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Roma, mediana ‘asfittica: penultima tra le big per gol dei centrocampisti

Caratteristiche in parte. Difficoltà ad arrivare con frequenza a battere a rete, ma anche tanti, troppi errori. La somma di questi fattori dipingono una Roma che nelle ultime partite ha segnato meno rispetto alla prima parte dell’avventura di Ranieri in panchina e sta trovando comunque pochi gol da un reparto, che in altre squadre, porta invece reti e punti preziosi.

Il centrocampo della Roma è il reparto oggetto del nostro focus: da una parte la sparizione di Pellegrini (fermo a 3 reti stagionali), che certamente nell’ultimo quinquennio, è stato il centrocampista più prolifico dei giallorossi (al pari di Mkhitaryan).

Dall’altra anche le difficoltà ad esempio di Paredes e Cristante (2 gol ciascuno) che insieme faticano a trovare spazi e tempi per arrivare alla conclusione. Eppure le occasioni come quella capitata ad esempio a Locatelli della Juventus domenica ci sono state e i due calciatori sarebbero dotati anche di un bel tiro dalla distanza.

Anche Manu Konè si è fermato: dopo un buon inizio in zona gol, il francese che comunque in carriera finora non ha mai segnato tantissimo, si è fermato a 2 sigilli, di cui uno con il Lecce nella parte finale del girone d’andata. Meglio ha fatto Pisilli, ultimamente sempre più cambio dell’ultima mezz’ora, che però è fermo a 3. Sono invece 2 i sigilli di Baldanzi, mentre Le Fèe (poi ceduto a gennaio) e Gourna-Douath arrivato dal Salisburgo nella finestra invernale sono per ora a secco.

In totale fanno 13 reti complessive spalmate su 8 calciatori. Un bottino amaro e decisamente magro, se si pensa che ad esempio nel Milan il solo ne ha segnati esattamente 13 stagionali. Al di là dell’olandese, il problema lo ha anche la formazione rossonera: solo Fofana (1 gol) è andato a segno tra i mediani del Milan. A secco Loftus-Cheek, Bennacer, Musah e Bondo.

Foto Farioli

Le altre big: dominano Atalanta e Inter. Nel Milan segna solo Reijnders

In casa Juventus, con meno interpreti rispetto alla Roma, sono 13 i gol realizzati dai centrocampisti dunque un dato pari a quello giallorosso: 3 di Koopmeiners, in una stagione negativissima rispetto a quella straordinaria dello scorso anno; 4 di Thuram, 1 per Locatelli (quello dell’Olimpico…), 5 per McKennie il migliore dei bianconeri. L’unico rimasto a zero è Douglas Luiz, oltre a Fagioli che poi si è trasferito a Firenze.

Simone Inzaghi è un allenatore che ha sempre valorizzato le mezzali e in generale le sue squadre sono sempre state particolarmente prolifiche. Non sorprende dunque che solo il centrocampo nerazzurro finora quest’anno abbia messo a segno 23 reti: 10 Calhanoglu, 6 Frattesi, 3 Barella, 2 Zielinski, 1 Mkhitaryan, 1 Asslani.

Davanti a tutti però c’è come sempre l’Atalanta di Gasperini che se si esclude De Katelaere (11 reti) ormai trasformato in una seconda punta, ha trovato dai suoi centrocampisti e incursori la bellezza di 26 gol stagionali: Ederson 4, Samardzic 5, De Roon 4, Zaniolo 3, Pasalic 5, Brescianini 5. E’ rimasto finora a secco solo Sulemana, comunque impiegato pochissimo.

Scorrendo veloce le altre formazioni: bene il Napoli, soprattutto grazie ad Anguissa (6) e McTominay (7) che hanno realizzato in due ben 13 reti, a cui si somma anche il gol di Billing valso comunque un punto.

Male la Lazio con appena 7 reti dal centrocampo: 5 di Dele-Bashiru, 1 di Vecino e 1 di Guendouzi, con Rovella rimasto a secco.

La Fiorentina che ha alternato tanti calciatori in mediana, ha maturato uno score interessante: Fagioli 1, Mandragora 5, Adli 4, Richardson 1, Bove 1, Cataldi 3, totali 15. Stessa quota finora raggiunta dal Bologna grazie ad Odgaard (6 reti), Pobega (4), Fabbian (3), Urbanski (1), Fergusson (1).

  • Tabella complessiva

    Atalanta 26 (7 centrocampisti)
    Inter 23 (6 centrocampisti)
    Bologna 15 (8 centrocampisti)
    Fiorentina 15 (7 centrocampisti)
    Napoli 14 (5 centrocampisti)
    Milan 14 (5 centrocampisti)
    Roma 13 (8 centrocampisti)
    Juventus 13 (6 centrocampisti)
    Lazio 7 (5 centrocampisti)

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Konè ha riacceso i motori: la strategia di Ranieri e la grande prova con la Juve

Bastone e carota. Questa è la filosofia che Ranieri, dall’alto della sua grandissima esperienza, ha impiegato nella gestione di alcuni singoli traendo delle buone risposte.

Era accaduto con Dovbyk, che dopo esser stato pungulato da Sir Claudio ha risposto sul campo con tre gol consecutivi in campionato valsi nove punti, è successo anche con Manu Konè.

Nella prima parte dell’esperienza giallorossa, subito dopo il suo ritorno a Trigoria, Ranieri ha inquadrato Konè come uno dei suoi inamovibili dichiarandosi letteralmente ‘innamorato‘ del calciatore.. Al pari di Angelino, Svilar e Ndicka, il francese ha disputato tutte le prime 12-13 partite della terza era Ranieri per 90 minuti senza mai essere sostituito.

Poi complice probabilmente un calo psicofisico, Konè è stato impiegato meno e Cristante ha ritrovato post infortunio maggiore spazio. Ranieri ha avuto modo di commentare alcune prestazioni dell’ex Gldabach, lasciando intendere che il ragazzo può e deve migliorare in alcuni atteggiamenti.

Indiscutibilmente Konè a volte dà l’idea di innamorarsi troppo del pallone e di vivere una partita personale nella partita, che consta anche di qualche leggerezza di troppo. Tatticamente però sta crescendo enormemente e contro la Juventus ha sfoderato una delle sue migliori prestazioni dell’anno. Recordman giallorosso per recuperi, tackle bassi vinti, duelli aerei vinti, percentuale elevatissima di passaggi riusciti, Konè ha letteralmente dominato la mediana, ingaggiando un duello affascinante con il connazionale Thuram.

Servirà la sua verve e la sua qualità in questo arduo finale di stagione a cominciare dal derby dove ad attenderlo ci sarà Guendouzi, con il qualche c’erano state parecchie scintille nella gara vinta dalla Roma a gennaio.

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Calciomercato

Konè, sirene da mezza Europa ma Ranieri lo rivuole al top

Manu Konè ha giocato una grandissima sfida di ritorno contro la Croazia, nel cuore del centrocampo francese. Una prova che non è passata inosservata sicuramente a Trigoria, dove Ranieri spera di riaccogliere un Konè al 100% concentrato.

Perchè rispetto alla prima parte dell’esperienza di Sir Claudio sulla panchina, recentemente Konè ha perso quel ruolo di inamovibile che gli era stato conferito dall’allenatore.

 Nelle ultime partite il suo rendimento è sceso e Ranieri lo ha tenuto fuori nella doppia sfida contro l’Athletic. Nel mezzo anche qualche atteggiamento che non è piaciuto in allenamento con l’allnatore che lo ha dovuto ‘strigliare’.

Forse la testa è al mercato? In Francia i tifosi del PSG hanno taggato il club sotto i video di Manu. Piace in Inghilterra e al Borussia Dortmund. Ma l’obiettivo ora è fare bene con la maglia giallorossa. Lo riferisce il Messaggero.

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Infermeria

Konè, nessun allarmismo: gli aggiornamenti – VIDEO

Manu Konè ha disputato da titolare ieri sera il return match degli ottavi di finale di Nations League con la maglia della Francia.

Schierato al fianco di Tchouaméni da Deshamps, il centrocampista giallorosso è stato giudicato uno dei migliori in campo dalla stampa transalpina, rendendosi protagonista del 2-0 che ha chiuso i tempi regolamentari, spingendo la Francia ai supplementari.

Al minuto 110′ però Konè è stato costretto al cambio. Dopo l’ennesimo scatto e recupero palla, il mediano giallorosso ha avvertito un fastidio sotto la coscia sinistra.

Sui social nei minuti successivi all’episodio si è sparsa subito preoccupazione, in parte acuita da alcune immagini che mostrano Konè particolarmente zoppicante lasciare il campo e poi abbracciarsi con il Ct della Francia.

Successivamente però tale allarmismo è stato spento già dal ritiro francese e poi dalla Roma. Nessun problema particolare, ma solo crampi per Konè che si candida dunque per una maglia da titolare contro il Lecce, considerando che Paredes sarà l’ultimo in ordine di tempo a rientrare nella capitale probabilmente un giorno prima della partenza per la città salentina.

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Nazionali

Nazionali, problema fisico per Konè. In campo anche Dovbyk e Saelemaekers

Serata importante per diversi nazionali giallorossi impegnati nelle gare di ritorno della Nations League.

Manu Konè ha giocato titolare nella battaglia della sua Francia, vinta ai rigori contro la Croazia. Il centrocampista giallorosso ha disputato 110 minuti ed è poi uscito per un problema muscolare. Per il momento dai primi segnali sembra trattarsi solo di crampi ma andrà verificato nelle prossime ore.

Torna in campo anche Dovbyk, dal 69′ nella sfida persa contro il Belgio. Smaltita dunque l’influenza per il centravanti ucraino. Stesso minutaggio anche per Saelemaekers.

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Nazionali

Nazionali Roma, pochi minuti per Konè e Saelemaekers

Primo turno indenne per alcuni titolari della Roma impegnati in giro per il Mondo con le rispettive nazionali. Manu Konè e Alexis Saelemaekers infatti hanno disputato pochi minuti nelle rispettive sfide di Nations League con le maglie di Francia e Belgio.

Vittoria amara per Shomurodov con l’Uzbekistan: l’attaccante giallorosso infatti ha fallito un calcio di rigore.

Panchina per Nelsson nella sfida della Danimarca. Oggi sarà il turno dei due azzurrini – Baldanzi e Pisilli – con la maglia dell’Under21.

Si attendono infine notizie su Dovbyk: l’attaccante ha saltato l’andata tra Ucraina e Belgio (vittoria per 3-1 della formazione gialloblu) per un forte attacco febbrile. Si punta a recuperarlo per il ritorno di inizio settimana, altrimenti tornerà nella capitale.

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Konè a tutto campo, il ritorno del lupo dominante: i numeri

Tra le righe della sfida vinta dalla Roma contro il Porto, sono due i calciatori che hanno maggiormente impressionato il pubblico giallorosso e non solo dopo Paulo Dybala, autore di una doppietta magistrale: Konè e Angelino.

Nello specifico il francese è tornato a giocare a distanza di qualche settimana una partita piena in termini di contenuti fisici, tecnici e tattici.

Iniziamo dal posizionamento medio: l’heat map del sito sofascore svela la capacità di Konè di occupare di fatto in ampiezza e lunghezza quasi ogni porzione di campo. Un calciatore che viaggia alla media di 11-12 km percorsi a partita, assolutamente imprescindibile per Ranieri salvo un paio d’occasioni dal ritorno nella capitale e continua a crescere nel suo rendimento.

93% di passaggi riusciti, 8 duelli vinti (migliore dei giallorossi), 5 recuperi (anche qui il migliore dei suoi), 2 dribbling riusciti e diversi contrasti vinti palla al piede che ne denotano anche un recupero della brillantezza fisica e dell’esplosività che era venuta un pochino meno nelle ultime partite giocate.

Nel primo tempo ha dato l’idea, dopo Dybala, di suonare la carica e contribuire ad alzare il baricentro giallorosso per cercare con insistenza i gol utili a ribaltare il risultato. Dal suo piede destro nasce il passaggio filtrante che ha portato al raddoppio di Dybala.

Manca forse un pochino di efficacia dentro l’area di rigore. Partendo da un centrocampo a due, Konè raramente riesce ad arrivare al tiro all’interno dei 16 metri, ma potrebbe sfruttare maggiormente le sue doti balistiche dalla distanza. Anche ieri un solo tentativo con un bel destro, potente ma non preciso, che si è spento sopra la traversa.

Sui social poi è protagonista assoluto: Konè continua a postare delle locandine che lo ritraggano nelle vesti di un lupo famelico, dopo la gara di ieri intento a mangiare un bel piatto di spaghetti. Della serie: “Buon appetito”.

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Ghisolfi e le ‘sei’ colonne della Roma: il punto tra rinnovi, sirene estere e strategie

Le nostre certezze sono Konè, Dybala, Mancini, N’Dicka, Svilar e Paredes“. Florent Ghisolfi, non casualmente almeno leggendo tutto a distanza, ha espresso sabato ai microfoni de il Corriere della Sera, quali saranno le colonne portanti della Roma nella prossima stagione.

Quei giocatori su cui la società vorrebbe ricostruire il c.d. gruppo storico per aprire un nuovo ciclo. Al di là della dimenticanza (?) di uno come Angelino che per la crescita dimostrata, la leadership e le qualità tecniche, appare come uno dei migliori acquisti (qualità-prezzo) dell’ultimo decennio, ma anche della mancata (ma forse voluta?) indicazione del nome di Dovbyk, pagato l’estate scorsa 35 milioni, la Roma sembra avere le idee chiare su chi dovrà rappresentare un po’ l’architrave della squadra.

Cadute le candidature di Pellegrini e Cristante che la Roma vorrebbe accompagnare alla porta a giugno, dopo aver cercato invano di cederli a gennaio e considerando i giovani chiaramente un gradino sotto il livello di personalità e spessore dei calciatori citati da Ghisolfi, è necessario che il club definisca le posizioni dei suoi leader (o presunti tali) il prima possibile per non avere brutte sorprese.

Foto Fraioli

A cominciare da Mile Svilar che attende ancora la chiamata decisiva per il rinnovo di contratto. Il ragazzo è sereno, pubblicamente ha più volte detto che non ci saranno particolari problemi, di voler restare e di voler crescere con la Roma, ma le tempistiche che lo stesso Ranieri aveva indicato ad inizio gennaio sul suo prolungamento (e su quello di Pisilli) non sono state finora rispettate dalla direzione sportiva. Più trascorrono le settimane e più sale il rischio che qualche club straniero possa bussare alla porta di Trigoria, considerando che la Roma per provare a limitare i danni in termini di deficit di bilancio, qualche cessione dovrà farla tra giugno prossimo e giugno 2026.

Se Gianluca Mancini di recente ha dichiarato che avendo ancora 2 anni di contratto è stato chiaro con i suoi agenti e indirettamente con la Roma, esprimendo il desiderio di proseguire qui almeno altre due stagioni, qualche dubbio sorge su Ndicka. Il classe 98′ – arrivato a zero dall’Eintracht Francoforte – è sicuramente migliorato rispetto agli esordi nelle prime settimane con Mou e ha un grande punto a favore: una condizione fisica e un atletismo che gli consente di giocare tutte le partite. Era titolare inamovibile con il lusitano dopo un periodo di apprendistato, lo è stato per De Rossi (con ottimi risultati nella difesa a quattro), poi anche con Juric e oggi con Ranieri. Ma resterà al 100%? La volontà della Roma è chiara, il mercato potrebbe dire qualcosa di diverso.

Dybala e la Roma sono tornati ad amarsi, dopo un momento in cui entrambe le parti si sono sentite tradite. La Joya ha oggettivamente da un paio di mesi volto e testa diverse. E’ più coinvolto e sente di esser tornato al centro della Roma. Ma il club giallorosso deve lavorare sui conti e non potrà permettersi un ingaggio lordo vicino ai 16 milioni annui. Nelle prossime settimane continuerà il dialogo con i suoi agenti sull’ipotesi di un biennale con spalmatura.

Da un argentino all’altro, la querelle Paredes è ancora in piedi e probabilmente rimarrà tale fino al termine della stagione. L’argentino ha il desiderio di tornare al Boca ma non vuole andare a giocare gratis. Il Santos dell’amico Neymar metterebbe già da adesso sul piatto un’offerta molto allettante, ma a Buenos Aires vivrebbero la sua eventuale scelta di andare in Brasile come un tradimento. Paredes ha recentemente rifiutato l’Arabia Saudita, forse perchè ha capito di poter essere ancora protagonista in Europa. Ghisolfi ha dichiarato pubblicamente che la Roma sta lavorando su un rinnovo annuale, mentre Ranieri – erroneamente – era andato dietro la voce non confermata dal club di un rinnovo automatico per un altro già scattato. Tenere o no Paredes dipenderà anche dal nuovo allenatore e dalle sue idee calcistiche. L’investimento su Konè prima, Gourna-Douath a gennaio e sulla futura mezzala (Frattesi o no) lascia pensare che la Roma si stia però cautelando.

Infine c’è proprio Konè nella lista ‘dei desideri’ di Ghisolfi. Prelevato dal Gladbach, la Roma punta tantissimo su Manu di cui Ranieri è letteralmente innamorato. Difficile che non lo sia anche il futuro tecnico giallorosso, considerando che Konè è un titolare del centrocampo della Francia vice-Campione del Mondo. 20 milioni circa spesi per il suo cartellino, oggi ne vale già il doppio sul mercato ma la Roma vorrà tenere duro almeno per un’altra stagione. Ma Konè è blindato da un contratto lungo, il più lungo dei citati, quindi i rischi sono relativi.

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Coppa Italia, Konè e El Shaarawy ok: saranno a disposizione di Ranieri

Usciti anzitempo per due problemi fisici accusati nella ripresa contro il Napoli, sia Manu Konè che Stephan El Shaarawy non hanno riportato particolari problemi.

I controlli di queste ore hanno escluso lesioni per i due calciatori che saranno dunque a disposizione contro il Milan.

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Konè salterà la sfida di Venezia per squalifica

Claudio Ranieri non potrà disporre di Konè a Venezia. Il francese è stato ammonito nel secondo tempo contro la squadra di Conte, era diffidato e salterà la sfida in Veneto.