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Belotti: “Giuste le critiche di Mou al gruppo, qualcosa non andava ma per vincere serve un grande gruppo”

Andrea Belotti ha commentato così la vittoria sul Verona per 1-0 ai microfoni di DAZN:

Hai avuto una chance e sono arrivati i complimenti come ti sei sentito?
Bene. È un modulo che proviamo dall’inizio dell’anno conosco bene i meccanismi e li ho imparati bene.

Hai la pressione di conquistare alla maglia da titolare?
“Io cerco sempre di dare il massimo, sia dall’inizio sia quando gioco 10 minuti. Vogliamo tutti portare a casa il risultato.”

Sulle parole di Mourinho alla squadra dopo la partita.
“Le parole esatte può dirtele lui. Sono parole che devono rimanere tra di noi. Le parole sono state sul gruppo.”

Sul rapporto con Mourinho.
Lo conosciamo tutti è un grande che ha allenato tantissime squadre. Quando ha attaccato il gruppo lo ha fatto perché qualcosa non andava e ce ne siamo accorti anche noi. Per i grandi risultati la forza del gruppo ci deve sempre essere.

Sei a tuo agio a giocare con Tammy?
Ci sono state occasioni in cui abbiamo giocato insieme e avevamo preparato la partita in un determinato modo. Il mister conosce il calcio meglio di tutti noi. Nella carriera io sono stato abituato a giocare ad una o due punte. Per noi l’importante è giocare.

Come ti senti fisicamente?
Sto bene, ho passato il periodo iniziale senza ritiro quindi doveva trovare la condizione. Poi durante la sosta ho avuto modo di recuperare da un infortunio ma ho cercato sempre di lavorare. Ora mi sento assolutamente bene.

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Mourinho: “Vittoria di un gruppo fantastico. Sold-out? Quello vero col Bodo, oggi solo la Curva ci ha aiutati. A fine stagione parlerò, ho tanto da dire”

Josè Mourinho ha parlato così ai microfoni di DAZN dopo la vittoria per 1-0 contro l’Hellas Verona:

Quell’abbraccio finale, cosa ha detto alla squadra?
“Complimenti a tutti quelli che hanno vinto, e hanno vinto tutti, tutti loro. Mancavano solo Dybala e Darboe, oltre a Tammy che è andato all’ospedale. Hanno vinto loro, con uno spirito di gruppo e di sacrificio fantastici. Giocando molto bene, se si può dire così, il tipo di gioco che si può fare contro il Verona, molto difficile da affrontare. Una vittoria molto molto meritata dei ragazzi, che hanno fatto un grandissimo sacrificio. 5-6 di loro hanno giocato in Austria, Karsdorp non giocava da più di due mesi, Spina tornava da un infortunio, Bove giocava in un campo di plastica lo scorso anno, Belotti non giocava da tanto tempo, Solbakken apprende il nostro gioco, anche lui fisicamente non è al top. El Shaarawy che non gioca mai due partite di fila, adesso ne gioca 4-5 di seguito al massimo, Zalewski gioca in 10 ruoli, è una squadra a cui la gente per me non dà quello che la squadra merita”

Belotti?
“Grandissima partita, meritava il gol. Grandissimo merito ai ragazzi, non potrei essere più felice di così per l’impegno di questi ragazzi, mi dispiace che la gente non capisca il nostro sforzo, o non vuole capirlo. Sono grato ai miei ragazzi per quanto stanno dando”

Parla dello stadio? Oggi 23 soldout di fila?
“Sì dipende cosa significa soldout: il soldout col Bodo, lo stadio vince da solo, soldout come oggi, arrivano 3-4 fischi per un ragazzo che perde palla nel finale, dopo diventano 60 fischi. La gente guarda il terzino destro e deve capire che lì non ci sono Cafu e Maicon.
Bove se sono un tifoso della Roma lo porto in braccio ogni giorno, perchè è più tifoso di loro. Si fa piano piano, quando sono arrivato doveva andare in prestito ad una squadra di serie C, adesso gioca titolare in A. Voi anche non aiutate, gli altri sono fenomeni, noi vinciamo per fortuna o su palla inattiva. Io sono un vecchietto, non ho bisogno di
Loro hanno bisogno, con la Curva, gli altri vanno soddisfatti a casa. Loro è giusto che mi criticano, perchè sono l’allenatore ed è giusto così, però mi dispiace per i ragazzi perchè meritano di più”

La Roma sta facendo di più di quanto valesse?
“Ne parliamo alla fine della stagione, adesso non è il momento di parlare, perchè ho tanto da dire. Non ho mai dato interviste a nessuno, parlo con voi e in conferenza perchè sono costretto, magari sbaglio, ma parleremo alla fine”


La Roma sta iniziando a giocare bene senza i suoi migliori palleggiatori. Quali sono i motivi?
“Abbiamo lavorato bene in ritiro. La squadra ha più qualità quando siamo tornati. I ragazzi crescono, i più giovani. Gente come Mancini, Cristante e Ibanez, c’è il lavoro che fa migliorare. Chris non è troppo giovane, ma sono giocatori che crescono di qualità. I ragazzi stanno crescendo, di solito le squadre che hanno la pressione mediatica e sociale di fare grandi cose sono squadre che non hanno bisogno di far crescere i giocatori. Ho sempre avuto pressioni di fare cose importanti, però avevo prodotti finiti, giocatori di livello e di esperienza altissima. Questa gente cresce, arriviamo da un anno e mezzo insieme, questo Bove è diverso dal Bove di un anno e mezzo fa. Quando sono arrivato doveva andare in prestito in C. Solbakken non si era mai allenato su un campo di erba naturale. Senza il credito che i ragazzi meritano andiamo avanti. Giovedì ce n’è un’altra, contro una squadra che ha fatto SPA in Austria, hanno giocato in 3. Andiamo lì di nuovo, se vinciamo è fantastico, se perdiamo andiamo a casa e possiamo dormire tranquilli, anche nel momento della sconfitta è gente che può vivere in pace”.

Questa squadra è terza in classifica e la Roma sta giocando bene. Cosa si sente di rispondere a chi parla male della Roma?
“Spinazzola per me ha fatto una partita fantastica. Quando abbiamo fatto una partita di squadra di questo livello è dura per me parlare del migliore in campo. Leonardo ha fatto una partita straordinaria, pensavo di cambiare lui e Karsdorp al 60′ perché non pensavo avessero benzina per 90′, ma ho visto l’evoluzione della partita di Leo che è arrivato alla fine con una condizione molto buona, come Cristante, El Shaarawy, i tre difensori, chi gioca tutti i minuti ha fatto uno sforzo fantastico. Chi ha giocato meno e ha giocato oggi ha fatto una grande partita di squadra, sono molto contento principalmente per loro. Non è una gioia personale, sono contento per loro, meritavano di vincere questa partita contro un avversario difficile”.

Con chi ce l’aveva nel suo sfogo a DAZN?
“Quando Cafu perde una palla, hai un motivo per non essere contento? Cafu è il migliore al mondo nella sua professione. Lui o Maicon. Quando alcuni giocatori di altissima esperienza, come De Rossi, perdono il pallone, è normale che non piaccia. Quando Bove perde un pallone all’80’ e la gente fischia è un problema doppio. Quando dico Bove dico Karsdorp che non gioca da due mesi, Cristante che corre 12 km a partita. Chi perde palla e morde per cercare di recuperare merita rispetto. Siamo una squadra di gente seria, che dà tutto. Siamo una squadra che perde, abbiamo perso contro la Cremonese e volevamo vincere, così come a Lecce. Arriveranno altre sconfitte, pareggi, vittorie, questa è una squadra da rispettare. La gente sa i sacrifici che si fa per giocare? La gente non lo sa. C’è una curva che appoggia, ci sono zone che io sento passive, c’è un’altra zona che sono i tifosi avversari che si sono spostati, di solito sono alla mia sinistra, ma invece davanti a me a destra c’è un gruppo di tifosi avversari. Mi scuso perché non è il mio lavoro, sono i tifosi che devono criticare a me, non lo faccio per me, ma per i miei calciatori. I calciatori sbagliano perché hanno dei limiti. Zalewski non ha giocato molto bene come ala destra, a volte non sa dove gioca. Chiedo scusa a due colleghi, primo e secondo in classifica, Spalletti e Inzaghi: io non posso cambiare quattro giocatori come Dzeko-Lukaku, guardate i nostri limiti. I ragazzi danno tutto, io devo difenderli. Per me non è un problema, ho 60 anni e i capelli bianchi, voglio vincere come 20 anni fa. I ragazzi meritano di più”.

Durante l’anno lei ha diviso il gruppo tra giocatori forti e meno forti.
“Magari hai ragione tu e ho sbagliato io. Se ho sbagliato mi scuso anche io. Se pensi che quello che è successo a Sassuolo, in cui ho esagerato nella dimensione della critica, è un esempio per cui faccio mea culpa. Se dire che i bambini l’anno scorso giocavano in un campo di plastica è intendere che hanno un percorso da fare ed è negativo non sono d’accordo con te. Qual è stato l’ultimo allenatore della Roma ad aver bisogno di tanti bambini? Quando la Roma ha vinto con un gigante come Capello c’erano Batistuta, Totti, Montella e Delvecchio, negli ultimi anni Salah e Dzeko. Un giocatore in prestito è una difficoltà tremenda per me e per loro, hanno poca possibilità di crescere. Solbakken non è arrivato prima del ritiro in Portogallo, ma due giorni prima della prima partita. I ragazzi meritano rispetto, totale. Se qualche volta per il mio stile di comunicazione apro le porte alle critiche, se è mia responsabilità, chiedo scusa ai ragazzi”.

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Mourinho: “Dybala infortunato, Pellegrini quasi: scelte obbligate”

Josè Mourinho ha parlato prima di Roma-Verona ai microfoni di DAZN

Il Verona?
“È un avversario che ha cambiato, ha fatto un buon mercato: hanno fatto poche cose ma fatte bene, ci sono giocatori che hanno cambiato la squadra, portando una qualità diversa che si vede non solo nei risultati ma nel modo in cui gioca. Hanno migliorato abbastanza”.

Su Dybala e Pellegrini quanta scelta e precauzione c’è nella formazione di oggi?
“Non c’è precauzione né scelta, c’è incapacità: uno è infortunato, l’altro è quasi infortunato. Non c’è storia, non ci sono delle scelte ma, se vuoi dire così, ci sono delle scelte obbligate”.

Che partita si aspetta da Solbakken e da Karsdorp?
“Non mi aspetto niente da nessuno in particolare dal punto di vista individuale. Mi aspetto la squadra di sempre in merito alla voglia, rispetto per il club e i tifosi, voglia di fare bene e di vincere. Mi aspetto sempre questo dai ragazzi”.

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Mourinho a Sky sul futuro: “La società sa cosa aspettarsi da me. Incontro a giugno? E’ tardi”

Josè Mourinho ha parlato dopo la conferenza stampa anche ai microfoni di Sky Sport:

Quando arrivano squadre dalla Champions hanno sempre qualcosa in più, è un pericolo per una squadra come la Roma che ha perso l’abitudine di giocare la Champions?
“È un pericolo anche perché ci sono squadre che quando escono dalla Champions perdono ambizione, ma non è questo il profilo del Salisburgo. È una squadra di ragazzi giovani, i migliori giovani che ci sono in Europa, e per loro giocare significa possibilità di esperienza. Giocare in Champions dove non possono vincere e giocare in Europa League, dove pensano di avere possibilità di arrivare fino in fondo, può aumentare la loro motivazione. È una squadra di qualità con tanti giocatori bravi”.

Qui sono bravi a valorizzare i giovani e ottenere i risultati, quanto è difficile trovare la sintesi tra questi due concetti?
“Il loro mondo è diverso dal nostro, si trova in questa competizione ma è diverso. Il campionato austriaco è diverso, la filosofia del gruppo è oggettiva, il modo in cui investe e vende è fantastico. Lo fanno benissimo”.

Domani giocheranno molti titolari?
“Non abbiamo un’altra soluzione, è così che dobbiamo fare. Dopo la partita di ritorno in casa abbiamo un piccolo spazio di recupero fino alla partita contro la Cremonese. Adesso è difficile giocare domani, domenica e giovedì di nuovo. Dobbiamo fare il meglio possibile e devo pretendere dai giocatori tutto quello che possono dare e lavorare anche sul recupero e sulla prevenzione, sperando che tutto vada bene”.

Lei è un argomento sempre in tendenza, si parla quotidianamente del suo futuro. Cosa succederà a fine stagione quando incontrerà la proprietà? Che tipo di risultato ci potrà essere tra lei e la proprietà?
“Stai già partendo dal principio che la proprietà mi troverà solo a fine stagione. Siamo a metà febbraio”.

Che potrebbe succedere?
“Secondo te la proprietà vuole parlare con me solo a giugno, perché finisce il campionato?”.

È un po’ tardi?
“Mi sembra un po’ tardi (sorride, ndr)”.

Cosa si aspetta? Una bella chiacchierata in primavera?
“Non mi aspetto nulla, loro sanno cosa aspettarsi da me: ogni giorno a Trigoria nessuno lavora più di me”.

A Roma si sono tutti spaventati quando ha detto che a dicembre poteva andare via.
“La situazione è nota, avevo la possibilità di andare ma abbiamo deciso di no. Dal momento in cui ho deciso di no, è finita la storia”.

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Mourinho: “Salisburgo squadra di grande qualità. Domani massimo 1-2 cambi. Karsdorp? Felice del suo ritorno”

Josè Mourinho ha rilasciato le seguenti dichiarazioni in sala stampa alla vigilia di Salisburgo-Roma:

È già stato qui, cosa si ricorda delle sue precedenti esperienze?
“Ricordo tutto, la prima volta abbiamo perso e siamo stati eliminati ed esonerati. I ricordi non sono solo belli, ma anche brutti. La seconda volta ho ricevuto un premio bello, c’è stato tempo anche per stare qui con la famiglia in una città che non c’è bisogno di commentare, è troppo bella”.

Cosa si aspetta dalla partita di domani? C’è una similitudine tra il Salisburgo e qualche squadra italiana?
“Dal punto di vista dell’atteggiamento e della filosofia di gioco non mi sembra ci siano squadre di Serie A con profilo simile. Abbiamo fatto il nostro lavoro di analisi, ma non si sa mai l’obiettivo e il piano di gioco della squadra. Abbiamo visto tutto, le partite di Champions sono un buon riferimento. Il loro girone non è stato facile, fatto di squadre di qualità. La forza del Salisburgo è la qualità dei giocatori. Se volete sapere dove ci sono giocatori giovani e bravi, non c’è bisogno di cercare tanto: basta guardare qui. Quando si parla di età, qualche volta non è sinonimo di poca esperienza, ci sono ragazzi di 20-21 anni che già hanno giocato 10-15 partite di Champions. È una squadra di ottima qualità. Ho già detto tanto”.

La Roma è in corsa su due obiettivi importanti: corsa per la Champions in campionato ed Europa League. Lei ha detto che sarà un momento di difficoltà con 3 partite alla settimana. È più imprtante la partita di domani o quella col Verona?
“La prossima, è sempre la prossima, quindi quella di domani. Già lo sapevi. Domani è più importante”.

C’è la possibilità di vedere per la terza volta la stessa formazione schierata nelle ultime due? Il Salisburgo è uno squalo? Con che spirito la Roma affronta la gara? La Roma ha nelle sue corde la possibilità di vincere?
“Quando ho parlato di squali ho parlato di squadre fatte per vincere la Champions e si trovano a giocare l’Europa League. Tutto il peso e la responsabilità sono su di loro: Barcellona, Manchester United e Juventus sono fatte per vincere la Champions. Su di loro è il peso di vincere, come lo è stato per noi lo scorso anno in Conference. Arsenal, Manchester United, Juventus e Barcellona. Il Salisburgo non è fatta per vincere la Champions, ma per competere ed è finito terzo nel girone. Il nostro obiettivo è vincere domani, non vado più lontano di questo. Non è l’obiettivo di perdere o pareggiare, ma vincere domani. È difficile, ma non pensiamo oltre questo. Siamo 24 squadre, siamo lontanissimi. In queste due partite l’obiettivo è cercare di passare il turno. C’è la possibilità di schierare la stessa formazione, se cambiamo facciamo 1-2 cambi, non di più”.

Tra i possibili pochi cambi potrebbe pensare di far riposare Abraham? A che punto è il recupero di Wijnaldum?
“Domani Gini non giocherà titolare, vediamo di partita in partita e di allenamento in allenamento. Vediamo se la partita darà la possibilità di farlo giocare come a Lecce. I dati di lavoro sono positivi, ma il ritmo della partita è un’altra cosa. Ogni nostra partita si gioca fino all’ultimo minuto, non siamo una squadra capace di fare risultato al 25′. Mancano tante partite, sicuramente arriverà il momento in cui Wijnaldum potrà iniziare una partita. Abraham? Non riposa, gioca”.

La situazione di Karsdorp? Significa che c’è stato il passo di cui lei ha parlato?
“Sì, la verità è che è la prima volta che è convocato perché non era in condizioni fisiche di essere convocato prima. Dal punto di vista della nostra situazione personale da dicembre non esiste un problema. Il problema nasce col Sassuolo, non è piaciuto il suo atteggiamento quando è entrato, poi c’è stato un mio aggettivo troppo pesante e siamo entrati in quel periodo. Abbiamo sempre avuto un rapporto positivo, al di là di quel giorno, e ci sono state tante bugie non dei giornalisti, ma di chi ha parlato senza sapere cosa c’era fra di noi. Sono contento del suo ritorno, è una possibilità in più per noi. Non abbiamo tante opzioni. Averlo significa che Zalewski non ha bisogno di giocare a destra ed El Shaarawy non ha bisogno di giocare da quinto ma è una possibilità davanti. Il fatto che Rick dica che vuole giocare per la Roma e vuole aiutare i compagni e la squadra è importantissimo, è un giocatore a cui vogliono bene. Sono contento ed è importante per tutti noi”.

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Mourinho: “Campo orribile, frustrati per il risultato ma non posso criticare i miei”

Josè Mourinho ha parlato ai microfoni di DAZN dopo il pareggio contro il Lecce:

Due punti persi o un punto guadagnato oggi?
“Partita difficile, dura. Ovviamente si vede dalla nostra frustrazione negli ultimi minuti che non era il risultato che volevamo, ma è stata una gara intensa, difficile. Un campo orribile, giocatori con tanti problemi per giocare di prima, la palla rimbalzava male, però loro giocano in un modo che ti mette in difficoltà. Abbiamo avuto diverse occasioni per fare il secondo gol e se lo fai poi ne arrivano di più. Ai miei giocatori non dico niente in negativo sul piano individuale e collettivo. Non è il risultato che volevamo ma è un punto. E’ difficile dire due punti persi, abbiamo un punto in più rispetto a ieri”

Un po’ di precisione in più sotto porta da parte di Abraham?
“Ha giocato bene, ha fatto un’ottima partita, non accuserò mai un mio calciatore di un errore individuale, il loro portiere ha fatto grandi parate, oggi era una partita tipica in cui è difficile avere 10 palle di gol. Credito anche a loro che hanno questo stile di gioco, sono aggressivi, sono fortissimi sulla seconda palla, quando recuperano il pallone vanno veloci in transizione, tolgono tranquillità agli avversari perchè vanno subito in verticale. Volevamo vincere, me l’aspettavo così difficile, ma non torno a casa dispiaciuto”

Avete creato tanto, il migliore in campo del Lecce è stato Falcone, penso sia soddisfatto della prestazione?
“Sì esattamente questo è il feeling. Mi è piaciuto sentire qualcosa nello spogliatoio dopo la partita, gente che non era felice del risultato, un punto difficile, fuori casa, un punto su cui hai lavorato tanto ma ho sentito gente non contenta, questo è fantastico per me sull’evoluzione della mentalità dei miei ragazzi. Due o tre anni fa la Roma avrebbe perso, abbiamo adesso una mentalità diversa a giocare su questi campi. Giusto riconoscere credito anche al Lecce, hanno fatto la loro partita, hanno lottato per strappare questo punto d’oro. Per me è un punto in più, abbiamo gli stessi punti del Milan non ce l’aspettavamo ad inizio stagione, poi c’è Lazio-Atalanta non possono vincere entrambe. Gini ha giocato i primi 10 minuti, gli manca ancora intensità, il Gallo sta arrivando ad una condizione fisica che gli permette di essere un giocatore utile per noi. Adesso inizia la grande difficoltà di giocare tre partite a settimana, sarà più difficile per noi. Però molto contento dei ragazzi, nessun rammarico, sono con loro”

Rammaricato per l’arbitraggio?
“Ho parlato ora con Aureliano, vi ripeto quello che gli ho detto. Partita difficile per la Roma, per il Lecce e per l’arbitro. Una partita molto veloce e aggressiva, con tanti contrasti, con tante seconde palle. Ha fatto il suo lavoro. Dopo rivedendo credo ci fosse un secondo giallo per Strefezza che poteva cambiare la direzione della partita, ma se non mi avessi chiesto non avrei parlato dell’arbitro. Ha lasciato correre il gioco lasciando bellezza a questo tipo di partita con due squadre che hanno lottato.

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Pinto: “Mou crede nel progetto della Roma. Zaniolo? Ci ha delusi, se avesse accettato il Bournemouth sarebbe arrivato un sostituto”

Tiago Pinto ha parlato in conferenza stampa al termine del mercato:

La società ha avuto la percezione di perdere Mourinho?
“Cominciamo bene (ride, ndr). Devo chiedere scusa, solo stamattina vi abbiamo informati della conferenza ma dovevamo chiudere una trattativa. Su Mourinho eravamo consapevoli di quello che stava succedendo, ci ha fatto piacere che il mister ha voluto continuare, singifica che crede nel progetto, le altre cose le vediamo tra di noi.”

Su Zaniolo?
“Non mi nascondo dalle mie responsabilità, se tu mi chiedi che pensavo di incassare di più su Zaniolo pensavo di farlo, infatti una settimana fa avevamo un’offerta migliore, purtroppo con tutto quello che è successo abbiamo trovato una soluzione non male per nessuna delle due parti. Se mi chiedi se sono veramente contento? Non lo sarò mai, se mi chiedi: era possibile far meglio? Ho dei dubbi”

Mourinho sostiene di non avere una rosa adatta per giocare ogni tre giorni. I tifosi spesso si chiedono chi sia nella Roma a comprare i giocatori? Sono concordati gli acquisti? Chi arriva ha il placet di Mourinho?
“E’ una grande domanda. La prima cosa che voglio dire, anche se spesso si cerca il conflitto nel rapporto tra me e l’allenatore, lavoriamo ogni giorno per il bene della Roma, pranziamo tutti i giorni insieme, non sarà questa conferenza stampa a creare l’idea che giochiamo in squadre diverse. Come ho detto in passato, ripeto: secondo me non è una coincidenza che chi ha vinto lo Scudetto negli ultimi anni è uscito molto presto dalle coppe europee. Io penso che nel nostro campionato abbiamo tanto da lavoro da fare sul calendario per tutelare chi gioca in Europa. Basta vedere l’Atalanta e la Fiorentina quando giocano o non giocano in Europa. In Italia non è semplicissimo fare tutte queste partite, perchè è un campionato a 20 squadre, spesso le partite dopo l’Europa ci portano problemi. A gennaio sono stato chiaro: cerco sempre di creare un ambiente positivo sui giocatori presi, consensuale. Noi non possiamo dire che abbiamo tutti i giocatori che vorremmo, perchè sappiamo quali sono i paletti, ma mai abbiamo preso calciatori su cui Mourinho non ha dato la sua opinione, cerco sempre di creare una scelta consensuale. Entrando nello specifico, io non ho nessuna paura di assumermi tutte le responsabilità dei giocatori che non hanno fatto bene nella Roma. Per semplificare il vostro lavoro: tutti i giocatori che nella Roma non hanno fatto bene, sono 100% responsabilità mia. Cerchiamo di fare un lavoro fatto bene, tra me, Mourinho e gli scout, ma come entità massima mi prendo la responsabilità. Forse su alcuni calciatori tra me e voi abbiamo prospettive diverse: ci sono giocatori presi per l’immediato, altri per fare la differenza e crescere negli anni. Spesso parlate di Vina e Shomurodov: sono 100% responsabilità mia”

Soddisfatto dell’ultimo mercato? Se Zaniolo fosse partito prima della chiusura della finestra avreste preso un altro attaccante?
“Non sono soddisfatto, in tutte le altre finestre di mercato sono venuto qui e ho detto con fiducia che sentivo che la squadra era migliorata. Questa volta non posso dire lo stesso, abbiamo perso 3 giocatori e ne abbiamo presi 2, speriamo tutti che Gini possa essere un rinforzo, ma mi assumo la responsabilità. Ci sono però due annotazioni: in primis l’effetto Zaniolo, è stata una situazione difficile, con i paletti che abbiamo se fosse andato via prima, avevamo trovato una soluzione che avrebbe fatto piacere a tutti, che avrebbe fatto crescere la squadra, ma non siamo riusciti a fare ciò che volevamo. Dispiace che Solbakken non sia nella lista Uefa, ma ci permette di far capire che la storia del FFP non è uno scherzo. Far mercato così è difficile. Noi con l’offerta del Bournemouth e la cessione di Zaniolo lì, avremmo finito il mercato con una squadra più forte. Mi prendo la responsabilità, anche se ci sono cose che personalmente non potevo cambiare. Per me il mercato ha un’importanza del 30%, mi fido dell’allenatore e della squadra e abbiamo le condizioni per fare bene fino alla fine”

Due giocatori in scadenza: Smalling ed El Shaarawy. Resteranno?
Sono due situazioni diverse, perchè i contratti sono diversi. Chris ha diritto fino a maggio di decidere individualmente, con Stephan è il contrario. Stanno facendo entrambi molto bene. Abbiamo avuto contatti con l’agente di Smalling e sappiamo la sua voglia di continuare insieme. Il mercato è finito oggi, da oggi in poi abbiamo più tempo per sistemare le cose. L’idea comune è di continuare insieme, poi vedremo”

Ha ripetuto più volte la parola paletti del FFP. Ascoltando Mourinho e quello che dice lei, si notano delle differenze sul mercato. Quale sarà la strategia del mercato della Roma da qui a 4 anni? Si potrà decidere di andare a comprare un calciatore, senza aspettare di cedere un calciatore, senza aspettare l’offerta giusta a titolo definitivo per cedere? Oppure si sa con l’allenatore che ci sono questi paletti?
“Per rispondere a questa domanda avrei bisogno di 10 minuti. Per un direttore sportivo è molto più semplice prendere giocatori, anche per la mia immagina. Non è positivo per me dire ogni volta che abbiamo delle limitazioni. Io non ho dubbio alcuno che in tre-quattro anni la Roma sarà più solida e avrà un potere sul mercato maggiore, ma noi siamo costretti a fare questo percorso. Quindi quando parlo di FFP, non è un modo per giustificare il mio lavoro, spiego solo che questo lavoro va fatto. Nel momento in cui andrò via dalla Roma, più che i saluti sui social, voglio avere la certezza di lasciare la Roma in una condizione migliore rispetto a quando l’ho trovata. Senza perdere la nostra ambizione, abbiamo vinto un titolo e vogliamo crescere. Tutti voi avete visto il mercato di gennaio, in Italia, nessuno ha fatto nulla. Purtroppo non è facile competere ad esempio con la Premier. Le ultime della Premier hanno più potere economico delle prime in Serie A, ma io mi fido che se lavoriamo bene con la proprietà e con l’UEFA che costruiremo una squadra che gioca in Champions e che sarà più forte”

Mourinho è consapevole di questo?
“Lui è stato il primo a sottolineare questo, quando ha detto che abbiamo fatto il mercato con 7 milioni, anche quando voi accendete questa conflittualità, lui sa di questi paletti. Non voglio riparlare di Zaniolo, ma quel rifiuto del Bournemouth è una situazione che ci ha messo in difficoltà anche su questo piano strategico, perchè sappiamo che dobbiamo raggiungere determinati obiettivi e con quell’offerta eravamo più vicini ad arrivare. Per la qualità tecnica e umana di Mou e dei giocatori, stiamo riuscendo a raggiungere questo piano dell’UEFA e stiamo facendo bene sul campo. Non abbiamo vinto lo Scudetto, ma abbiamo vinto un titolo. Per me sarebbe più facile utilizzare questo argomento come scusa per il mio lavoro”

La Roma non ha più esterni, avete ritenuto di star bene così con gli esterni che avete in rosa oppure centrano ancora i paletti del FFP?
“Sai bene come gioca la squadra, in quel ruolo avevamo Vina, Karsdorp, Zalewski, El Shaarawy, Celik e Spinazzola. E’ andato Vina, ma Ricky è rimasto. Non penso ci sia una mancanza di esterni. Quando abbiamo finito il mercato estivo, ci mancava un centrale di difesa, Vina ci ha dato una mano, per cercare di valorizzare lui e cercare di riequilibrare la squadra siamo riusciti a prendere un centrale come Llorente che ci può dare una mano e abbiamo mandato in prestito Vina”

Karsdorp a disposizione?
“Sì a breve capiremo meglio questa situazione, è finito il mercato ed è rimasto. Mourinho ne ha parlato pubblicamente, gli interessi della Roma sono i più importanti e penso che a breve sarà a disposizione”

Perchè Mourinho ha chiesto di avere un incontro con la proprietà? Ci sarà? C’è il timore che lasci la Roma qualora non si centri l’obiettivo Champions?
“Sul tema della proprietà che parla o no, io penso che quello che si deve sottolineare è che da 2 anni e mezzo che i Friedkin hanno preso il club, hanno investito tantissimo nel club, lo hanno reso più forte. Dal primo giorno hanno detto che avrebbero lavorato e non parlato. Sull’incontro non mi sembra che Mourinho abbia chiesto pubblicamente un incontro, noi abbiamo un buon rapporto, parliamo spesso, Mourinho non è un allenatore qualsiasi, non ha bisogno di richiedere pubblicamente un incontro. Capisco che sia un tema importante per voi, ma secondo me il rapporto che abbiamo tra tutti ci impone di parlarne in privato e non qui. Nessuno di noi, io, squadra e Mourinho abbiamo bisogno di una pressione extra. Sappiamo tutti che oggi come oggi giocare o no la Champions fa tutta la differenza. La squadra è competitiva, ma alla fine della stagione faremo i conti. Non mi va di dire succede A se andiamo in Champions, succede B se non ci andiamo. Ci dispiace per la Coppa Italia, ma la squadra sta facendo bene, si allena bene e ha l’atteggiamento giusto, con Mourinho che li motiva. Non penso che sia giusto mettere questa pressione sulla Champions”

Che cosa non è andato per il rinnovo di Zaniolo? Aveva detto che il primo incontro sarebbe stato con il suo procuratore?
“Con tutta l’umiltà che posso avere, se qualcuno dopo tutto quello che è successo a gennaio, ma che magari era successo anche prima, se qualcuno pensa che Zaniolo è andato via per la mancanza del rinnovo è qualcosa che non funziona nel giudizio. Nicolò è stato amato come pochi qui a Roma. Quando si rifiuta di indossare la maglia della Roma, secondo me si va oltre qualsiasi trattativa o rinnovo. Io non mi nascondo dalla tua domanda comunque: se tu guardi la Serie A italiana e le squadre più importanti, quanti giocatori importanti sono usciti a parametro zero? Tanti. La Roma per fortuna non ne ha persi tanti importanti. Quando inizi a parlare di rinnovo c’è sempre una trattativa da fare. La richiesta del giocatore, il lavoro dell’agente, quello che il club vuole fare e poi c’è il rendimento in campo. Noi abbiamo buoni rapporti con l’agente, ma non ci siamo mai messi d’accordo su questi punti. Per finire dico questo, faccio un esempio: anche io posso pensare che dovrei guadagnare X, ma se vado via dalla Roma e gli unici club che fanno un’offerta per me sono Bournemouth e Galatasaray, forse bisognerebbe riflettere sulle mie qualità. Io rispetto tutti, qua si parla sempre di rinnovi etc, ma dopo tutto quello che è successo per Nicolò, crearsi la teoria che siamo arrivati a questo punto per l’assenza di un rinnovo, beh, non riesco a spiegare meglio”

Che cosa l’ha delusa di più del comportamento di Zaniolo? C’è mai stata la possibilità di arrivare a Ziyech?
“La storia dei club le fanno giocatori e allenatori. Non voglio che si dica che tutti i problemi della Roma siano stati creati da Nicolò. Noi e i tifosi credo siamo rimasti delusi dal suo atteggiamento, ma la Roma va avanti, perchè è più grande di me, Zaniolo e di tutti. Penso che su Nicolò si conosca tutto ormai. E’ vero che abbiamo parlato con i procuratori di Ziyech e con il Chelsea, non è però il giocatore di cui parlavo prima, ma era una delle ipotesi. Mi dispiace anche quello che è successo a lui a Parigi agli ultimi minuti di mercato”

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Abraham: “Vittoria e gol importanti. Con Dybala intesa speciale”

Tammy Abraham ha parlato ai microfoni di DAZN per la vittoria contro l’Empoli:

“Molto importante per me fare gol oggi e in generale vincere la partita. Era tanto tempo che non segnavo in casa, mi volevo sbloccare qui, potevo segnare anche più gol oggi. Eravamo molto delusi dopo la Coppa Italia, ci tenevamo a fare risultato, nei primi 30-35 minuti abbiamo dimostrato di essere una squadra che può stare lì nei primi posti della classifica, adesso dobbiamo proseguire. Dybala? E’ un talento speciale, abbiamo una buona intesa sul campo, oggi mi ha fatto un assist, è un vincente ed è importante per noi. Se chiudo gli occhi e penso allo scorso anno abbiamo portato qui un trofeo, la Conference. Il mio sogno è continuare a vincere un altro trofeo. E’ una nuova stagione e siamo in corsa in Europa League, lotteremo fino alla fine”

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Pinto: “Zaniolo? Linea chiara della società. Smalling ha il potere di decidere se restare…”

Tiago Pino ha parlato ai microfoni di DAZN prima di Roma-Empoli:

Sul percorso.
“La serie A è competitiva. Oggi vogliamo dare un regalo ai tifosi che hanno riempito di nuovo lo stadio. Dobbiamo vincere e prendere i 3 punti.”

Sul possibile un reintregro di Zaniolo nel progetto.
“Su Nicolò la linea è chiara. In questo momento non è positivo parlarne sempre.

Su Smalling.
“La palla è a lui. Tutti e due vogliamo continuare insieme. La clausola dà il potere a lui di decidere se rimanere”

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Pellegrini: “Problemi fisici? Dette cose non vere, ora sto bene e mi prendo le mie responsabilità”

Lorenzo Pellegrini ha parlato ai microfoni di Sky Sport dopo la sconfitta contro la Cremonese:

Cosa non ha funzionato stasera?
“Nel primo tempo abbiamo subìto un gol che ha messo la partita in salita per noi e in discesa per loro, si sono chiusi e cercavano di ripartire. C’è tanta delusione e rammarico, tenevamo molto alla coppa. Tra tre giorni si gioca, la delusione deve finire questa sera”.

Immagino la delusione di stasera…
“Sapevamo tutti quanti che in tre partite saremmo potuti essere in finale. Era il percorso più breve per avvicinarci a una coppa. Oggi è stata una partita così, non mi sembra vero ciò che è successo, ma è importante che da domani tutta Roma pensi alla partita di sabato”.

Deve essere difficile per te convivere con questi problemi fisici…
“In queste due settimane si sono dette tante cose non veritiere. Ho preso una botta e mi si è infiammato il nervo. Non riuscivo a correre, ma stando fermo con lo Spezia ho recuperato. Può essere che mi manchi un po’ l’allenamento, ma mi prendo sempre la responsabilità di ciò che faccio in campo. A volte le cose riescono, altre no. L’impegno da parte di tutti e la voglia di vincere non mancano mai”.