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Hummels, il retroscena sui test atletici: ecco perchè Juric non lo schierava

Si è detto e scritto tutto sul conto di Mats Hummels, arrivando a supporre che le ritrosie di Juric nei suoi confronti nascessero da un’antipatia personale, alimentata magari da qualche post social indigesto.

In realtà, secondo quanto riferito da il Messaggero, la motivazione sarebbe realmente legata alle condizioni atletiche del tedesco: quello che è trapelato da Trigoria durante l’era Juric infatti è che il giocatore non soddisfacesse i parametri di distanza totale percorsa in allenamento, potenza media, accelerazione, decelerazione e velocità massima raggiunta. Requisiti che non possono essere migliorati nel giro di qualche giorno.

Tanto che Juric – come raccontato anche dal calciatore nel suo ultimo podcast – avrebbe chiesto scusa al tedesco prima di lasciare l’Olimpico subito dopo il suo esonero, riferendo allo stesso che l’unico motivo per cui non lo ha mai considerato alla stregua dei titolari fosse non personale, ma ‘calcistico’.

In sostanza il croato pensava che Juric non potesse reggere i ritmi di una marcatura a uomo sull’avversario di turno, che magari dovesse estendersi sui 60-70 metri con costati proiezioni nella metà campo avversaria. Ora con Ranieri cambierà, quasi certamente, l’atteggiamento tattico e il c.d. blocco basso, un po’ come accadde anche per Smalling nell’esperienza Mourinhiana, potrebbe catapultarlo finalmente tra i titolari. ‘Vedrò come sta’, ha affermato con schiettezza il tecnico testaccino. Sarà lui la Cassazione sul capitolo Hummels.

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Interviste

Hummels: “Ero sotto la doccia quando Juric ci ha comunicato l’esonero…”

Nel suo podcast pubblicato online, Mats Hummels, ha raccontato brevemente ciò che è avvenuto dopo la sfida contro il Bologna, con l’esonero comunicato da Juric alla squadra: “L’allenatore ci ha salutato nello spogliatoio poco tempo dopo la partita. Erano ancora tutti lì. È andato tutto velocemente. Ero semplicemente sotto la doccia e sono stato richiamato nello spogliatoio, poi ha detto alla squadra che se ne sarebbe andato e ha tenuto un breve discorso. È molto difficile che queste cose restino nello spogliatoio”

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APPROFONDIMENTI

Sir Claudio, il ‘multiforme’: ripartirà dagli uomini non dai sistemi di gioco

Per un uomo che a Napoli, in uno stadio che è stato suo parecchi anni fa agli albori della sua carriera da allenatore, siederà in panchina per la 1400esima volta, analizzare e scrivere di sistemi di gioco sarebbe banale e riduttivo.

Claudio Ranieri oggi tornerà a calpestare il manto erboso di Trigoria per la terza volta in carriera. Porterà dentro lo spogliatoio aria nuova certamente, la sua esperienza internazionale, il suo indubbio carisma, ma anche la voglia di ricoinvolgere diversi calciatori apparsi piuttosto spenti nell’ultimo periodo.

Non lo farà imponendo un dogma, ma cercando di inculcare principi chiari: pragmatismo, voglia di non mollare mai, ordine e senso d’appartenenza.

Non è un caso che le sue squadre spesso raccolgano risultati, quasi insperati, nei minuti finali, a volte ben oltre l’extra time. Basta chiudere gli occhi e ripensare alla prima Roma di Sir Claudio, quella che dalle more della bassa classifica in pochi mesi con una volata impensabile arrivò a sfiorare uno Scudetto clamoroso.

Foto Fraioli

Difesa a 4 o a 3?

La stagione giallorossa ha visto la Roma cambiare costantemente modo di stare in campo. Con De Rossi si era partiti con l’idea di impostare un 4-3-3 o 4-3-2-1 per poi variare all’ultima sua apparizione in panchina, pre-esonero, al 3-5-2. Poi Juric ha reso più intransigente il sistema, giocando di fatto sempre con il 3-4-2-1 ma non raccogliendo risultati invidiabili.

Il calcio però non lo fanno i sistemi di gioco, bensì i principi tattici, le strategie e le caratteristiche dei calciatori. Ranieri è uomo esperto, scaltro e intelligente. Prima di tutto ripartirà dagli uomini. Se avrà a disposizione al 100% delle rispettive condizioni psicofisiche Hummels, Paredes e Dybala, potrebbe impostare un 4-3-1-2 con il tedesco al fianco di Ndicka, Mancini un pochino più largo a destra e Angelino libero di fluidificare a sinistra.

In mezzo al campo l’argentino o Cristante dovrebbero assurgere al ruolo di regista, con Le Fèe che forse di partenza potrebbe partire un po’ di più nelle retrovie, poi spazio alle mezzali che assurgeranno ad un ruolo fondamentale: perchè abbassando il baricentro e predisponendo una squadra che difficilmente presserà in avanti, ma cercherà di contenere per ripartire, è fondamentale avere in campo almeno due centrocampisti dinamici.

Lo scorso anno Ranieri a Cagliari ne aveva un terzo, Nandez, che spesso giocava largo come esterno. Gente in grado di accorciare il campo in avanti e liberare la propria corsa negli spazi. Ecco che Pisilli e Konè diventano uomini necessari per sviluppare questi principi.

Foto Fraioli

Joya al centro (se sta bene)

Poi ruoterà tutto intorno a Dybala. Se l’argentino starà bene, quasi certamente Ranieri lo avvicinerà a Dovbyk. Una coppia che per motivi diversi si è vista ancora pochissimo insieme, ma qualche scampolo di intesa lo ha regalato. Se l’argentino non giocherà è ipotizzabile che si punti sulla batteria degli esterni con El Shaarawy, Saelemaekers, Zalewski e Soulè pronti a giocarsi due maglie.

Baldanzi potrebbe essere il trequartista centrale ma soprattutto la carta da partita in corsa in grado di cambiare ritmo e conferire ulteriore imprevedibilità al fronte offensivo. Ma il giovane toscano ha la tigna che piace a Ranieri, non è da escludere che possa ritagliargli uno spazio più importante sin dalla sfida di Napoli.

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NEWS

Hummels fuori anche ieri: squadra incredula. Il retroscena

L’ennesima esclusione di Hummels di ieri, non sarebbe stata digerita bene dal gruppo.

In assenza di Ndicka, rimasto a Roma per un forte attacco febbrile, tutta la città giallorossa attendeva l’esordio del tedesco titolare, ma per ‘scelta tecnica’ Juric gli ha preferito Cristante.

Il retroscena in merito alla gestione del caso del tedesco, che certamente a questo punto chiederà la cessione o la rescissione già nelle prossime settimane, lo racconta questa mattina il Corriere dello Sport e riguarda la reazione del gruppo alla notizia ufficiale dell’esclusione dell’ex Borussia.

Ieri, quando Juric ha comunicato la formazione in albergo, qualcuno tra i giocatori pensava di aver capito male: Cristante in difesa e Hummels fuori? Ma era vero. Un ulteriore segnale di distacco tra gruppo e tecnico, che non è mai riuscito ad attecchire nella testa dei calciatori giallorossi.

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APPROFONDIMENTI

Hummels, ora o mai più: il tedesco prova a prendersi la Roma

Giocherà Hummels domani? ‘Ancora non lo so‘. Con questa battuta, Ivan Juric ha gettato qualche piccola ombra sulla possibilità che il tedesco giochi dall’inizio contro l’Union Saint Gilloise, questa sera, a Bruxelles.

In realtà, vista la contestuale doppia assenza di Ndicka ed Hermoso, è difficile o quasi impossibile credere che il tecnico croato, che non ha oggettivamente una gran considerazione dell’ex Dortmund, possa inventare una linea a tre alternativa pur di non schierare Hummels dal 1′.

Angelino e Mancini sono sicuri del posto, ma se Juric clamorosamente lasciasse fuori il tedesco, le uniche due potenziali ipotesi sono l’arretramento di Cristante o la scelta di Celik braccetto di destra.

Le indiscrezioni però di questa mattina sgomberano il campo alle fantasie: Hummels giocherà dall’inizio e ha una grande chance. Convincere Juric che può essere il leader della difesa anche in un sistema di gioco che necessita di caratteristiche, forse, leggermente diverse dalle sue.

Lo sguardo è rivolto anche a domenica dove potrebbe mancare ancora Ndicka, fermato da un forte attacco febbrile. A quel punto ci sarebbe la replica. Per questo stasera Hummels, si gioca tantissimo. Tra voci di un possibile ritorno in Germania, l’autogol sfortunato di Firenze nei suoi pochissimi minuti giocati in maglia giallorossa e il ricordo, amaro, della sua ultima gara da titolare: la finale di Champions disputata 158 giorni fa.

E’ il momento di Mats, ora o mai più.

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SOCIAL ROMA

Hummels chiarisce: “Non ho abbandonato i miei compagni ieri”

Mats Hummels ieri, per l’ennesima volta, non ha giocato con la Roma. Ha trascorso l’intero secondo tempo a riscaldarsi insieme a diversi suoi compagni, che poi ha visto quasi tutti entrare in campo.

Il tedesco era stato ‘accusato’ da alcuni media di aver abbandonato il campo a metà ripresa, prendendo la strada degli spogliatoi, a mo’ di protesta per l’ennesimo mancato utilizzo da parte di Juric.

Il difensore però questa mattina sui social ci ha tenuto a chiarire che tale gesto non è mai avvenuto, anzi: “Ieri non sono andato negli spogliatoi prima del tempo. Dopo il riscaldamento sono tornato normalmente in panchina e sono rimasto lì fino al fischio finale. Non so chi abbia inventato questa storia sinceramente”.

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Interviste

Hummels: “I tifosi vogliono una reazione e hanno ragione”

Mats Hummels, ieri protagonista nella celebrazione del pallone d’oro della scorsa stagione (29° posto per il tedesco al pari di Dovbyk), ha rilasciato alcune dichiarazioni a margine dell’evento, riferite stamane da La Gazzetta dello Sport: “Sono contento per aver nalmente esordito, aspettavo questo momento da tempo. Speravo da un po’ di mettere piede in campo in Serie A. Ovviamente questo sentimento contrasta con la tristezza per la scontta di Firenze e per come è maturata. Non siamo contenti dei risultati attuali, ma la squadra è forte, in qualche settimana le cose non possono che migliorare”.

Anche per lui, sperando che quello di domenica sia un punto di partenza. “lo me lo auguro. I tifosi pretendono che la squadra giochi meglio ed hanno ragione. A me piace tutto qui: il club, l’atmosfera dello stadio, l’amore della gente. Ora si tratta solo di migliorare, dobbiamo farlo il prima possibile”.

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Ghisolfi annulla il volo per Parigi e resta a Trigoria

Nel pomeriggio di oggi a Parigi sarà consegnato il Pallone d’Oro al miglior calciatore della scorsa stagione sportiva. Come noto due giocatori dell’attuale rosa giallorossa – Dovbyk e Hummels – sono tra le 50 nomination finali e questa sera parteciperanno all’evento organizzato ogni anno da France Football.

Il ds giallorosso Florent Ghisolfi doveva partire per Parigi per affiancare i due calciatori giallorossi, ma ha annullato il volo per gestire da Trigoria il momento di crisi tecnica della squadra e restare in contatto con la proprietà attualmente negli Stati Uniti.

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Hummels ai tifosi: “Non so perchè non gioco”

Mats Hummels è evidentemente un caso. Nonostante il tentativo di Juric di dare una spiegazione di natura tecnica (“Vedo meglio Ndicka nel ruolo di libero della difesa a tre, ma il momento di Mats arriverà”...), il tedesco meriterebbe oggettivamente più spazio.

Non solo perchè è tra i 50 candidati al pallone d’oro, ma perchè un calciatore del suo spessore complessivo non può non giocare neanche un minuto in una Roma così in difficoltà.

“Non so perché non ho giocato. Sono a disposizione del mister, se mi fanno giocare ci sono”, questa è la frase – secondo ilmessaggero.it – che Hummels ha riferito a tanti tifosi che lo hanno incrociato in serata, dopo la gara, tra le vie di Trastevere.

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Interviste

Juric: “Vittoria strameritata, ma mancano certezze. Hummels? Ndicka è superiore in questo momento”

Ivan Juric ha parlato ai microfoni di Sky Sport, dopo la vittoria per 1-0 contro la Dinamo Kiev:

Che valutazione fa di questa partita?
“Ci sono stati momenti in cui la squadra mi è piaciuta molto, in altri meno. Mancano certezze e sicurezze, ma guardando la partita nel complesso abbiamo strameritato la vittoria. Abbiamo gestito molto bene il vantaggio”.

Il livello di concentrazione in fase difensiva? C’è stato anche un miglioramento nella fase di riaggressione?
“La riaggressione è stata ottimale, anche contro Inter e Monza. Quando rubi la palla è il momento ideale per colpire l’avversario ma in quelle situazioni non siamo ancora lucidi. Ci lavoreremo e cercheremo di migliorare”.

Le Fée che ragazzo è? Quando vedremo Hummels?
“Le Fée mi piace tanto, può fare molto meglio di oggi ma è stata la sua prima partita. È estremamente intelligente, può solo migliorare. Hummels? Lo vedo nella posizione di Ndicka e in questo momento la difesa sta rendendo molto bene. Ndicka si sta mettendo in mostra, questo tipo di gioco è l’ideale per lui. Al momento è in vantaggio su Hummels, che è un grandissimo professionista e avrà le sue occasioni”.

La crescita di Baldanzi?
“Gioca bene a calcio e punta la porta, inoltre fa anche una fase difensiva molto intelligente. Oggi hanno giocato benissimo anche Zalewski e Koné. Abbiamo tanti giovani che mi stanno dando tante soddisfazioni e hanno un margine di miglioramento impressionante, possono crescere ancora tanto”.