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Mourinho sbotta e ricorda Budapest: “Tre rigori negati, ho già pagato per quella serata”

Dopo la sconfitta per 1-3 all’andata, il Fenerbahce di Mourinho è andato vicino ad un’impresa. In trasferta sul campo dei Rangers, la squadra turca aveva riequilibrato il risultato di una settimana fa chiudendo nei 90 minuti regolamentari sul 2-0. Poi un episodio da rigore non concesso al Fenerbahce ha mandato su tutte le furie Mou.

Alla fine la formazione turca è uscita ai calci di rigore, abbandonando l’Europa League al pari della Roma agli ottavi di finale. Lo Special One ha mirato dritto alla direzione arbitrale ricordando la serata di Budapest: “Non vorrei che quanto sia capitato quest’anno sia ancora frutto della finale di Budapest, spero sia solo frutto del caso. Da quella finale, e dalla mia conseguente sospensioni, ci sono accadute cose strane”.

“Prima non siamo andati in Champions per un rigore al 120′ che solo il quarto ufficiale ha visto, oggi al VAR c’era uno dei più bravi, eppure non abbiamo avuto tre rigori. Spero solo sia sfortuna, perché ho già pagato per Budapest”.

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Interviste

Dybala: “Ranieri mi ha trasmesso fiducia. Miglioramento fisico? E’ un segreto…”

Le parole di Paulo Dybala in conferenza stampa alla vigilia di Athletic-Roma:

Grazie a Ranieri stai diventando anche un leader carismatico?
“Sicuramente sì, con la sua esperienza, con i grandi giocatori che ha allenato, mi ha trasmesso la motivazione per caricare, parlare con i più giovani, cercare di aiutare i miei compagni, dentro lo spogliatoio non urlo, cerco di dare fiducia a tutti nei momenti di difficoltà”

Domani a caccia del 2ooesimo gol?
“Spero di sì, sarebbe bellissimo raggiungere questa quota, ma l’importante è che se succede è per passare il turno. I gol sono belli, ma domani la cosa più importante è tornare a Roma con il passaggio del turno”

Non hai ancora segnato in trasferta in Europa. E’ solo un caso? L’imminente convocazione dell’Argentina è un ulteriore stimolo per te?
“Non c’avevo fatto caso a questa cosa dei gol, non leggo i giornali. A me interessa solo passare il turno, posso segnare o fare assist, non mi interessa. In queste partite bisogna pensare alla squadra. La lista ufficiale della nazionale ancora non è uscita. Ovviamente tornare nella mia terra sarebbe qualcosa di unico, spero di poter tornare”

Stai molto bene fisicamente. Avete trovato una chiave?
“Se è un segreto e lo dico non sarebbe più un segreto. Stiamo lavorando bene, sto cercando sempre di trovare la cura giusta, l’ho fatto per tanto tempo, in alcuni momenti andava bene in altri no. Adesso ho trovato dei lavori che mi fanno sentire comodo, che fisicamente mi fanno sentire bene. Stiamo facendo alcune cose ma non le dico”

Con Mati e Paredes vi sentite un punto di riferimento per lo spogliatoio?
“Siamo argentini, ci conosciamo da tempo, condividiamo tanti momenti, ci sono però tanti punti di riferimento in questo club, tanta gente che ha vinto con club e nazionale, ci sono giocatori che stanno qui da tanto abbiamo trovato un equilibrio giusto nello spogliatoio, non ci sono tensioni in allenamento, diamo tutto senza darci botte tra di noi, che alla fine non serve a niente. Ognuno dà il suo contributo al gruppo”

Che ti aspetti dalla gara di domani? Quanto siete favoriti dopo l’andata?
“Penso sia un 50 e 50. Per noi è come se fosse terminata 0-0. Siamo venuti qui per giocare il nostro calcio, la nostra partita, senza pensare al risultato perchè potrebbe venirci contro. Per quanto riguarda l’ambiente, tanti me ne hanno parlato benissimo, troveremo una grande tifoseria, ma poi ci concentreremo sulla partita e sull’avversario, altrimenti potremmo pagarla cara”

Cosa conosci del San Mames e dell’Athletic?
“Del San Mames nulla, ne ho parlato con alcuni colleghi. Ho una grande curiosità di giocare qui, vedere questi tifosi. Sono concentrato sulla partita, non possiamo guardarci in giro”.

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Interviste

Dybala: “Ranieri protagonista della nostra rinascita. Vorrei regalare un trofeo alla Roma. Futuro? Non ci penso”

Paulo Dybala ha parlato a MARCA alla vigilia di Roma-Athletic Bilbao:

Che Roma troverà l’Athletic Club?
“Una Roma aggressiva e con tanta voglia. Giocare all’Olimpico è importante, ci stimola in ogni partita. L’Athletic si è già dimostrato forte nella gara pareggiata a settembre ma spero che questo volta sia diverso”.

Cosa ti attrae di più dei baschi?
“Sono molto curioso di giocare al San Mamés al ritorno. Tutti parlano molto bene di questo stadio, perché i tifosi si fa davvero sentire. In attacco poi sono una squadra veloce e pericolosa ma siamo preparati”.

Cosa ne pensi dei fratelli Williams?
Spero che non abbiano la loro giornata migliore. Li conosciamo entrambi, per la loro velocità e la bravura nei dribbling. Li abbiamo studiati bene, cercheremo di lasciargli troppo il pallone. Seguiremo le indicazioni di Ranieri”.

Sancet, fondamentale per l’Athletic Club, sembra non essere al 100%…
“Non auguriamo il male a nessuno ma è un bene se i calciatori bravi in generale non giocano contro di noi. La squadra di Valverde è comunque forte, dovremo dare il massimo”.

Sei in Italia da tanti anni, hai mai potuto giocare in Spagna?
“Adoro La Liga, la guardo molto in TV. Quest’anno è un campionato molto bello e competitivo, e mi sarebbe sempre piaciuto giocare lì, ma sono in Italia da molti anni ormai. Poi non si sa mai cosa può accadere in futuro”.

Si può dire che l’Olimpico abbia una delle migliori atmosfere d’Europa?
“Inviterei chiunque non lo conoscesse a venire. Ciò che si vive qui è possibile percepirlo solo ad Anfield e in pochi altri stadi. Lo Stadio Olimpico è sempre pieno e anche solo sentire l’inno all’inizio ti regala una magia incredibile”.

In che momento è la Roma?
“Siamo forse nel nostro miglior momento della stagione. In casa siamo più forti e contro l’Athletic dobbiamo continuare su questa strada. Siamo molto fiduciosi, vogliamo sfruttare il fattore campo”.

Ranieri, a 73 anni, ha risollevato la stagione della Roma.
“I meriti di questa rinascita sono in gran parte del mister. Quando è arrivato, era un periodo difficile, con molti cambiamenti interni ed esterni nella squadra, era tutto incerto. Ci ha tranquillizzati facendo le cose semplici, conosce benissimo la piazza di Roma e la sua straordinaria motivazione fa la differenza”.

Dove ti ha migliorato Ranieri?
“Mi lascia molto libero in campo. A volte ovviamente mi chiede aiuto per gestire il risultato e aiutare la difesa ma in attacco sono libero di occupare i punti deboli dell’avversario. Il mister sa che a volte interpreto la partita in modo diverso e mi dà l’opportunità di farlo. Mi sento bene e questo è fondamentale per il finale di stagione”.

Recentemente il tuo contratto si è rinnovato automaticamente per un altro anno. Anche questo ti ha aiutato in campo?
“No, non credo perché già lo sapevo. Ci sono sempre tante notizie su di me, ormai sono abituato. Solo io conosco la verità e questo mi rassicura. Non penso al mio futuro in questo momento”:

La Roma è la favorita principale per vincere l’Europa League?
“Mi piacerebbe rispondere di sì. Non so se siamo i favoriti in assoluto ma so che possiamo dire la nostra fino alla fine. La sfida contro l’Athletic ci dirà se siamo favoriti o meno”.

L’ultimo scudetto della Roma risale al 2001 con Capello in panchina, è difficile ripetere quell’impresa?
“La Roma ha vinto solo tre scudetti nella storia perché il calcio italiano è sempre molto difficile ed equilibrato, come si può vedere anche in questa stagione. Vincere lo scudetto è difficile ma non impossibile e mi piacerebbe lasciare un bel ricordo, un trofeo, quando non giocherò più nella Roma. Oggi però abbiamo l’Athletic e pensiamo solo a questo, oltre al tentativo di conquistare la qualificazione alla prossima Champions League”.

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Filippo Maria Ricci (Gazzetta dello Sport): “Athletic squadra verticale, ma gli manca un centravanti”

Filippo Maria Ricci, inviato della Gazzetta dello Sport in Spagna, è intervenuto ai microfoni di Retesport per approfondire la prossima avversaria europea della Roma, l’Athletic Bilbao:

“Ultimamente l’Athletic Bilbao ha avuto parecchi passaggi a vuoto, nelle ultime 14 hanno vinto solo 5 partite, di cui tre nelle ultime sei. A Madrid hanno avuto una sfortuna bestiale, con tre pali colpiti, meritavano il pari contro la formazione di Simeone. E’ una squadra complicata da affrontare, hanno un grande difetto: gli manca il centravanti. Sabato a Madrid ha giocato Berenguer che è un adattato evidentemente ma sta facendo molto bene, sicuramente meglio che in Italia, poi hanno Guruzeta che non sta convincendo molto (soli 6 gol in Liga). Dopo i problemi di ordine pubblico della sfida di settembre, ieri c’è stata un’iniziativa dei due club per invitare tutti a godersi la partita senza grossi problemi. L’Athletic resta un mezzo miracolo progettuale perchè per loro impostazione lavorano solo su un bacino di calciatori che è pari geograficamente a poco più del Lazio. Non sono mai retrocessi, hanno vinto la Copa del Rey lo scorso anno. E’ una squadra concreta, verticale allenata da uno dei migliori tecnici spagnoli. Potrà pesare il ritorno al San Mames e il fatto che la finale sia a Bilbao, per loro, è una motivazione extra molto forte”

Le ultime su Sancet?
“Sicuramente mancherà giovedì e potrebbe saltare anche la gara di ritorno, ma in questo secondo caso è una sensazione. E’ una grossa assenza per Valverde, ha segnato 14 gol stagionali, arrivando da dietro ha fatto molto bene, insieme ai due fratelli Williams. E’ un’assenza pesantissima, saltò anche la sfida di settembre, una gara che non fa molto testo, perchè era un’altra Roma”

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Interviste

Ranieri: “Dybala è la luce. Felice per la vittoria, ma inammissibili certe leggerezze”

Claudio Ranieri ha parlato ai microfoni di Sky Sport dopo la vittoria per 3-2 contro il Porto:

Serata difficile sulla carta, ma resa gloriosa…
“Avere un campione come Dybala nel tuo arco vuol dire tanto. È straordinario, parla poco ma è un leader e dice sempre le cose giuste. Quando prendo gol divento pazzo, figuriamoci due. Dicevo ai ragazzi: ‘Dove andate!’. Abbiamo rischiato di prendere gol, dobbiamo diventare squadra. La partita ormai era nostra dopo l’espulsione, ma dovevamo essere attenti”.

Ci sono margini di crescita?
“Sono super contento ma dobbiamo migliorare. Anche i muri sanno che prendiamo gol in ripartenza, ma al Porto le abbiamo comunque concesse e questo non è ammissibile”.

Cosa ha aggiunto Dybala a questa serata?
“I compagni hanno dato tutto ma lui accende, è la miccia e la bomba, è tutto. Si diverte e sta bene fisicamente, non vorrebbe mai uscire. Sono contento di averlo”.

Non è facile smettere di attaccare quando ci si diverte…
“Loro si divertono e io mi mangio il grasso del cuore (ride, ndr). A me piace attaccare ma bisogna essere razionali quando si vince. Non posso vedere difensori che vanno oltre la linea offensiva. Sono contento così come i tifosi. I ragazzi hanno ripreso una partita difficilissima, complimenti a loro. Tra andata e ritorno la squadra ha dimostrato di voler fare bene, sono state due partite bellissime”.

Il primo gol di Dybala?
“Il Porto da metà campo in avanti ha grande qualità mentre in difesa sbaglia gli appoggi. Per questo siamo andati a prenderli altri”.

Shomurodov?
“Gli è mancato il gol e mi è dispiaciuto tantissimo. Gli voglio un bene dell’anima, si impegna sempre. Ha buona visione, tecnica e corsa”.

Cosa fa domani alle 13?
“Allenamento. Grazie e buonasera (ride, ndr)”.

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Konè: “A Roma mi trovo bene. Vi spiego l’esultanza con la bandiera…”

Manu Konè ha parlato ai microfoni ufficiali della Roma. Le sue parole:

Già sei un idolo per i tifosi della Roma. Che effetto fa?”
“È una sensazione bellissima. Vorrei ringraziare i tifosi per come mi hanno accolto. Qui mi trovo molto bene e il loro sostegno durante le partite mi motiva. Sono tifosi passionali, innamorati. Mi auguro che continuino a incoraggiarci perché dobbiamo proseguire la risalita in campionato”

Perché festeggi sventolando la bandierina del calcio d’angolo?
“Questo gesto mi ricorda quello di un guerriero in un’arena, che sventola un vessillo. Era qualcosa che già facevo in Germania ed è un modo per esternare la partecipazione, la passione”.

Cosa ne pensi della città di Roma
“È evidente che si tratta di una città bellissima. Ho già girato con la mia famiglia per Roma. Ho fatto qualche giro tra i negozi facendo un po’ di shopping. Devo ancora visitare il Colosseo e il Vaticano. Spero di avere presto questa occasione, ma giocando ogni tre giorni al momento è complicato”.

Qual è il tuo luogo preferito della città?
“In realtà non ho una zona preferita. Dopo gli allenamenti, cerco di trascorrere quanto più tempo possibile tra le mura domestiche. Cerco di dormire. Ho anche un preparatore fisico a casa, che mi segue, al quale dedico del tempo per allenarmi. Roma è una città speciale. Da quando siamo bambini studiamo la sua storia a scuola. È la capitale d’Italia, una città mitica”.

Hai intenzione di comprare casa a Roma e costruire qui la casa dei tuoi sogni?
“L’alloggio che ho trovato, al momento, mi soddisfa pienamente. Ci vivo praticamente da solo, però ho una grande famiglia che, quando mi viene a trovare, mi piace ospitare per trascorrere del tempo insieme. A dire il vero, non ho ancora pensato se acquistare o meno. Voglio concentrarmi solo sul calcio”.

Cosa ti piace fare nel tempo libero?
“Mi piace ascoltare musica, ballare, vedere i video delle mie partite, riposarmi e, come dicevo, anche lavorare con il mio preparatore”.

Se dovessi scegliere un compagno di squadra con cui vivere?
“Penso che mi troverei bene con uno tra Saud, Soulé e Ndicka. Sono quelli con cui ho legato più facilmente da quando sono qui”.

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Le Voci di Retesport

Petruzzi a RS: “Ranieri è cambiato: possibile la Roma non trovi un paio di calciatori utili?”

Fabio Petruzzi ha commentato così la vigilia di Roma-Eintracht Francoforte ai microfoni di Retesport, tra campo e mercato: “Ieri ho visto un’altra volta Ranieri molto rabbuiato e infastidito. Sbrigativo nelle risposte, ha evitato volontariamente il tema mercato. Non vorrei che stia realmente scricchiolando qualcosa in quelle certezze che pubblicamente il mister esprimeva fino a qualche settimana fa sulla Roma, sul progetto futuro e sulle scelte da fare anche nell’immediato”.

A proposito dell’attuale finestra di mercato, Petruzzi afferma: “Possibile che la Roma non riesca a trovare un paio di calciatori utili alla causa, che possano rappresentare delle alternative credibili ai titolari? Questo immobilismo fa sinceramente riflettere su capacità e interesse anche della proprietà sugli obiettivi della Roma”.

Poi la chiosa sull’Eintracht: “E’ una squadra solida, compatte, che corre tanto e attenzione a sottovalutarli, anche se dovessero schierare alcune riserve. In questi casi i giocatori che giocano meno sono più freschi e hanno voglia di mettersi in mostra. La Roma deve partire subito forte”.

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Interviste

Ghisolfi: “Contenti del rinnovo di Dybala. Hermoso? Se parte serve un centrale. Prima le cessioni”

Florent Ghisolfi ha parlato ai microfoni di DAZN prima di Udinese-Roma:

Il ritorno dei tifosi in trasferta?
“Siamo molto contenti che i nostri tifosi siano qui, è una cosa giusta soprattutto per il rapporto tra le due tifoserie. Loro sono sempre al nostro fianco”.

Ci saranno colpi importanti di mercato a gennaio?
“Non vogliamo sbagliare, a gennaio serve intelligenza. Servono delle cessioni prima di fare dei colpo in entrata. Con l’arrivo di Rensch abbiamo acquistato il nostro obiettivo prioritario, ovvero un nuovo terzino destro. Lui è versatile e giovane, vogliamo questo tipi di profili. Vedremo se faremo altri movimenti nell’ultima settimana”.

Hermoso?
“Ci sono squadre interessate a lui. Abbiamo dei contatti ma niente di fatto. Dobbiamo prendere un centrale se lui va via nonostante abbiamo calciatori versatili come Celik, Rensch e Cristante”.

Il rinnovo automatico di Dybala è scattato? Il futuro?
“Sì, è scattato ufficialmente. Siamo molto contenti, è un leader tecnico della squadra. Lui è una figura importante per club e tifosi”.

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NEWS

Ranieri: “Cerchiamo un allenatore che riporti la Roma al top”

Claudio Ranieri sarà ospite di Dribbling, storico programma della RAI. L’intervista sarà trasmessa domani alle 18.30. Ecco un’anticipazione sulle sue dichiarazioni: “Il club cercherà un nuovo allenatore in grado di portare la squadra nell’elite del calcio italiano ed europeo”.

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Interviste

Ranieri: “Squadra in netta ripresa ma va rinforzata subito. Totti? Deve capire cosa fare da grande”

Claudio Ranieri ha parlato ai microfoni del Corriere dello Sport. Ecco uno stralcio della prima parte dell’intervista che sarà poi completata in edicola domani:

(…)

Riesci ancora a emozionarti? Penso naturalmente a domenica sera, al derby.
“Sono emozioni forti, anche perché sono le ultime”.

Vuoi dire che a giugno chiudi sul serio?
“È iniziata l’ultima tappa e quando pensi che sia finita, è proprio allora che comincia la salita”.

Che fantastica storia è la vita. Sarà contento Antonello. Preciso: Venditti, non Alessandro.
“Ho capito di essere cambiato”.

Dove e quando?
“All’Olimpico, quando veniva cantato l’inno di Antonello, io non salivo dal tunnel perché mi commuovevo, mentre adesso riesco a reggere l’emozione e, anzi, il canto dei sessantamila mi dà l’ultima botta d’energia”.

pensare che avevi annunciato l’addio alle armi.
“Mi credi se ti dico che negli ultimi mesi ho ricevuto più richieste che dopo il trionfo col Leicester? Quando mi sono accorto che c’era ancora voglia di Ranieri, la voglia è tornata pure a me, ma sapevo che l’avrei fatto solo per due squadre, Cagliari e Roma. Mi hanno tirato giù dall’Aventino”.

La chiamata – annunciazione!, annunciazione! – quando è arrivata di preciso?
“Quel lunedì di novembre, mi telefonò Ghisolfi per dirmi che i Friedkin volevano parlarmi. Sono partito subito per Londra”.

(…)

I Friedkin ti hanno capito.
“E io ho capito loro, hanno voglia di fare bene, di riportare in alto la Roma. Non parlano in pubblico? Perché, vedi altri americani, mi riferisco a proprietari di squadre, che rilasciano interviste o semplici dichiarazioni? Gli americani sono fatti così. Affidano i compiti alle persone che scelgono e se non vanno bene le cambiano”.

Come hai trovato la squadra?
“Come tutte le squadre che escono da un esonero. In questo caso addirittura due in pochi mesi. Giù moralmente, ma a posto fisicamente. Con Daniele e Juric avevano lavorato bene sul piano atletico. Io ho semplicemente portato le mie idee, ho provato a stimolare i ragazzi, siamo entrati presto in sintonia. Cosa significa entrare in sintonia? Pensare le stesse cose, dare tutto l’uno per gli altri. Giocare sempre alla morte. Sono uno che in allenamento pretende tanto, quando arriva la partita lascio libertà ai giocatori perché, se hanno lavorato bene, sanno come comportarsi sia difensivamente sia offensivamente. A ogni errore deve corrispondere una reazione, nessuno deve ripensare allo sbaglio che ha appena commesso. C’è tanto tempo ancora. Sbagliamo tutti, in campo, nella vita… Tempo fa lessi una frase che mi piacque parecchio”.

Hai vinto il quinto derby su cinque: la prima cosa che hai pensato.
“Ero contento per i tifosi. La gioia che riesci a donare è più grande di quella che provi. Io non ho paura di dire le cose: abbiamo battuto una Lazio che sta facendo una grande stagione e un bellissimo calcio. Domenica ho visto una Roma diversa, una Roma che sa stare in campo. Molto distante da quella di Napoli, ma ero arrivato solo da un giorno e i nazionali erano appena rientrati. Il progresso, la crescita è notevole. A Napoli avevamo fatto una partita buonina, ma eravamo stati troppo timidi, non avevamo mai provato a vincere”.

Da qui al 3 febbraio quanto e dove cambierete?
“Ho già una buona rosa, ma va completata perché tra poco giocheremo tre partite a settimana. Serve qualcosa in più, del resto si parla di mercato di riparazione e allora anche noi proviamo a riparare”.

Qualcosa in più, ma anche qualcosa in meno.
“Ci saranno delle partenze, certo, e gli ingressi dovranno rispettare i parametri del Fair Play Finanziario”.

Come vedi Dybala?
“Con il sorriso. Il sorriso è importante, chi arriva al campo col sorriso, come Paulo, facilita le cose e ti riempie il cuore. Dybala mi piaceva tanto già quand’era al Palermo”.

Sbaglio o gli hai garantito la centralità che inseguiva da anni?
“Per me sono tutti centrali, devono esserlo. Paulo è di un calcio superiore, ora gioca tanto perché sta bene, ma va salvaguardato. Lo tolgo non appena lo vedo stanco. Nel derby lui e Dovbyk hanno fatto un lavoro eccezionale, contribuendo al successo in modo decisivo”.

A Paredes e Hummels hai restituito spazio e dignità.
“A Paredes e Hummels non devi dire niente, loro sanno bene cosa fare e i compagni gli riconoscono la leadership, non a caso si appoggiano sempre su di loro”.

Ogni volta che ti chiedono di Totti, del suo ipotetico – e aggiungo auspicabile – ritorno alla Roma, rispondi che gli telefonerai, che parlerai con lui. È una non-risposta. O hai trovato sempre occupato?
“È una non-risposta. Ma posso garantire che parlerò con Francesco, prima però dovrà capire cosa vuol fare da grande. Parlerò con lui, così come ho parlato con Daniele e vorrei tanto abbracciare Bruno Conti, che non vedo da troppo tempo”.

Pensi che ci siano preclusioni dei Friedkin relativamente al ritorno di Francesco.
Non ne abbiamo ancora parlato. Ma non penso, non lo so”.