Dimenticato da Juric, resuscitato da Ranieri. Al centro della difesa giallorossa, il tecnico romano ha deciso di erigere il muro tedesco.
A Londra le prove generali: una gara in cui l’ex Dortmund ha realizzato la rete del definitivo 2-2, offrendo una prova non del tutto convincente nonostante i numeri confermassero già un impatto evidente sulle performance dell’intero reparto difensivo. Tra spazzate, chiusure e tackle riusciti infatti già contro gli Spurs Hummels era stato il migliore dei tre centrali.
La stessa dinamica, con ulteriori segnali di miglioramento si sono visti contro l’Atalanta. A tu per tu con Retegui, capocannoniere del campionato, il tedesco ha blindato la zona centrale della retroguardia giallorossa, elidendo dal match il centravanti azzurro e chiudendo in almeno tre occasioni in area, potenziali pericoli per la porta di Svilar.
Contro la Dea oltre a 40 tocchi e zero palle perse, Hummels ha vinto un contrasto da ultimo uomo con Retegui, effettuato 6 rinvii, spazzato 5 palloni di testa, effettuato 5 intercetti e recuperando 2 palloni. Ma soprattutto ha vinto il 100% degli uno contro uno (6 su 6), mostrando quindi un sensibile miglioramento anche in termini di brillantezza.
Fortunatamente la leggera contrattura accusata nel finale, dopo un altro salvataggio provvidenziale sull’inserimento di Kossenou, verrà smaltita già nelle prossime ore e contro il Lecce ci sarà.
La fredda serata dell’Olimpico e il gol del 2-0 realizzato da Zaniolo, con la coda di veleni legati all’esultanza e a qualche gesto sgarbato nei confronti di ex compagni e pubblico, ha metaforicamente il sapore dello spartiacque.
La Roma è ufficialmente in lotta per la salvezza, è inutile nascondersi. Basta leggere la classifica che la vede a 2 punti dal trittico che chiude la colonnina di destra, con tre gare decisive in calendario, che sanno di scontri diretti: Lecce, Como e Parma.
Tre piccole finali che in caso di successo permetterebbero ai giallorossi di divere festività natalizie più serene a magari porre uno sguardo più realistico sul prossimo futuro, ancora tutto da scrivere.
Claudio Ranieri è l’uomo scelto dalla proprietà per salvare la Roma e rifondarla. Nelle more di tre prestazioni diverse, con quella di Londra sicuramente al top nella classifica delle più convincenti, il tecnico testaccino sta tentando di rintracciare nuovi leader a cui affidare il compito di guidare la squadra fuori dalla tempesta.
Perchè la Roma delle semifinali e delle finali europee, dei sold out, dell’orgiastica passione Mourinhiana di fatto non esiste più: via Rui Patricio, Smalling, Ibanez, ma anche Matic, Karsdorp, Abraham, Spinazzola, Mkhitaryan e Zaniolo (eroe di Tirana).
Pellegrini messo momentaneamente da parte per ritrovare se stesso. Cristante schiacciato dalla contestazione e dall’insoddisfazione di un pubblico che non lo ritiene più un insostituibile; Dybala frenato da uno stato fisico che non gli consente di allenarsi appieno con la squadra. Mancini in difficoltà, gli errori gravi contro l’Atalanta lo hanno dimostrato.
Quella Roma lì non c’è più. Oggi il gruppo è un’entità multiforme, tra vecchi stanchi e in difficoltà, nuovi incapaci di incidere. Si salva Manu Konè, a cui Ranieri – come qualunque altro allenatore a parte Juric che c’è arrivato in ritardo – ha affidato il compito allacciare la Roma in mezzo al campo. Il francese ha la personalità per incidere nei 90 minuti con contrasti, conduzioni del pallone, intuizioni e lo sta dimostrando.
Poi c’è Mats Hummels a cui Sir Claudio sembra aver affidato le chiavi della squadra, quasi fosse un ‘Buon Padre di Famiglia‘ che prende per mano i figli per condurli verso lidi migliori. Il tedesco stringerà i denti e col Lecce ci sarà, perchè si è percepita nettamente la differenza in termini autorevolezza difensiva tra prima e dopo lo stop muscolare contro l’Atalanta.
Foto Fraioli
Il terzo è Leandro Paredes: Ranieri ha capito che in mezzo al campo la Roma avesse bisogno di uno scoglio a cui aggrapparsi, soprattutto ora che la palla scotta tantissimo. L’argentino sente una rinnovata fiducia che sta proiettando sul campo con lo stesso atteggiamento positivo visto in primavera con De Rossi in panchina.
Angelino è un insostituibile: è il calciatore di movimento che ha fin qui giocato di più con la Roma. Ha attraversato tre metodologie di lavoro completamente diverse ma non è mai uscito. Riportato a giocare da quinto, ha meno l’incombenza di difendere e può aggredire in avanti, come successo con Bellanova, di fatto escluso dal campo.
La sensazione è che il quinto leader di Ranieri possa diventare Saelemaekers: ha la mente libera, non ha vissuto sul campo l’appiattimento della Roma di quest’ultimo bimestre a causa dell’infortunio al malleolo subito a Marassi. Ha personalità e leadership tecnica, ma soprattutto ha quell’alone di imprevedibilità che alla manovra offensiva della Roma potrebbe dare l’elettricità necessaria per risvegliare anche gli altri compagni, a cominciare da Dovbyk.
Da questi uomini Ranieri è ripartito, senza dimenticare Svilar e Ndicka sempre presenti, per risollevare la squadra, con la speranza che anche qualche ‘senatore’ finalmente si svegli.
Mats Hummels non ha accusato particolari infortuni contro l’Atalanta. Il tedesco nell’intervento salvifico su Kossonou e nel successivo contrasto di testa in area, ha avvertito dapprima un dolore alla schiena e poi un leggero indurimento al flessore.
Per evitare particolari rischi, non sentendo al 100% la gamba, ha preferito lasciare il campo destando più di qualche preoccupazione. Dagli esami a cui è stato sottoposto stamane già a Trigoria, non sono stati rilevati danni particolari o lesioni.
Sarà gestito probabilmente nelle prossime 48 ore, ma punta dritto alla terza da titolare contro il Lecce sabato sera.
Non solo la sconfitta, perchè nella Roma cominciano ad arrivare anche gli infortuni.
Nel corso del match contro l’Atalanta, a metà della ripresa stop muscolari per Mats Hummels e Bryan Cristante. Entrambi i calciatori sono stati costretti al cambio, saranno valutati nelle prossime ore ma sono in dubbio per la sfida di sabato contro il Lecce.
“Non mi sono pentito di aver scelto la Roma perchè sono convinto che la mia storia qui sarà a lieto fine”. Al minuto 3′ della sfida di ieri sera contro il Tottenham, forse Mats Hummels avrà ripensato a questa dichiarazione in maniera sarcastica. Perchè nei pochi minuti disputati sin lì con la Roma, gli episodi erano stati tutti, ma proprio tutti, negativi.
Il campione però viene fuori dalle sabbie mobili proprio quando tutti meno se lo aspettano e il tedesco non si è scomposto neanche per un secondo. Scelto da Ranieri guidare una difesa che ha giocato mediamente più a 3 che a 5, Hummels dopo il rigore concesso per un suo fallo – ingenuo – su Sarr, poi realizzato da Son, ha preso per mano i suoi compagni, alzando il baricentro della squadra e non passando mai indietro il pallone.
Ndicka e Mancini avevano bisogno di una guida e la sensazione è che Ranieri, che ha spinto sin dal giorno del suo arrivo a Trigoria, sul recupero dell’ex Borussia, abbia trovato ciò che cercava. Personalità, coraggio e capacità di lettura.
Un mix di qualità che alla Roma sono mancate per troppi mesi. Ieri i numeri confermano il valore della prestazione di Hummels: 3 salvataggi, 1 tiro bloccato, 5 intercetti, 5 tackle a terra (di cui un doppio contrasto consecutivo su due attaccanti del Tottenham nella ripresa), 6 duelli a terra vinti su 11, 2 duelli aerei su 2 vinti.
Nettamente il miglior difensore per numeri nella gara di ieri, ma in generale la sensazione di una squadra capace di giocare sempre in verticale perchè tra lui e Paredes (14 lanci/aperture riusciti su 16 recordman in campo), la Roma abbia trovato più linee verticali e maggiore profondità.
L’esultanza sotto il settore, rabbiosa, dopo la rete del pari al fotofinish (una palla su cui erano pronti in 4 a ribattere a rete oltre il tedesco) sembra quasi il finale di una puntata di una serie Tv, fortunatamente a lieto fine. Ora però c’è da scrivere nuovi capitoli.
Impensabile che un campione del genere sia stato relegato ai margini perchè sacrificabile sull’altare di (presunti) principi tattici che gli impedivano di poter esser protagonista. Ieri Hummels ha difeso a campo aperto e aggredito costantemente in avanti l’avversario di turno che nel Tottenham riceveva palla centralmente, senza mai farlo girare, spesso anticipandolo. Esattamente ciò che predicava (?) Juric.
Florent Ghisolfi ha parlato (in italiano) ai microfoni di Sky Sport prima del match: “Li sentiamo vicini, il cuore è con la Roma sempre. Non sono oggi presenti a Londra, sono in Texas per il giorno del Ringraziamento.
“Dybala e Hummels? Mats si allena da settimane, si allena duramente per essere pronto quando l’allenatore lo chiama. Dybala ha avuto problemi muscolari, lo staff medico e tecnico lo sta gestendo e in questo periodo tutte le partite sono importanti, dobbiamo trovare l’equilibrio tra la performance sportiva e i risultati”
Le parole di Mats Hummels alla vigilia di Tottenham-Roma:
Che partita ti aspetti? “E’ una partita molto importante per noi, è forse l’ultima spiaggia per piazzarci nelle prime 8 e in generale una grande occasione per invertire la tendenza e qualificarci agli spareggi. E’ una partita contro un avversario molto forte, ma è un’occasione per dimostrare di essere più forti. Le differenze tra Ranieri e Juric è che ora giochiamo in difesa più da reparto rispetto a prima quando praticavamo un gioco più uomo contro uomo, ma poi nella sostanza non ci sono enormi differenze”.
Un momento molto difficile per lei e la squadra. Come sta il gruppo? “Da quando sono arrivato ho trovato un gruppo serio, che ha sempre lavorato al meglio. Mi è capitato di vivere un momento difficilissimo col Borussia, eravamo ultimi in classifica dopo 19 partite, non possiamo che lavorare duramente, dobbiamo segnare di più, abbiamo tanti attaccanti forti e aiutarli a brillare. Se lo faremo, indubbiamente ci rialzeremo”
Perchè hai giocato così poco fino adesso? Ti sei pentito di aver accettato la Roma? “La ragione principale è che non mi allenavo da 3 mesi quando sono arrivato, cercavo la miglior condizione, dopo è stata una decisione del tecnico. Ora voglio giocare, ritrovare me stesso, invertire questa tendenza, rendere orgogliosi i tifosi giallorossi. Non mi sono mai pentito di aver scelto la Roma, sono sicuro che sarà una storia a lieto fine”.
Il Tottenham? “L’evoluzione è stata davvero notevole, impressionante, pressano molto alto, giocano con idee chiare, grandi individualità, hanno un grandissimo difensore come Van der Ven, ci metteranno sotto pressione, che coinvolgerà tutto lo stadio. Dovremo essere bravi noi a reggere questo urto, sarà una sfida difficile, il Tottenham è tra le squadre che preferisco oggi al mondo”
Perchè non hai mai giocato in Premier? “Ci sono andato vicino diverse volte, non è andato in porto per varie ragioni. Tra qualche tempo, quando smetterò ne parlerò. Ci sono andato vicino almeno quattro volte, ma è sempre stato bello venire a giocare qui in Europa contro le formazioni inglesi”
Hai affrontato diversi calciatori del Tottenham, cosa pensi di Werner e Son? Timo lo conosco benissimo, ho giocato tante volte con lui, è un calciatore forte, che in genere segna tanto, ora non tanto, speriamo ritrovi il gol da venerdì. Son è incredibile, ricordo quando giocava all’Amburgo, è rapidissimo, ambidestro, pericoloso fuori e dentro l’area”
Cosa pensi di questo momento della Roma? “Ho visto una buona Roma, penso che da qui in avanti miglioreremo. Le cose non stanno andando bene ovviamente. A livello personale è la mia seconda partita, ho bisogno di giocare per mettere minuti nelle gambe e trovare la miglior condizione possibile”
Cosa è successo sul gol di Lukaku? “Di Lorenzo ha giocato un’ottima palla tra il portiere e la difesa, è la peggior palla possibile perchè c’è il rischio di fare autogol. Dal campo avevo la sensazione che potessi arrivare sul pallone, ma pensavo potesse arrivare anche Svilar. Era una palla difficile da difendere, sicuramente non ho difeso al meglio”.
La Roma è tornata a lavorare a Trigoria in vista della trasferta di Napoli.
Buone notizie sul fronte Mats Hummels: il centrale tedesco è tornato ad allenarsi regolarmente in gruppo, mentre Paulo Dybala ha svolto anche oggi un allenamento personalizzato.
Nonostante l’enfasi con cui la piazza ha richiesto a gran voce l’utilizzo di Mats Hummels durante la triste avventura di Juric sulla panchina della Roma, il tedesco difficilmente sarà protagonista a Napoli domenica prossima.
Il difensore, che finora non ha mai giocato una partita dall’inizio in questa stagione, secondo quanto riferito dal Corriere dello Sport, non è rientrato dal breve viaggio in Germania e ieri la Roma ha fatto sapere che non si è allenato perchè ha la febbre.
La sensazione è che il calciatore stia pensando seriamente ad un cambio di maglia a gennaio. Solo Ranieri potrà dare una risposta definitiva sul capitolo Hummels.