Se Paredes e Hummels sono due ‘monumenti’ della Roma, per Claudio Ranieri c’è anche un insostituibile: Manu Konè.
Il centrocampista francese, ha conquistato la titolarità e l’inamovibilità, complice anche l’assenza di Cristante e la sparizione di Le Fèe, ma lo ha fatto anche perchè le sue caratteristiche si sposano perfettamente con quelle di Paredes in un centrocampo a due.
I numeri confermano la scelta ormai chiara da parte del tecnico romanista. Konè ha giocato 12 volte sulle 14 uscite ufficiali con Ranieri in panchina gli interi 90 minuti senza esser sostituito, in una sola occasione è uscito al 45′ – contro il Milan a San Siro – poichè a rischio espulsione, mentre in Coppa Italia con la Samp era fuori dai convocati. Di fatto Konè è diventato un titolare inamovibile della Roma per Ranieri, al contrario di quanto era avvenuto con Juric dove il suo utilizzo almeno inizialmente era stato piuttosto intermittente.
Il francese ha disputato il 96% dei minuti da quando il tecnico Testaccino è tornato sulla panchina romanista, offrendo ottime prestazioni e restando in campo nonostante qualche difficoltà fisica palesata recentemente a causa di un fastidio al ginocchio che ha saputo gestire senza particolari rischi.
Domenica scorsa a Udine, Ranieri lo ha schierato di fatto da regista al posto di Paredes. E in questo senso il tecnico romanista ha sottolineato la sua straordinaria duttilità: “Può giocare in tutti i ruoli, con la Francia ha già più volte giocato da riferimento basso o regista. Sono innamorato di Manu”.
Manu Konè dopo il suo arrivo e le prime gare in panchina con Juric, si è letteralmente preso la Roma. E’ un insostituibile per Ranieri, che quando fa un cambio in mezzo al campo, nei minuti finali preferisce tenerlo in campo, sostituendo Paredes.
Il francese è blindato da un contratto fino al 2029 firmato appena 5 mesi fa e la Roma non ha intenzione di cederlo, ma diversi top club di Premier League hanno messo gli occhi sul calciatore. I report sono tutti positivi. La valutazione? Il suo cartellino oggi si è raddoppiato se non di più. Per meno di 50 milioni, la Roma non si siede neanche a trattare. Lo scrive il Corriere dello Sport.
Manu Konè è uno dei pilastri del nuovo corso di Ranieri. Insieme a Hummels e Paredes, il centrocampista francese rappresenta un vero e proprio inamovibile.
Una valutazione talmente evidente che a Como il tecnico giallorosso nonostante le precarie condizioni fisiche dell’ex Gladbach, ha deciso di tenerlo in campo fino alla fine.
Ieri un turno di stop necessario per ripulire le scorie di quest’ultimo periodo gioco a mille e con grande impeto fisico. Il problemino muscolare accusato già alla vigilia di Como sarà gestito in questi giorni e da Trigoria, rispetto alle scorse ore, filtra maggiore ottimismo per il pieno recupero in vista della delicatissima sfida di domenica contro il Parma.
Manu Konè ha convinto tutti. Non aveva convinto inizialmente solo Juric che non intravedeva ancora le caratteristiche giuste per il suo (presunto) gioco nel francese, ma poi anche il muro del croato si è sgretolato subito.
In assoluto i numeri del francese tra tackle vinti, recuperi, passaggi decisivi, passaggi riusciti e occasioni da gol descrivono un livello costantemente in crescita di un ragazzo, che da poco è diventato anche titolare in Nazionale.
La crescita di Konè – 24 anni – non è passata inosservata agli occhi di mezza Europa. Diversi club, come svela oggi il Corriere dello Sport, hanno messo gli occhi sull’ex Gladbach ma la Roma non ha nessuna intenzione di cederlo.
La fredda serata dell’Olimpico e il gol del 2-0 realizzato da Zaniolo, con la coda di veleni legati all’esultanza e a qualche gesto sgarbato nei confronti di ex compagni e pubblico, ha metaforicamente il sapore dello spartiacque.
La Roma è ufficialmente in lotta per la salvezza, è inutile nascondersi. Basta leggere la classifica che la vede a 2 punti dal trittico che chiude la colonnina di destra, con tre gare decisive in calendario, che sanno di scontri diretti: Lecce, Como e Parma.
Tre piccole finali che in caso di successo permetterebbero ai giallorossi di divere festività natalizie più serene a magari porre uno sguardo più realistico sul prossimo futuro, ancora tutto da scrivere.
Claudio Ranieri è l’uomo scelto dalla proprietà per salvare la Roma e rifondarla. Nelle more di tre prestazioni diverse, con quella di Londra sicuramente al top nella classifica delle più convincenti, il tecnico testaccino sta tentando di rintracciare nuovi leader a cui affidare il compito di guidare la squadra fuori dalla tempesta.
Perchè la Roma delle semifinali e delle finali europee, dei sold out, dell’orgiastica passione Mourinhiana di fatto non esiste più: via Rui Patricio, Smalling, Ibanez, ma anche Matic, Karsdorp, Abraham, Spinazzola, Mkhitaryan e Zaniolo (eroe di Tirana).
Pellegrini messo momentaneamente da parte per ritrovare se stesso. Cristante schiacciato dalla contestazione e dall’insoddisfazione di un pubblico che non lo ritiene più un insostituibile; Dybala frenato da uno stato fisico che non gli consente di allenarsi appieno con la squadra. Mancini in difficoltà, gli errori gravi contro l’Atalanta lo hanno dimostrato.
Quella Roma lì non c’è più. Oggi il gruppo è un’entità multiforme, tra vecchi stanchi e in difficoltà, nuovi incapaci di incidere. Si salva Manu Konè, a cui Ranieri – come qualunque altro allenatore a parte Juric che c’è arrivato in ritardo – ha affidato il compito allacciare la Roma in mezzo al campo. Il francese ha la personalità per incidere nei 90 minuti con contrasti, conduzioni del pallone, intuizioni e lo sta dimostrando.
Poi c’è Mats Hummels a cui Sir Claudio sembra aver affidato le chiavi della squadra, quasi fosse un ‘Buon Padre di Famiglia‘ che prende per mano i figli per condurli verso lidi migliori. Il tedesco stringerà i denti e col Lecce ci sarà, perchè si è percepita nettamente la differenza in termini autorevolezza difensiva tra prima e dopo lo stop muscolare contro l’Atalanta.
Foto Fraioli
Il terzo è Leandro Paredes: Ranieri ha capito che in mezzo al campo la Roma avesse bisogno di uno scoglio a cui aggrapparsi, soprattutto ora che la palla scotta tantissimo. L’argentino sente una rinnovata fiducia che sta proiettando sul campo con lo stesso atteggiamento positivo visto in primavera con De Rossi in panchina.
Angelino è un insostituibile: è il calciatore di movimento che ha fin qui giocato di più con la Roma. Ha attraversato tre metodologie di lavoro completamente diverse ma non è mai uscito. Riportato a giocare da quinto, ha meno l’incombenza di difendere e può aggredire in avanti, come successo con Bellanova, di fatto escluso dal campo.
La sensazione è che il quinto leader di Ranieri possa diventare Saelemaekers: ha la mente libera, non ha vissuto sul campo l’appiattimento della Roma di quest’ultimo bimestre a causa dell’infortunio al malleolo subito a Marassi. Ha personalità e leadership tecnica, ma soprattutto ha quell’alone di imprevedibilità che alla manovra offensiva della Roma potrebbe dare l’elettricità necessaria per risvegliare anche gli altri compagni, a cominciare da Dovbyk.
Da questi uomini Ranieri è ripartito, senza dimenticare Svilar e Ndicka sempre presenti, per risollevare la squadra, con la speranza che anche qualche ‘senatore’ finalmente si svegli.
Manu Konè contro il Bologna era sembrato veramente l’ultimo a mollare. Una prestazione solida, con un assist vincente servito a Soulè ma sprecato dall’argentino sulla traversa, una serie importante di recuperi in mezzo al campo. L’anima di una squadra spenta e destinata al terzo cambio in panchina.
Claudio Ranieri non potrà che aver apprezzato la prestazione dell’ex Gladbach contro l’Italia di ieri sera, con una soluzione tattica ‘nuova’: perchè se nella Roma è sempre stato schierato da mezzala e comunque, anche se in un centrocampo a due, non con i compiti del regista puro, Deshamps intravede in questo ragazzo qualche qualità diversa. Il CT transalpino da quando ha iniziato a convocare Konè a settembre, lo ha sempre schierato come perno centrale di una mediana a tre.
Ieri sera Konè aveva ai suoi fianchi Rabiot e Guendouzi che hanno fatto da raccordo e nel caso dell’ex bianconero anche segnato due reti. Il centrocampista della Roma invece ha dominato la scena da regista ‘moderno’, recuperando decine di palloni, smistando con qualità e intelligenza, giocando quasi a uomo su Barella ed eclissandolo per buona parte della sfida, costringendolo ad abbassarsi tantissimo nonostante fosse stato schierato da Spalletti trequartista alle spalle di Retegui.
Konè è stato una delle chiavi del successo della Francia a San Siro e i numeri della prestazione del centrocampista giallorosso lo consacrano nella sua completezza: nove contrasti vinti su tredici tentati nell’uno contro uno, più due nei duelli aerei e due tackle riusciti; precisissimo anche nella gestione del pallone: i passaggi riusciti sono 48 su 51.
De Rossi lo ha voluto fortemente, tanto da alimentare un pressing personale sulla dirigenza romanista nella coda finale dello scorso mercato. Juric non ne aveva apprezzato inizialmente tutte le qualità, tenendolo anche fuori in parecchie sfide poi non ne ha potuto fare a meno. Con Ranieri, il francese, potrebbe diventare un titolare inamovibile, il vero dominus del centrocampo giallorosso.
Primi impegni per i giallorossi in giro per il mondo. Brutte notizie sul fronte Shomurodov: l’attaccante uzbeko si è fermato per infortunio all’inguine, dopo una ventina di minuti ed è stato costretto al cambio, lasciando il campo in lacrime.
Zero minuti per Konè – nel match pareggiato dalla Francia contro Israele- e per Pisilli con la maglia azzurra.
23′ minuti in campo per Paredes, partito dalla panchina nella sfida persa dall’Argentina 2-1 contro Paraguay.
I giallorossi hanno necessità di vincere per provare a non perdere ulteriore terreno dal treno europeo e magari accorciare su alcune contendenti.
Per questo il tecnico croato schiererà la miglior formazione possibile, sfruttando il riposo concesso – totalmente o quasi – a parecchi titolari giovedì scorso in occasione della sfida europea.
Foto Fraioli
Modulo a tre e Dybala dall’inizio: la probabile formazione
Svilar tra i pali – lo scorso anno parò un rigore al Franchi consentendo ai giallorossi di raggiungere il pari nel finale – poi linea a tre con Ndicka (futuro ‘top player nel ruolo’ secondo Juric) al fianco di Mancini, che è rientrato dall’influenza e Angelino che tornerà nel ruolo di braccetto a sinistra. L’unica possibile variazione è la conferma di Hermoso, con lo spagnolo alto a sinistra e Zalewski confermato quinto di destra, visti gli elogi ricevuti da Juric oggi in sala stampa.
A quel punto riposerebbe Celik, con Konè e Cristante in mezzo al campo. Il francese è in vantaggio su Pisilli. Davanti Pellegrini e Dybala alle spalle di Dovbyk.
Soulè torna in panchina, con Baldanzi pronto a subentrare. Out El Shaarawy, indietro nelle gerarchie Paredes mentre Le Fèe potrebbe essere utile nei cinque cambi della ripresa.
Come seguire Fiorentina-Roma?
Il match sarà trasmetto da DAZN e potrete ascoltare la gara anche sui 104.2 di Retesport, oltre che in streaming audio su retesport.it, DAB, App ufficiale, Alexa e Google Home.
Serata positiva per i nazionali giallorossi. Artem Dovbyk, dopo i dubbi sulle sue condizioni fisiche, è sceso in campo dall’inizio del match contro la Repubblica Ceca, segnando la rete su rigore decisiva per il pari finale.
Pisilli non ha partecipato alla vittoria degli azzurri contro Israele, mentre Celik – schierato da Montella difensore centrale – ha battuto 4-2 con la Turchia, l’Islanda in trasferta.
Buona prova anche di Manu Konè con la Francia nel big match contro il Belgio. Vittoria per i transalpini e rete annullata al centrocampista giallorosso.
Manu Konè ieri sera ha convinto tutti. A cominciare dai tifosi francesi che dopo la pesante sconfitta contro l’Italia speravano di vedere qualcosa di nuovo. Deshamps lo ha schierato perno centrale di un centrocampo a tre, a dimostrazione ulteriore della sua completezza.
Nonostante il giallo rimediato nei primi minuti, Konè è stato uno dei migliori in campo per intercetti, ripartenze, palloni giocati e occasioni create.
I numeri della sua prestazione sono di alto livello: 4 occasioni create, 93% di passaggi riusciti, 4 lanci in profondità 100% di dribbling riusciti, 4 intercetti, 70% di duelli vinti, 4 falli conquistati.