauss, indigesto a tutti per i suoi metodi da bodyguard americano poco adatti però all’Italia, dove nessuno può permettersi di spintonare per strada persone che hanno la sola colpa di trovarsi troppo vicino al passaggio di un mezzo del club. Un anno fa il direttore operativo Francesco Calvo era stato liquidato con buonuscita ma è riuscito a riposizionarsi facendo ottenere a Friedkin un ruolo nell’Eca. Sussulti romani vorrebbero vicino all’uscita il direttore marketing Max Van Den Doel, ingaggiato a febbraio 2021. Ma chi lo frequenta quotidianamente nega. L’ultimo addio è quello del ds Morgan De Sanctis, ma ha poco a che fare con la proprietà. C’è però qualcuno di cui mister Friedkin non può fare a meno. Il suo braccio destro è Daniele Silvester, una dirigente inglese under 35: non c’è aspetto della vita di Dan che lei non segua. È stabilmente a Trigoria, anche quando il proprietario della Roma vola all’estero, e riferisce tutto.
7.3.2021 Roma vs Genoa (Serie A) Sport; Calcio;
Nella foto: Dan Ryan Friedkin
(Foto Gino Mancini)
“Dan Friedkin? Un uomo belloccio, elegante, un signore d’altri tempi“. Come scrive Il Tempo, ad apporre l’etichetta di British gentleman sul presidente della Roma è una sua vicina di casa, la nota attrice di teatro Francesca Benedetti, che abita giusto due piani più sotto, nello splendido stabile in stile umbertino di una signorile via del quartiere Parioli.
Entrando nell’ingresso del palazzo si viene avvolti da un’atmosfera d’altri tempi: le pareti in travertino, i soffitti impreziositi da raffinati stucchi decorativi, la guida rosso porpora sulle scale che accompagna il visitatore fino all’ascensore, uno di quelli che non si vedono più, con la cabina mobile in legno, la porta in ferro battuto e persino la panchetta per sedersi. “L’ho incontrato proprio uscendo dall’ascensore, mi ha salutato e tenuto la porta aperta. Un uomo molto gentile, sobrio, non si direbbe che è americano – ha raccontato la frizzante Benedetti – Ma qui non si vede spesso, questa per lui è una casa d’appoggio, perché è sempre in viaggio. Ti accorgi se c’è solo dal via vai di camerieri in ascensore“.
I Friedkin infatti organizzano di frequente cene in casa (per le quali ricorrono spesso agli ordini a domicilio dai ristoranti) e ogni tanto tra i loro ospiti si vede anche qualche calciatore.
Nessun festino sfrenato. Chi li conosce li descrive come persone semplici e pacate. L’unica festaiola della famiglia sembrerebbe essere la figlia Savannah, che ama organizzare dei party con gli amici, approfittando delle quattro meravigliose terrazze che contornano l’appartamento. Ma tra i rampolli di Dan, il più assiduo frequentatore di casa è sicuramente Ryan, che pur avendo un suo appartamento in centro, a volte preferisce fermarsi a dormire da papà.
Neppure una colf fissa al servizio della signora Debra, che con discrezione segue il marito nei suoi soggiorni romani. “Discrezione” è infatti la parola d’ordine di questa famiglia e qui, nei paraggi della loro dimora romana, tutti sembrano seguire la linea dettata da mister Dan e nessuno si azzarda a parlare di lui. Anche perché è proprio lui il primo a non parlare con nessuno: mai un caffè al bar o all’edicola, mai una passeggiata, mai una chiacchierata. Al massimo si concede a un frettoloso “Buongiorno” prima di salire su una della quattro auto con autista che sono sempre a disposizione per prelevarlo all’ingresso del portone. Le brevi comunicazioni di servizio passano tramite la sua assistente di fiducia o la tastiera del cellulare.
Già, perché il magnate texano non ha ancora imparato una sola parola di italiano e, quando ha bisogno di comunicare direttamente con qualcuno dello staff, digita le frasi su Google Translate e poi mostra la schermata. Il maialino al girarrosto però almeno ha imparato a ordinarlo da solo e, quando decide di concederselo, percorre (sempre in auto) il chilometro scarso che lo separa dal ristorante “Molto”, di Viale Parioli.
Qui è considerato un habitué e per lui è sempre riservato il solito tavolo, quello più appartato. Avrebbe infatti deciso di continuare a concentrare il suo business sulla Roma, insistendo nel voler costruire “una squadra per vincere”, ma al tempo stesso sembra essere tornato a guardare a un’altra sua grande passione, il settore alberghiero, avendo recentemente concluso un’importante operazione per l’acquisto di un hotel nella Capitale.
Totti e la Roma, un legame indissolubile, scrive La Gazzetta dello Sport. Per Francesco, ovviamente. Ma anche per la gente romanista, quella che per 25 anni lo ha apprezzato e ammirato in mezzo al campo, come baluardo posizionato lì, a tutela di un amore infinito. E rivederlo di nuovo in giallorosso, dopo la prima esperienza biennale da dirigente (dal 2017 al 2019), stuzzica gli appetiti di tanti. Non solo dei Friedkin, che intorno a questa idea ci girano intorno da un po’ senza mai accarezzarla davvero dal vivo, ma che prima o poi troveranno il modo di mettersi a tavolino con lo storico capitano giallorosso per capire come e quando iniziare a lavorare insieme.
Roma, i tifosi aspettano il ritorno di Totti
È un percorso che sembra quasi scritto negli astri, nel destino. E che negli ultimi tempi sembra aver vissuto un’accelerata importante rispetto al passato. Solo l’idea di poter avere due totem in società come Totti e Mourinho fa impazzire la gente. Basta il pensiero, basta l’idea di vederli lì, insieme, a lavorare a Trigoria per il bene della Roma, che sia presente o futuro. Perché queste due sono senza rischio di smentita alcuna le due figure più forti di sempre della storia giallorossa, a prescindere dai trascorsi più o meno lunghi e dal loro passato dentro e fuori Trigoria. Di certo c’è che niente e nessuno nella Roma ha avuto più impatto di Francesco e José, anche se in tempi e in modi diversi. Perché uno è quello che ha dato la sua vita (e lustro) alla Roma, l’altro è il condottiero che ha vinto tutto, l’allenatore più vincente della storia romanista. Loro due sono più importanti della Roma, mediaticamente parlando, ma anche a livello carismatico, di presa sulla gente. E il solo pensiero di vederli insieme nella Roma manda in visibilio tanti tifosi. Perché se Totti è l’amore infinito, Mourinho è la lotta, la battaglia, l’ardore. Negli ultimi tre mesi Francesco Totti è tornato ad avvicinarsi sempre più spesso alla Roma, allo stadio ma non solo. I contatti con i Friedkin ci sono (a prescindere dal suo accordo professionale con Digitalbits, il main sponsor del club), il rapporto con il g.m. Tiago Pinto è schietto e sincero, gli amici dentro Trigoria non mancano di certo. Insomma, la città sa benissimo che le condizioni per poter tornare a vedere Totti lavorare per la Roma ci sono tutte, in molti aspettano solo che si possano concretizzare.
La Roma ha comunicato un nuovo aggiornamento sulle condizioni finanziarie del club, come da disposizione obbligatoria imposta dalla Consob. Nel mese passato si registrano ulteriori versamenti in conto finanziamento soci da parte dei Friedkin per 25 milioni di euro, portando l’investimento complessivo, da quando sono proprietari della Roma, a 334,4 milioni.
Questa la comunicazione:
25,8 milioni di euro (30,7 milioni di euro al 30 giugno 2021) per finanziamenti soci da parte di Romulus and Remus Investments LLC (in prosieguo “RRI”) per il tramite della controllante NEEP Roma Holding S.p.A. (in prosieguo “NEEP”), erogati nel mese di novembre e dicembre 2021 al fine di supportare le esigenze di working capital del Gruppo;
14.2.2021 Roma vs Udinese (Serie A) Sport; Calcio;
Nella foto: Ryan Dan Friedkin, mascherine con simboli diversi
(Foto Gino Mancini)
Dopo la gara tra Roma e Inter, il presidente giallorosso Dan Friedkin ha avuto modo di incontrare e conoscere il neo sindaco della capitale Gualtieri. Presente anche Francesco Totti che si è intrattenuto con l’ex ministro dell’economica e con l’imprenditore americano, come testimoniato da Marco Esposito di Leggo su Twitter.
James Pallotta
Roma 28-05-2017 Stadio Olimpico
Campionato Serie A,
AS Roma - Genoa
Foto Antonietta Baldassarre / Insidefoto
James Pallotta torna a parlare della Roma. Lo fa al portale notizie.com, che ha raccolto alcune dichiarazioni dell’ex numero uno giallorosso. “Le cose non vanno bene, ma diranno che sarà sempre colpa mia, è così no?”, una delle prime veloci battute. Poi un pensiero sulla nuova proprietà, che secondo l’ex presidente giallorosso dovrebbe parlare di più: “I Friedkin sono sempre in silenzio? Non va bene, bisogna parlare, non si fa così”.
7.3.2021 Roma vs Genoa (Serie A) Sport; Calcio;
Nella foto: Dan Ryan Friedkin
(Foto Gino Mancini)
I recenti risultati negativi della Roma – tanto in campionato, quanto in Conference League – non possono certo rendere soddisfatti i Friedkin, i quali sono indubbiamente amareggiati e delusi.
Una sola vittoria negli ultimi sette match disputati è un magro bottino per una società che punta a tornare in Champions, ciò nonostante la proprietà giallorossa riconosce alla squadra e Mourinho alcune attenuanti. In primo luogo, bisogna considerare gli errori arbitrali che, secondo la dirigenza della Roma, hanno tolto quei 4 o 5 punti in classifica che avrebbero garantito il quarto posto. Inoltre, c’è da considerare la fortuna avversa, la Roma infatti è la squadra che ha effettuato più tiri in Serie A e che ha colpito più legni.
Inutile dire che, alla ripresa del campionato, i Friedkin vogliano vedere un’inversione di marcia della Roma e, per questo, continuano a credere fermamente in José Mourinho. Come riporta La Gazzetta dello Sport, l’allenatore portoghese è stato voluto fortemente dai proprietari giallorossi e non c’è dubbio che continueranno a sostenerlo.
3.4.2021 Sassuolo vs Roma (Serie A) Sport; Calcio;
Nella foto: Dan Friedkin Tiago Pinto
(Foto Gino Mancini)
Una serata infuocata nonostante il gelo di Bodo. Il ko in Norvegia,è stato mal digerito dai Friedkin che ieri non erano presenti a Trigoria. Come riferisce il Messaggero, la proprietà – che sta valutando di risarcire i circa 400 tifosi che hanno seguito la squadra a Bodo – ha comunque sentito Mourinho per telefono e come spesso accade, dal muro eretto dal tandem Usa, sono arrivate soltanto reazioni di seconda mano. Dai sussurri che sono comunque circolati, le parole di José non hanno fatto piacere. Anche perché il tecnico ne aveva già parlato privatamente con entrambi, inutile quindi reiterarle in modo così diretto in pubblico. Senza contare che asserendo che il Bodo Glimt ha più qualità dei calciatori schierati in campo dalla Roma, ne sono stati disprezzati 6-7 la cui cessione potrebbe essere propedeutica agli arrivi richiesti a gennaio. Le parole di Mou hanno però il merito di sgomberare il campo dalle vie di mezzo: o lo si segue, accontentandolo, oppure si prende in considerazione l’idea che non è l’uomo giusto per il progetto in essere. Nel post-gara, Pellegrini e Mancini hanno parlato alla squadra, provando a riunire quello che José aveva provveduto a scollare. Quarantacinque minuti nei quali i due calciatori hanno ribadito come la sconfitta sia stata di tutti, rincuorando soprattutto Kumbulla e Mayoral, tra i più bersagliati dal tecnico
2.5.2021 Sampdoria vs Roma (Serie A) Sport; Calcio;
Nella foto: Dan Ryan Friedkin
(Foto Gino Mancini)
FOCUS RS – Un anno doveva essere e un anno è stato. Guido Fienga ha concluso ieri il suo mandato nel ruolo di amministratore delegato della Roma. Una notizia che era nell’aria da diversi giorni, complice l’indicazione temporale che i Friedkin avevano manifestato al diretto interessato sin dal loro insediamento. Fienga doveva essere un traghettatore e tale è stato fino a ieri. L’ultimo dirigente – in ruoli apicali – legato alla vecchia gestione è stato sostituito da un manager di grande respiro internazionale, Pietro Berardi, che almeno nelle intenzioni dei Friedkin, amplificherà il percorso di crescita del brand Roma a livello mondiale. La scelta nasce dalla necessità di dotarsi di una figura che rappresenti appieno la filosofia della nuova proprietà. Fienga ha avuto l’indubbio merito di accompagnare il club nella fase più delicata della sua storia recente, tenendo uniti i fili quasi spezzati della trattativa tra Pallotta e i texani, quando tutto o quasi sembrava definitivamente sfumato. In mezzo una pandemia che acuito le difficoltà economiche del club. Ma facciamo un passo indietro.
Nella foto: Guido Fienga
(Foto Gino Mancini)
I texani sono sbarcati nella capitale ufficialmente nell’agosto 2020 e hanno scelto un approccio silenzioso e riflessivo. Hanno trascorso diverse settimane ad analizzare la Roma, comprenderne meglio i meccanismi interni, probabilmente scrutarne le reali criticità, non solo finanziarie. Mesi per rivoluzionare la Roma, alimentando il vento del cambiamento. ‘The wind of change‘, cantavano gli Scorpions, colonna sonora perfetta per descrivere i passi lenti ma ponderati di Dan e Ryan Friedkin nell’emisfero romanista. La navicella dei nuovi proprietari ha assestato dunque i primi colpi, delle vere e proprie picconate alla facciata di Trigoria, dopo anni di evidente deterioramento.
L’arrivo di Stefano Scalera è stato il primo in ordine di tempo: uomo della pubblica amministrazione e stimato professionista anche in ambienti politici, gli è stato affidato il compito principale di resettare e riavviare il fascicolo relativo allo stadio. Addio al progetto di Tor di Valle e un nuovo tortuoso viaggio da affrontare, questa volta con l’obbligo categorico di edificare un impianto sportivo in pochi anni. Contestualmente è arrivata la creazione del ‘Roma Department’ diretto da Francesco Pastorella, per incentivare la lodevole attività solidale che il club già da diversi anni svolge sul territorio, con l’obiettivo però anche di riavvicinare la Roma ai suoi tifosi con innumerevoli iniziative che rispecchiano la volontà della proprietà di legarsi sempre di più al tessuto sociale della città.
Successivamente è stato il turno del comparto sportivo e la scelta a sorpresa è ricaduta su Tiago Pinto. I Friedkin non hanno preferito percorrere la strada più agevole, del calcio nostrano, strettamente connessa alla logica del direttore sportivo che accentri su di sé tutti i poteri. Troppi denari sperperati negli scorsi anni, troppi personalismi. Hanno ricercato sul mercato internazionale il profilo di un professionista giovane, ma che avesse già maturato importanti esperienze in club di caratura internazionale e in grado di poter supervisionare il lavoro di tutti i collaboratori tecnici, a 360 gradi.
Da qui a cascata è subentrata anche la necessità di inserire figure credibili e di assoluto valore in alcuni ruoli apicali del settore sportivo: inutile citare l’importanza dell’ingaggio di Josè Mourinho in panchina, un manager di caratura mondiale, che ha riacceso in città la fiammella della passione sportiva, in parte sopita nell’ultimo triennio di insuccessi e delusioni.
Il settore giovanile ha accolto poi Vincenzo Vergine, come nuovo responsabile del settore giovanile, dopo oltre 20 anni di apprendistato e proficuo lavoro al fianco di Pantaleo Corvino e non solo. Parallelamente la conferma di quei soggetti che in questi anni hanno certamente contribuito a sviluppare il serbatoio giallorosso, ridisegnando però le logiche dello scouting: evitare investimenti monstre su giovani stranieri e valorizzare appieno il bacino d’utenza locale e nazionale con una mission principale: costruirsi dentro casa i campioni del futuro. Parallelamente Pinto e la proprietà si sono dedicati ad un annoso problema, che da anni attanaglia la Roma sul campo. Gli infortuni. Ad inizio anno la sinergia con la clinica svizzera Klinik Gut di St. Moritz, diretta dal Dott. Georg Ahlbäumer. Poi è stato rivoluzionato l’intero settore medico-fisioterapico e Pinto ha ricreato anche un settore scouting di livello, smantellato nelle precedenti stagioni dall’arrivo di Monchi in poi.
Non poteva mancare uno sguardo al settore della comunicazione: negli scorsi mesi la società ha annunciato di aver ingaggiato Maurizio Costanzo come advisor esterno della comunicazione. Giornalista, conduttore e autore radio-televisivo, pioniere dell’emittenza commerciale, ma soprattutto personaggio che dovrà indirizzare la Roma verso un nuovo modo di comunicare se stessa all’esterno, nell’emisfero locale ma anche in quello nazionale.
Le altre nuove figure: Lombardo (segretario generale), Van Den Doel (direttore marketing), Murgo (capo del personal) Krauss (capo della sicurezza), Vitali (responsabile ufficio legale). Infine ieri si è chiuso definitivamente il cerchio con lo sbarco – ancora virtuale sarà operativo tra qualche settimana – del nuovo CEO e direttore generale Pietro Berardi: una formazione scolastica e professionale tra Italia e Stati Uniti, poi operante nel board di multinazionali del calibro di Sheel, Nissan, Pirelli (Nord America) e Fiat Chrysler. Pacifico che la conoscenza con i Friedkin sia sorta nell’ambito del settore dell’automotive, ma le referenze di Berardi sono di assoluto livello. Non un uomo proveniente dal calcio, ma una figura che sappia abbinare managerialità e sviluppo dei progetti aziendali in linea con la filosofia dei Friedkin: rendere la Roma, in maniera stabile e duratura, un club di caratura mondiale.
7.3.2021 Roma vs Genoa (Serie A) Sport; Calcio;
Nella foto: Dan Ryan Friedkin
(Foto Gino Mancini)
Oggi la Roma sarà sostenuta da 30 mila spettatori, che intoneranno l’inno ‘Roma Roma Roma’ appena prima del fischio d’inizio, con i Friedkin pronti a pagare l’eventuale multa che arriverebbe. Come riferisce il Messaggero, la società vorrebbe proseguire a far risuonare le note dello storico inno a ridosso dell’inizio del match, come segnalato in origine da Mourinho in conferenza stampa.