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Solbakken: “Mi serve pazienza”

Ola Solbakken ha parlato ai microfoni di Nettavisen del suo primo mese d’esperienza in giallorosso:“Sta andando bene anche se è tutto molto faticoso. Non mi aspettavo di giocare subitoma già il fatto che mi metta in campo a volte è positivo. Vorrei giocare il più possibile, ma sarò paziente e lavorerò duroCi vorrà un po’ di tempo per crescere, per ora l’allenatore non mi vede per più di 20 o 25 minuti, ma va bene. Stanno lavorando tutti tanto e io so che potrò contribuire in qualche modo. Mou è molto caloroso, simpatico e gentile. Si prende cura di te e di tutto ciò che ti circonda. Tatticamente, è come sembra. La cosa più importante sono tre punti. Come si fa non è la cosa più importante, altre cose vengono dopo. È la squadra che è al centro dell’attenzione. Mi usa in campo se lo merito. Se non pensa che io sia abbastanza bravo, niente

continua poi sui tifosi giallorossi:

E’ tutto molto nuovo e diverso per me, ma va bene. Mi piace. E’ tutto assolutamente estremo, più di quanto pensassi. L’interesse è enorme e non arriva solo da bambini e ragazzi. Ci sono molti uomini adulti tra i 30 ei 40 anni e oltre che sono molto appassionati. Sono stato ad una cena con i tifosi. C’erano circa 500 persone. C’erano donne adulte di età superiore ai 60 anni che cantavano a squarciagola e si toglievano tutto. Non posso andare al negozio in pace. Potrei essere stato un volto familiare a Bodø, ma qui è molto più forte e speciale. Continuo a pensare che sia strano e non capisco bene perché sono così interessante. L’Olimpico? Aspetti con ansia le partite casalinghe e capisci di più quanto sia grande la differenza tra casa e trasferta. Ci sono tifosi così bravi qui a Roma e non è solo il nucleo dei tifosi (gli ultras, ndr), ma assolutamente tutti. È un grande vantaggio per noi“.

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Abraham: “Roma scelta giusta” e sul 2023: “Dopo la Conference, voglio vincere altri trofei”

Tammy Abraham ha rilasciato un’intervista al magazine inglese SMW Exsclusive, ed è stato scelto come modello della linea di gioielli ‘Mj Jones’.

Ecco le sue dichiarazioni: “All’inizio ero un po’ nervoso perché uscire per le strade di Roma non è mai facile, ma si è rivelato fantastico. I fan sono ovunque e una cosa che ho dovuto imparare in fretta è che sono appassionati. Qui ci sono solo due squadre: Roma o Lazio. Fortunatamente, la maggior parte delle persone che incontro sono tifosi della Roma, ed è sempre bello incontrare i tifosi e fare foto con loro. Tutti in città sono stati così accoglienti ed educati”.

Il trasferimento in Italia.
“È stata un’esperienza interessante e certamente diversa dalla vita in Inghilterra. Certo, mi sono dovuto adattare rapidamente e a volte mi manca sentire la lingua inglese. È bello abbracciare una cultura diversa, godersi un nuovo modo di vivere e imparare la lingua. Probabilmente dovrei sapere un po’ più di italiano, ma sta andando bene”.

Sui tifosi.
“I tifosi e le persone del club mi hanno fatto sentire a casa fin dal primo giorno. Sarei dovuto atterrare in un aeroporto privato, ma c’erano così tanti fan lì… cantavano il mio nome ed erano così felici di vedermi. Da quel momento ho capito che quello era il posto giusto per me. Sono così appassionati e vogliono che la loro squadra faccia bene, quindi ti sostengono anche se a volte non fai bene. Ma penso che possano vedere quanto sia appassionato in campo: penso sia siano innamorati della mia fame e voglia di vincere”.

Sul trasferimento alla Roma.
“Non sono qui da molto, ma penso che trasferirmi alla Roma sia qualcosa a cui ripenserò e dirò a me stesso: ‘Ho passato del tempo vivendo in un’altra parte del mondo’. Sperimentare cose nuove è incredibile, a volte stimolante, ma finora divertente”.

Sulla storia della città di Roma.
“Ho sempre amato la storia, anche a scuola. Vedere il Colosseo di persona è stato fantastico, non riuscivo a smettere di sorridere. Adoro conoscere la storia della città e le diverse culture e Roma è uno dei posti migliori al mondo per questo”. […]

Sulla vittoria della Conference League.
“Vincere un trofeo europeo al primo anno con la Roma è stato incredibile. Ad essere onesti, non credo che qualcuno se lo aspettasse. Dal momento in cui sono arrivato, ho sempre detto che avrei voluto vincere un trofeo con la Roma. Non vincevano un trofeo da molti anni e, a quel punto, molte persone non credevano che fosse possibile. Ma penso che venire qui abbia dato fiducia ai ragazzi e hanno visto che ero affamato e appassionato. Anche in allenamento voglio sempre vincere. Quando perdo in allenamento, i ragazzi vorrebbero parlarmi, ma vedranno che stavo sempre spingendo al massimo. Voglio il meglio per la mia squadra e per me stesso”. […]

Sull’addio al Chelsea.
“Poco prima che lasciassi il Chelsea, Tomori si era trasferito al Milan, quindi ne avevamo parlato molto. Entrambi non riuscivamo a credere che stesse accadendo. Siamo stati al Chelsea per tutta la vita e, proprio così, ce ne stavamo andando. Penso che fosse il momento giusto di andare via, ero pronto per fare il passo successivo nella mia carriera. Non volevo essere classificato come un giovane della Primavera, quindi era giunto il momento per me di spiegare le mie ali”. […]

Sul 2023.
“Questo potrebbe essere l’anno migliore della mia vita finora, quindi voglio che diventi realtà. Sarebbe bellissimo vincere qualcosa anche quest’anno con la Roma, e con la nascita di mio figlio, chissà cosa riserverà il futuro”.

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Mourinho: “Dobbiamo avere più fiducia con la palla. Diamo tutto quello che abbiamo. Mercato? Non mi aspetto nulla e su Pinto…”

Josè Mourinho ha parlato ai microfoni di DAZN dopo la vittoria sulla Fiorentina per 2-0

Poco in piedi durante la partita.
“Ho paura dei rossi. Tante volte una parola più dura può portare al rosso.”

Sulla partita.
“Difficile. Giocatori bravi, tecnici. Noi abbiamo difeso bene, siamo stati sempre in controllo. Non abbiamo avuto situazioni difficili da gestire. Mi piacerebbe più qualità, più gente con voglia di giocare palla. Dal punto di vista tattico, posso solo dire benissimo. Con la palla dobbiamo avere più qualità, più fiducia. Giochiamo però con le qualità che abbiamo. Diamo tutto quello che abbiamo.”

Su eventuali innesti.
“Non mi aspetto che arrivi qualcuno. Il direttore è stato molto onesto, molto diretto: ha detto delle parole in un’intervista che di solito ad un allenatore non piace sentire, ma sono parole oneste.”

Cosa non le è piaciuto?
“Tutti gli allenatori vogliono ascoltare che ci sono tanti soldi, che possiamo comprare tanti giocatori e fare squadre forti. Ho avuto questo tipo di club con un profilo che non è il nostro. Lavoriamo, diamo tutto con quello che abbiamo. Non abbiamo preso gol, quindi abbiamo possibilità di vincere perché non segniamo tanto gol.”

Sapeva prima dei limiti?
“Non voglio parlarne. Non ho problemi personali con il direttore, è una bugia dire il contrario. Fra di noi esiste onestà. Non si può criticare nessuno.”

Su Bove e i giovani.
“Io spero che la gente mi interpreto bene. Io dico cane malato perché è uno intelligente che morde. Sono tanti: Zalewski, Volpato, Bove. Ma Marash ha fatto due partite di grandissima qualità è un professionista vero, se si può parlare di gerarchia ora è un quarto.”

Abraham ha dato la profondità, ha messo in difficoltà la difesa della Fiorentina. Dybala può essere il trascinatore?
“Dybala in principio ha chiesto di tornare il primo di gennaio, voglio che torni il 29 perché questa squadra ho dubbi che non possa vincere senza di te a Bologna. Mi ha chiamata è il 27 era sul volo per allenarsi il 28. È un ragazzo speciale. Mi piaciuta la profondità di Tammy e la gestione di Matic, è un giocatore che ama la palla. Anche Lorenzo ha fatto un grande sforzo per giocare, si è fatto male tre giorni fa e stamattina non sapevo ancora se era in grado di giocare. Grazie anche a lui”

Dove può trovare la Roma la crescita con la qualità della palla?
“Fare crescere i bambini, Tahirovic ha questa qualità, è un esempio di giocatore che può aiutarci a crescere. Nei 4 difensori penso che Kumbulla sia quello che gestisce meglio la palla, ma il vero animale difensivo ora è Ibanez. Non penso che la soluzione sia il cambio di gioco perché c’è molta gente che non può giocare a 4, non dobbiamo far vedere i nostri punti deboli, dobbiamo nasconderli.”

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Mourinho, nessuna conferenza domani

Dopo il ritorno in conferenza di ieri, Josè Mourinho non parlerà alla vigilia di Roma-Fiorentina. Il tecnico giallorosso tornerà a parlare dopo il match contro i Viola alle televisioni e in sala stampa.

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Mourinho polemizza: “I fischi a Zaniolo provocati dalle parole di uno stipendiato del club” – la riposta di Candela: “Nessuno fischia a causa mia”

Non parlava da oltre 2 mesi e ieri sera Josè Mourinho ha cominciato a togliersi i sassolini dalle scarpe. Nel corso dell’intervista a Mediaset è arrivato un chiaro riferimento ad una persona ‘stipendiata dal club’ che recentemente avrebbe ‘parlato male di Zaniolo causando i fischi dello stadio’.

Il riferimento secondo molti è stato alle recenti dichiarazioni di Vincent Candela, che in studio a DAZN a margine di Milan-Roma aveva espresso un parere onesto ma diretto sullo scarso rendimento degli attaccanti giallorossi, in primis Zaniolo: “Mi aspetto di più dalla squadra e anche da Zaniolo. Ovvio che da lui mi aspetti più assist e gol. È stato male per due anni e non è facile tornare in grande forma. Ma se lui, Abraham, Pellegrini, Dybala e tutti gli altri insieme faranno bene, ci possiamo togliere delle soddisfazioni come abbiamo fatto l’anno scorso“.

In tarda serata l’ex terzino campione d’Italia con la maglia giallorossa ha espresso su Instagram la sua personale replica alle parole di Mourinho, laddove è stato accostato subito al riferimento dello Special One da alcuni media: “Buonasera a tutti. Questo post mi ha sorpreso, non credo e non penso che la gente ha fischiato Nicolò per le mie dichiarazioni. Mi dispiacerebbe tanto perché chi mi conosce sa… a volte, quando mi chiedono, posso dire la mia sulla Roma, però sempre con grande rispetto e amore per questa società, squadra, allenatore vincente e popolo Romanista. Non volevo fare polemica. Non mi appartiene. Un abbraccio a tutti e sempre forza Roma”.

 
 
 
 
 
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Dybala: “Coppa Italia nostro obiettivo ma dobbiamo crescere”

Paulo Dybala ha parlato ai microfoni di Mediaset dopo la vittoria per 1-0 sul Genoa:

Giocata da campione del mondo.
“L’amore della gente è arrivato prima di essere campione del mondo. L’affetto vale tantissimo per me, il riconoscimento di oggi sarà indimenticabile”.

È servita la tua luce, è un deficit?
“C’è da migliorare, io per primo. Oggi era importante vincere. È un obiettivo importante per noi, sappiamo che possiamo vincerla. Ora arriverà anche Wijnaldum, che può darci tanta esperienza. Sarà un acquisto molto importante per noi”.

Dove metti la Roma in classifica?
“È presto per parlare di questo. Lotteremo su tre fronti, la Coppa Italia è un nostro obiettivo, abbiamo la squadra per farlo e sono solamente 3 partite. In campionato ci sono squadre più forti di noi, ma possiamo lottare. Poi c’è anche l’Europa League che è molto importante. Non so dove arriveremo, ma i nostri obiettivi sono chiari”.

Quando ti rivedremo al top per 95 minuti?
“Speriamo presto. Ci sono tante partite consecutive ora, a volte è difficile mettersi in forma con gli allenamenti. Puoi farlo solo giocando le partite, non c’è tempo per allenarsi”.

Come vedi Napoli-Juventus domani?
“Sarà una partita bellissima, non è facile giocare a Napoli. Sarà una bella partita da vedere”.

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Mourinho: “Dispiace per i fischi a Zaniolo. Pinto? Non devo commentare, io alleno, secondo qualcuno male”

Josè Mourinho ha parlato ai microfoni di Mediaset dopo la vittoria per 1-0 contro il Genoa:

La Roma voleva fare sua la partita, forse ha fatto troppa fatica prima dell’ingresso di Dybala?

La Roma dà sempre il massimo, per questo ho affetto per i ragazzi. Ho imparato da bambino, e settimana prossima ne avrò 60, che quando dai il massimo non c’è niente di più da fare. Mi dispiacciono i fischi a Zaniolo. Se qualcuno prende soldi dalla Roma e parla male dei miei giocatori mi dispiace. I giocatori danno quello che hanno.

Su Pellegrini e Dybala…
Vediamo domani. Volevo fare di tutto per non andare ai supplementari. Potevo mettere un ragazzino – Volpato, Tahirovic – ma ho messo Paulo. Questi sono i giocatori che rendono bravi gli allenatori. I tre dietro ci hanno dato sicurezza. Paulo è un’altra cosa, è un profumo diverso.

Sugli scontri di domenica tra ultras di Roma e Napoli..
Sono allenatore: alleno, secondo qualcuno male. Io alleno.

Pinto ha detto che c’è tutto per arrivare in Champions.
Non mi sembra che un allenatore debba commentare le parole di un direttore.

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El Shaarawy: “Voglio restare a Roma. Obiettivo 4° posto. Non sottovalutiamo il Genoa. Mou? Ha tanta voglia di Roma”

Stephan El Shaarawy ha parlato ai microfoni di Sport Mediaset a due giorni dalla sfida col Genoa di Coppa Italia:

Il Genoa è stata la squadra dove sei diventato professionista.
“Sì, ci ho esordito in Serie A e ho un ricordo molto speciale. Siamo tutti ‘tifosi’ in famiglia e lì ho fatto tutto il settore giovanile. Sarà speciale per me”.

La Coppa Italia è un obiettivo della Roma?
“Assolutamente sì, è una partita e una competizione che non è da sottovalutare come per esempio è stata la Conference League che sì, magari è inferiore a Champions ed Europa League, ma abbiamo visto quante gioie può regalare. Sicuramente anche questa dobbiamo affrontarla con grande serietà e la voglia di arrivare in fondo”.

In passato si è fatto l’errore di sottovalutare questa competizione?
“No, diciamo che quest’anno l’obiettivo deve essere come per la Coppa Italia e per le altre competizioni arrivare fino in fondo e affrontarle con grande impegno così come abbiamo fatto lo scorso anno con la Conference”.

Qualcuno sostiene che dopo la Conference vi siate bloccati. È cosi?
“Penso che solo a livello realizzativo magari in qualcosa siamo mancati però anche la dimostrazione di come abbiamo rimontato domenica sia la dimostrazione di quanto questa squadra ci creda sempre fino all’ultimo. Non è la prima partita che finisce così, questo è un aspetto a nostro favore. Dobbiamo ancora migliorare in alcune cose, come concretizzare le occasioni che creiamo. Ma siamo una squadra forte e soprattutto che non molla mai”.

La rimonta che è stata sublimata a San Siro. È qualcosa che state allenando o è già vostro, della squadra?
“Penso che sia una questione di mentalità. In questo il mister è bravo. Ha innescato in noi la voglia di non mollare mai, di arrivare primi su ogni pallone. È un nostro punto a favore. Quello in cui dobbiamo migliorare sicuramente è in zona realizzativa. Ma siamo contenti che anche Tammy si sia sbloccato domenica, quindi speriamo per lui che possa essere la sua svolta per continuare a fare tanti gol”.

Hai condiviso in passato lo stato d’animo di Abraham, come lo percepisci?
“Io credo che possa essere così come l’anno scorso. È partito piano e poi si è sbloccato abbiamo visto tutti quello che è stato capace di fare. Mi auguro che possa fare lo stesso nel girone di ritorno, ma l’abbiamo visto anche in fase difensiva ed è stato importante. Gli attaccanti devono essere anche importanti in quello e lui ci ha salvato all’ultimo minuto”.

Il quarto posto è lo Scudetto della Roma?
“È uno dei nostri obiettivi sicuramente. Siamo lì a tre punti per cui abbiamo in dovere di provarci e di non mollare le squadre sopra di noi. Bisogna pensare sempre di partita in partita e vediamo poi alla fine dove saremo”.

La corsa adesso è sull’Inter?
“È sempre sulla quarta, adesso siamo lì dietro e ora l’obiettivo è quello di vincere più partite possibile. Abbiamo la consapevolezza che possiamo farcela”.

Hai compiuto da poco 30 anni. Ti senti maturo professionalmente?
“Mi sento tanto cresciuto. Soprattutto in questa Roma, il mio obiettivo è quello di fare sempre meglio. Il rinnovo non è una cosa alla quale penso nell’immediato, però il mio intento è quello di rimanere e di poter ancora dare molto a questa società”.

Ti abbiamo visto anche a tutta fascia. Come stai vivendo questa metamorfosi in campo?
“È un ruolo al quale mi sto adattando e che non ho mai fatto. Forse poche volte con Conte quando giocavo a cinque, però da un anno e mezzo è un ruolo che sto ricoprendo sempre. Io sono a disposizione e in una grande squadra bisogna anche sapersi adattare. Fa parte della maturità di un calciatore. È logico poi che a livello realizzativo i numeri poi sono minori rispetto a prima. Queste sono le richieste del mister e bisogna sempre fare il proprio meglio”.

Lo senti tuo questo cambiamento?
“Il ruolo che preferisco è l’esterno d’attacco però l’esterno a tutta fascia posso ricoprirlo. L’ho fatto anche segnando e sono a disposizione”.

Come vedi Zaniolo?
“Nicolò ha ancora tanti margini di miglioramento. È un giocatore centrale per noi soprattutto anche per la Nazionale. Viene da due anni di infortuni e sicuramente deve ricercare quella lucidità in più sotto porta però mi auguro che possa ritrovarla il prima possibile, anche in fase realizzativa. Aiutando così squadra e Azzurri, perché può diventare molto più forte. In allenamento mette sempre grande impegno e continuità. Ci sono tutti i presupposti per fare bene”.

In che cosa ti sta segnando Mourinho?
“A livello di mentalità è un grandissimo allenatore e comunicatore. Parliamo, parla con tutti allo stesso modo e sicuramente è la sua più grande forza. Il suo palmares parla per lui. È vincente, dobbiamo seguirlo in tutto e per tutto, perché può farci fare quel salto in più”.

C’è ancora tanto da fare insieme?
“Sì perché noi lo vediamo anche per solo come prepara gli allenamenti, l’intensità, la voglia che ha di raggiungere gli obiettivi. Così come ha fatto lo scorso anno in Conference. Questo ci fa capire quanto tiene alla Roma e a far bene qui. Non abbiamo mai parlato di altre squadre o di altre Nazionali per lui”

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Abraham: “4 punti in due partite, abbiamo dimostrato il carattere della Roma”

Tammy Abraham ha commentato così ai microfoni di DAZN il pari raggiunto in extremis contro il Milan

Finale pazzesco. Come è cominciare l’anno così?
“Sapevamo che sarebbe stata una trasferta difficile. Dovevamo avere pazienza perché loro difendevano e attaccavano bene, quindi le chance erano poche. Mi sono detto ‘questa è la mia occasione, devo essere pronto’. Quando ho visto il colpo di testa di Matic e la parata del portiere mi sono avventato e ho segnato”.

Si è visto il carattere della Roma.
“Sì, assolutamente. Prima della sosta avevo detto che saremmo tornati forti e in queste due partite abbiamo ottenuto una vittoria e un pareggio. Sono contento per i tifosi. Dobbiamo continuare così”.

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Motta: “Scelte arbitrali incomprensibili: rigore su Dybala inesistente e uno enorme non concesso al Bologna”

Thiago Motta, tecnico del Bologna, ha commentato così ai microfoni di DAZN la sconfitta contro la Roma:

La prestazione c’è stata, forse è mancato l’ultimo passaggio.

“Abbiamo fatto una buona partita, anche se dobbiamo migliorare alcune cose. Sono contentissimo del secondo tempo. Abbiamo perso una partita difficile da digerire. Non so come descrivere i due episodi, conosciamo la situazione e iniziamo l’anno nuovo con le stesse abitudini: il giocatore della Roma cerca il mio difensore e poi anche che il mio giocatore abbia toccato il pallone e se non l’ha toccata è la gamba destra che va a toccare il mio difensore, che gioca la palla correttamente. Non è rigore. E poi c’è un rigore per noi clamoroso che non è stato fischiato. La nostra prestazione è stata fantastica, ma sono due episodi a cui dobbiamo fare molta attenzione perché queste cose vanno cambiate. Il calcio non è questo, c’è amarezza per queste ingiustizie. Capisco la frustrazione dei miei ragazzi”.

Era molto arrabbiato dopo il mancato rigore.

“La misura non è la stessa, l’arbitro ha detto che il mio giocatore ha cercato il contatto con quello della Roma, quando nel primo tempo è Dybala che va a cercare il difensore. Non posso vederlo solo io, lo abbiamo visto tutti. Dobbiamo comunque continuare così, la prestazione è stata bella”.

Nel secondo tempo molto bene.

“A San Siro abbiamo iniziato molto bene, ma anche lì c’è stato un episodio su Lautaro e da lì in poi abbiamo perso il filo della partita. Questo non mi era piaciuto quindi ho parlato con i ragazzi e ci siamo detti di migliorare. Oggi la stessa cosa, ma la squadra è rimasta in campo e ha giocato alla pari contro la Roma. Nel secondo tempo abbiamo creato di più e giocato meglio, creando superiorità. Sono molto contento, stiamo migliorando”.

Quanto sente suo questo Bologna?

“Lo sento nostro insieme al club, i ragazzi e la gente. Si vedono belle prestazioni ed è questo che dobbiamo mantenere”.